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Il Crogiuolo2

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IL CRO GIUOLO

editoriale

Con questo numero " il Crogiuolo " riprende a uscire . I lavoratori avranno notato che c'è stata una lunga pausa fra il numero precedente'e l' attuale. Certo questo non è positivo, lo comprendiamo, perchè oggi più che mai è indispensabile che la stampa democratica entri-nelle fabbriche per creare un dibattito tra i lavoratori; per orientare i compagni sulle po sizioni e sulla linea del Partito e far conoscere anche a chi non la pensa come noi, il pensiero dei comunisti.

Lo riteniamo indispensabile proprio per il disorientamento politico attuale, per sanare quei vuoti di democrazia e di dialogo che l' attuale direzione democristiana favorisce.

Questo ritardo era dovuto sopratutto a questioni di carattere organizzativo e finanziario. Organizzativo perchè era difficoltoso arrivare a tutti gli stabilimenti Falck con le solo nostre forze interne, con il solo contributo dei comunisti della Falck. Finanziario perchè i fondi reperiti non erano sufficienti a pagare i costi del giornalino.

Le difficoltà di ieri sono le difficoltà di oggi, ma L'esperienza precedente ci ha insegnato che si può e si deve fare di più; coinvolgendo nelle attività del giornale più persone possibile.

Il contributo che chiediamo oggi, presentandoci con questa nuova veste editoriale, è che i lavoratori collaborino con noi, con i loro scritti, le loro critiche, e il loro incoraggiamento.

Noi " Il Crogiuolo " non lo regaleremo, perchè non siamo in grado di farlo e perchè non è giusto farlo; perchè la stampa democratica, la stampa dei lavoratori, la stampa che non puzza di petrolio e di finanziamenti occulti ha bisogno per sopravvivere del contributo dei lavoratori.

Questo giornalino non ha un prezzo di copertina, ma ogni lavoratore è chiamato lo stesso a dare nella misura che vorrà e potrà perchè la battaglia delle idee, la battaglia del Partito dei lavoratori possa assolvere la sua funzione di presenza e di lotta.

IL

COMITATO DI REDAZIONE.

GOVERNO DC-PRI CAMBIA LA

FORMULA MA NON LA SOSTANZA

La lunga e intricata crisi ministeriale, che ha provocato una preccupante paralisi delle istituzioni dello stato e si è ripercossa negativamente sulla già grave situazione del Paese, è giunta a conclusione: Viene in tal modo sconfitto il tentativo di provocare lo scioglimento delle Camere, in giungere ad elezioni enticipate in un clima di acuta tensione, e di scontro con il movimento operaio e popolare, sotto l' insegna dell' anticomunismo, per realizzare uno spostamento a destra nella politica e nel governo del paese.. Questo proposito è stato dichiarato e perseguito con presuntuosa ostinazione dal gruppo di maggioranza del PSDI, ma viene da calcoli e suggestioni di forze più potenti, compresi settori ed esponenti della DC. Esso Si è scontrato con il rifiuto immediato e netto dei comunisti che si sono tesi interpreti dei generali interessi della nazione, con l' opposizione di un vas-

to schieramento democratico e di opinione pubblica, ed ha ricevuto una lezione nelle elezioni amministrative del 17/18 Novembre, che c'è da augurarsi sii salutare e ammonitrice.

Il ministero DC-PRI, presieduto dall'on. Moro, esprime certo la sconfitta delle posizioni oltranziste e conclude una troppo lunga vacanza governativa. Esso nasce, tuttavia, condizionato dalle resistenze, dall' incapacità della DC ad affrontarS nello stesso ambito del centro—sinistra, un chiarimento reale, a compiere una scelta innovatrice, precisa, coerente di programma e di schieramento, al di là degli accorgimenti, che si rivelano sempìe più fragili ed ilusori, per garantire gli equilibri interni e la " centralità " della DC.

In coerenza alla nostra linea di svolta democratica, all' atteggiamento che abbiamo seguito in tutto in corso della

CÀ 59_5-- Dec]
MENSILE A CURA DELLE CELLULE DEL P.C.I. DELLE FALCK DI SESTO

Continua

GOVERNO DC-PRI CAMBIA LA

FORMULA MA NON LA SOSTANZA

crisi,giudicheremo in nuovo governo con la responsabilità che ci contraddistingue, dai programmi e dai suoi atti concreti.

