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Fabbrica Lambro27

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ANNO V - N. 1 - L. 10 I

SIAMO ANCORA ALLA RIBALTA Nel riprendere la pubblicazione di «Fabbrica sul Lambro» rivolgiamo il nostro più caloroso saluto a tutti i lavoratori e alle loro famiglie. A qualcuno dispiacerà non poco che il nostro giornale riprenda oggi, dopo una parentesi, le sue pubblicazioni, certamente non a i lavoratori. Qualcuno che forse gongolante pensava di aver scritto la parola fine alle pubblicazioni del giornale, strumento di denuncia, di agitazione e di guida, e con questo di aver strappato ai lavoratori un importante strumento. Ma evidentemente i conti sono stati fatti senza il solito oste, la classe operaia, diciamolo chiaramente, ha perso una battaglia è vero, ma la guerra è ancora lunga e sulla distanza eccola ritornare con forza alla ribalta. « Fabbrica sul Lambro », la bandiera dei lavoratori della Innocenti, ritorna a sventolare ed a raccogliere intorno a sè tutti i lavoratori, operai e impiegati per guidarli nella battaglia che si apre contro il despotismo, i soprusi, l'esosità padronale e lo sfruttamento, per conquistare condizioni di vita e di lavoro più civili. E' un segno dei tempi. Alcuni anni fa, sfruttando una particolare congiuntura tecnicoproduttiva e politica, i dirigenti azienda li assestavano duri colpi alle organizzazioni politiche e sindacali classiste e rivoluzionarie, per eccellenza antagoniste del padronato. Il tempo, al solito, è maestro ed i lavoratori a proprie spese, purtroppo, hanno dovuto constatare una volta di più che il padronato quando colpisce la organizzazione classista o i suoi dirigenti, lo fa per eliminare ogni resistenza alle sue mire di sfruttamento su tutti, con l'obbiettivo di trarre più elevati profitti e la collaborazione è intesa da esso a senso unico, del ricevere, ma mai del dare, del comandare senza possibilità d'appello. Vogliamo qui ricordare, non per amore della polemica, ma per sottolineare che la via dell'unità e della lotta è l'unica possibile per l'emancipazione dei lavoratori e per il progresso, che quei sindacalisti che ieri implicitamente avevano agevolato l'offensiva reazionaria della dire-

PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'INNOCENTII

Febbraio

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Con le prossime elezioni per la Commissione Interna

Riportiamo nella fabbrica un clima di libertà Votiamo per candidati che sappiano tenere fede agli impegni di lotte per la conquista delle nostre rivendicazioni

Ancora pochi giorni ci dividono dalle elezioni per il rinnovo della nostra CIDI. Tutti senz'altro avranno avuto e letto diverso materiale di propaganda distribuito dalle tre maggiori correnti sindacali ma non crediamo di essere presuntuosi se anche noi di « Fabbrica sul Lambro » ci permettiamo di invitarvi seriamente a riflettere sul voto che esprimerete. Siamo certi di essere nel vero affermando che questi ultimi anni sono stati per tutti noi densi di una pesante esperienza, e per questo non è fuori luogo, prima di scrivere di un preventivo per il nostro futuro sindacale, tirare un po' le somme per vedere obbiettivamente come stanno le cose. La situazione degli operai negli stabilimenti Innocenti si è

aggravata e si aggrava ogni giorno sempre di più. Ad uno sviluppo sempre crescente della produzione, all'aumentato numero di capannoni, all'aumentato progresso tecnico, in una parola ha fatto riscontro uno spietato rincrudimento della disciplina aziendale tanto da essere dispotismo. Molti anni fa avendo la Direzione di fronte una massa compatta dì operai e tecnici organizzata nel Sindacato unitario si dimostrava animata da un ben diverso spirito nei confronti dei propri dipendenti. Allora la parola collaborazione non era intesa nel senso di far prevalere solo e esclusivamente gli interessi del padrone. Pur essendo la produzione limitata fu realizzato il Fiamli,

Nuovo incremento al «tragico lusso»

