Skip to main content

La cucitrice2

Page 1

LA CUCITRICE

marzo 1969

Bollettino della SEZIONE SINDACALE AZIENDALE

F. I. O. M. - CGIL, dei lavoratori della Borletti di SAN GIORGIO .

TUTTI ALLE URNE PER ELEGGERE

LA COMMISSIONE INTERNA E

Votare [IONI

Due anni fa, per la prima volta, la S.S.A. F.I.O.M. decise di presentare una sua lista di candidati nelle elezioni di Commissione Interna, ed il risultato fu soddisfacente; le maestranze avevano capito che per contrapporre con più vigore una linea sindacale al conservatorismo padronale bisognava comporre in modo nuovo e piu completo la propria rappresentanza in un organismo di fabbrica che riveste una, primaria importanza per la difesa degli accordi stipulati e dei contratti, e con sorprendente coraggio (per il clima difficile che la direzione creava ai nostri rappresentanti) scelsero anche la F.I.O.M.

Non furono due anni tranquilli, e non abbiamo risolto in questo arco di tempo tutti i problemi incontrati, ma certamente abbiairto creato un clima nuovo, più

combattivo, più spregiudicato e nel contempo abbiamo acquisito un bagaglio di esperienze (negative e positive), non trascurabili, che non è solo di questo o di quell'elemento di C.I. ma è diventato patrimonio e conoscenza di tutta la nostra organizzazione sindacale

in azienda.

E' quindi con estrema fiducia che la F.I.O.M.-C.G.I.L. si ripresenta alla Borletti di San Giorgio, con candidati già sperimentati e con altri nuovi, certi che sapranno galvanizzare ulteriormensegue in 2'

Bilancio di due anni di attività

E' normale presentare, quando scade un organismo, il bilancio délla propria attività, rispondendo alle varie sollecitazioni riscontrate;-fliventa imbarazzante, però,

dover pronunciarsi a nome della Commissione Interna perchè noi siamo semplicemente una parte di essa.

segue in z

Dalla prima

VOTARE FIOM

mente le nostre capacità, il nostro spirito unitario.

Ed è bene a questo proposito, ad essere i primi a riconoscere, che nel precedente mandato qualche cosa non ha funzionato a dovere, spesse volte, troppo spesso, davanti alle maestranze si sono di -mostrate discrepanze, incertezze, e sovente una assoluta reticenza ad accogliere punti di vista che non erano i propri, restando così divisi nei momenti particolari in cui necessitava una maggiore coesione di sforzi perchè gli obbiettivi erano comuni, non solo a noi, ma a migliaia di lavoratori.

Sono queste esperienze tristi 'che lasciano la bÒcca amara a chi li riceve e a chi li compie, che fanno parte di quel passato che noi speriamo fortemente lontano, perché tali condizioni, certi atteggiamenti, non sono più possibili con la politica unitaria che le nostre organizzazioni sindacali portano avanti.

I problemi che oggi noi sentiamo e che domani dovremo affrontare sono molteplici, da quelli normativi (qualifiche, cottimi, ritmi di lavoro, nocività degli ambienti, orario turnisti) a quelli di carattere economico (parità con Milano), quelli della mensa, della necessità d'avere spogliatoi nuovi.

Con la decisa volontà che ci ha caratterizzati e distinti, nel periodo trascorso, noi intendiamo risolvere questi problemi, vi invitiamo quindi a dare il vostro voto `alla F.I.O.M.-C.G.I.L. sicuri di contribuire non solo à tendere ,più dinamica la C.I. ma di far fare 'un ulteriore passo avanti nella ricerca dell'unità, di un organismo indispensabile ai lavoratori.

S.S.A. - F.I.O.M. (Borletti San Giorgio)

BILANCIO

Il fatto più importante che ha caratterizzato il nostro mandato è stato, senza dubbi, l'accordo aziendale firmato il mese di giugno, concluso con sei ore di sciopero

dopo una lunga trattativa condotta, prima in sede di Assolombarda per quanto riguardava la parte economica e successivamen, te per quanto riguardava quella normativa. Alla distanza di alcuni" mesi possiamo fare alcune considerazioni, purtroppo negative; ci appare chiaro che la tattica della Borletti è quella di aver sottoscritto degli accordi per evitare una ben più massiccia lotta, tentando poi di annullare il tutto col caratteristico atteggiamento dei due passi avanti e tre indietro.

