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El Caminun3

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ANNO • N. 3

Milano-Settembre 1955

Redatiene:: Corso Zodi, 58

• Une copia 1.15.Abbonar. sostenit3re 1. 300

PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'„0. M." - MILANO •

ASSEMBLEA GENERALE

(di tutti i Jay:oratori-per decidere razionetda condurre per risolvere il problema dei cottimi e l'indennità di mensa

Dopo i risultati élettorrali, che hanno rappresen:tato una novità ( ma non una sorpresa ) ,tutti s'aspettavano che le cose camrbiassero o per .meglio dire ,che qualche cosa « cambiasse ».

dono passati cinque mesi ormai e ancora nulla eli nuovo è accaduto, anzi it vecthio è diventato peggio ce il « cambiamento » forse ci verrà ripromesso in lotimavera.

Alcune settimane fa la C.L terme un'assemblea e come :prima cosa è stato detto :: la fabbrica è in crisi, i tagli di cottimo imperversano, lo spogliatoio si farà, così pure la morsa, ed altre cose ancora!

Finita resposizione delle 'cose fatte <era attesa per sapere cosa Avesse intenAione di fase la C.I.; la attasa è stata (delusa.

l'amico Biroljni che relazionava ha cominciato ad alzare la

non contro il padrone che aveva come il solito) risposto in picche », ma contro la FlOM!

Il fatto è grave se si pensa che Birolini e la C.l.S.L. - U.I.L., che si erano impegnati in quella riuniti ne di convocare un'assemblea di tutti i lavoratori, poi non l'hanno fatto.

Questo fa pensare che le cose dette non erano del tutto vere, e che per paura della risposta...

Ma a parte la polemica tra sindacati (che ci vuole) cose ha detto il Birolini? Primo, che il padrone ha detto NO, poi ha dato addosso a Bosio e a Riva della FIOM L E i padroni?

Giacchè non se ne è parlato, permettete che lo facciamo noi.

Il padrone è responsabile della crisi, dei tagli dì cottimo, delle condizioni antigieniche dei nostri spogliatoi e mensa, dei maltrattamenti e delle offese ai lavoratori tutti, operai, impiegati, tecnici, del clima di caserma che esiste in fabbrica e soprattutto della nostra miseria.

Dalla Direzione non si va a perorare; ma a rivendicare i giusti diritti scritti nel Contratto e nelle leggi.

Nessuna trattativa clandestina, ma discussione aperta con la partecipazione di tutta la C.I., così come vuole la prassi.

In merito poi a certe manifestazioni di intolleranza antidemocratica diciamo chiaro e tondo che le cose hanno superato il limite del lecito.

È ora di finirla coi membri della C.I. che anzichè parlare un linguaggio uni-

tario si lanciano contro questa .o quella corrente facendo opera di disgregazione verso lo stesso organismo a cui appartengono.

Se l'amico Birolini vuole distruggere l'unità dei lavoratori esistente nella C.I., !o dica ci-.! ,rar--nntc, spieghi a tutti i lavoratori cosa si propone di ottenere usando il suo linguaggio, e quale utilità ricavano i lavoratori dalla divisione della C.I. in tronconi.

L'unica a beneficiarne è la Direzione la quale persegue questo fine da anni. A chi dunque l'amico Birolini vuoi rendere un servizio?

Quando andrà a tenere la prossima Assemblea lo invitiamo a tener presente che per i lavoratori c'è un solo accusato: il padrone!

Ed è solo l'unità dei lavoratori che permette di andare avanti e ottenere migliori condizioni di vita e di lavoro.

La Morsa del Cottimo

Non solo ogni lavoratore, ma chiunque segua l'evolversi della situazione nelle fabbriche, sa che oggi la questione dei tempi di lavorazione è una tra le questioni fondamentali degli operai.

Il taglio dei tempi è divenuto, non solo all'O.M., ma in tutte le principali aziende, una spada di Damocle perennemente sospesa sul capo degli operai.

