a cura della sezione (.Bandiera Partito Comunista Italiano
giornale aperto per discutere
un giornale per i lavoratori
Dopo l'ultimo congresso di sezione y abbiamo deciso di riprendere la pubblicazione de "Il Comunista".
Sarebbe nostra intenzione modificare l'impostazione di questa pubblicazione: oltre ad essere la voce dei comunisti in fabbrica , dovrebbe , con l'uso di strmenti quali l'intervista,il dibattitopil contributo esterno, diventare il terreno di incontro con coloro che , pur essendo al difuori della struttura del partito,vivono ed operano in una realtà che è anche la nostra.
In realtà il nostro giornale non è mai stato chiuso ai contributi esterni ma evidentemente vi erano dei problemi di collegamento con le realtà di fabbrica che ci proponiamo di superare innescando il dibattito su argomenti attuali e di vivo interesse per tutti.
In questo numero presentiamo articoli sulla piattaforma di gruppo,sul seminario aziendale ed un intervista al costituendo sindacato autonomo SINQUADRI. Sono argomenti aperti:per la piattaforma di gruppo è appena iniziata la trattativa,la risposta padronale è molto dura e vi è l'esigenza di organizzelre una risposta a questo atteggiamento;in quali termini?
Il seminario aziendale ha concluso per il momento i suoi lavoripchi vi ha partecipato ne ha ricavato un notevole patrimonio di conoscenze;come dare continuità e tradurre in proposte concrete tutto ciò?
Il SINQUADRI viene a spezzare quella che era l'unità dei lavoratori della FI-CE;ma la nostra unità era solo apparente?
E' possibile un dialogo tra consiglio di fabbrica e SINQUADRI?
Crediamo che sia utile per tutti affrontare queste ( e altre ) domande su questi ( e altri ) argomenti.,
"Il Comunista" resta aperto al contributo di tutti.
Sarebbe nostra intenzione uscire con un numero ogni 2-3 mesi , purtroppo le finanze della nostra sezione non consentono di sostenere anche questa spesa ( più di 500.000 lire annue ) per cui siamo costretti a richiedere un contributo ai nostri lettori.
Avremmo pensato di richiedere 150 lire a copia , oppure 500 lire per un miniabbonamento a 4 numeri.
Naturalmente anche questo punto , come tutti gli altri , può essere oggetto di discussione.
PIATTAFORMA DI GRUPPO FI -CE una prima esperienza comune
Vi è stata nei giorni scorsi una prima presa di contatto con la controparte circa la prima piattaforma di gruppo Farmitalia-Carlo Erba. E' un'esperienza nuova per tutte le realtà che conpongono il gruppo: ad ognuno è stato chiesto di uscire da una visione particolare dei problemi e di proporre soluzioni capaci di sanare o migliorare situazioni che soffrono di mali diversi tra loro.
Sono compiti difficili anche par il fatte che in ogni, realtà del gruppo il movimento sindacale ha alle spalle un diverso patrimouJo di e21: rienze e di lotta.
Questo momento di conflittualità era comunque inevitabile e non dilazionabile:troppi problemi rimangono da tempo insoluti (scelte produttiveporganizzazione del lavoro ,premio di produzione etc.) e richiedono di essere affrontatilmalgrado la situazione generale di riflusso e di incertezza politica (nazionale ed internazzionale) costituiscano grave elemento di disturbo.
La piattaforma presentata è da giudicare nuova sopratutto per quanto riesce ad entrare in situazioni particolari con analisi puntuali e richieste concrete.
Ad esempio per quanto riguarda la Ricerca vengono messi ben in evidenza le incongruenze ed i ritardi che non permettono l'espletarsi di tutto il potenziale in possesso della società : ritardi nell'integrazione delle due strutture ex Farmitalia ed ex Carlo Erba, insufficienti collegamenti e flussi di informazioni tra le diverse discipline di ricerca ,e, all'interno delle singole discipline,tra i diversi livelli di ricercatori.
La stessa concretezza ed approfondimento si ha per quanto riguarda gli informatori medico-scientifici e per l'organizzazione del lavoro nei reparti di produzione.
