Lavoratori, lavoratrici! Partecipate tutti alle celebrazioni del decennale della liberazione e dei festeggiamenti del 1. maggio
PERIODICO DEI LAVORATORI DEL GRUPPO
SIEMENS
Anno III - Aprile 1955 - L.15 80.719 - Abbonamento ReclazIOne - Amministrazione presso CASA DELLA PACE - VIA MARTINI N. io - "Telefo no_ • 2_
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A 10 ANNI DALLA SCONFITTA DEL FASCISMO
25 Aprile 1945 - 1955 Quante speranze, quanti desideri, aprì agli uomini questo grande avvenimento nella storia del nostro Paese, che lasciava dietro a se un'epoca di miseria, lutti e rovine.
POI 1101110 ORI METRI CADE!
11111111110CI URLA LOTTO POR LO LIDORTIÌ
Grazie alla lotta di liberazione, a dieci anni di distanza, sempre più salda nel cuore della gente d'Italia nei suoi valori, stituente dove da quel Parlamento che rappresentava le Forze della resistenza e l'unita di tutto il popolo, seppe sancire nella Costituzione Repubblicana tutti i doveri e i diritti dei cittadini perchè da questo capitolo gli italiani si rinnovassero traendo da essa : libertà, lavoro, pace.
Primo e più importante la salvaguardia della Pace. Vi sono molti che non considerano lotta sindacale questo compito, ma, soli? ed esclusivamente politico.
Le rotto-a di questo fronte avvenuto r•L 1947 dalie forze reezonar:e sotto la u•rza delta Coiiiliidest.is rialisrno internazionale spaventato dal re( gime di libertà, di progresso e dalle ri-
Ebbene diciamo a costoro che la classe operaia con la Pace ha la certezza di lavorare e di migliorare le proprie condizioni di vita e che la guerra viene combattuta, per la massima parte, da operai, impiegati e contadini: cioè dalla massa lavoratrice e i primi a morire sono proprio i lavoratori i quali vengono spinti al macello non per difendere la civiltà, la patria, i valori morali e spirituali, ecc., come sempre è stato fatto credere, ma unicamente per impinguare le casseforti dei padroni
forme previste dalla Costituzione impose agli uomini, legati ad essi per ideologia, a porre fine a qu-sti principii, perchè seguitando di questo passo un altro popolo intelligente, laborioso si stava avviando su una strada, che riteneva sbagliata, per quei signori, perchè portava al consolidamento dello schieramento democratico e della pace nel mondo, cosa che poteva compromettere l'esistenza stessa del capitalismo nostrano. Quindi iniziò da quel momento per i democratici e per i lavoratori italiani la via a ritroso verso un regime restritdure nelle fabbriche con la politica della smobilitazione di immensi complessi industriali con il risultato di aumentare migliaia di disoccupati, aumenti favolosi dei profitti agli industriali, centinaia di processi agli uomini della resistenza per rivalutare così le tristi figure del regime fascista. Decine e decine di lavoratori caduti nella lotta per il pane e il diritto alla vita, e oggi a soli dieci anni dalla grande ed eroica lotta di liberazione, le squadracce nere al canto degli inni di guerra gettano bombe esplosive ed incendiarie per distruggere le Sedi delle organizzazioni operaie, centri di cultura e di democrazia, per umiliare, impaurire e far indietreggiare te forze sane del popolo che vogliono a tutti i costi realizzare la Costituzione. Il governo che doveva essere di riforme, e alla testa nelle repressioni del fascismo, conduce una politica di discriminazione da cittadino a cittadino, non esita ad adoperare ogni mezzo, ogni occasione per i suoi fini, gettando fango e disonore sul movimento democratico che seppe dare coraggio e coscienza e far ritrovare la via dell'onore e della libertà a questi pazzeschi piani e il movimento di Liberazione che tanta coscienza seppe dare, saprà ancora essere all'altezza dei suoi compiti. Se questa Resistenza ci fu è perchè essa era formata da operai, contadini, brace cianti, impiegati, intellettuali, piccoli borghesi, uomini e donne appartenenti a tutti gli strati della popolazione, spetta quindi ancora ad essi, attraverso una attiva denuncia, e tutte quelle iniziative, che ci dà oggi la nostra Costituzione per fermare questi tentativi di pretta marca fascista. Questo è il modo migliore per commemorare il decimo anniversario della lotta di Liberazione e tutti gli eroi che caddero per essa.
