Skip to main content

Fabbrica Lambro28

Page 1

IL VOTO ALLE ELEZIONI DEL25 MAGGIO PROSSIMO

PER UNA LEGISLATURA DEL LAVORO

Siamo ormai alla vigilia della consultazione elettorale. Ognuno, molto probabilmente, avrà deciso in cuor suo a chi dare la propria fiducia. Giova in ogni caso sottolineare che dal voto del 25 maggio dipende, anche, in larga misura la possibilità di modificare l'attuale situazione all'interno delle fabbri. che.

Muovendo dalla rottura dell'unità nazionale e sindacale la Democrazia Cristiana in dodici anni di monopolio del potere, dietro la bandiera dell'anticomunismo, della discriminazione, della divisione, sostenuta anche dai vari partiti sedicenti democratici, socialdemocratici in testa, ha sviluppato una politica di restaurazione del potere capitalistico, quello stesso potere che il fascismo era solo per tutelare, e che la lotta di Liberazione aveva notevolmente ridotto.

E' dato di fatto che nel corso di questi anni proprio per la politica perseguita dalla D. C. e dai suoi alleati, la Costituzione è stata sistematicamente calpestata e i problemi di fondo del Paese sono rimasti insoluti, anzi si sono ulteriormente aggravati al pari delle condizioni di vita delle grandi masse lavoratrici.

Una politica « padronale », di difesa del « massimo profitto » non poteva che portare a questi risultati. E del resto questi erano e rimangono i risultati che le forze governative, le forze economiche delle quali la D. C. e i suoi governi sono l'espressione, intendevano ottenere.

Imbrigliamento della azrone civendicativa e progressista delle masse operaie, attraverso l'opera dei sindacati scissionisti, da una parte, e il potere repressivo concesso ai padroni dal costume anticomunista, dall'altra. Quindi mantenimento della « riserva » di disoccupati, quindi accordi separati, quindi licenziamenti di rappresaglia, contratti a termine, assunzioni regolate dai parroci.

Sviluppo di una politica nazionale basata sui presupposti della guerra fredda, della divisione del mondo in blocchi militari contrapposti, della preparazione al conflitto atomico. Quindi mantenimento della tensione all'interno del Pae-

se, clima di crociata anticomunista e libertà di azione per i bassi salari, per le differenziazioni salariali fra uomini e donne. Quindi il MEC per rinviare ad una scala europea al soddisfacimento delle aspirazioni dei lavoratori.

Questa la « linea » governativa dettata dagli interessi dei grandi industriali.

A questa linea si contrappone la politica operaia, una politica che intende portare le classi lavoratrici alla direzione della cosa pubblica, una politica che intende realizzare, nel nuovo Parlamento, una legislatura operaia.

Solo una legislatura che affronti e risolva i problemi di chi vive del proprio lavoro, degli operai, come degli artigiani, degli impiegati dei professionisti, dei piccoli com-

mercianti, può derivare un ampio progresso della società italiano sia in senso economico, che politico.

Un maggior benessere dei lavoratori per un maggior benessere di tutto il Paese: un progresso della democrazia in Italia per il progresso della coesistenza nel mondo.

Solo l'unità delle forze popolari, può consentire di raggiungere questi risultati la unità d'azioine che non deve essere sacrificata sull'altare dei « cadreghini » governativi. Un governo delle classi lavoratrici per le classi lavoratrici non può fondarsi che su TUTTI i partiti operai, non può basarsi sulla discriminazione anticomunista. I propositi contrari portano inevitabilmente chi li coltiva a servire il partito dei padroni, a fare da sgabello a Fanfani che è piccolino e

vuole arrivare in alto.

L'esperienza saragattiana, come, del resto, l'esperienza francese, insegni.

Per questo chiediamo ai lavoratori un voto unitario, il più unitario possibile.

SPUTNIK

l'avvenire nelle nostre mani

L'avvenire non è più nel grembo degli Dei, è nelle mani degli uomini.

Da tempo avevamo verificato questa realtà, ma mai come in occasione delle conquiste sovietiche, abbiamo potuto « metterci il naso ».

LA LEZIONE DELLA FRANCIA

Ancora una volta tocca alla classe operaia difendere la libertà e la democrazia

La lunga involuzione della società francese è giunta al suo culmine.

