unità a sinistra GIORNALE DELLA ZONA 6 MAGENTA - SEMPIONE
Anno III N. 2 - L. SO
novembre 1971
Area ex-Salmoiraghi
Le unghie della speculazione su un'area comunale
Sconfitto il Leone (XIII) nell'arena democratica Il Consiglio di Zona 6, dopo una serie di discussioni alquanto movimentate e ricche di colpi di scena ha votato in senso democratico contro il rinnovo della concessione al Leone XIII dell'area di via Rossetti, angolo via Pallavicino, che lo stesso sta usando come campo di calcio. E' inutile dire che la maggioranza in Consiglio di Zona s'è formata intorno ai gruppi di sinistra che hanno portato sino in fondo la battaglia con l'appoggio molto significativo di un gran numero di cittadini, che si sono impegnati liberamente, dando un contributo di forza di base non indifferente. La storia di quest'area, posta in una zona particolarmente appetibile dal punto di vista urbanistico, merita di essere commentata. Diciamo subito che i . 9.000 mq. che attualmente usa l'Istituto scolastico privato Leone XIII, sono proprietà comunale. Nei giorni passati, il 30-10-'71 è scaduta la concessione in affitto di tale area all'Istituto — pagava L. 500.000 annue — per cui la cittadinanza attraverso documenti sottoscritti in assemblee pubbliche — scuole di via Rasori, di via G. Verga, via Pier Capponi — ha chiesto al Comune la piena disponibilità di questo terreno; non solo ma si sono mosse anche le associazioni dei genitori di vari Istituti Statali (Beccaria e Mameli) che hanno appoggiato con estrema convinzione tali richieste. Non è il caso di rammentare qui quanto sia disastrosa la situazione della nostra zona, quando si voglia verificare la consistenza delle scuole a tutti i livelli, ma non possiamo dimenticare che abbiamo scuole materne che non sono affatto scuole materne, e che dovremmo vergognarci di chiamare con questo nome; le scuole elementari poi, sono quanto di più squallido pedagogicamente si possa immaginare: troppi alunni per classe, doppi turni, mancanza totale di attrezzature sportive. Ma in questo quadro piuttosto disastroso emerge la posizione di un istituto privato, appunto il Leone XIII, che guarda il caso possiede un po' di tutto: campi di calcio, campi da tennis, per la pallacanestro, e perfino una piscina coperta per servire circa 1200 alunni. Comunque oanuno di questi ragazzi costa alla famiglia più di mezzo milione all'anno, circa cioè L. 60.000 al mese, poco più poco meno di mezzo stipendio di un operaio Qualificato. Malgrado tutto ciò il Leone XIII non intende restituire al Comune quest'area; in sostanza vorreb-
be tenersela a tutti i costi, o meglio forse proprio a tutti no, fatto è che per ora la vuole a sua disposizione. Dopo qualche indagine e sentiti alcuni pareri, visti alcuni documenti, si sono tirate alcune conclusioni. Non si ha la certezza, ma ci si immagina quali pressioni ad alto livello saranno state fatte per far rinnovare la concessione; del resto in questo tipo di diplomazia i Gesuiti, proprietari-gestori del collegio, non sono certo gli ultimi arrivati, cosicchè la battaglia della cittadinanza si è dimostrata subito piuttosto cruenta; sono stati perfino mobilitati agguerriti manipoli di genitori di ragazzi frequentanti l'istituto. Al Consiglio di Zona è arrivata perfino una petizione di circa 4.500 firme di genitori, parenti, camerieri ed autisti dei ragazzi. Ma la domanda più inquietante, che la cittadinanza si è posta è sul perchè i Gesuiti siano così accanitamente attaccati a questo pezzo di terreno. Non si è convinti che l'interesse sia per il campo giochi, infatti l'area in discussione è in realtà più piccola di quella che l'Istituto stesso possiede già attrezzata a campo sportivo. Non è possibile che 1200 ragazzi non riescano ad organizzare i loro