Una cosa è certa che se il buongiorno si vede dal mattino, non è che le cose lascino ben sperare. Valgono le faide interne al partito di maggioranza per quanto riguarda le scelte dei ministri e dei sottosegretari.

Non bastasse questo, che già il ministro Colombo rilascia dichiarazioni di cosa intende fare, in materia economica.

Il ministro del Tesoro ha già fatto sapere che introdurrà sensibili riduzioni nella spese pubblica. A questo fine, ha preannunciato variazioni nel bilancio di previsione per il 1975. Che tipo di modifiche intenda proporre, dove voglia tagliare, in quali direzioni pensi di agire. tutto ciò non 1' ha detto, giudicandolo evidentemente secondario e trascurabile. Quel che gli interessa sono le cifre globali.

Si deve rientrare in 800 mila miliardi quest' anno, e la stessa cifra dovrà essere rispettata I' anno prossimo. " cosi ", ha aggiunto, il Tesoro riuscirebbe a mantenere immutato il suo deficit di cassa, per tre anni di seguito.

E' proprio questo modo di ragionare che dimostra una pericolosa mancanza di spirito innovativo e di capacità di affrontare le difficoltà del momento per quel che esse sono in concreto. Abbiamo sempre detto, e qui lo ribadiamo che vi è la necessità di porre seriamente il problema di un comportamento rigoroso in tema di spese pubblica e di una lotta ferma contro gli enormi eprechi e i vergognosi parassitismi che affliggono I' economia italiana. Ma ciò va fatto in termini precisi e non generici, smettendola una buona volta di parlare solo per somme totali, che significano poco o niente, e venendo invece al merito di ciò che si vuole ottenere nel futuro.

I lavoratori e le loro famiglie stanno gia pagando duramente, sia per l'aumento dei prezzi sia per l' azione della scure fiscale sulle buste paga.

Il ministro del Tesoro, che si sente grande parlando di stabilità dei deficit, chieda ai suoi colleghi alle finanze quale maggior reddito hanno dato le imposte dirette trattenute alla fonte sui salari e sugli stipendi. I con-

Per cambiare le cose entra nel PCI

Un comunista crede davvero nei suoi ideali quando a questi stessi ideali conquista stabilmente un altro lavoratore; per questo proselitismo e il tesseramento al partito sono momenti fondamentali della vita delle cellule e delle sezioni territoriali e di fabbrica.

1.772.977 iscritti al P.C.I. e alla F.G.C.I. (Federazione Giovanile) fanno del nostro partito la più forte organizzazione comunista del' mondo capitalistico, garantiscono il suo carattere di massa - che è alla base della concezione del 'partito nuovo' voluta da Togliatti-, e la presenza attiva dei suoi militanti in ogni luogo dove si decidono le sorti del nostro paese e 1' avvenire dei lavoratori. Ma la gravità dei problemi che ci stanno di fronte rende necessario accrescere ed estendere ancora di più la forza organizzata dei comunisti, il consenso alle nostre proposte, 1' adesione alla nostra linea di politica interna e internazionale, la partecipazione diretta di nuovi compagni, di giovani, di donne, al dibattito e alle decisioni del partito su tutti i problemi della vita nazionale.

tribuenti che pagano (che sono quelli che lavorano) sono stanchi di discorsi; vogliono sapere molto semplicemente, quale uso si fa dei loro soldi !