TRATTATIVE NON MISSILI Fra pochi giorni, alla riunione della NATO che si terrà attorno al 10 marzo, il governo italiano concreterà la me:sa in opera delle basi per missili a testata atomica e termonucleare in Italia. Sulla determinazione del governo non vi sono dubbi : a chi faceva rilevare che l'installazione era stata respinta da paesi membri della NATO come la Danimarca e la Norvegia si è risposto che l'Italia tira diritto; a chi rilevava che sul paese dal quale partono i missili è più faciie che cadano i missili avversari si è risposto che c'è in gioco la civiltà occidentale; a chi denunciava che è assurdo incrementare il già « tragico lusso » del-

zione aziendale contro una parte dei lavoratori nella vana illusione di una comprensione padronale, sono stati da tre anni di dure esperienze clamorosamente smentiti. — I problemi dei lavoratori della Innocenti sono rimasti insoluti, anzi, d:bbono darcene, atto, si sono aggravati. La soluzione dei problemi: aumento dei salari ; riduzione delle ere lavoretive; contrattazione di tutte le norme; ripristino della libertà nella fabbrica, ecc... non potrà

le spese militari, si è risposto decidendo lo stanziamento di 100 miliardi; a chi proponeva la neutralità atomica dell'Italia come mezzo per facilitare la distensione e per creare nell'Adriatico una vasta zona di pace, si è risposto accentuando l'atlantismo e respingendo « ipso facto » il piano polacco per la creazione di una zona deatomizzata. Il governo, senza dubbio, è fermamente deciso a perseguire la linea oltranzista che, ormai, va facendo fallimento. Nemmeno il ministro Del Bo riesce ad imporre la benchè minima rettifica. Solo il popolo può riuscire ad ottenere un cambiamento di rotta.

che derivare dall'azione unitaria di tutti i lavoratori guidati, ce lo auguriamo, da una C.I. unitaria. — « Fabbrica sul Lambro » per quanto le compete, confidando anche nell'aiuto finanziario dei lavoratori, svilupperà con tenacia, come nel passato, la sua battaglia, certa di raccogliere le simpatie e l'approvazione di tutti, e di contribuire validamente alla riscossa operaia alla Innocenti, che non mancherà di portare i suoi frutti.

importante conquista nel campo dell'assistenza, furono ottenuti i tre premi annui, diversi miglioramenti extracontrattuali, la maggiorazione della percentuale sugli straordinari ecc. Qualsiasi provvedimento di carattere disciplinare era dalla Direzione comunicato precedentemente alla Commissione Interna la quale interveniva sempre in difesa dell'operaio per far rispettare il contratto collettivo. Tutto ciò sia ben chiaro senza che fosse pregiudicato l'avvenire della fabbrica perchè nel frattempo la produzione aumentava e il prodotto si Leffeernetve. grazi^ alla collaborazione fattiva delle maestranze. Fu da quanto il padronato riuscì in campo sindacale a dividere i lavoratori che anche alla Innotenti le cose cominciarono ad andare diversamente. Si dovettero fare scioperi prolungati per questioni che con un po' di volontà erano risolvibili, incominciò, specie quando la direzione del personale fu assunta dal sig. Fasciano, l'attacco e la limitazione alle libertà sindacali. Un esempio valga per tutti: esistevano prima i responsabili sindacali di reparto elette, democraticamente dagli operai che portavano in C.I. i problemi più sentiti dai lavoratori ed attraverso l'esplicazione di questa forma di democrazia la C.I. portava in direzione, nelle trattative l'aspirazione più reale e genuina dei lavoratori. Non erano rivendicazioni di carattere generale, ma la soluzione di questi particolari problemi rendeva p'ù sopportabile la fatica quotidiana senza peraltro compromettere le sacre tasche dei sigg. padroni. Questa forma di democrazia e cl; libertà fu una delle prime ad essere soppressa. Parlavamo al principio di dura esperienza contratta da tutti noi da quando, qualche anno fa, qualcuno presentò anche a noi la richiesta di « proviamo per un anno» iniziando così il ben strano metodo della collaborazione in un « tranquillizzante clima nuovo ». Le elezioni per il rinnovo della della C.I. sono prossime e considerando che « la prova di un anno » è già durata più del necessario, riteniamo che sia giunto il momento in cui i lavoratori (continua a pag.


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