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Il Costruttore3

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Vittoria sindacale, vittoria di classe

Il drago ha sussultato a lungo prima di arrendersi dimenando disperatamente la coda nell'inutile tentativo di frenare l'impetuosa avanzata delle masse lavoratrici che, prescindendo dalle loro ideologie politiche, hanno voluto ed ottenuto un contratto che dà loro più potere economico, più diritti nelle fabbriche, una maggiore incidenza nella scelta del paese.

Questo primo round dell'era moderna, del lungo combattimento che oppone la classe lavoratrice ella borghesia capitalistica, è stato da noi vinto e di questo tutti I lavoratori che vi hanno contribuito debbono essere orgogliosamente fieri.

'Non è stata una vittoria facile, ma pur nella sua asprezza è stato lo scontro più breve e proficuo che la classe lavoratrice abbia sostenuto con il suo naturale avversario dalla costituzione della Repubblica. Ciò è stato possibile per la maturità acquisita dai lavoratori sella consapevolezza che gli obbiettivi che ci eravamo posti erano assolutamente legittimi e indiParizeabili, per la compattezza unitaria e l'avvedutezza dei sindacati nella condotta tattica della lotta, e Infine, per essere riusciti ad emarginare quelle frange non al passo col nostro movimento, ed il non avere abboccato alle provocazioni a volte drammatiche della destra reazionaria. Commetteremmo però un grosso errore se ci abbandonassimo al trionfalismo, perchè quella che abbiamo vinto è stata solamente la battaglia d'apertura del dopo luna nell'irriducibile conflitto fra capitale e lavoro. Vigiliamo perciò freddamente per individuare a quale delle nostre conquiste sarà indirizzato il primo col-

po della rivincita che la bestia ferita, ma ancora viva e aggressiva, tenterà ancora immancabilmente di portare.

Le prime avvisaglie sono gli aumenti dei prezzi in maniera generalizzata e arbitraria; nelle fabbriche tenteranno di ritoccare i tempi di produzione Intensificando lo sfruttamento o licenziamento (come alla SIRJ CHAMON) e faranno di tutto per turbare la vita sociale e democratica scatenando bande prezzolate per crearsi l'alibi che giustifichi la formazione di un governo d'« ordine • per ricacciare

indietro il movimento rivenckicativo dei lavoratori.

E' quindi opportuno che ~irto di noi si renda conto del4a netessità di difenderci avanzando ulteriori richieste come l'equo canone negli affitti, e l'esonero delle tasse sui salari, riforme scolastica ai ospedaliera, ecc. se non vogliame che i miglioramenti ottenuti non siano vanificatl, e per far capire ai padroni cl4e lotteremo fino a quando non l'avremo tolti dai piedi.

UN OPERAIO

Democrazia di base

Se ne parla tutti i momenti e in ogni luogo, lo scrivono sui giornali, la invochiamo sulle piazze, tutti i partiti e tutti i movimenti ce le promettono, ma che cosa significhi realmente democrazia di base per noi operai, per noi lava ratori, non lo sappiamo con sufficiente chiarezza. Personalmente credo voglia dire che ogni operaio, ogni lavoratore, per quanto oscurs e anonimo, abbia la possibilità di esprimere liberamente la sua opinione, di fare proposte su decisioni da prendere che riguardano problemi che lo interessano direttamente, e, che se questo suo parere riscuote il consenso della maggioranza deve per tutti diventare vincolante. In sostanza vuoi dire che deve essere la volontà della vera maggioranza ad indicare la strada agli esecutivi e non viceversa, vorrebbe dire praticare ed allenare le masse alla gestione

del potere e alla democrazia proletaria. Con tutti i comitati che abbiamo, con l'attività della S.S.A., della C.I. e ()egli attivisti politici, noi alla Ferrotubi (che ci dicono all'avanguardia del movimento operaio) questa democrazia, questo potere delle masse, li abbiamo o no?

E' una domonda che naturalmente pongo a tutti oltre che a me stesso, e la rivolgo al singolo come a coloro che in genere rimarranno sempre fantaccini oscuri e anonimi seppure ugualmente importanti.

