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L'eco sindacato3

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BOLLETTINO DEL COMITATO di COORDINAMENTO delle SEZIONI SINDACALI AZIENDALI

ECQ del SINDACATO

*5 gennaio 1966 -

I lavoratori della Breda Elettromeccanica hanno dato vita da una vivace manifestazione con un corteo partito da Sesto S. Giovanni fino al centro di Milano -davanti alla sede del i la Prefettura, dove hanno chiesto un deciso intervento delle autorità per ripristinare i al normalità -nella fabbrica ed assicurare cosi il posto di lavoro, e il salario a tutti.

F. I. O. M.
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della BREDA
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Più incisa la lotta PER LA CONQUISTA DEL CONTRATTO

FIOM, FIM e UILM hanno proclamato 16 ore di sciopero dal 16 al 28 febbraio - Le organizzazioni provinciali decideranno modalità e tempi

COVA mercoledì 16 febbraio - così come deciso unitariamente dalle tre Segreterie Nazionali - la lotta per la conquista dì un nuovo e migliore contratto entra nella fase piu incisiva attraverso l'articolazione su scala provinciale e aziendale.

La compattezza dimostrata in queste prime settimane di lotta con la decisa partecipazione agli scioperi nazionali del 18 gennaio e 1^ febbraio, nonchè con lo sciopero per le ore oltre l'orario normale d i settore (straordinario) si cimenterà ulteriormente nei prossimi giorni c , settimane, attraverso gli scioperi articolati e le manifestazioni.

Noi lavoratori della Brada siamo particolarmente interessati alla conquista del nuovo contratto di lvoro per molti motivi aziendali, oltre che generali; in particolare perchè stiamo fra i metalmeccanici i peggio pagati della provincia di Milano e per la grave situazione venutasi a determinare in varie sezioni.

I tre Sindacati provinciali, sulla base delle decisioni nazionali hanno proclamato quile prima fase di lotta articolata lo sciopero per mercoledì 16 febbraio con le seguenti modalità:

DI 24 ore

PER I SIDERURGICI a partire dalle ore 6

dalle 9 alle 12

PER I METALMECCANICI

Durante lo sciopero alle ore 10 i metalmeccanici sestesi si recheranno in PIAZZA TRENTO TRIESTE ove parleranno i dirigenti dei tre sindacati.

A VANTI UNITI E COMPATTI FINO ALLA CONQUISTA DEL NUOVO E MIGLIORE CONTRATTO DI LAVORO.

Le segreterie della FIOM-CGIL, della FIM-CISL e della UILM-UIL si sono riunite. ieri e hanno convenuto, nell'assenza di fatti nuovi che indichino un mutamento della posizione della controparte imprenditoriale, sulla necessità della ripresa dell'azione sindacale in tutte le aziende metalmeccaniche, sia private che pubbliche.

Al fine di assicurare alla pressione sindacale la maggiore efficacia hanno convenuto di dare a essa il carattere di lotta articolata sul piano provinciale e nell'ambito delle singole province, ove, ritenuto opportuno, azienda per azienda,

I sindacati provinciali delle organizzazioni decideranno di conseguenza le modalità di azione, effettuando nel complesso, entro il 28 febbraio, un minimo di 16 ore di sciopero.

Questa azione articolata avrà inizio dal 16 p.v. con l'effettuazione in tale giorno di uno Sciópero nazionale la cui durata e modalità saranno per tutte le province stabilite dai sindacati provinciali.

Le organizzazioni sindakali per garantire la efficacia dell'agitazione, riconfermano le disposizioni già date circa la sospensione del lavoro straordinario.

In relazione all'azione così programmata le tre Federazioni hanno comunemente convenuto di non revocarla se non in presenza di fatti nuovi . ohe consentano l'apertura di trattative sulla base di consistenti garanzie-- nel merito delle richieste presentate.

