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PERIODICO DEI COOPERATORI "F. SASSETTI„

MARZO 1966

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Supplemento "L'Azione Cooperativa„ Dir. resp. Giuseppe Bisignani

e cittadini dei rioni Isola - Istria - Zara

Lire 30

Aut. Tr. Milano 18-6-1948 Reg. n. 160

L'asse attrezzato e iA centro direzionale di fronte alle decisioni del Consiglio Comunale ed al giudizio

LEGE ND A DYIOMED/ATA DEMOL IZIONE EDIFICI D'IMMINENTE DEMOLIZIONE —FUTURO RIA SSE TO DELLA ZONA /7/,,

dei cittadini Questo è il piano particolareggiato esecutivo dell'asse attrezzato riferito alla zona dei rione « Isola ». Esso sarà attuato in « successive fasi di esecuzione a, la prima delle guaii prevede due raccordi per il collegamento col ponte che sovrasta la stazione di Porta Garibaldi attraverso le vie Carmagnola e Montano per il flusso e la via Borsieri per il deflusso del traffico. Questa prima fase di esecuzione, oltre che provocare l'inevitabile congestionamento della zona per il notevole traffico che sarà convogliato attraverso un groviglio di vie non adeguate, potrebbe trarre in inganno molti cittadini che vivono in apprensione per le sorti del loro rione in relazione alle loro attività, alle loro prospettive ed al loro futuro. Deve essere chiaro a tutti che la soluzione definitiva dell'« Asse Attrezzato » prevede la a sopraelevata da piazzale Lagosta a piazzale Baiarnonti ». Deve risultare altrettanto chiaro che al posto degli stabili che verranno demoliti, ove ne sorgessero di nuovi, dovrebbe trattarsi di palazzi di lusso in gran parte destinati ad uffici e pertanto non può essere previsto, allo stato attuale delle cose, il reinsetiiamento abitativo dei vecchi ebitanti dielra Isola ». Essi saranno invece trasferiti in zone residenziali popolati dell'estrema periferia, per non dire fuori dalla stessa città di Milano.

ASSE ..ITTREZZATO ELEVATA

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co, dei miliardi che costerà l'impianto delle infrastrutture di servizio ai grattacieli di rappresentanza dei grandi monopoli che già si sono accaparrati queste aree. Si aggiun• gerà poi lo spreco sociale di gestione di questo famigerato Centro D:rezicnale, quando aumenterà in tutta la città il caos del traffico, la crisi e il deficit dei mezzi pubblici. Il fatto è che questi progetti intendono portare a compimento proposte urbanistiche vecchie di quasi vent'anni, fatte proprie dalla giunta centrista presieduta dal sindaco dott. Ferrari, sono ormai 13 anni, con l'adozione del Piano Regolatore Generale di Milano del 1953. Non si tengono in conto alcuno gli ulteriori sviluppi della situazione della città, I' aggravamento della congestione dei disservizi pubblici della mancanza di attrezzature civili e del crescente disagio di tutta la cittadinanza lavoratrice; non si tiene in conto la nuova coscienza politica e culturale della città e delle sue dimensioni regionali che si è fatta strada nelle formazioni politiche e sindacali, nelle cor cezioni tecniche e scientifiche e che ha trovato concretamente corpo negli obiettivi espressi dalla dichiarazione dei sindaci di 100 comuni in sede di Piano Intercomunale Milanese. Nè si vuole inquadrare il problema del Centro Direzionale nella Revisione, da farsi al più presto. di quel Piano Regolatore che era appunto basato sull'ipotesi sorpassata del Centro Direzionale. Cosi gli elementi più conservatori della attuale giunta di centro-sinistra tentano di far passare alla chetichella scelte urbanistiche arretrate in aperta sfida a tutte le indicazioni democratiche di rinnovamento della città. di trasformazione di essa da città disumana a città al servizio dell'uomo, della quale siano padron tutti i cittadini e i lavoratori.

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ELENCO DEI CASEGGIATI CHE SARANNO DEMOLITI

zature per gli artigiani, gli esercenti ecc.; che rivendica il quartiere ai suoi abitanti, che rivendica la città ai suoi cittadini e lavoratori. E' necessario che intorno all'obbiettivo della resistenza allo sfratto brutale e intorno alla coscienza del proprio diritto alla città si raccolgano tutti i cittadini e tutte le forze organizzate che li rappresentano: i partiti, i sindacati, le associazioni cooperative e culturali ecc. Sarà cosi possibile la costruzione di strumenti più idonei e di obbiettivi più precisi, la costruzione cioè di una democratica alternativa a questo Centro Direzionale, a questa città degli speculatori e dei tecnocrati, un piano alternativo costruito sulla base delle esigenze di tutti i lavoratori invece che sulle speculazioni dei gruppi di mtere economico. Un primo decisivo momento di questo processo di coscienza e di attisità popolare è stata l'iniziativa assunta da un'organizzazione democratica, la cooperativa Sassetti, che con i suoi modesti mezzi tenta di provvedere alla migliore sistemazione possibile delle famiglie immediatamente sfrattate, avviando cosi le premesse e le proposte per un intervento siste• matico delle organizzazioni democratiche onde realizzare concretamente le alternative di intervento che la resistenza e !a lotta popolare sarà capace di imporre. V.