Per me la democrazia che concediamo e che ci è concessa è solo la caricatura di quella che realmente dovrebbe essere, se vogliamo ottenere un'efficace e sentita partecipazione delle masse. Il principale motivo di questo stato di cose. penso risieda nel fatto che segue in si

• • 4.11: •••• 411111131111111111 dai qiiro;~ Zei a 0010 sezione sindacale aziendale FIOM -CGIL l,a nt-Ferrotubi- iterneilid -197*
S. R. AA Sesto S. G.-Milano
1.
fondo_

Considerazioni e chiarimenti a proposito di opinione pubblica

In tutte le lotte fatte in questi ultimi tempi, non abbiamo mai sufficientemente valutato quanto ci sarebbe stata utile l'opinione pubblica nei portarle a termine e conseguire il massimo dei risultati e minimo dei sacrifici. Molti di noi abbiamo avuto modo di sentire i commenti che la popolazione faceva nei riguardi nostri, sulle nostre rivendicazioni, sulla maniera che usavamo per ottenerle e senz'altro avremo constatato che molti dei quali non ci erano favorevoli. Ciò è dovuto al fatto che non essendo essa direttamente a contatto con noi, crede a quello che dicono i giornali borghesi, la radio e la televisione governativa, e così ce la troviamo ben cucinata dall'altra parte della barricata. Come fare per ottenere il suo appoggio, o almeno la sua comprensione?

Quando si parla di opinione pubblica, fra noi si fa una grande confusione dato che non ci è ancora chiaro il ruolo che essa può giocare in tutte le lotte che noi lavoratori facciamo, e, di conseguenza non divulghiamo con l'impegno dovuto le nostre idee in questo senso. Pensiamo quindi sia utile chiarire che l'opinione pubblica è quella parte di persone non direttamente interesata ai nostri problemi.

La moglie casalinga, il padre pensionato, il ragazzo che va a scuola, il commerciante, il libero professionista, l'artigiano. gli uomini politici, tutti coloro che non sono lavoratori dipendenti, sono per noi (quando lottiamo per il contratto) opinione pubblica poichè, non provando sulla loro pelle come noi proviamo, sfruttamento, umiliazioni e soprusi, danno ragione a chi dà loro informazioni (non Importa se false) dato che essi, non hanno cognizioni in materia. Come del resto diventiamo noi opinione pubblica se rivendicazioni vengono fatte da avvocati, dottori, studenti, ecc. In sostanza, per ogni categoria di persone, le rimanenti, sono opinione pubblica.

Noi ad esempio, abbiamo sui problemi del lavoro, una opinione pubblica del 40 % circa della popolazione Italiana. Pensiamo quale enorme pressione può fare essa,

se convinta, che le nostre ragioni sono giuste!

In ogni paese dove esiste libertà di voto, nè governi, nè padroni possono fregarsene della O.P. perchè sanno che, se il giudizio di essa è negativo nei loro confronti, sí tramuterebbe certamente in prese di posizioni politiche che andrebbero a minare il sistema, quel sistema capitalista che dà loro la possibilità di continuare ad essere padroni e governanti. Se dunque padroni e governi spendono miliardi per influenzare l'opinione pubblica ritenendola un fattore decisivo, perchè non deve esserlo per noi?

Quando scioperiamo, i loro giornali dicono che sabotiamo l'economia nazionale perchè si perdono milioni di giornate lavorative arrecando un grosso danno alla comunità, ma non dicono che ogni anno si perdono milioni di giornate lavorative a causa di infortuni sul lavoro.

Quando fatti luttuosi vengono a turbare drammaticamente le nostre pacifiche dimostrazioni e disgraziatamente i colpiti sono tra le forze di polizia, l'accaduto viene strumentalizzato in maniera vergognosa che persino il Capo dello Stato e i governanti inviano telegrammi e fiori ma nessuno di loro ha mai mosso un dito contro l'assassinio legalizzato che crea ogni anno circa 4.000 morti sul lavoro. Detto questo è chiaro che il sistema capitalista si basa sull'ignoranza di gran parte dell'opinione pubblica disposta ad assorbire le loro verità.

Noi lavoratori. pur non disponendo di mezzi finanziari come i padroni, potremmo, se ognuno coscientemente informasse in modo continuo l'opinione pubblica, ottenere più significativi successi.

