Skip to main content

Quartiere e politica3

Page 1

quartlere e politla PERIODICO DEI QUARTIERI ISOLA - FONTANA - ISTRIA - GRECO - PONTE SEVESO

a cura delle Sezioni del PCI della Zona 2 - Ott.-Nov. 1974 - N. 4

SCUOLA SCUOLA SCUOLA SCUOLA SCUOLA SCUOLA SCU

Al GENITORI Pubblichiamo il testo integrale del documento votato dall'Assemblea del « Coordinamento genitori per la gestione sociale della scuola » che ha sede presso la Casa della Cultura in via Borgogna 3, documento che costituisce una utile base per lo avvio di un ampio dibattito fra i genitori in vista delle elezioni degli organismi di gestione della scuola. Il « Coordinamento » si decentrerà nelle vgrie Zone della città articolaMosi, anche nella Zona 2, in Comitato di Zona dei genitori democratici.

Noi genitori democratici di varia tendenza ideale e politica non vogliamo che queste elezioni possano diventare, come qualcúno vorrebbe, nè un momento :burocratico e di routine né un terreno sterile di scontro ideologico tra genitori di orientamento diverso. Vogliamo che esse siano l'occasione di una riflessione collettiva e seria, di un grande dibattito democratico sui problemi e la crisi della scuola italiana, sul rapporto che esiste tra questa crisi e quella più generale che il nostro Paese at-

traversa sul piano economico, sociale, politico, morale. A questa riflessione e a questo dibattito noi parteciperemo per far sì che ne scaturisca una ancor più larga unità dei genitori, una loro ancor più chiara volontà di intervenire nella scuola per contribuire a risolverne positivamente la crisi. Vi sono forze che si rivolgeranno ai milioni di madri e di padri che formano questo nuovo « corpo elettorale » come a una massa amorfa, facile da manovrare, che si può inserire senza timori nella scuola italiana come forza di conservazione del suo attuale modo di funzionamento (o, meglio, delle sue attuali disfunzioni...). Noi sappiamo invece come lo sviluppo della scuola nella no-

stra città e nella nostra provincia (e in tutto il Paese), sviluppo certo ancora insufficiente e distorto, sia frutto delle lotte dei genitori collegati, nei quartieri e nei paesi, agli insegnanti e agli studenti democratici, ai sindacati confederali, ai consigli di zona e a molti enti locali, alle forze politiche democratiche. Sappiamo, per esempio, che dietro ogni scuola sorta nella città di Milano vi sono sempre o quasi sempre mesi e anni di mobilitazione dei genitori e dei quartieri. Ci rivolgiamo quindi ai genitori come a una forza già attiva, che ha dato prova di impegno, di capacità d'intervento e di mobilitazione non per conservare ma per modificare positivamente la realtà scolastica. Ci rivolgiamo ai genitori in quanto tali, madri e padri preoccupati dell'avvenire dei loro figli e disposti a lottare per loro nelle scuole materne, elementari e medie inferiori, ma

anche con loro nelle superiori; madri e padri che vogliono ripensare il rapporto stesso oggi esistente tra famiglia e scuola, tra famiglia e società, per modificarlo. Ci rivolgiamo ai genitori In quanto lavoratori, alla coscienza che si è formata in loro nell'esperienza della fabbrica, degli uffici, della bottega artigiana, del negozio, dell'esercizio delle libere professioni — ma ci rivolgiamo anche alle madri casalinghe e alla loro dura esperienza di quotidiano lavoro domestico — perché si pongano la questione del rapporto tra scuola e lavoro, tra diritto allo studio e sbocchi professionali, perché comprendano che l'avvenire dei loro figli, e la soluzione stessa della questione se°.

lastica, é collegato allo sviluppo di tutte le attività produttive e socialmente utili e quindi al movimento e alle lotte dei lavoratori, alle aspirazioni dei ceti medi produttivi. Ci rivolgiamo ai genitori in quanto cittadini democratici che sanno che l'avvenire dei loro figli è l'avvenire stesso del Paese e vogliono quindi la difesa intransigente e l'arricchimento della democrazia repubblicana e antifascista, il risanamento morale della società e dello Stato italiani. Il nostro primo obiettivo è che tutti i genitori partecipino alle elezioni per gli organi collegiali, rifiutino l'astensionismo a cui possono spingere l'indifferenza, la sfiducia, gli appelli interessati. Occorre che tutti vadano a votare respingendo ogni strumentalizzazione, ogni appello alla rissa « elettoralistica », esigendo che prima di votare si possa riflettere, discutere, confrontarsi, cercare e trovare ima linea di politica sco-

lastica sulla quale unirsi per agire. Non si deve delegare alla cieca chi ha « più tempo », chi « parla bene », ma eleggere negli organi collegiali coloro che più fedelmente possono rappresentare una nostra linea e una nostra volontà chiaramente espresse. Si deve quindi dibattere prima di votare e votare poi su programmi chiari di attività. Noi infatti non vogliamo entrare negli organi collegiali per gestire la scuola così com'è, magari con qualche piccolo correttivo indolore. Ci vogliamo entrare per lavorare alla sua trasformazione e ci poniamo, quindi, alcuni obiettivi generali, di carattere nazionale, da calare poi, con rivendicazioni con-

