SIAMO ANCORA ALLA RIBALTA
Nel riprendere la pubblicazione di «Fabbrica sul Lambro» rivolgiamo il nostro più caloroso saluto a tutti i lavoratori e alle loro famiglie.
A qualcuno dispiacerà non poco che il nostro giornale riprenda oggi, dopo una parentesi, le sue pubblicazioni, certamente non a i lavoratori.
Qualcuno che forse gongolante pensava di aver scritto la parola fine alle pubblicazioni del giornale, strumento di denuncia, di agitazione e di guida, e con questo di aver strappato ai lavoratori un importante strumento.
Ma evidentemente i conti sono stati fatti senza il solito oste, la classe operaia, diciamolo chiaramente, ha perso una battaglia è vero, ma la guerra è ancora lunga e sulla distanza eccola ritornare con forza alla ribalta.
« Fabbrica sul Lambro », la bandiera dei lavoratori della Innocenti, ritorna a sventolare ed a raccogliere intorno a sè tutti i lavoratori, operai e impiegati per guidarli nella battaglia che si apre contro il despotismo, i soprusi, l'esosità padronale e lo sfruttamento, per conquistare condizioni di vita e di lavoro più civili.
E' un segno dei tempi. Alcuni anni fa, sfruttando una particolare congiuntura tecnicoproduttiva e politica, i dirigenti azienda li assestavano duri colpi alle organizzazioni politiche e sindacali classiste e rivoluzionarie, per eccellenza antagoniste del padronato.
Il tempo, al solito, è maestro ed i lavoratori a proprie spese, purtroppo, hanno dovuto constatare una volta di più che il padronato quando colpisce la organizzazione classista o i suoi dirigenti, lo fa per eliminare ogni resistenza alle sue mire di sfruttamento su tutti, con l'obbiettivo di trarre più elevati profitti e la collaborazione è intesa da esso a senso unico, del ricevere, ma mai del dare, del comandare senza possibilità d'appello.
Vogliamo qui ricordare, non per amore della polemica, ma per sottolineare che la via dell'unità e della lotta è l'unica possibile per l'emancipazione dei lavoratori e per il progresso, che quei sindacalisti che ieri implicitamente avevano agevolato l'offensiva reazionaria della dire-
Con le prossime elezioni per la Commissione Interna
Riportiamo nella fabbrica un clima di libertà
Votiamo per candidati che sappiano tenere fede agli impegni di lotte per la conquista delle nostre rivendicazioni
Ancora pochi giorni ci dividono dalle elezioni per il rinnovo della nostra CIDI. Tutti senz'altro avranno avuto e letto diverso materiale di propaganda distribuito dalle tre maggiori correnti sindacali ma non crediamo di essere presuntuosi se anche noi di « Fabbrica sul Lambro » ci permettiamo di invitarvi seriamente a riflettere sul voto che esprimerete. Siamo certi di essere nel vero affermando che questi ultimi anni sono stati per tutti noi densi di una pesante esperienza, e per questo non è fuori luogo, prima di scrivere di un preventivo per il nostro futuro sindacale, tirare un po' le somme per vedere obbiettivamente come stanno le cose.
La situazione degli operai negli stabilimenti Innocenti si è
aggravata e si aggrava ogni giorno sempre di più. Ad uno sviluppo sempre crescente della produzione, all'aumentato numero di capannoni, all'aumentato progresso tecnico, in una parola ha fatto riscontro uno spietato rincrudimento della disciplina aziendale tanto da essere dispotismo.
Molti anni fa avendo la Direzione di fronte una massa compatta dì operai e tecnici organizzata nel Sindacato unitario si dimostrava animata da un ben diverso spirito nei confronti dei propri dipendenti. Allora la parola collaborazione non era intesa nel senso di far prevalere solo e esclusivamente gli interessi del padrone.
Pur essendo la produzione limitata fu realizzato il Fiamli,
Nuovo incremento al «tragico lusso»
TRATTATIVE NON MISSILI
Fra pochi giorni, alla riunione della NATO che si terrà attorno al 10 marzo, il governo italiano concreterà la me:sa in opera delle basi per missili a testata atomica e termonucleare in Italia.
Sulla determinazione del governo non vi sono dubbi : a chi faceva rilevare che l'installazione era stata respinta da paesi membri della NATO come la Danimarca e la Norvegia si è risposto che l'Italia tira diritto; a chi rilevava che sul paese dal quale partono i missili è più faciie che cadano i missili avversari si è risposto che c'è in gioco la civiltà occidentale; a chi denunciava che è assurdo incrementare il già « tragico lusso » del-
zione aziendale contro una parte dei lavoratori nella vana illusione di una comprensione padronale, sono stati da tre anni di dure esperienze clamorosamente smentiti.