Chiarito l'importanza dell'opinione pubblica dipende solo da noi convincerla poichè abbiamo, più di loro, maggiori possibilità di convinzione in quanto quello che diciamo sono verità dimostrabili. UN

Con la scusa della libertà e della democrazia

Con la scusa di dirci che vívia-

zia, il capitale cerca l'avanzata. Lui vuole avanzare indisturbato, tutti gli altri invece devono restare fermi. Guai a chi si muove! Guai a chi protesta! La polizia, sempre a disposizione del padronato, è subito pronta a distogliere coloro che accennano a muoversi e a dire le ragioni contro questa società che tutti c'inganna. La libertà e la democrazia esistono in Italia, ma solo per coloro che si chiamano padroni, solo per coloro che possono pagare le divise e le armi per la difesa dei loro interessi, che possono farsi le leggi come conviene meglio farle per la salvaguardia dei propri portafogli. Intanto dall'alto, sempre si sta a guardare e si tace. Non hanno mai niente da dire contro i padroni, per forza, i padroni sono i veri amici perchè hanno le ricchezze ed è più conveniente ed utile stare appoggiati alla ricchezza. I lavoratori, gli studenti, sono semplici cittadini che per vivere devono àù. dare le sette camicie, perciò non è conveniente stare dalla loro pai-te, non si ricaverebbe una lira. Queste sporche cose le vedono ormai anche i bambini appena nascono ma, ad onta di ciò, la coalizione dei padroni-governanti non vuole cedere le redini. Oltre a non fare una minima mossa di ciò che promettono quando hanno bisogno dei voti per restare lassù a spadroneggiare — e noi stupidi glieli diamo — hanno anche il vile coraggio di dirci che un mondo come il nostro è l'ideale per vivere bene.

Per noi la vera libertà e la vera democrazia non è quella in cui viviamo. Noi poveri lavoratori la intendiamo uguale per tutti e 'non solo per i benestanti.

Se la ragione non vale, se si con. tinua a voler soffocare l'urlo delle masse lavoratrici e studiose, non ci rimane altro che approfittare del fatto che ci viene detto di vivere in un regime di completa libertà per organizzarci liberamente e cambiare a nostro favore lo stato di vita.

Sicome siamo stanchi di essere presi per i calzoni è bene che i signori padroni si ricordino che anche Giobbe perse la pazienza.

La vera libertà e la vera democrazia, che ancora non conosciamo, ci fanno dire tutto ciò e c'incoraggiano a fare quanto è necessario affinchè anche per noi lavoratori arrivi finalmente un mondo più giusto.

mo nella libertà e nella democra- UN LAVORATORE

OPERAIO

Dalla prima

non siamo ancora abituati, nonostante i 25 anni di repubblica, a pensare ed essere responsabili di persona di quello che diciamo o facciamo e deleghiamo perciò tizio e calo a volte scelti più per simpatia che per effettive qualità politiche, amministrative, sindacali che essi hanno.

Si generano così incomprensioni e diffidenze immotivate che portano ad atti antidemocratici come impedire che compagni di lavoro con idee contrarie alle nostre possano liberamente esprimere in assemblea il loro pensiero.

E' un modo di agire che porta alla formazione di gruppi che per idee politiche, sindacali, o per quieto vivere semplicemente, appoggiano questo o quel nostro dirigente di fabbrica senza curarsi minimamente se le posizioni da lui prese siano giuste o meno, a scapito quindi della dialettica e della democrazia di base e ritardando di conseguenza la formazione collettiva di quella coscienza che deve stimolare ogni lavoratore al dialogo graterno per arrivare unitariamente al potere. Neanche dare in assemblea la parola a chi la vuole credo sia sufficiente quando sappiamo che è sempre una minoranza che parla, vuoi perché è più preparata, vuoi perché è più cosciente e senza complessi; sta di fatto che la stragrande maggioranza si sente un po' come la ruota di scorta e passivamente può assentire o no perché suo malgrado si sente solo forza spettatrice.

Sbagliamo nel credere che chi tace nelle riunioni ha sempre torto poiché, se formalmente non vi è nulla da eccepire, è certo che, se vogliamo dare un contributo più vasto e più infinitamente democratico alle consultazioni di base, dobbiamo fare in modo di sentire tutti i lavoratori in maniera capillare affinché ognuno senta intimamente di avere dato un suo contributo alla evoluzione del mondo del lavoro. Per raggiungere questo fine è necessario che ogni lavoratore che accetta una carica direttiva o comunque di una certa responsabilità, deve mantenere un continuo rapporto con chi lo ha eletto, ascoltare pazientemente tutti e non dimenticare mal quella democrazia che fa di ogni dirigente operaio un combattente sincero della nostra classe. Troppo spesso ci capi-

ta una volta eletti dí operare senza consultare la base su cose che erroneamente (anche se in buona fede) consideriamo marginali. Non possiamo più ammettere che decisioni assembleari vengano snobbate senza le necessarie spiegadoni. Se vogliamo dunque creare un nuovo rapporto fra noi, occorre più fiducia (vigilante) nei singoli e negli organismi che ci siamo dati, e che ognuno si occupi dei compiti che gli vengono assegnati senza scoraggianti interferenze verso gli altri.

