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Si può cambiare3

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CONOSCERE E DISCUTERE I PROBLEMI PER COSTRUI= RE LE RISPOSTE ALLE ESIGENZE DEL PAESE

SI PUO' CAMBIARE

PER GLI ESERCENTI la sezione del PCI Perotti Devani- via ZeccaVecchia n°4 -Milano

una crisi sempre pitv

Le difficoltà che il nostro paese oggi attraversa si vanno sempre più intensi ficando. Alla crisi econo mica, che ormai imperversa da parecchi mesi si sono agginti gravi pro blemi di instabilità nella direzione politica e la fra gilità dello stesso sistema monetario. In particolare la s' Autazione della lira e la massiccia ripresa inflazionistica. insieme alla permanenza di fenomeni di crisi e di recessione in alcuni settori e in molte aziende. fanno gravare sull'Italia la prospettiva di una stagnazione prolungata e anche di un decadimento assai netto.

Tutto ciò si traduce sul piano sociale in un aumen to del disagio nelle condizioni di vita già precarie di coloro che hanno un basso reddito fisso, dei pensionati e della crescer te massa di disoccupati e di sottoccupati.

I prezzi hanno ripreso la corsa verso l'alto. Ultima mente , in particolare han no subito rincari all'ingros so una serie di generi di largo consumo, tra cui le carni bovine, il caffè, i

detersivi, il grano tenero per la fabbricazione del pane , le patate , il forma g gio grana ,i viali da pasto e pregiati. Più recentemen te è avvenuto il rincaro della benziana della benzina , del metano e delle tariffe telefoniche , mentre si prospettano ul teriori cambiamenti di prezzo in altri settori, quali le poste

Come t SPOnde qovemo Moro richiega sem?re ?1c) us- jente cÌn uwire dalla crisi

In questo quadro diventavano, di giorno in giorno, sempre più sconcertanti i silenzi e le, inerzie del governo, che non ha nemmeno provveduto ancora a presentare in Parlamento (dopo una crisi così lunga) leggi già annunciate quando ci fu il dibattito sulla fiducia o anche soltanto gli emendamenti ai disegni di legge per la riconversione industriale e per il Mezzogiorno.

Noi abbiamo inteso, ancora una volta, mettere il discorso con i piedi per terra. E il convegno -- cioè non solo noi ma tutti quelli che vi hanno preso la parola — ha documentato come non sia esagerato parlare, per il nostro paese, di un pericolo di bancarotta: cioè di una crisi non più dominabile da nessuna forza politica o sociale. Si pensi soltanto alla questione dei debiti che abbiamo

accumulato verso l'estero e ai relativi interessi che siamo costretti a pagare. No, questo non è allarmismo. E' giunto il momento che tutte le persone serie si rendano conto, e fino in fondo, a qual punto è stata trascinata la nostra nazione, oltre che dagli effetti della crisi del capitalismo, da una politica economica sbagliata e da un modo di governare che, oltre ad essere, per molti aspetti, scandaloso, ha superato da gran temno i limiti della inettitudine e anche, ner certi aspetti, della irresnonsabilità. E non parliamo solo delle one.tioni economiche e sociali, ma della libertà e della sicurezza dei cittadini, e di quei fatti oscuri di provocazione che da un po' di•tenipo a questa parte turbano la vita di città come Roma o Milano, o anche di altri posti, e fanno pensare a un rilancio organizzato della strategia della tensione. Quali siano le centrali — italiane o straniere — di questo rilancio non lo sappiamo: ci sembra però che ad esso diano spago (consapevolmente o no: poco importa) gruppi estremistici sempre più avventurosi.

O o o I lavoratori italiani, da mesi e mesi in lotta per evitare che le conseguenze più gravi della crisi ricadessero sulle loro spalle, sono riusciti a salvare, in questo periodo, il grosso dell'occupazione e anche del valore reale di acquisto dei loro salari. Un risultato di questo tipo non era stato mai raggiunto, in un periodo di crisi economica acuta come quello che attraversiamo, dalla classe operaia e dai lavoratori di un paese capitalistico. Questo non vuol dire, naturalmente, che la crisi non abbia colpito strati larghi di lavoratori: specie nei settori della piccola e media industria, e particolarmente nel Mezzogiorno. risultato complessivo ottenuto dalla classe operaia italiana è un fatto di grande importanza che da un lato rende più forti le basi del nostro regime democratico ma che dall'altro rende più drammatica la crisi, in quanto sbarra la via a tentativi di

drammatica

ripercorrere vecchie strade e pone con urgenza la necessità oggettiva di un n ttttt o tipo di sviluppo e di una svolta di politica economica e generale