(segue in ultima pagina)

Le elezioni: momento di riflessione e di lotta Un grande schieramento unitario per i nuovi organi collegiali L'anno scolastico è cominciato, ancora una volta, con molti problemi non risolti: edifici scolastici mancanti e inadeguati, doppi turni, doposcuola inadeguato, tempo pieno non attuato, insufficiente numero di insegnanti. Vi è stata, in questi anni, una crescita di coscienza in molti genitori organizzati nei diversi comitati scolastici; ciò ha rappresentato e rappresenta un fatto importante per lo sviluppo della democrazia nella scuola. I genitori in quanto cittadini si incontrano nella scuola, esaminano i problemi della scuola d'oggi, discutono sulla scuola come dovrebbe essere. La crescita di coscienza non è evidentemente solo nella scuola ma è soprattutto nel Paese. E' un risultato (nè primo nè ultimo) delle grandi battaglie condotte dalla classe operaia che da sempre ha ritenuto la cultura, l'istruzione, la conoscenza, importanti strumenti per combattere con intelligenza allo scopo di trasformare la società ed eliminare lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. I lavoratori hanno bisogno dell'istruzione per abbattere le secolari ingiustizie perchè sanno, per esperienza, che l'ignoranza li tiene divisi a tutto vantaggio dei padroni . La classe operaia ha interesse alla cultura, è soggetto e promotrice di cultura e in questo coinvolge tutti i cittadini nella organizzazione, nella promozione e nella gestione aella cultura. Solo 50 anni fa erano pochissimi i cittadini che frequentavano la scuola. Quest'anno, solo nella nostra zona, gli studenti di ogni età sono oltre 15.000. Una crescita ili quantità notevole alla quale non corrisponde un adeguato miglioramento delle strutture scolastiche. La scuola oggi è inadatta ai suoi compiti. Non è in grado di accogliere tutti e di dare a tutti l'istruzione. E' basata su leggi vecchie, il più delle volte reazionarie, con programmi e contenuti in parecchi casi non scientifici e antidemocratici e in contrasto con lo spirito della Costituzione repubblicana. Molte leggi e programmi sono ancora quelli in uso nel periodo fascista. La spesa pubblica per l'istruzione è insufficiente ed è notevolmente inferiore al 5% del reddito nazionale. I nostri bravi insegnanti devono fare miracoli. I genitori, gli studenti e i cittadini riscoprono ogni giorno l'incapacità della scuola a svolgere il ruolo che le compete, cioè quello di preparare culturalmente le nuove generazioni allo scopo di «effettivamente permettere la partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ». Quest'anno, secondo la nuova legge, ottenuta attraverso dure lotte sindacali, ogni scuola dovrà avere un Consiglio di gestione eletto attraverso elezioni che si terranno in tutte le scuole. Alla Presidenza di questo Consiglio ci sarà un genitore. Tutte le scuole della Zona comporranno il Distretto scolastico (in altra parte del giornale sono de-

scritte le composizioni dei Consigli scolastici e del Distretto). Questi Consigli sono un fatto importante, con essi inizia la partecipazione dei cittadini alla direzione della scuola, partecipazione che dovrà caratterizzarsi quale promotrice e stimolatrice di ampi consensi attorno a una democratica riforma della scuola che è e rimane l'obiettivo di fondo. La riforma della scuola è urgente. Per ottenerla sarà necessaria una costante e crescente battaglia. Sarà una battaglia lunga che potrà avere successo solo attraverso l'unità dei lavoratori, degli insegnanti, dei genitori e degli studenti, per sconfiggere le attuali egemonie conservatrici. I nemici della riforma della scuola tentano, cogliendo l'occasione delle elezioni, di invischiare i genitori in battaglie di pseudo principi che porterebbero a gravissime rotture i genitori stessi. Oltre 20 milioni di cittadini saranno chiamati a votare. Sarebbe un grosso errore per il Paese se questi cittadini, anzichè votare sulla base di concreti programmi che abbiano lo scopo di migliorare l'attuale scuola, si mettessero a litigare su contrapposte ideologie. Su queste questioni riteniamo giusto chiedere a tutti una riflessione. E' nostra convinzione che in ogni scuola della Zona è possibile, attraverso riunioni e assemblee organizzate dalle attuali associazioni dei genitori, definire liste unitarie basate su precisi programmi che tengano conto delle reali necessità delle singole scuole. Aldo Verganti

NELLE PAGINE SEGUENTI a pag. 2 ENTRARE E RINNOVARE LA SCUOLA I DECRETI DELEGATI

a pag. 3 LA STORIA DELLA EX MENSA DI VIA MONTE GRAPPA INSEDIATO IL COMITATO SANITARIO DELLA ZONA 2 LA SOTTOCRIZIONE PER QUARTIERE E POLITICA

a pag. 4 LA GIUNTA VUOLE IL PALAZZO DELLA REGIONE AL CENTRO DIREZIONALE PRESA DI POSIZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI ZONA RICORDO D'ESTATE: LE FESTE DE L'UNITA' NELLA ZONA 2


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Quartiere e politica3 by fondazioneisec - Issuu