Anno V - N. 2
I
Maggio 1958
PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'INNOCENTI
IL VOTO ALLE ELEZIONI DEL25 MAGGIO PROSSIMO
PER UNA LEGISLATURA DEL LAVORO Siamo ormai alla vigilia della consultazione elettorale. Ognuno, molto probabilmente, avrà deciso in cuor suo a chi dare la propria fiducia. Giova in ogni caso sottolineare che dal voto del 25 maggio dipende, anche, in larga misura la possibilità di modificare l'attuale situazione all'interno delle fabbri. che. Muovendo dalla rottura dell'unità nazionale e sindacale la Democrazia Cristiana in dodici anni di monopolio del potere, dietro la bandiera dell'anticomunismo, della discriminazione, della divisione, sostenuta anche dai vari partiti sedicenti democratici, socialdemocratici in testa, ha sviluppato una politica di restaurazione del potere capitalistico, quello stesso potere che il fascismo era solo per tutelare, e che la lotta di Liberazione aveva notevolmente ridotto. E' dato di fatto che nel corso di questi anni proprio per la politica perseguita dalla D. C. e dai suoi alleati, la Costituzione è stata sistematicamente calpestata e i problemi di fondo del Paese sono rimasti insoluti, anzi si sono ulteriormente aggravati al pari delle condizioni di vita delle grandi masse lavoratrici. Una politica « padronale », di difesa del « massimo profitto » non poteva che portare a questi risultati. E del resto questi erano e rimangono i risultati che le forze governative, le forze economiche delle quali la D. C. e i suoi governi sono l'espressione, intendevano ottenere. Imbrigliamento della azrone civendicativa e progressista delle masse operaie, attraverso l'opera dei sindacati scissionisti, da una parte, e il potere repressivo concesso ai padroni dal costume anticomunista, dall'altra. Quindi mantenimento della « riserva » di disoccupati, quindi accordi separati, quindi licenziamenti di rappresaglia, contratti a termine, assunzioni regolate dai parroci. Sviluppo di una politica nazionale basata sui presupposti della guerra fredda, della divisione del mondo in blocchi militari contrapposti, della preparazione al conflitto atomico. Quindi mantenimento della tensione all'interno del Pae-
se, clima di crociata anticomunista e libertà di azione per i bassi salari, per le differenziazioni salariali fra uomini e donne. Quindi il MEC per rinviare ad una scala europea al soddisfacimento delle aspirazioni dei lavoratori. Questa la « linea » governativa dettata dagli interessi dei grandi industriali. A questa linea si contrappone la politica operaia, una politica che intende portare le classi lavoratrici alla direzione della cosa pubblica, una politica che intende realizzare, nel nuovo Parlamento, una legislatura operaia. Solo una legislatura che affronti e risolva i problemi di chi vive del proprio lavoro, degli operai, come degli artigiani, degli impiegati dei professionisti, dei piccoli com-
mercianti, può derivare un ampio progresso della società italiano sia in senso economico, che politico. Un maggior benessere dei lavoratori per un maggior benessere di tutto il Paese: un progresso della democrazia in Italia per il progresso della coesistenza nel mondo. Solo l'unità delle forze popolari, può consentire di raggiungere questi risultati la unità d'azioine che non deve essere sacrificata sull'altare dei « cadreghini » governativi. Un governo delle classi lavoratrici per le classi lavoratrici non può fondarsi che su TUTTI i partiti operai, non può basarsi sulla discriminazione anticomunista. I propositi contrari portano inevitabilmente chi li coltiva a servire il partito dei padroni, a fare da sgabello a Fanfani che è piccolino e
vuole arrivare in alto. L'esperienza saragattiana, come, del resto, l'esperienza francese, insegni. Per questo chiediamo ai lavoratori un voto unitario, il più unitario possibile.
SPUTNIK l'avvenire nelle nostre mani L'avvenire non è più nel grembo degli Dei, è nelle mani degli uomini. Da tempo avevamo verificato questa realtà, ma mai come in occasione delle conquiste sovietiche, abbiamo potuto « metterci il naso ». Gli Sputnik, questi meravigliosi messaggeri dell'era spaziale, ci hanno confortato nel nostro impegno, nella nostra opera per una sempre più larga partecipazione degli uomini, di tutti gli uomini e non solo di quelli che vantano censo e rango alla direzione della società. Perchè è questa la realtà: ad una società che ha la classe o.. peraia alla sua direzione corrisponde uno poderosa macchina scientifica come lo Sputnik 3.o, ad una società che affida i poteri ai capitalisti e ai loro rappresentanti corrisponde il « pompelmo » americano modesto aggeggio di scaduta utilità scientifica. Nelle nostre mani, nelle mani di coloro che vivono del proprio lavoro, è l'avvenire dell'umanità. Un avvenire che può essere fatto di rinuncia alle basi militari (come l'URSS ha fatto), di riduzione delle forze armate, di riduzione delle spese militari (quelle sovietiche rappresentano il 17% dell'intero bilancio mentre quelle degli USA sono il 63%, di rinuncia agli esperimenti atomici, di progresso. Un avvenire che può essere fatto anche di pericolose avventure, di guerra, di fascismo. Dipende dal voto che deciderà, il 25 maggio, della politica italiana.
LA LEZIONE DELLA FRANCIA Ancora una volta tocca alla classe operaia difendere la libertà e la democrazia La lunga involuzione della società francese è giunta al suo culmine. Il Paese caro ad ogni democratico per le sue tradizioni di libertà e di progresso è assalito dal fascismo. Anni di pervicace, idiota anticomunismo, lunghi anni di tenace opposizione ad ogni aspirazione popolare, hanno aperto la strada alla dittatura. Mollet e la politica socialdemocratica, il conservatorismo democristiano, il colonialismo dei vari gruppi borghesi, vanno generando il mostro fascista. E' la logica della politica anticomunista. I padroni hanno sempre scelto il fascismo come estremo strumento di difesa dei privilegi e si sono valsi dei partiti borghesi, dei dirigenti cattolici e socialdemocratici per preparare il terreno ad un regime che consentisse il massimo di oppressione antipopolare e il massimo di profitto. Come Mollet, Pfimlin, in Francia, Fanfani, Saragat, Malagodi in Ita-
lia hanno fatto e continuano a fare il gioco di chi ha in mano il cordone della borsa. Ma come in Italia, in Francia si erge, insormontabile il baluardo delle forze popolari, operaie. » Con questa politica si è fatto in modo che il Partito Comunista fosse il solo difensore della democrazia » dice il Corriere della Sera, col rammarico che è facile immaginare, e questa ammissione strappata dalla forza della realtà rispecchia esattamente la situazione. E non soltanto in Francia. Le forze popolari, operaie, oggi come ieri, difendono la democrazia, la libertà, il progresso. A queste forze i lavoratori della Innocenti, inviano un solidale, fraterno saluto che è fatto di consapevole determinazione di contrastare la marcia fascista, opponendosi alla discriminazione anticomunista, alla politica di divisione delle forze operaie, comunque espressa.