2ELAIJNE EL íCI Viu Volturuo 33 20100 MILANO
Mensile14 della Zona 16
a sedicesima
ANNO 2 - N. 3 MARZO 1979 L. 300
periodico di politica,cultura,attualita'
CAMBIAMOLO QUESTO IACPM! Assemblea del CdZ. 16 sulla Ristrutturazione dell' Istituto Case Popolari di Milano Un inquilino ha atteso per tre anni la sostituzione di un citofono rotto; un altro telefona da sei mesi (date e ore segnate sul taccuino (per fare sostituire il vetro della porta di ingresso, senza neppure riuscire a parlare con un funzionario responsabile; e poi c'è l'inquilina che è stata costretta a pagare un « arretrato » di spese dal 1973, senza che le venisse mostrata una sola pezza giustificativa. Sembrerebbero episodi assurdi: ma basti dire che gli inquilini di cui parliamo abitano tutti in case popolari gestite dallo IACPM perchè i fatti rientrino nella normalità l Sono, queste, alcune note relative all'assemblea del 17 febbraio, indetta dal C.d.Z. 16 sul tema « Ristrutturazione dello IACP di Milano », tema che, come si potrà dedurre dagli episodi che abbiamo riportato, è urgente affrontare se non si vogliono superare pericolosamente i limiti della sopportazione degli inquilini. Lo IACPM, come al solito, ha ignorato anche questo invito alla riflessione e all'autocritica, guardandosi bene dall'inviare un proprio rappresentante. Ma per fortuna nessuno, né tra gli organizzatori, né tra il pubblico, ha perso tempo a costruire sulla latitanza dello IACPM le solite filippiche, scontate quanto inutili.
Il documento del CdZ 16 Si è invece partiti subito con il piede giusto. Barsotti, coordinatore della Commissione Casa, ha dato lettura del documento-proposta del CdZ 16 per la ristrutturazione dell'Istituto. Tra le cause delle gravi inefficienze e del pauroso deficit (oltre 100 miliardi) dello IACPM, dice in sostanza il documento del CdZ 16, sono evidenti «gli sprechi ed i clientelismi, le lotte tra gruppi di potere e le assegnazioni clientelari» che per lunghi anni hanno caratterizzato la gestione dell'Istituto. Come invertire questa tendenza «prima che la situazione porti al collasso dello IACPM?» Il CdZ 16 dà una risposta molto precisa a questa domanda: lo IACPM, «pur rimanendo il principale strumento per il rilancio della politica della casa nel settore pubblico, deve essere adibito esclusivamente a quei compiti istituzionali per cui è stato creato e dotato di ampi mezzi tecnici: «la progettazione e lo appalto di nuove costruzioni e la gestione del patrimonio esistente». È indispensabile invece che la politica della casa nel settore pubblico sia affidata ai Comuni. Per giungere ad una simile divisione dei compiti e quindi
Esserci o non esserci ? La pertecipazione dei cittadini alla vita della zona L'Amleto di turno, che si pone l'angoscioso interrogativo, non è il pallido principe di Danimarca, non passeggia solitario per le torri del castello degli avi, accorezzando il teschio paterno. È il cittadino medio, eternamente in conflitto fra pantofole, tv e riposo dopo il lavoro, e impegno sociale oltre il lavoro; tra l'ingiusto comodo e il giusto scomodo: insomma, fra assenteismo e partecipazione. Certo, non è èfacile, anzi, diciamolo francamente: occorre uno sforzo di volontà non piccolo per uscire di casa, alla sera, magari con freddo e nebbia, oppure al sabato o anche alla domenica, per andare a fare dell'altro lavoro, che richiede ulteriori ore di impegno, naturalmente non retribuito, da aggiungere alle ore (mai po che) dedicate al «padrone». Chi svolge attività sociali sa quale impegno esse comporta no: il gruppo sportivo, il circolo culturale, la compagnia teatrale, la cooperativa, il comitato inquilini, il sindacato il partito, il consiglio di zona, la redazione de «La Sedicesima».
