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Milano domani2

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ANNO II - n. 4 GIUGNO 1976

L.150 PERIODICO DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'

IL 20 GIUGNO SI VOTA PER UN'ITALIA DIVERSA

Risposta a quattro obiezioni Ciò che tutti ci aspettavamo ormai da parecchie settimane, anche se molti speravano di evitarlo, è ora certo: il 20 giugno si voterà. Era inevitabile questa scelta? Molti italiani sono convinti di no, e noi siamo tra questi. Era infatti possibile, e necessario, che le forze politiche trovassero un accordo che consentisse di arrivare alla fine della legislatura. Troppi, e molto gravi, sono infatti i problemi che il Paese ha di fronte perchè non si dovesse fare ogni sforzo per evitare le elezioni anticipate. In questo senso si era mosso già La Malfa quando si era fatto promotore di un accordo fra tutti i partiti democratici sui problemi della nostra economia. Il tentativo tuttavia era stato ritirato allorché il quadro politico era risultato gravemente compromesso dalla decisione democristiana di cercare lo scontro con gli altri partiti democratici sulla questione dell'aborto (il famoso emendamento all'articolo 2 della legge votato dalla DC e dai fascisti!). Anche la proposta avanzata successivamente dal Partito comunista di andare a ricercare una convergenza sui problemi più gravi, senza per questo modificare i rapporti fra maggioranza e opposizione, veniva rifiutata dalla Democrazia cristiana, la quale in tal modo sceglieva, tra l'altro, di isolarsi dai suoi stessi alleati repubblicani e socialdemocratici. In più veniva « resuscitato » Fanfani, il quale era nominato presidente del partito: dimostrazione questa delle difficoltà che la DC incontra sulla strada del suo dichiarato, ma mai concretamente realizzato, rinnovamento. La DC si presenta dunque col volto elettorale di sempre: alla segreteria un uomo per le masse popolari, alla presidenza uno per i moderati e i conservatori. A questo punto perciò non rimane altro da fare che prendere atto della scelta della DC e an-

dare alle elezioni: il dibattito parlamentare in tal senso si è dimostrato solo l'ultimo tentativo democristiano di cercare di scaricare le proprie responsabilità sugli altri. Si è aperta ora la campagna elettorale e il tentativo delle forze più retrive, e purtroppo fra queste spesso si ritrovano molti « capi storici » democristiani, è di trasformare queste elezioni in un referendum, cercando di agitare lo spettro della paura del comunismo. Noi ci auguriamo invece che il clima elettorale si mantenga il più possibile sereno, perchè la maturità degli italiani deve, ancora una volta, dimostrarsi attraverso una scelta ragionata e non emotiva. Quali sono infatti gli « argomenti » portati avanti da i fautori dello scontro? Schematicamente possono essere così riassunti. 1 — Il 20 giugno si vota « per » i comunisti o « contro » i comunisti. Pensiamo che ciò sia falso, sia perchè il Partito comunista non aspira nè a governare da solo, nè a governare col 51% dei voti dei partiti di sinistra; anzi la proposta politica dei comunisti è profondamente diversa: che cosa vuol dire infatti « compromesso storico » se non alleanza di tutte le forze democratiche e popolari (compresa una Democrazia cristiana diversa da quella attuale) per risolvere i problemi del Paese? 2 — Secondo molti conservatori i comunisti non danno sufficienti « garanzie ». Strana affermazione questa, pronunciata poi da chi in questo momento si trova coinvolto in gravi scandali che, tra l'altro pongono in discussione la stessa capacità della nostra classe dirigente di fare scelte tali che garantiscano il rispetto della nostra indipendenza nazionale. Crediamo infatti che, proprio in questo momento, siano soprattutto i comunisti a poter chiedere garanzie agli altri, sia che si tratti della DC che

ENTRO IL 1976

Il consultorio familiare in via Zama Confronto con i cittadini al Centro Civico Doveva essere un momento di pressione nella battaglia che il Comitato Sanitario conduce da circa 2 anni per avere questo servizio e si é trasformato in un dibattito sul come farlo, dopo la comunicazione che il Comune lo istituirà nell'asilo nido di via Zama. Sala piena e moltissime donne presenti. Per fortuna niente lunghe relazioni all'inizio, ma brevi introduzioni ad un'animata discussione, che é stata polemica, vivace, costruttiva. Perché polemica? Perché c'erano molte giovani femministe, che vedono nel consultorio il palcoscenico ideale per le loro battaglie: il Comune me lo dà e guai a chi me lo toglie, sembrano dire. Se il medico é bravo me lo tengo, se no lo licenzio. E sottolineano con impietose, giovanili risate certi goffi interventi maschili, che vorrebbero essere paterni ed imparziali e sono spesso patetiche autodifese. Discussione però costruttiva, perché nessuno ha