Ha dichiaratb Berlinguer nel discorso con cui ha motivato il perchè del voto contrario dei Comunisti al governo Moro:

Questo nodo non può essere affrontato solo con operazioni di ingegneria finanziaria o monetaria, le quali possono dare al massimo qualche dilazione, al pari dei prestiti esteri, che però già pesano in modo preoccupante sulle prospettive del paese (e non solo per il pagamento degn

interessi). Ciò che è necessario è cessare di ragionare esclusivamente in termini di pure quantità, soprattutto monetarie, e cominciare finalmente a vederequale domanda sostenere e quale no, quale produzione e quali importazioni incoraggiare e quali scoraggiare. Ecco punto che abbiamo messo al centro della nostra proposta: finirla con interventi puramente quantitativi, sempre piò onerosi e inutili (a che fine abbiamo bruciato nella difesa del tasso di cambio milioni e milioni di dollari se dietro questa difesa non c'era nessun disegno che andasse oltre l'immediato?), e intervenire invece con scelte capaci di orientare il sistema verso un nuovo sviluppo produttivo e verso una nuova qualità dei consumi.

Al succedersi di politiche rivolte ora a

iniettare txliscriminatamente liquidità ora a toglierla, noi abbiamo proposto di sostituire una politica che In modo selettivo indirizzasse stabilmente de liquidità verso alcuni sbocchi e la negasse ad altri.

0 0o

Da qui è scaturita, a settembre, la nostra richiesta di un programma di medio termine, capace di offrire un quadro di riferimento agli investimenti e di Indirizzarli in direzioni nuove. Da qui è scaturita la battaglia -non solo nostra, ma dei sindacati, impegnati nella dura dotta in difesa dell'occupazione, per alcune priorità — agricoltura, edilizia popolare e scolastica, energia, trasporti collettivi — quali concentrare la spesa pubblica; e per alcuni settori produttivi, ai quali riservare incentivi e finanziamenti

I nuovi Consigli di zona saranno insediati la prossima settimana

L'assemblea dei quattrocento consiglieri di zona indetta per venerdì 2 aprile

Consentirà di fare un passo avanti nel determinare i poteri del decentramento

Confesercenti: contro

non è applicata

Gli scandali come quello in cui è Implicata la Standa rasi possibili anche dalla mancata attuazione della legge 426 - II 18 marzo la Conferenza di organizzazione della Confederazione

ROMA, 15 marzo n I commercianti devono sapere come operare oggi e che cosa fare domani n: lo hanno dichiarato il vice presidente avv. Caprítti e il segretario nazionale della Confesercenti Bompani, nel corso di un incontro con la stampa tenuto oggi a Roma per presentare la prima conferenza nazionale di organizzazione della Confederazione che si terrà il 18-19 marzo nella capitale.

In sostanza, gli esercenti, per bocca dei loro rappresentanti sindacali, sono preoccupati perchè la legge 426 del 1971, in particolare per quanto riguarda i piani comunali, è stata largamente disattesa. A ciò si deve aggiungere che anche la legge per i finanziamenti agevolati al commercio, n. 517 del 1975, a rimane ancora lettera morta ». La Confesercenti, che rappresenta piccoli e medi operatori ritiene che una-delle cause principali delle disfunzioni del nostro sistema distributivo, soprattutto all'atto della nascita, sia da ricercarsi nello n strapotere » (vedi — ha affermato Bompani — lo scandalo che ha investito la Stenda) dei supermercati.

a Gli scandali di cui si parla in questi giorni — hanno affermato i dirigenti della Confederazione — si sono potuti verificare soprattutto laddove non è stata attuata la legge 426 sui piani comunali di adeguamento e sviluppo della rete distributiva, i quali devono prevedere anche precise indicazioni per l'assegnazione degli spazi dí vendita sia alla grande distribuzione che al commercio tradizionale singolo o associato (sol-

tanto 28 capoluoghi di provincia hanno approvato un piano). Non a caso una serie di supermercati sono stati installati fuori e contro le direttive della legge, che la grande distribuzione ha cercato in ogni modo di ostacolare, ricorrendo dt fatto non già alla programmazione commerciale prevista dalla 426, ma a gravi forme di corruzione sulle quali appare doveroso fare piena luce ».