Il masimo organismo dirigente di fabbrica deve essere la S.S.A. e ad esso, oltre a rappresentare il sindacato, spetta il compito di sintetizzare e concretizzare le richieste delle masse e presentare alla camera Confederale quelle di ca-

tiva tranquilità economica e quindi maggiore forza conrattuale nel confronti del padronato, però, quando si è trattato di dare avvio pratico alla iniziativa, abbiamo ricominciato le discussioni come se la cosa fosse nuova. lo credo che ognuno di noi abbia sentito dal somaro di turno o dalla voce interessata a fare fallire le nostre lotte, che questo o quel lavoratore può scioperare a piacimento dato che a casa sua entra più di uno stipendio. A costoro non serve far notare che chi è cosciente li ha sempre fatti con o senza salario, consapevole di fare solamente il suo interesse e quello della sua classe. Ci sono certamente molti lavoratori che per loro la decurtazione di salario, anche se minima è particolarmente gravosa, ma in genere chi fa certe allusioni le fa deliberatamente per seminare zizzania, non importa a quale fine.

Sicuramente ogni salariato come noi quando sciopera deve rinunciare a qualche cosa della sua normale routine e sappiamo che anche i più fortunati non conducono vita da nababbi, perciò, per tutti, questo tipo di lotta come tutte le lotte è un sacrificio per migliorare le nostre condizioni di vita. E appunto per far tacere i calunniatori e per rendere più comode le nostre lotte che dobbiamo costituire questo fondo.

rattere generale alla nostra Direzione quelle interne con autorità di firma dopo l'assenso operaio. Compito della C. I. è quello di vigilare ed assicurarsi affinché gli eventuali accordi con la Direzione vengano rispettati, ed i vari comitati devono automaticamente funzionare se vogliamo che non diventino collezioni numismatiche di propaganda e niente altro. Solo così è concepibile (a mio parere) la democrazia di base.

UN OPERAIO

Fondodiresistenza

Sono anni che nella nostra fabbrica si parla della necessità di costituire un fondo che ci. permetta di affrontare gft scioperi con rela-

Molti sono stati ì suggerimenti per risolvere questo problema, ma nessuno ancora è stille scelto. Secondo me ogni forma va bene purchè da parte del singolo operaio o del gruppo o di tutte le maestranze, s'incominci immediatamente a mettere da parte le tremila mensili che alla scadenza del contratto fanno L. 108.000 che ci permetteranno di fare le lotte necessarie con più birra e senza PiÙ sentire la voce fessa di coloro che vorrebbero essere sovvenzionati senza mettere fuori una lira. Personalmente posso dire che avendo fatto la mia cassa di resistenza, mi è venuta utilissima e penso che ciò sia possibile da parte di tutti se consideriamo che la perdita netta in tre mesi per il contratto ora scaduto si aggira sulle 100 mila lire.

Se dunque non è possibile o si ritarda troppo per farla collettivamente, ognuno si faccia la sua e senza più lagne; facciamo gli scioperi che dobbiamo fare e ... buone lotte.

UN LAVORATORE

Dove finisce il nostro giornale

Ho notato che alcuni giornali di fabbrica finiscono in posti alquanto squallidi per l'importanza che hanno.

I! nostro giornaletto è stato fatto con l'intento di riuscire a scoprire, dai suggerimenti degli operai, quelle carenze che tuttora permangono nella nostra fabbrica, e soprattutto discutere sul modo per poter eliminare queste nostre necessità che, senz'altro, non si risolveranno senza la partecipazione di tutti noi lavoratori.

Per esempio, questa giornalino potrebbe aprire una discussione non soltanto nella fabbrica, ma anche fuori dove esistono persone che ancora non sanno cos'è un industria, una catena di montaggio e la pericolosità di quelle macchine che servono per sfruttare l'operaio a profitto del padrone; questo si può fare facendo vedere il nostro giornale ad amici e parenti. Quanti nelle nostre famiglie leggono ancora giornali spensierati che servono solamente a non farti pensare a problemi più necesari? Eb-1 bene, questo giornaletto serve a I fare conoscere la vita reale dei l lavoratori.

Sarebbe una cosa giusta, anche se potrebbe apparire noiosa, par lare delle nostre condizioni ai nostri figli, parlare loro dei nostro' ambiente di lavoro, in che posto e in che modo dobbiamo affrontare chi vorrebbe toglierci le nostre conquiste, e tutto ciò per prepararli al futuro con le nostre esperienze per far si che obbiettivamente scelgano la strada giusta che porti un rapido miglioramento delle condizioni della classe lavoratrice.

