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Il Centralino3

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25 Aprile 1945 - 1955

Quante speranze, quanti desideri, aprì agli uomini questo grande avvenimento nella storia del nostro Paese, che lasciava dietro a se un'epoca di miseria, lutti e rovine.

Grazie alla lotta di liberazione, a dieci anni di distanza, sempre più salda nel cuore della gente d'Italia nei suoi valori, fu compiuto un grande atto con la Costituente dove da quel Parlamento che rappresentava le Forze della resistenza e l'unita di tutto il popolo, seppe sancire nella Costituzione Repubblicana tutti i doveri e i diritti dei cittadini perchè da questo capitolo gli italiani si rinnovassero traendo da essa : libertà, lavoro, pace.

Le rotto-a di questo fronte avvenuto r•L 1947 dalie forze reezonar:e sotto la u•rza delta Coiiiliidest.is rialisrno internazionale spaventato dal re( gime di libertà, di progresso e dalle riforme previste dalla Costituzione impose agli uomini, legati ad essi per ideologia, a porre fine a qu-sti principii, perchè seguitando di questo passo un altro popolo intelligente, laborioso si stava avviando su una strada, che riteneva sbagliata, per quei signori, perchè portava al consolidamento dello schieramento democratico e della pace nel mondo, cosa che poteva compromettere l'esistenza stessa del capitalismo nostrano.

Quindi iniziò da quel momento per i democratici e per i lavoratori italiani la via a ritroso verso un regime restrittivo delle libertà e del progresso: lotte dure nelle fabbriche con la politica della smobilitazione di immensi complessi industriali con il risultato di aumentare migliaia di disoccupati, aumenti favolosi dei profitti agli industriali, centinaia di processi agli uomini della resistenza per rivalutare così le tristi figure del regime fascista. Decine e decine di lavoratori caduti nella lotta per il pane e il diritto alla vita, e oggi a soli dieci anni dalla grande ed eroica lotta di liberazione, le squadracce nere al canto degli inni di guerra gettano bombe esplosive ed incendiarie per distruggere le Sedi delle organizzazioni operaie, centri di cultura e di democrazia, per umiliare, impaurire e far indietreggiare te forze sane del popolo che vogliono a tutti i costi realizzare la Costituzione. Il governo che doveva essere di riforme, e alla testa nelle repressioni del fascismo, conduce una politica di discriminazione da cittadino a cittadino, non esita ad adoperare ogni mezzo, ogni occasione per i suoi fini, gettando fango e disonore sul movimento democratico che seppe dare coraggio e coscienza e far ritrovare la via dell'onore e della libertà a questi pazzeschi piani e il movimento di Liberazione che tanta coscienza seppe dare, saprà ancora essere all'altezza dei suoi compiti. Se questa Resistenza ci fu è perchè essa era formata da operai, contadini, brace cianti, impiegati, intellettuali, piccoli borghesi, uomini e donne appartenenti a tutti gli strati della popolazione, spetta quindi ancora ad essi, attraverso una attiva denuncia, e tutte quelle iniziative, che ci dà oggi la nostra Costituzione per fermare questi tentativi di pretta marca fascista. Questo è il modo migliore per commemorare il decimo anniversario della lotta di Liberazione e tutti gli eroi che caddero per essa.

ARMANI UGO; del reparto Marina (Olap) - Sotto Ufficiale della Marina Militare.

Antifascista convinto, nelle giornate del settembre 1943 lasciò il Corpo e si portò nelle formazioni Partigiane subì molti combattimenti e cadde da eroe sulle montagne del Verbanese, durante un rastrellamento nazifascista.

BIRAGHI BRUNO: apprendista del reparto Telefoni.

Malgrado la sua giovane età, il suo spirito di combattente per la libertà non aveva limite, anelava la lotta con tro i nazifascisti. Alle prime formaziohi di Partigani della montagna lo vediamo nelle Valli Bergamasche a combattere. Dopo ?Mese e ottenne di poter combattere nelle Brigate di Moscatelli, a tanti sacrifici e rischi eroici, cadde combattendo sul monte Trebbia - Valle Ossola il 1/9.1944. Aveva soli 16 anni.

Al padre che lavora con noi il nostro presente.