Il Paese caro ad ogni democratico per le sue tradizioni di libertà e di progresso è assalito dal fascismo.

Anni di pervicace, idiota anticomunismo, lunghi anni di tenace opposizione ad ogni aspirazione popolare, hanno aperto la strada alla dittatura. Mollet e la politica socialdemocratica, il conservatorismo democristiano, il colonialismo dei vari gruppi borghesi, vanno generando il mostro fascista.

E' la logica della politica anticomunista. I padroni hanno sempre scelto il fascismo come estremo strumento di difesa dei privilegi e si sono valsi dei partiti borghesi, dei dirigenti cattolici e socialdemocratici per preparare il terreno ad un regime che consentisse il massimo di oppressione antipopolare e il massimo di profitto.

Come Mollet, Pfimlin, in Francia, Fanfani, Saragat, Malagodi in Ita-

lia hanno fatto e continuano a fare il gioco di chi ha in mano il cordone della borsa.

Ma come in Italia, in Francia si erge, insormontabile il baluardo delle forze popolari, operaie.

» Con questa politica si è fatto in modo che il Partito Comunista fosse il solo difensore della democrazia » dice il Corriere della Sera, col rammarico che è facile immaginare, e questa ammissione strappata dalla forza della realtà rispecchia esattamente la situazione. E non soltanto in Francia.

Le forze popolari, operaie, oggi come ieri, difendono la democrazia, la libertà, il progresso.

A queste forze i lavoratori della Innocenti, inviano un solidale, fraterno saluto che è fatto di consapevole determinazione di contrastare la marcia fascista, opponendosi alla discriminazione anticomunista, alla politica di divisione delle forze operaie, comunque espressa.

Gli Sputnik, questi meravigliosi messaggeri dell'era spaziale, ci hanno confortato nel nostro impegno, nella nostra opera per una sempre più larga partecipazione degli uomini, di tutti gli uomini e non solo di quelli che vantano censo e rango alla direzione della società.

Perchè è questa la realtà: ad una società che ha la classe o.. peraia alla sua direzione corrisponde uno poderosa macchina scientifica come lo Sputnik 3.o, ad una società che affida i poteri ai capitalisti e ai loro rappresentanti corrisponde il « pompelmo » americano modesto aggeggio di scaduta utilità scientifica. Nelle nostre mani, nelle mani di coloro che vivono del proprio lavoro, è l'avvenire dell'umanità. Un avvenire che può essere fatto di rinuncia alle basi militari (come l'URSS ha fatto), di riduzione delle forze armate, di riduzione delle spese militari (quelle sovietiche rappresentano il 17% dell'intero bilancio mentre quelle degli USA sono il 63%, di rinuncia agli esperimenti atomici, di progresso. Un avvenire che può essere fatto anche di pericolose avventure, di guerra, di fascismo. Dipende dal voto che deciderà, il 25 maggio, della politica italiana.

- N.
I PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'INNOCENTI
Anno V
2
Maggio 1958

DUE MISURE

L'ordine, la chiarezza, la legittimità sono vecchi cavalli di battaglia del padrone e di chi lo rappresenta, al governo come in fabbrica e in ogni dove.

Orbene a questi principi che devono regolare una società bennata vogliamo richiamarci (e richiamiamo) a proposito dei lavoratori dell'ALACI.

Nei confronti di costoro, i bei principi vanno a farsi benedire, e .si applica la confusione, la nebulosità, il soppruso.

Infatti nelle buste paga di questi operai le varie voci della retribuzione non sono specificate in modo conprensibile. Infatti la retribuzione varia fra operaio ed operaio anche se sono della stessa categoria, anche se hanno le stesse condizioni contrattuali e se svolgano il medesimo lavoro.

Infatti contrariamente al dettato delle leggi, queste centinaia di lavoratori vengono tenuti in fabbrica legati ad un contratto capestro qual'è il « contratto a termine ».

Ancora una volta è dimostrato che ogni regola morale o politica ha un diverso valore, per il padrone, a seconda del proprio interes_ se: Ordine, Chiarezza, Legittimità, si, ma quando si possono invocare per reprimere uno sciopero per contrastare, gabellando gli ingenui, le aspirazioni popolari, quando servono per tutelare i profitti, i privilegi.

