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Il Battistrada3

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Supplemento a «Milano Sindacale» del Marzo 1957

N. 1 - Un numero L. 10

Oell'a Sezione Federchimici Aziendale C.I.S.L. - PIRELLI vati da soluzioni di ridu- delle maestranze e dei quaI lavoratori del Settore Gomma zioni differenziate di orari dri ad ogni livello, con pos-

esaminano i problemi della categoria Domenica 10 febbraio 1957 si è svolto presso l'Unione Sindacale Provinciale di Torino il Convegno Nazionale dei lavoratori della gomma. Il convegno è stato promosso dalla FederchimiciC.I.S.L. e vi hanno partecipato duecento lavoratori rappresentanti i quadri sindacali della C.I.S.L. nei diversi stabilimenti c Pirelli ) d'Italia, della Michelin, della Ceat, della Pasta, della Manuli e numerose altre aziende. La C.I.S.L. era rappresentata al convegno dal segretario confederale Dionigi Coppo che ha svolto le funzioni di presidente, mentre il comitato di presidenza era formato da Marietta e Acutis di Torino e da Mario Nitti di Milano. Il segretario nazionale della Federchimici signor Reggio Giuseppe ha svolto una accuratissima relazione sulla distribuzione delle aziende della gomma e la concentrazione della occupazione, sul mercato della

materia prima, sull'andamento della produzione e dei prezzi, sul mercato del lavoro nell'industria della gomma e sulle prospettive sindacali in vista del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore produttivo. Dopo una discussione ampia, cui hanno partecipato numerosi delegati, tra i quali Cirimbelli, Parozzi, Maiocchi, Marietta, Acutis e Nitti, sono state tratte delle conclusioni in ordine all'esame condotto sulla situazione economica del settore e sugli effetti che determina il progresso tecnologico sul rapporto di lavoro. In particolare è stata posta la considerazione delle maggiori esigenze dei lavoratori su due piani: a) mantenimento dell'occupazione ad un livello elevato; b) organizzazione delle relazioni di lavoro in modo più funzionale agli effetti determinati dalle innovazioni tecnologiche. A questo riguardo occor-

rerebbe studiare e controllare con opportuno coordinamento tra loro le seguenti misure: a) riduzione degli orari di lavoro a parità di salario negli stabilimenti o reparti dove l'efficienza delle maestranze non sia in progresso così come gli investimenti autorizzerebbero a pensare; b) definizione di moderni criteri secondo i quali organizzare la mobilità professionale all'interno delle unità produttive (attenta selezione tra i dipendenti e loro addestramento per coprire i nuovi posti di lavoro, a qualunque livello nascenti dal progresso tecnologico). Oltre queste misure da contrattare con il sindacato le aziende dovrebbero impegnarsi per dare un maggiore impulso alla ricerca applicata per la realizzazione di nuovi prodotti e dare un maggiore impulso alla ricerca di mercato per l'allargamento delle vendite di ogni tipo di prodotto realizzato o da realiizare. Gli indubbi aggravi deri-

di lavoro a parità di salario, possono trovare una loro compensazione nell'incremento proporzionale della produttività del lavoro. Sotto questo profilo il Sindacato è ben lieto di operare, nel quadro dei rapporti consensuali, con le direzioni delle Società, per l'adozione delle misure di cui si è detto. Ma anche per il secondo ordine di esigenze dei lavoratori — il miglioramento delle relazioni di lavoro — sembra che sia giunto il momento di fare il punto della situazione per individuare migliori vie di sbocco. Fuori di ogni apriorismo sembra di poter dire che le soluzioni di più immediato interesse della contrattazione debbano essere le seguenti: a) scelta di moderni criteri per la risoluzione dei problemi della mobilità interna del lavoro (criteri di selezione per i trasferimenti nei posti di lavoro e le promozioni); b) scelta di moderni criteri nell'addestramento professionale e nell'addestramento sociale

sibilità di inserire nei programmi materie e conversazioni svolte dal Sindacato; c) scelta di metodi per l'analisi delle mansioni e la valutazione dei dipendenti e contrattazione degli elementi economici che ne scaturiscono; d) studio dei metodi e selezione di quelli che comportano minore fatica fisica dei lavoratori; e) studio dei tempi e dei movimenti e contrattazione degli elementi economici che ne scaturiscono nonchè delle percentuali di maggiorazione dovute allo sforzo, ai tempi perduti, a dare e ricevere ordini, etc.; f) ricerca di appropriati strumenti per l'inoltro dei reclami in linea gerarchica e delle controversie sindacali; g) ricerca di più appropriati metodi di consultazione e cooperazione tra direzione e personale. Il convegno si è chiuso con un elevato discorso di Dionigi Coppo, che ha confermato l'appoggio confederale per le trattative del contratto collettivo che sarà disdetto nel corso del mese di febbraio.

IL FUTURO del Movimento Sindacale

I lavoratori della Gomma partecipanti al Convegno di Torino

Una grave responsabilità circa il futuro del movimento sindacale in Italia incombe ai sindacalisti socialisti della CGIL. Essi infatti potrebbero contribuire con il loro atteggiamento e comportamento ad accelerare il rafforzamento del potere sindacale contro il fronte padronale in Italia. Qualche accenno ad una loro revisione dell'azione di condizionamento politico del sindacato si è avuto. Sembra farsi largo in essi la consapevolezza che nessun efficace potere e nessun effettivo successo possono realizzarsi per il movimento sindacale, senza una salda autonomia ed indipendenza dalla politica dei partiti ed una chiara neutralità ideologica e confessionale.

I sindacalisti socialisti della CGIL dovrebbero però abbandonare il sindacato comunista — giacché è del tutto impensabile che ne possano assumere il totale controllo — e, finché sono in tempo, dovrebbero ricercare nel sindacalismo democratico, quella unità fatta di consapevole consenso che solo può offrire un solido futuro al movimento sindacale in Italia. Essi ritornerebbero in tal modo a far parte della stessa famiglia internazionale operaia, di cui fanno parte i movimenti operai di tutti i più importanti Paesi del mondo da quello tedesco a quello americano, da quello indiano a quello inglese e scandinavo, da quello australiano a quello africano e sudamericano.


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