E' stato duro sciogliere le riserve mentali aziendali in merito alla sperequazione voluta e perseguita dalla Direzione di assegnare ai lavoratori di S. Giorgio la paga inferiore a Milano, non possiamo dimenticare, a questo proposito, che Borletti e Costa sono i pi ùintrànsigenti nella « vecchia borghesia industriale » di fronte al problema della parificazione delle zòne

missione Interna in caso d'anomalia riscontrate nelle rilevazioni dei tempi, nella saturazione delle stazioni di catena. Sono state discusse ampiamente, le categorie di cottimo in modo di rompere una volta per sempre le barriere della diversità tra uomo e donna, non ci siamo riusciti, ma la di scussione su questo punto ci ha consentito di cancellare definitivamente la lunga sperequazione chiamata apprendissaggio cancellandone la categoria A, B, C ed in aggiunta la categoria nella quale venivano inclusi gli uomini in attesa lavoro o per pulizia macchina.

Questo breve, veloce, riassunto, di ciò che siamo riusciti a strappare, con tutti i gravi difetti di funzionamento riscontrati, non ci può far dimenticare che altri problemi sono da risolvere. In questo numero la Sezione Sindacale ne ha specificati alcuni:

— problema delle qualifiche, — problema dei turnisti, ma soprattutto ci ware indispensabile, come del resto viene individuato dall'articolo in prima pagina, una maggiore unità e coesione tra i componenti di questo importante organismo.

Con l'aumentò di 4 lire orarie per i cottimisti si è rotto quell'assurdo principio, stabilendo l'inizio di una nuova concezione, che presto ci dovrebbe portare ad avere gli stessi trattamenti economici.

Abbiamo ottenuto una pausa di quindici minuti giornalieri per le lavoratrici sulle catene (divise in tre soste) contro una nostra richiesta di trenta minuti, lasciando il problema non completamente definito ma certamente con qualche cosa di concreto realizzato, con un nuovo orientamento, che, siamo certi, un'ulteriore spinta benefica potrebbe contribuire a risolverlo come da noi richiesto.

E' stato risolto (almeno sulla carta, perchè la realtà è un'altra) dopo molte discussioni il problema delle sostituzioni o cambi, per bisogni fisiologici. Mentre prima a S. Giorgio si avevano due sostituzioni giornaliere di 10 minuti, ora sono state accordate sulla base del 5 % di media senza limitazioni riguardante il numero delle volte.

Abbiamo consolidato il principio d'intervento diretto della Coni-

sindacato moderno

rivista mensile

dalla FIOM-CGIL

Diretta da PIERO ;IONI • BRUNO TRENTIN Redattore ALZERTO RELLOCCHIÓ

Prezzo di un fascicolo t. 100 Abbonam. annuo L. 1000

I versamenti per gli abbonamenti si ricevono presso la FIOM prov., corso di Porta Vittoria, 43 - oppure presso le Zone territoriali della FIOM.

Informiamo• i nostri lettori che a partire dal gennaio del prossimo anno Sindacato Moderno avrà periodicità mensile.

I GIOVANI

NEL SINDACATO PER UN AVVENIRE DI DIGNITA' E DI PROGRESSO IN UNA SOCIETA' DEMOCRATICA

La FIOM è un sindacato giovane per la sua moderna politica rivendicativa che permette con l'azione articolata di approfittare delle particolari caratteristiche di ogni azienda per migliorare le condizioni di lavoro e per più alti salari.

Generalmente i giovani che entrano nell'industria sono ragazzi che provengono generalmente da famiglie con una tradizione industriale, ma spesso ( causa l'immigrazione) anche da famiglie con tradizione prevalentemente agricola, con poca utile esperienza su questo mondo nuovo in cui tentano il loro inserimento.

E' stato calcolato che il 60 per cento della spesa sociale sostenuta dalla Nazione per l'istruzione professionale dei giovani, sia sostenuto dalle famiglie, in quanto salario non percepito, tasse scolastiche, libri. ecc.