Non sarà inutile ricordare che questa data ebbe origine da un processo, ordinato più con odio di classe che non da un senso di giustizia. Per quanto mancasse la prova del ldro reato, e cioè di aver scagliato uni. bom. ba durante un tafferuglio tra "gètop ranti e polizia, otto dirigenti sindacali americani -furono condannati e impiccati. A questa data fu legata essenzialmente la lOtta per la giornata lavorativa di otto ore, iniziata in modo particolare, nei paesi più progrediti industrialmente. Oggi; 1° Maggio 1955, festa mondiale del lavoro, nuovi problemi, nuove lotte si pongono alla classe lavoratrice del mondo.
fu compiuto un grande atto con la Co-
tivo delle libertà e del progresso: lotte
MAGGI
ARMANI UGO; del reparto Marina (Olap) - Sotto Ufficiale della Marina Militare. Antifascista convinto, nelle giornate del settembre 1943 lasciò il Corpo e si portò nelle formazioni Partigiane subì molti combattimenti e cadde da eroe sulle montagne del Verbanese, durante un rastrellamento nazifascista. BIRAGHI BRUNO: apprendista del reparto Telefoni. Malgrado la sua giovane età, il suo spirito di combattente per la libertà non aveva limite, anelava la lotta con tro i nazifascisti. Alle prime formaziohi di Partigani della montagna lo vediamo nelle Valli Bergamasche a combattere. Dopo ?Mese e ottenne di poter combattere nelle Brigate di Moscatelli, a tanti sacrifici e rischi eroici, cadde combattendo sul monte Trebbia - Valle Ossola il 1/9.1944. Aveva soli 16 anni. Al padre che lavora con noi il nostro presente. CARMINELLI GILBERTO: operaio del rep. Tofre. Glorioso combattente per la libertà, di sentimenti antifascisti, membro della Cellula clandestina del P.C.I. Olap. Fra tanti suoi atti eroici si possono ricordare due fatti: arrestato verso la fine del mese di n wembre del 1944 subì tremende torture dai nazifascisti, in seguito deportato nei campi di sterminio dai tedeschi, mentre stavano per portarlo a destinazione riuscì a gettarsi con altri tre compagni dal torpedone in cui era rinchiuso, si ferì seriamente, guarito ritornò a noi, chiese di arruolarsi nei Partigiani di montagna, in una azione contro i fascisti, rimasto privo di mùnizioni venne catturato e fucilato.
FERRARI ENRICO: Impiegato all'Ufficio Ordine e Termini. Propagandista antifascista, organizzatore instancabile, responsabile della cellula del P.C.I. - Olap (clandestina). La sua grande fede per la libertà lo trovava in prima linea con altri compagni nei momenti più difficili della cospirazione. Per delazione (e le spie erano qui alla Olap) fu arrestato, seviziato e tanto furono le torture che testimoni oculari, possono confermare la quasi fuori uscita di un occhio, gli sgherri volevano sapere i nomi degli altri compagni di lotta Resistette, non parlò, fu assassinato il 20.1.1945.
lazione, al processo assieme ad altri compagni, appena il Presidente pronunciò la sentenza di morte intonarono i canti patriottici. Trasportato la mattina del 2 febbraio 1945 al campo Giurati dove avvenne la fucilazione con altri Patrioti. Nell'attimo della sua fine, seppe mostrare il suo orgoglio, la sua dignità di combattente impressionando persino i suoi assassini.
