nell' interno : la scomparsa di un fervente antifascista lettera aperta all' Assessore allo sport del comune di Milano
L'ECO DI NIGUARDA
Mensile di vita Niguardese REDAZICNE VIA DE CALBOLI,
ANNO VII- N. 9 - Settembre- 1960
L. 30
UNA PREOCCUPANTE PROSPETTIVA PIR I SOCI DELLA SOC. CASE POPOLARI DI NIGUARDA
ì prIncipi d ella cooperazione se no inalienabili „ Ai cErig enti della Cooperativa di via Grivola si pongono seri interrogativi Siamo in periodo elettorale ed il confronto, tra i vari schieramenti politici che si trovano alla direzione o alla opposizione della cosa pubblica, è all'ordine del giorno e sono molto evidenti e profondi i contraiti. I partiti e gli uomini che sono, diret:amente o indirettamente, legati al monopolio sono apertamente- in mala fede quando si presentano al corpo elettorale con programmi popolari che san-
Perhè la D. merita sfiducia La malafede dei dirigenti della D.C. di Niguarda è apparsa in tutta la sua evidenza allorquando, giorni fa, hanno diffuso un volantino rivolto agli elettori per l'apertura della loro campagna elettorale. L'assoluta mancanza di argomenti e i troppi « panni sporchi » che devono lavare in famiglia li ha portati a riesumare i più vecchi, logori e ormai superati slogans anticomunisti pavoneggiandosi d'altra parte dietro fantomatici meriti dei DC. a palazzo Marino come garanzia per gli elettori che dovrebbero rinnovare a loro la fiducia. Definire, poi, come i tradizionali avversari della D.C. e della Democrazia italiana i fascisti coi quali essi hanno dato vita e sostenuto il governo Tambroni d'infausta memoria e coi quali dirigono ancora oggi i comuni di decine fra i più importanti d'Italia significa avere una faccia tosta veramente fuori del normale. Ma dove credono di essere, e con chi credono di trattare questi sedicenti uomini di « sinistra >> della D.C. di Niguarda? La risposta è semplice. Conoscendo lo spirito democratico ed antifascista dei niguardesi essi sanno che non è possibile rispondere a questi interrogativi, dire le cose come sono realmente e quindi preferiscono ancora una volta ricorrere al metodo della disinformazione e della falsità. A quella cioè che è l'arma più bassa che uomini politici, dirigenti, possano usare in una competizione elettorale. Bruno Cremascoli
no in partenza di non rispettare, così come ha sempre fatto e farà ancora il partito della democrazia cristiana. Questo ragionamento, se è valido per i partiti politici che, come tali, rappresentano sempre un interesse di classe (anche se a parole la d.c. dice di essere un partito interclassista), non dovrebbe essere valido per gli organismi di massa che perseguono scopi e finalità economiche nell'interesse popolare. A questo proposito, m sembra pertinente e molto necessario fare il co nfronto tra le due cooperative edi..(.tutrici del nostro rione La cooperativa edificatrice-P - Nigutir.hiamata da che viene impropriamenii.. 1 la e cooperativa rossa » (forse perchè i comunisti detengono la presidenza da oltre 10 anni) è una delle più vecchie
d'Italia e registra al suo attivo una ininterrotta attività costruttiva special mente in questi ultimi 10 anni. Più di 1000 locali sono stati costruiti negli ulrmi 10 esercizi, ed il quartiere di via Vai di Ladro è in fase di ultimazione. Il penultimo stabile di 231 locali è già stato appaltato e prima della fine del corrente anno verranno gli alloggi a 70 famiglie. In primavera, e forse anche prima, si prevede di appaltare anche l'ultima casa, pure di 70 appartamenti, e quindi completare tutto il quartiere entro la primavera del 1962 e cioè nel tempo previsto. Il quartiere cooperativo, quando sarà ultimato, alloggerà 364 famiglie oltre_ i negozi della cooperativa di consumo e quelli del circolo famigliare.