svaghi su circa 10 mq. a testa che già possiedono, dotazione che è già di per sé assai ragguardevole se la si confronta con la media delle altre scuole pubbliche. E allora che cosa veramente ha in programma l'Istituto? Forse si sente ormai angusto nei suoi confini attuali? Sono domande inquietanti che ci preoccupano non poco, specie se dovesse essere la cittadinanza a dover sopportare lo onere di crescenza e di sviluppo del collegio. Perciò dobbiamo, tutti, inpegnarci fino in fondo: abbiamo bisogno di aree dove costruire le scuole, gli asili, il verde, tutti i terreni che sembrerebbero adatti e che ancora nella zona sono liberi, di fatto sono vincolati da gravose convenzioni che il Comune ha nelle passate amministrazioni, stipulate a favore dei proprietari di queste aree. Adesso finalmente ne abbiamo trovata una che potrebbe cominciare a risolvere qualche piccolo problema: è nostra, è della cittadinanza, e non costa nulla: dobbiamo calare le braghe anche adesso? Noi diciamo di no, no assolutamente, e come abbiamo vinto la battaglia per la ex Salmoiraghi, cercheremo di vincere anche (mesta. con l'appoggio di tutti i cittadini. A. Arenosto
Vittoria popolare: ottenuta la scuola
Le scelte di un assessore
11 de Gian Franco Crespi contro la cosa pubblica
Lunedì 15 novembre il Consiglio comunale ha approvato la variante al Piano Regolatore proposta dalla Giunta per l'area ex-Salmoiraghi di via Raffaello Sanzio. Sui 9740 metri quadrati di tale area sorgerà una scuola elementare. Questo atto deliberante del Consiglio segna un'importante vittoria dei cittadini e delle forze politiche democratiche del quartiere che per circa due anni si sono battuti per sconfiggere la speculazione privata e per imporre una soluzione a vantaggio della collettività (il nostro giornale cominciò ad occuparsi della questione fin dall'aprile del 19700. Ora il problema che si apre è che la delibera non resti nel cassetto, ma che si dia invece immediato inizio ai lavori di costruzione della scuola. I fondi sono stati stanziati. La richiesta che facciamo e intorno alla quale va sviluppata la mobilitazione dei cittadini è che vengano spesi subito, sotto il controllo degli organismi democratici del decentramento (Consiglio di Zona) e dei cittadini del quartiere. Il successo conseguito, oltre a dimostrare la forza politica dell'unità dei cittadini e la capacità che ne deriva di risolvere le questioni, è anche garanzia e stimolo per andare ancora avanti.
COMUNP: 1)1 MILANO ItIPARTIZION é: Ti/MI:TI
Milano, 5 Novembre 1971
MAN...SORE
Si tratta adesso di spendere subito i fondi già stanziati affinchè i lavori vengano iniziati
Egr. Sig. ALESSIO ARENOSTO Consigliere di Zona 6 (Magenta—Sempione) Via Luigi Nono, 7 20100 MILANO Egregie Signor Arenorto, ho ricevuto la Sua in data 30 Ottobre u.s. e, co me consigliere comunale (prima e più che come Assessore da 17 anni), desidero esprimerLe con estrema chiarezza il mio pensie— ro. La votazione del Consiglio di Zona 6 sulla questio ne dell'area di Via Rossetti è un atto fazioso di una temporanea maggioranza laicista ed anticlericale che ha tentato, ma non riu— scirà, di portare un fiero colpo ad una delle più serie istituzio ni educative della nostra Città. Come consigliere comunale voterò pertanto contro il parere del Consiglio di Zona 6, e cioè per il rinnovo della concessione all'Istituto Leone XIII°, o meglio ancora per la per muta dell'area con altra comunale,ifinchè la stessa diventi di proprietà dell'Istituto. Questo è il mio pensiero, è quello che proporrò al Gruppo Consigliare D.C., è quello che sosterrò nella Giunta Municipale, a costo, perfino, se necessario, della crisi. Spero, almeno, Ella apprezzi la mia franchezza, anche se — naturalmente — non può essere d'accordo con me.
