La fabbrica
a cura della Sezione del P. C. I. della Pirelli
MAGGIO 1967
L. 20
IL PRIMO MAGGIO
La festa internazionale dei lavoratori, deliberata dal Congresso di Parigi del 1889 e iniziata nei Paesi industrialmente più progrediti intorno a quella data, ha assunto un significato ben più profondo che non quello della lotta per le otto ore di lavoro giornaliero e il ricordo dei Martiri di Chicago.
Da quel penultimo decennio del XIX secolo ad oggi la storia dei popoli si è radicalmente mutata. Sul nostro pianeta il capitalismo non è più il sistema economico universalmente dominante e la classe operaia non è più solo una classe dominata e degli obiettivi limitati: essa ha saputo mutare i rapporti tra gli Stati, ha saputo costruire un nuovo sistema economico, più avanzato per le sue leggi di sviluppo, in una catena di Stati europei ed asiatici. Qui essa governa e dirige produzione e scambio, vita politica, culturale e artistica.
In un mondo così profondamente mutato la celebrazione di questa data si presenta alla coscienza della classe operaia dei Paesi a sistema capitalista come il nostro, con un nuovo contenuto per gli obiettivi che essa rivendica di raggiungere nella direzione della sua completa liberazione dal capitalismo, dalla legge dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Oggi la classe operaia del nostro Paese guarda alla Costituzione perchè questa è il filo conduttore di tutte le rivendicazioni che tendono ad una società nuova.
La Costituzione prevede un maggior potere della classe operaia nelle fabbriche, la riforma industriale, agraria, del credito, della scuola e dell'assistenza sociale, una programmazione democratica in cui la classe operaia possa esercitare una sua azione politica che favorisca lo sviluppo economico del Paese a vantaggio delle classi lavoratrici.
Quando si afferma che nelle fabbriche non c'è libertà politica, che (segue in-quarta)
L'impegno dei comunisti per l'unità dei lavoratori
Il 12 Marzo scorso, introdotto da una relazione del compagno Baccalini, si è tenuto il Congresso della nostra Sezione.
Nonostante la coincidenza con le elezioni per la Commissione Interna, abbiamo svolto un lavoro di preparazione che ci ha permesso di consultare sui turni e sui luoghi di abitazione 168 compagni e compagne.
62 sono stati i compagni presenti al Congresso, oltre ad una delegazione di compagni socialisti della CGIL ed una del PSIUP.
Quindici i compagni che sono intervenuti nel dibattito, nel quale tutti i temi della nostra azione politica, dal Vietnam alle lotte operaie, dai trasporti ai problemi di libertà , sono stati affrontati.
Il compagno Giorgio Milani del Comitato Centrale del Partito ha tenuto l'intervento conclusivo.
Infine l'elezione del nuovo Comitato di Sezione, nel quale sono presenti 13 nuovi compagni, ha concluso una intensa giornata di lavoro.
Precisi sono stati i filoni su cui il Partito è stato chiamato ad operare.
E' il legame organico tra la politica di Pirelli e quella della DC, l'ostacolo contro il quale va diretta ed organizzata l'azione politica dei lavoratori.
E' un obiettivo non facile e si richiederà più impegno che nel passato a costruire l'unità dei lavoratori, evitando con intelligenza le provocazioni e tentazioni antiunitarie alimentate da Pirelli, a cui torna utile ogni e qualunque bega e motivo di diversione tra i lavoratori e tra le loro organizzazioni.
Vi deve perciò essere chiarezza su cosa significa autonomia dei diversi momenti dell'azione e dell'organizzazione dei lavoratori (Partito, sindacato, commissione interna, comitati unitari).
Il Partito, per essere l'elemento di avanguardia nel costruire l'unità dei lavoratori deve aver chiaro che diversi, e distinti sono gli obiettivi ed i compiti istituzionali delle va(segue in quarta)
Redazione VIALE SARCA, 181
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Tip. BONECCHI & C. - Gasano Boscone r‘ terreir
La libertà in Grecia soffocata dai carri armati dei « colonnelli ». Uniamoci per aiutare la Resistenza greca contro il terrore e la dittatura.
CASA - CASA - CASA - CASA - CASA - CASA
L'AEDES-Pirelli (con altri amici della Federazione Lombarda della Proprietà edilizia) ci ha organizzato in aprile al Nuovo una manifestazione sulla casa.
