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Ercole notiziario3

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I Anno

Num. 6

Venerdì, 2S Novembre 1947 •

LaRA/1.0. Sesto G.-Mil no fondo

PUBBLICAZIONE

PERIODICA

PER

I LAVORATORI

A CURA

DIL

C. R. A_ L-

ERCOLE MARELLI

L' "ERCOLE MARELLI„ Il nome della Ercole Marelli si è affermato in tutti i campi della costruzione elettromeccanica ed ognuno di noi prova oti'intima soddisfazione vedendolo spiccare sul mastodoneico trasformatore all'aperto e sull'alternatore della potenza di decine di migliaia di Kilovolt ampere, nelle sale spaziose delle grandi cen,rali come sul modesto motorino da qualche cavallo che aziona ensile dell'artigiano; sul fianco del locomotore che esce splendente di vernice dai nostri capannoni per lanciarsi sulle ricostruite linee ferroviarie di tutta Italia, come sulla gabbia dell'agitatore nella sala di spettacolo; sul filobus o sul tram di Milano o di Roma, 'di Palermo o di Sofia come sul motorino del frigorifero destinato all'India. In grandi ed in piccole lettere, belle lettere dorate lettere annerite dal tempo, il nome della Marelli può venirci sotto gli occhi in qualunque parte del mon-

Ma quello di noi, che, si avventurasse nelle viscere site alliche di una nave, quì in Italia, se questa nave è a propulsione elettrica o più propriamente diesel-elettrica ) sarebbe forse piacevolmente sorpreso di non riuscire a trovare, sui motori che propellami le eliche, sulle dinamo e sui quadri, su tutti gli elementi dell'impianto di propulsione, praticamente che il nome della « Marelli ».

IL PASSATO La costruzione di impianti elettrici di propulsione navale (e di quelli di maggior potenza), in Italia, è stata finora praticamente appannaggio esclusivo della nostra Ditta, ad esclusione di un solo impianto. Sui due motori di propulsione a doppio indoeto da 2 x 400 Cavalli della o Colombo » e sul motore di propulsione. ugualmente a doppio indotd v. 900 Cr!. C.b. .11. V :51".!kl sulle dinamo principali e sul macchinario ausiliario delle stesse navi. è il nome della « Marchi » che per tanti anni hanno letto i futuri ufficiali della Marina Iealiana, ai quali la navi Scuola fecero da palestra. Di fornitura « Marelli » è pure tutto il macchinario elettrico dell'unica Nave Coloniale Italiana l'« Eritrea che deve al sempre perfetto funzionamento delle nostre macchine se è sfuggita. con avventurose traversate dell'Oceano Indiano, prima agli Inglesi, poi ai Giapponesi. « Marelli » è l'apparato motore degli unici quattro « Rimorchiatori Italiani azionati elettricamente: « Linaro » « Mesco » o Sperone o " Passero ": sembrano fragili gusci di noce ed invece sono robusti animali da tiro, e agili nello stesso tempo, grazie alle doti del macchinario ed alle caratteristiche dell'impianto di cui sono 13rniti. Ben 36, inoltre, furono i sommergibili italiani Provvisti di apparato elettrico di propulsione « Marelli o e sempre o timi furono i risultati, anche dopo molti anni di esercizio. 3 apparati

Concorso a premi E' aperto un concorso fra tutti i dipendenti della Ercole Marelli e C., (Casa Madre, Filiali, Agenzie ed Alleate) per la, nuova Testata del nostro Notiziario. Il tema obbligato è che la testata dovrà mettere in evidenza le parole « ERCOLE MARELLI E. C. S. p. A. NOTIZIARIO » ogni concorrente potrà Poi sbizzarrirsi sia sui caratteri come sulla disposizione. Potrà essere studiato un eventuale sfondo di carattere pubblicitario. Comunque, sia tenuto ben presente da parte dei concorrenti che uno dei maggiori pregi che la commissione giudicatrice terrà in ev:denza, sarà quello della semplicità. La Direzione mette a dispos'zione dei concorrenti un premio di L. 5.000 che sarà così ripartito: L. 3.000 al concorrente che avrà ideato la testata prescelta. L. 1.000 ognuno, ai due m gliori lavori, non prescelti, ma giudicati pregevoli per originalità e guso artistico. I lavori dovranno pervenire alla Direzione del Notiziario non p ù tardi del 31-12-47. La commissione giudicatrice sarà composta dai Capi Ufficio disegnatori delle varie sezioni e dalla Dizione del Notiziario.

per sommergibili furono pure forniti alla Marina Brasiliana. Equipaggiata di macchinario ed ap-

forma di palo, a prora, mazza azionata da un argano e che, con un movimento cii su e giù, frantuma i banchi di roccia che ostruiscono il passaggio nei porti, dove non è possibile far brillare delle mine per la vicinanza degli abitati). Largamente e variamente rappresenta, o fu quindi dal 1926 al 1943 il nome della « Ercole Marelli » sul mare, da tutti questi macchinari ed impianti, ma non ho ancora citato l'apparato motore diesel- eleetrico « Marelli » per la Nave Traghetto o Scilla delle FF. SS., di 4000 T. di dislocamento, le cui caratteristiche speciali, ed in particolare il funzionamento alla tensione di esercizio di oltre 1000 V a corrente continua per la prima volta raggiunta in impianto di bordo costituiscono forse la più brillante affermazione della nostra Ditta, dal 1931. (quando la Nave entrò ;n servizio) al 1943. Venne la guerra, e molte navi riposarono sul fondo del mare, gli scafi e le macchine dilaniati dalle bombe