Questa concretezza nelle richieste avanzate comporta un severo impegno di tutti i lavoratori, non solo per raggiungere gli obiettivi con accordi sulla carta, ma anche per verificarne l'applicazione e gli effetti giorno per giorno nella propria situazione lavorativa.
Questo tipo di osservazione e di verifica è ben più difficile da farsi per quanto riguarda le scelte produttive.
Troppe volte e troppo spesso l'azienda cambia i propri programmi a prescindere da accordi presi a livello sindacale.
Indipendentemente dalle ragioni di questi cambiamenti , essi provocano scompensi nella programmazione e nella produzione ed una generale insicurezza.
Di fronte a questa situazione il movimento dei lavoratori non è finora riuscito ad ottenere il rispetto degli accordi presi; a questo punto c'é da chiedersi se in questa situazione sia possibile ottenere un minimo controllo sindacale sulle scelte produttive.
Questa condizione di impotenza da parte nostra è provocata dalle gravi scelte politiche fatte dal governo , oioè dalla mancata programmazione per il settore chimico e farmaceutico e dai gravi ritardi nell'attuazione del Servizio Sanitario Nazionale.
Ci vengono cioè a mancare punti di riferimento generale su cui misurare i programmi dell'azienda , che ha cosi modo di eludere gli impegni presi che in base alle nostre richieste , si dovrebbero raccordare a piani regionali e nazionali per l'attuazione del Servizio Sanitario Nazionale.
Un discorso a parte merita l'aspetto salariale della piattaforma. Per la prima volta da lungo tempo , sia pure in forma sfumata vengono "premiate" nelle richieste le categorie più alte , cioè quelle che, secondo alcuni, sono sempre state dimenticate dal sindacato. In realtà più che di una dimenticanza si tratta di un dialogo difficile tra chi storicamente ha sempre perseguito con la lotta il miglioramento delle proprie condizioni di vita e chi , avendo un rapporto più diretto col "padrone" faceva derivare da questo rapporto le proprie affermazioni.
Da molto tempo ormai questo rapporto privilegiato non esiste più , ed anche per le categorie più elevate vi sono problemi molto gravi che non sono essenzialmente salariali e che non possonoessere risolti individualmente.
Sembra comunque che sul piano salariale venga data dal sindacato una risposta non richiesta da queste categorie (il famoso "appiattimento salariale" è stato per alcuni mitigato per mezzo di superminimi individuali e per gli altri le richieste non sembrano sufficienti).
Questo tipo di richiesta salariale va forse intesa come segnale di buona volontà da parte del sindacato che intende recuperare nella propria problematica anche quella delle categorie più elevate , e , attraverso il loro contributo , acquisire una miglior conoscenza della realtà aziendale.
In tutto ciò vi è un rischio : se questo segnale di buona volontà non sarà recepito ci si troverà a fare i conti con l'irritazione di chi si è sempre impegnato in prima persona a sostegno delle nostre rivendicazioni , ed ora vede privilegiato chi di fatto non ha mai lottato.
In conclusione si tratta di una piattaforma molto articolata che cerca forse di risolvere troppi problemi in una volta sola correndo il rischio di sacrificare punti qualificanti in fase di trattativa o in fase di gestione dell'accordo.
Ma oltre questo rischio vi è di positivo che essa costituisce un passo concreto verso una progressiva integrazione sul piano sindacale di tutte le realtà del gruppo , anche se da questo punto di vista c'è da rilevare che tuttora il problema delle qualifiche non viene affrontato unitariamente in tutto il gruppo.
E' una piattaforma che contiene elementi molto positivi e concreti ma che richiede un grande impegno per evitare di perdere uno scontro su cui si giocano tra l'altro le basi della futura politica sindacale del gruppo.
CONFERENZA DI PRODUZIONE FIAT
una nuova prospettiva nei rapporti tra partito e unità produttive
Lo stato di profonda crisi che grava da tempo su numerosi settori dell'industria sta colpendo in modo particolarmente grave il settore automobilistico.
La crisi energetica pesa due volte sull'industria automobilistica : in fase di produzione aumentando i costi , e disincentivando l'uso dell'auto provoca un calo delle vendite.