CARMINELLI GILBERTO: operaio del rep. Tofre.

Glorioso combattente per la libertà, di sentimenti antifascisti, membro della Cellula clandestina del P.C.I. Olap.

Fra tanti suoi atti eroici si possono ricordare due fatti: arrestato verso la fine del mese di n wembre del 1944 subì tremende torture dai nazifascisti, in seguito deportato nei campi di sterminio dai tedeschi, mentre stavano per portarlo a destinazione riuscì a gettarsi con altri tre compagni dal torpedone in cui era rinchiuso, si ferì seriamente, guarito ritornò a noi, chiese di arruolarsi nei Partigiani di montagna, in una azione contro i fascisti, rimasto privo di mùnizioni venne catturato e fucilato.

FERRARI ENRICO: Impiegato all'Ufficio Ordine e Termini.

Propagandista antifascista, organizzatore instancabile, responsabile della cellula del P.C.I. - Olap (clandestina).

La sua grande fede per la libertà lo trovava in prima linea con altri compagni nei momenti più difficili della cospirazione. Per delazione (e le spie erano qui alla Olap) fu arrestato, seviziato e tanto furono le torture che testimoni oculari, possono confermare la quasi fuori uscita di un occhio, gli sgherri volevano sapere i nomi degli altri compagni di lotta Resistette, non parlò, fu assassinato il 20.1.1945.

FERRARIO GIOVANNI: operaio del rep. Pupin. Operaio buono, modeSto, pochi sapevano l'importante 4tività che svolgeva, esso era in coliegamento diretto con i Partigiani della•montagna, fa- * cava pervenire loro armi e munizioni. Fu arrestato il 14 maggio 1944, s'era salvato per poco dal essere incluso negli ostaggi che fucilarono ih piazza Loreto. Da S. Vittore fu deportato a Bu chenvald, da lì in altri campi di eliminazione, finì i suoi giorni a Dachau il 18 aprile 1945.

Alla moglie sig. Nair Frittoli tutt'ora nella nostra fabbrica vada il nostro pensiero.

MANTOVANI ' VENERINO: operaio rev. Centrali. Strenuo antifascista, iscritto al P.C.I. clandestino domand à di far parte al-. la 3. G.A.P. (Gioventù d'Azione Patrottica) col suo amore patriottico la sua fede ne'Ia lotta entro i nazifascisti, partecipò a diverse azioni di sabotaggio, di guerriglia e di disarmo dei fascisti. Si ricorda che in una impresa che dovevano par ecipare tre gappisti, per ragioni tee fiche fu escluso, Egli ne provò un tal dispiacere che in ogni occasione ce, 113 rinfacciava. — Era di, tempra :, to forte. Verso la fine el 1944, " rrestato per de-

lazione, al processo assieme ad altri compagni, appena il Presidente pronunciò la sentenza di morte intonarono i canti patriottici. Trasportato la mattina del 2 febbraio 1945 al campo Giurati dove avvenne la fucilazione con altri Patrioti. Nell'attimo della sua fine, seppe mostrare il suo orgoglio, la sua dignità di combattente impressionando persino i suoi assassini.

ROVEDA MARCO: capo squadra (Fabbri), rep. Trapani. Cospirò nelle file dei Garibaldini della OLAP, il 25 Aprile era con noi armi alla mano per difendere la fabbrica. Venuto a conoscenza che le formazioni Partigiane lottavano contro una colonna fascista in fuga nei pressi di Pavia (sua residenza) partì imxnediatamente e combattendo trovò morte gloriosa. A suo figlio che lavora con noi vada il nostro pensiero.

SERAFINO SERGIO: operaio Olap. Come tanti altri giovani preferì la lotta contro i fascisti arruolandosi nelle formazioni partigiane. Trovava morte gloriosa in uno scontro sulle montagne di Alpe; Polunia nel giugno 1944.

SORDINI MARIO: operaio rep. C. T. Responsabile del Fronte della Gioventù OLAP. Diresse con altri giovani della fabbrica numerose azioni di sabotaggio disarmando con audacia molti militi fascisti. Per delazione fu catturato, seviziato e infine deportato nei campi di sterminio nazisti. Fu assassinato il 6 marzo 1945.