— I problemi dei lavoratori della Innocenti sono rimasti insoluti, anzi, d:bbono darcene , atto, si sono aggravati. La soluzione dei problemi: aumento dei salari ; riduzione delle ere lavoretive; contrattazione di tutte le norme; ripristino della libertà nella fabbrica, ecc... non potrà
le spese militari, si è risposto decidendo lo stanziamento di 100 miliardi; a chi proponeva la neutralità atomica dell'Italia come mezzo per facilitare la distensione e per creare nell'Adriatico una vasta zona di pace, si è risposto accentuando l'atlantismo e respingendo « ipso facto » il piano polacco per la creazione di una zona deatomizzata.
Il governo, senza dubbio, è fermamente deciso a perseguire la linea oltranzista che, ormai, va facendo fallimento. Nemmeno il ministro Del Bo riesce ad imporre la benchè minima rettifica. Solo il popolo può riuscire ad ottenere un cambiamento di rotta.
che derivare dall'azione unitaria di tutti i lavoratori guidati, ce lo auguriamo, da una C.I. unitaria.
— « Fabbrica sul Lambro » per quanto le compete, confidando anche nell'aiuto finanziario dei lavoratori, svilupperà con tenacia, come nel passato, la sua battaglia, certa di raccogliere le simpatie e l'approvazione di tutti, e di contribuire validamente alla riscossa operaia alla Innocenti, che non mancherà di portare i suoi frutti.
importante conquista nel campo dell'assistenza, furono ottenuti i tre premi annui, diversi miglioramenti extracontrattuali, la maggiorazione della percentuale sugli straordinari ecc. Qualsiasi provvedimento di carattere disciplinare era dalla Direzione comunicato precedentemente alla Commissione Interna la quale interveniva sempre in difesa dell'operaio per far rispettare il contratto collettivo. Tutto ciò sia ben chiaro senza che fosse pregiudicato l'avvenire della fabbrica perchè nel frattempo la produzione aumentava e il prodotto si Leffeernetve. grazi^ alla collaborazione fattiva delle maestranze. Fu da quanto il padronato riuscì in campo sindacale a dividere i lavoratori che anche alla Innotenti le cose cominciarono ad andare diversamente. Si dovettero fare scioperi prolungati per questioni che con un po' di volontà erano risolvibili, incominciò, specie quando la direzione del personale fu assunta dal sig. Fasciano, l'attacco e la limitazione alle libertà sindacali. Un esempio valga per tutti: esistevano prima i responsabili sindacali di reparto elette, democraticamente dagli operai che portavano in C.I. i problemi più sentiti dai lavoratori ed attraverso l'esplicazione di questa forma di democrazia la C.I. portava in direzione, nelle trattative l'aspirazione più reale e genuina dei lavoratori. Non erano rivendicazioni di carattere generale, ma la soluzione di questi particolari problemi rendeva p'ù sopportabile la fatica quotidiana senza peraltro compromettere le sacre tasche dei sigg. padroni. Questa forma di democrazia e cl; libertà fu una delle prime ad essere soppressa.
Parlavamo al principio di dura esperienza contratta da tutti noi da quando, qualche anno fa, qualcuno presentò anche a noi la richiesta di « proviamo per un anno» iniziando così il ben strano metodo della collaborazione in un « tranquillizzante clima nuovo ».
Le elezioni per il rinnovo della della C.I. sono prossime e considerando che « la prova di un anno » è già durata più del necessario, riteniamo che sia giunto il momento in cui i lavoratori (continua a pag.
ANNO V - N. 1 - L. 10 I PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'INNOCENTI I Febbraio 1 9 5 8
Dai reparti e dagli uffici
«Non è [urto»
Dal reparto 19
Da più reparti ci viene ormai segnalato che è « senza soste » il taglio dei tempi, o meglio, l'intensificarsi dei ritmi di lavorazone.
In particolare dal reparto 19 mentre gli operai vengono spremuti con un ritmo esasperante di lavorazione, per consolarli il capo, attivista della UIL, circola indisturbato distribuendo tessere della sua organizzazione sindacale per il reparto.
L'accostamento è puramente casuale. Vogliamo però ancora una volta ribadire che la soluzione del problema è da ricercarsi nel modificare i rapporti di forze ed in pari tempo nello eleggere e nel rendere efficiente la C.I. affinchè abbia ad intervenire più decisamente e tempestivamente sulle controversie che diuturnamente sorgono. In definitiva dipende dall'unità e dal coraggio dei lavoratori di saper affermare con forza... e con la lotta i propri diritti e difenderli.