Parole grosse sono state dette a « difesa » dei « piccoli » proprietari; solo una piccola dimenticanza a cui l'AEDES potrà ovviare con un altro volantino: a Milano AEDES e amici hanno guadagnato in dieci anni per l'aumento del valore dei terreni 10.000 miliardi (dati del Comune).
Tanti sono i soldi tolti dalle tasche dei milanesi speculando sulla fame di case e sull'esigenza sacrosanta di avere una propria casa dignitosa ed accogliente.
Un vero e proprio schiaffo alla coscienza civile che la politica portata avanti dalla DC e dal Governo (e sostenuta in questo campo dal PLI) ha permesso e legalizzato. Infatti solo una legge urbanistica (o soltanto l'applicazione della 167) avrebbe lasciato nelle tasche dei cittadini questi soldi (o almeno una gran parte per chi voleva avere una casa in proprietà ), lo sviluppo dell'edilizia pubblica avrebbe permesso a Milano di soddisfare le 60.000 domande giacenti all'IACP e le esigenze dei 30.000 milanesi che hanno fatto domanda alla Gescal per i 3.000 alloggi disponibili. Ed è questo che DC, Governo e destre non hanno mai voluto, facendo della politica delle case uno dei tanti mezzi
DAL REPARTO 35
• Ai cavi siamo una trentina di donne che ormai da un anno facciamo 32 ore, e, coi tempi che corrono, non c'è da stare allegri.
E' mai possibile che con 15000 dipendenti e con le nuove assunzioni in corso, Pirelli non trovi per noi una sistemazione per poter tornare a lavorare come gli altri?
Infatti siamo operaie qualificate con molti anni di lavoro sulle spalle e non possiamo rassegnarci alla prospettiva di andare una ad una a fare la pulizia.
Oltre alla figura verso i miei figli, col secondo turno in eterno sarei tagliata fuo.ri dalla vita, e tanto peggio con gli orari del grattacelo.
Non si potrebbe intervenire per essere spostate ad altre lavorazioni o alle mense?
Non mi faccio illusioni sul buon cuore di Pirelli, ma spero almeno che i nostri membri della Commissione Interna vedano la questione.
Un'operaia
Per quanto è a nostra conoscenza, la questione è già stata oggetto di interessamento da parte della Commissione Interna.
E' comunque certo che sono le la- voratrici ed i lavoratori interessati che di fronte a problemi di questo genere debbono sempre direttamente far capo alla Commissione Interna.
Non fosse altro che per appurare se l'intenzione manifestata da Pirelli al Presidente della Repubblica di aumentare il tempo libero dei lavoratori egli non intenda affrontarla generalizzando l'esperienza del Rep. 35.
La Redazione
Vogliono altre 25.000 lire da quelli della GESCAL
con cui togliere ai lavoratori ciò che strappano sul terreno sindacale.
L'8 e il 10 ottobre scorso la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato due decreti dei Ministri del Lavoro e dei Lavori Pubblici, in cui si fissa un aumento di 600 lire mensili a vano per spese di manutenzione, per gli inquilini affittuari e assegnatari della GESCAL (ex-INA Casa), la cui amministrazione è tenuta dagli IACP. Si liquida così ogni autonoma amministrazione da parte degli interessati, e si impongono aumenti senza alcuna possibilità di controllo.
E non si tratta di una esigenza infondata quando si pensa allo scandalo recentissimo denunciato al Consiglio Comunale di Milano dove l'I ACP (che giustifica ogni momento
aumenti con esigenze di bilancio) è arrivato a regalare trenta miliardi all'industria privata della prefabbricazione.
E' perciò questa una questione di interessi e di democrazia che richiede la più tempestiva e larga mobilitazione degli interessati, affinchè il Parlamento respinga i due decreti, come è stato chiesto dal Gruppo Parlamentare comunista (DC tace ed il PSI-PSDI pure) che ha inoltre proposto:
di ripristinare il regime di amministrazione autonoma;
di obbligare gli Enti a rendere conto delle spese fatte per ogni singolo fabbricato;
la Facoltà di delegare ai rappresentanti degli assegnatari l'amministrazione e la manutenzione degli stabili.
DC GOVERNO E PIRELLI VOGLIONO LO SBLOCCO
Parallelamente il Governo si prepara a far passare in Parlamento lo sblocco degli affitti con il 1° Luglio di questo anno.