A questo punto — afferma la Confesercenti — non rimane che ridiscutere l'intera materia per avviare una concreta riforma. A tale proposito la Confederazione ha fatto al governo quattro precise richieste: 1) bloccare il rilascio delle licenze alla grande distribuzione; 2) analizzare la legittimità di quelle rilasciate ultimamente (in Lombardia, ad esempio, sono state concesse licenze per 14 supermercati e 4 ipermercati); 3) adottare misure affinché, nell'ambito della legge 517 sul finanziamento agevolato, i commercianti possano adottare provvedimenti ed iniziative rinnovatrici; 4) convocare una conferenza nazionale sulla distribuzione.

La Confesercenti, infine, rileva che la Confcommercio non può continuare a mantenere nel suo seno i commercianti tradizionali e le grandi strutture distributive « ben sapendo che gli interessi degli uni sono opposti a quelli degli altri e sapendo altresì che gli esercenti minori sono animati da una forte volontà di adeguarsi alle mutate esigenze del mercato ». Questo sarà il tema principale della conferenza nazionale di organizzazione.

Al rinnovo dei Consigli di zona si è giunti superando difficoltà che solo grazie alla pazienza e alladeterminazione della maggioranza a Palazzo Marino hanno potuto essere rimosse. La Giunta aveva, infatti, deciso di indire le elezioni dirette dei Consigli di zona -per il 30 novembre; non appena fissata la data, interveniva il Consiglio di Stato con una sentenza contraria all'istituzione di organi amministrativi decentrati e subito dopo il ministero degli Interni faceva sospendere le elezioni preannunciando la presentazione di una legge sul decefitramento degli Enti locali.

Bloccata l'elezione diretta. la maggioranza proponeva di •passare. ol rinnovo dei- Consigli di zonasecondo il regolamento 'approdato dal Consiglio nel luglio del 1974. A questo punto frapponevano Ostacoli i gruppi consiliari della DC e del PSDI (ai quali si affiancavano liberali repubblicani) che contestavano il regolamento — da loro stessi proposto e approvato nel 1974 — in quanto la suddivisione dei 400 consiglieri di zona doveva avvenire proporzionalmente alla consistenza dei gruppi consiliari. DC

PSDI, che avevano per• duto nel complesso cinque consiglieri con la co stituzione del gruppo misto ,tre consiglieri del MULS ef due indipendenti • t, non volevano veder ridotta la loro rap-pre:-nianza nelle zone.

Con pazienza, come dicevam.). e con grande spirito ci: poniprensione i gruppi Alla 4naggioranza riuscivano ti Trovare uni, soluzione ace-stabile pe: tutte le forze politiche. i-' è arrittati, ce.-i, fijialmen te, dopo ritrr di nella prc.,entazione dei nomi da parte della DC alla nomina da parte del Consiglio comunale dei 400 nuovi consiglieri di zona.

Tenendo fpde ad un impegno assunto di fronte al Coniglio, la Giunta ha ieri deciso anche la convo-

razione dei .tdo consiglieri di zolla per venerdi 2 nprrle. L'assemblea sarà sicuramente un fatto importante per i contenuti che al decentramento si intendono dare. In proposito, l'assessorato ha già elaborato il documento distribuito a dicembre, sulla base del quale i consigli di zona dovrebbero rapidamente diventare protagonisti in alcuni settori di intervento dell'Amministrazione, rimasti centralizzati sebbene fosse stato istituito da tempo il decentramento.

Un settore per il quale l'azione decentrata appare più che matura. anzi indispensabile per una razionalizzazione dei vari servizi, è quello di carattere socio-sanitario. Controllo del servizio di medicimi scolastica, gestione degli asili-nido, assistenza diretta agli anziani: sono attività dell'Amministrazione che possono e devono trarre dal controllo diretto dei Consigli di zona un miglioramento, sia per l'estensione dei servizi sia per la sua qualificazione.

Altro settore, nel quale è indispensabile istituzionalizzare una prassi che è divenuta regola negli ultimi mesi, è quello della gestione del territorio. I Consigli di zona hanno lavorato negli ultimi mesi a stretto contatto con l'Am-

Ultimo tango

ministrazione sia per elaborare il piano dei servizi, sia per individuare la miglior applicazione possibile del vincolo della 167 per l'edilizia popolare e i servizi, sia per l'esame delle licenze edilizie in connessione con i lavori in corso. I Consigli di zona sono stati anche investiti, una decina di giorni fa-, del problema della mobilità con la presentazione del piano per i trasporti e la via- bilità da inserire nella revisione generale del Piano regolatore. o o o

L'esperienza stessa, quindi, di questi mesi impone che si passi rapidamente ad un aggiornamento dei poteri che al decentramento sono stati nel passato riconosciuti per quel che riguarda la gestione del territorio, in tutte le sue molteplici implicazioni.