PRECISE RES

PONSABILITA'

Qualsiasi aumento salariale, qualsiasi beneficio può infatti essere annullato se la direzione, a mezzo dell'Ufficio Analisi Tempi, riesce a ridurre un tempo di lavorazione.

All' O.M. le condizioni ideali per effettuare impunemente il taglio dei tempi, sono state create, mediante il sistematico attacco alla funzionalità della C.I., culminato durante le ultime elezioni con l'attacSegue 2 pag. 1 colonne

A tre mesi di distanza dall'infortunio mortale che e costata la vita al nostro caro Moroni, un'altro e avvenuto nei giorni scorsi al reparto presse e stampi. Ancora una volta l'urlo delle sirene della O. M. dava l'annuncio di una nuova vittima: il nostro compagno di lavoro Stefano Missaglia. È questo in pochi mesi il triste bilancio dei lavoratori della nostra fabbrica, è il prezzo che ancora troppo spesso i lavoratori sono costretti a pagare assieme alla loro opera quo tidiana prestata, opera mal pagata e poco considerata da un padronato avido solo di profitto. Ed anche questa volta, come in tutti gli altri « omicidi bianchi », la responsabilità secondo il giudizio della direzione (o chi per essa) deve essere attribuito a fatalità o comunque in questo caso ad una incomprensione della manovra tra il gruista e i manovali che stavano imragando gli stampi.

Facile giudizio e conio da posizione per la dire- zione...!

Perchè, per esempio, si domandano i lavoratori, non c'era una per- sona a fare da collegamento nei comandi di manovra tra il gruista e i due manovali imbragatori che si trovavano ostacolati nella visuale da una grossa pressa?

Perchè sono stati imbragati tutti cinque gli stampi (peso 80 q.li circa) in una sola volta anzichè fare due o tre manovre con uno o due stampi per volta?

La risposta a questi perchè e ad altri è molto semplice: la direzione della nostra fabbrica, come tutte le direzioni e tutti i padroni delle fabbriche, vogliono dai lavoratori il massimo sforzo e rendimento, cercando sempre di pagarli il eno possibile, è la legge del profitto massimo che li acceca sempre di più.

J ry
STEFANO MISSAGLIA Vittima del supersfruttamento
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Segue

La morsa del cottimo

Continuazione dalla I pagina co bestiale a quella corrente che si è sempre battuta e si batte per garantire ai lavoratori un adeguato salario : la corrente FIOM.

Nei casi di contestazione, l'operaio impossibilitato ad essere assistito immediatamente dalla C.I. per una situazione nota a tutti, tenta personalmente la sua difesa, ma viene spesso travolto dalle cifre e percentuali che noti « competenti » che in definitiva lo accusano di scarso rendimento per il mancato guadagno, gli ammanniscono.

A tutto questo va aggiunto, e non potrebbe essere diversamente, la utilizzazione della tabella Fiat che permette in molti casi di dare una tariffa non giusta e farla franca nei confronti degli operai.

Sulla « tabella Fiat » per il rilievo dei tempi figura la cosidetta velocità di lavoro e cioè il rendimento dell'operaio sotto il cronometro; ci accingeremo tra tanti aspetti a prendere in esame questn che a parere nostro è determinante nell'influire sulla tariffa.

Abbiamo così modo di rispondere a quell'operaio della Carpenteria che ci ha scritto chiedendtaci se è giusto che alla fine di ogni rilievo tempi venga lasciata esclusivamente all' analista la facoltà di dare quei minuti c h e dovrebbero corrispondere al tempo attivo impiegato e che invece risultano sempre ridotti.

L'operaio ha individuato, secondo il nostro giudizio, il punto principale della questione tariffe, quello che è utilizzato dall'analista a seconda delle direttive e che gli permette di destreggiarsi combinando una tariffa già fissata in precedefiza.