Non tutti sono uguali
Alcuni operai ci scrivono:
« Abbiamo saputo che i dipendenti della A.L.A.C.I. che consumano il loro pasto alla nostra stessa mensa pagano 80 lire per ogni pasto ».
Premesso che il problema fondamentale è la liquidazione di tali imprese di lavoro e l'assorbimento negli organi effettivi dei dipendenti da queste imprese, vorremmo però sapere perché a
questi lavoratori, che svolgono le nostre stesse mansioni in produzione, percependo la stessa retribuzione che percepiamo noí, non debba essere riservato l'identico trattamento dei dipendenti della Innocenti per quanto riguarda almeno la mensa. Perché mai devono pagare alla Direzione per la mensa 10 volte tanto quello che paghiamo noi i lavoratori dell'ALACI?
Riteniamo che il fare giustizia di questa situazione non comporti poi eccessivi oneri per la « nostra » spettabile direzione. E' augurabile perciò che si provveda con solerzia.
Dallo STA-ME indegnità morale
Dagli uffici dello STA-ME ci hanno scritto una lettera denunciando alcuni vergognosi e scandalosi fatti più volte accaduti e che offendono la dignità dei lavoratori.
Tra l'altro è detto nella lettera: « ... Che il compito delle guardie sia quello di sorvegliare e difendere la proprietà privata dell'Innocenti lo comprendiamo e siamo perfettamente d'accordo, che le stesse guardino le donne, bè sono uomini, lo possiamo capire, ma che vengano anche nel gabinetto perfino delle donne a spiare e a guardare dentro per vedere se effettivamente stanno facendo il loro bisogno, questo è troppo. A parte il fatto che non siamo « proprietà ,privata» dell'Innocenti, è una sconceria indegna che deve finire.
mensa non migliora
I problemi che alla Innocenti da vari anni aspettano una positiva soluzione sono molti e certamente non dobbiamo ricorrere alle nostre facoltà mnemoniche per ricordarle tanto gli stessi sono sempre vivi, sempre presenti e non passa giorno che non facciano sentire il loro peso.
Fra tutti però ve n'è uno che gode di un particolare primato di anzianità. E' un problema tanto annoso, seppure tutt'altro che di difficile soluzione, da essere quasi connaturato con la Innocenti stessa. Possiamo a ben ragione dire che riassume in sè la caratteristica principale della prassi padronale quella del promettere molto e mantenere poco (o nulla). Avrete certamente capito che ci riferiamo alla questione della mensa.
E' veramente deplorevole che alla Innocenti dove impera il tanto decantato modernismo di mangi ancora tanto male. Il problema, possiamo dire, non è mai stato affrontato in modo serio pari all'importanza che esso ha.
E' vero, i gestori cambiano continuamente, i direttori li seguono d'appresso, le visite dei capi del personale, bontà loro, non mancano mai, ma il vitto era ed è... il solito.
Recentemente si è ricorsi a quello che potremmo definire con spirito lo « sciopero della fame» nella speranza di richiamare l'attenzione di chi di competenza sul problema e smuovere la situazione. Ma a quanto pare la speranza è rimasta solo tale e la mensa... pure.
A questo punto crediamo, sicuri di interpretare l'unanime sentimento, giunto il momento di affermare chiaramente che tutti sono stufi di questo immobilismo.
continuazione da pag. I diano il loro voto a quei rappresentanti che si propongono di riportare i rapporti fra noi e il datore di lavoro a quel livello che abbiamo poc'anzi descritto. Dobbiamo impedire che la nostra fabbrica continui ad essere una caserma, dove si continuino a registrare sconcerie come quella di vedere le guardie arrampicarsi sui muri per guardare nei gabinetti perfino delle donne, che in una sola notte arrivano a fare decine di rapporti ad operai. Noinon abbiamo ad operai: Noi non abbiamo nessun malanimo verso questi lavo_ ratori, anzi, a qualcuno immemore rammentiamo che tutti gli operai scioperarono compatti per difendere una guardia ingiustamente colpita da licenziamento, ma non possiamo fare a meno di rivolgerci a loro con le parole di un loro stesso collega e cioè che essi sono vincolati da un giuramento di tutela del patrimonio privato e quindi nessuno li può obbligare a trasformarsi in aguzzini.
