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Fabbrica nuova2

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Fabbrica Nuova

NUMERO UNICO PER I LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI

Prova di forza Sulla prospettata sospensione del lavoro Dichiarazione del C. di G. parte lavoratori

La lotta è stata ripresa, la caparbietà, l'intransigenza e l'egoismo degli industriali ancora una volta hanno costretto i lavoiatori a scendere in sciopero.

Ancora una volta i lavoratori italiani hannd dato prova della loro maturità politica e sociale, della loro combattività partecipando nella stragrande maggioranza allo sciopero, hanno dimostrato Ia loro decisa volontà di piegare il padronato, di conquistare l- loro giuste aspirazioni.

Ancora una volta sopratutto nella nostra fabbrica è stata dimostrata la forza e l'unità esistente alla base anche se al vertice non sempre esiste malgrado sia dai lavoratori continuamente auspicata come è stato anche dimostrato di recente dai risultati delle elezioni della C.1., hanno scioperato il 100% degli operai e 1'80% tra gli impiegati.

E' chiaro ormai a tutti che questo non è ch- l'inizio di una lotta più dura che riprender) con forza •dopo le feste natalizie, traggano quindi la giusta esperienza, i dirigenti del gruppo aziendale della UIL, dai dati dei partecipanti allo sciopero, ascoltino un po' di più la voce dei loro stessi aderenti, e non solo le direttive che arrivano dall'alto, siano più confacenti alla volontà che dalla base scaturisce, sia realizzata l'unità, è questo il modo migliore per difendere gli interessi di tutti i 'lavoratori, assieme, uniti, potremo affrontare con maggiori risultati le dure lotte che ci aspettano, per conquistare migliori condizioni di vita, per progredire.

Questa unità esiste già fra i lavoratori, se non vogliono restare isolati si uniscano anche loro, la lotta è lunga e dura ma i lavoratori avranno sufficienza resistenza per poter dire alfine l'ultima parola.

Con questa premessa la redazion. del giornale augura a tutti i lavoratori buone feste.

Il Consiglio di Gestione, parte lavoratori, avuta comunicazione da parte della Direzione Aziendale del proposito di chiusura degli stabilimenti dal 23-12-53 al 3 gennaio 54 inclusi, preoccupato delle conseguenze che ne derivano a danno dei lavoratori, ha esaminato le ragioni adotte dalla Direzione per tale provvedimento.

Queste sono di ordine finanziario, economico, commerciale.

L' Direzione Generale si era espressa nel senso che le condizion: finanziarie non avrebbero tollerato un immagazzinamento che avesse eccessivamente superata quello dello scorso inverno e per contro in dicembre, il magazzin, Lambrette ha già raggiunto l'entità di quello dello scorso anno• nella sua punta massima.

La situazione di ristagnamento dei mercato e la possibilità di sorprese da parte della concorrenza, corsigliano d'altra parte, la maggior prudenza nell'immagazzina-

Comunichiamo

La Commissione Interna dopo lunghe trattative con la Direzione ha ottenuto: che la sospensione di lavoro dal 23 dicembre 1953 al 3 gennaio 1954 non avvenga in conto ferie, che le 4 giornate lavorative che perdono i lavoratori vengano retribuite normalmente, verrà in seguito trattenuto l'importo della retribuzione in modo dilazionato e cioè L. 1000 al mese, che venga corrisposta una indennità di mensa di L. 250 giornaliere pari a un totale di L. 1000.

La Direzione ha assicurato che dopo questa sospensione si effettuerà per i prossimi mesi l'orario normale.

mento. Oltre a ciò v'è la aggiunger.: che la produzione per magazzi .io costa di più di quella destinata alla vendita immediata (interessi passivi, spese di manodor era per l'immagazzinamento, conservazione, revisione all'atto dela spedizione, ecc.). Di qui la richiesta della Direzione di chiudere per ferie in questo periodo, richiesta intesa a ridurre la produzione invernale.

Il Cons. di Gestione, parte iav., ha il dovere di ricercare le cause di questo imprevisto maggiore immagazzinamento che dimostra come i programmi di vendita non si sian realizzati. A parere dei Con-

siglieri lavoratori, le cause sono: Una sottovalutazione della contrazione del mercato interno. Le note vicende del tipo E dovute ad una insufficiente cura della qualità del prodotto.

Evidentemente nessuna responsabilità su queste cause ricade sui lavciatori. Il C. d• G., parte lavoratori, ha d'altronde ripetutamente denrnciato i pericoli che si profilavano minacciosamente all'orizzonte, anche per la nostra fabbrica, conseguenti ad una politica economica di immiserimento delle grandi masse lavoratrici.

Ir, campo aziendale, per risolvere il problema della nostra produzione, il C. di G., parte lavoratori, ha pure indicato, da anni ed anche recentemente, la necessità di inserire una •produzione nuova, complementare dal punto di vista stagionale, della Lambretta, senza che questo serio prob'ema sia stato risolto.