Gloria eterna a tutti i Caduti della Olap, onore a tutti i deportati, ai ricercati della polizia nazifascista, con la loro fede e il loro sacrificio diedero all'Italia una vita più democratica, più libera, con la speranza di un avvenire sempre migliore... I PARTIGIANI della OLAP

Non sarà inutile ricordare che questa data ebbe origine da un processo, ordinato più con odio di classe che non da un senso di giustizia. Per quanto mancasse la prova del ldro reato, e cioè di aver scagliato uni. bomba durante un tafferuglio tra "gètop ranti e polizia, otto dirigenti sindacali americani -furono condannati e impiccati.

A questa data fu legata essenzialmente la lOtta per la giornata lavorativa di otto ore, iniziata in modo particolare, nei paesi più progrediti industrialmente. Oggi; 1° Maggio 1955, festa mondiale del lavoro, nuovi problemi, nuove lotte si pongono alla classe lavoratrice del mondo.

Primo e più importante la salvaguardia della Pace. Vi sono molti che non considerano lotta sindacale questo compito, ma, soli? ed esclusivamente politico.

Ebbene diciamo a costoro che la classe operaia con la Pace ha la certezza di lavorare e di migliorare le proprie condizioni di vita e che la guerra viene combattuta, per la massima parte, da operai, impiegati e contadini: cioè dalla massa lavoratrice e i primi a morire sono proprio i lavoratori i quali vengono spinti al macello non per difendere la civiltà, la patria, i valori morali e spirituali, ecc., come sempre è stato fatto credere, ma unicamente per impinguare le casseforti dei padroni

Ecco perchè la difesa della Pace è fondaxnentale non solo per lo sviluppo e il benessere della classe operaia ma bensì di tutta la nazioie. Nessuna conquista di libertà sincEscale e sociale può reggersi allo scatenarsi di una guerra, ogni libertà conquistata viene cancellata e tutto è sacrificato per la guerra. E' giusto perciò che i lavoratori prevengano questo pericolo.

Attorno a questo problema altri si impongono, quali la difesa delle libertà sindacali nelle fabbriche, l'adeguamento dei salari al costo della vita, lotta contro il monopolio e il latifondo e infine il rispetto della Costituzione.

E' sopratutto contro il « fascismo bianco » nelle fabbriche che la classe operaia può e deve lottare tutta unita: non a caso in questi ultimi tempi i lavoratori hanno condotto e conducono lotte nelle fabbriche, quali la Redaelli, la Vittoria di Paderno, i portuali di Genova, ecc: contro i metodi di coercizione e di terrorismi padronali. Lotte che non contemplano solo degli aumenti salariali ma anche una difesa dei diritti dei lavoratori in fabbrica.

Diritti sanciti dalla Costituzione quali il rispetto delle Commissioni Interne, libertà di movimento e di opinioni sindacalisti di qualsiasi corrente fine il rispetto dei contratti e della gnità del lavoratore.

La classe operaia è la forza vitale della nazione, essa può tutto, e ricordando le parole del fondatore del socialismo scientifico: «L'emancipazione della classe operaia è opera della clas se operaia stessa», chiamiamo, sotto la bandiera del 1° Maggio, tutta la classe operaia alla lotta per la sua libertà' e la sua emancipazione e ricordiamoci, amici e compagni lavoratori che solo l'unità di tutti i lavoratori farà fallire i piani di chi si serve della guerra per mantenere i propri privilegi.

PERIODICO DEI LAVORATORI DEL GRUPPO SIEMENS Anno III - Aprile 1955 - L.15 Lavoratori, lavoratrici! Partecipate tutti alle celebrazioni del decennale della liberazione e dei festeggiamenti del 1. maggio A 10 ANNI DALLA SCONFITTA DEL FASCISMO POI 1101110 ORI METRI CADE! 11111111110CI URLA LOTTO POR LO LIDORTIÌ ReclazIOne - Amministrazione presso CASA DELLA PACE - VIA MARTINI N. io - "Telefono_ • 2_80.719 - Abbonamento L. 240 - Al& sostenitore L. 4.0 MAGGI

Cottimi avvolgimenti

E' penoso purtroppo vedere al rep. Avvolgimenti decine di operaie_ costrette a rinunciare alla già seana 1.-ià pur utile• e necessaria ora di riposo nel turno di mensa.

