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quartiere e politica PERIODICO DEI QUARTIERI ISOLA - FONTANA - ISTRIA - GRECO - PONTE SEVESO a cura delle Sezioni del PCI della Zona 2 - Giugno-Luglio 1974 - N. 3
Brescia: impegno e monito per una svolta antifascista basata su radicali mutamenti La prima richiesta sorta dalla condanna della strage, espressa dalle grandi masse popolari e, forse per la prima volta, da strati assai ampi di popolazione non sempre, nel passato, dimostratisi sensibili alla lotta antifascista, è quella di andare, finalmente e definitivamente, al fondo della torbida trama eversiva che dal 1969 attua, nel nostro Paese, i delitti più atroci. Andare fino in fondo vuol dire, innanzitutto, individuare gli esecutori, risalire ai mandanti e ai potenti finanziatori, smascherare coloro che ne hanno sempre nascosto le responsabilità, denunciare quanti della destra perbenistica offrono copertura e spazio organizzativo e politico ai terroristi. Questa esigenza popolare profonda non può venire oltre calpestata. Coloro i quali detengono il potere da decenni commetterebbero un errore grave se non comprendessero che l'Italia del 12 maggio è cambiata e con essa non si può più giocare al braccio di ferro.
trate soprattutto con l'imposizione progressiva sui valori immobiliari fortemente rivalutati dall'inflazione e sui profitti congiunturali derivati dall'enorme rivalutazione delle scorte di materie prime di certi grossisti e di certi produttori, una politica dei pezzi che garantisca la stabilità di alcuni prezzi collegati ai consumi essenziali delle classi più povere (pane, pasta, latte, olio, zucchero) e il controllo effettivo di altri, un programma di
l'Unità
l'Unità 4 MILIARDI PER LA l'Unità l'Unità STAMPA COMUNISTA l'Unità Molti sono i problemi che ruotano attorno al tema della libertà di stampa, dal tentativo di concentrare le testate, messo in atto dalla grande industria monopolistica, al tentativo di negare ai giornalisti la obiettività nel fornire notizie. E' in questo quadro chè si inserisce l'aumento del prezzo dei quotidiani a 150 lire. Obiettivo delle forze economiche dominanti è quello di mettere in difficoltà i giornali a bassa tiratura, costringere gli italiani, perlomeno coloro i quali appartengono alle classi meno agiate, alla rinuncia della OBIETTIVI DELLE SEZIONI DELLA ZONA 2 PER LA STAMPA COMUNISTA
Ma un'altra esigenza radicata cosciente pongono le masse popolari, il Partito comunista in primo luogo, oltre alle forze della sinistra e alle grandi organizzazioni sindacali dei lavoratori. Non si chiede soltanto una decisa repressione dei sicari fascisti e delle forze che li finanziano e li manovrano, ma anche un radicale mutamento della politica economica dello Stato, l'abbandono della linea Carli che rappresenta un attacco complessivo ai livelli dí occupazione, al tenore di vita, alle condizioni di lavoro ed al potere dei lavoratori e dei loro sindacati. E' necessario adottare con urgenza una politica economica di emergenza che comporti misure atteggiamenti tali da attenuare almeno gli effetti disastrosi della linea Carli e le enormi contraddizioni sociali e politiche che essa è destinata a provocare nel nostro Paese. Una politica che preveda la selettività del credito, la localizzazione di, nuovi insediamenti industriali nel Mezzogiorno, gli investimenti nell'agricoltura, la politica di investimenti degli Enti locali, una politica fiscale che recepisca nuove en-
Per la libertà di stampa, per la democrazia
Bietolini Bontadini Ferretti Pea 1° Maggio
L. 650.000 800.000 1.200.000 800.000 1.000.000
Una riunione dell'Ufficio di coordinamento del PCI della Zona 2 presieduta dal coordinatore Rinaldo Coscelli, presenti i segretari di Sezione Ambrogio Sala (Bietolini), Bruno Cassani (Bontadini), Gianfranco Zacché (Ferretti), Gino Giovannetti (Pea) e Clemente Benelli (I° Maggio).
L. 4.450.000
investimenti pubblici nelle infrastrutture sociali (opere igienicosanitarie, scuole, trasporti), una revisione dei criteri di erogazione della spesa pubblica a favore degli investimenti di interesse collettivo, con l'immediata revisione delle procedure che paralizzano la politica di investimento degli Enti locali. Sergio Dugnani
lettura, mettere in difficoltà soprattutto l'Unità, il grande giornale comunista che vive grazie al solo contributo dei lavoratori. Quello che è certo è che, ancora una volta, l'inefficienza del governo, il non aver saputo prendere provvedimenti immediati nonostante le molteplici proposte dei parlamentari comunisti, il non aver garantito una vera libertà di stampa, ha messo in estrema difficoltà non solo il nostro giornale ma tutti i quotidiani italiani. Da qui nasce la decisione del nostro Partito di aumentare l'obiettivo nazionale della sottoscrizione a 4 miliardi di lire per sostenere l'Unità. L'essere costretti a subire aumenti strepitosi del costo della carta, in parte nemmeno giustificati, la , mancanza stessa della carta che ci costringe all'acquisto all'estero a
prezzi più alti per merce di qualità più scadente, la necessità di non diminuire il numero delle pagine per garantire una informazione precisa e dettagliata ci costringe a chiedere un ulteriore sacrificio a tutti i militanti, cittadini e lavoratori che ci hanno sempre sostenuto e che noi siamo convinti ci sosterranno ancora. Certo molti si chiederanno: perchè questi sacrifici dopo l'approvazione in Parlamento della legge per il finanziamento dei partiti? Il nostro è un Partito che non ha fondi neri. La decisione assunta è di adoperare i fondi della legge per avere più Sezioni, più Federazioni, una migliore organizzazione in modo particolare nel Sud e nelle zone bianche del nostro Paese, A proposito di questa legge molti nutrono dubbi perchè consente anche il finanziamento del MSI.
Per fare quello che il fascismo ha fatto a Brescia e in tutte le parti d'Italia non bastano pochi milioni ma occorrono miliardi e non sarà certamente questa legge che può favorire disegni reazionari di tale portata. Il -fascismo • si batte in altro modo, colpendolo con forza: la forza e la compattezza dei lavoratori, minandolo nella propria base elettorale attraverso la capacità di arrivare alla industrializzazione del Mezzogiorno e risolvendo i problemi dell'agricoltura di tante parti d'Italia. In questo quadro ritengo sia valida la proposta per arrivare ad un Festival de l'Unità della Zona 2 che ci permetta di presentarci con tutta la nostra capacità di organizzazione e di discussione. Tutto questo non deve diminuire però l'impegno per i Festival di Sezione. Rinaldo Coscelli