LE,,IMPRESSIONI DI UN COOPERATORE
Alla vigilia di gravi decisioni La Società Case Popolari di Via Grivola 18 ha indetto per il 7 (prima convocazione) e 1'8 Ottobre (seconda convocazione) p.v. un'Assemblea Straordinaria dei Soci nel salone-teatro del locale oratorio « G.B. Frassati per discutere: la modifica dell'art. 3 dello Statuto per aggiungere alla funzione di costruire case da affittarsi ai Soci, anche quella di trasferire in proprietà dei Soci la casa; il mandato al Consiglio di Amministrazione di realizzare il programma per il passaggio della proprietà delle case ai singoli Soci inquilini; un regolamento condominiale. Questa la notizia di cronaca, nuda e cruda, sulla bocca ormai dell'intera cittadinanza del Rione, di cui la Società Case Popolari ha sempre costituito un vanto, e che non può non indurre a riflessione l'appassionato di problemi della cooperazione ed in particolare di quel tipo di cooperazione, - riconosciuto il classico per la indivisibilità dei beni sociali, per la sua ormai secolare esperienza e per l'opera altamente sociale di cui è stata e continua ad essere capace. Che cosa vi è alla radice di un simile sovvertimento di princìpi? Perchè . ad esso si è giunto? Questi ed altri interrogativi is pongono, per cui — compatibilmente con lo spazio offertoci e la conoscenza della vita di tale Cooperativa — ne tentiamo una argomentazione. Se non andiamo errati, da quasi un anno il Consiglio di Amministrazione della Società Case Popolari di Via Grivola n. 18, avendo constatato un notevole appesantimento della situazione finanziaria dell'Organismo, dovuto soprattutto ad una errata impostazione degli affitti ed alla numerosa richiesta di rimborsi dei depositi a risparmio peraltro non bilanciata da un'analoga entrata df risparmi, affrontava una serie di contatti col Corpo Sociale per denunciare la situazione e -- nella convinzione che l'andamento negativo dei depositi risparmio era rapportabile ad un senso di sfiducia nella Società e nel sqo Consiglio di Amministrazione — per riottenere la fiducia dei Soci quale unico presupposto per continuare nello Sviluppo della funzione sociale di costruire case per i Soci che ne facevano richiesta. Varato comunque un piano di ritocco dei rimborsi per i costi dei servizi, che -doveva portare al superamento dell'anti-economicità delle precedenti gestioni in proposito, venne lanciato l'appello per la ripresa del-
Il risultato fu però negativo e la situazione finanziaria da pesante è divenuta insostenibile. Perchè tanta freddezza dei Soci nei confronti della propria Società? . A nostro modesto giudizio, una ragione potrebbe essere individuata nella numerosa recente assunzione di Sol'afflusso nella Cassa della Cooperativa dei risparmi dei Soci.
la prima casa della Cooperativa Edificatrice di Niguarda costruita nel 1896 Dalla liberazione in poi la cooperativa (rossa) ha moltiplicato per oltre 3tntvolte il proprio patrimonio sociale én Amobiliare non solo costruendo nuovi stabili ma acquistandone anche uno vecchio, quello di via Cicerone (e El Cairo 21() togliendo una cinquantina di famiglie dalla preoccupante alternativa: dello sfratto o del riscatto e inserendole tutte nella grande famiglia della cooperazione. A distanza di 10 anni, queste famiglie e la cooperativa stessa, possono meglio valutare i risultati sociali ed economici altamente positivi di quella saggia decisione. Come è stato possibile ottenere questi risultati?