Per tutto ciò quindi, per riportare nella fabbrica un clima veramente nuovo, di libertà, noi chiamiamo i lavoratori a votare per quei candidati in C.I. che si impegnino a sostenere con fer-
mezza la richiesta del ripristino della libertà della riduzione delle ore lavorative a parità di retribuzione. Con la lotta già siamo riusciti a strappare un premio di 16.000 lire ma questo noti è ciò che ci aspetta, abbiamo diritto a molto di più. Dobbiamo eleggere una C.I. che intervenga coraggiosamente per il rispetto totale di quanto stabilisce il nostro contratto di lavoro.
Credo che nessuno di noi accetti della merce di un peso inferiore a quello stabilito e di una qualità più scadente di quella pattuita. Nella medesima posizione ci dobbiamo mettere anche noi eleggendo persone competenti e oneste che interpretino e facciano rispettare i rapporti di lavoro secondo il contratto e secondo l'articolo della Costituzione italiana che sancisce che un cittadino che lavori in una fabbrica italiana non deve perdere la propria dignità.
Servi a tutti noi questa positiva esperienza per sostenere questi uomini nuovi affinchè la nostra fabbrica nella quale viviamo le ore migliori della giornata sia lo strumento per garantirci l'esistenza nostra e della nostra famiglia con dignità e secondo le esigenze dei tempi in cui viviamo.
La Direzione ha il dovere, non solo di preoccuparsi della «sorveglianza » in cui tanto son solerti, di dare una migliore assistenza ai dipendenti, nel caso in questione una migliore mensa e non pretendere solo più lavoro.
Una modesta richiesta al proposito, senza voler peccare di presunzione, vorremmo avanzare.
Non è giunto il momento, signori della direzione, di stabilire un serio e diretto controllo dei lavoratori e dei loro rappresentanti in C.I. sulla mensa?
Tale controllo dovrebbe essere naturalmente ciclico, nel senso che ad esso dovrebbero alternarsi a turno operai ed impiegati scelti a caso. Questi dovrebbero sorvegliare la quantità e la qualità della merce ed il modo di cucinare e di organizzare la mensa.
E' questa una proposta troppo ardita forse?
Forse sì, per una fabbrica come /'Innocenti dove si proibisce fin'anche di protestare se la mensa non è buona, facendo convocare dall'onnipresente Montibelli chi ha osato tanto e dove le guardie hanno l'ordine di ostentare la loro presenza per intimidire chi, esasperato, fosse intenzionato ad esprimere ad alta voce il suo parere.
La non consumazione del vitto è stata una prima avvisaglia della situazione, una forma embrionale di lotta, ai lavoratori spetta di portarla avanti in forme più decise, per conquistare anche più elevati stanziamenti finanziari che sono condizione essenziale per rendere migliore la mensa.
I li dito nell'occhio I
Un nuovo collocatore
Pare ormai assodato che l'ufficio di collocamento si sia trasferito alla portineria dello stabilimento Innocenti ed a tali funzioni si stato dedicato il sig. Oriani.
Non si spiegherebbe in altro modo il fatto che lo stesso signore vi si trovi per due o tre volte e più al giorno a colloquio con preti e genitori che accompagnano ragazzi.
Al nuovo impiegato dell'ufficio di collocamento i nostri « auguri » di buon lavoro. Un avvertimento però apche: attenti agli incerti del mestiere.
Radiofficilla
DICONO che in un lungo sermone tenuto nel corso della riunione dei collaudatori allo STA-ME il direttore del collaudo ing. Butta, dopo aver sottolineato che compito dei collaudatori ( o controlli che si voglia) è quello di fare tanti, tanti rapporti ; per ogni centesimo di differenza sulla misura del pezzo lo si deve fare.
PARE perciò che dopo tali direttive agli operai non resti che mettersi il cuore in pace e assuefarsi ad avere rapporti come complemento inscindibile della loro professione.
SI AFFERMA pure che tale ordine verrà sicuramente eseguito soprattutto perchè l'ing. Butta nel corso dello stesso sermone ha poi affermato che lui è un « pezzo grosso ». Attenti, quindi!
Leggete, fate leggere, sostenete Fabbrica sul Ladro Collaborate scrivendoci in Via Conte Rosso 12 (Casa del Popolo)
2 FABBRICA SUL LAMBRO
Il tempo passa, tutto cambia La
Riportiamo nella fabbrica un clima di libertà
Un'importante iniziativa
Scuola e produzione
SULLA BASE DEI DATI DEL '51 E QUELLI DEL '57
Confronto fra costo della vita
Prossimo un convegno salari, rendimento del lavoro al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica
Per iniziative della Redazione del giornale « La Scintilla» dei lavoratori della Borletti si è realizzata alla Casa della Cultura una riunione di rappresentanti di un gruppo di giornali di fabbrica e di istituto.
