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Quartiere in lotta3

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QUARTI:E IN LOTTA - numero unico -

giornale dei quartieri: Romana -Vigentina Rozzano Tessera Lotto 26 • Cinisello -febbraio 1974-

Il progamma del governo Rumor:

In appoggio allo sciopero E' stato indetto per il 27/2 uno sciopero nazionale di quattro ore che vedrà uniti i lavoratori di tutte le regioni e categorie contro l'attacco dei padroni e del governo alle condizioni di vita delle masse popolari attraverso gli aumenti dei prezzi, la cassa integrazione e i licenziamenti. I Comitati di quartiere aderiscono a questo sciopero che ritengono un momento importante per un reale collegamento delle lotte delle fabbriche e dei quartieri per la difesa del salario. In questi ultimi anni, infatti, anche nei quartieri i lavoratori si sono organizzati contro il caro affitti, l'espulsione dei lavoratori dal centro, per il diritto alla casa e per ottenere trasporti, scuole e servizi sociali nei quartieri popolari. Queste lotte hanno individuato delle controparti nei padroni di casa e della città, ma anche in quegli enti pubblici che sono direttamente responsabili dello sviluppo urbano, come il Comune, la Regione e lo I.A.C.P., rispetto ai quali sono state espresse delle precise richieste che vanno portate avanti con tutto il movimento operaio e popolare: la Regione si impegni - a fissare l'affitto delle case popolari al 10% del salario del capofamiglia; - a rendere affettivamente gratuita la scuola dell'obbligo; - ad immettere un rappresentate dei Comitati di quartiere nella commissione assegnazione alloggi; lo I.A.C.P. - conceda alle famiglie occupanti di abitare nei loro alloggi con un regolare contratto ad affitto popolare. il Comune prepari ed attui un nuovo piano 167 sulla base delle esigenze espresse dai lavoratori; - intervenga nelle vertenze sulle manutenzioni con interventi ingiuntivi o sostitutivi; - requisisca gli alloggi sfitti; costringa le immobiliari a rendere pubblici i contratti di affitto per impedire gli aumenti di affitto all'atto del passaggio dell'alloggio da un inquilino all'altro.

INFLAZIONE E CAROVITA Dal 16 luglio 1973, giorno di entrata in vigore del cosiddetto "blocco dei prezzi", del quale abbiamo già mostrato la demagogia e l'inefficacia (vedi "Quartieri in Lotta"novembre 1973), non solo tutti i prezzi dei maggiori generi di consumo e di tante altre merci sono aumentati a dismisura, ma tutta l'economia italiana sta attraversando una crisi crescente di cui non si vede uno sbocco e il costo della quale viene fatto ricadere interamente sui lavoratori, in particolare quelli a reddito più basso. In effetti questa crisi che, dati alla mano, colpisce tutti i paesi industrializzati a economia capitalistica e solo questi, è originata da enormi contraddizioni all'interno di questi paesi (sistema monetario occidentale che non funziona più, lotte di potere tra le diverse aziende monopolistiche e di queste contro le piccole aziende), all'esterno di essi (ribellione dei paesi produttori di materie prime che non accettano più di essere sfruttati come ieri e richiedono ad esempio un giusto prezzo per il petrolio), ma soprattutto si rivela come un nuovo e più violento attacco alla classe operaia, ai lavoratori, agli inquilini, agli studenti che avevano dimostrato e tuttora dimostrano di non volersi piegare alle manovre dei padroni e ai loro ricatti (complice il governo) per riportare il pugno di ferro sulle grandi capacità di lotta dei lavoratori. Lo sciopero generale nazionale del 27 febbraio 1974 è,la prima grande risposta di massa che tutta la classe lavoratrice italiana vuole dare dopo gli scioperi generali di categoria e provinciali, risposta che molt:ssimi operai e molte categorie vorrebbero ancora più dura e incisiva. La considerazione di alcuni dati renderà più evidente la violenza dell'attacco dei padroni ai lavoratori: - il prezzo del pane a Milano viene portato artificialmente a 400 lire al Kg (445 il pane all'olio). Il pane tipo O in pezzatura da 61 a 100 grammi, il cui prezzo è 1' unico ribassato (245 al Kg), è introvabi-