Queste operate, dicevaino, Vederle piegate a lavorare 15 o 20 minuti prima dell'orario stabilito, perchè esse elicono che non riescono a guadagnare la cifra sufficiente di paga e di produzione.

Continuamente sottoposte al taglio del cottimo da parte del tempista Sig. Fumagalli — con quell'accanimento persistente ed odioso che caratterizza oggi in, ogni fabbrica qUestb metodo per arrotondare i pingui profitti degli industriali, e del quale questi signori tempisti si fanno oggi zelanti servitori del padrone per apparire agli occhi di Essa i più-meritevoli, intascando così qualche biglietto da mille di più con il duto lavoro bestiale ed - inumano delle lavoratrici.

Alcune di queste, donne le vediamo olto spesso lacrimare per non riuscire a quadrare con il quantitative di produzione sufficiente per tacitare il tempista e Il Capo-Reparto, costrette à richiamarle per accentuare così lo sforzo se non vogliono essere colpite da qualche drastico, provvedimento.

E' evidente quindi in quale stato d'animo sono queste lavoratrici, sempre sotto l'incubo del e Taglia TeMpo e che non vuole mai sentire ragioni e tanto meno considerare le svariate operazioni di lavOro.

Un esempio tipico è la bobina tipo Tr. 10i che confrontata con lavoro c*e eAorre per metterla a punto con lé altre, 1. iscontriamo che questa ha bisogno di ue \tempo superiore perehè dopo fatto l'avvolgimento iniziale. l'avvolgitrice deve infilare la denominata paglietta nel foro delle punte 'd'attacco ch'e ha un diametro di un millimetro, poi prendere il filo avvolgitore di mm. 0,2 con conseguente sforzo visivo e tatto con le dita della mano per portare al di là del foro, quindi iniziare ancora l'avvolgimento e via di questo passo. Aggiungiamo poi la preparazione dei nastrini - e la paglietta, tutto lavoro che la lavoratrice prepara quasi sempre nell'erario di riposo per poter guadagnare tempo; se consideriamo? che per gli altri tipi ,di bobine, i tetnpieseióstrzzeti, figuriamoci per quest'altra.

Abbiamo saputo che il Capo Reparto ha proibito a queste donne di lavorare nel turnCe di mensa, ma con questo ha forse risolto il problenia?

Noi pensiamo di no!

ASSUNZIONI

A TE R MINE

Assunzioni a termine, categoria nuova agli occhi dei lavoratori, studiata e preparata da tempo dalla Confindustria e applicata dai dirigenti d'Azienda allo sco o di rompere l'unità della classe operaia.

Le organizzazioni' padronali, dirigeeti ed alcuni capireparto, valendosi del fattdre e bisogno » dell'operaio, del/a necessità di mantenersi un posto, sfruttando tutte le possibilità a loro disposizione (prima, fra tutte quella al momento della assunzione) invitano, i Suddetti all'astensione dallo sciopero. Si perchè questo è il punto base di co'loro che vorrebbero l'operaio schiave e sottomesso ai loro metcdi di sfruttamento. Queste assunzioni in massa « a termine», mirano anche a rimodernate il quadro produttivo dell'azienda (questo a detta delle classi padronali) ma che a noi suona a qualcosa come; sostituire coloro che più danno fastidio al loro operate cercando di opporsi alle grandi lotte sindacali. ,Ma le loro manovre falliranno; perchè anche, questi lavoratori, che attualmente la Direzione crede di avere in pugno con le minacce e le lusinghe, appartengono a quella categoria nel cui nome vi è tutto un grande successo di cose ed un ideale c la classe padronale non saprà mai fiutare. Anche se i più inesperti o più deboli soggiogati dalle, parole Ani eleganti dovessero tentennare avranio tempo e modo di conoscere da quale parte sia veramente la giustizia e quale sia la volgarità di azioni miranti al E0lo scopo di trarne profitti ai danni del loro stesso interesse.