Le nostra Azienda è entrata quindi, per la produzione Lambretta, in una crisi di sovrapproduzione classica del sistema capitalistici, e cioè, mentre •da una parte Picdustriale immette sul mercato un volume sempre maggiore di manufatti che pure sarebbero richiesti, gli strati dei lavoratori (che in definitiva rappresentano la maggioranza potenziale della nostra clientela) non è in condizione di acquistarli per mancanza di mezzi. Naturalmente, le rela-

tivs conseguenze, si vor. ebbe ricadessero sulle spalle del lavoratori i quali, logicamente, non possono invece accettarle, anche perchè una situazione del genere può evidentemente ripetersi o aggravarsi (bastie considerare che altre precedenti sospensioni di lavoro ron hanno impedito il crearsi di questa crisi).

I Consiglieri lavoratori rilevano inoltre come vi sia una evidente contraddizione tra questa richiesta di chiusura e il perpetuarsi del deprecabile sistema del prolungamento dell'orario di lavoro. come dimostrano i seguenti dati:

60.563 ore in luglio pari al 13,33%; 321164 ore in agosto, pari al 14,15%; 53280 ore in settembre, pari al 12,21%; 53577 ore in ottobre, pari al 12,73%,

Mentre il C di G., parte lavoratori, invita formalmente la Direzione a trovare una definitiva soluzione del problema stagionaleattraverso l'inserimento di una nuova produzione complementare a quella della Lambretta ed invitano i lavoratori a stringersi. unitariamente attorno ai loro Orgar.ismi che si 'battono per la difesa della produzione e del lavoro, demandano alla C.1. la discussione con la Direzione Aziendale sulla richiesta dalla stessa avr nzata.

IL CONSIGLIO DI GESTIONE parte lavoratori

Gli impiegati e lo sciopero

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO?

Cari Colleghi, martedì 15, alle ore 3, ero davanti alla portineria e no visi) parecchi di voi entrare.

He visto lei, collega capo-fame'glia che pur essendo ce..ccordo sullo sciopero, entrava r ensando che doveva comperare le scarpe ed i libri per i suoi bambini e peGare la rata per il riscaldamen• lo. E dimenticava che anche l'operaio ha bambini, stufe da accendere, il conto dal bottegaio da saldare ed una paga inferiore al. la sua.

Ho visto !ei, giovane collega, appena uscito dalla scuola che, non scioperando, crede di facilitare la sua carriera. E non pensava che la gioia di una tal carriera — molto illusoria — sarebbe turbala dal rimorso per la cattiva azione compiuta.

Ho visto lei, signorinella, che non si rendeva pienamente conto di quello che succedeva quel giorno in fabbrica (forse penso va alla sorte che era toccata all . eroina d'i « Grand Hotel » che aoeva ap-

pena finito di leggere) oppure pensava, con i soldi guadagnati e que:» giorno, di aiutare meglio la famiglia o arricchire il suo corredo. E ignorava che anche le giovani operaie hanno gli stessi problemi.

Certo in ufficio, sentivate qualcosa <dentro » che vi rimproverava; sentivate il peso de' silenzio dei reparti deserti ed il muto rimprovero delle nostre sedie vuote.

Forse pensavate anche agli scioperi passati, durante i quali 91i operai avevano sostenuto i maggiori sacrifici mentre noi impiegati avevamo ottenuto i migliori risultati (rivalutazione, contingenza, ecc.).

Nelle prossime lotte che probabiln-,ente l'egoismo padronale .enderà necessarie, lasciamo dunque da parte preoccupazioni c dubbi: ascoltiamo la nostra coscienza, osccltiamo l'appello fraterno degli operai che lottano anche per noi pur avendo una paga inferiore.

Prendiamo il nostro giusto vasto nella lotta e il successo sarei più rapidamente raggiunto.

Un impiegato che ha scioperato

prezzo L. 10 Dicembre 1953

DAI REPARTI E DAGLI UFFICI

Passaggi di categoria

E' questo un problema che da più reparti ci viene segnalato, e noi pensiamo sia tempo di risolverlo definitivamente; basta con i passaggi di categoria sulla base di simpatia ecc.

Tutti gli operai che hanno capacità superiori alla loro qualifica hanno il diritto di essere passati di• categoria, quanti operai sono pronta ad affrontare la prova d'arte, operai che da anni lavorano nella nostra fabbrica ..die ormai si sono specializzati, ma soprattutto, vi sono operai provenienti da altre fabbriche, operai specializzati con 15,20 anni di esperienza contratta in fabbriche meccaniche declassati al momento della loro assunzione e che oggi a distanza di anni non le è ancora data ridata la loro qualifica primitiva Si dice che nella nostra fabbrica non occorrono specializzati, a parte il fatt i che questa tesi è più che contestabile, rimane però che si usa le capacità di questi operai, ed è indubbio che il contributo che loro danno è superiore a quello che può dare un manovale, se si vuole quindi che gli operai lavorino con un po' più 3t passione si affronti e si risolva definitivamente questo problema.