Tutto ciò è possibile facendogli pure leggere.i questo nostro giornale che, con l'aiuto di molti ma non ancora di tutti, è riuscito a farci veramente aprire gli occhi su cose che finora non era possibile vedere e questo è successo perché non tutti I giornaletti sono finiti neil gabinetti della fabbrica, che proprio per la loro sincerità non meriterebbero.

UN GIOVANE

Come dobbiamo combattere il capitale SENZA UN ATTIMO DI TREGUA.

Nella società di domani NON C'E' POSTO PER I VIGLIACCHI.

Per i padroni il miracolo economico; per i lavoratori L'ANTIMIRACOLO.

I lavoratori che hanno lottato per un miglior contratto I PROTAGONISTI.

Come sono andati i lavoratori alla conquista del nuovo contratto A TUTTO GAS.

Come sono state soddisfatte le richieste dei lavoratori UNA SULL'ALTRA.

Ciò che dissero i figli dei lavoratori sul conto dei padroni per i miseri aumenti concessi nel contratto del 967 VERGOGNA SCHIFOSI!

La pelle che fa paura al padroni LA PELLE GIOVANE.

Quello che c'è in ogni lavoratore L'UOMO, L'ORGOGLIO, LA VENDETTA.

Gli averi del lavoratori QUESTI FANTASMI.

VATTIAFIDADIME

ROBB DELA MUTUA

Dé Brambila!

Cume te sté?

Tel chi el Carleto!

Quand'ero un po' in basso, per meglo poter campa', anch'io dicevo a tutti: « sta società è da cambià ».

Quando mi trovai a metà, per meglio poter campa, non dissi più un bel nulla contro sta società.

Ora che in alto stò, ripeto e canto in FA': per me va ben così; evviva sta società! ».

Analogie coni filma in proiezione 9U0

UN CAMALEONTE

Mi ben e ti?

Mi me lamenti no.

Ue, ma te •me paret propri giò; te vet in gir cui stampei?

Ma no, l'é roba de gnent, dumà che gu una bela preocupasiun per el me cugnà.

Ma chi, chel farabut del cavalier Rossi?

Te devet no parlà insci Carletto, in fund in fund l'é un brav'om. Mi sera cuntent de laurà nel sò stabiliment e te se che l'è per lù se sunt ancamò in pé.

Ma se te sucess. Cunta, cunta.

Dunca, te set che mi e el

VADIS ?

mé cugnà gavevam tute du i stess disturb: el mal de stomigh. Alura un dì lu el ma dit: » Arturo, domani ti dò un'ora di permesso e vieni anche tu dal mio medico, che cl ha anche la Mutua, e così ci facciamo visitare per bene ». E infati sem andà insema. EI me cugnà, por crist, l'é sta denter un ura, mi invece 'u fa prest perché el dutur el ma guardà In di oecc peu el ma dit: « gastrite ».

A chel por fieu del me cugnà el ga dit de fà tri mes de riposo peu el ga dà un sacc de medisin; a mi invece el ma urdinà i pasti!i purgative perché el diseva che i alter robb eren doumà pastiss. Dopo un quindess dì me vegnu foera un dulurin ala gamba, in alt. Aloura el dutur el ma guardà i calsun e pou el me dit: • Tu ci hai liquido al ginocchi, adesso stai buono che lo siringhiamo ».

Te disi Carletto che gu sentì un dulur, ma un dulur che su no mi. Dopo un pu de mene e rimena count sta' siringa el dutur el ma dit: « Ho paura che quei ci sia il meniscolo rotto ».

E inscì el ma mandà a ingesà tut e du i gamb. Chel'alter proufesur del'INAM el ma guardà i pé dopu el ma dit: « Qui c'è anche una malformazione congenita della rotula. Bisogna provocare una frattura artificiale e risaldare con un innesto osseo ».

Man mandà all'uspedal e sunt sta là du mes. Mi intant andavi avanti a fà la cura de purgant per la gastrite ma a dì la verità m'era vegnù anca un dulur fort a la panscia.

Quand ghe lu dì al dutur, el ma guardà i man e peu el ma dà un cichett perché per culpa mia gh'avevi minga fà capì che tuti i disturb eren a causa de la pendice infiarnada.