Partito Comunista Italiano 197511130 della Liberazione

RIFLESSIONIONI SULLE FORME DI LOTTE

Alcune frange del movimento sindacale portano avanti oggi il discorso dell' autoriduzione delle tariffq pubbliche e private (energia elettrica, trasporti, gas, generi alimentari) come momento di protesta che darebbe uno sbocco alla crisi inflazionistica esistente nel Paese. In ultima analisi essi dicono che se il costo della vita è in continuo aumento basta non pagare gli aumenti per garantire il valore reale della busta paga. Poichè questa è una tematica diversa all' interno del movimento operaio il P.C.I. vuole dire il suo parere in questo problema, visto che è di indubbio interesse. Dobbiamo subito però dire che questo nuovo metodo di lotta ci lascia piuttosto diffidenti mentre continuiamo a preferire il vece c hio metodo di lotta che è lo sciopero; la nostra scelta non è ideologica ma di convenienza per i lavoratori e non altro. L' autoriduzione, pur avendo costituito un fatto di rottura ad uno stato di inerzia che caratterizzava 1' azione del sindacato nella questione delle tariffe, non può essere considerata oggi come un modo di lotta generalizzabile e neppure consigliabile, perchè questa è pur sempre una azione difensiva e nello stesso tempo isola i gruppi di avanguardia dal resto della popolazione e degli stessi lavoratori.

Oggi compito del movimento operaio è invece, sopratui to, quello di concentrare e raccogliere dietro la sua piattaforma sempre più estese masse della popolazione lavoratrice. Inoltre 1' autoriduzione è un momento di lotta che non colpisce il potere economico•e politico. Infatti si colpisce 1' ultimo anello della rete distributiva e non i grossi imprenditori gli intermediari parassiti, il grosso capitale finanziario, i monopoli economici, che sono i veri nemici dei lavoratori e contro i quali si devono condurre grosse battaglie rivendicative e che abbiano come contenuto una prospettiva di scelta economica nel paese. Ma c'è un altro

aspetto ancora della questione e cioè che la lotta per 1' autoriduzione non solo non colpisce i monopoli ma rischia di far pagare a tutti i cittadini questa battaglia. Facciamo un esempio. Quando alla Falck si era deciso di non pagare 1' aumento delle tariffe per i trasporti, aumento che colpiva i pendolari era in quel momento una azione giusta, ma pur tuttavia una azione-che portava la classe operaia alla difensiva e non gli dava sbocchi per risolvere il loro vero problema che era quello dei trasporti più efficienti, di maggiori pulman, di un riordino e di una nuova ristrutturazione delle linee dei pendolari; non solo ma le società di trasporto avevano chiesto alla Regione di pagare essa i soldi della differenza che non pagavano gli operai. Si stava cioè creando una situazione in cui erano tutti i cittadini lombardi che venivano a pagare 1' aumento che non pagavano gli operai pendolari. Giustamente il sindaco ruppe questa situazione chiamando tutti, i lavoratori a lottare con lo sciopero per una riforma dei trasporti che interessasse tutta la regione, si fece così una battaglia che poneva la classe lavoratrice all' offensiva con proposte di riforme che dessere una svolta alla politica dei trasporti fin allora condotta. Questa fu una battaglia vincente appunto perchè fu una battaglia di massa, di tutti i cittadini per una riforma di trasporti. Il P.C.I. crede che se la lotta per una politica dell' energia elettrica che venga incontro alle esigenze dei lavoratori sarà portata avanti con una pressione costante, di massa, sul governo e sull' Enel, sugli Enti Locali e regionali, coinvolgendo in questa lotta tutti i cittadini interessati, il movimento operaiofarà diventare il problema delle tariffe elettriche una questione che non si può non risolvere.

Il P.C.I. ribadisce quindi con forza che si devono condurre delle lotte che siano capaci di accrescere le masse popolari, che colleghi i lavoratori fra di loro e con gli altri strati sociali, che presenti i propri obiettivi che

PSDI, un partito nel pallone

VENERDI 20 DICEMBRE ORE 17,30

presso la Sez. PICARDI Via Falck 76

SI TERRA' L'ATTIVO DEI COMUNISTI DELLA FALCK

SUL TEMA:

IL DIBATTITO AL C. C. IN PREPARAZIONE DEL XIV CONGRESSO NAZIONALE DEL P.C.I.

parteciperà il Compagno CLAUDIO PETRUCCIOLI della Segreteria della Federazione Milanese del P.C.I.

servono gli interessi della società italiana e non di gruppi più o meno ampi. La scelta delle forme di lotta quin, di deve dare al Paese il senso della forza guidata in obiettivi precisi e non incomprensibili per una parte grande della opinione pubblica e che siano obiettivi che intacchino il potere economico costruitosi nel Paese dopo la Resistenza e che diano una prospettiva di svolta per 1' occupazione e lo sviluppo economico.