La determinazione della velocità di lavoro affidata esclusivamente all'analista, si presta, ed è umanamente comprensibile, ad erroto è che nel quadro dell'atri più o meno gravi, il fat-

tuale momento che trova gli industriali alla ricerca di un sempre maggiore profitto realizzato attraverso uno sfruttamento inumano, tali errori, escludendo pochi casi, danneggiano sempre, più o meno gravemente l'operaio.

IP Ft CI

Poichè alcuni di cattiva memoria dimostrano di non ricordare le questioni importanti da risolvere, ci permettiamo elencarle :

1) Eliminazione di ogni discriminazione tra i lavoratori nelle assunzioni, nelle promozioni professionali, nelle retribuzioni, nei licenziamenti.

E questo è meno comprensibile! Questo modo di procedere nel valutare la velocità è quello che permette lo sfruttamento A questo proposito noi degli operai con l'intensi- chiediamo che il premio di ficazione dei ritmi di la- « bilancio » del 10 seme-

yoro.

L'operaio in definitiva pur con un ritmo più intenso di lavoro non riesce più a realizzare quel guadagno che la tariffa precedente gli permetteva.

E' evidente che non possiamo essere d'accordo con questi metodi di rilevazione tempi.

PROVIAMO P

Qualche mese fa quando si trattò di rieleggere la nuova C.I., forse anche il signor Favia, disegnatore presso l'Ufficio Tecnico di Officina, si sarà illuso che per salvaguardare l'impiego non rimaneva altro da fare che ascoltare la voce padronale, la quale tramite i variopinti striscioni con i quali la U.I.L. aveva imbrattato tutto il rione, invitava a provare per un anno.

Provare per un anno. Già, ma cosa?

Forse a questo pensava il buon Favia quando mercoledì 31 agosto salutava i suoi colleghi che lasciava dopo •20 mesi trascorsi a sgobbare con loro.

Il suo contratto a termine non era più stato rinnovato, era licenziato.

Dopo venti mesi, durante i quali aveva lavorato seriamente, veniva messo alla porta.

LA MORTE DI S. MISSAGLIA

Per il padronato la vita di un uomo non conta, anche se nelle esteriori manifestazioni tenta con l'ausilio di qualche compiacente portavoce di piagnucolare sulle disgrazie ormai troppo frequenti in fabbrica.

I lavoratori della O.M. però non credono alle storielle della direzione e purtroppo sanno per esperienza che l'infortunio colpisce sempre tra le loro file mentre coloro che si riuniscono alla fine del-

- M E IVI O 1:2 I

Rispetto della C.I. e libertà per essa di adempiere senza intralci ai propri compiti.

Rispetto dell'unità della C. I. e del principio della libera rappresentanza di tutti i lavoratori, con divieto di condurre qualsiasi trattativa con una parte sola dei suoi membri.

Che il rep. « Esperienze », che altro non è che un reparto di concentramento per attivisti sindacali, sia sciolto dando la possibilità ai lavoratori qui occupati di ritornare ai propri reparti d'origine, reintegrati del danno economico subito dalla data del loro spostamento.

stre 1955 sia dato a tutti i lavoratori che ancora non l'hanno percepito.

2) Rispetto della libertà di' organizzazione, di propaganda e di raccolta delle quote sindacali. Libertà a tutti i lavoratori di leggere la stampa di propria scelta, fuori dalle ore di lavoro.

ER UN ANNO

Perchè? Non certamente per scarso rendimento. Neppure si può dire per mancanza di lavoro, in quanto l'Ufficio Tecnico di Officina fa eseguire fuori Ditta tanto lavoro da occupare altri dieci Favia. E allora?

Chissà se i signori che partorito , lo slogan del tc proviamo per un anno sapranno dare una risposta. O forse, sono già indaffarati ad elaborarne un altro per le prossime elezioni e quindi il loro tempo prezioso non lo possono dedicare a questi problemi!

Ebbene sappiano che la maestranza dell'O.M. li ha già giudicati e che sempre più chiaramente tra i lavoratori si fa strada l'esigenza di porre fine al più presto alla triste esperienza wbita sotto l'insegna del-« proviamo per un anno »!

l'anno per dividersi i laut profitti ricavati col sudor( e a volte col sangue de' lavoratori non rimarrannc mai vittima di nessuno « omicidio bianco ».