SESTO S GIOVANNI

COLLABORAZIONE La Direzione del Notiziario ha intenzione di dedicare alcune colonne del nostro foglio alle Filiali ed alle Alleate Estere. Sarebbero pertanto iniziate due rubriche:

e 1' elettrotecnica, navale do ci capii i di trovarci, corre dovunque, quasi unico fra quelli delle altre grandi industrie elettromeccaniche italiane e tiene testa nel mondo alla concorrenza straniera.

Yi

bilimenti come nuovo, e troneggiò, già completamente montato, sui carri ferroviari. inoltrati a Castellammare di Stabia, (dove si trova la nave) fin dal giugno scorso, con qualche mese di anticipo sulla da, a che si sarebbe potuta prevedere: per questo, è pervenuto alla nostra ditta il plauso del Ministro dei Trasporti. Meni re così fervioamente l'officina procedeva nella rimessa a nuovo del macchinario. la concezione del sistema di comando della nave veniva radicalmente trasformata. in armonia col criterio di ottenere una sempre maggiore leggerezza e minore ingombro dell'apparecchiatura ed una più chiara e semplice manovra. che socidisfi tuo e le esigenze di navigazione e di comando dell'apparato motore. Si è pertanto adottato il sistema di comando indiretto, a mezzo di teleruttori di tipo particolarmente adatto alle esigenze del servizio a bordo. I motori elettrici azionan, i le due eliche della Nave possono essere re-

L' " ANGOLO DELLE F1L1AL1 e " LJl MIERELLI NEL MONDO ,, alle quali seno invitati a collaborare i colleghi delle Filiali e delle Alleate Estere. Riteniamo che l'iniziativa possa riscuotere l'approvazione di tutti e preghiamo vivamente gl'interessati di esserci larghi di collaborazione e di consigli.

tanto, la tensione dalle dinamo stesse fornita ai motori di propulsione, é quindi la velocità di questi ultimi. Sempre a mezzo di teleruttori, le cui bobine sono eccii ate mediante pressione di un bottone situato su ogni controller, il comando della nave può essere preso da una qualsiasi stazione senza che si debba per questo fermare l'apparato motore, ma le stazioni sono in, erbloccate in modo che non sia possibile iniziare da una di esse la manovra quando la stessa ha già avuto inizio da un'altra q azione... Non è questa la sede per un esame completo dell'impianto: basti dire che esso rende possibile l'inversione di marcia indipendente di eri, rambe le eliche, da o tutta forza avanti » tutta forza indie: ro » in un tempo massimo compreso fra 10" e 20", per dare un'idea dell'es, rema flessibilità di manovra che esso realizza, per questa nave della stazza di 4000 tono., manovra che può anche essere affidata a personale non specializzato, dato che tutti i comandi sono interbloc:iti non possono avvenire errori di inserzione, mentre la conoscenza delle esatte condizioni di funzionamento dell'apparato motore è fornita imme, diatamente dagli strumenti di »-on-rollo: amperometro, voltometro, *ndica, tore elettrico di giri, lampade, sul dretto di controllo di ogni controller, il manovratore non deve avere nes-

suna preoccupazione sulla manovra, perchè essa rimane identica per le diverse andature, secondo che una, due tre dinamo siano in funzione per la propulsione. La « Scilla » riprenderà all'inizio del 1948 a collegare Villa San Gio, vanni a Messina, fornendo il più valido impulso all'intensità del traffico di merci e di passeggeri fra la Penisola e la Sicilia, e contribuendo così a rinsaldare i legami che le riuniscono. Ma altro lavoro è ora in pieno sviluppo: già si stanno ripristinando alcuni degli apparati elettrici da noi a suo tempo forni, i. Chi, se non la « Marchi ., poteva metter' mano alla ricostruzione di tali impianti? L'esperien7a actrisiti con la riparazione di tutto il materiale dello o ,Scilla , è preziosa e ha dato i suoi frutti; essa è là, d•al.ra parte, dimostrare il valore del macchinario « Marchi » costruito da maestranze specializzate e con gradi di sicurezza altissimi.

L'Argentina e la Norvegia ci chiedono di studiare, e la prima ci ordina, impianti speciali, quali ferri'-boats previsti per un servizio quasi di tram ed una nave rompighiaccio. Ancora una volta la « Marelli » si mette al servizio della pace e del progresso, affinchè sempre più si rinserrino i vincoli di fraternità fra le genti.