Noi consigliamo invece che ogni Capo Reparto cleVé essere interessato all'assegnazione del tempo nelle lavorazioni a cottimo e' vigilare il tempista a non essere Im volgare aguzzino, ma un uomo umano e giusto, altrimenti co-' stui si deve assumere ogni responsabilità, non solo, riteniamo che il capo-

reparto deve sapere assegnare ad ognuna il lavpro eae più si adatta per un maggior rendiMento.

Bisogna tenere. in considerazione che i lavoratcrl e particolarmente le donne non sono macchine ma anzi Esse benne) particolari esigenee fisiche perehè se rrisn sona soddisfatte Possono portare nocumento alla loro sainte.

Ne tengano conto il Sig. Finnagalli e la Direzione se non vogliono incappare nella sdegnata protesta delle operaie.

UN'AIUOLA PER IL REPARTO TRAPANI ?

Non perchè gli operai divengano dei floricoltori, ma, per alleviare un po' la puzza.

Entrando nel reparto uno si dice; che sciuponi... pavimenti tirati-a piombo con cera e grand schic e, muri dipinti finto mosaico... viene però subito alle /narici non il profumo della pera, ma Io sgradito odore che lo richiama alla realtà, accorgendosi _pure che il lucido del pavimento è uno strato d'olio stagionato da parecchio tempo.

Il problema della pulizia di questo reparto è già stato sollevato più volte

CONGLOBAMENTO E COTTIMI

dal. nostro giornale, denunciando « il Centralino» dava i relativi consigli, che la Direzione non ha creduto opportuno accettare, non preoccupandosi ad esempio di fare vuotare alla sera il bidone della sporcizia, evitando così l'esalazione per tutta la notte nel repartp, anzi ha messo più bidoncini i 'quali (per il loro contenuto) moltiplicano la puzza nell'ambiente impregnato di quel così poco gradito odorino?

,Se si è intenzionati a, rimediare ciò i • .facciamolo ' presto, eviteremo così a qualcuno di pensare che la pulizia' si faccia solo a Natale...

INCENTIVO EXTRA

E" in corso da qualche tempo la raccolta dei fondi necessari per pxocedere in Appello per la soluzione definitiva del problema INCEX.

Nelle fabbriche del gruppo tutti i lavoratori hanno risposto con entusiasmo a questa iniziativa, nello stabilimento di Monterosa 'i laxoratori si sono prodigati, in una emulazione che ha fatto loro onore, sono arrivati a completare là raccolta in pochissimi giorni, seguiti dall'Isaria e dalla O.C.E. che hanno quasi terminato.

Alla O.L.A.P. e alla Sede molti reparti ed uffci hanno versato i loro contributi e in altri reparti 'si va intensificando la raccolta.

Teniamo a precisare che la somma da raccogliersi (850.000) lire, è da intendere per spen governative pel,i1 deposito sentenza in istanza d'appello.

Mentre si invitano a contribuirle si informano tutti i lavoratori che tutti hannola possibilità di controllare l raccolta, rivolgendosi alla Commissione Intenta dove potranno' avere soddisfazione in merito.

Manca poco tempo per l'iscrizione di detta sentenza, quindi avanti cfm entusiasmo per terminare la raccoltal

Fontana di " Trevi „in viale Monterosa

Proprio cosi, da quando la Direzioni ha fatto mettere la fontana nel cortile dellò stabilimento di Monterosa (con i relativi tulipani, l'aria è migliorata, e se ne è avuto subito sintomo nei reparti; infatti le lavoratrici hanno subito commentato il fatto, discutendo con interesse quanto la Direzione abbia dovuto spendere per adornare Mia si bella cosa.

Le lavoratrici non sono contro i « tulipani» sono contro lo sfruttamento, vorrebbero anch'esse adornare la loro (futura) casa con tulipani o giacinti, ma finchè la Direzione di Monterosa assicur una costante media di paga alle lavoratrici, i giacimenti e i tulipani rimarranno sempre un sogno insieme a quello della casa, come sogno è rimasto per chi ha lanciato i 5 soldi nella Fontana di Trovi.

