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L'Eco di Niguarda9

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nell'interno: APERTO LO S. M. A. L.

PER UNA SCUOLA RINNOVATA

L'ECO DI NIGUARDA

Mensile di vita Niguardese

OTTOBRE-NOVEMBRE 1975

ANNO I - Nuova Serie

Preciso impegno della Giunta di sinistra

ELEZIONI DEI CONSIGLI DI ZONA PER CHI VOTARE IL 30 NOVEMBRE Il 30 novembre i cittadini di Milano si recheranno alle urne per eleggere direttamente i Consigli di zona. E' questa una data molto importante perchè consentirà di eleggere attraverso la reale espressione della volontà popolare 20 cittadini quali rappresentanti di parte del governo locale. Vogliamo ricordare che dal 1969 data di nascita dei CdZ, ad oggi, la nomina avveniva tramite il Consiglio Comunale su designazione dei singoli partiti politici. Questa operazione di rinnovamento può avvenire perchè la nuova. Amministrazione di sinistra ha mantenuto gli impegni assunti. Il nuovo modo di governare si realizza concretamente estendendo, ampliando e articolando le varie forme di governo. Non vogliamo certo peccare di orgoglio nel ribadire queste cose. Vogliamo tuttavia dare un breve sguardo al passato alle cose promesse e mai mantenute della DC; ai continui soprusi e rinvii a cui sono stati soggetti i Consigli di Zona. Oggi con il PCI, si gira pagina nel modo più chiaro e più pulito, cioè con le elezioni dei CdZ. Ma i critici, si sa, sempre rispuntano magari pungolati da un po' di amarezza per il potere perduto. Questi personaggi, con molta stizza e sempre con molto affanno chiedono alla nuova giunta quali saranno i precisi poteri che verranno affidati ai CdZ. Ma che belle facce di bronzo! Come è possibile preparare delle delibere che definiscano in modo preciso gli ambiti entro i quali verrà realizzato un processo di decentramento di poteri in 2 mesi, quando Lor Signori non sono stati capaci di assegnarne alcuno per ben 6 anni! E potremmo, credeteci, lungamente ed a ragione dissertare su questa polemica. Ma il terreno di una sterile ed astratta denuncia su-passate responsabilità non può essere il solo argomento vincente. Oggi i cittadini vogliono sapere per chi andranno a votare, intendendo cioè con questa frase segnalare quali saranno i compiti che sono o che verranno delegati ai CdZ. Occorre pertanto entrare nel merito dei problemi. Fino ad oggi le precedenti Amministrazioni hanno assegnato ai CdZ un ruolo Consultivo. Nè è derivata una evidente limitatezza e scarsa efficacia di "intervento nel risolvere i problemi della zona, anche se non sono mancati esempi positivi. E' stato nel mese di luglio del 1974 votato un regolamento presentato dal Centro Sinistra che assegnava ai CdZ alcuni compiti. E noi lo abbiamo considerato e

INTERVENTI URGENTI PROSPETTIVE

lo consideriamo insufficiente ed arretrato. Pertanto formuleremo delle proposte, che dovranno essere tradotte in delibere per materia, che superino il vecchio regolamento. Mentre riconfermiamo il concetto che il CdZ è uno strumento per allargare ed estendere la democrazia, vogliamo che essa diventi un reale centro di potere locale. Si tratta di far assumere ai CdZ la sembianza di una vera e propria Municipalità che è competente ed ha compiti specifici sui problemi riguardanti la zona. (segue a pag. 2)

VIVA LA SPAGNA LIBERA La bestiale ferocia del fascismo ha fatto in Spagna nuove vittime: sono stati assassinati cinque giovani che lottavano per la libertà, per un avvenire migliore del popolo spagnolo. Alla domanda di democrazia di progresso sociale che viene dalle masse il regime di Franco non sa rispondere che con la tortura e la repressione. Credendo di dimostrare forza, in realtà il fascismo spagnolo dimostra la sua debolezza e frana sempre più sotto le lotte unitarie dei raggruppamenti antifascisti. Ma il sacrificio dei giovani spagnoli non è stato inutile: in tutta Europa e nel mondo (con la vergognosa defezione degli U.S.A.) ha suscitato una grandiosa risposta antifascista, che isola politicamente il regime e rappresenta un enorme contributo alla causa della democrazia in Spagna e della libertà di tutti i popoli. Quanto è stato fatto è importante, ma non basta. E' un preciso dovere di tutti i governi e i cittadini democratici antifascisti isolare economicamente la Spagna e portare contributi concreti alla resistenza del popolo spagnolo. Oggi come trentacinque anni fa, la causa del popolo spagnolo è la causa di tutti gli uomini liberi, di un'umanità che unita si batte per la democrazia e il progresso civile. SOTTOSCRIVIAMO PER LA RESISTENZA SPAGNOLA! SOLIDARIETA' CON LA LOTTA UNITARIA DEL POPOLO SPAGNOLO PER UNA SPAGNA LIBERA E DEMOCRATICA!