La classe lavoratrice non può di fronte a questi fatti oggettivi , chiudere gli occhi e portare avanti una politica di mera difesa delle proprie condizioni scoprendo il fianco a manovre di attacco all'occupazione che troppo spesso trovano nelle situazioni generali di crisi argomenti di sostegno che siamo impreparati a controbattere.
E' necessario operare un salto di qualità , aumentare le nostre capacità di analisi , saper ,elaborare con la collaborazione dei tecnici e dei dirigenti più aperti , proposte alternative che tengano comunque conto delle condizioni di vita dei lavoratori e dei livelli d'occupazione.
In questo spirito il P.C.I. ha organizzato alla FIAT una conferenza di produzione.
Da questo lavoro sono emersi dati interessanti sia per quanto riguarda il rapporto tra automobile e società sia per quanto riguarda la crisi dei rapporti tra i lavoratori il sindacato ed il partito.
Dall'analisi risulta che il futuro dei trasporti è realisticamente da cercarsi in un'integrazione ottimale tra trasporto pubblico e privato , per cui l'auto , con una continua evoluzione nel senso dell'economia d'esercizio , avrà un futuro almeno per altri 20-30 anni.
Una immagine della Fiat Rivaita, oggi: il reparto robotIn questo periodo avranno maLl.giori possibilità quelle aziende che sapranno impostare seri programmi per la riduzione dei costi.
Programmi che secondo noi devono passare attraverso un miglior utilizzo degli impianti ed una standardizzazione dei componenti (motori , parti meccaniche , accessori) piuttosto che attraverso un più intenso sfruttamento della forza lavoro.
Purtroppo in queste osservazioni , da parte del corpo dirigente della FIAT si è voluto vedere solo una critica di fondo sulle scelte operate. nel passato ; piuttosto che all'apertura di un confronto si è arrivati a sollecitare solo risposte risentite ed inviti più o meno chiari a far recedere l'attività del partito a quello che viene definito riduttivamente "il suo ruolo storico".
Indipendentemente da questo parziale insuccesso bisogna proseguire sulla strada intrapr,'sa allargando l'esperienza ad altre industrie e ad atri settori.
Il ruolo dei comunisti nella società deve essere sempre di più di partecipazione e di direzione , e può essere ampliato o ristretto solo in base alle scelte operate all'interno del partito stes3o.
In questo momento storico che vede crisi economica ed eversione attaccare le basi democratiche della società , chi rifiuta il contributo del P.C.I. nella risoluzione dei problemi più seri si carica di responsabilità molto gravi nei confronti del paese.
Una linea di MirafioriL' ESPERIENZA DEL "SEMINARIO"
La fusione tra Farmitalia e Carlo Erba con il conseguente riassetto della nuova società , ha rilanciato in primo piano il problema del ruolo dell'industria farmaceutica in Italia, problema da noi maggiormente sentito in quanto la nostra società è la più importante nel nostro paese.
A ciò si aggiunge l'esigenza della gestione del nuovo contratto di lavoro e la contrattazione della piattaforma integrativa di gruppo.
Tutti questi fattori , che non possono essere tenuti separati , hanno evidenziato la necessità di acquisire una maggior competenza e conoscenza della realtà produttiva e aziendale nella quale operiamo.
E' infatti indispensabile poter affrontare qualsiasi confronto con l'azienda con un concreto bagaglio di conoscenze tecniche allo scopo di saper contrapporre alle scelte padronali proposte alternative che tengano conto dei livelli di occupazione e delle condizioni di vita dei lavoratori.
Nello spirito di operare questo,salto di qualità il P.C.I. ha organizzato il primo "Seminario aziendale del settore chimico e chimico-farmaceutico" che si è sviluppato in 6 serate.
A questi principi si affiancavano altri obiettivi quali il rilancio del dibattito interno base di confronto con le altre forze politiche presenti in fabbrica l'esigenza di una partecipazione più estesa della base attraverso una mag•ior informazione , il coinvolgimento dei tecnici ecc.
Mentre nelle prime serate , che trattavano argomenti generali sull'industria chimica e chimico-farmaceutica , abbiamo riscontrato con soddisfazione il raggiungimento degli obiettivi suddetti , nelle successive , in cui sono state affrontate le specifiche realtà aziendali c'è stato un progressivo calo sia di partecipazione che di dibattito.