ALLA O.C.E. sospensi9ni lampo

Alla O.C.E. le sospensioni sonò all'ordine del giorno, e quello che è più grave è il fatto che dette sospensioni, vengono annunciate ai singoli interessati qualche ageinutd prima del termine dell'òrario di lavoro, lasciando così l'interessato nell'impossibilità• di di-

Con la firma dell'accordo per conglobamento delle paghe e dei stipendi de'. giugno -'54 —. le organizzazioni sindaci minoritarie e la 'Confindustria hanno emesso una cambiale a danno dei lavoratori italiani e che gli stessi pur 'dovendola ,subire (per cause di forzp maggiori) non l'hanno accettata. anche perchè in quell'accordo manca la firma. della più• grande organizzazione sindacale unitaria italiana ,--- la C.G.I.L. Nonostante tutte le sue parti riegative e le sue storture detto accordo prevede determinati riproporzionamenti in alcune veci dei vecchi minimi salariali e stipendiali — quali — rincentivo contrattuale — riassetto Zonale ecc., nella quale avrebbero dovuto portare un lieve e tiepido migliofamento economico Per tutti i lavoratori. Lo stesso, dato le sue poco chiare disposizioni regolamentari nella sua messa in pratica, ha permesso agli industriali (eccetto qual,

Cgilitimic[lio[m

Le nuove COrnr..issioni Interne dei Gruppo Siemens, riunitesi in Sede il giorno 13 c. m. hanno attentamente -esaminato la risposta negativa data dalla Direzione Centrale il 7 u. s alla richiesta avanzata il 4 aprile 1955 di un premio a favore di tutti i dipendenti del gruppo.

Nel constatare quanto sopra le Commissioni Interne del Gruppo elevano la loro protesta a nome di tutti i dipendenti e ritengono opportuno richiamare alla attenzione della Direzione la possibilità di riesaminare la stesa richiesta, tenendo presente che i motivi addotti a giu5tiricazione del rifiuto non sono stati considerati per.suasivi dalle maestranze in relazione alla sempre maggior mole di lavoro realizzato dal nostro coMplesso in continuo sviluppo.

Inoltre le C. I. sollecitano la convocazione già richiesta dalle C. I. uscenti per discutere i punti presentati in data 23- feb`hritio e 3 marzo 1955.

In attesa di una sollecita convocazione, inviamo distinti saluti. '

Le Commissioni Interne del Gruppo Siemens

Ci SI DOMANDA....

fendersi e lasciando pure la Commissione' Interna nell'impossibilità di intervenire è prendere le difese degli interessati ogni qualvolta si verificano delle sospensioni:

2 pesi 2 misure

Il 29 marzo u. s. la direzione Cf.0 E. nella persona dell'ing. Lametta ha accettato la proposta fatta da un membro della Cornenissione Interna (core rente CISL) di far suonare la campana quale segno di cosornemorazione per l'uccisione dei due democristiani di Carpineth Ora: nessuno inne.nde entrare nel rnereto, della quessione però dal momento che la direzione su certe cose è alquanto aliena, soecie le richieste son[ fatte da una certa „ parte, la si invita ad urla maggior coerenza agendo in modo indiscriminato.

GENTILEZZE.... VILLANI...

E' da tempo che esiste un asive malcontento fra le maestranze della 0.C.E, per il comportarkento poco urbano del' sig. Villani, «gerente» della mènsa. Anche qui dobbiamo notare le parzialità che esistono da partè della direzione perché, anzichè richiamare all'ordine il tipo di cui sopra, cagione di tutto questo stato di cose, ha « tagliato la testa al toro» colpendo il cuoco con un iúerno di sospensione.

cullò) di arrogarsi il diritto di assorbirsi i superminimi e gli aumenti di merito (come, ha fatto la nostra Direzione sino al novembre '54 e per cui chiediamo gli arretrati) arrecando uii grave danno in linea di massima -h tutti gli interessati.

Ma il problema più scottante é più interessante :della cambiale firmata è il, riproporzionamento delle tabelle dei cottimi, che gli industrali avrebbero Mettila mettere. in esecuzione dopo sei mesi dalla firma.

