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Il Centralino2

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PERIODICO DEI LAVORATORI DEL GRUPPO SIEMENS

N. 7 - 15 novembre1953 - L.10 Iteilazione - Amministrazione (provvisoria) presso C. I. OLAP - Via SPINOZA N. 6 - MILANO - Tel. 2

9 3.o41 int. 213 - Allonamento L. 120 . Al,h. sostenitori. L.

Plebiscito unitario dei lavoratori in difesa delle libertà nella fabbrica L' energica posizione delle C. I. - L' ordine del giorno dei partiti alla OLAP Il " Centralino non è "Notiziario " - L' immediata risposta dei lavoratori. Ari. 21 della Costituzione. - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazione o censure.

In questi ultimi tempi l'offensiva dei padroni nelle fabbriche è divenuta particolarmente acuta, e per ragioni di... allineamento anche la Direzione Siemens » non ha voluto essere da meno degli altri e mettersi di buona lena a seminare vento. Non vale la pena qui menzionare gli abusi ed i soprusi consumati ai danni dei lavoratori, ma l'ultima « scoperta » che qui si ricorda, è la posizione assunta dalla Direzione « Siemens a contro il giornaletto di fabbrica il « Centralino » tattica di sopruso che i lavoratori del complesso non solo hanno sindacato, ma respingono con tutto il loro sdegno. Di fronte a questo atteggiamento e i criteri e i metodi con cui vengono prese decisioni di quel metro da parte della Direzione, suonami violenza al rispetto democratico ed offendono la dignità e la personalità del cittadino lavoratore italiano. E' giusto dare atto alla Direzione «-Siemens a che il « Centralino » è un giornaletto che non le aggrada; certo le danno fastidio le critiche, lo disturba perchè è un foglio in odore di paternalismo convenzioA Direzione nei nale in uso dalla riguardi dei lavoratori, il « Centralino » non deve essere letto, non deve essere diffuso (secondo la Spett. Direzione) nella fabbrica anche durante il tempo non di lavoro. Però!!! Se fosse stato il racchio « Notiziario » di nostalgica e infausta memoria, che circolava in fabbrica con larghezza di libertà nell'era dei... camerati, quello sì forse era imbratto che andava bene per la Direzione.

A seguito della lettera del 9 ottobre 1953, inviata dalla Direzione Olap alla Commissione Interna, si sono riuniti i rappresentanti dei diversi organismi di fabbrica per consultarsi circa i sanciti diritti Costituzionali sulla libertà di stampa e di diffusione della stessa.

I convenuti si sono trovati unanimemente d'accordo di valersi di tutti i mezzi legali a loro disposizione per la difesa e la tutela di tali diritti. Firmato: C.I. - F.I.O.M. - C.I.S.L. U.I.L. - P.C.I. - D.C. - P.S.I. P.S.D.I. - A.N.P.I. - P.R.I.

posizione delaie Coninaissaoni Interne Dopo la riunione fra le C. I. e la Direzione Centrale avvenuta il giorno 12 ottobre scorso, le C. I. hanno rivolto un energico appello ai lavoratori in cui tra l'altro comunicando che la sospensione al comm. di fabbrica Brivio è stata ridotta a mezza giornata si rileva che detta diminuzione del provvedimento è senza dubbio il risultato dell'azione che colpisce la libertà dei lavoratori, Denunciando che la Direzione

Il « Centralino », ah, quello no, quello parla troppo l'idioma del lavoratore, non và (per la Direzione). L'obiettivo essenziale e palese degli attacchi della Direzione « Siemens » è quello d'impedire la libera espressione della stampa democratica unitaria di fabbrica, di tagliare i legami fra lavoratori, di spezzare quella unità quella fraterna solidarietà umana che si và realizzando e rafforzando fra di loro giorno per giorno. I lavoratori della « Siemens » non accettano questo tipo di tattica costruttiva anti democratica che si aggiunge alla già troppo lunga catena di ingiustizie e soprusi perpetrati ai loro danni. Essi sapranno perciò con la loro lotta unitaria impedire che nella fabbrica si creino quelle condizioni di dispotismo padronale che ricalcano in ogni particolare le vecchie e superate forme di repressione antioperaia già in auge nel ventennio fascista.

Centrale pretende di avere il diritto di limitare l'attività dei lavoratori all'interno dell'azienda, manifestando così l'intenzione di togliere ai lavoratori stessi le libertà di cui essi godono e che si sono con—— quistate con dure lotte. Direzione Centrale vuol toLa gliere ai lavoratori il diritto di trattare — con i mezzi e con i metodi che essi credono più opportuni — i problemi che loro interessano, siano essi di carattere sindacale, politico o culturale, come pure i problemi aziendali che in questo momento assillano tutti i lavoratori e le Lavoratrici del nostro gruppo. La Direzione Centrale vuol prc bire la diffusione di ogni e qualsiasi giornale all'interno delle fabbriche; tutto ciò in aperto contrasto e dispregio delle norme Costituzionali e della libertà di stampa. L'appello conclude invitando i laiwratori, partiti, enti e organismi democratici ad unirsi nell'azione cimune che deve garantire una vita tranquilla e dignitosa in tutti i reparti ed uffici del nostro gruppo.

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NUOVO TIPO DI GIORNALISMO 11. Centralino adrnscr ai l-ungi-raso Nazionale dei giornali a' azienda Nel mese di novembre avrà luogo a Milano il Congresso Naziona'e dei giornali di fauorica, a cui il Centralino ha mandato la sua adesione. La notizia vi potrà meravigliare, ma in realtà, la tiratura complessiva dei vari giornali di fabbrica che vengono oggi diffusi fra i lavoratori di molte aziende grandi, medie e piccole, raggiunge l'imponente cifra ai 200.000 copie. Esiste oggi in Italia, a fianco della grande stampa politica e di informazione, un giornalismo nuovo, opera di lavoratori delle fabbriche e delle campagne, di impiegati, di operai, di tecnici, che agisce in ogni parte del. Paese. Perciò il a Centralino » plaude la iniziativa di quel gruppo di giornali di fabbrica che hanno promosso il Congresso; si impegna oltre che ad intervenire per seguire da vicino gli sviluppi di questo nuovo tipo di giornalismo, a portare le proprie esperienze. Il giornale d'azienda è l'eco vivace ed immediata del lavoro, delle lotte che hanno per teatro quotidiano la fabbrica e gli uffici; esso parla ai lavoratori e a tutti i cittadini delle aspirazioni, delle speranze della classe operaia. Il giornalismo operaio intende — sopratutto — condurre la sua battaglia perchè nella fabbrica vengano difese le libertà e le conquiste sociali, e in primo luogo la libertà di stampa. I lavoratori sentono l'esigenza di un tipo nuovo di giornalismo, di una nuova cultura, che li renda sempre più capaci di assolvere ai loro compiti di nuova classe dirigente. Chiederemo agli uomini di cultura di collaborare con i nostri giornali, si avvicinino ai lavoratori ed esprimano nelle loro opere le aspirazioni di progresso sociale che ci animano.

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