innalzalo 119 Mensile di informazione politica e cultura
Anno VI - N. 3 - marzo 1982
IL QUARTIERE VA SEMPRE PIU' DEGRADANDO
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Arriva il podestà se ne va la libertà
Miniriforma al Consiglio di Zona Liquidazioni referendum o nuova normativa?
La casa a chi ne ha bisogno
Una vita di lavoro
Quartieri cronaca I servizi sociali di zona Droga: fatti non parole
S. Siro: urge un risanamento totale
Dibattito a Figino
La salute prima di tutto
Lo stato di degrado delle case popolari denunciato in un documento presentato al Consiglio di Zona dai comunisti del quartiere Il 12 febbraio scorso le sezioni Bottini e Fornasari del P.C.I., entrambe di San Siro, facendo riferimento al piano di ristrutturazione di alcuni stabili dell'Istituto Case Popolari nel quartiere (su cui abbiamo riferito nel nostro numero di gennaio), hanno presentato al Consiglio di Zona 19 un documento-denuncia contro lo stato di abbandono delle case popolari. In tale documento (di cui i presentatori hanno provveduto ad inviare copia all'Assessore dell'edilizia pubblica, al presidente dello I.A.C.P. ed ai sindacati inquilini SUNIA e SICET) è scritto testualmente:
"Una lodevole quanto necessaria iniziativa è stata intrapresa dal Comune, al fine di avviare al più presto opere di ristrutturazione di alcuni stabili dell'IA C P in zona S. Siro. L'apprezzamento per questo impegno assunto dalla amministrazione Comunale e che l'urgenza della situazione ha reso ormai improcastinabile, non può essere tuttavia disgiunta da alcune serie perplessità che il carattere inevitabilmente discriminatorio dell'iniziativa assum e n e i confronti degli inquilini della zona. Le opere previste, che dovrebbero riguardare principalmente lavori di coibentazione tesi a migliorare il rendimento del riscaldamento, sono riferiti infatti solo ad alcuni degli stabili IACP costruiti su suolo di proprietà del Comune, creando una sorta di fatalistico privilegio per gli inquilini che hanno la ventura di abitare gli stabili indicati dal piano di ristrutturazione, a dispetto degli altri inquilini che abitano magari lo stabile immediatamente adiacente, e che pur trovandosi nelle stesse identiche necessità di intervento, non è toccato dai benefici del provvedimento. Come se il rigore dell'inverno sapesse distinguere tra via e via e numero e numero! I problemi di risanamento del quartiere sono comuni a tutti gli abitanti della zona, e non possono essere affrontati in modo parziale e discriminatorio. Anzi, il grave stato di degrado in cui è giunto il quartiere esige una risposta che veda ben al di là del singolo intervento limitato a qualche riparazione. San Siro, un quartiere sorto intorno alla seconda metà degli anni 30, ha conosciuto lo sviluppo distorto ed ineguale tipico delle città moderne; e da solo basterebbe a dare uno spaccato della società milanese che mette in luce contraddizioni stridenti proprio anche in riferimento alla situazione edilizia della nostra zona: il lusso di ville nell'area limitrofa si contrappone alla misera desolazione che caratterizza i fatiscenti stabili delle case popolari, privi di manutenzione, abbandonati all'usura del tempo. segue in ultima
la concentrazione di attività industriali inquinanti fanno di Figino un'area ad alto rischio
Inverno "polacco" al Gallaratese (ovvero freddo e raffreddori) Gli inquilini dell'Istituto Case Popolari che abitano nei numeri di via Cilea dal 122 al 160 sono piuttosto arrabbiati. Quest'anno il riscaldamento proprio non funziona, non che negli ultimi due o tre inverni le cose fossero andate proprio meravigliosamente, ma bene o male ci si era arrangiati. Dallo scorso novembre, invece, frequenti periodi di assoluta mancanza di riscaldamento si sono alternati a periodi in cui i termosifoni erano appena appena tiepidi e comunque insufficienti a riscaldare decentemente un appartamento. Chi ne risente di più sono ovviamente i bambini e gli anziani che sono i più esposti ai raffreddori