INIZIATA LA FASE DELL'AZIONE ARTICOLATA

UNA POLITICA DI SVILUPPO DELLE BREDA

I verso il I CONVEGNO i dette -BREDA

Glí scioperi aziendali all'Elet tromeccanica, alla Ferroviaria e la gran de e combattiva manifestazione da Sesto a Milano dei lavotatOri dell'Elettromecca nica hanno posto con forza la grave situa zione esistente in queste due sezioni in seguito alla riduzione dell'orario di lavo ro e del salario.

Questi scioperi, queste lotte pongono con forza l'esigenza di un coordinamento della lotta aziendale fra i vari stabilimenti Breda e lotta contrattuale per raggiungere i seguenti obiettivi:

garanzia dei livelli di occupazione, del l'orario e del salario; rispetto dei diritti dei lavorat ori; una diversa politica della Breda tale da garantire lo sviluppo produttivo del le aziende anche mediante il pareggio delle aziende EFIM ( Ferroviaria Bre da ) all'IRI.

Per esaminare questi problemi, il modo migliore per condurre la lotta e coordinarla , la FIOM, con la collaborazione dell'Ufficio Studi Economici della FIOM provinciale, stà preparando il convegno dei lavoratori della Breda di Sesto entro il corrente =e se di febbraio.

Noi siamo certi che, i nostri compagni di lavoro, come danno il loro contributo di lotta in questa settimana, cosi daran no il loro contributo di partecipazione e i idee al prossimo convegno. d

Nel dicembre dello scorso anno si è tenuta l'assemblea degli azionisti del la finanziaria Ernesto Breda ed è stato re so noto il bilancio per il periodo 1^ luglio 1964 - 30 giugno 1965. Alla finanziaria Ernesto Breda fanno capo, come è noto, tutte le aziende Breda e il bilancio della finanziaria permette, quindi, un esame globale, anche se schematico ed insufficente, del gruppo Breda e della sua politica.

iChe cosa ci dice l'ultimo bilan cio? Innanzi tutto che la finanziaria Breda contin9 ad estendere i propri interessi al di la di quelli tradizionali che erano esclusivamente metalmeccanici. In secondo luogo, e questo è più importante, che nel periodo in questione ( 1^ luglio 1964 - 30 giugno 1965 ), il momento più difficile dei la congiuntura ", i profitti della Breda sono aumentati rispetto a quelli dell'esercizio precedente, passando da 1291 milioni a 1761.

Si tenga presente che si tratta di utili netti e si comprenderà come un aumento del 36% in un anno che dovrebbe aver fatto piangere tutti gli industriali ita liani non sia tanto dispeezzabile! Se dunque affermiamo che la crisi v'è stata solo per i lavoratori, per quelli licenziati o ad orario ridotto e per quelli che sono stati sottoposti ad un maggior sfruttamento,non diciamo niente di inventato, niente che non possa essere confermato dalle stesse cifre dei bilanci padronali.

Ma v'è di più. Dei 1761 milioni di utili netti dell'ultimo bilancio ben 900 sono stati distribuiti come dividendi. Questo significa che oltre il 509 10 è andato agli azionisti. Questo significa, tanto per fare un esempio, che gli utili distribuiti sono tre volte tanto l'ammontare globale degli investimenti netti, in macchinario, impian ti ed attrezzi effettuati nelle aziende del

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gruppo Breda di Milano, la Termomeccanica, la Fucine, L'Elettromeccanica, la Ferroviaria, nel corso del 1964. Questo significa in definitiva, che nel gruppo

Breda gli investimenti sono limitati dalla quantità degli utili distribuiti e che la Finanziaria Ernesto Breda, che non è una finanziaria qualsiasi, ma una finanziaria

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in cui il maggior azionista è lo Stato e che dovrebbe avere come suo principale obietti vo lo sviluppo dell'economia italiana, viene meno ai suoi compiti.