I colleghi della Borletti, partendo dalla considerazione dell'importanza che va sempre più assumendo il problema della formazione tecnica e della qualificazione operaia, hanno avanzato la proposta di realizzare un convegno promosso dai giornali di fabbrica e Studenteschi, che sono i portavoce della parte direttamente interessata al problema, l'iniziativa proprio per l'importanza che ha, è stata bene accolta ed ha suscitato l'interesse di tutti. A seguito di alcune riunoni preliminari è stata quindi lanciata l'iniziativa con un appello di convocazione che di seguito riproduciamo:
« I rappresentanti dei giornali di fabbrica, dei giornali d'istituto ed universitari, si sono riuniti per prendere in esame la grave situazione di inefficienza in cui versa la formazione tecnica e professionale e l'istruzione pubblica italiana in tutti i suoi ordini. La scoperta di nuove e potenti fonti di energia e l'introduzione di processi automatici di produzione, concorrono ad aumentare la necessità di tecnici qualificati. Va pure tenuto conto che dal 10 Gennaio '58, è entrato in vigore il MEC che apre la possibilità di libero scambio di mano d'opera.
A queste esigenze imposte dai mutamenti avvenuti in campo economico e scientifico, non corrisponde un'adeguata qualificazione operaia. Infatti la scuola di avviamento al lavoro e i corsi di qualificazione professionale, non solo licenziano meno della metà del fabbisogno di mano d'opera qualificata, ma si dimostrano anche incapaci di impartire una formazione tecnica più completa tale da rendere il giovane operaio capace di inserirsi in modo efficiente nel ciclo produttivo.
A queste deficienze nel campo operaio, corrisponde una situazione di crisi nel campo della istruzione inferiore e superiore. Non si è ancora attuato il principio costituzionale della scuola obbligatoria fino a 14 anni, principio d'altra parte infer'ore a
quello già realizzato in altri paesi. A questo si aggiunge, nel campo universitario, la disorganizzazione nell'ordinamento delle facoltà e l'inefficienza dei laboratori, derivata anche dagli insufficienti finanziamenti, fenomeni che impediscono di assolvere ai compiti di preparazione di intellettuali moderni e di tecnici e scienziati preparati.
I giornali di fabbrica e studenteschi, allo scopo di richiamare l'attenzione del Parlamento, dei partiti, dei sindacati, dei movimenti giovanili, di tutte le forze attive e dell'opinione pubblica del Paese su questi problemi, promuovono un Convegno dei giornali studenteschi e di fabbrica, che si terrà il 16 marzo prossimo nella Sala del Cenacolo del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica.
Invitiamo perciò le personalità, studiosi, uomini politici ecc., interessati a questo problema, ad inviare la_ loro adesione all'iniziativa, che pertanto rimane al di sopra di ogni qualificazione partitica.
I giornali promotori:
« Milano Universitaria » (Org. dell'Interfacoltà dell'Università degli Studi) — « Il Pilone » (lic. Scient. Volta) — «Mister Giosue » (Lic. Class. Carducci) — « Berchet 58 » (Lic. Class. Berchet) — «La Zanzara» (Lic. Class. Parini) — « Il Feltri » (Lic. Scient. Feltrinelli) — « Il nuovo Sandr;no » (Lic. Class. Manzoni) — « Il Petronius » (Lic. V. Veneto) — « Il Cinquemezzo » (Ist. Tec. Cattaneo) — « La Scintilla» (dei lavor. della Borletti) — «Fabbrica Unita» (della Pirelli) — «Voci dell'ATM» — « Fabbrica sul Lambro » (della Innocenti) — « Voce della C.G. E.» — « Il Portello » (dell'Alfa Romeo) — « Il Siderurgico » (della Falk).
Superfluo aggiungere che anche noi abbiamo accolto l'iniziativa con viva soddisfazione. Il problema interessa direttamente non solo i giovani che lavorano nella nostra fabbrica, ma tutti i lavoratori; sia per i loro figli e sia per l'avvenire stesso della nostra industria cui la classe operaia si sente strettamente collegata ed interessata. Ci auguriamo perciò, dando all'iniziativa stessa la nostra fattiva collaborazione, che essa si realizzi nel modo più positivo e costruttivo.