Ma quando dovrebbero costringere al rispetto dei diritti altrui, allora anche queste parole, così care ad ogni buon borhese, diventano termini rivoluzionari,espresspressione di satana.

« Verrà il tempo » come nelle parabole, nei versetti biblici, tempo verrà in cui tutti dovranno rispettare la legge dello Stato, in cui l'amministrazione della cosa pubblica , il governo, non sarà uno strumento dei potenti e dei ricchi, e allora l'ordine la chiarezza, la legittimità, saranno una realtà concreta ed operante per tutti.

Non c'é peggior sordo di chi non'voglia sentire

Abbiamo parlato, scritto, discusso una infinità di volte sulla mensa ed i suoi problemi.

Ogni volta abbiamo cercato di fare della critica costruttiva. La nostra denuncia era sempre accompagnata da proposte sincere e perfettamente realizzabili, sia per il sistema organizzativo che per il vitto.

Siamo arrivati ad oggi, e nulla, proprio nulla è stato fatto per modificare uno stato di cose assolutamente insopportabile.

Non vogliamo, qui, accusare la direzione e scusare il direttore di mensa, o viceversa.

Li accusiamo ambedue, perchè ciascuno dei due ha la propria responsabilità, e come!

E noi siamo veramente stufi.

E' ora di finirla una volta per tutte.

Lottare uniti

L'ultima volta che uscimmo con Fabbrica sul Lambro dedicammo un ampio articolo alla situazione sindacale della fabbrica in occasione del rinnovo della Com_ missione Interna indicando nel contempo alla stessa, quale sarebbe uscita dalla consultazione, i problemi che si sarebbero dovuti affrontare. In esso tratteggiammo per quanto ce lo consentirono le nostre conoscenze una rapida sintesi dello sviluppo produttivo della fabbrica raffrontando ciò alle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori.

Cercammo di stabilire un termine di paragone fra lo sviluppo industriale e lo sviluppo sociale dei dipendenti.

Usciva da tale esame un quadro di assoluta sproporzione, fra la produzione in continuo sviluppo (il che in concreto significa ed è indice di profitti in continua ascesa) e la stagnazione salariale ad un livello assolutamente inade_ guato, non soltanto al processo di sviluppo aziendale, ma alle più logiche necessità sociali.

Partendo perciò da tale presupposto indicammo una piattafor-

ma sindacale che trovava la propria giustificazione nella necessità inderogabile di assicurare una più diretta partecipazione operaia allo sviluppo della fabbrica.

Sono passati diversi mesi da allora, sono stati formulati programmi; ricordate alla vigilia del rinnovo delle C. I.? Vi daremo questo, vi assicuriamo quell'altro, una infinità sono state le lusinghe e le promesse; sinora però, e nessuno lo potrà certo negare, le promesse sono rimaste solo tali e pare, dato i precedenti che siano destinate a restare ancora per molto, soltanto promesse elettorali.

Ci si obbietterà che tre mesi non sono sufficienti per valutare l'operato della C. I., possiamo rilevare però, che la sua composizione è identica a quella dell'anno precedente e che l'attività (o l'inattività) della C. I. in questo ultimo periodo ricalca perfettamente quella degli ultimi anni per cui il giudizio più coerente e imparziale che si possa esprimere non è certamente positivo ».

E' stata un'attività sindacale

La C.1. ne prenda nota

Se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna che andrà da Maometto. Ogni riferimento è puramente casuale.

Una Commissione Interna che si rispetti è evidente non dovrebbe avere bisogno delle nostre segnalazioni, nè di farsi, troppo spesso, tirare la giacca dagli operai, ma visto che non si muove, pensiamo sia opportuno trasmettergli per competenza una serie di rivendicazioni segnalateci dai lavoratori con la speranza che ne prenda nota.

Da più parti è stata avanzata la richiesta che l'importo orario dato dagli scatti biennali di anzianità venga computato anche sugli straordinari.

E' richiesta generale poi, che le punizioni, tutte indistintamente,

debbano essere discusse, indipendentemente dal fatto che risultino poi giustificate o meno con la C. I. prima ancora, naturalmente, che abbia corso a carico dei dipendenti, ed a tale proposito che la C. I. intervenga nei confronti della direzione.