ecc... richiedono un impegno rilevante, e, assommando tutte le occasioni esistenti, lavoro ce n'è per tutti. Molti, al termine di ore di lavoro non sempre soddisfacente, di quel lavoro che si fa anche, se non soprattutto, in funzione della retribuzione, arricchiscono la propria vita diventando dirigenti in attività ricreative, culturali, politiche; comunque sociali. Domanda: chi glie lo fa fare? Risposte (alcune fra le migliaia possibili): il desiderio di essere uomini e non numeri, di dirigere ed organizzare anche senza essere «capi», di dare una dimensione più sociale alla propria esistenza, la consapevolezza che la «paga» non è la sola giustificazione o contropartita per un impegno, anche gravoso; e chi più ne ha più ne metta. Fin qui tutto bene. Ma andiamo oltre. La vita democratica del nostro Paese, in questi ultimi anni, ha avuto un grande sviluppo: anni di sforzi e di lotte SEGUE A PAGINA 3
ad ottenere un maggior grado di efficienza dei servizi erogati dall'Istituto, prosegue il documento del CdZ 16, occorre però che l'attuale assetto dello IACPM venga modificato. Le misure sollecitate sono numerose: dal congelamento del deficit per permettere il ripianamento a tassi agevolati, alla nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione da parte del Comune, ad un reale decentramento tramite la suddivisione del Consiglio di Amministrazione in Commissioni, ad un potenziamento reale del decentramento conferendo al SEGUE A PAGINA 2
IL S. PAOLO FUNZIONA Ecco i reparti, gli ambulatori e gli orari Malgrado le grosse difficoltà che il Consiglio di Amministrazione ed il personale devono affrontare quotidianamente, lo Ospedale S. Paolo alla fine funziona. Certo si tratta di una agibilità perziale, resa ancor più precaria dai grossi problemi irrisolti, finanziamenti e carenza del personale, che già in precedenti articoli avevamo avuto modo di denunciare. In Ortopedia, per esempio, ci ri sulta che dopo il 20 febbraio si era quasi esaurito il materiale per «fare i gessi», mentre cronica permane la carenza del personale paramedico nei reparti di degenza. Positivo è comunque che lo obiettivo della prima agibilità sia stato finalmente realizzato. Dal 5 febbraio sono infatti funzionanti 4 reparti: Medicina, Urologia, Ortopedia e Chirurgia per un totale (al 26/2)
di circa 70 degenti. Gli ambulatori invece avevano cominciato a funzionare dalla fine di gennaio secondo gli orari seguenti: Medicina: ore 10-12, 14-16. Urologia: ore 1013 (mercoledì e venerdì). Ortopedia: ore 8,30-10. Chirurgia: ore 14 - 16,30. Oncologia: ore 10,30-13. Cardiologia: ore 10,30 -13. Anestesia: ore 14-16 (escluso il sabato). Ginecologia: ore 9-12,30. Ad esclusione del Servizio di Anestesia, tutti gli altri ambulatori sono aperti anche il sabato, dalle ore 8,30 alle 12. Da notare però che i servizi ambulatoriali non possono ancora essere prestati gratuitamente agli assistiti INAM, in quanto non è stata tuttora stipulata la convenzione tra questo Ente e l'Ospedale S. Paolo. G. MAZZUCCHI
MONCUCCO: IACP o Cooperativa Queste le due soluzioni che si offrono agli inquilini del vecchio quartiere L'assemblea del 17 febbraio ha finalmente forntio alcuni dati certi circa la soluzione del problema della casa per gli abitanti del Moncucco. Come ha fatto notare Barsotti, della Commissione Casa, introducendo i lavori, in zona Moncucco è in corso di avviamento la realizzazione di tre lotti di edilizia economica e popolare per complessivi 900 vani. Dei tre lotti, uno verrà realizzato dallo IACPM, mentre gli altri due saranno costruiti da cooperative finanziate con fondi ANIA (Associazione Nazionale degli Istituti Assicurativi). E nei circa 300 appartamenti così realizzati dovrebbero trovare sistemazione, oltre a cittadini provenienti dalle zone 15 e 5, anche gli abi tanti del Moncucco. Ma quali sono, in pratica, le possibilità che si offrono agli attuali inquilini del quartiere 'Moncucco? Barsotti ha confermato che tutti coloro che percepiscono redditi fino a sei milioni possono optare per la assegnazione della casa popo lare. Da notare che, ai fini dell'assegnazione, il livello di reddito viene stabilito deducendo 500 mila lire per figlio a cari co e, sul rimanente, calcolando il 75 per cento. Vi è poi qualche inquilino che, indipendentemente dal reddito attuale, aveva già ricevuto assicurazioni scritte circa l'assegnazione dagli assessori Velluto e, successivamente, Cuono nel 1975. In questo caso si potrà sempre procedere all'assegnazione della casa popolare, applicando però, nel caso il reddito attuale sia salito altre i sei milioni, un affitto calcolato in base alla legge dell'Equo Canone. E le cooperative ? Come è stato comunicato dai rispettivi rappresentanti, agli inquilini del Moncucco si offre anche
Moncucco: incontro in C.d.Z. tra gli inquilini e i rappresentanti delle cooperative la possibilità di ottenere la casa associandosi ad una delle due cooperative, «Il Monte» a proprietà indivisa e « Provenza» a proprietà divisa. I limiti di reddito per divenire soci de «Il Monte» sono tra i 4 e i 6 milioni; chi gode invece di redditi superiori può scegliere la «Provenza». È evidente che ben pochi potranno essere gli abitanti del Moncucco che potranno trovare conveniente la partecipazione alla «Provenza», visti gli importi delle quote, tra gli 8 e gli 11 milioni, da pagarsi prima della consegna dei locali. Più interessante ci pare invece la proposta della coo perativa «II Monte», che prevede di completare la costruzione entro 14 mesi dalla data di inizio dei lavori, prevista entro la primavera 1979, con un costo per metro quadro di 350 mila !ire. Verranno realizzati 48 appartamenti di cui 9 da 2 locali (50 mq.), 29 da 3
locali (68 mq.) e 10 da 4 locali con doppi servizi (89 mq.). La cooperativa «Il Monte» ha a disposizione un miliardo di fondi ANIA. Il rimanente, circa il 15%, dovrà essere raccolto tra i soci della cooperativa in ragione di 2.640.000 lire per gli appartamenti di 2 locali, 3.590.000 lire e 4.700.000 lire rispettivamente per i 3 e i 4 locali. Il costo annuo per ciascun tipo di appartamento è di 890 mila lire per 2 locali, 1.290.000 per 3 e 1.680.000 per 4 locali. L'associazione a ciascuna del le due cooperative potrà farsi entro il 30 aprile prossimo. Il rappresentante della cooperativa «Il Monte» si è infine det to disponibile ad incontrare gli abitanti del Moncucco per fornire tutte le spiegazioni del caso. Quali sono i commenti al Moncucco? Quasi tutti i pen SEGUE A PAGINA 2
ALBERIAMO VIALE FAMAGOSTA A PAGINA 11