E L'AVVENIRE? e

La nave traghetto « Scilla» delle FF. SS. con apparato motore Diesel - elettrico «Marelli » da 4.500 cavalli asse - tensione di esercizio 1000 volt corrente continua. parecchiatura « Marelli » è l'unica nave « Frangiroccia » con apparato motore ed operatore elettrico (è una nave dotata di una pesante mazza a

od autoaffondate dai loro stessi equipaggi. Poi, fu la liberazione e, con la liberazione, l'impulso a risalire la china.

IL PRESENTE Simbolo, quasi, di lieto auspicio per questa nuova ascesa, ecco che fu rimessa a galla sul mare nel quale era affondata, da <A. re 2 anni, per prima, proprio la Nave « Scilla nell'autunno del 1945 ed alla o Ercole Marelli » fu riaffidata la ricostruzione completa dell'apparato motore e degli ausiliari. Si inaugurò così, per la nostra Ditta nell'esea.e del 1946, li ripresa della costruzione per applicazioni navali, quando. smontato dalla Nave messa in cantiere e caricato su carri ferroviari speciali, pervenne ai nostri stabilimenti tutto il macchinario dello « Scilla o, dai giganteschi motori da 3000 Cavalli ciascuna per l'azionamento delle due eliche, al motorino del frigorifero di cambusa. E meraviglia fu, smontata parte per parte, con» alare come le nostre macchine avessero resistito grazie alla qualità dei materiali impiegati ed alla accuratissima costruzione, all'attacco degli agenti marini ed atmosferici. Fu tuttavia un immane lavoro. separare e fare una cernita pezzo per pezzo, dettaglio per dettaglio, ripulire oal salmastro, raschiare dalle incrostazioni le lamiere, lavarle con acqua bollente e riverniciarle, smontare gli avvolgimenti cercando di riutilizzarli senza dover passare il rame a rottame, riavvolgere, rimediare modelli ed attrezzature

andaee ormai distrutte, da quando fu costruita la nave; infine rimettere tutto insieme: un lavoro che si svolse per lo più nel pieno dell'inverno, quando i giorni lavorativi erano uno oue per settimana; alcuni repar i lavorarono intiere notti, ma il grosso macchinario uscì tutto dai nostri sta-

,iftaginccotía

golati a tutte le velocità fra O e ((00 giri circa, mediante la semplice manovra di controller a volant ino, da ciascuna delle tre stazioni di comando della nave (in sala macchine in plancia ed a poppa) ognuna di tali stazioni essendo provvista di un controller per ogni linea d'asse. I circuii dei motori di propulsione a doppio indotto di ciascuna delle due linee sono completamente distinti l uno dall'altro. La manovra dei controller regola, (attraverso la chiusura di teleru, tori che escludono salti ci: resistenza in sequenze opportunamente studiate) la tensione di eccitazione ai campi delle dinamo principali e, per

Fermandoci, del resto, alle possibilità di lavoro per l'Italia, teniamo presente che la flotta mercaneile rappresenterà per il nostro Paese una parte sempre più essenziale, il trasporto delle merci via mare essendo una delle principali fonti di benessere, di primaria importanza per l'economia della Nazione ed occorrerà che la Marina Mercantile sia dotata di navi adatte ai reali traffici che verranno a crearsi, di tonnellaggio e velocità più economiche possibile in funzione del servizio cui sono destinate, in modo da poter sostenere la concorrenza col naviglio di altre nazioni. Una volta scelti il tonnellaggio, la velocità ed il tipo di nave che più si adatta per t n determinato, o per un gruppo di determinati servizi e trasporti, si tratterà di realizzare tali unità nel modo più economico e, nello stesso tempo, più perfezionato possibile, così da ri-

durre al minimo, oltre il costo della nave, anche le spese di esercizio e di manutenzione. Ed ecco, per la scelta del tipo del macchinario di propulsione, degli ausiliari e delle varie sistemazioni, proporsi la candidatura deli'azionamento elettrico. Ed ecco nuovi problemi si pongono: per quali tipi di navi è conveniente l'impiego della propulsione elettrica, quale è il tipo di tale propulsione o'a utilizzare: corrente continua od alternata. ed in questo ultimo caso, motori sincroni od asincroni? E' tutto un nuovo campo di applicazioni che ci sta dinnanzi: alla passione, alla tenacia ed all'intelligenza dei nostri progettisti, dei nostri tecnici, delle nostre maestranze, di cogliervi nuove e più brillanti affermazioni! Li. RAVENNA

d'autunno.

Cade una foglia là ormai ing:allita; abbracciandola il vento l'ha portata sull'umido selciato. Già intristita da si tanta dolcezza sconfinata la natura nel letargo lento racchiude in sè ogni suo rumore nell'aria fredda vola il primo vento ricorda stancamente ogni dolore. Batte lontana, tenue la campana col suono dcice dell'Ave Maria, portando tristezza alla vita mia parla al cuor mio come voce umana. «Signore che dal Cielo tutto vedi e d'ogni cosa odi anche i sospiri alle preghiere grazia Tu concedi esaudisci ancor gli uman desiri deh! aiuta Tu chi s^ffren o tace conforta e dona al cucir d'egnun la pace ». Z. A.

Nave traghetto « Scilla». — Uno dei due motori di propulsione a doppio indotto da 2x1500 cav. - volt 500 per indotto - giri 200.

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