Spostamenti continui dì operai

Ci scrivono alcuni operai del Rep. 18: E' diventato ormai d'abitudine nel nostro reparto spostare operai da uv posto all'altro di lavoro, con quali scopi però, evidentemente per •spremere al massimo la forzo lavoro degli operai, infatti cosi avviene: un operaio si trova ad una .stazione di lavoro dove il ritmo di lavoro è superiore alle sue possibilità cioè dove occorrerebbero due operai, questo operai fà ogni sforzo per mantenere• il ritmo, ma alla fine il lavoro si accatasta, allora viene prelevato un altro opeialio dal suo post.1 di lavoro ed inviato li ad aiutare, questo operaio è quindi atpintc a fare un grande sforzo per .regolarizzare il ritmo di lavoro

:senonchè quando il lavoro è norMalizzato questo viene rinviato cid suo posto od in un altro dove .nel frattempo si è accumulato non potò :scorta e 'cosi via di seguito.

E' logico quindi che venga spontaneo a questi operai di dire che frigi non molto verrà data loro una scopa per -mettersi nel... così intanto' che si sposteranno da un porto all'altro di lavoro potranno etriche scopare il reparto e Sostituire così gli spazzini.

Noi denunciamo questo sistema di lavoro che mira a supersfrutttue gli operai invitando gli stessi e 'por prestarsi al giuoco, se non base; 'un operaio ne assumano ug altro, o diminuiscano i: ritmo dì, lavoro, e questo oalga" anche per l caPi reparto.

I campanelli agli uffici di palazzo

Verso i primi di ottobre abbiamo chiesto al sig. Franchini (quale rappresentante degli imp. in C.I.) di dimostrare in Direzione lo necessità di sistemare il campanello di cessato lavoro nei corridoi degli uffici, poiché con l'aituab sistemazione non si sente niente.

Il sig. Franehini ci portò risposta positiva: la Direzione aveva riconosciuto valida la nostra richiesta.

Però a tutt'oggi i campanelli non ci sono. (Circola voce negli uffici, che si è chiesto preventivo di acquisto, si è fatto preventivo d'impianto e chissà quali altri preventivi: per due o tre comuni campanelli).

Il capo pullman

Gli

impiegati

ci scrivono

Ai tempi delle quadrate legioni era di moda essere Capo di qualcosa: capo manipolo,' capo casa. capo fabbricato ecc. C'è qualcuno fra noi che, memore del passato splendore si è nominato o è stato nominato Capo Pullman. Cosi a mezzogiorno fra l'andata ed il ritorno gli impiegati hanno il piacere e l'onore di essere guidati, redarguiti, scocciati da costui. Pare che neppure l'autista fosse d'accordo in quanto l'automezzo lo guidi lui e non vuole interferenze, ma il "nostro" risponde che lui guidava i carri blindati e se ne intende.

Così se. qualcuno di noi non arriva al minuto preciso dopo aver corso a perdifiato per raggiiingere il mezzo che lo riporta in ufficio, se lo" vede sfrecciare sott:, gli occhi, arriva magari ritardo di mezz'ora, ma come ai bei tempi i treni... no i pulmini devono arrivare in orario. E' così che si conquistano i galloni... sig. Giannetti?! un gruppo d'impiegati

Contratti a termine uno dei problemi che assillano gli impiegati

Abbiamo invitato due impiegati a scriverci per porre all'attenzione di tutti ì lavoratori i problemi che più li assillano, hanno accettato il nostro invito, e noi li ringraziamo, essi scrivono: Cari amici.

Ci avete chiesto quali problemi ci assillano: crediamo che attualmente il, fatto che più da vicino si dovrebbe vedere, è quello del .nuovo orario che la Direzione ha imposto a noi del palazzo fin da quest'estate illudendoci• chg doveva essere provvisorio. Ma di queSio crediamO,più opporiiino Parldrne eventUts‘lfuettte••(xse ce r crete lo Spazio? in Un, • prdssi\nio, numero. è 410ehlt:U/1 an0qmelitP che pensiamo di ,lortanethq) cono-.

scenza di tutti: le assunzioni a termine. Alcuni impiegati sono tra noi da oltre un anno: ebbene da oltre un anno vivono con la"spada di Damocle" sul capo. Crediamo infatti che così si possa definire questa forma di assunzione: questi impiegati hanno sempre il timore di non venire riconfermati allo scadere del termine: sanno anche, questi impiegati, che possono venire licenziati senza preavviso prima ancora dello scadere del termine.