La ragione di questo comportamento non è poi tanto misteriosa, quando si tiene presente che il 49, 99% del capitale della Finanziaria Ernesto Breda è in mano ai privati. E' evidente che i privati quando investono vogliono utili e non si interessano tanto dello sviluppo economico in sè e per sè. La politica della Breda, e le sue conseguenze sui lavoratori, ricon fermano che una forte presenza, anche mino ritaria, del capitale privato in aziende di stato diventa, alla lunga, un freno allo sviluppo economico, alla sua sicurezza, all'occupazione ed alla stessa efficenza delle aziende. I dirigenti delle Breda non scarichino tutte le difficoltà sulla " congiuntura " e cominciano a guardare cosa non và in casa loro !

Quedta situazione riconferma che c'è del marcio belle Breda e che mol te modifiche sono necessarie. Quando diciamo che la Finanziaria Breda ràppresen ta uninutile doppione dell'IRI, e delle finan ziarie IRI, diciamo qualcosa che può esse re dimostrato. La necessità che si proceda ad una ampia riorganizzazione delle partecipazioni statali in Italia è più urgente che mai. I dirigenti di queste industrie , pagati coi soldi dei lavoratori, non possono scaricare sugli operai e sugli impiegati le loro difficoltà. Le lotte degli ultimi mesi nelle Breda, di Sesto, la forte partecipazione ai due scioperi dei metalmeccanici di tutte le Breda, stanno a dimostrare che questa linea non passerà.

I lavoratori continueranno la lotta e la continueranno non solo per le loro rivendicazioni immediate, non solo per l'occupazione, ma anche perchè si affermi nelle aziende Breda, e in tutte le aziende statali, un nuovo corso, una nuova politica.

I BILANCI

FINANZIARIA ERNESTO BREDA

Capitale 18 miliardi, controllato per il 50, 01% dallo Stato e per il 49, 99% ( di cui 23% circa estera) da privati.

utili netti: 1.761 milioni nel periodo 1 lu glio 64-30 giugno 65, 1291 milioni nel periodo 1 luglio 63-30 giugno 64.

utili distribuiti: 900 milioni.

BR EDA ELETTROMECCANICA

1964 ( ultimo anno per cui sono disponibi li i dati delle aziende Breda ) capitale: passa da•1500 a 2000 milioni utile netti d'esercizio: 135 milioni valore degli impianti, delle macchine e degli attrezzi: 1 miliardo, 559 milioni e 41.000 lire, c on un aumento di 33 milit ni sul valore dell'anno precedente.

BRED A FERROVIARIA

utili netti: 31 milioni valore degli impianti, del macchinario ( degli attrezzi: 553 milioni e 67.000 lir , con un aumento di 59 milioni sul valore dell'anno precedente.

BREDA FUCINE

utili netti, 75 milioni valiore degli impianti, del macchinario degli attrezzi: 2 miliardi, 137 milioni f' 824.000 lire, con un aumento di 76 mi; ni sul vallre dell'anno precedente.

BRED A TER MOMECCANICA

utili netti: 89 milioni valore degli impianti, del macchinario degli attrezzi 2 miliardi, 581 milioni e 662. 0001ire, con un aumento di 138 m ni sul valore dell'anno precedente.

P. S.

I I LAVORATORI DELLA SALATI DEVONO

CHI COMANDA?

Alla Breda. Siderurgica continua a persiste re la grave situazione di 3-400 lavoratori che operano all'interno dello stabilimento e che dipendono da numerose aziende ap-

paltatrici. Per la maggioranza di essi ciò è in contrasto con la legge che vieta gli aE palti per lavori inerenti il processo produt Uve.

Per spiegare le condizioni di questi lavora tori non sarebbe sufficente l'intero bolletl tino, basti dire che si registrano continui licenziamenti e riassunzioni, che non sem pre viene regolamente corrisposta la retri i buzione e cosi via.

La più grande delle imprese è certamente la Salati i cui dipendenti eseguono lavori inerenti il processo produttivo come la Molatura, la Scriccatura dei lingotti ecc.