ULTIME
Cordialmente,
L
DALLA ZONA 6
G lian Franco Crespi)
La lettera qui sopra riprodotta è stata inviata dall'assessore democristiano Gian Franco Crespi al consigliere della Zona 6 Alessio Arenosto, collaboratore del nostro giornale, in risposta a una lettera dallo stesso inviata a tutti i consiglieri comunali con allegata la mozione votata dal Consiglio di Zona sul problema dell'area del Leone XIII. Crediamo che la lettera si commenti da sola e che non sia difficile per i cittadini della zona e per i nostri lettori trarre le debite conclusioni politiche dal contenuto di essa. Tuttavia vogliamo ugualmente esprimere un nostro giudizio anche in relazioni al necessario riepilogo di alcuni fatti che possono contribuire a chiarire ulteriormente la posizione dell'assessore in questione. Gian Franco Crespi, doroteo di stretta osservanza, è lo stesso che, all'epoca dell'« autunno caldo », votò in Consiglio comunale contro lo stanziamento di fondi in favore dei lavoratori in lotta, stanziamento che fu approvato con il voto di molti consiglieri del suo stesso partito; è lo stesso che, recentemente, ha quasi chiesto la testa del consigliere regionale Fontana, anch'egli democristiano, reo, secondo il Crespi, di avere appoggiato la decisione della Regione di condurre un'inchiesta sulle violenze fasciste in Lombardia; è lo stesso che, sempre con riferimento a questo episodio, ha messo in atto ogni sorta di pressioni perchè la DC milanese esprimesse solida-
rietà alla sortita anti-Regione del socialdemocratico De Feo; è lo stesso che, stando alle voci circolanti a Palazzo Marino, aspira a diventare Sindaco di Milano e quindi briga per aprire la crisi da destra in Consiglio comunale. Questo « brillante » passato non può farci dunque meravigliare della posizione assunta sul problema del Leone XIII, né del conclamato disprezzo per la decisione di un organo democratico quale è il Consiglio di Zona. Ma che si voglia addirittura scambiare un'area comunale (quella su cui l'istituto aveva la concessione) con altra comunale, affinchè la prima diventi di proprietà del Leone, è cosa che travalica persino i limiti di un doroteo, di un « marciatore silenzioso », di un difensore tanto accanito degli interessi privati a danno di quelli pubblici, che pure, ci sia consentita l'ironia, imperversa negli assessorati della nostra città, da ben 17 anni, come egli stesso si perita di sottolineare. Di un uomo che, in definitiva, si rende oggettivamente concausa della sfiducia verso le istituzioni pubbliche, quindi del crescente qualunquismo, quindi del fascismo. E allora, oggi che la violenza fascista si rivolge anche contro quella parte dei democristiani che vogliono combatterla, questi democristiani (è vero vice-sindaco Borruso?) sanno con chi devono prendersela all'interno del loro stesso partito. g. g.
Approvate importanti decisioni Nella seduta di lunedì 15 novembre il Consiglio di Zona ha approvato numerosi e importanti ordini del giorno, fra cui: Solidarietà con il vice-sindaco Borruso, fatto segno a una vile aggressione da parte di teppisti fascisti, e biasimo dell'irresponsabile comportamento di un commissario di polizia (di cui si chiede l'allontanamento), offensivo nei confronti del vice-sindaco e assurdamente accondiscendente nei con, fronti degli aggressori fascisti. Censura dell'assessore dc Gian Franco Crespi per la lettera inviata al consigliere Arenosto e riportata dal giornale (ordine del giorno approvato con l'astensione dei consiglieri democristiani). Costituzione di una Commissione permanente antifascista in seno al Consiglio di Zona stesso, approvata con la sola astensione del dc Mattesich (ancora lui!).