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Bollettino Alfa Romeo8

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maggio 1975

bollettino «informazione del C. di F. dell ' alfa romeo SINDACATO DI PUBBLICA SICUREZZA PREMESSA In questi ultimi tempi in Italia si è cominciato a dibattere il problema del riordinamento e della sindacalizzazione della Polizia. Vari convegni, assemblee si sono svolti sul tema, e non solo a livello degli ambienti giuridici e culturali più elevati, ma anche sotto forma di dibattiti popolari. La stampa più autorevole ha trattato il problema, salvo la Radio-Televisione, che ha preferito, come al solito, osservare sull'argomento il riserbo più assoluto. Anche noí, come Redazione, vogliamo porre il problema il quale dovrà avere certamente un seguito nel dibattito in altra sede. Ouesto Bollettino è un tentativo di spiegare agli attivisti quale sia la situazione attuale.

Gli inizi della « contestazione » Le prime avvisaglie esterne che qualcosa stava agitando le apparentemente quiete acque dell'Istituto di Polizia si ebbero il 19 settembre 1969, quando fu ucciso l'agente Antonio Annarumma. Sul finire di quella massacrante giornata nelle caserme S. Ambrogio e Adriatica di Milano 500 poliziotti del III reParto Celere, rientrati da un logorante servizio d'ordine svolto a Bergamo inscenarono una dimostrazione, chiedendo orari più umani ed un più civile trattamento. Due anni più tardi, la sera del 21 ottobre 1971, gli agenti della P.S. sfilarono per la prima volta in corteo a Torino, per reclamare il loro diritto ad un trattamento più umano: sono in 60, in divisa, a

percorrere incolonnati ed in silenzio il centro della città. Sono i sintomi chiari ed inequivocabili di un malessere profondo, il grido disperato di chi, sentendosi abbandonato da tutti, opinione pubblica e Governo, cerca in qualche modo di far sentire la propria voce: la repressione non s'è fatta attendere ma, altro fatto indicativo, essa ha sortito il solo effetto di determinare una estensione a macchia d'olio della presa di coscienza fra il personale di P.S. ed ha preso man mano sempre maggior consistenza, sino a sfociare, allo stato attuale, in una vera e propria organizzazione sindacale di fatto, con struttura provinciale, quadri ecc.

La storia del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Il Corpo delle Guardie di P.S., militarmente organizzato, era un organismo civile; l'Arma dei Carabinieri, invece, una vera e propria gendarmeria militare, con compiti anche di carattere civile, sul tipo di quella napoleonica francese, di cui aveva mutuato moltissimi aspetti, compresi quelli esteriori della foggia dell'uniforme. Il corpo, subite diverse modifiche (guardie di città, regia guardia per la pubblica sicurezza, guardie specializzate, corpo degli agenti di P.S. e, nuovamente, corpo delle guardie di P.S.), fu un organismo militare vero e proprio solamente dal 1919 al 1922, quando assunse la denominazione di Regia guardia per la pubblica sicurezza, con l'apposizione delle stellette sull'uniforme. La sua natura non era tale, anche per la tendenza politica della maggior parte di coloro che in tale corpo erano inquadrati, che potesse essere guardata con simpatia dal nascente fascismo, per cui la Regia 011111111~O • IN ••


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