Quindi si sentono minorati nei confronti dei loro colleghi; sanno d'altro canto che il datore di lavoro approfitta di questa situazione.

Oggi trovare un'occupazione non è facile: credono sempre, questi impiegati, di vedersi confermare l'impiego normale ed invece ecco che questa conferma arriva per uno, due: gli altri restano con l'amara constatazione di vedersi confermare fino.... al tal giorno. Credete amici, si resta male: e un poco d'invidia, seppure non nel senso cattivo, nasce nell'animo. Cominciano a pensare, questi impiegati, che forse <inno ragione gli operai: il padrone fa quello che vuole e, pur di salvaguardare esclusivamente i suoi interessi, non si cura di creare una situazione di

L'enalista domanda

Ci coMpiaciamo con chi si e. fatto proanotore nella creazione dal nostro giornale Ai fabbrica. Nelle, scorrere pagine di questo prime numero, si leggono molte be!le frasi di elogio per il layot.o sin qui svolto e molte promesse per il futuro. Bene... Però questo gioinale manca della parte più 'nteiessante, le critiche e le domande che tanti vorrebbero fare.

Cominceremo con questa prima don'anda.

Aicun tempo fà, dopo d essermi «punito di un <Buono rateale del CRAL,. recai presso un negozio di loro concessione per la compera di un vestito. Dopo li aver scelto il tipo di mio gusto, passai a contrattare per il prezzo, mi fu immediatamente risposto che sconti non si potevano fare perchè debbono passare 'la percentuale sull'importo lel buon-) al CRAL Innocenti.

E vero questo? Sono questi i vantaggi che noi abbiamo?

Noi ringraziamo l'amico Gimelli della sua lettera, la .redazione sarebbe lieta di ricevere molle lettere dei lavoratori che chiedono schiarimenti sii qualsiasi argomento, che ci criticano e ti danno suggerimenti,. questo è quanto vogliaMo noi, e' cioè che gioVnate diveUti uno strumento unitario dl servizio dei lavOratori, ove si 'dibattano i' loro problemi, per iro-

disagio fra gli stessi lavoratori. Anzi in noi comincia a subentrare la condizione che veramente il padrone applica in fabbrica il famoso 'motto "dividere per imparare".

E crea le condizioni: quegli impiegati che non si sono visti confermare cercano tutte le forme per arrivare alla meta agognata. Accettano ogni imposizione, senza mai reagire; ogni osservazione può essere a loro rivolta senza preoccuparsi di rispettare la "forma".

Quando c'è da mettersi al fianco di altri lavoratori in lotta, subentra una preoccupazione che gli altri non hanno, il licenziamento in tronco.

E' proprio una forma disumana di dare lavoro, che ne dite?

Il lavoro non è forse un diritto, per il genere umano, prima ancora che un dovere? Non è forse sancito dalla Carta Costituzionale, che 14i nostra Repubblica è fondata sul lavoro?

Ma questa formo di lavoro non è progresso: è regresso. Il padrone assume quando gli fa comodo, licenzia come gli pare.

Quanto spazio vi abbiamo preso! Ma ancora noi vorremmo parlare, scrivere.

Per ora, comprendendo anche le vostre necessità tipografiche, vogliamo chiudere questa nostra tirata invitando la C.I. a fare tutti gli sforzi per togliere dai nostri uffici la bruttura di queste "assunzioni a termine". due impiegati di palazzo

mire insieme il modo migliore per risolverli, ma sopratutto perchè attraverso il dibattito il giornale di fabbrica diventi lo strumetuo guida, di orientamento nella lotta comune che conduciamo, per un migliore avvenire contro il comune nemico.

Per quanto egli ci •chieda nella sua lettera noi lo assicuriamo che sul prossimo numero le daremo risposta, al proposito abbiamo già invitato il presidente del CRAL a formularla in modo chiaro.

PEDAZIONE

H dito nell'occhio

Un giorno arrivò allo stabilimento « Innocenti » un tipo che disse rivolgendosi ai lavoratori : se avete bisogno qualcosa venite da mè, farò quanto è possibile per voi. (Ghe pensi miri)."

Volete le ferie senza premio?

Volete la sospensione senza integrazione con il ricupero senza il 25",', delle straordinarie?

Volete una sospensione in conto ferie a Natale?

Ghe pensi min.

FABBRICA NUOVA
Ci scrivono, domandano, rispondiamo

Attività del C.R.A.L.

Risposta alle "osservazioni

NOTIZIE SPORTIVE sul funzionamen

Calcio

Vorrei rivolgere un caloroso vppeli° a tutti i dipendenti della 'Lesini Ditta per spronarli ad assistere ed incoraggiare i nostri gli-vani che si cimentano per ,o -sport.

Robur O - Innocenti G• Innocenti 1 - Dagrada 3 Pirelli O - Innocenti 6 (amichevole).