Infine facciamo presente che siamo venuti a conoscenza che nella tanto decantata fonderia modello vi sono addetti al caricamento del forno Olivatto due operai, si badi bene, non già a schiacciare dei pulsanti che azionino automaticamente il caricamento del forno, bensì con tanto di pala rimuovono diecine e diecine di quintali di materiale al giorno. E' augurabile un provvedimento non ví pare? Il resto spetta alla Commissione Interna.

caratterizzata dalla rinuncia alla difesa legittima e responsabile degli interessi dei lavoratori sacrificati sempre sull'altare della compiacenza padronale.

Non sono mai stati difesi energicamente i diritti dei dipendenti con la consapevolezza che questo è il compito principale della C. I. mentre invece per ogni problema si è sempre preferito affidarsi alla comprensione padronale.

I vari programmi e le aspirazioni contenuti in essi sono stati messi nel dimenticatoio, le varie proposte e le nostre tra quelle ignorate e le conseguenze di tutto ciò le stiamo scontando da un pezzo nella fabbrica.

I ritmi di lavoro sono enormemente aumentati, il premio di produzione è rimasto fermo al li_ vello di alcuni anni fa, la paga non ha subito nessuna variazione, la vita in fabbrica si è fatta sempre più insostenibile per il clima di caserma che si è instaurato. E tutto questo mentre lo sviluppo economico aziendale era ed è tale da suffragare pienamente tutte quelle richieste che sono state formulate da varie parti e che rappresentano le aspettative dei dipendenti che si riassumono in una parola in migliori condizioni economiche tenendo conto anche del fatto che il costo della vita nel corso di un anno è aumentato del 4,6%. Va detto quindi chiaro che l'interesse dei lavoratori non si realizza con una politica che trova i propri limiti nei regalini della direzione aziendale, che cerca cioè il terreno della propria attività nell'ambito dell'interesse padronale.

E' necessaria viceversa una politica unitaria che superando ogni dicriminazione ideologica discuta e dibatta i problemi nella classe operaia faccia a faccia col padrone nella piena responsabilità dei suoi diritti e del suo rispetto.

Che questa sìa la strada buona da seguire ce lo indica la lotta unitaria dello scorso anno, per la riduzione dell'orario di lavoro.

Non ottenemmo molto, è vero però bastò per far sentire il pe_ so della nostra forza per strappare qualcosa ad un padrone quanto mai sordo alle nostre esigenze.

Tutti certamente ricorderanno lo sciopero dello scorso anno col quale, così era nei propositi, dovevamo dare un primo scossone alla settimana lavorativa delle 8 ore, per ridurle a parità di retribuzione.

Non arrivammo a conseguire, non è però qui il caso di soffermarci ad analizzarne le cause, ciò che ci eravamo prefissi, e tale rivendicazione rimane ovviamente un problema aperto, ma quello su cui volevamo ora attirare l'attenzione di tutti è che in tale occasione ottenemmo un premio straordinario di 16.000 lire con la promessa for-

male della direzione e con l'assicurazione della C. I., che lo stesso avrebbe avuto carattere di definitiva acquisizione quale premio annuale.

E non è a caso che solleviamo tale problema. Siamo ormai a poco dalla maturazione annuale del premio e la nostra preoccupazione è soltanto di far cortesemente notare ciò a chi di dovere oltre naturalmente ricordarlo ai lavoratori.

Non si sa mai, agli operai è superfluo, ne siamo convinti, ricordarglielo, ma ai dirigenti.... Sono così frequenti i casi di amnesia.

Su questa via dobbiamo andare avanti traendo ancora una volta dal nostro bagaglio quelle qualità che fecero dei lavoratori della Innocenti una avanguardia combattiva del movimento sindacale.

Direttore Responsabile: LEONARDO BANFI - Autorizzazione del Tribunale di Milano - numero 3259 in data 31-12-1953

2 FABBRICA SUL LAMBRO
tip. l'Aretina - milano - tel. 63.50.13
DI FRONTE AD UN PADRONE SORDO AD OGNI ESIGENZA DEI LA VORATORI
RAMMENTIAMO PER EVITARE
TRA POCO IL PREMIO
COSI DIAMNESIA

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Fabbrica Lambro28 by fondazioneisec - Issuu