Ecco quindi emergere una rivendicazione importantissima, che interessa soprattutto i giovani, e cioè, fare in modo che la scuola sia per lavoratori, capace di dare una cultura che serva veramente al futuro inserimento del giovane nel ciclo produttivo del Paese.

Comunque da parte del padronato si diffonde l'idea che sostenere questi sacrifici, è una cosa naturale dell'evolversi della società industriale, e che i lavoratori potranno star bene solo se sapranno affrontare di buon grado questi sacrifici.

Il no dei lavoratori a queste ingiustizie, deve essere intransigente e capace di dare una giusta soluzione a questi problemi.

Affrontare il problema della scuola, significa però portare avanti una azione rivendicativa generale all'interno di ogni fabbrica, perchè i problemi sono legati e non si può risolvere solo il problema della scuola visto che gli studenti saranno poi dei futuri operai o impiegati.

Bisogna quindi mettere in discussione l'inSerimen-

to del giovane nella azienda e di conseguenza le qualifiche dell'operaio e dell'impiegato. Per uscire da questa ingiusta situazione, bisogna però respingere la logica padronale di risolvere i problemi sul piano personale e di carriera (fatto che succede anche alla Borletti ) che contribuisce a creare una classe di ps2udo-privilegiati.

Rifiutare i tentativi di divisione insinuati dal padronato, e capovolgere la situazione per dimostrare la crisi è del sistema padronale, e non dei lavoratori, è la posizione che devono assumere i lavoratori.

Così essi dimostreranno la loro autonomia e la capacità di scegliere il proprio avvenire senza vie di mezzo.

I giovani devono inserirsi nel sindacato per portare avanti i loro problemi che sono "l'apprendistato, la qualifica, il salario, il cottimo, lo studio serale, il tempo libero, ecc, ecc, in quanto essi rappresentano quasi la maggioranza dei metalmeccanici.

Se ci sono giovani sensibili, certo avranno capito, come sia importante non solo dare l'adesione al Sindacato, ma partecipare attivamente alla vita del sindacato per poter combattere le ingiustizie di cui sono soggetti.

un altro compito che spetta ai giovani è di incrementare l'unità Sindacale ovvero contribuire af• f inchè si verifichi il più presto possibile un più vasto schieramento di lavoratori organizzati in un forte movimento, capace di sviluppare un nuovo rapporto sociale attraverso una forte capacità di contratta. zione.

Così non va

Che la produzione fosse l'interesse principale ne eravamo convinti, ma che per raggiungere tale scopo si debba sacrificare tutto, non siamo d'accordo.

Per la direzione della Borletti la salute delle operaie è una cosa di secondo ordine, e di nessuna importanza il rispetto alle maestranze. Alla produzione si sacrificano le norme contrattuali, gli accordi raggiunti, le leggi in materia di rimessa del lavoro. Ma i cattivi (secondo loro!) in questa paradossale situazione siamo noi che ci sforziamo di far rispettare quello che volutamente vogliono violare, questo se lo possono permettere perchè da parte di tutti noi vi è una inconcepibile rassegnazione ed una inammissibile paura per le ritorsioni e per gli eventuali soprusi che tanto avvengono comunque.

In un processo (immaginario purtroppo) potremmo accusare quasi tutti i nostri dirigenti, dal capo officina al capo reparto, ma indubbiamente il teste sul quale graverebbero le maggiori imputazioni sarebbe senza dubbio il Direttore, eccone alcune:

Con quale autorità si permette di violare precise leggi in merito al riposo giornaliero delle donne. Diverse lavoratrici allo staccaventilatore, per esempio, hanno lavorato dieci ore consecutive con solo mezz'ora di riposo per il pasto.

Si è volutamente ignorato, d'accordo con altri capi, chiari accordi aziendali per quanto riguarda le sostituzioni per bisogni fisiologici impegnando in catena le naturali sostituite o maestre mettendo in grave disagio le lavoratrici costrette a rinunciare ai più necessari bisogni umani.