Questi sono i risultati ottenuti dalla nostra squadra di calcio. Nelle due prime partite, come vedi ce la lancetta ha volto verso il nega tivo, nulla invece d i ridire per l'ottima partita disputata in :allenamento. Nella partita di campionato si poteva fare di più, ma un po' per la sfortuna, un po' per valore delle squadre avversarie

I dee risultati hanno fermato la briliantg corsa della nostra squadra. Forse i risultati multe volte muterebbero, se il morale dei giocatori fosse sorretto dal così detto tifo.

Voi dovete comprendere come sia -umiliante per questi ragazzi ve&ce, specie poi sul nostro campo, centinaia di sostenitori per le squadre avversarie e molte volte una decina di persone, compreso il massaggiatore oer la nostra squadra. Certo, voi mi direte che à più interessante assistere ad una p: rtita allo stadio di S. Siro, i, senza dubbio, altra elesse, però non sempre i giocatori di serie A giocano can il cuore e entusiasma di questi regazzi che sono ancora i puri d , !lo sport

Il mio augu:,o è che per l'avvenire la nostra squadra abbia migliaia di sostenitori e «i: affermi in tutti i campi . empre però con il più alto senso sportivo.

31ilano 7-12-'53

Questa sera al Ristorante e Emilio » c'è aria di festa si, perché c'è il banchetto sociale, che corona l'attività annuale della nostra Sezione.

Si notano subito gli ospiti d'onore, il sig. dott. Fasciano, direttore del personale. il cav. Bini del centro studi, il ,sig. Tampieri, il rappresentante del C R.A.L. sig. Monti, i diversi rappresentanti dei Moto Club. I noti corridori e campioni motociclisti Pagani, Milani, Ferri. Sono pure presenti i rappresentanti degli organismi interni, CI, C.d.G., (FIAMLI e dell'AVIS.

Alle 21 precise il vice presidente sig. Davide dopo brevi parole di introduzione cede la parola al presidente sig. Muneghina, il quale elogia l'attività svolta nel corso dell'anno esortando soci e dirigenti ad incrementare sempre di più questo sport, per portare su tutte le strade d'Italia e d'Europa la nostra Lambretta.

Quindi il presidente passa alla premiazione dei soci che si sono distinti in gare e manifestazioni turistiche, elencando tutta l'attività svolta durante l'anno sociale.

Dopo questa simpatica cerimonia ha inizio il banchetto al quale,itutti fanno onore e si conclude con il suono di una gaia orchestrina.

Gita sciistica

Il giorno e dicembre una comitiva di 28 allegri sciatori partiva su un'elegante autopulman alla volta di Madonna di Campiglio.

La gita organizzata dal nostro

C.R.A.L. per i giorni 6, 7 e 8 Dicembre ebbe senz'altro un'esito po• sitivo anche se durante i primi due giorni il tempo non permise agli appassionati della neve di sfogarsi come era da loro previsto, certo che non si annoiarono' perchè tutti si cimentarono dai più abili ai meno provetti. Sono pure state fatte delle gite in seggiovia.

Ottimo il trattamento dell'albergo Campiglio Sport dove alloggiarono. il viaggio di andata e ritorno è stato magnifico.

Lo Sciatore

ARTE E CULTURA

"Pensaci Giacomino„ Applaudito al lista

Sabato 28 novembre la compagnia filodrammatica del nostro

C.R.A.L c ad augusta per angusta » ha rappresentato al Teatro Litta la commedia di Luigi Pirandello: e Pensaci Giacomino ».

Il successo ottenuto ha riconfermato le capacità dei nostri attori, i quali superando le infinite difficoltà, che son proprie di un'opera teatrale pirandelliana, ci han porto un lavoro di pregievole fattura.

Se noi interpretiamo Pirandello come colui che per primo ha dato il rifiuto alla concezione cara al romanticismo del mito del poeta messianico apportatore di verità e di sublimi passioni; anzi a fondamentale e completa posizione rovesciata, si dichiara non messia, ne apportatore • di bellezza, ma voce nuda senz'alcuna certezza di verità se non quella di non sapere e di una suprema ignoranza di se e della realtà per cui tutte e esplorazioni •psicologiche sono

Sull'ultimo numero de: giornale a. fabbrica, sotto al titolo «Osservazioni sul fuozioncont nto del CRAI. » si legq-va un articolo •.i critica nei con,: mti del consiglio direttivo del nostro CRAL. L'ilartiColista tendeva dimostrare che la poca tortecipazione dei soci alla vita - sociale (all'Ente è doluta alla man, znza, specialmente nel campo culturale, di una abbondante attività. Penchè discutibile questa critica non parrebbi si stonata se non recasse la firma del Presidente del CRAL stesso, il qu zie Presidente ricopre anche la carica di addetto alle attività catturati, quellì attività cioè di cui pLi se ne sente 'a mai canza. Io trovo logico criticare e autocriticarsi rn.i trovo addiritturi paradossale che una persona ammetta di non esser stata cavalide, tutti i mezzi espressi leciti, quasicchè l'artista fosse un rabdomante che con la sua bacchetta magica dell'arte esplori il terreno della vita; se noi sintetizziamo il dramma pirandelliano nella continua ricerca dell'individualità in una umanità spezzata, che tenta di ricostruirsi, noi dobbiamo tributare, alla filodrammatica Innocenti, immense lodi per la perfetta interpretazione di e Pensaci Giacomino ».