Dopo varie iniziative da parte della FIOM verso la fine dello scorso anno vi fù un incontro con la Direzione presso l'Ufficio Provinciale del Lavoro.

Se questo incontro ha dato dei risultati positivi, come riconoscimento del trattamento dei Siderurgici per quanto concerle l'orario e il salario ( integrazione Breda ) il problema non è ancora completamente risolto.

Oltre al fatto che spesso a questi lavorato ri ( impacchettatura, ecc. ) viene imposto un orario di 12 ore senza riposo compeni

sativo, che quando vi è sciopero si ritarda il pagamento del salario per riccatarli, il problema di fondo è la loro assunzione da parte della Breda Siderurgica.

A tale scopo, la FIOM ha ripetutamente sollecitato l'Ispettorato Provinciale del Lavoro a convocare un incontro fra Sindatati e la Direzione della Siderurgica, poichè si deve imporre il rispetto della legge in primi luogo nelle aziende di sta to.

Nello scorso numero abbiamo pubblicato la circolare del Ministro delle partecipazioni statali sul rispetto dei diritti dei lavoratori in fabbrica.

Era ancora fresca l'inchiesta della firma del Ministro Bo e le Direzio ni Breda vietavano l'affissione dei comu nicati dei sindacati, vietavano ai sindacattt di lasciare nelle portinerie del mate riale sindacale per le C.I., alla Siderur gica si è costretto un gruppo di lavoratori ( mandandoli a prendere con la macchina, inviando telegrammi, ecc. ) a recarsi al lavoro durante lo sciopero, ecc.

Una domanda sorge spontanea: in Italia e alla Breda chi comanda, il Ministro delle partecipazioni o qualche funzionario posto alla Direzione di queste aziende di stato ?

Urta grave Iniziativa

Contro la giusta causa» i parlamentati della CISL

ROMA, 17 gennaio

L'annuncio dato dall'on. Storti venerdì, sul voto non positivo (o negativo o l'astersione) alla legge sulla «giusta causa », ha avuto un seguito ancor più preoccupante: i deputati sindacalisti della CISL chiederanno il non passaggio agli articoli, nella prossima discussione alla Camera sul disegno di legge del governo proposto, sulla base del progetto PCI-PSI-PSIUP, e dell'accordo intereonfederale sui licenziamenti individiudi.

Dopo una riunione, i deputati CISL hanno affermato che la legge costituirebbe una « indebita interferenza del po'tere pubblico aigrattività sindacale ».

La CISL. vuole insomma, nel • rapporti di lavoro, tagliare fuori Parlamento e Stato. dosa che danneggia i lavoratori: tra l'altro l'accordo interconfederale non riguarda i settori non industriali, 1 cui dipendenti quindi non sono tutelati. La posizione CISL, Inoltre, rivela che 11 gruppo parlamentare d.c. non difenderà a sufficienza la legge proposta dal ministro del Lavoro, democristiano.

' Prescindendo da possibili manovre di cui l'iniziativa CIAT, potrebbe essere l'alibi, occorre In tutti i modi sconfiggere il sabotaggio che ne -deriva allia giusta causa» ora nuovamente In pericolo.

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ESSERE ASSUNTI DALLA SIDE-
RURGICA
I

ARBITRARIA LA TRATTENUTA SULLA GRATIFICA NATALIZIA!

Mercoledi 12 gennaio presso la sede Intersind è avvenuto l'incontro tra le Organizzazioni Sindacali FIOM- FIM- UILM con i rappresentanti di C.I. delle aziende a partecipazione statale e Associazione Sindacale Intersind per affrontare il problema " trattenute gratifica natalizia ai lavoratori assenti per malattia od infortunio " vertenza promossa dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori.

In questo incontro le Organizzazioni dei lavoratori hanno ribadito la propria posizione facendo rimarcare come violazione contrattuale la messa in atto da parte delle direzioni della trattenuta sulla gratifica natalizia.