MARINONI

PIAZZALE LAGOSTA n. 2 - 36 famiglie VIA GARIGLIANO

n. 9 - 53 famiglie n. 10 - 28 famiglie

VIA CARMAGNOLA

n. 12 - 130 famiglie

n. 4 e 6, negozi e magazzeni

n. 16 -

5 famiglie

n. 8 - 20 famiglie

n. 18 - Oratorio e casa parrocchiale

n. 10 - stabile Scuola Materna

VIA DAL VERME

VIA PA STRENGO n. 1

PIAZZA MINNITI

n. 12 n. 14 n. 16

n. 1 - 35 famiglie il. 8 - 31 famiglie

VIA GONFALONIERI n. 1 - 3 famiglie n. 3 - 44 famiglie VIA G. PEPE n. 2, 4, 6, 8,10 già in demolizione

n. 9 - 14 famiglie

VIA BORSIERI n. 3 17 famiglie n. 5 - 40 famiglie n. 7 - 27 famiglie

8 famiglie 20 famiglie 18 famiglie

Stabili di prossima demolizione:

n 11 - 34 famiglie

n. 14 - 110 famiglie n. 4 - 25 famiglie n. 6 - 33 famiglie n. 8 - 40 famiglie n. 10 - 3 famiglie e il Cinema Zara n. 12 - 50 famiglie n. 14 - 4 negozi

n. 12 - 23 famiglie

Quadrilatero comprendente: via Borsieri dal n. 2 al n. 8, via Confalonieri, via De Castillia. Quadrilatero comprendente: via G. Pepe, via Carmagncla, via Pastrengo, via M,lntano.

- 30 famiglie

n. 3 - 11 famiglie

A Sud della Stazione di

n. 5 - 27 famiglie

PORTA GARIBALDI sa-

n. 5A - 13 famiglie

ranno inoltre demoliti gli

n. 7 - 21 famiglie

stabili di:

n. 2 - 23 famiglie n. 4 - 29 famiglie n. 6 - stabile della Scuola Media

II numero 2 di piazzale Lagosta e tutto il lato destro di via Garigliano con il Cinema Zara.

E' necessario e possibile battere questa linea conservatrice che irresponsabilmente tende a soffocare la vitalità di Milano lavoratrice. L'assemblea dei cittadini del rione che si uniscono per difendere i propri interessi direttamente minacciati è un primo momento di una coscienza generale che rivendica par tutta la citta&nanza il diritto ad una casa confortevole, agli asili nido, alle scuole di ogni ordine e grado, ai giardini, agli ambu• latori, ai luoghi di ritrovo per i pensionati, ai luoghi di cultura, ai centri di distribuzione, alle attrez-

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Dove finiranno i cittadini sfrattati? Si annuncia ormai imminente (vedasi in Corriere della sera, 12.1-66 l'intervista rilasciata dall'assessore dott. Filippo Nazon) la presentazione in Consiglio Comunale dei proquargetti definitivi per il a nuovo tiere denominato :t Centro Direzionale », del quale già si sono realizzati alcuni vistosi edifici, e per la grossa arteria stradale sopraelevata denominata Asse Attrezzato t:. Se il Consiglio approverà tali progetti sarà avviata a breve scadenza l'operazione di abbatt:mento di circa 10.000 vani con relativo sfratto per non meno di 12.000 abitanti. Per 5000 abitanti dell'Isola Garibaldi tale operazione è ormai esecutiva, in virtù dell'approvazione del progetto esecutivo relativo alla costruzione del tronco dl detto Asse Attrezzato che va da piazzale Lagosta a piazzale Baiamonti, come si vede nel documento allegato. Ma l'operazione interessa direttamente molti più cittadini di quelli immediatamente sfrattati o che possono tra breve ricevere l'intimazione di stratto: interessa direttamente tutti i cittadini di Porta Garibaldi perchè la corsa al rialzo dei valori fondiari provocherà la demolizione delle vecchie case e la loro sostituzione con immobili di lussa nei quali non potranno trovare posto i lavoratori del rione, gli impiegati, gli artigiani, gli operai, i piccoli esercenti, i ceti proletari e i ceti medi produttivi . Per questi cittadini il Comun di Milano non sa trovare altra alternativa che lo sfratto in massa e la migrazione forzata fuori dalla città o in estrema periferia, facendo pagare loro un prezzo che significa per molti la perdita di un lavoro avviato, l'aggravio dei costi e dei tempi oltre che dei disagi di trasporto, lo sradicamento dal proprio ambiente di vita. Non si è neppure pensato alla possibilità di organizzare la permanenza in alloggi risanati e attrezzati dei lavoratori che è utile che rimangano per il loro stesso ruolo produttivo oltre che affettivo vicino al proprio lavoro; non si è pensato al vantaggio sociale per la città costituito dal miglioramento delle loro condizioni di abitazione, di lavoro, di vita associata; non si è neppure pensato a controllare la reale produttività degli abitanti del quartiere oggi. Questo spreco, questo costo sociale relativo al singolo cittadini sfrattato, il suo inutile sacrificio materiale e morale si aggiunge allo spreco criminoso di danaro pubbli-

y/A 5 A R/GLMNO

1 Pz.4 PO/NN/77

II numero 1 di piazza Minniti, il numero 16 di via Dal Ver-

me e tutto il lato sinistro della via Borsieri. piazzale per lasciare il posto alla « sopraelevata » che congiungerà ratto scomparirà Lagosta con piazzale Baiamonti passando sopra alla nuova Stazione di Porta Garibaldi.

via Maurizio Quadri°, via Massimo D'Azeglio, parte di via Maroncelli, parte di viale Pasubio


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