Artefice di tanto successo è stato Sergio Bulloni, che nelle vesti del prof. Toti ne ha magistralmente interpretato il personaggio; bravi anche gli altri, tanto più che alcuni erano alle prime esperienze teatrali, ottimo il piccolo Nicelli che hv. dimostrato di saperci fare e molto bene.

Numerosissimo il pubblico intervenuto, frequenti e prolungati gli applausi a scena aperta e alla fine di ogni atto. criticus

Il mio paese è l'Italia

.4 Salvatore Quasimodo, la giuria del « Premio Taormina » per la poesia, presieduta da Francesco Flora, ha assegnato il primo premio per l'Italia, di un milione. I! primo premio ex - equo per una poesia straniera è andato all'inglese Milan Thomas iin memoriam). Pubblichiamo questa poesia tratta dal volume « La vita non è sogno » di Quasimodo.

Più i giorni s'allontanano dispersi più ritornano nel cuore dei poeti.

Là i campi di Polonia, la piana di Kutno con le colline di cadaveri che bruciano in nuvole di nafta, là i reticolati per la quarantena d'Israele, il sangue tra i rifiuti, l'esantema torrido, le catene di poveri già morti da gran tempo fulminati sule fosse aperte con le loro mani, là Buchenwald, la mite selva di faggi, i suoi forni maledetti; là Stalingrado, Minsk sugli aquitrini e la neve putrefatta. I poeti non dimenticano. Oh la folla dei vili, dei vinti, dei perdonati dalla misericordia!

Tutto si travolge, ma i morti non si vedono. Il mio paese è l'Italia, o nemico più straniero, io canto il suo popolo, e anche il pianto coperto dal rumore del suo mare, il limpido lutto delle madri, canto la sua vita.

to del C.R.A.L.„

pece di svolgere una anta mulis;osie e nel contempo syggeris che cosa si sarebbe dovuto fare perchè quella e data mansione fosse svolta in maniera egregia, qu; credo è mancai:» di buon senso.

bio scusatemi, perché t. 'nostro es;mic • Presideute, noi:chè addetto alle attività culturali. non ha attuato tutte quelle bel:e iniziative contenute nel 'no ralrcolo? Son quattro anni che ricoprì le carich e nessuno lo ha mai ostacolai,, la faccenda .-he r.r! consiglio direttivo non esiste democrazia è una storiella talmente puerile cui nessuno crede.

Vorrei ripetere, .hr ì.za di termeraz. ,, che se ae! nostro Cral qualcosa non ha fuozion do, son state si IL attività culture -ai ma per colpa dell'incarieito non del consiglio direttivo.

Se il nostro caro Fres:dente me lo permette vorrei suogezirgli che n in ci si deve fidare, sempre, dei consigli di certi campi m: del sapere "sbagliano sovente anche loro e siamo noi poi a sop -., rtarne le conseguenze.

Monti Mario

Nel pubblicare questo articolo è nostro compito, come redazione, rilevare che il Monti non ha 'nterpretato giustamente Parti:tal> apparso sul numero precedente del nostro giornale, in quanto essa, intendeva lanciando un dibattito sul funzionamento del CRAL, sii-" 'appare anche la crtitica si! ma una critica costruttiva, che porti un serio contributo al miglinetmento del CRAL stesso. Questo articolo invece non è che una critica, una polemica personale con il presidente del CRAL e non da certo un contributo all'attività del CRAL, per questo, pensiamo che i temi dei prossimi articoli debbano essere spostati alla ragione stessa del dibattito.

Lavoratori scriveteci

Invitiamo i lavoratori a col- 3.aborare al giornale inviandoci per lettera notizi e di fatti che avvengono nei loro reparti, s_:ggerimenti per migliorare il giornale, proposte di iniziative. Fateci domande dei problemi che v'interessano e vi daremo risposta, anche per quanto riguarda la produzione della nostra fabbrica, rilevate deficenze tecniche, ecc Collaborate I.

Giovani lavoratori

FABBRICA NUOVA 3
leggete fate legggere e diffondete AVANGUARDIA il giornale di tutta la gioventù italiana

sI TEN T A

I1 Congresso dei giornalisti operai di

limitare le libertà

Alcuni usano spesso dire e parlare, di libertà, di democrdzia, che esiste nella nostra fabbrica e eriche al di fuori della nostra fabbrica s; ode spesso ripetere questo.