Essi perciò non verranno meno ai lori principi d classe, e nel denunciare alla opinione pubblica quanto avviene oggi nelle fabbriche chiedono che sia posto fine a quei metodi, di supersfruttamento, taglio dei cottimi, negazione di• ogni libertà, ecc., che sono la causa, perchè creano l'ambiente adatto che predispone poi le « disgrazie ».

Fissazione o modifiche delle tariffe di cottimo e dei tempi di lavorazione, mediante accordi tra Direzione aziendale e C.I. Che l'operaio sia portato a co. noscenza del tempo appena finito il rilievo ; riconoscimento dei fattori di perditempo.

Che l'indennità di mensa, riconosciuta parte integrante del salario, sia pagata sulle festività, sulle ferie e sulle 200 ore con retroattività dal 1950.

Neutralità assoluta da parte padronale nelle elezioni di C.I.

Revisiìne dei regolamenti interni di fabbrica, mediante accordi tra Direzione e C.I., per uniformarli ai diritti sindacali e politici che la Costituzione garantisce ai cittadini.

Abolizione degli appalti interni e dei contratti a termine nei lavori continuativi, assumendone definitivamente i lavoratori.

Petrolio Italiano

I nuovi giacimenti petroliferi scoperti possono fornire al Paese le basi per un potente sviluppo industriale ed economico.

Occorre però eliminare ogni intervento straniero sviluppando l'attività di ricerche e di sfruttamento delle risorse pertolifere nell'intero territorio nazionale, da parte della Azienda di Stato con l'appoggio ed il controllo del Governo e del Parlamento.

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EL " CAMINUN „
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INVITO A CENA

Tutti nella fabbrica conoscono TOBIA TRANQUILLI, uno strano tipo di impiegato dalle mezze maniche, ultimo sopravissuto della stirpe dei monsii Travet.

La sua eleganza è proverbiale: giacca a tre quarti, scarpe a gondola e calzoni che gli arrivano fino al petto, sostenuti da un paio di bretelle alla Ridolini che formano l'attrazione e lo spasso di quanti lo vedono togliersi la giacca nei mesi estivi.

Ma quello che più attira in lui è la testa, una testa alla Ber toldo che pur aniforirandua: al resto lasci;, indavedere l'aria scanzonata e la saggezza paesana del villano r=edioevale che mise in subbuglio la corte di re Alboino.

Questo Tobia dall'aria trasandata e goffa diventa, appena lontano dalla fabbrica, un altro uomo, elegante e azzimato con un'aria da viveur di periferia.

Il nostro Tobia era un tempo un attento lettore della stampa clandestina antifascista e per que• sto incontrò anche qualche fastidio all'epoca di Salò; poi la Liberazione lo trovò potenzialmente socialista. Non che fosse iscritto, per carità, ma le sue simpatie erano note ed egli non le nascondeva : — Mio bisnonno era garibaldino — diceva — il rosso non mi impressiona!

ganizzava gite, proiezioni cinematografiche, gare sportive, enc alle quali non mancava mai la nota patetica del dirigente Fiat che attorniato dai lavoratori posava per la foto commemorativa. Era a queste manifestazioni che Tobia non partecipava, dicendo a se stesso, che la dignità è dignità! Ma vennero le settimane precedenti le elezioni della C.I. e la Direzione si mise all'opera per far vincere le liste di suo gradimento.

Tobia, povero, c'involo, venne sommerso da volantini, lettere, sollecitazioni verbali e per ultimo... patatrac !