Non siamo certo noi comunisti a sostenere che il blocco dei fitti sia a 22 anni dalla fine della guerra il metodo migliore per risolvere il problema dei fitti, ma, di grazia, in questi 22 anni non era forse possibile arrivare come in altri paesi capitalistici ad una regolamentazione dei fitti? Non era forse possibile sviluppare l'edilizia popolare in modo che i cittadini meno fortunati potessero sfuggire alle pretese capestro degli speculatori immobiliari?
Noi crediamo di sì, ed è perciò che ci opporremo con ogni mezzo allo sblocco degli affitti se non sarà accompagnato da misure per l'equo canone. In questo senso progetti e studi non mancano, progetti che la pressione di forze interessate è riuscita sino ad ora a tenere nel cassetto.
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Di fronte a ciò il Consiglio comunale di Milano, le Segreterie milanesi della CGIL, CISL e UIL, le ACLI, il PSI-PSDI unificati, il nostro Partito hanno preso posizione con proposte costruttive preoccupati delle gravi conseguenze economiche sociali e politiche che deriverebbero da provvedimenti tanto impopolari ed ingiusti.
Le case infatti ci sono (100.000 locali vuoti a Milano) ma la gente non ha i soldi per andarci. Non è possibile in queste condizioni arrivare allo sblocco degli affitti senza
aver chiaro che con ciò sarà ancora l'AEDES ed i suoi amici ad approfittarne; non è accettabile che gli assegnatari della GESCAL (non dimentichiamoci le trattenute sulla paga) siano estranei da ogni controllo sulle loro case e obbligati a pagare ingiustificati balzelli.
Anche da questi episodi deriva una precisa accusa sulle sbandierate intenzioni di una programmazione economica e la realtà degli atti concreti di politica economica che guidano il Governo.
Si tratta perciò oggi di muoverci di accompagnare la battaglia parlamentare di tutte le forze legate ai cittadini con iniziative le più varie e le più diverse.
C'è posto per tutti, per gli inquilini con le loro associazioni, per le organizzazioni sindacali, per i Partiti.
Le elezioni sono in vista, ma c'è tempo per affrontare positivamente i problemi.
La Democrazia Cristiana ed il Governo che sono responsabili della grave situazione sul problema della casa e che vogliono con un parto indolore fare un altro regalo agli speculatori, debbono sapere che le promesse elettorali del 1968 non potranno servire a giustificare le azioni di oggi.
Da parte nostra come sempre siamo disponibili per ogni iniziativa con gli interessati, che salvaguardi i loro interessi e gli interessi generali del paese.
Anche per questo la nostra firma non apparirà mai sotto la grossolana demagogia dei Comitati di Comodo della AEDES-Pirelli.
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A QUANDO LO STATUTO DEI LAVORATORI?
Quando all'investitura dell'attuale legislatura, il P.S.I. accettò di far parte del governo, dando vita al così detto centro sinistra, Nenni dichiarò che da quel momento i lavoratori italiani si sarebbero sentiti più liberi e promise una Legge. Non si sa bene se per realizzarla pensasse alla famosa stanza dei bottoni a cui non è arrivata e deve convincersi che senza i lavoratori non arriverà mai, cioè lo statuto dei lavoratori. (1)
Questa legge dello Statuto dei lavoratori, allo stato, si badi bene non costerebbe una lira, per cui non esiste neppure la scusa avanzata per altre riforme non attuate, della congiuntura sfavorevole.
Intanto i padroni nelle fabbriche portano avanti la loro politica, proprio sfruttando questa congiuntura, da loro stessi creata, intensificando lo sfruttamento, le multe, la discriminazione politica, attuando licenziamenti arbitrari, sospensioni, intimidazioni, spostamenti, tagliando
PENSIONI AL 35° ANNO CONTRIBUTIVO
E' noto che, con la legge n. 903 del 1965, i lavoratori che possono vantare 35 anni di contributi realmente versati possono chiedere di godere della pensione; anche prima dell'età pensionabile (60 anni uomini, 55 donne).
Si tratta di un importante risultato dell'iniziativa dei nostri parlamentari e della lotta dei lavoratori. Ma la maggioranza governativa aveva bocciato la proposta dei deputati comunisti di conservare validi al fine di raggiungere i 35 anni di contributo anche i contributi figurativi per i periodi di assenza dal lavoro per servizio militare, per malattia, maternità ed infortunio.