E insci gh'é saltà foera la peritonite. li s'é propri vist cume in bravi i dutur de la Mutua: oe, me l'han fada purtà foera.

Adess sunt chi un po' sopp ma bel tranquill...

A te sé el me cugnà se la fà?

EI m'ha fà andà in pensiun e peu el m'ha prestà i danée per pagà l'uspedal perché, cun tuti so magagn e I so pensér el s'era dimenticà de metum a post cui librett.

E se adess se podi ancamò caminaa, l'é perché el m'ha regalà lù i stampe'.

E dopu te diset che l'é no un

CGIL-CISL-UIL -40
I

DECLINO DELL' INTERCLASSISMO

Fra i risultati positivi raggiunti nel corso delle lotte contrattuali, quello di gran lunga più importante a nostro parere per l'ascesa al potere dei lavoratori, è stato senza dubbio la dimostrazione provata del declino inarrestabile dell'interclassismo.

Questo cinico e paternalistico inganno creato appositamente per mantenere inalterati i rapporti sociali fra ricchi e poveri e tra sfruttati e sfruttatori, ha avuto ed ha nella chiesa cattolica il suo massimo patrocinatore e la sua più tenace mente propagandista, e nella D.C. il suo più fedele esecutore testamentario. Da sempre infatti essa ha predicato la rassegnazione alle classi più misere e accettato, magnificandole, le donazioni . dei ricchi « pentiti » inculcando negli sprovveduti credenti il rispetto per ii padrone. pecora eletta dell'unico gregge di Dio, e invitando, fra l'altro dai suoi pulpiti, a dare il voto alla D.C. giungendo persino alla scomunica di milioni di lavoratori la cui unica colpa era ed è quella di opporsi ai soprusi del privilegio per un mondo dove realmente regni amore, uguaglianza e fraternità. A questa coppia regina non poteva ne mancò la solidarietà attiva di quei partiti e di quella stprbon borghese che concepisce libertà e democrazia solo per chi ha la vocazione e il potere di fare sgobbare altri uomini traendone profitto. Fino a ieri questa società per azioni ha potuto prosperare innanzitutto per lo scarso impegno politico e sindacale delle masse, ed alla insufficienza passiva nella lotta per cambiare le vecchie strutture che fanno di noi lavoratori solo macchine per produrre più beni ai detentori del capitale, e in secondo luogo, alla burocratizzazione dei partiti e alla divisione dei sindacati le cui direzioni erano divenute pattuglie d'avanscoperta completamente staccate dalla base. L'avvento di Roncalli. il Papa di umili origini succeduto al Principe Pacelli nella direzione della chiesa Cattolica Romana, ne ha cambiato gli Indirizzi conservatori liberando

quelle forze progressite sostenitrici della chiesa ,dei poveri e che ancora oggi si battono al nostro fianco nonostante le cautele di Montini. Da parte laica, il previsto e auspicato ricollegamento dei parauspicato ricollegamento dei partiti e dei sindacati alla base lavoratrice e popolare si sta verificando grazie al risveglio della coscienza proletaria scossa bruscamente dal suo torpore dai movimento giovanile e studentesco, e nell'avere poi saputo isolare e sviluppare il buono che da esso ne è scaturito dando così il via al più vasto, democratico, e antifascista movimento rivendicativo che l'Italia ricordi. L'aver marciato fianco a fianco operai di ogni tendenza politica, e per la prima volta unitamente agli impiegati che il padrone con il suo paternalismo aveva trasformato in guardie del suo feudo, sta appunto a significare il felice ritorno di ognuno al proprio posto di combattimento per difendere il comune interesse.

Questi importantissimi eventi

hanno fatto maturare negli uni il dubbio di avere un fratello net padrone, negli altri li spinge a rivedere le loro posizioni sulla opportunità di seguire quei partiti che accolgono nelle loro file (alla pari) padroni e garzoni, mescolanza mostruosa di razze che in comune hanno solo l'aspetto fisico, e vuol dire infine che i lavoratori sono stanchi di porgere l'altra guancia e nessun 'sopruso può più essere fatto impunemente.

Questo è quello che maggiormente terrorizza i vari Pirelli e lo impareggiabile dott. Costa, poiché, se l'operaio e l'impiegato hanno chiaramente individuato il nemico, se hanno imparato a considerare rapace ii padrone negro come quello bianco, il padrone ebreo come quello cattolico, il padrone buono come quello cattivo, vuol dire che non accettiamo più l'interclassismo vuol dire la fine del dispotismo e l'inizio della via che ci porterà verso il socialismo.