Ai primi di aprile, inoltre, dovrebbe essere pronta l'elaborazione per zone del bilancio di previsione 1976: un lavoro complesso, totalmente nuovo, per il quale c'è un preciso impegno da parte dell'Amministrazione, che consentfrà di far fare un ulteriore passo avanti al decentramento nel governo effettivo della città.

« La storia di padre Eligio è scivolata sul burro africano » (dal Manifesto).

In fondo a destra

a E di Longo, di Orlandi che ne facciamo? Si chiedono nei corridoi del Palazzo dei Congressi » (da La Stampa).

Fort Apache

L'Italia, abituata a considerarsi un paese ai fianchi del principale fronte est-ovest, ora si trova ad essere una zona di frontiera » (da una dichiarazione di Giovanni Agnelli, dalla Stampa).

gli abusi la legge c'è ma

Se da un lato la politica governativa si presenta largamente carente, quando non addirittura inerte nell'affrontare la crisi del Paese, molte regioni invece hanno già approvato "piani di emergenza", frutto di larghe intese politiche e sociali.

Che cosa sta facendo la Re ione LOMBARDIA ?

Si è venuto ampliando e consolidando nella no atra Regione di fronte delle forze sociali e politiche che chiedono profondi mutamenti nel la condizione economica, che si battono per rinnovamento e un ampliamento della base produttiva e che indicano nella difesa ed espansione dell'occupazione il problema centrale del momento attuale.

In particolare i sindacati hanno posto al centro della piattaforma contrattuale la politica degli investimenti e dell'occupazione; numerosi Enti locali, ad iniziare dal comune di Milano, ricollegandosi a convegni analoghi promossi dalle Regioni Piemonte e Liguria, hanno tenuto conferenze sulla situazione economica ed il rilancio dell'occupazione; organismi rappresentanti ceti produttivi, come artigiani, commercianti, piccoli e medi imprenditori, premono per cercare una via d'uscita alla attuale situazione e chiedono adeguati interventi.

In risposta a tali richieste sono stati assun ti in sede regionale impegni concreti per por re a fuoco i problemi della situazione industriale, e formulare politiche adeguate di in tervento nei confronti della piccola e media industria.

Sono stati inoltre individuati settori di in- , tervento prioritario: rientrano in questo i progetti relativi alla casa, ai trasporti pub blici (con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete delle Ferrovie Nord Milano), alle Opere Pubbliche, al piano ospedaliero, all'edilizia scolastica, all'agri coltura e alla ristrutturazione e potenziament to della struttura commerciale.

Sulla base di tali impegni sarà possibile da un lato individuare interventi capaci nel tem po breve di ravvivare la comanda, di contribu buire alla ristrutturazione di settori produt tivi, indirizzando l'offerta verso settori prioritari, dall'altro delineare un quadro programmatico a medio termine in grado di pre disporre un assetto rinnovato dell'economia lombarda.

Le risorse disponibili per questi obiettivi sono fin d'ora non trascurabili, dal momento che oltre a quelle specificatamente regionali, si debbono considerare quelle provenienti dai decreti governativi di emergenzaln° 376-377 dai piani governativi per l'edilizia scolastica, oltre agli stanziamenti provenien ti dal fondo CEE per l'agricoltura.

Inoltre saranno esaminate le possibilità di utilizzo del credito agevolato per opere pub bliche di interesse locale, per la riconversione e lo sviluppo industriale e l'azione e gli indirizzi di intervento della Finlombarda (la quale deve essere messa immediatamente nelle condizione di operare).

Infine l'esame dei progetti e la predisposizione di nuovi strumenti di programmazione sarà accompagnata da un serio esame dei risultati della legislazione e della gestione dei programmi varati in passato: decine di miliardi si sono infatti accumulati a residuo passivo negli anni scorsi, ed anche negli ultimi mesi, nei settori delle opere

I lavoratori sentono e sanno che anche questo governo, che si costituisce in un momento così duro, soprattutto per essi, non è e non sarà un governo che possono considerare come un governo che sia anche loro, come un governo di cui fidarsi...

La libertà di contrattazione

'sindacale è un elemento costitutivo della democrazia: a tale libertà gli operai ed i sindacati non possono rinunciare, e non rinunceranno.

pubbliche, degli interventi produttivi e di quelli rivolti al riequilibrio territoriale. Esaminare le cause e le origini di questi ritardi, significa eliminare sprechi e inefficienze, rendere l'istituto regionale capace di far fronte ai nuovi ed urgenti compiti che esso stesso si è imposto. Sarà definita nel breve periodo una politi— ca che costituisca quadro di riferimento per le imprese e per i Erndi centri finan— ziari con i quali occorre accellerare un

Ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale al termine del dibattito sul bilancio

IL CONSIGLIO REGIONALE

nell'approvare il bilancio per l'esercizio 1976, fa proprie le linee programmatiche e il piano di attività per il 1976 presentati dalla Giunta regionale. Il Consiglio regionale al fine di una più puntuale definizione delle proposte di legge, delle tesi svolte e degli impegni dichiarati nel documento programmatico (allegato A), impegna la Giunta a trasmettere la relativa documentazione alle Commissioni consiliari.

