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Porta Venezia(1)

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Numero doppio L. 200 ~~~~1~1111M

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MARZO APRILE 1974

a cura delle Sezioni del P.C.I. J. Russo e A. Banfi - Milano

all'abrogazione della legge sul divorzio E' noto come in Italia sia in vigore da tre anni una particolare legge che consente e disciplina gi scioglimenti di matrimonio. Ci sarà, in merito, il 12 Maggio un referendum abrogativo: un voto popolare cioè per sapere se gli italiani vogliano o non vogliano abolire questa legge. E' a nostro avviso, di importanza estrema che si comprenda di dover dire di no all'abolizione di una libertà democratica e, soprattutto, a chi questa libertà vuole abolire. Abbiamo così svol-.o, a Porta Venezia, attraverso numerose interviste, una nostra piccola inchiesta — riportata nella pagina 5. E' risultato che nel quartiere, accanto ad una netta maggioranza di atteggiamenti favorevoli al mantenimento dell'attuale legge sul divorzio, esistono anche alcune prese di posizione antidivorziste. Abbiamo potuto però notare c - e le argomentazioni antidivorziste, pur essendo le più disparate, avevano tutte un elemento in comune: il non attribuire al referendum nessun significato politico_ A nostro avviso invece, non solo il referendum ha un significato politico, ma questa è addirittura la sua caratteristica principale. Per motivi politici il referendum è stato avviato da forze clericofasciste, per motivi politici una Democrazia Cristiana lacerata, recaicitrante e confusa è stata costretta ad aderirvi dal suo segretario sen. Fanfani Certo, questi motivi reali i fautori del referendum si guardano bene dal confessarceli. Ci parlano invece di morale, di famiglia e di religione. I loro argomenti sono però falsi, assurdi e confusi, in essi, una sola cosa è chiara: la malafede. Fanfani ci dice che il motivo principale per il quale ha trascinato la Democrazia Cristiana al Referendum è che questa è un partito di cattolici. A noi però risulta che, eccettuata la Spagna fascista, in tutti i paesi cattolici dell'Europa continentale esiste il divorzio. Questo il senatore Fanfani, fa finta di non saperlo. Non vorrà infatti farci credere che i cattolici francesi, belgi o olandesi vadano considerati meno cattolici di quelli italiani per-

chè non si battano in quei paesi per l'abolizione del divorzio. Sanno piuttosto quei cattolici che ognuno deve essere libero di comportarsi come gli detta la propria coscienza, e che non si può fare di un sacramento una legge di stato. Il senatore Fanfani invece conduce la Democrazia Cristiana, sul cui stesso simbolo sta scritto la parola « libertà » a battersi per l'abolizione di una fondamentale libertà democratica. Nessuna questione morale potrà mai giustificare un simile comportamento, la cui unica ragione

è invece il calcolo politico. Come potrebbero, d'altra parte, essere morali » i fini di una campagna promossa da fascisti come Almirante o reazionari come Gedda e Gabrio Lombardi? Quando mai la tappa fascista è scesa in campo per questioni di morale? Ebbene, è insieme a costoro che Fanfani ha schierato la Democrazia Cristiana nel chiedere l'abolizione del divorzio. Il divorzio in realtà ha rappresentato in Italia una grande conquista civile di libertà e di progresso. L'istituto familiare non solo non ne è uscito indebolito ma,

al contrario, è venuto rafforzandosi e rinsaldandosi. Il nostro infatti non è certo un divorzio all'americana. In Italia divorziare è stato reso estremamente difficile da una legge parcolarmente rigorosa. Questa legge consente lo scioglimento solo in un numero limitato di casi. I! divorzio infatti può essere chiesto solo quando l'altro coniuge si sia macchiato di turpi e gravissimi reati, oppure quando l'unione della famiglia si è già rotta da almeno cinque o sette anni. Paolo Grillo (continua a pag. 10)

ANTIFASCISTA

Un aspetto della recente manifestazione unitaria antifascista

Unità unti fascista: questa la parola d'ordine che migliaia di giovani democratici della zona, aderenti al PCI, PSI, PSDI, PRI, DC, sindacati, hanno scandito alla manifestazione indetta dalla FGCI sabato 16 marzo in P.le Loreto, contro il nuovo crimine fascista che è costato il ferimento di un giovane compagno della FGCI, fatto segno di alcuni colpi di pistola da un gruppo di teppisti neri. Questa è solo l'ultima, in ordine di tempo di tutta una serie di provoca-

zioni di marca fascista che hanno avuto come teatro il nostro quartiere. L'unità antifascista dei giovani democratici, ha ribadito la volontà di opporsi a questo nuovo tentativo di creare nella zona e nella città un clima di violenza e di tensione, proprio mentre è in corso la campagna per i! referendum, clima voluto e creato da quelle forze politiche e reazionarie che hanno tutto l'interesse a fare di attesta campagna uno scontro frontale che' divida le masse dei lavoratori, e non

invece un confronto politico democratico e civile. Chiamiamo tutti i cittadini democratici perché consolidino in questo momento l'unità del fronte antifascista, senza seguire coloro che vogliono abbandonare il terreno della lotta democratica di massa per finire nel vicolo cieco dello scontro fisico tra piccoli gruppi, che è esattamente l'obiettivo che i fascisti vogliono raggiungere. Alberto Leone


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