VERTENZA NAZIONALE

Dopo le gracidi manifestazioni dei lavoratori a Torino, a Bologna e a Napoli che ha visto il movinento operaio manifestare compatto con una grandiosa presenza di duecentomila lavoratori in ciascuna città, forse qualcosa si muove a livello di Confindustria. Se i padroni credono che i lavoratori si fossero impau riti delle loro provocazioni che tendevano a disarmarlo con la paura (cassa integrazione, disoccupazione, crisi economica, ricatto Enel) hanno avuto invece una prova della compattezza e della capacità di lotta dei lavoratori e la loro unità intorno alla piattaforma del sindacato.

I lavoratori lottano perchè nel Paese si dia finalmente inizio ad una inversione di tendenza nell' economia, perchè finalmente con le riforme si dia loro una casa, un trasporto decente, la scuola per i loro figli, una paga sicura che non sia decurtata dall' inflazione.

lettere al giornale

VERTENZA AZIENDALE

I lavoratori della Falck hanno aperto una vertenza con la Direzione Generale su alcuni problemi aziendali: accertamento usura, premio produzione, cottimi e incentivi di area,mobilità, declassamento, I per cento, patronati.

Sulla vertenza aziendale la Direzione ha rispostoche non intende discutere, la chiusura del padrone è stata netta e sopratutto sul recupero salariale (le quindicimila lire di•premio di produzione e la mensa gratuita); Bermio• ne infatti non vuole dare una lira in più ai lavoratori che hanno avuto la busta paga decurtata dall' inflazione e trova la scusa che prima vuol vedere quanto i lavoratori prenderannoper la vertenza a livello nazionale sulla contingenza e poi vedrà se rinnovare il premio di produzione oppu re no. Ma la sua manovra è chiara; non accette infatti che i lavoratori aprano una vertenza aziendale mentre è in corso quella nazionale alfine andosi così alle direttive della Confindustria che aveva posto come pregiudiziale ai Sindacati per discutere sulla nostra piattaforma nazionale quella di non aprire nessuna vertenza aziendale. I lavoratori non accettano questa impostazione e con loro manifestazioni alle direzioni locali hanno fatto capire chiaramente che sono decisi ad andare avanti conia lotta per le loro richieste.

Anche il nostro giornale, come ogni altro che si rispetti, ha voluto dedicare uno spazio a questa rubrica che comparirà puntualmente in ogni numero.

E' la pagina dedicata ai lavoratori che vorranno mandarci le loro proposte, le loro richieste, i loro suggerimenti, le lorocritiche, contenibili, ci auguriamo, nel_ lo spazio del giornale. !

Le lettere che ci perverranno dovranno essere firmate; ci riserviamo di non pubblicare i nomi su richiesta dell' interessato.

Le lettere vanno indirizzate alla sezione del P. C.1. " Picardi " - Via Falck 76Sesto.

SMASCHERATA LA MANOVRA DELLA FALCK

Dalli ultimo incontro avuto con la Direzione Generale al centro sociale è venuta fuori chiaramente la manovra che la Falck voleva attuare con il ponte. Alla richiesta del coordinamento che il padrone doveva pagare almeno un giorno di ferie ai lavoratori , perchè se crisi c' era non la dovevano pagare completamente i lavoratori, la Falck ha risposto che piuttosto di pagare ai lavoratori una gior.nata non fà il ponte.

Evidentemente il ponte 1' aveva chiesto non perchè vi era una crisi produttiva ma perchè voleva gestire per conto suo la quarta settimanadi ferie dei lavoratori ottenuta con l'ultimo contratto.

Inoltre i delegati hanno risposto chiaramente che il fermo No dei lavoratori alla manovra del padrone non deve essere strumentalizzata, per alcune fabbriche la cassa integrazione. I lavoratori non sono responsabili della crisi che investe il. paese ed inoltre sanno benissimo che per superarla non si devono fermare i forni come pretende la Falck per sue ragioni di economicità.

LE LOTTE
Lo sciopero nazionale unitario del 4 dicembre: il comizio di Lama a Torino

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