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Mercoledì 29 u e mb re — su proposta dell'Assemblea e del. Consiglio di fabbrica della OVER — gli operai della OVER e della iVAR si sono riuniti por discutere i risultati jena recente lotta della IVAR.
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Ai termine dell'incontro è stato approvato ur Jiicumento che critica il mancato appoggio dei vertici sindacali alla lotta della IVAR e i continui compromessi, fatti dai burocrati a spese degli operai, in nome della e ripresa W. dattiva vo!ins dai padroni.
Con questa presa di posizione si apre finalmente nel sindacato una lotta chiara eoetro la linea imposta dai burocrati sindacali (come il segretario della ROM Tullio Veronese).
• i dirigenti opportunisti della FIM, che pure ai dicono di « sinistra n, sono subito intervenuti e stanno manovrando per cercare di impedire agli operai di diffondere questo does(reeeto. Ancora una volta i dirigenti FIM, no-
A PAQINA 3
nnstante le loro « beghe .personali » con Veronese, si trovane d'accordo con lui calando, si tratta d'inipediee íl dibattito e la critica della base.
E' indispensabile :che anche • gli operai delle altre fabbriche si muovanoepretendendo di conoscere e discutere questo documento. Tutta la base operaia, deve essere investita di questi proWemi.
Questo non significa « uscire dal sindacato » e costruire « organismi rivendicativi autonomi » (cioè difetto .urLaltro sindacato), come propone « Unità, Proletaria ». Proposte del genere, confusionarie e avventuristiche, nen hanno nessuna possibilità di essere condivise dagli operai. In pratica, quindi, servono solo di pretesto ai burocrati per dire che si vuole « distruggere n iI sindacato e per sviare, con qUesta scusa, le-critiche della base alla loro linea politica.
Ma è inutile che i burocrati cerchino scappatoie. Chi li critica — come .,hanno fatto gli operai della OVER e della IVAR — vuole costruire una vera unità. E eeesto è possibile solo imponendo ne! sindacato una linea conforme agli interessi degli operai, contro k linea di « collaborazione » coi padroni riconfermata proprio in questi giorni dal segretario nazionale della CGIL (ed esponente dei PCI) Luciano Lama.
Sviluppiamo e organizziamo — nelle Assemblee, nei Consigli, negli organismi sindacali — una lotta aperta contro le manovre dei ertici, per dare una giusta direzione alle lotte operaie e battere i padroni.
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SONO COMINCIATE LE SCUOLE
Chi ha figli che vanno a scuola se ne è accorto subito: solo peri libri da 20.000 a 40.000 lire al mese altre 20.000 lire circa di materiale scolastico (cartelle, penne, quaderni, gregbiulo, scarpe da ginnastica, ecc.) tr
= da 15 a 20.000 al mese per tasse scolastiche, mense, trasporti
In totale, solo nel primo mese di scuola, ci sono dalle 60.000 al le 80.000 lire di spose. Ecco cosa si trovano gli operai a fine mese ol pobto degli "aumenti:salariali" e del "premio di produzione".
CHE COSA RICEVONO GLI OPERAI IN CAMBIO DI QUESTI SACRIFICI?
Ci dicono che la scuola è aperto a tutti, o che a taitià detà3a possibilità di migliorare la propria posizione sociale.
Questo è falso, porchè solo il 7% degli iscritti all'università sono figli di operai e anche dopo l'università sono solo i figli dei ricchi'a far corriera.
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E poi, cosa insegnano a scuola ai nostri figli?
°A Francesco Círio — scrive un libro di 58 elementare — va un olteun rito: con la conservazione degli alimenti egli ha aiutato l'umanità nella lotta contro la fame" — Un altro testo per le elementari dico "Sorso il partito fascista col proposito di rendere la patria ordina ta o disciplinata all'intorno, forte o rispettata nel mondo" — Ed in un altro testo si leggoi "Sono vecchio e al buon Dio non chiodo che di stare alla fonderia fino al mio ultimo giorno".