Nel nostro gruppo questo non è ancora avvenuto nonostante che le Commissioni' Interne da tempo abbino chiesto una convocazione con la Direzione Centrale per sentire in quale mode intende applicare le nuove tabelle dei cottimi. Perche diciamo questo? Perchè in linea generale gli, industriali inteets dopo riproporzionare le 'tabelle dei cottimi senza subirsi nessun onore, mentre invece la più grande organizzazione sindacale dei 'metallurgici — la Fiom — chiede che ci- sia un sostanziale miglioramento, che va da un minimo di guadagno iniziale del 15% sulle paghe conglobate.

Quindi per ogni lavoratore o lavoratrice che lavori a cottimo gli sarebbe molto utile imposseSsarsi degli elementi orientatori per poter dare un contributo positivo alla campagna di orientamento e di lotta che la Fiom da tempo ha intrapreso, nell'interesse di tutti i. lavoratbri, con l'augurio di trovare sul suo cammino — prima, l'appoggio di tutti gli interessati, poi quello delle altre organizzazioni sindacali.

Non sarà certamente sufficiente questo • breve articolo per chiarire bene questo importante e intricato problema, nei prossimi numeri del centralino troverete ulteriori spiegazioni orientative chiarificatrici e nel frattempo auguriamoci che la nostra -Direzione convochi al più presto le Commissioni Interne, così si potrà avere a disposizione elementi maggiori che serviranno a orientarci meglio per una rapida conclusione positiva.

LE MULTE non risolvono il problena

Penso che la maggioranza delle operaie della fabbrica OLAP, sappia a proprie spese, cosa voglia' dire il taglio cottimi. E' ormai al vertice la corsa al rialzo profitti e ribasso contenuto busta.

Quando si parla di taglio dei cottimi, alcuni nostri dirigenti, più di una volta hanno detto che ciò non avviene nella-nostra fabbrica.

Ne sanno qualche cosa, le operaie del reparto Trance, Avvolgimenti, Condensatori, Trapani ed ora anche il reparto Complessi, dove si vuol fare un piccolo taglio di cottimo che si aggira sulle 20 lire orarie.

Se ciò non 1d si vuole chiamare — taglio di cottimo d supersfruttamenao — come lo chiamiamo...? Produttività?...

MANIFESTAZIONE per il "Decennale„

Nel quadro delle manifestazioni celebrative per il Decennale della Resistenza, la Camera del Lavoro di Milano (Corso Porta Vittoria 43) convoca per la sera del 23-4 alle ore 21 il Consiglio delle Leghe Straordinario per celebra: re il decennale dèlla rinascita della Camera del Lavoro.

Sono stati invitati a questa manifestazione, tutti i dirigenti sindacali che nell'anno 1945, ed antecedente, darono tutti uniti, la loro attività al fine di giungere ad un movimento sindacale democratico.

Per questo. invitiamo, tutte le maestranze del nostro Gruppo a partecipare a questa serata che assume quest'anno un significato particolare.

•

Intorno al problema dei cottimi, le lavoratrici del rep. Condensatori sembiea ne abbiano piene le tasche, esse pursopportando di fatto la situazione del reparto manifestano in ogni occasione .il loro malcontento. Vi sono dei casi dove la lavoratrice è stata costretta a licenzierei perchè insopportabile la condizione di lavoro, altre invece inveiscono contro il loro capo o tempista per il continuo taglio dei cottimi.

Tutto ciò non fa onore alla Direzione della nostra fabbrica, nè serve per una buona pubblicità all'esterno!!

Miglioriamo la mensa

I commensali si lamentano spesso per il salame rancido, della carne perehè di gusti impropri e si domandano se viene fornita cosi o se invece sia conservata male.

Una risposta esatta non è, possibile _dare, c'e chi dice: l'attrezzatura della mensa permette di conservare nei frigoriferi tutte le vivande, altre chiedono alla C. I. di intervenire e fare sis ernare lo sgabuzzino dove vengono. affettate le vivande, questo viene spesso invaso dal vapore acqueo che pro-viene dalla cucina, bagnando il muroche lascia cadere goccioloni vallo vi; vende, questo fa pensare non dia euon sapore.

Intervenendo presso la Direztone .C. I. dovrebbe proporre che venga costruito un muretto per impedire l'entrata al vapore nello Sgabuzzino che se non altro impedirà alle vivande di assorbire l'umidità.

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