le in tutte le panetterie della città. il prezzo della carta è aumentato del 50%. - il cemento è aumentato del 50%, i fertilizzanti del 48%, automobili, pneumatici e elettrodomestici del 10%, tessili del 30%, autostrade del 12% (arrotondato fino al 25% in alcuni casi, ad es. Milano-Gallarate) e infine tariffe ferroviarie, latte, burro, carne, pasta, olio, etc. Si vede quindi che si tratta di un piano generale di rapina del salario dei lavoratori, che ha riassorbito e largamente superato gli aumenti di salari e stipendi appena ottenuti o ancora in trattativa. Sono però da ricordare altri tre fatti: Aumenti di affitto. Nonostante le lotte dei lavoratori siano riuscite a strappare un rinnovo del blocco dei fitti al governo, moltissimi padroni di casa hanno richiesto aumenti di affitto fino al 50% agli inquilini, minacciandoli in vario modo per riuscire a derubarli. Questi aumen ti strappati per debolezza degli inquilini o nei casi in cui l'affitto non era bloccato, hanno contribuito ad un rialzo generale del costo della vita. L'aumento di tutti i prodotti petroliferi Con la scusa della crisi energetica che radio, televisione e giornali "indipendenti" ci hanno propinato per mesi, facendo ricadere la colpa sui cosiddetti "sceicchi" arabi, il governo - al servizio dei petrolieri - ha aumentato due vol• te di seguito il prezzo della benzina, del gasolio per riscaldamento e degli altri prodotti petroliferi. Il primo aumento ha fruttato 300 miliardi al governo e 100 ai petrolieri; il secondo, altri 200 miliardi, l'hanno incamerato tutto i petrolieri. Se la benzina nel giro di tre mesi è aumentata del 25%, il gasolio per riscaldamento è aumentato nello stesso pe• riodo quasi del 400%, passando da 25 a 96 lire al litro. I due terzi di questo aumento sono andati ai petrolieri. Le spese degli inquilini di case con riscaldamento segue in ultima

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ROMA CONTINUANO LE OCCUPAZIONI DI MASSA

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EDILIZIA POPOLAREIMMOBILISMO DEL GOVERNO L'aggravarsi della crisi economica E politica del capitalismo italiano e il conseguente attacco portato dai padroni contro la classe operaia e le masse popolari hanno aumentato il peso politico dei settori padronali più apertamente reazionari. Questi settori (petrolieri, Montedison, etc.) guidano oggi direttamente l'attacco antioperaio, imponendo le loro scelte non solo ai settori più deboli ma anche agli altri gruppi monopolistici. Il crollo della mistificazione del blocco dei prezzi e il dilagare degli aumenti, il netto rifiuto di La Malfa alla richiesta di prezzi politici per i generi di prima necessità, le continue minacce e ricatti contro il PSI e il PCI, giunte fino allo spettro del colpo di stato, affinché rinuncino ad

ogni velleità riformista, l'imposizionE de parte della DC del referendum sul divorzio, sono indicativi della linea seguita oggi dai padroni. E' impossibile, comunque, che la crisi venga superata in tempi brevi o anche medi, sia per il carattere della crisi, per la sua dimensione internazionale, sia perché la classe operaia è ancora Forte e in grado di imporre lotte e mobilitazioni crescenti. Si prospetta così una lunga fase di crisi economica e politica più o meno acuta, di instabilità a livello governativo, con il continuo pericolo di scelte più apertamente reazionarie, anche senza arrivare al colpo di stato, se la classe operaia non saprà stringere le fila, rinsaldare la propria unità, difendere e rafforzare gli strumEnti di democrazia operaia, con alla testa i Consegue in 2° pag.

A Roma si sta sviluppando,su vastissima scala,un importante fenomeno che preoccupa molto la grande speculazione edilizia privata : l'occupazione di massa da parte di numerosissime famiglie di palazzi ancora in via di completamento. Hanno cominciato quest'anno circa duecento famiglie del quartiere La Magliana il cui esempio è stato seguito da molte centinaia di altre; l'episodio più recente è avvenuto pochi giorni fa: la notte di giovedì 14 febbraio circa 100 appartamenti sono stati occupati. Si tratta di quattro palazzine di 25 appartamenti ciascuna costruite dalla società Apolloni,vicino a Tor Lupara. Queste occupazioni che configurano a Roma un vero e proprio movimento di lotta per una casa ad affitto accessibile ( 10% del salario del capofamiglia),presentano delle caratteristiche di novità assai interessanti per l'intero movimento. Le famiglie occupanti hanno in generale una estrazione di classe proletaria,e non sottoproletaria come era quasi sempre avvenuto precedentemente in analoghi episodi; si tratta non di un episodio isolato ma di un fenomeno di larghissime dimensioni che vede impegnati nella lotta migliaia di nuclei familiari organizzati e strutturati saldamente nei singoli palazzi; le occupazioni non hanno il carattere della protesta esemplare o disperata tendente ad ottenere dall'I.A.C.P. o da altri enti pubblici una sistemazione:le famiglie vogliono rimanere negli alloggi occupati ed ottenere dagli enti competenti i segue in 2° pag.

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