Ciò è dovuto , secondo noi , a due principali fattori: l'iniziativa non è stata sufficientemente pubblicizzata e sostenuta anche dalle forze sindacali che avrebbero potuto trarre dall'iniziativa utili strumenti di conoscenza. Non è stato recepito lo spirito dell'adesione , e cioè che il seminario non è un momento riservato agli"addetti ai lavori" i quali già conoscono le realtà in cui operano , bensì un momento di socializzazione e confronto delle problematiche di un settore nei confronti di altri lavoratori in modo che questi ultimi acquisiscano conoscenze di altre realtà aziendali al di fuori della propria ; vale a dire uno sforzo per il superamento della visione parcellizzata derivante dalla divisione del lavoro.
Possiamo tuttavia concludere che l'esperienza ha dato risultati globalmente soddisfacenti , soprattutto in quanto è servita da stimolo per individuare argomenti sui quali riteniamo opportuno ritornare lanciando iniziative specifiche ( Ricerche , Produzione , Organizzazione del lavoro ecc.).
In secondo luogo perchè in un'eventuale riedizione dell'iniziativa semina. riale potremo mettere a buon fine e correggere gli aspetti critici individuati in questa prima esperienza.
Infine , ma estremamente importante , perchè questo bagaglio di competenze potrà confluire in un convegno nazionale sul settore che ci proponiamo di effettuare entro il corrente anno.
SINQUADRI
il partito di fronte ad un sindacato autonomo nella nostra fabbrica
I comunisti della FI-CE hanno seguito con attenzione il costituirsi nella nostra fabbrica di un sindacato autonomo dalla confederazione CGIL-CISL-UIL, il SINQUADRI, che si propone di tutelare gli interessi dei "quadri aziendali" (impiegati di 7° e 8° livello). Indipendentemente dall'"autonomia" di questa struttura dal consiglio di fabbrica, come comunisti siamo più che mai convinti che gli interessi dei quadri (e di qualsiasi altra particolare categoria di lavoratori) siano in ultima analisi riconducibili agli interessi generali della classe lavoratrice. Negli scorsi anni le categorie più elevate hanno subito gli effetti di un generale appiattimento salariale, e da qualche tempo si riscontrano tendenz e e a . paiono mettere in discussione l'autonomia decisionale e di iniziativa di questi lavoratori, ed in definitiva il loro ruolo e la loro professionalità . Il fatto che attorno a questi problemi si tenti un coagulo di forze prima animate solo da uno spiccato individualismo non può essere giudicato aprioristicamente negativo.
Un giudizio nettamente negativo non potrà comunque mancare se le rivendicazioni che verranno portate avanti da questa organizzazione saranno disarmoniche o in contrasto con quelle della classe lavorartice nel suo complesso. Con il fine di evitare giudizi affrettati o preconcetti, i comunisti della FI-CE hanno deciso di aprire un dialogo col SINQUADRI per appurarne le finalità e la disponibilità ad impegnarsi su temi di fondo quali l'organizzaziò.. ne del lavoro e le scelte produttive.
Da alcune delle risposte pubblicate emerge una certa evasività o mancanza di dati concreti, probabilmente dovuta al fatto che il lavoro di analisi e di elaborazione che il SINQUADRI si è trovato davanti in FI-CE non è ancora a buon punto.
E' comunque presumibile che il SINQUADRI dovrà registrare al suo interno spinte corporative tendenti ad incrementi salariali disgiunti dalla professionalità o al mantenimento di sterili privilegi di casta.
A livello di quadri e dirigenti esistono modi differenti di considerare ed impostare l'organizzazione del lavoro (da una parte si privilegia il pieno utilizzo delle risorse umane, incentivando spirito d'iniziativa ed impegno personale, dall'altra si privilegia sopratutto la costituzione di una rigida struttura gerarchica, per cui iniziativa ed impegno personale sono molte volte malvisti) queste due tendenze sono in conflitto tra loro e la spaccatura passa attraverso la categoria dei quadri.
Sarà fondamentale per il SINrUADRI operare una giusta scelta di campo in questa situazione conflittuale.
La sezione Irma Bandiera ed il suo giornale restano aperti ad interventi e contributi su questo specifico argomento.