3); La unilaterale decisione d'incrementare ulteriormente la produzione di una linea passando da 70 a 90 pezzi orari, senza tenere conto di percentuali di riposo che non consentirebbero certamente un così rilevante sfruttamento. Con questi capi d'accusa noi

vorremmo infliggere una pena edificante per questo nostro personaggio; la condanna a lavorare per almeno tre mesi su alcuni tavoli di stazione o di catene, perchè non c'è maggiore convincimento della diretta esperienza di inumana condizione che sottopone delle lavoratrici per renderlo così consapevole dell'assurdo suo atteggiamento.

Nel contempo vogliamo rivolgere un invito alle operaie perchè

trovino la forza di reagire a queste situazioni e sappiano difendere i loro diritti.

Non è civile subire angherie in silenzio, non è onesto verso coloro che si battono sacrificandosi. Ogni nostra conquista è nella lotta, momento esaltante per far avanzare la democrazia per spezzare nelle fabbriche quelle tendenze di spersonalizzazione e di super sfruttamento degni dell' epopea schiavista.

II tesseramento al sindacato è un fatto di maturità

Con il Contratto del 1966 abbiamo ottenuto, per quanto riguarda l'iscrizione al Sindacato, una forma che consentì il rovesciamento di interpretazione dell'attivismo sindacale e del tesseramento, non solo avvenne la trasformazione dei collettori a rappresentanti del sindacato in fabbrica, ma offrì la possibilità di misurare in campo aperto le forze sindacali organizzate nei confronti della direzione, questo sistema ebbe una notevigissima importanza, tanto è vero che l'aumento degli iscritti in quell'anno fu davvero notevole.

Alla Borletti di S. Giorgio ce ne sono parecchi che ancora non hanno preso coscienza dell'importanza di aderire al Sindacato.

L'opportunismo sembra l'atteggiamento più comune a questi « portoghesi », naturalmente dosato con un poco di pseudo-rivoluzione che fa tanto moda per chi ha poche idee chiare in testa e così facendo diminuiscono la nostra capacità di penetrazione per tutti quei problemi che la Direzione continua volutamente ignorare.

Era presumibile che dopo i positivi accordi siglati nel mese di maggio tra la Direzione e i Sindacati, questo particolare tipo di lavoratore « furbo » facesse un piccolo ripensamento e modificasse il meschino comportamento fino a ieri tenuto.

Invece no, sembra che altri sulla scia di questo esempio intendano perseverare nella loro ignoranza, perchè se le nostre conoscenze sono esatte, l'iscrizione Sindacale a S. Giorgio ha ancora parecchio spazio, non ci devono meravigliare i ripetuti tentativi di assumere toni duri da parte dei dirigenti azienali perchè questa è la prima conseguenza che determina un così largo margine di non iscritti.

Ecco perchè noi continuiamo a dire: O si è col Sindacato, ed allora ci si organizza, oppure si è con i padroni, ma questo sarebbe assurdo per la gente, come noi, che lavora e che suda, non si può ignorare più a lungo lo spirito dí classe che tutti abbiamo.

Riflettano i non iscritti, perchè stanno tradendo se stessi.

Per contare di più nella fabbrica e nel paese vieni con noi Iscriviti alla

FIOM CGIL

PER IL SINDACATO

lo sottoscritto

Operaio abitante a

Impiegato abitante a

Via

chiede l'iscrizione alla

FIOM CGIL

I Spett. Direzione Ditta

lo sottoscritto

Operaio n. cartellino

Impiegato n. matricola

PER LA DIREZIONE

I invio la presente lettera per richiedere a Codesta Direzione di trattenere mensilmente dalle mie competenze nette, con decorrenza dall'inizio del mese in corso al ricevimento di questa lettera e fino al 31 Dicembre del corrente anno, la somma di lire 500 (cinquecento) e di effettuare il versamento per mio conto, quale mia quota di associazione, al Sindacato

FIOM - CGIL

I sul c/c bancario n. 200004 presso Banca Nazionale del Lavoro, agenzia 10, intestato a Federazione Impiegati Operai Metallurgici. Distinti saluti.

(Firma leggibile)

Data Firma I Data 1969

Un muro da infrangere

Tra gli argomenti che meritano la nostra attenzione per gli aspetti difficili di contrattazione vi è, senza dubbio, quello riguardante le qualifiche: lavori da svolgere che il contratto prevede, possono essere interpretati in modo restrittivo, tanto da fermare ogni logica richiesta di avanzamento.