Prima di tutto, e fondamentalmente, la risposta va ricercata nella fedeltà agli ideali cooperativistici e nello spirito democratico e unitario alla quale viene retta la cooperativa. In secondo luogo nella capacità amministrativa congiuntamente all' onestà dei suoi dirigenti. La Cooperativa non ha solo un patrimonio immobiliare e cioè materiale da conservare ma ha anche un patrimonio morale che deve gelosamente custodire e sviluppare. Questo bene morale è e deve rimanere inalienabile, indivisibile, perchè è rappresentato soprattutto dallo spirito dal sacrificio dei nostri padri quando continua in 4.a pagina
Demagogia a caro prezzo
l' edificio di via Grivcla che rappresenta il primo stono cooperativistico della Soc. Case Popolari
ci non completamente maturi ai principi ispiratori della Cooperativa, alla quale ricercavano là soddisfazione di un proprio bisogno (quello di un tetto) senza tuttavia tener conto che la Società poteva andar loro incontro una funzione di una disciplina morale, di un sacrificio e di un preciso metodo di vita sociale, al quale si ispiravano i vecchi Soci ed al quale i nuovi Soci pure avevano il sacrosanto dovere di uniformarsi, non solo per gratitudine, ma perchè la solidarietà ricevuta doveva ancora essere offerta a coloro che attendevano. con l'ingigantire dei numero dei Soci, si poneva l'urgente problema della costruzione di case, affrontato da dei continua in 4.a pagina
La parziale consultazione elettorale per la sostituzione del consigliere provinciale. Marmori, aveva dato modo agli estrosi democì locali di esibirsi con la loro immodestia. Scomodando • Il Popolo Lombardo «, presentarono in una intera pagina di didascalie e cliches i frutti dei loro sforzi nella realizzazione di un ambizioso piano edilizio sotto gli auspici della Società Case Popolari. Niente da eccepire in tutto ciò. Anzi, quando si costruiscono case per ; lavoratori a prezzo accessibile e con i sani intendimenti della cooperazione non sí può che esprimere elogio simpatia per i loro iniziatori. Però, qui sta il nocciolo della questione, quella spinta studiata anche per fronteggiare lo sviluppo costante della Cooperativa Edificatrice di Niguarda, nascondeva dietro di sè i sintomi di una debolezza per la divisione del corpo sociale; quale risultato di una scarsa educazione cooperativistica. Cosicchè è accaduto quello che ormai i niguardesi conoscono; e i soci di - quella Cooperativa stanno pagando di persona -la demagogia dei loro dirigenti. In questa stessa pagina vengono documentati i termini della questione ed esposti in modo reale le prospettive che potrebbero sanare la piaga che rischia di contagiare tutto il movimento cooperativo del nostro rione creando sfiducia nei suoi prin- cipi e nelle sue formulazioni popolari. In questo angolo quindi ci limiteremo n rilevare le voci interessate che hanno tentato di gettare ombra
discredito su coloro che veramente hanno difeso e portato avanti il movimento cooperativo che ha in Niguarda un così vivido esempio. Dicevamo della grave situazione della Società Case Popolari e ci auguriamo che Essa ritrovi forza e capacità per superare le difficoltà di ordine finanziario, ma non vorremmo che le fantasticherie che vanno dicendo alcuni galoppini dello scudo crociato non prendano l'imbeccata da qualcuno che in questo modo vuole attenuare le proprie responsabilità. Citiamone alcune: la colpa è dei rossi • che hanno seminato l'allarme provocando sfiducia dei soci che si sono affrettati a ritirare i loro risparmi; la colpa è di quei « satanassi « di comunisti. Oppure altre tutte infiorite di insinuazioni sulla stabilità della Cooperativa di via Hermoda, sui suoi imperbolici prezzi ,di affitto, su presunte pressioni politiche sui soci inquilini, ecc., ecc. E' inutile egregi. signori arrampicarsi sugli specchi per travisare la realtà ' dei fatti: i cittadini di Niguarda ormai li conoscono e sapranno esprimere il loro giudizio. Da parte nostra continueremo a sostenere il movimento cooperativistico niguardese come per il passato e senza diScriminazione alcuna, ma non passeremo sottò silenzio, se ciò fosse necessario per impedire il disagio a centinaia di famiglie niguardesi, di indicare chiaramente i responsabili di una così malaccorta conduzione economica. A. F.