Quel giorno arrivato in ufficio trovò un biglietto sul tavolo che diceva pressapoco così: — Siete stato comandato a cenare, domani sera alle ore 21, presso l'osteria del Gambero. Mangerete il seguente menù: antipasto, ravioli asciutti o in brodo, carne a lesso o pollo arrosto, formaggio, frutta, vino, del ce e caffè. Prezzo fisso L. 800. Apriti cielo, gli venne un collasso, la vista gli si annebbiò, cercò disperatamente un'ancora di salvezza e questa gli venne offerta dalla firma posta in calce all'invito; era scritto semplicemente - il capo ufficio - E lui che per un momento aveva creduto di

Racconto umoristico

Ma un brutto giorno arrivarono anche per Tobia, che intanto aveva preso moglie, gli « anni difficili », non che qualcuno tentasse di obbligarlo a prendere la « nuova » tessera del fascio, ma un collega cominciò a suggerirgli c h e e bisognava adattarsi ai tempi ».

Tanto fece e tanto brigò che il povero Tobia abbandonò l'organizzazione sindacale unitaria, la CGIL e si iscrisse alla CISL sicuro di fare cosa gradita al nuovo direttore mandato dalla Fiat, il quale non aveva avuto antenati garibaldini; così almeno gli assicurò il solito collega.

Da allora cominciarono le rinuncie, e da rinuncia in rinuncia Tobia si trovò stretto in una tale rete di imposizioni che spesso rimpianse di non essere stato capace di opporsi sin dall' inizio.

Ogni tanto egli faceva l'esame di coscienza e trovava, umanamente, la giustificazione del suo operato, d'altra & arte si riprometteva che tutto avrebbe fatto ma, partecipare alle e adunate » mai !

Da qualche mese la Direzione aveva iniziato una attività paternalistica in grande stile, al fine di adescare i lavoratori, con mieaggi e prospettive illusorie; or-

leggere: e IL GRUPPO RIONALE FASCISTA" sospirò di sollievo!

Mano male — pensò — posso anche non andarci. Ma si sbagliava; lo capì quando il capo ufficio stesso lo degnò di una visita per invitarlo a dare l'adesione immediata. Si scusò e per guadagnare tempo disse che avrebbe sentito sua moglie.

All'indomani, Tobia, sdegnoso e fiero, ottenuto l'appoggio della moglie, era deciso a resistere. Ma ahimè il solito guastafeste sparse la voce che alla cena avrebbe partecipato anche il direttore.

Approfittando dell'orario di intervallo Tobia si precipitò a casa per cambiar d'abito. Tornò elegante come nessuno dei colleghi l'aveva mai visto, ma aveva la morte in cuore : addio dignità perduta e addio alla regolarità della cura antifegatosa in corso, pensava con terrore rileggendo il menù.

Alle 19 saliva sul pulmann giusto in tempo per la partenza. L'osteria del Gambero accolse la comitiva che subito a‘frontò l'aperitivo; mentalmente Tobia calcolò : extra di L. 100 oltre il pattuito.

Appena bevuto cominciò a girargli la testa perchè era comple-

tamente astemio e da quel momento non tenne più il calcolo degli extra.

Alla fine della s 'rata lo videro con una ragazza seduta sulle ginocchia tentare di intonare con voce rauca : Buong urno tristezza.

A mezzanotte lo scaricarono sotto le finestre 'li casa sua; mentre il pulmann -si allontanava cantò « Addio mia bella addio alla quale fece aaguire subito « Affacciati alla fir stra o ricciolona ».

La maglia lioliava in ettesa del suo ritorno si affacciò e per far cessare io sconcio gli buttò addosso un catino d'acqua.

Il fresco giovò a Tobia; riuscì ad infilare la chiave nella toppa del portone raggiungere poi, senza gravi coineguenze, il secondo piano.

Sua moglie l'attendeva sulla porta : — Fammi sentire l'alito — ordinò. — Ah adesso tutto si spiega!

Aveva afferrato ai volo la situazione, o meglio, il suo odorato infallibile aveva subito di-

stinto: e Campari soda, barbera, moscato, cognac, grappa ed altri I ».

