MENSILE DEI LAVORATORI COMUNISTI DEL GRUPPO FIAT
ECENTOM
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Anno II - n. 3 - Maggio 1975 - Sped.
LE NOSTRE PROPOSTE IL NOSTRO METODO di WILMER MANFREDINI
UN ARTICOLO DI FERNANDO DI GIULIO: UNITA' E CLASSE OPERAIA
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gloriose bandiere del lavoro
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I comunisti, conclusi i lavori del loro 14" congresso affrontano di già la prossima campagna elettorale. Una campagna elettorale che si presenta difficile e tesa, ma che deve essere condotta avanti in modo ragionato e fermo. Certo, non si può dire che questo congresso sia passato sotto silenzio, da mesi se ne parlava con accenti più o meno diversi, ne parlavano giornali ed esponenti politici, per non parlare della grande partecipazione di cittadini non comunisti alle assemblee congressuali dei PCI. Tutto questo, crediamo abbia voluto significare qualcosa per il Paese. Ma non tutti ne hanno parlato o hanno partecipato; non tutti hanno inteso cosa fossero i comunisti, che cosa dicessero o cosa volessero. Non tutti hanno voluto far vedere quanti erano o cosa facevano nella grande arena che era il palazzo dello sport romano. A questa affermazione, qualche lavoratore potrà obbiettare, che era impossibile nascondere al Paese che cosa fosse e rappresentasse il congresso comunista, 3 che sarebbe stato impossibile nascondere agli occhi e orecchie degli italiani quanti erano e cosa dicessero te persone presenti a quella manifestazione. Ma — ahimè — da noi. in auesto magnifico paese di poeti e di santi, navigatori e di scienziati, di gente che lavora (troppo per la
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verità); ci sono si terroristi neri ed aspiranti golpisti; ma anche quale aspirante Napoleone che le ha studiate tutte (persino di notte) per far credere che i comunisti non ci sono, che i lavoratori ed i loro problemi non interessano, che i giovani non contano niente, che i fascisti sono una suggestione che conta e interessa solo Lui, insomma, Lui e i suoi amori — l'antied ora comunismo, il suo ordine pubblico Lui e la sua passione anticumulo (?). Ma come tutti i Napoleone delta storia, oltre ad essere piccolo (di statura) ha i suoi bravi servi, nella direzione RAI-TV, la cui ignomia e faziosità non ha eguali. Ma credo che basti!... parliamo di cose serie. Può essere sembrato, o s'è voluto far credere che il congresso del Partito Comunista si sia ridotto in sostanza al clamoroso gesto della delegazione D.C. o alle vicende Portoghesi, in realtà non è stato così. I problemi della crisi nazionale ed internazionale le condizioni di vita e di lavoro delle masse operaie, i problemi dei giovani e delle donne, le prospettive di sviluppo economico, il sicuro e l'ordinato svolgersi della vita civile, era assurdo pensare che non fossero affrontati. I nodi della crisi che investe il mondo capitalistico, le lotte e le iniziative per dare al paese una direzione politica valida e sicura sono stati l'asse dominante del dibattito con-
gressuale. Si è sottolineato come alla crisi del sistema capitalistico, faccia riscontro un relativo benessere dei paesi socialisti e come l'emergere oramai irreversibile dei paesi del terzo mondo ponga di fronte il nostro paese e di mutare il l'Europa stessa alla condizio' loro atteggiamento subalterne, alla politica Americana e affrontare in modo positivo rapporti economici e politici con questi paesi. Non è pensabile che il rapporto economico tra un paese e un altro venga concepito come un rapporto di colonia o di privilegio di uno sull'altro; per questo occorre che sia avviata una politica estera per favorir\ lo scambio di economie di tecniche e culture diverse su basi di parità e di reciproco riconoscimento. Seguire la strada della minaccia o del ricatto come propone il Segretario di Stato Americano nei confronti dei paesi produttori di petrolio non si fa altro che respingere le possibilità di raggiungere intese economiche vantaggiose per entrambi i contraenti, oltre che allontanare le prospettive di una sicura pace. L'Europa stessa ha le carte in regola per imboccare questa strada, essa ha certamente bisogno di materie prime, ma è in possesso di enormi capacità tecnologiche che possono indubbiamente favorire lo sviluppo di rapporti economici e politici favorevoli. In questo senso l'Italia non può restare a guardare, anche perchè da questa