I lavori in corso per 10 nuove aule nella Casa del Popolo

Il nuovo anno scolastico è iniziato ormai da qualche settimana con la riapertura delle scuole si sono ripresentate a genitori, insegnanti e studenti, le vecchie croniche carenze che la giunta di centro-sinistra ha lasciato in eredità ai cittadini milanesi. Nei suoi 45 giorni di vita la nuova giunta di sinistra e l'avvocato Bonzano, assessore all'educazione, hanno fatto quello che era umanamente possibile fare per porre un rimedio, seppure parziale, alla grave situazione esistente per la mancanza di sufficienti strutture scolastiche. Non vogliamo certamente creare dei falsi alibi che servano magari, come spesso è avvenuto in passato, come scusante per non fare nulla, ma non si può nemmeno pensare che in poco più di un mese si possano risolvere tutti i problemi rimasti insoluti in quasi 30 anni di malgoverno. Questo i lavoratori e i cittadini onesti hanno dimostrato di averlo capito, mentre la D.C. non lo ha capito. Questo partito che è stato maggioranza relativa nella giunta precedente e che ha lasciato ai nuovi amministratori un buco finanziario di 534 miliardi, ora lancia demagogicamente lo slogan falsamente populista della refezione gratis per tutti. A Milano sono 2.000 gli studenti della scuola dell'obbligo che sono costretti a subire i doppi turni. Tutto questo avviene nel momento in cui il mondo della scuola è seriamente impegnato per la riforma dei contenuti didattici e per l'attuazione del tempo pieno. Perciò è indispensabile una seria programmazione che sia indirizzata verso la costituzione di centri scolastici omnicomprensivi, dotati di tutti i servizi, con attrezzature sportive, biblioteche, laboratori, sale per riunioni e proiezioni, in modo che

ogni attività didattica possa svolgersi nell'ambiente più consono. Proprio per questo è anche giunto il momento di dire basta ai palliativi ed alle sistemazioni momentanee che se possono tamponare esigenze contingenti giuste e sacrosante, non si collocano in prospettiva nell'ottica di un reale rinnovamento della scuola. Premesso che anche per il nostro quartiere i problemi delle strutture scolastiche potranno essere risolti definitivamente solo con la costruzione del centro di via Adriatico, che comprenderà l'asilo nido, la scuola materna, la elementare e la media inferiore, vogliamo fornire di seguito, un quadro della situazione attuale. La scuola elementare di via Passerini già dallo scorso anno era insufficiente a soddisfare i fabbisogni, tanto è vero che si riuscì ad evitare i doppi turni mediante l'affitto di alcune aule all'istituto Girola. In pari tempo il consiglio di circolo unitamente al consiglio di zona ed ai cittadini del quartiere aveva iniziato la battaglia per la ristrutturazione della casa del Popolo. Proprio negli ultimi giorni dello scorso anno scolastico si riuscì a strappare all'ex assessore Bellini, l'impegno che i lavori sarebbero iniziati il 10 luglio ma purtroppo sono cominciati solo alla fine del mese di settembre e saranno ultimati da po 120-130 giorni lavorativi. Per la scuola elementare « all'aperto » di via Cesari, da quest'anno c'è una importante novità. Le prime classi infatti sono state formate per la prima volta con una forte percentuale di bambini di Niguarda; si è così iniziato a trasformare questa scuola in scuola di quartiere. Entro il mese di gennaio dovevano essere ultimati i lavori di ampliamento che avrebbero eliminato i (segue a pag. 2)

L. 100

L'Ing. Vittorio e Machiavelli L'accostamento è puramente casuale poichè le qualità imprenditoriali dell'ing. Vittorio Santagostino non hanno nulla a che spartire col grande e mirabile autore de « Il Principe ». L'ing. Vittorio ha invece qualcosa in comune col machiavellismo di maniera, quello dell'eloquio contraddittorio, di chi sa fare lunghi discorsi per dimostrarti che lui è in gamba e gli altri fessi, passa notti insonni ad elucubrare i ?nodi per salvare la sua azienda chiedendo agli altri, i lavoratori, di sacrificarsi per il bene comune. Quest'uomo, uno degli ultimi discendenti del secolare ceppo dei Santagostino, non vuole smentire le caratteristiche del proprio albero genealogico. Coloro che hanno partecipato al duplice confronto con il Nostro dinnanzi all'assessore all'edilizia popolare invitato a mediare i termini della vertenza sindacale, illustrano un quadro in cui il gioco machiavellico dell'ing. Vittorio si rivela in forma poliedrica. Quali sono le richieste (che a tratti hanno assunto il tono di aperta minaccia) dell'imprenditore niguardese che, dopo la recitazione di un interminabile requiem per le aziende clienti della « Condor » ormai, secondo lui, defunte o in via di decomposizione produttiva? « Signori, vogliamo salvare l'azienda?, queste sono le mie proposte: il Comune di Milano mi deve lasciare il capannone che ho costruito in precario (cioè con l'impegno di abbatterlo secondo le esigenze della Civica Amministrazione), non mi deve toccare il secondo capannone che ho costruito senza licenza edilizia (si perde troppo tempo a richiederla), mi deve autorizzare l'utilizzo del terreno ancora libero perchè mi serve per l'espansione produttiva dell'azienda ». A questo punto i presenti attendevano con ansia i termini della contropartita, cioè quella del dare. Ebbene i rappresentanti dei lavoratori e del Consiglio di Zona hanno avuto una risposta incredibile, anche se l'ing. Vittorio l'ha sciorinata con tono da consumato attore: « Sul licenziamento dei 10 operai non si discute, probabilmente dovrò chiedere altri sacrifici ai lavoratori (licenziamenti), non posso accettare la proposta del ricorso alla Cassa integrazione perchè danneggia l'azienda, ho bisogno di turnificare il lavoro di un gruppo di operai per proseguire la produzione, smettiamola con gli scioperi e le fermate a singhiozzo che sono contrarie ai principi di una comune convi(segue a pag. 2)


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