e alle influenze. Per quanto riguarda le altre persone — mi viene confermata l'abitudine per molti di andare obbligatoriamente la sera, a letto con le galline — l'unico problema è un probabile aumento della natalità dalla prossima estate (il consiglio di Milano 19 è di aprire una vertenza con lo IACP per l'istituzione di speciali assegni famigliari ai fortunati genitori). Dei problemi degli inquilini si è fatto carico il SUNIA che constatando la presenza di altre carenze, come ad esempio l'indubbia mancanza di pulizia nelle scale e nei luoghi di uso comune, ha deciso nell'assemblea tenutasi la mattina del 14 febbraio scorso nella sua sede in via Appennini di raccogliere le firme di tutti gli inquilini interessati in calce ad una lettera di protesta e di denuncia indirizzata all'Istituto. Viene anche minacciato uno
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Sabato 13 febbraio 1982 presso il salone della cooperativa XXIV maggio a Figino organizzata dalla locale sezione "A. Montoli" del PCI si è tenuta una pubblica assemblea sui problemi del quartiere. Presenti il presidente regionale della Lega Ambiente e consigliere comunale Ercole Ferrario, il presidente del Consiglio di Zona Danilo Pasquini e la coordinatrice della commissione Igiene e Sanità Rosanna Magni Ferri. Prima del dibattito sono state proiettate delle diapositive eseguite dalla fed. Lavoratori metalmeccanici sul problema della salute nel nostro paese. Il documentario illustrava in modo semplice ma efficace i pericoli insiti nel tipo di sviluppo industriale attuale e nei prodotti derivati (ammine, usate anche in farmacia, PC B amianto) e gli effetti prodotti sulla natura e sull'organismo umano. Con altrettanta chiarezza il documentario ha messo in evidenza quali devono essere le strade da percorrere per vincere la lotta contro le malattie professionali e cancerogene: la prevenzione primaria e la partecipazione dei lavoratori al processo produttivo. Alla presenza di circa un centinaio di persone, alcune di Trenno, si è passato al dibattito incerniat o prevalentemente sulla questione dell'inquinamento ricordando che Figino e tutte le aree limitrofe sono considerate ad alto rischio per la notevole concentrazione di attività industriali inquinanti (raffinerie, ind. chimiche ecc). Il sig. Mazzetti, a nome del comitato di quartiere, ha criticato l'amministrazione comu-
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purio Per noi è un ladro Abbiamo appreso dalla stampa quotidiana di una sentenza con cui il Tribunale di Rieti ha dichiarato che "l'imprenditore il quale prelevi contributi previdenziali di pertinenza del lavoratore ma non li versi all'IN PS non incorre in reato". A commento il ministro del Lavoro, il socialdemocratico Di Giesi, si è detto "preoccupato perché le decisioni di questo genere possono essere di incentivo alla evasione contributiva, che ha raggiunto livelli insostenibili e per contenere la quale non sono evidentemente sufficienti le forti sanzioni previste dalla legge". A questo punto vien fatto di domandarsi: ma lui, Di Giesi, chi è e dove vive? Non aveva forse letto, come noi abbiamo letto, della scoperta, prima della sentenza di Rieti, di circa dodicimila evasioni contributive? E co-
sa ha fatto lui, ministro del Lavoro, per dare efficacia ad una legge "evidentemente" insufficiente? Se le sanzioni previste non bastano a contenere il fenomeno perché non ha provveduto a presentare un disegno di legge che le aggravasse prevedendo, magari, anche la galera? Noi certo non siamo esperti di diritto, come invece certamente lo sono i giudici di Rieti, ma per noi chiunque sottragga indebitamente denaro ad altri (e i contributi sociali sono parte integrante del salario, quindi soldi dei lavoratori) per metterseli nelle proprie tasche commette un furto, in parole povere è un ladro e come tale deve essere giudicato. Forse qualcuno ci verrà a dire che siamo semplicisti, ma per noi il posto per i ladri è uno solo: la galera.