Si commetteva così una grave ingiustizia a danno di milioni di lavoratori che hanno fatto parecchi anni di militare e di guerra e si vedono ritardato di alcuni anni il diritto di ottenere la pensione.
Per riparare a tale ingiustizia i deputati comunisti hanno presentato immediatamente una proposta di legge che è stata esaminata dalla camera nelle scorse settimane.
La giustezza di questa proposta era tanto evidente che la Commissione del Lavoro della Camera ha deciso all'unanimità di elaborare un testo comune sostenuto da tutti i gruppi parlamentari che accoglie il principio della validità dei contributi figurativi al fine di ottenere la pensione di anzianità .
Si tratta di un risultato positivo che ha bisogno dell'appoggio di tutti i lavoratori perchè diventi al più presto ed in ogni caso prima della fine dell'attuale legislatura legge dello stato.
i tempi di lavoro, gli organici, arrivando all'annullamento di accordi sottoscritti con i rappresentanti dei lavoratori con atto unilaterale come da noi con il congegno del cottimo e del P.P. che ha portato ai lavoratori una riduzione del salario che va dalle sei alle nove mila lire al mese.
A questa politica va aggiunto la discriminazione fra il sesso e l'istaurazione del metodo della firma di contratti e accordi aziendali separati.
Da questo quadro della situazione della fabbrica si deduce che sono rimasti e continuano ad essere liberi i padroni del vapore. E' necessario riprendere il discorso dello Statuto dei lavoratori con i lavoratori i veri protagonisti e interessati, che facendo pressione nella fabbrica e nel Paese inducano questo governo prima della fine della legislatura, a portare in parlamento e far approvare questa legge che come abbiamo detto non è una spesa
per lo stato, ma è un atto di giustizia nei confronti dei cittadini più operosi del Paese.
I nostri compagni parlamentari presenteranno appunto un progetto di Statuto dei lavoratori, che facendo leva sul diritto di associazione di riunione all'interno dell'azienda, nella libertà e il rispetto dei diritti del cittadino lavoratore regoli la vita aziendale e faccia entrare il sindacato e costituzione nella fabbrica.
Per far ciò è necessaria la mobilitazione di tutti i lavoratori così come è stato fatto per ottenere la giusta causa sui licenziamenti; convinti che senza la nostra forza unitaria il padrone continuerà ad attuare le sue prepotenze e i suoi soprusi.
(1) Fin'ora da quella famosa stanza sono stati premuti solo quei bottoni che facevano comodo alla D.C. e quindi a Pirelli, Fiat e C, come la fiscalizzazione dei contributi asticurativi, bonifica I.G.E. Montedison Cedolare ecc., ecc.
Letterina al Sig. LEOPOLDO
Qualche ambizione politica Lei l'ha rivelata in occasione della visita di Podgorni.
Intendiamoci bene, non è la Sua una politica che si « sporca » con la « partitocrazia ».
Si potrebbe dire che Lei è il capo di un super partito che con 500 miliardi di fatturato può ben farsi sentire in alto loco senza rumorose assemblee, manifestazioni di piazza ecc.
E Lei, a differenza di qualche suo concorrente, rispolvera la vecchia massima del Gattopardo: qualcosa deve pur cambiare perchè tutto resti come prima.
Così ad esempio congiuntura buona o cattiva, commercio con l'Est o no, il suo pallino resta quello di ridurre i costi.
Certo che se qualcuno legge il Corriere della Sera pensa che Lei non ci sia riuscito.
Qualche piccolo azionista, che vede aumentare ogni anno la situazione patrimoniale, può pensare che
l'aumento continuo del costo del lavoro sia la causa del fatto che le sue azioni non rendano nemmeno il 3 per cento. .
A sua volta il lavoratore che vede che le spese totali per il lavoro scendono regolarmente, rispetto al fatturato dal 36,89% del 1964 al 31,2% del 1966 può pensare che l'ingordigia del Padrone riduce via via il peso « morale » del suo lavoro nell'azienda.
Piccolo azionista e lavoratore in sostanza hanno qualche confusione in testa ed arrivano a pensare che Lei sia uno dei più decisi conservatori che sui bassi salari vuol co struire la sua fortuna.