Senza dubbio questo esiste in maggiore misura che' nelle altre fabbriche, assurdo sarebbe non ricorcscerlo.

Nondimeno, se questo esiste, esiste per delle ragioni partiColari: in primo luogo, per il contributo dei lavoratori dato per la salvezza della fabbrica, per la ricostruzione della stessa; in secondo luogo perchè i rapporti di forze alla Innocenti sono differenti che in altre fabbriche; i lavoratori vigilano e sono pronti a difendere queste liberta e i loro diritti come la cosa più sacra. •

Vi è senza dubbio però il tentativo e la volontà da parte della direzione di limitare queste libertà e su questo i lavoratori devono intensificare la loro vigilanza non concedendo niente di ciò che sino ad oggi è stato acquisito.

Questo tentativo o volontà la si denota in una serie di fati,. avvenuti in questi ultimi tempi che vanno, dal tentativo di impedire con futili scuse una fest(. sindacale nel corso della quale avrebbe dovuto prendere la parola l'ori. M. Montagnana, Segr. Resp. della C. del L., alla proibizione di affiissione e distribuzione di• manifesti e volantini invitanti i lavoratori all'assemblea del P.C.I. con l'intervento del Sen. G. Alberganti, ecc. Vi è quindi il tentativo di far fare un »asse indietro ai lavco atori della nostra fabbrica, (forse per metterci in condizioni simili ai lavoratori di altre fabbriche tipo Falck? Si disilludano), l'esperienza ci insegna che si parte da questi piccoli fatti, per arrivare ai più grossi; per questo è compito nostro lottare al fianco di tutti i lavoratori per la difesa delle lirerogotive della C.I. e per il riconoscimento e l'applicazione dello Statuto dei diritti del cittadino lavoratore nella fabbrica, ma sopratutti; essere vigilanti e pronti a lottare per la difesa delle libertà democratiche esistenti nella nostra fabbrica.

Presenti gli on. Di Vittorio - Sangalli, Segretario provinciale della D. C. e Vigorelli del P.S.D.I. ed altre importanti personalità

Alla numerosa varietà di giornalisti, cronisti-inviati, redattori, bisognerà d'ora in poi aggiungere ufficialmente un'altra: quella dei giornalisti di fabbrica. Infatti, sabato giorno 12 e domenica 13 (u.s. si è tenuta nel salone dell'associazione dei giornalisti lombardi, dove &l solito si incontrano i giornalisti dei grandi quotidiani di informazione, i redattori dei giornali di fabbrica di tutte le fabbriche di Italia, e sono 160 armai con una tiratura •di oltre 200 mila copie; vi era persino il delegato delle miniere Sulcis di Sardegna.

A dare il benvenuto a nome dei giornalisti milanesi, è Lanfrantli, consigliere lelegato dell'Associazion Lombarda, fiera, 'agi. ha detto, ,di ospitare questo convegno che dovrà creare vincoli di solidarietà tra operai giornalisti e giornalisti-professionisti, uniti nel senso d. responsabilità, nella difesa della libertà di stampa, e nella convinzione che i problemi delle fel:liriche sono i problemi di tutti.

Vi era in queste parole, il riconoscimento pieno della grande funzione che il giornalismo di fabbrica adempie e, di cui si sono resi conto anche tutte le personalità le decine di professori ,li università e di scrittori, artisti, ch hanno inviato la loro adesione al congresso.

E' un poco una rivelazione, ma non per i giornalisti operai i quali sono pienamenti consci del posto tutt'altro che secondario che la loro stampa si è conquistati; lo dimostra Ranchelli della Colata (il giornale della Pignone di Firenze), egli caratterizza i tre aspetti del giornale: primo, strumento autonomo ed unitario dei lavoratori per la difesa de: salari' delle conquiste sociali; secondo, strumento per la democrazia nella fabbrica, per il miglioramento culturale e tecnico dei lavoratori; per la difesa della libertà; in primo luogo quella di stampa, espressione della cultura nuova e dell'attaccamento alla migliore tradizione culturale da cui essa na-

sce; indice della maturità raggiunta dalla classe operaia.

Questa varietà di aspetti trova una esemplificazione nella relazione di Ramazzotti della Lancia, il (male esordisce rilevando come la libertà di stampa non sia piovuta dal cielo; vi era un tempo in cui i giornali di fabbrica non erano autorizzati dai tribunali, bensì condannati dal tribunale speciale; piccoli fogli clandestini, che però hanno continuato con tenacia (a differenza della grande stampa olle si era piegata al fascismo) a guidare in modo unitario le lotte dei lavoratori.