Di fronte alla rigida posizione dell'Intersind, di ritenere valida la trattenuta basandola ad una sentenza di Magistratura, con lo scopo evidente di aludere le norme contrattuali in -merito, le Organizzazioni Sindacali FIOM - - FIM e UILM nel respingere tale assurda posizione e richiamandosi alla recente " circolare Bo che invita le Direzioni delle aziende a dar applicazione agli accordLe contratti) esistenti, con lo spirito di mantenere corretti rapporti tra lavoratori e direzione, hanno interpretato tale atto, provocatorio, e non conforme al rispetto del contratto stesso.

A tale riguardo le Organizzazioni Sindacali a livello provinciale concorderanno con i lavoratori tutte quelle iniziative atte ad una chiarificazione della questione anche a livello nazionale.

13 gennaio 1966 Segreterie Provinciali

FIM-CISL FIOM -CGIL UILM -UIL

11 pagamento dei giorni di -i

carenza in caso di infortunio

CHE LEGGE VALE

!COSA ASPETTA A PAGARE LA BREDA?

La Gazzetta Ufficiale 257 del 13 ottobre 1965, ha pubblicato il Testo Unico (D.P.R. del 30 giugno 1965 n. 1124) della légge per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

A chiarimento di tale testo per quantò riguarda il trattamento economico dei giorni di carenza e l'interpretazione dell'art. 4 della legge 19 gennaio 1963 n. 15, interpretazione che dava' campo ai datori di lavoro di trovare delle scuse per non ottemperare all'obbligo del

pagamento dei tre giorni (se capitavano durante la fine settiMana, oppure, se l'infortunio non superava la durata della carenza), il Testo Unico precisa quanto segue:

Art. 73. — Il datore di la-' i voro è obbligato a corrisposi dere al lavoratore infortunato l'intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l'infortunio e sessanta per

cento della retribuzione stessa salvo miglior* Condizioni previ ste da norme legislative e regolamentari, nonché da contratti collettivi o individuali d: lavoro, per t giorni successivi fino a quando sussiste la carenza dell'assicurazione. L'obbligo suddetto sussiste anche ,nei casi in cui la guarigione avvenga entro il periodo di Carenza». , 4

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NON ASPETTARE!

Ognuno di noi ha ricevuto, in questi giorni l'invito a tesserarsi al Sindacato. Il volantino parla chiaro: dobbiamo es sere tutti nel sindacato, perchè il sindaca to è la nostra forza e perchè uniti si vince.

Nonostante la chiarezza delle cose scritte e che la stessa esperienza si perita di convalidare ogni qual volta rivendichiamo qitalche cosa,Incatisono ancora, si potreb be dire troppi, sono i lavoratori non ìscrit ti al sindacato.

Eppure tutti sono interessati all'azione del Sindacato, anzi quelli che non sono iscritti sono più pretenziosi e criticano con facilità, sembra che la fabbrica sia divisa in due parti: quelli che sostengono il sindacato e quelli che lo controllano, i cosr / dettilndipendenti.,come se nella fabbrica fosse possi bile tale posizione.

O ccore uscire dall'equivoco!

111.21.111.1.1~.1.1~1~E~

Il lavoratore deve essere iscritto al Sindacato, chi non è iscritto è perchè non è cosciente della propria posizione, e non ha di conseguenza fatto la &l ua scelta, si trova in uno statairdi primitivismo sindaca le.

P erchè non è sufficente scioperare; lo sciopero è una forma di protesta e la pro testa contro le ingiustizie è solo il primo passo, una prima manifestazione.

Oggi, noi tutti sentiamo quanto sia urgen temente necessario, avere un forte sindacato presente e capace di contrastare l'offensiva padronale, ovunque.

Perciò chiediamo a tutti i lavoratori di fare la scelta, di maturare la convineitme che se non ci mettiamo noi a fare le cose necessarie, nessuno le farà per noi; e tantomeno riusciranno a risolvere i problemi di tutti e nella giusta maniera quei pochi iscritti al Sindacato.