IL CONSIGLIO REGIONALE INDIVIDUA

nella seguente serie di progetti le priorità da avviare nei primi del 1976: casa Ferrovie Nord Milano acqua parchi distribuzione commerciale asili-nido edilizia scolastica opere pubbliche riconversione industriale trasporti.

Per ognuno di questi progetti, la Giunta propone e le Commissioni definiscono:

confronto positivo al fine di ottenere, ga— rantendo reciproche convenienze, un massic— cio spostamento di risorse nei settori del— l'edilizia abitativa, delle opere pubbliche e del terziario, ritenuto necessario per l'espansione della base produttiva, contra— stando in questo settore tendenze alla cre—

;_zione di strutture sottratte al controllo pubblico e pienamente speculative, come nel campo della grande distribuzione.

per l'agricoltura: attuazione delle direttive comunitarie e piano zootecnico; per l'artigianato.

IL CONSIGLIO REGIONALE

nello sforzo di perseguire un più appropriato metodo di gestione nell'attività regionale, per cui condivide l'impegno della Giunta a promuovere gli atti necessari per la revisione della legislazione della passata legislatura e l'accelerazione della spesa regionale,

INVITA

la Giunta a procedere, d'intesa con le Commissioni competenti ad accurare indagini sull'attuazione del piano ospedaliero e sull'attuazione della legge sull'istruzione professionale.

Nell'approvare le proposte della Giunta relative agli strumenti atti a potenziare le strutture dei servizi preposti alla programmazione, al legislativo ed alla organizzazione,

INVITA

la Giunta ad attenersi nella composizione degli organismi dirigenziali a rigorosa competenza tecnica ed a promuovere una idonea articolazione culturale.

ALLEGATO: PIANO DI ATTIVITA' PER IL 1976

a) — strumenti legislativi ed operativi della Amministrazione regionale; , rapporti con gli Enti locali; rapporti con le forze sociali; uso delle strutture esterne ed operative (Finlombarcla, I.A.C.P., Società specializzate);

b) — finanziamenti dei progetti; sul bilancio regionale con l'utilizzo di residui con il ricorso a risorse esterne procedendo alle variazioni di bilancio che si renderanno necessarie.

IL

CONSIGLIO REGIONALE DECIDE INOLTRE

nel quadro del programma legislativo proposto di dare priorità ad una serie di leggi organiche:

per l'organizzazione regionale (norme sulle procedure amministrative, sulle proCedure della programmazione, su l'ordinamento degli uffici, sui concorsi); sulla sicurezza sociale, definendo il ruolo di coordinamento dei Comitati sanitari, di zona e prevedendo un ampio decentramento delle funzioni;

Relazione su proposte da avanzare al Governo per i problemi relativi alle questioni istituzionali ed economiche delle Regioni.

DocUmento sull'attuazione della legge 382.

Propbsta sulla nuova legge dell'Amministrazione locale.

Proposta per la ridefinizione dei controlli sugli Enti locali.

Documento sugli indirizzi di plano ai sensi della legge sui Comprensori.

Proposta per il "secondo piano Cariplo" a favore degli Enti locali.

Proposta per il servizio coordinato dei fondi della Cassa DD.PP.

Proposta di attuazione delle deleghe agli Enti locali.

Programma di formazione per il personale regionale.

Proposta per il rinnovo contrattuale dei dipendenti regionali.

Proposta di piano territoriale ai sensi della legge urbanistica.

Progetto "montagna".

Progetti specifici di sviluppo a favor-6 di taluni Comprensori nel sud Lombardia.

Convegno per la localizzazione delle centrali sul Po.

Proposta per un centro tecnologico a favore della piccola industr,a.

HO INCONTRATO PFTRILLI 11 lDICE CHEI RIDICOLO FARE TANTE STORIE SUGA STIPENDI IRI O a L IfilsoRIE il a IN TONDO QUATTRO O CitiqUE HILIONI Al.i11.9E 500 CIFRE.... )>(- e"? IDJ SUNSET BOULEVAR Viali del tramonto (disegno di Vannini) Now

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