E poichè Lei sostiene il Centrosinistra, vorrà capire che i lavoratori finiscono per farsi cattive opinioni.
Non potrebbe spiegarci meglio tutta la questione?
Intanto, da parte nostra Le sottoponiamo la seguente tabella:
Anno 1959 1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 Fatturato (in miliardi) 99 120 132 137 151 148 151 187 % salario sul fatturato 30,2 27,7 27,9 33,4 35,2 36,9 36,4 31,2 Situazione patrimoniale (in miliardi) 173 214 237 331 379 405 425 456 % salario sulla situazione patrimoniale 17,2 15,5 15,5 13,8 14 13,4 12,7 12,8
le forze politiche della fabbrica debbono unirsi per la pace nel Vietnam
L'accoglienza riservata ad Humphrey nella sua recente visita in Italia, ha mostrato la profonda ostilità di larghi strati di cittadini alla politica americana nel Viet-Nam. A tutti è risultato evidente che il vice presidente degli S.U. non rappresenta « l'altra America », quella di Luter King e di milioni di americani che lottano per la pace e che, nelle manifestazioni di S. Francisco e di New York, gridano il loro sdegno per la guerra voluta dai suoi governanti.
L'attuale politica americana, va assumendo le forme più esasperate dell'imperialismo. Questa politica è profondamente ingiusta perchè si oppone all'autodecisione del popolo vietnamita di darsi il governo che meglio gli aggrada e che risponda alle sue specifiche necessità di sviluppo. E' profondamente disumana e, sul piano del diritto internazionale, criminale, perchè senza alcuna dichiarazione di guerra alla RDV, essa ha scagliato contro questo paese la potenza della sua macchina bellica con la finalità di distruggerne il popolo se esso non accetterà le sue condizioni. Questa politica è dunque solo difesa degli interessi dell'imperialismo del dollaro.
Le prospettive che ne derivano e che si aprono ai popoli indicano che la pace nel mondo è fortemente provata e che ciò sia una realtà di cui sono coscienti larghi strati dell'opinione pubblica italiana, soprattutto lavoratori e studenti, è dimostrato da quanto dicevamo in origine.
E' certo però che, riferendoci soprattutto alla classe lavoratrice — la cui natura sociale è determinata in senso nettamente antimperialistico — non possiamo riconoscerle una sufficiente sensibilità , tanto da averla attivamente operante, nel suo complesso, in manifestazioni contro la guerra, nelle petizioni al governo per una nuova politica estera che prenda iniziative per la pace nel Viet-Nam.
Così, in riferimento alla nostra fabbrica, constatiamo che, per quanto sia stato realizzato da tempo, su base unitaria, un Comitato per la pace, la sen-
L'AVANTI e la BEFFA
L'Avanti del 14 aprile u.s. (distribuito gratuitamente alle portinerie) riportava un articolo di Mario Volpati dal titolo « Aumenta la produzione della gomma, scomparse le riduzioni di orario ». A parte il fatto che forti gruppi sono ancora a 40 e 32 ore, la totalità delle maestranze si è sentita beffata nel non trovare nella busta quell'aumento del premio di produzione che l'articolista dà come contropartita alla « migliorata situazione ». Per di più a chi è venuta l'idea di controllare meglio il listino paga, trovò una diminuzione effettiva del premio di produzione, con il blocco del meccanismo del cottimo, faceva il paio nel determinare quelle 9000 lire circa al mese che Pirelli si pappa alla salute di quella politica che porta « al diapason la produttività individuale ».
sibilizzazione dei lavoratori e la loro partecipazione alle iniziative dette, non sono ancora soddisfacenti.
Non è ancora presente, a nostro avviso, la voce di tutti gli organismi politici di fabbrica, che prendano posizione contro la guerra, che rendano coscienti i lavoratori dei motivi per cui la pace, persistendo l'attuale politica dell'imperialismo americano, può essere definitivamente compromessa.
Le forze cattoliche della nostra fabbrica, ad esempio, non sono ancora riuscite a tradurre in atto politico contro la guerra ciò che vi è di più coerente in tal senso nella loro coscienza religiosa, contrariamente, invece, a quanto hanno saputo fare alcuni dirigenti delle ACLI milanesi e un nutrito gruppo di giovani laureati dell'Università Cattolica del S. Cuore.