UN OPERAIO

ASSISTENZA SOCIALE

TROPPO POCHI GLI INFORTUNI SUL LAVORO INDENNIZZZATI DALL'INAIL.

OCCORRE CHE TUTTI GLI INFORTUNATI SI RIVOLGANO AL PATRONATO INCA.

La gravità del fenomeno infortunistico pone al primo posto il problema della prevenzione, ma subito dopo, sollecita anche un fattivo impegno dell'organizzazione sindacale, e per essa del suo istituto di patronato nella difesa dei diritti assistenziali dei lavoratori Infortunati.

Nel 1967 contro 1 Milione e mezzo di infortuni denunciati, sono stati riconosciuti e indennizzati, come invalidi del lavoro per una permanente riduzione delle proprie possibilità di lavoro, solo circa 55 mila lavoratori.

Un numero così basso — pur tenendo conto del fatto che molti Infortuni sono lievi — costringe a pensare che qualcosa non funziona bene nel campo della applicazione della legge sull'assicurazione per gli infortuni e le malattie professionali.

Senza dubbio la ragione fondamentale del basso numero di indennizzi da parte dell'INAIL (l'ente assicuratore) sta nel fiscalismo con cui esso eroga le prestazioni; non per nulla, come risulta dai bilanci, l'INAIL è fra i vari enti previdenziali quello che ridistribuisce in assistenza una percentuale minore di contributi introitati.

Il guaio è che contro un sistematico fiscalismo (che porta, come conseguenza, a secondo dei casi, ora un rinvio al lavoro prematuro di un infortunato, ora il diniego di una pensione o la liquidazione di un indennizzo inferiore a quello spettante), troppo grande è il numero dei lavoratori colpiti da infortunio o da malattia professionale che finisce con l'accettare le decisioni dell'INAIL non rivolgendosi invece a quegli enti di patronato promossi dalle organizzazioni sindacali, che — gratuitamente — sono in grado di effettuare tutti i controlli medici necessari e di pro-

muovere, poi, le opportune azioni per una giusta valutazione del danno subito.

Il PATRONATO INCA, l'ente promosso dalla CGIL, è a disposizione dei lavoratori proprio per un'azione del genere, con i suoi uffici, i suoi medici ed i suoi avvocati.

In caso di infortunio o malattia professionale, occorre raccogliere i nominativi e gli indirizzi dei lavoratori infortunati per segnalarli agli uffici INCA, che subito si metteranno in contatto con gli interessati. In secondo luogo si deve convincere il colpito da infortunio o da malattia professionale

— non appena tornato al lavoro

— a rivolgersi all'INCA per un controllo medico sulle sue condizioni di salute, alfine di accertare se sia rimasto qualche danno permanente indennizzabile.

Da questo impegno dell'attivista di fabbrica e degli uffici INCA sarà possibile prima di tutto accertare se la liquidazione dell'indennità temporanea è stata fatta regolarmente, in secondo luogo richiedere all'INAIL la documentazione necessaria per far accreditare dall'INPS i contributi figurativi utili alla pensione, in terzo luogo sarà possibile controllare soprattutto la offerta dell'INAIL e se questa non corrisponderà a quanto dovrebbe invece spettare al lavoratore per un danno permanente, l'INCA provvederà all'opportuno ricorso.

Non un lavoratore, si dovrebbe dire, può accettare infatti ad occhi chiusi quanto l'Istituto Infortuni gli propone, poiché nella stragrande maggioranza dei casi, coloro che si rivolgono ai patronati, ed, in,particolare all'INCA, si vedono poi riconoscere qualche cosa in più di quanto offerto in un primo momento.

Lettere al giornale

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

« CARNACINA24 alla « FERROTUBI»

L'autunno caldo ere appena cominciato quando, nella nostra fab« brica si iniziò a mangiare decentemente.

Era entrata una • CARNACINA nella mensa aziendale dopo tante peripezie culinarie; non si pensava neanche alla busta leggera con la pancia piena.

Improvvisamente la • CARNACINA • ci dà la • CARNA-OLANDA », tanto eccellente che gli operai scoprono un improvviso amore per gli animali; si assiste da allora a scene commoventi, gli operai non mangiano per sfamare i gatti del quartiere.

L'associazione amici degli animali notando li'nsolita obesità dei gatti, manda una commissione; questa accerta che i gatti obesi soffrono di gastrite e quindi hanno vita corta. Per allungare la vita ai suoi proteti, la commisisone consiglia la Ferrotubi di usare carne migliore, in modo da dare vigore a chi lavora e i gatti non abbiano a temere per la loro vita.