Anche oggi, proprio perchè i lavoratori attraverso i giornali di fabbrica esercitano una critica, un controllo sulla politica aziendale e nazionale, sui problemi di fronte ai quali si manifesta •a incapacità della classe dirigente, questa fa ogni sforzo per soffocarla.

Hanno arricchito poi la relazione una serie di interventi che hanno portato un serio contributo di esperienze cha servirà senza dubbio a sviluppare maggiormente, per l'avvenire, questa azione, migliorandb anche qualitativamente i gicrnali di fabbrica.

Ne; corso dei lavori ha tenuto un discorso anche Di Vittorio, egli ha detto: Altissima è la funzio-

ne dei giornali di fabbrica, e ir loro congresso rappresenta un Trio nicht° di importanza storica. Sorti per sostenere le rivendicazioni ritemute immediate dei lavoratori, essi hanno allargato il loro orizzonte, sono diventati uno dei più validi strumenti con cui la' classe operaia lotta pér una società nuova, perchè liberando se stessa dal-. l'arretratezza e dalla miseria, la classe operaia .11 avanzare tuffal'umanità.

Sono state quindi approvate le' Mozioni che riassumono il frutto immediato dei lavori. Una prima che determina il contenuto e la furzione dei giornali di fabbrica nella difesa dei diritti dei lavoratori, una seconda mozione ribadisce il diritto costituzionale della diffusione e chiede un riconoscimento ufficiale dei diritti dei' giornalisti lavoratori e la solidarietà dell'Associazione della Stampa e di tutti i giornalisti nella; difesa di questo aspetto imrtantissimo della libertà di stampa, una terza mozione riguarda i legami col mondo della cultura invita gli artisti e gli uomini di lettere a stringere i contatti con la fabbrica e con i suoi organi.

Cosi si chiude questo importantissimo convegno.

Lotte unitarie con programmi unitari

Nella nostra fabbrica le elezioni della C.I. si sono concluse con una grande vittoria della lista C.GJ.L. Ciò vuoi dire che la stragrande maggioranza dei lavoratori hanno dato la loro fiducia a quegli uomini che più lottano per il miglioramento del tenore di vita, che più di tutti si sacrificano senza ambizioni di posti in alto; di questa fiducia data alla F.I.0 M., agli uomini che la rappresntano noi ne siamo orgogliosi.

Di una cosa siamo spiacenti, (come sindacalisti• della F.LOM.) e cioè di non aver potuto realizzare quella lista unitaria che tutti i lavoratori auspicavano.

Molto abbiamo fatto e detto per realizzarla prima delle elezi anche ora •però, a elezioni• concluse, vogliamo parlarne e discuterne.

Prima delle elezioni proponevamo una lista a carattere unitario, si poteva credere che do facevamo per conservare i posti che avevamo, vale a dire che qualcuno poteva pensare che si chiedeva a gran voce lista unica per paura di essere battuti, noi dimostriamo che questo non è vero, perchè ancora oggi noi invitiamo i 'avoratori all'unità, chiediamo un programma di lotta unitario, vogliamo, che i membri della C.I. quando vanno a trattare con la Direzione aziendale, siano essi della C.G.I.L. della C.I.S.L. o della U.I.L. abbiano una linea comune.

Noi vogliamo vi sia soprabiti° l'unità di tutti i lavoratori, operai, impiegati e tecnici. Perché l'operaio ha bisogno del tecnico e il tecnico ha bisogno dell'ope-aio.

Noi sappiamo, che chi vuole la divi sion della masse sono proprio

quelli a cui fa comodo, e sono i capitalisti. Quando noi facciamo una lotta unitaria, loro tentano di dividerla perchè hanno paura dell'unità, ma loro quando si tratta di• non mollare niente a noi lavoratori, sono più che unii; e non guardano se uno da pensa in una maniera o in un'altra; non importa se poi sono divisi negli affari, l'importante è di• non mollare mai niente e lo si vede dalla nostra vertenza sindacale in corso. L'unità, compagni di lavoro, è una grande bella cosa, mi ricordo le parole che diceva il sindacalista della Corrente Cristiana nel 1948 a Milano; questo era Grandi uno dei segretari della è un grande errore dividere la classe operaia, si agevolerebbe il gioco del nemico di classe », ma ecco che poco tempo dopo la •sua morte è avvenuta la scissione del sindacato, questa ha agevolato i padroni.

Noi faremo ogni sforzo per realizzare l'unità, in primo luogo, l'unità di tutti i lavoratori oggi più che mai, unità di lotta t di azione.

Viva l'unità di tutti i lavor.'ori MARI GAETANO Comitato Sind.

F.I 0.M.

Dir. Resp. Angelo Maggiori

Suppi. al n. 25 di Voci dell'A.7'.M.

Aut. Tr. Milano del 12-9-51 n 2.140

Tip. A. Piodelli via Maspero 30.

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