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Il Costruttore3

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sezione sindacale aziendale FIOM -CGIL

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1. S. R. AA Sesto S. G.-Milano fondo_

Vittoria sindacale, vittoria di classe Il drago ha sussultato a lungo prima di arrendersi dimenando disperatamente la coda nell'inutile tentativo di frenare l'impetuosa avanzata delle masse lavoratrici che, prescindendo dalle loro ideologie politiche, hanno voluto ed ottenuto un contratto che dà loro più potere economico, più diritti nelle fabbriche, una maggiore incidenza nella scelta del paese. Questo primo round dell'era moderna, del lungo combattimento che oppone la classe lavoratrice ella borghesia capitalistica, è stato da noi vinto e di questo tutti I lavoratori che vi hanno contribuito debbono essere orgogliosamente fieri. 'Non è stata una vittoria facile, ma pur nella sua asprezza è stato lo scontro più breve e proficuo che la classe lavoratrice abbia sostenuto con il suo naturale avversario dalla costituzione della Repubblica. Ciò è stato possibile per la maturità acquisita dai lavoratori sella consapevolezza che gli obbiettivi che ci eravamo posti erano assolutamente legittimi e indiParizeabili, per la compattezza unitaria e l'avvedutezza dei sindacati nella condotta tattica della lotta, e Infine, per essere riusciti ad emarginare quelle frange non al passo col nostro movimento, ed il non avere abboccato alle provocazioni a volte drammatiche della destra reazionaria. Commetteremmo però un grosso errore se ci abbandonassimo al trionfalismo, perchè quella che abbiamo vinto è stata solamente la battaglia d'apertura del dopo luna nell'irriducibile conflitto fra capitale e lavoro. Vigiliamo perciò freddamente per individuare a quale delle nostre conquiste sarà indirizzato il primo col-

po della rivincita che la bestia ferita, ma ancora viva e aggressiva, tenterà ancora immancabilmente di portare. Le prime avvisaglie sono gli aumenti dei prezzi in maniera generalizzata e arbitraria; nelle fabbriche tenteranno di ritoccare i tempi di produzione Intensificando lo sfruttamento o licenziamento (come alla SIRJ CHAMON) e faranno di tutto per turbare la vita sociale e democratica scatenando bande prezzolate per crearsi l'alibi che giustifichi la formazione di un governo d'« ordine • per ricacciare

indietro il movimento rivenckicativo dei lavoratori. E' quindi opportuno che ~irto di noi si renda conto del4a netessità di difenderci avanzando ulteriori richieste come l'equo canone negli affitti, e l'esonero delle tasse sui salari, riforme scolastica ai ospedaliera, ecc. se non vogliame che i miglioramenti ottenuti non siano vanificatl, e per far capire ai padroni cl4e lotteremo fino a quando non l'avremo tolti dai piedi. UN OPERAIO

Democrazia di base Se ne parla tutti i momenti e in ogni luogo, lo scrivono sui giornali, la invochiamo sulle piazze, tutti i partiti e tutti i movimenti ce le promettono, ma che cosa significhi realmente democrazia di base per noi operai, per noi lava ratori, non lo sappiamo con sufficiente chiarezza. Personalmente credo voglia dire che ogni operaio, ogni lavoratore, per quanto oscurs e anonimo, abbia la possibilità di esprimere liberamente la sua opinione, di fare proposte su decisioni da prendere che riguardano problemi che lo interessano direttamente, e, che se questo suo parere riscuote il consenso della maggioranza deve per tutti diventare vincolante. In sostanza vuoi dire che deve essere la volontà della vera maggioranza ad indicare la strada agli esecutivi e non viceversa, vorrebbe dire praticare ed allenare le masse alla gestione

del potere e alla democrazia proletaria. Con tutti i comitati che abbiamo, con l'attività della S.S.A., della C.I. e ()egli attivisti politici, noi alla Ferrotubi (che ci dicono all'avanguardia del movimento operaio) questa democrazia, questo potere delle masse, li abbiamo o no? E' una domonda che naturalmente pongo a tutti oltre che a me stesso, e la rivolgo al singolo come a coloro che in genere rimarranno sempre fantaccini oscuri e anonimi seppure ugualmente importanti. Per me la democrazia che concediamo e che ci è concessa è solo la caricatura di quella che realmente dovrebbe essere, se vogliamo ottenere un'efficace e sentita partecipazione delle masse. Il principale motivo di questo stato di cose. penso risieda nel fatto che segue in

si


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