LIBERA INIZIATIVA
Le leggi di libertà assoluta per l'iniziativa privata sono sempre state invocate, sostenute, difese a spada tratta dalla « Innocenti »; quelle della iniziativa e del controllo di Stato osteggiate e combattute con ogni mezzo.
Si da il caso, ora, che Innocenti si senta « Stato » e affermi che la concorrenza non serve, è dannosa, non deve esservi.
Così, con i sistemi in voga in U.S.A. al tempo del proibizionismo, la concorrenza alla C.I.S.L. nelle elezioni per la C.I. ( impiegati) è cosa ignobile che « non s'ha da fare ».
Il novello Innominato muove con i suoi bravi e spera, in questo modo, di perpetuare un regno ove dignità e rispetto siano considerate malattie dalle quali nessuno deve essere affetto.
Ma, proprio per la legge della domanda e della offerta, dove ci sono ammalati vi sono medici. E alla « Innocenti » ve n'è a sufficienza per ristabilirvi delle condizioni igieniche nelle quali si possa serenamente lavorare e creare benessere per tutti.
RENDIMENTO DEL LAVORO SALARI
DELLA
Il grafico indica gli spostamenti che si sono avuti dal 1951 al 1957 negli indici del costo della vita, dei salari industriali e del rendimento del lavoro. Ad un aumento del 19°0 del costo della vita i salari hanno tenuto dietro solo con il 15% di aumento. Per contro, il rendimento del lavoro si è accresciuto del 50`0. Questi semplici dati che tuttavia forniscono solo un quadro generico valgono a sottolineare la piena legittima della lotta dei lavoratori per migliori salari.
I dati sono stati tratti dalle statistiche del Ministero del Lavoro.
CORRISPONDENZA
Dal reparto attrezzeria : Cara Redazione, con piacere abbiamo notato la installazione nel reparto di diversi mezzi alle macchine utensili atti a eliminare piccoli infortuni. Con viva apprensione però siamo costretti a segnalare i molti cavi elettrici posati sul pavimento di cemento attorno alle macchine operatrici in montaggio. Tenuto conto che sono percorsi da una corrente di 380 volts siamo seriamente preoccupati di quello che può accadere qualora uno di questi venisse schiacciato da qualche blocco di ferro che disgraziatamente vi cadesse sopra.
•
Da molti reparti si segnala la insufficienza del numero di docce allo stabilimento motori, di molto inferiore come percentuale allo stesso stabilimento meccanico.
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Molti operai segnalano alla C.I.0.1. se è perfettamente contrattuale la trattenuta sulla paga del tempo perso per le fermate per mancanza di corrente, inferiori ad un'ora ma ripetute diverse volte in una giornata. In molti giorni si è superato abbondantemente i 60 minuti.
Da tutti i reparti giunge un vivo sdegno per il vergognoso e ridicolo sistema poliziesco messo in atto in queste ultime settimane. rapporti dei sorveglianti si susseguono a ritmo incessante per un qualsiasi nonnulla. Non paghi di dare la caccia agli operai nelle ritirate, tdesso girano anche fra le macchine a stendere rapporti. A proposito, se è vera la voce che i sorveglianti sono stati lusingati ed anche minacciati per trasformarsi in sbirri abbiamo un saggio della mentalità di certi signori dirigenti.
Fabbrica sul Lambro
è dei lavoratori
I LAVORATORI
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COSTO
VITA •
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FABBRICA SUL LAMBRO
Riceviamo - Pubblichiamo
Trasformare il progresso tecnico in progresso sociale
Possibili 40 ore pagate 48
Non è una rivendicazione demagogica perchè sono mature le condizioni
L'elemento che ha caratterizzato la situazione all'interno delle fabbriche e particolarmente alla Innocenti nel corso di questi anni è evidentemente il processo di trasformazioni tecniche e dei metodi organizzativi della produzione.
Più volte si è fatto appello nel corso di queste trasformazioni alla comprensione, allo spirito di sacrificio dei lavoratori.