UN OPERAIO

— Prendiamo in considerazione questa lettere anonima poiché, anche se in forma satirica, tratta un problema di interesse comune; invitiamo pertanto Io scrivente di mettersi in contatto con la commissione Convivenza appositamente costituita e collaborare con essa.

P.S. - • CARNACINA ■, per chi non lo sapesse, è un cuoco internazionale famoso per le sue ricette di arte culinaria.

L'INCARICATO SOCIALE LN.C.A.

di una nuova guerra 33 Lo sono i padroni onesti 37 Nome anglosassone

VERTICALI

I Lo è il sistema di costruzioni edili in Italia

2 Così ci vogliono i padroni nelle fabbriche

3 I legni per la neve

4 L'inizio della scala

5 Tre romani

6 E' più svelta... nella caccia all'operaio che ne! prendere malviventi

7 Altare pagano

8 Non può esserlo l'operaio nei conflitti col padrone

9 Dirigeva l'arca

10 Ente Comunaie Assistenza

11 E' già... caldo, ma lo diverrà ancor più te i padroni non firmeranno il contratto

1 Più i prezzi aumentano e più la borsa per contenerla si fa... più grande

13 I dispensari dove i degenti più numerosi sono I lavoratori

14 Quella giovanile è più generosa ma meno riflessiva

15 Nei cognomi irlandesi

16 Chi lo è, è sempre e comunque degno di rispetto

17 Iniziali di un serio cantautore

18 La bomba che distrusse due città giapponesi

23 il nostro sorridente presidente del consiglio

29 Quelle dei padroni non dovrebbero mai diminuire secondo loro

31 Presidente arabo

32 II ministero diretto da Moro

33 Quello d'Italia obbediva supinamente a Mussolini

34 Dei nordici

35 Li usa la polizia... per innaffiare i lavoratori

36 li verbo del tornitore

44 II segretario del P.C.I.

46 Non vediamo l'ora di portarci l padroni per l'ultimo viaggio

INCROCIO
3: .78 . 9 11 42 13 -14 6 46 '47 48 19 to t4 22 23 —-24 125 27 28 a ,29 l, 26 O 30 . 3i 32 33 , 3.5* 36 37 343 64 lirr-39 41 6 3 IR44 4« w 47 48 49 50 51 63 5'4 55 56 57 58 69 — '60 64 '62 64 7 65 '66 1111E 67 , '650 ••••••*••••••••••
Dividono le società borghesi
CLASSISTA
ORIZZONTALI i
6 Quello dell'affitto Io vogliamo equo
maestranze
Punto cardinale
colcosiani 24 Titolo universitario che
raramente
figli degli operai 25 Ne occorre molta per vincere la
contrattuale 26 Possessivo 27. Si sono prefissi di fare i poliziotti del mondo 28 La macchina che scese sunlia luna 30 Così sarebbe il disastro
39
40 Assemblea Sindacale 41 La triste partenza dei palestinesi 42 Le consonanti del Toce 43 Adesso 44 Nella lista senza vocali 45 Le consonanti di • arriba » 47 Una combattiva fabbrica di lampadine 51 La nostra diventa sempre più furente 52 Ovest Sud Est 53 Nelle ricette
Quella occidentale è caratterizzata dal consumi e dallo sfruttamento intensivo 55 Fu il primo medico a combattere il vaiolo con la vaccinazione 57 Sentirsi mancare (tr.) 59 Milano in macchina 60 Dea dell'ingiustizia 62 Uniti Vinceremo 63 li gas che... seppellisce I minatori 64 La vocazione della socialdemocrazia italiana
Moneta Rumena
Fu i'ultimo rifugio del governo repubblichino
Non lo sono mai le gole dei padroni
II primo figlio di Noè
11 E' la prima volta che l'abbiamo fatta col sindacalista in fabbrica 19 L'ignobile mestiere dei bererttí verdi 20 La Salamini lo è stata dalle
21
22 Sono stati largamente ampliati quelli in concessione ai
solo
corona I sogni dei
battaglia
38 Ente Naz. Idrocarburi
Preposizione
54
66
67
68
69
48 il poliziotto biscazziere 49 Avellino 50 Nota musicale
51 Il nostro conterraneo 55 Diritto latino
56 Mangiò... la mela
57 Richiesta di aiuto
58 Venezuela, Uruguay e Austria 59 Sono belle quanto inutili 61 Grido fascista 65 Iniziali di un pittore surrealista

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