E' chiaro, però, che la causa maggiore di freno e di contenimento alla soluzione di questa parte normativa, va ricercata nei metodi (sicuramente non idonei) finora usati da qualche esponente di C.I., il quale preferisce portare

TURNISTE

avanti in modo del tutto personale, con risultati disastrosi ed in modo singolo, un problema che non ci consente più di essere posto come semplice trattativa, ma va messo in giusta evidenza tra le prime rivendicazioni che si dovranno, si devono, prospettare. Le indicazioni che abbiamo per fare queste richieste sono molteplici, ne vogliamo segnalare alcune: alla Borletti di San Giorgio non esiste alcun operaio inquadrato tra le prime extra, eppure tra di noi vi sono opratori, controlli, e attrezzisti invidiati da al-

Le dimenticate

Alcuni aspetti delle difficoltà che incontrano queste lavoratrici, sono già stati individuati ma, in verità. non abbiamo mai ritenuto necessario porlo all'attenzione della Commissione Interna dato l'esiguo numero di lavoratori addetti in continuo aumento ci ha resi particolarmente sensibili. A prescindere dal fattore principale dell'orario ridotto di questo settore (40 ore settimanali) dei disagi che detto orario comporta, ci pare che il soffermarci su ulteriori aspetti non meno interessanti serva per far conoscere le nostre opinioni su questo argomento.

Ci pare interessante osservare ad esempio che la Borletti sia rimasta l'unica delle grandi aziende a non praticare alle turniste il pagamento della mezz'ora per quel pasto frugale consentito; è un beneficio, questo, meritato da chi è

sottoposto a così rilevanti disagi. Non saremo certamente noi a

tre aziende, ma che sicuramente non sono inquadrati nella esatta categoria.

Tutti quelli che lavorano sulle macchine utensili, come alcuni riparatori, sono manovali specializzati.

Parecchi lavoratori addetti al controllo non hanno la specializzazione.

Tutte le operaie, comprese le maestre, le sostitute, sono considerate di quarta categoria.

Il nostro impegno però, non può fermarsi alla semplice annunciazione dei problemi, è innanzi tutto un impegno concreto di una più accurata ricerca. Noi forniremo una scheda-inchiesta che dovrà essere consegnata agli esponenti di C.I. della F.I.O.M.-C.G.I.L. oppure inviata a « La Cucitrice » F.I.O.M.C.G.I.L. - via Venegoni, 63 - Legnano.

formalizzarsi sul modo di voler retribuire questa nostra richiesta, resteremmo soddisfatti anche se l'incentivazione venisse data come indennità di squadra, l'importante è riconoscere che questi lavoratori sono soggetti ad orari anormali per le esigenze « tecniche » della Direzione.

LA COSTITUZIONE SOTTO I PIEDI

I tempi e gli anni alla Borletti non mutano i sistemi, come non cambia il continuo sfruttamento, lo abbiamo riscontrato da alcuni nostri appunti, reso più duro, in quanto provocato da chi controlla in modo diretto i lavoratori. Le persone che la dirigono restano, con i loro me Lodi umilianti, illegali, che colpiscono nel profondo, la nostra dignità.

Non sono accuse campate per aria o le parole forsennate di un facinoroso, ma è la triste, reale descrizione dei metodi che non esitiamo a definire di stile fascista o quanto meno reazionario che sono in uso alla Borletti; il licenziamento in tronco di una nostra compagna ne è un'ulteriore conferma. I motivi della Direzione sono speciosi e non corrispondono a nessun articolo del Contratto di lavoro e sono chiaramente in

contrasto con la Costituzione dove si afferma: « La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, d'ispezione o perquisizione, nè qualsiasi altra restrizione, se non per atto motivato dall'autorít4 giudiziaria e nei soli casi previsti dalla legge ».

Questo non significa togliere all'azienda la possiblità dí esercitare il proprio controllo come previsto dall'art. 26 del Contratto di Lavro, attraverso il proprio medico di fiducia. Però non ci si può permettere di far « ispezionar » le lavoratrcí da un impigato qualsiasi, senza preannunciarne la visita; introducendosi nelle case altrui, come per un mandato di perquisizione, perchè tali disgustosi e incivili metodi sono propri di una direzione fascista..