I più anziani ricorderanno scuramente quel periodo in cui per il buon funzionamento dell'azienda per l'avvenire della stessa si richiedevano sacrifici. « Diamine non sarete contro il progresso tecnico voi lavoratori, operai e impiegati ». In verità, dobbiamo ammetterlo, troppo spesso la nostra preoccupazione principale fu quella di affermare e ribadire che noi eravamo anima e corpo per il progresso tecnico. Certo, ancora oggi affermiamo che noi siamo i veri artefici e propugnatori del progresso tecnico, ed il nostro errore nel passato, se di errore si può parlare, è stato for-
se quello di non aver messo sufficientemente in luce che l'introduzione di nuove macchine e di nuovi metodi di organizz^ zione se è progresso tecnico non è affatto anche progresso sociale se questo comporta solo più elevati profitti per un pugno di sfruttatori e pericolo di licenziamenti per i lav 'tutori o prematuro logoramento fisico per gli sto ssi
Possiamo affermare oggi, viceversa, che se è vero che il progresso tecnico ha determinato un aumento della produttività, esso non solo non ha porte to ad uno sviluppo organico dell'economia, anzi, ne ha accentuato le contraddizioni e per i lavora, tori ha significato essenzialmente nuovi oneri; gli onori seli sono tenuti i vari Innocenti.
Il progresso tecnico si è tradotto concretamente per i lavoratori in una intensificazione dei ritmi di lavoro, in un maggior sfruttamento, e non in progresso sociale. Di ciò possiamo dire, se ne sono ormai resi conto tutti i
lavoratori, e a//'Innocenti più che altrove forse, sono mature le condizioni per modificare questa situazione e trasformare il progresso tecnico in progresso sociale.
In termini concreti questo vuol significare che è giunto il momento d'impostare un'energica azione, perchè questa è l'unica via per conseguire risultati positivi, per l'ottenimento di un consistente aumento dei salari e soprattutto la riduzione delle ore lavorative a 40 con il salario pari a 48 ore.
E' demagogica questa richiesta? Noi riteniamo di no, e con noi vi è la realtà dello sviluppo produttivo di questi anni alla Innocenti.
Dal 1947 in poi alla Innocenti si è andati via via in crescendo da 25-30 Lambrette alle 60 poi a 100, poi a 550 e più al giorno. Il lavoro è divenuto sempre più metodico razionale anche, ma in pari tempo logorante, l'operaio è inchiodato per 8-9 ore al ritmo infernale, che pure è andato in crescendo, della catena.
E' vero che sono stati introdotti anche nuovi macchinari automatici. ma anche in tali casi la fatica dell'operaio n-n è diminuita, vi è stato uno spostar mento, un modificarsi dello sforzo fisico, esso è divenuto oggi sforzo intensivo, costante, snervante.
— Si celebra quest'anno il decimo anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione. Questo avvenimento memorabile è stato solennemente ricordato in varie manifestazioni, con discorsi di eminenti personalità ed anche, soprattutto, nelle scuole.
Bene: fa molto piacere a noi operai il constatare che la legge suprema che regola la vita deno Stato viene, in occasione dei dieci anni dalla sua approvazione, celebrata così degnamente.
Diciamo che ci fa piacere perchè, mentre è stata definita pochi anni fa «una trappola » da Scelba, nel clima clericale oggi esistente in Italia, dove vi è chi, come il sottosegretario alla Giustizia on. Scalfaro, « accusa » le sinistre di « considerare la Costituzione quattro spanne più del Vangelo », a rimprovero di non considerare invece il Vangelo la legge dello Stato Italiano, c'è da aspettarsi di tutto.
Certo il modo più degno per celebrare questa data sarebbe di farlo nelle fabbriche, dal momento che gli operai sono stati gli artefici principali della lotta che ha portato al conseguimento della Costituzione stessa, viceversa proprio dalle fabbriche essa è oggi esclusa, in conseguenza della politica D.C.
Alla Innocenti non vi è stata la Commissione Parlamentare di Inchiesta, come da noi richiesta, riteniamo però che sia ormai
arcinoto il fatto che la Costituzione Italiana è rimasta fuori dai cancelli e che le più elementari norme di libertà e di democrazia sono calpestate e continuamente violate.
Non solo ogni sopruso viene perpetuato nelle fabbriche, ma addirittura si arriva al limite estremo di minacciare di rappresaglia e di provvedimenti disciplinari chi, fuori dalla fabbrica, ha osato (quale delitto) conversare con un ex-operaio della Innocenti, licenziato per rappresaglie.
— Vero signor Montibelli? — ma certo non ne facciamo colpa a lui soltanto, egli, anzi, non è che un servile piccolo impiegatv,ccio che prende ordini da altri più in su, pronto sempre però, per ogni eventualità, come in un non lontano passato, quando ha dovuto smettere il fez, a chiedere piagnucolante perdono agli operai per le responsabilità che anche lui aveva e che anche oggi ha.