INTERVISTA al sindacato autonomo SINQUADRI
- In tempi recenti si è costituito in Farmitalia-Carlo Erba il SINQUADRI ricevendo un discreto numero di adesioni. Questo dato fa pensare che i quadri all'interno dell'azienda non si sentissero adeguatamente rappresentati ( Questa supposizione può essere confortata da altri dati storici: scarsa partecipazione dei quadri alla definizione degli obiettivi , alle lotte ,alle iniziative sindacali ). Secondo voi quali sono i motivi dello scollamento che esiste tra quadri e sindacato unitario?
1) Il ridotto spazio riservato ai Quadri sia in fase di formulazione che in fase di attuazione delle politiche generali sindacali, la tendenza sempre più pronunciata all'appiattimento delle posizioni sia retributive che normative, la pronunciata politicizzazione dei Sindacati componenti il Sindacato unitario.
- Con la conferenza di produzione del 1976 si era iniziato un rapporto tra rappresentanze dei lavoratori, quadri e dirigenti sulla tematica della gestione e dello sviluppo dell'azienda. Quali sono secondo voi i motivi per cui questo confronto si è interrotto?
2) La conferenza di produzione è stata a nostro avviso una delle poche occasioni di confronto con tutte le forze operanti in azienda e, svariando su temi e problemi di interesse generale, ha dato modo a ciascuno di esprimere opinioni e dare contributi in termini di proposte e idee.
I motivi per cui questo dialogo si è interrotto ci sono sinceramente sconosciuti, visto che la partecipazione e il coinvolgimento di Quadri e Dirigenti era stato soddisfacente ed interessato.
- Per tutelare la figura del quadro nella nostra realtà aziendale ritenete che sia preferibile un sindacato particolare o che i suoi interessi possano essere ricondotti nell'ambito degli interessi generali della classe lavoratrice rappresentata da un unico interlocutore nei confronti dell'azienda?
3) Il SINQUADRI è il Sindacato Nazionale dei Quadri Industria facente parte della CONFEDERQUADRI (Confederazione Generale Quadri Italiani) riconosciuta dal Ministero del Lavoro come 11 -Confederazione sindacale italiana ed unica rappresentante dei Quadri in generale.
In sede internazionale il SINQUADRI è stato ammesso a far parte della Confederation Internationale des Cadres.
I Quadri FARMITALIA-CARLO ERBA si sono associati a questa organizzazione che ha tra i suoi scopi istituzionali quello di rappresentare e tutelare nello spirito e nella lettera della Costituzione italiana i Quadri della industria nelle varie sedi nazionali, edinternazionali, i loro interessi sindacali, economici, professionali, sul turali e sociali.
- ~li sono secondo voi , in ordine d'importanza, i problemi che il SINQUADRI si trova ad affrontare in Farmitalia- Carlo Erba?
4) I problemi sono molteplici e complessi.
E' in fase di elaborazione un insieme di proposte da discutere con l'azienda per arrivare ad una organica ristrutturazione dei futuri rapporti di collaborazione.
- Con quali strumenti di pressione intendete sostenere le vostre eventuali richieste?
5) Per il conseguimento degli obiettivi della categoria ver ranno utilizzati i mezzi: consentiti e di volta in volta giudicati più idonei alle situazioni che si determineran no.
- La piattaforma integrativa di gruppo sembra recepire alcune esigenze di fondo dei quadri , sopratutto in materia di ruolo e di trattamento. Quale giudizio esprimete su tale piattaforma?
6) Abbiamo recepito lo sforzo operato dal Sindacato unitario nell'allargare la piattaforma ad argomenti di più vasta portata generale. Per quanto riguarda i Quadri giudichiamo tuttavia la "piattaforma" ancora largamente carente sia per quanto riguarda gli aspetti normativi che quelli retributivi.
...DIALOGHI o di Altan
9.150a)ACKLOCAMAMO: VN PeGIUCEAVAMEin 0661 ?ossom vol£k D1KE 1mM-T imEN-r t ,OW£R0 NO occuPAZIowe IN FOURo.
MA sÃMiNis ABBIAMO TUTTA cyA UITA DAVANTI A Nol, NO?