Porco! — tuonò la donna — e mi avevi detto che andavi in servizio, via, fila subito a letto. Marsch l Tobia barcollando si buttò vestito sul letto e la moglie che chiudeva la porta lo udì borbottare:

Pronto, pronto... sig. direttore?... Lei non è venuto... io ero presente... si ri-ricordi che non la si fa alla Fiat... non avrà il premio quest'anno... e se continua così: reparto Esperienze!!! Pronto? pronto? pronto?... Viva le relazioni umane tipo Fiat l... — e ruttò !

All'indomani questa sua prodezza non ebbe un seguito, non perchè il direttore lo avesse perdonato, ma semplicemente perchè Tobia non aveva telefonato al direttore, non avendo il telefono in casa e parlando davanti alla civetta impagliata appesa al muro, era logico che non fosse riuscito ad avere la comunicazione.

Scivett e I OMOfin ( Civette e . uomini)

Me ven a la ment, quand s'eri un fiulot, girunzulavi in mézz'i campagn, tu-navi a la Jra, stracch e tiitt vuncc e strasciaa, cun'alter cumpagn.

Hu vedii un dì un cacciadur

( cunt la scivetta a fa' de riciam ) tiraggh a tri passer. Oh pori lur l

In vegnii giò. Du culp. Pam, pam. iir'anca se s'eri an'mò nuvell, sunt mis a riflétt, vedend'a'sta scèna, Porca scivetta, in del mé cervéll te se la causa de tanta péna.

Cunt'el to riciam, te iena el tranéll ai tri passarin, che vulaven alegher. Pensegh'a sura, te par propi béll el to agi?... Te ghe l'anim negher! Tant'anni in passaa per mi, da alura dopu tanti disaventiir, sunt chi a l'O.M. e cunt mi lavura tant'altra gent, dent'i so' miir.

Tiitta'sta gent, temp fa l'era unida, cuntra i « buiad e de la diresiun e quand la « saccoccia » l'era ferida, faseven richiést cun sudisfasiun.

Adéss, ( cume i passer) in staa tradii, di fals riciam de e omenn scivétta ». Del padurn-cacciadur végnen rustii quand e! g'ha vòia el fa' piazza nétta. e Omenn-scivétta » che si prestaa a tend el tranéll ai lavuradur; ( Stroppa, Campani, Marin e Rusaa ) ve rendi ciint de vost disunur?

Cumprendì no, el mal ch'avì faa?...

Tiicc ve cumpiangen ; si' propi tucc?... Tradì i vost cumpagn, 'se avi guadagnaa? I faa la e scivetta e ma si' anca e urlucc l ».

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•• CRONACHE MEI REPARTI ••

Di male in peggio

Da vari anni gli addetti al Collaudo Esterno e ri cevimento materiali recla mavano per il disagio in cui erano costretti a pas sare le giornate lavorati ve, in un reparto: freddo d'inverno e caldo d'estate

Un ambiente, non certa mente adatto allo svolgi mento delle delicate man sioni affidate alla cate Boria.

Finalmente arrivò il giorno in cui venne realizzato lo spostamento del reparto, ci si aspettava un ambiente più adatto, ma ahimé, quanta delusione fra tutti gli addetti al Controllo, quando, dopo le ferie, si cambiò posto.

Intatti l'ambiente è peg • gio di prima; « di male in peggio » si dice, hanno curato la pavimentazione in palché solo negli uffici mentre il resto è rimasto un pavimento polveroso e con le correnti d'aria in abbondanza è un inferno.

Per completare l'opera c'è poi la polvere continua della sabbiatrice che bisogna ingoiare durante tutta la giornata.

Che delizia!

I controlli reclamarono subito ma come sempre tutte promesse é nulla di concreto.

Gli addetti al suddetto reparto si domandano: non vi era altro ambiente per loro?

Non servono a nulla le lettere della direzione, nelle buste paga, se non si salvaguarda concretamente la salute dei lavoratori.

Anche questo è uno di quei casi nei quali occorn prendere subito dei provvedimenti perchè la vita in questo reparto è impossibile. Invitiamo la C.I. ali intervenire per obbligare chi di dovere a porre fine alla inumana situazioni denunciata.