completamente torto e nessuno solo ragione. Tutti d'accordo nel dire che il nuovo consultorio non dovrà essere uno dei tanti ambulatori, ma un punto di riferimento per una serie di iniziative che colleghino e coinvolgano tutti i servizi e le strutture del quartiere, in una difesa della sessualità consapevole, della maternità responsabile di un piú equilibrato rapporto tra i sessi. In questa luce vengono fuori tutta una serie di suggerimenti: i tecnici sanitari non dovranno impegnarsi solo per una consulenza individuale, ma dovranno saper partecipare a riunioni di gruppo, dove i cittadini della zona possano scambiarsi le loro opinioni, in un confronto non solo con l'esperto (non sempre poi così esperto) ma anche con gli altri cittadini. Con l'aiuto dei vari organismi rappresentativi tali problemi dovranno essere discussi, non solo e non tanto all'interno del consultorio (che manca del resto di Segue a pag. 2

dei partiti che con essa hanno governato in tutti questi anni. 3 — C'è chi afferma che le proposte che i comunisti fanno alla Democrazia Cristiana contrastano con le continue accuse che le rivolgono. Noi crediamo che il problema sia in questo modo mal posto, poiché il risultato del 15 giugno ha dimostrato che solo se la DC perde, e la sinistra avanza, è possibile che la DC riveda le sue posizioni. Dopo il 15 giugno infatti è stato sostituito il segretario democristiano e Fanfani è stato messo da parte. Ora che costui torna alla ribalta, e con lui la linea politica da lui impersonata, bisogna dare un'altra lezione alla DC: solo in questo modo essa potrà rivedere la sua linea politica antipopolare ed abbandonare la discriminazione preconcetta verso i comunisti. 4 — A coloro che affermano che se si realizza il « compromesso storico » viene a mancare l'opposizione con grave danno per il « confronto democratico », pensiamo si debba rispondere che si tratta di una affermazione addirittura grottesca. Ciò perchè risulta evidente che un governo che si proponesse di modificare realmente le cose non potrebbe non incontrare l'opposizione dei gruppi di potere e di privilegio che approfittano della crisi attuale per speculare alle spalle della gente. La presenza anzi di questa opposizione estremamente pericolosa rende ancora di più indispensabile superare le contrapposizioni per andare ad un accordo unitario fra tutti i partiti politici democratici e popolari. Solo così sarà possibile il cambiamento che consenta di battere coloro che vogliono impedire che l'Italia esca dalla crisi e si avvii con sicurezza sulla strada di una maggiore giustizia, e quindi verso una democrazia non solo formale ma concreta e sostanziale. Adriano Zagato

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AL CENTRO CIVICO

Scuola e Religione: Genitori a confronto Cronaca di un'assemblea Fino a che punto sia stata irresponsabilmente esasperata la polemica tra i genitori del Forlanini - Monluè sul problema della partecipazione degli alunni alle funzioni religiose durante l'orario scolastico lo dicono eloquentemente queste parole che concludono la circolare del 31 gennaio di una sedicente associazione « democratica » scuolafamiglia ...preghiamo di non cadere nel trabocchetto di una eventuale convocazione da parte del Consiglio di Zona, al quale vorremmo raccomandare i propri problemi specifici, guardandosi da inframmissioni religiose assolutamente estranee alle sue competenze, per non divenire, a duemila anni di distanza, erede screditato del vecchio Sinedrio». Par di sognare! Tanta ipocrisia condensata in così poche righe costituisce un vero e proprio primato. Nessuna meraviglia quindi se nè il Consiglio di Zona nè i cittadini hanno accolto un invito siffatto concorrendo invece al successo dell'assemblea promossa sull'argomento il 30 aprile dallo stesso Consiglio di Zona in collaborazione con l'Associazione Genitori del Circolo DecoratiMeleri-Zama. Si è trattato di una lezione di democrazia che non mancherà di influenzare positivamente i futuri rapporti tra i genitori. Ma veniamo alla cronaca. Gremita la sala del Centro Civico. L'introduzione è di Fuso Nerini, presidente del Consiglio di Zona, il quale, auspicando una

scuola che non si chiuda in se stessa ma si apra sempre di più alla società, condanna ogni forma di integralismo clericale pur mettendo in guardia da atteggiamenti o azioni che possano dare luogo ad una guerra di religione. Dal canto suo la signora Brega, presidente dell'Associazione Genitori, dopo avere ricordato il giudizio positivo a suo tempo espresso dall'Associazione sulla legittimità della nota circolare del direttore didattico, protesta contro l'ennesimo sopruso del Consiglio di Circolo che si è rifiutato di concedere l'uso della palestra della scuola di Via Decorati per lo svolgimento dell'assemblea. Secondo il Professor Rodelli, presidente dell'Associazione Libertà Religiose in Italia, primo dei relatori, il fatto che si discuta dell'argomento è segno della maturazione dei tempi. Egli ritiene che il caposaldo autoritario del Concordato per il quale l'insegnamento della dottrina cattolica è « fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica » rappresenti una concezione superata della scuola giaechè va diffondendosi sempre di più la convinzione che tale affermazione è in stridente contraddizione con l'articolo 3 della Costituzione Italiana che sancisce la pari dignità dei cittadini senza distinzione di religione. D'altro canto, lo stesso Concilio Vaticano II afferma la assoluta dignità delle coscienze. Non si dimentichi poi che il reSegue a pag. 2


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