Compagni socialisti è la DC che vi minaccia
GisoGéJA Cl-le 1.0 CAPIAMO
UN PO' Di 1,10EUIAM93-fi 066j possois)0 VOLER DA INVES1IMENT I ,OVVE,RO PIV occuPA-Lioue, IN Fo1URO.
MA Si GUINIS
A139(AMO 1011A
LA 1)11A PAVAVil A NOI, NO?
A sentire certi giornali, e anche qualche esponente socialista, si sarebbe di fronte ad un attacco del PC! al PSI. Lo sciagurato episodio di Milano è stato impiegato come benzina da gettare sul fuoco di una velenosa campagna di stampa. In un Paese alle prese con crescenti difficoltà economiche e tensioni sociali e in una condizione politica così fluida e incerta, quale miglior cosa che alimentare tra i due partiti un clima non di civile dibattito, ma di sospetti odiosi e di atti reciprocamente distruttivi?
Dobbiamo discuterne con molta serietà nella sinistra. E per discutere seriamente bisogna partire dai fatti. Un attacco anti-socialista è effettivamente in corso, ma il fatto è che viene da tutt'altra sponda: viene dalla DC e in particolare da quella sua frazione con la quale Crani ha ritenuto di stringere una alleanza. Sono proprio gli avvenimenti di questi giorni a dimo-
strarlo. Cosa è successo, in sostanza, dopo il voto dell'8 giugno? E' successo che dai visceri del preambolo è venuta avanti un'operazione politico-sociale (di cui il pacchetto economico era, con tutta evidenza, lo strumento) che, mentre non rappresentava nulla di serio sotto il profilo della lotta alla crisi, aveva il senso di una sfida, anzi di una autentica provocazione antioperaia e antisindacale. Purtroppo, all'inizio, non tutti i socialisti se ne sono accorti. Era impressionante sentire a Montecitorio le chiacchiere di questo o quel ministro, la fatuità con cui si diceva che la scala mobile poteva essere manomessa di autorità dal governo che, tanto, alla fine i sindacati avrebbero subito. Ma in questi giorni, quando è apparsa chiara la pretestuosità , la n non necessità » obiettiva di quelle misure economiche, anche i più sordi hanno cominciato a sospettare che l'obiettivo vero era rivolto, certo, anzitutto contro il mondo del lavoro ma anche contro
il PSI. Diciamolo chiaro: siamo stati a un passo dal pericolo, per il PSI, di ritrovarsi nel ruolo di parafulmine delle reazioni che la provocazione avrebbe suscitato: come ha suscitato.
Chi stava gettando il PSI in una simile situazione? E' molto semplice. C'è una DC che sente scricchiolare la propria egemonia; che vede contestato il proprio insediamento esclusivo nei ceti imprenditoriali, che vede il rischio di uno spregiudicato scontro di potere all'interno stesso del campo di cui si considera il cuore. E allora risponde così: la promessa craziana della rc governabilità » ha pagato qualcosa all'alleato-concorrente? Ebbene, si alzi per lui il prezzo di questa governabilità , gli si faccia sentire il morso della protesta, lo si costringa a far gestire dai suoi ministri misure non soltanto impopolari, ma inique e inefficaci.
Questa è la manovra che si è concretamente tentata. Se è fallita, se
il governo ha dovuto fare macchina indietro il merito è — ci sia consentito ricordarlo ai socialisti — soprattutto nostro. Davvero non esiste una aggressione comunista contro il PSI. Noi facciamo l'opposizione, che è altra cosa. Un'opposizione, che proprio in questi giorni ha dimostrato di essere necessaria e bene fica per il Paese e per lo stesso PSI dato che, appunto, ha contribuito a far barriera a un'operazione che voleva colpire l'insieme della sinistra e del movimento operaio, e che avrebbe comportato gravi rischi per un partito socialista che voglia mantenere il proprio legame coi lavoratori. Senza quella nostra opposizione adesso perfino alcuni dirigenti socialisti ( fino a ieri sdraiati a favore del piano contestato) non potrebbero nemmeno vantarsi di aver fermato La Malia figlio. Non l'hanno fatto loro. Ma non importa. L'importante è che la sinistra e i sindacati non escano da auesta storia con le ossa rotte.