PROMESSE E REALTÀ.

Sul velantino elettorale

CISL si legge: « Vogliamo lavoro si... ma lo vogliamo st nza rinuncie a nessuno dei sacrosanti diritti dei lavoratori, primo fra essi la loro dignità ».

A noi sembra che la dignità dei lavoratori relegati nel reparto « Esperienze » sia stata più che calpestata. Tutti i lavoratori condannano tale metodo discriminatorio, le correnti sindacali pure; e allora quali motivi impeH discono di dire chiaramente, tutti uniti, alla Direzione che il campo di concentramento deve essere abolito e la libertà democratica ripristinata?

«Relazioni umane»Fiat La

Sveglia Dr. Marinoni

L'operaia GORLA AMBROGINA, una delle addette alla Mensa, spostate nei reparti di lavorazione senza tenere conto della loro età e condizioni fisiche, è stata adibita a lavori disagiati nel settore Linea (lavatura e verniciatura parafanghi). E' forse per ricompensarla dell'infortunio subito tre anni or sono (frattur della colonna vertebrale) e dell'operazione subita quest'anno ( laparatomia) che all'operaia, costretta a portare il busto, è stata affidata una mansione che la vede in piedi tutto il giorno?

5 GIORNI DI SOSPENSIONE

L'operaio VIGORELLI è stato sospeso per 3 giorni, avendo « osato » pretendere dal tempista, che gli rifiutava il riconoscimento di tutte le operazioni eseguite, un contegno più serio e meno provocatorio. Il tempista alla richiesta dell'operaio aveva risposto che lui a non poteva fotografare » le operazioni fatte!

MACCARTISMO

Un bernoccolo maccartista è spuntato sulla testa dei geniali e pensatori » che hanno imposto la presenza di una stenografa, durante le riunioni della C.I.

La scelta è caduta, guarda il

matematica non è un opinione

caso, su un'impiegata dell'Ufficio Assistenza, del quale sono note le e benemerenze » in campi tutt'altro che sociali.

Roba da matti!

de denunciare il fatto in Questura, non perchè questa abbia la possibilità di ricuperarlo, ma perchè, se non Io fanno, potranno ottenere duplicati di tutti i documenti possibili e immaginabili, ma non il duplicato del tesserino di riconoscimento O.M.

Ci è capitato di leggere in un » Un operaio ha: 12 giorni di volantino firmato « Comitati A- ferie, 25 giorni di Gratifica Naziendali CISL e UIL e che la ri talizia, 16 giorni di festività alchiesta degli arretrati indennità l'anno. Totale 53 giorni. mensa ammontante a L. 26.000 Chiedere gli arretrati dal 1950 è una e richiesta sulla carta significa : 53 giorni moltiplicato e demagogica richiesta campata 5 anni, uguale a 265 giorni che in aria O. moltiplicati per 100 lire fanno Gli operai che dovessero per- Non vogliamo fare delle pole- L. 26.500. dere il portafogli, sono pregati miche, ma a noi risulta che il La Direzione non vuol riconoriconoscimento che I' indennità scere il buon diritto dei lavoramensa fa parte del salario è tori? E lasciate signori della CISLavvenuto in numerose sentenze UIL che sia essa a rispondere della Magistratura in tutte le negativamente ! istanze, Cassazione compresa. Non fate gli avvocati difensori Questo per quanto riguarda il dei « padroni del vapore e e, sodiritto. prattutto, non siate sempre pronti Per quanto riguarda l'importo, ad accettare qualsiasi posizione ecco un calcolo approssimativo : della Direzione ! e

Per averlo, dovranno infatti portare una dichiarazione rilasciata dalla questura che dica chiaramente: Il richiedente ha smarrito il tesserino O.M.

Roba da matti !

Dovè la moralità?

Le donne che prestano servizio alla Mensa non hanno gabinetti dove recarsi per cui si servono dell'unico gabinetto uomini esistente in fondo al Reparto Casse Metalliche.