ROVEDA MARCO: capo squadra (Fabbri), rep. Trapani. Cospirò nelle file dei Garibaldini della OLAP, il 25 Aprile era con noi armi alla mano per difendere la fabFERRARIO GIOVANNI: operaio del brica. rep. Pupin. Venuto a conoscenza che le formaOperaio buono, modeSto, pochi sa- zioni Partigiane lottavano contro una pevano l'importante 4tività che svol- colonna fascista in fuga nei pressi di geva, esso era in coliegamento diret- Pavia (sua residenza) partì imxnediato con i Partigiani della•montagna, fa- * tamente e combattendo trovò morte cava pervenire loro armi e munizioni. gloriosa. A suo figlio che lavora con noi vaFu arrestato il 14 maggio 1944, s'era , da il nostro pensiero. salvato per poco dal essere incluso negli ostaggi che fucilarono ih piazSERAFINO SERGIO: operaio Olap. za Loreto. Da S. Vittore fu deportato a Bu Come tanti altri giovani preferì la chenvald, da lì in altri campi di eli- lotta contro i fascisti arruolandosi nelminazione, finì i suoi giorni a Da- le formazioni partigiane. Trovava morchau il 18 aprile 1945. te gloriosa in uno scontro sulle monAlla moglie sig. Nair Frittoli tutt'o- tagne di Alpe; Polunia nel giugno 1944. ra nella nostra fabbrica vada il nostro SORDINI MARIO: operaio rep. C. T. pensiero. Responsabile del Fronte della GioMANTOVANI ' VENERINO: operaio ventù OLAP. Diresse con altri giorev. Centrali. vani della fabbrica numerose azioni di Strenuo antifascista, iscritto al P.C.I. sabotaggio disarmando con audacia clandestino domand à di far parte al-. molti militi fascisti. Per delazione fu la 3. G.A.P. (Gioventù d'Azione Pa- catturato, seviziato e infine deportato trottica) col suo amore patriottico la nei campi di sterminio nazisti. Fu assua fede ne'Ia lotta entro i nazifasci- sassinato il 6 marzo 1945. sti, partecipò a diverse azioni di saboGloria eterna a tutti i Caduti della taggio, di guerriglia e di disarmo dei Olap, onore a tutti i deportati, ai rifascisti. Si ricorda che in una imprecercati della polizia nazifascista, con sa che dovevano par ecipare tre gappisti, per ragioni tee fiche fu escluso, la loro fede e il loro sacrificio diedero all'Italia una vita più democratica, Egli ne provò un tal dispiacere che più libera, con la speranza di un avin ogni occasione ce, 113 rinfacciava. — venire sempre migliore... Era di, tempra :, to forte. Verso I PARTIGIANI della OLAP la fine el 1944, " rrestato per de-
Ecco perchè la difesa della Pace è fondaxnentale non solo per lo sviluppo e il benessere della classe operaia ma bensì di tutta la nazioie. Nessuna conquista di libertà sincEscale e sociale può reggersi allo scatenarsi di una guerra, ogni libertà conquistata viene cancellata e tutto è sacrificato per la guerra. E' giusto perciò che i lavoratori prevengano questo pericolo. Attorno a questo problema altri si impongono, quali la difesa delle libertà sindacali nelle fabbriche, l'adeguamento dei salari al costo della vita, lotta contro il monopolio e il latifondo e infine il rispetto della Costituzione. E' sopratutto contro il « fascismo bianco » nelle fabbriche che la classe operaia può e deve lottare tutta unita: non a caso in questi ultimi tempi i lavoratori hanno condotto e conducono lotte nelle fabbriche, quali la Redaelli, la Vittoria di Paderno, i portuali di Genova, ecc: contro i metodi di coercizione e di terrorismi padronali. Lotte che non contemplano solo degli aumenti salariali ma anche una difesa dei diritti dei lavoratori in fabbrica. Diritti sanciti dalla Costituzione quali il rispetto delle Commissioni Interne, libertà di movimento e di opinioni sindacalisti di qualsiasi corrente fine il rispetto dei contratti e della gnità del lavoratore. La classe operaia è la forza vitale della nazione, essa può tutto, e ricordando le parole del fondatore del socialismo scientifico: «L'emancipazione della classe operaia è opera della clas se operaia stessa», chiamiamo, sotto, la bandiera del 1° Maggio, tutta la classe operaia alla lotta per la sua libertà' e la sua emancipazione e ricordiamoci, amici e compagni lavoratori che solo l'unità di tutti i lavoratori farà fallire i piani di chi si serve della guerra per mantenere i propri privilegi.