Non viene spontaneo pensare, che oggi so no pochi nel Sindacato, e di conseguenza - anno poco e magari male ? ma se doma

ni ci siamo tutti, allora si potrà fare di più e bene.

Il nostro sindacato non chiede solo il paga mento della tessera; all'iscritto è chiesto di partecipare alle riunioni, ai congressi, essere nelle Commissioni Interne, negli organi dirigenti del Sindacato.

Nel sindacato non c'è chi paga e chi dirige, siamo tutti noi i padroni del sindacato, perciò chiediamo

ai non iscritti di fare il passo avanti ie a quelli già iscritti chiediamo di portare nel sindacato un nuovo iscritto.

Ogni iscritto in più al sindacato è un iscrit to in meno al " sindacato " di nessuno.

Non lasciamo posti vuoti nel nostro sinda cato, tutti nel sindacato !

i Con una lettere il-governo

La •CGIL. chiede entrarenegli organi comunitari

iiittOrdo

La CGIL taAwriatos1 piastilante <lei Cegeeigho on. Me. ro, al vice .' 21Dreeltdente oa. Nenni e al ministro del Lavoro on. Delle Fave, una lettera con la quale si chiede la partecipazione dei rappresentanti della CGIL agli or-‘ ganismi comunitari.

11 testo della lettera è :41

seguente:

« La CGIL con 'l'approssimarsi del rinnovo di ,aleuni organismi presso 'le istituzioni della CEE, ripropone • all'attenzione delle SS.LL. l'esigenza più volte avanzata del pieno riconoscimento dei diritto legittimo della CGIL di essere rappresentata negli organismi .econoretco-SOciali della Comunità europea.

« L' attuale rappresentanza, che esclude dagli organismi della comunità la CGIL 'con i suoi oltre tre milioni di aderenti, non può in tutta evidenza esprimere eqUamente e completamente la volontà e gli interessi dei lavoratori italiani.

« La CGIL tiene a questo proposito a ribadire che, pur conservando la propria libertà d' opinione sulle diverse questioni relative al Mercato comune europeo (e tale libertà di opinione deve essere riconosciuta a tutte le organizzazioni) rivendica il riconoscimento del diritto ad es-

sere rappresentata negli organismi economico-swiali della Comunità, per operare — nel quadro delle attribuzioni che i Trattati di Roma hanno riservato ai sindacati — alla difesa degli interessi dei lavoratori. Ciò che, oltre ad essere legittimo, è indispensabile perché le classi lavoratrici del nostro Paese ai trovino rappresentate in tutta la loro forza.

« Del resto la stessa evoluzione della situazione internazionale, come anche l'evoluzione nei rapporti fra i pubblici poteri del nottro Peese e tutti i sindacati, suggeriscono a nostro parere una correzione delle scelte Alberiminatorie operate nel passato.

« Nei prossimi giorni il governo italiano dovrà procedere 'alla designazione dei candidati (compresi i rappresentanti dei lavoratori) per il rinnovo dei tre Comitati consultivi della CEE e la CGIL attende, in qUesta accesi °, un atto di giustizia.

« Gli Organismi che dovranno essere rinnovati nelle pro sime settimane sono:

I) Comitato consultivo per la libera clreoltzione dei lavoratori (scadente del manda- i C toEEil; 6 febbraio 1966) previsto dal Reg. n. 38/64 della Comitato consultivo per i la formazione professionale della manodopera (scadenza del mandato 11 20 aprile 1966): Comitato economico e sociale delle Comunità europee (scadenza del mandato il 24 aprile 1966) previsto dall'cn. 193 del Tratti» della CEE e dall'art. 165 del Trattato dell'Euratom.

«La CGIL è fiduciosa che il governo voglia cogliere questa occasione per riconoscere il legittimo diritto di questa organizzazione e quindi voglia inserire nella rosa dei candidati anche i rappresentanti della CGIL,' allo stesso7i t nniitolo» delle altre organiz-

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