I cattolici della nostra fabbrica devono capire che l'attuazione dei propri principi religiosi può realizzarsi, come dimostra questo caso specifico, con l'azione politica coerente con i principi stessi. Le guerre dell'imperialismo vanno combattute perchè sono le guerre del danaro; la loro natura non ha le radici nella libertà dei popoli.
(seguito dalla prima)
1° MAGGIO
il lavoratore non è sufficientemente difeso dalla prepotenza padronale, che egli non ha diritto ad alcuna iniziativa diretta sia allo svolgimento dei programmi produttivi che alla contrattazione degli organici, si definiscono concretamente gli aspetti che evidenziano la mancata presenza in fabbrica del diritto costituzionale del lavoratore ad essere un cosciente realizzatore della propria finalità di produttore.
Questa data celebrativa ripropone alla classe operaia un suo maggiore impegno per il rafforzamento della sua unità , indispensabile alla realizzazione di queste rivendicazioni. Unità nella diversità delle ideologie e dei movimenti che le rappresentano! Così, l'alternativa ad un centro-sinistra — insufficiente a decidere una linea politica tendente a soluzioni favorevoli alla classe operaia per la presenza di forze conservatrici della DC nell'attuale governo — è quella che può concretizzarsi in un governo delle sinistre unite ed impegnate in un programma che includa le aspirazioni comuni di tutta la sinistra italiana.
Ma questa data celebrativa si inserisce oggi in un contesto internazionale in cui le forze dell'imperialismo americano sono scagliate contro i popoli del Vietnam e dell'America Latina, mentre esse tramano per schiacciare le libertà del popolo greco. Queste forze, insistendo sull'intervento armato e aggravandolo gradualmente, spingono l'umanità sull'orlo della catastrofe nucleare.
E' perciò di fronte a questo estremo pericolo che il Primo Maggio che
Bisogna avere il coraggio di dire da che parte sta la ragione, di denunciare la politica sbagliata dell'imperialismo. Non suona offesa alla classe lavoratrice americana la lotta contro l'imperialismo perchè essa non si identifica in questo: essa, come i vietnamiti, ne è la vittima. Non si altera ciò che vi è di democratico nella storia del popolo americano. Contro i magnati e i loro agenti politici che dirigono gli Stati Uniti, coloro che rappresentano l'imperialismo, è diretta l'azione politica per la pace.
Anche la letteratura politica socialista di fabbrica, dopo l'unificazione, non si è ancora pronunciata su questo problema, contibuendo di fatto alla creazione di un vuoto nella coscienza di larghi strati di lavoratori.
Dov'è la migliore tradizione socialista contro la guerra imperialista? Cos'è rimasto dello spirito acuto di Scalarini? Come può essere che giuste definizioni contro la guerra, del passato, non abbiano oggi più alcuna validità ?
L'imperialismo non ha mutato la sua natura! Oggi ci sono altri uomini che lo rappresentano ma le leggi che lo definiscono non sono affatto mutate.
andremo celebrando assume anche un contenuto di pace, di libertà e di sicurezza per tutti i popoli. Contenuto questo che impegna la classe operaia del nostro Paese a partecipare attivamente alla lotta per la sconfitta dell'imperialismo americano.
(seguito dalla prima)
CONGRESSO
rie organizzazioni e che perciò diversi e distinti possono essere le posizioni, i temi, le iniziative che Commissione Interna, Partito, Sindacati, Organismi unitari portano avanti nella fabbrica.
Autonomia e impegno unitario richiedono un intervento del Partito su tutti i temi concreti di vita nella fabbrica, senza deleghe ad alcuno, affinchè la battaglia nazionale per una trasformazione democratica e socialista del Paese abbia più credito ed incisività nella fabbrica.
E ciò per noi non può avvenire sparendo come fa il PSI-PSDI, annullandosi come fanno le ACLI, teorizzando il disimpegno di base come fa la DC.
Perciò il salario, la previdenza, l'occupazione, sono gli agganci concreti per una azione politica che mentre denuncia il clamoroso fallimento del centro-sinistra faccia diventare concretezza la volontà dei lavoratori per una politica di riforme.
Questi temi, uniti al nostro tradizionale impegno internazionalista che ha oggi nell'azione politica da condurre in Italia per la pace nel Vietnam il punto focale, permetteranno certamente al Partito di assolvere nella fabbrica al suo ruolo di avanguardia politica.
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