I libri non dicono como si tribola in fobbrtco o a chi vonnoilro fitti ricavati dal lavoro degli operai. Insegnano invece ad amare o a "rispettare" i padroni, il loro governo, il loro stato.
QUESTA E' LA SCUOLA WI PADRONI E SERVE A LORO
Una scuola diversa, realmente aperta a tutti, che dia una cultu— ra proletaria o che pormetto a tutti di sviluppare lo proprie copoci tà, sarà possibile solo in una società diversa, dove o dirigere sia— no gli oporol o dove non ci siano più i padroni.
Ma già adesso possiamo faro qualcosn.
Possiamo lottare contro il tentativo di far pagare questa scuola ai lavoratori, organizzarci per non pagarla e appoggiare lo lotte de gli studenti su questi giusti obiettivi§ pretendendo che libri, tra— sporti, mense, frequenza siano re-lmento gratuiti.
E' ANCHE QUESTO UN MODO DI DIFENDERE IL NOSTRO' SALARIO.
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SE Ai eet
PAGANO GLI PANOW OW04
GRAVI DICWARAZIONì da& G6m.. LAMA«,
Ecco il testo delle dichiara :rioni fatte domenica 3 ottobre al giornale padrunala "Il Messaffe— ro", dal segretario gaàerala del la CGIL, Lupino Lama;
« La situazione economica è moito seria e preoccupante», La sola cosa seria da fare è ~livore la domanda del "Singoli, ma senza ricorrere ad una manovra ge- nerale di aumento dei !alari,
Il momento, secondo Lama, sarebbe psicologicamente fa- vorevole «per una campagna di aumenti », ma i sindacati non íntendono ora a fare concessioni alle spinte dei sala- ri ».
I giornali padronali hanno e logiato questa diohinrazioni.
"L'Arele ha scrittoi
Sí tratta, all'apparenza, di una dichiarazione di disponi- hilità per contribuire al ri- sanamento economico. Lo stesso Lama ha assicurato, dei resto, che «la •distruzione del sistema a non appartiene alla strategia dei sindacati. « Ci vogliono modifiche — ha det- to — ma che non liouidinc) l'istituto del capitale nè Presa hpivat..
Perfino il giornale fascista 5.1 1.2 91111 ha scrittoi
Lama ha LettlUESSO, sorprendentemente, che • è necessario dare nuove occasioni di recupero al Astemia . E i sindacati sarebbero disposti, tinetmente, a discutere ragionevolmente con Governo e imprenditori come uscire dalle secche attuali '
Il segretario del PSDI Ferri ha dichiarato:
'T)uandò queste considerazioni sona state fatte, e ciò avviene da tempo, daì socialdemocratici, essi sono stati tacciati di conservatori, di reazionari, di alleati dei padroni contro i la- voratori.
Proprio nel momento in cullo ettacoo padronale oolpisoe più ramente il salario operaio con la cassa integrazione e l'aumento dei prezzi (il costo della vita
è già aumentato del 20%), il se— gretario della CGIL Lama si impe gna a "bloccare" la richiesta o— perala di un salario migliore e di migliori condizioni di vita!
faoile capire allora per— ohè i sindacalisti locali, fede— . a queste direttive nazionali, non appoggiano le lotte operaie, lasciandola andare incontro a'pe santi sconfitte.
(Zuesta linea è ohlaramentok posta nel sindacato da quelle rcz ze politiche (sinistra do — PSI— PCI) che sono al governo o che n. gliono andarci, e per questo hall no interesse a "rassiourardl i pl droni.
NOI PERO' DOMANDIAMO: "QUESTA
wawitawasiadtumuma , zusancramagesemeimmitammegmata2taki »
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LINEA E' CONDIVISA DAGLI OPERAI. CHE PAGANO LE QUOTE AL SINDACATO?"