Sia comunque chiaro a tutti i lavoratori che le libertà nelle fabbriche non si ripristineranno per opera dello spirito santo. Come ieri, con la lotta armata di liberazione gli operai si sono conquistati la Repubblica e la Costituzione, così oggi soltanto con l'unità e la lotta sarà possibile conquistare il diritto di cittadinanza della Costituzione nella fabbrica, imponendola al padrone.
si possa affermare vi è ormai una discreta sensibilità, la lotta intrapresa alla Innocenti per la riduzione dell'orario ne è la dimostrazione. La battaglia è stata quindi iniziata, ma le 10 mila lire prima e le 6 mila lire poi, non hanno ancora risolto il problema, sono come suol dirsi, la monetina buttata lì davanti, bene in vista, perchè ci si fermi a raccoglierla. Raccogliamola pure, ma rialziamoci e andiamo avanti in questa battaglia perchè è la battaglia per la vita e l'avvenire.
Ancora una cosa va aggiunta. Facciamo in modo che gli strumenti di cui disponiam; e che devono guidare e dare iorza a questa lotta siano efficienti. In pari tempo, guardando più in là. teniamo conto delle cause che hanno determinato e reso possib.le l'instaurarsi nelle fabbriche di quel clima (che alcuni chiamano «nuovo clima di fiducia») da caserma, di intimidazioni e di prepotenze che avvilisce la dignità del lavoratore. Tale situazione è il frutto della politica della D.C. di restaurazione prima e di difesa degli interessi del grande padronato italiano.
Il nemico principale da battere con l'unità e la lotta è il padronato, ma assestiamo anche i colpi all'organismo politico che lo compenetra e ne rappresenta gli interessi.
Al lavoro il parlamento
Di questo logorante, intenso ritmo produttivo, che distrugge fisicamente in pochi anni i lavoratori, finora ne ha beneficiato solo il padrone. F gli operai?
Bè anche questo diciamolo chiaro, così come sui loro testi scientifici vien detto chiaro dagli studiosi stessi stipendiati dai padroni, gli operai arrivino pure a 40 o 45 anni spremuti ormai già come limoni : ciò non ha imrortanza, ci sono tante energie fresche disoccupate da poter sostituire qu-lli che ormai non servono più alla causa del « dio profitto ».
Vi è però anche un'altra ragione per cui urge conseguire le 40 ore settimanali con ugual salario oggi. ed essa è posta drammaticamente da avvenimenti che si susseguono e devono costituire campanello d'allarme anche per i lavoratori della Innocenti. Ci riferiamo ai licenziamenti che accompagnati all'azione di declessamento costituiscono sin da ora un grave pericolo. Non si illudano coloro che forse ci tacciano da falsi profeti. Anche alla Borletti, alla Pirelli, alle Smalterie ecc. forse qualcuno pensava di essere sicuro. di aver lavoro, la realtà di questi giorni sta invece a dimostrare che un altro dei frutti che è riservato ai lavoratori dalle innovazioni tecn"che è il cosiddetto licenziamento « tecnologico ».
Li, lotta deve perciò imnerniarsi sulla richiesta della sicurezza del posto di lavoro e in primo luogo della giusta causa, che deve essere stabilita dalla C.I., del licenziamento.
Su questi problemi riteniamo
Mentre da più parti si tenta di strozzare l'attività legislativa i parlamentari della C.G.I.L. hanno presentato alla Camera tre progetti di legge che affrontano altrettanti problemi di scottante interesse per tutti i lavoratori.
Il primo, presentato dagli on.li Novella e Santi, riguarda il riconoscimento giuridico delle C.I.; il secondo, presentato dagli on.li Boldrini e Caprara, si riferisce ai « contratti a termine »; il terzo chiede l'eliminazione delle imprese appaltatrici nelle fabbri. che ed è stato avanzato dagli on.li Maglietta e Bettoli.
A questi progetti di legge per i quali è stata richiesta la procedura d'urgenza, va tutto il nos'ro appoggio che si esprimerà nelle forme più opportune al momento del dibattito alla Camera.
Sul lavoro straordinario
Tre recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione hanno definito in favore dei lavoratori la controversia sul computo del compenso dovuto per lavoro straordinario sul guadagno di cottimo. La Cassazione ha testualmente affermato che «a norma dell'art. 2108 Codice Civile, il maggior compenso per lavoro straordinario deve essere inderogabilmente computato sulla intera retribuzione dovuta per il lavoro s.rinrdinario >> e non sulla sola paga base.
Direttore Responsabile: Leonardo Bang Autorizz. del Tribunale di Milano in data 31-12-1953, N. 3259
4 FABBRICA SUL LAMBRO
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Basta con i providimenti anticostituzionali all'Innocenti