Cosa si aspetta per costruire un gabinetto per le donne?

Non sembra anche alla Di ezione che sia un e tantino n immorale lasciare le cose come stanno?

NASCITE

NASTRO AZZURRO

I MIRACOLI NON SI RIPETONO

La maggioranza CISL-UIL in Commissione Interna.

4 IN MEDICINA

La pagella del dr. Marinoni.

L'URLO DELL'INSEGUITO

Quello del cottimista che cerca di sfuggire al tempista.

I LETTORI CI SCRIVONO

Egregio sig. Direttore. siamo due operai che al tempo della campagna elettorale per la elezione della nuova C.I., sommersi dalle valanghe di volantini, sparsi per ogni dove, ad opera dei sindacati CISL e UIL ed abbagliati dalle promesse, nelle quali per la verità non hanno lesinato, abbiamo votato per loro.

A votazioni avvenute, i suddetti sindacati, ebbero una buona affermazione in quanto una buona parte di operai abbagliati al pari di noi, votarono per

esseitteZreelanftuisrsoinmoi ninel p sproe:

cial modo i sigg. Campani e Birolini e promisero di risolvere in modo particolare le questioni delle categorie a cui essi stessi appartengono.

Ora, passati i mesi, noi vorremmo sapere dal sig. Birolini se, per esempio, si ritiene soddisfatto del trattamento attuale dei magazzinieri e domandare al sig. Campani a che punto sono le trattative per la risoluzione della questione dei controlli.

Saremmo lietissimi se i suddetti signori, venissero in mezzo ai lavoratori, a dire come stanno le cose; oppure si vergognano e vogliono seguire il vecchio adagio che dice: « Il silenzio è d'oro »?

Cosa ne pensa lei, sig. direttore?

Cominceremo col dire, per rimanere nell'ambito dei proverbi, che se il silenzio è d'oro la promessa è un debito!

Ma per risolvere i vostri problemi, cari lavoratori, occorre presentarli alla C.I., è la C.I. unita che deve portare in direzione le vostre esigenze. Non un membro della C.I., ma tutti i membri della stessa devono discutere con la direzione i vostri problemi.

Per noi, cioè, i signori da voi citati, non hanno il compito di trattare separatamente, col padronato. su nessuna questione, sia piccola o grande, senza la presenza degli altri membri della C.I.

E la trattativa non ha luogo tra la direzione e il sig. Birolini, ma tra la direzione e la C.I. e delle eventuali controproposte voi dovete giudicarne la consistenza e se le riterrete soddisfacenti darete mandato alla C.I. di accettarle, oppure no.

È perciò la C.I. che deve essere sollecitata a presentare le vostre richieste.

Se poi, per motivi comprensibili, voi ritenete, in particolare di chiedere ragione delle promesse fatte ai sigg. Birolini e Campani, questa è un'altra questione!

Caro Caminun, ti scrivo per denunciare mia sopraffazione indecente di cui si macchiano due guardiani dell'O.M. in borghese i quali spesso e volentieri entrano all'improvviso nel locale antistante i gabinetti « donne Tappezzeria e, con le conseguenze che ognuno può immaginare, quando si tiene conto che essendo i gabinetti sprovvisti di bidet, le donne ne cessariamente sono costrette a far uso dell'acqua sita nel suddetto locale...

E' al corrente la Direzione di queste e relazioni e?

AlgRA

Alla signora EMMA, moglie dell'operaio BOSIO G. BATTISTA, ex - presidente della C.I. ed attualmente membro della stessa, è nato un bel bambino.

Ai felici genitori le nostre felicitazioni.

Nel numero di Ottobre del « Calendario del Popolo e

STORIA

della più grande fabbrica di Milano

La Pirelli de piccola imprese e greade truat intern•sionale; il suo peso nell• •ocietn italiana ael pe. nodo delle dee guerre; le lotta sindacali e politiche dei suoi operai dalla Reeisteaaa ad oggi.

Uva numero L. 60

Direttore Resp. L. Banft

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