DALLE FAPPRIgilE.
5,6151WTC5, -
IL DEMOCRISTIANO CASATI — SEGRE— TARIO DELLA CISL — SI E' RIFIUTA TO DI FIRMARE UN DOCUMENTO DI SO LIDARIETAI .CDI LAVORATORI SAIFECS
MINACCIATI DA 160 LICENZIAMENTI, Non è un mistero ohe Casati è legato a filo doppio ai padroni, alla DC, alla Curia.
Ma i dirigenti della CGIL, la "sinistra"CISL (FIM—FEDERLI— DRO)non hanno denunciato queste manovre scissioniste e hanno ri— nunciato a pubblicare il documen to , accettando ancora una volta il ricatto della destra in nome della...unità!
Quale , unità? Non certo quel— la degli operai, bensì quella coi padroni e il loro servo Casati.
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ALLA CROMORAMA SONO STATI LICEN— ZIATI 32 OPERAI E ALTRI 10 NE SO NO STATI LICENZIATI 111141.A., SCALIGERA
La scusa è sempre quella: ren— dere l'azienda pi.ù produttivajzior ganizzandola a spese degli tperai.
E' chiaro che senza una• mobili tazione coordinata provincialmen te non si possono respingere quo sti attacchi, in atto ormai in nu morose fabbriche veronesi.
S@LUD&MIUMP . 000cAl enr19
SUL "LAVORATORE" (ORGANO DEL PCI)
SI SOLIDARIZZA CON VERONESE, AT— TACCATO DAI "ÚRUPPI".
IL PADRONE HA CERCATO DI SABOTA— RE LO SCIOPERO ARTICOLATO (in cor so su importanti rivendicazioni aziendali)facendo terminare l'o— raria lavorativo all'inizio del— lo sciopero di mezzora (15.30/16).
Gli operai hanno risposto subi to(martedl)con uno sciopero e u— na manifestazione di protesta.
Veronese(àogretario FIOM) è il maggior responsabile delle s'on— fitte operaie alla Parma & De Ga ra, Riailo, Ivar. Per questo è or mai largamente screditato fra es?.i operai.
Ma non è. un caso isolato. Dio— tra di lui c'è una linea di auo gio alla ripresa produttiva, so— stenuta dal PCI nella speranza die i padroni lo prendano al governo.
La solidarietà del PCI locale con Veronesò conferma questo ihtto.
INVITIAMO GLI OPERAI A DISCUTERE QUESTO FOGLIO, A DIRCI LE LORO CRITICHE. LABORARE(soprattutto sui problemi della loro fabbrica) E A *PASSARLO.. AD ALTRI (i nos:?i mltati mezzi finanziari ci Impediscono di stamparne plu' copie).
Il Circolo Operaio della ZAI vuol diffondere fra gh operai la coscienza del toro comuni In.s ressi di classe, sostenendo tutte le Iniziative che servono a unirli e a migliorare le loro tondizioni di vita.
il Circolo vuote anche sviluppare una coscienza politica dl classe, che significa: capire cosa sono il capitalismo e l'imperialismo e perché al deve lottare per una società diversa socialista, diretta da chi lavora.
Nel Circolo gli operai d'avanguardia cominciano unirsi Nr lavorare con la generalità ziegli operai, contro io sfruttamento padronale e per costruire insieme ai gruppi e ai circoli ,d'ogni parte d'Italia — nizzazIone politica rivoluzionar4.
La sede del Circolo Operaio della ZAI (via Scuderlando, 202) è aperta tutti i giorni (esclusi i fe Alvi) dalle ore 17,30 alle ore 20.
pubblicazione eettlimenale - pr. P. Rosoli. reati. W. Peruzzi - autorizz. Ori tribunale di verone n. 256. 9 marzo 1971 - via acuderlando 202. vr - cicloet. in (+, oF
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