QUALIFICHE

Primi piani allo Zoo

LO STRUZZO

Strano, ma vero! In questi giorni alla Borletti si è pensato di non aver più il nostro dirigente, eppure noi eravamo convinti che ci fosse un ingegnere direttore nel complsso. Questo importante incarico viene declinato dall'interessato ogni volta che la C.I. chiede colloquio; solo dopo lunghi e tormentosi ripensamenti, durati anche settimane, risolve il dubbio amletico dell'essere o non essere, finalmente i nostri rappresentanti in commissione possono essere ricevuti. Un'altra ipotesi è quella secondo il quale il nostro direttore, teme così tanto la commissione da nascondersi, proprio come fa lo struzzo, tentando di evitare responsabilità che, guarda caso, volente o nolente gli competono.

LA BALENA

Pur essendo nuova arrivata merita una piccola nota, non tanto per la sua mole piuttosto ragguardevole, ma per il suo innato senso di scarsa educazione. Costei, deve aver fatto un po' di confusione, scambiando la fabbrica per il campo di concentramento, il suo incarico di maestra con quello abberrante della secondina, se così non fosse non riusciamo a comprendere perchè tanta cattiveria. Cafone così se ne trovano poche, sembra che sia una specie in lenta estinzione, perchè non servono a nessuno e a niente, se non per la pulizia di quei maleodoranti ambienti che lei non vorrebbero si recassero le lavoratrici, com se ci andassero per divertimento. Il paradosso di costei è che oltre ad essere una « Crumira » si dimostra seccata e infuriata quando le lavoratrici al suono della musica « da mensa » lo fanno notare. Speriamo che queste poche righe la facciano riflettere, non capiti più di riparlare di lei, visto che la musica le fa male alle orecchie e prima che la pazienza che lei perde così di frequente, l'abbandoni definitivamente, trasformandola in un personaggio da curare.

IL LEONE

Non basta un semplice trasferimento dallo stabilimento di Milano a quello di S. Giorgio per modificare il carattere di una persona. In questo caso poi, la terapia del trasferimento è stata d'urto », visto che questo figuro fin dai primi tempi ha iniziato la sua politica fatta di umiliazioni e d parole poco gradite verso le lavoratrici. Non sappiamo se questo Leone » usa certe sconvenienze verso sua moglie, nessuno lo potrebbe impedire, ma verso le lavoratrici lo consiglieremmo di usare altri termini, prima di trovarsi a mal partito in qualche sede giudiziaria. Se vuol dimostrare il suo temperamento lo faccia, gli indichiamo anche la possibilità: a chi lavora sulle catene linee è stato stabilito di assegnare il 5 % delle ore lavorative pari a 27 minuti per i bisogni fisiologici, nel suo reparto invece, danno i cambi per un massimo di 10-12 minuti al giorno. Cerchi

di sistemare questa grossa truffa affrontando chi di dovere e lasci stare le lavoratrici, che sgobbano, senza bisogno delle invettive di alcuno.

IL CANE

Nel reparto catene vi è un capo così zelante e così premuroso verso le lavoratrici, che appena si accorge dello scambio di qualche parola, quatto quatto si insinua in mezzo a loro, sperando di raccogliere frivolezze e pettegolezzi di cui compiacersi e magari poi riferire .La sua vigilanza non deve essere servita a nulla, perchè non solo non lo si è visto gongolarsi, ma per vendicarsi da quello che secondo lui è un dispetto, si mette a fare il tempista nel peggiore dei modi, facendo restringere i tempi. Trasformazione animale quindi, da cane da guardia a idrofobo e pericoloso; attenzione, non ci son canili per gli « arrabbiati ».

VOTA E FAI VOTARE CM/I CGIL

CANDIDATI PER LE ELEZIONI DELLA COMMISSIONE INTERNA

Lista C. G. a. L. I

Operai

BALBONI Elena

NEGRONI L

CENTANZE

COLOMBO

FONTANA

Maria

Gioachino

Maria idolo

Menata

Ambrogio BRADE'

BONGINI

Franco

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
La cucitrice2 by fondazioneisec - Issuu