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Bollettino Alfa Romeo8

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bollettino «informazione del C. di F. dell ' alfa romeo

SINDACATO DI PUBBLICA SICUREZZA

PREMESSA

In questi ultimi tempi in Italia si è cominciato a dibattere il problema del riordinamento e della sindacalizzazione della Polizia. Vari convegni, assemblee si sono svolti sul tema, e non solo a livello degli ambienti giuridici e culturali più elevati, ma anche sotto forma di dibattiti popolari. La stampa più autorevole ha trattato il problema, salvo la Radio-Televisione, che ha preferito, come al solito, osservare sull'argomento il riserbo più assoluto.

Anche noí, come Redazione, vogliamo porre il problema il quale dovrà avere certamente un seguito nel dibattito in altra sede.

Ouesto Bollettino è un tentativo di spiegare agli attivisti quale sia la situazione attuale.

Gli inizi della « contestazione »

Le prime avvisaglie esterne che qualcosa stava agitando le apparentemente quiete acque dell'Istituto di Polizia si ebbero il 19 settembre 1969, quando fu ucciso l'agente Antonio Annarumma. Sul finire di quella massacrante giornata nelle caserme S. Ambrogio e Adriatica di Milano 500 poliziotti del III reParto Celere, rientrati da un logorante servizio d'ordine svolto a Bergamo inscenarono una dimostrazione, chiedendo orari più umani ed un più civile trattamento. Due anni più tardi, la sera del 21 ottobre 1971, gli agenti della P.S. sfilarono per la prima volta in corteo a Torino, per reclamare il loro diritto ad un trattamento più umano: sono in 60, in divisa, a

percorrere incolonnati ed in silenzio il centro della città.

Sono i sintomi chiari ed inequivocabili di un malessere profondo, il grido disperato di chi, sentendosi abbandonato da tutti, opinione pubblica e Governo, cerca in qualche modo di far sentire la propria voce: la repressione non s'è fatta attendere ma, altro fatto indicativo, essa ha sortito il solo effetto di determinare una estensione a macchia d'olio della presa di coscienza fra il personale di P.S. ed ha preso man mano sempre maggior consistenza, sino a sfociare, allo stato attuale, in una vera e propria organizzazione sindacale di fatto, con struttura provinciale, quadri ecc.

La storia del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza

Il Corpo delle Guardie di P.S., militarmente organizzato, era un organismo civile; l'Arma dei Carabinieri, invece, una vera e propria gendarmeria militare, con compiti anche di carattere civile, sul tipo di quella napoleonica francese, di cui aveva mutuato moltissimi aspetti, compresi quelli esteriori della foggia dell'uniforme. Il corpo, subite diverse modifiche (guardie di città, regia guardia per la pubblica sicurezza, guardie specializzate, corpo degli agenti di P.S. e, nuovamente, corpo delle guardie di P.S.), fu un organismo militare vero e proprio solamente dal 1919 al 1922, quando assunse la denominazione di Regia guardia per la pubblica sicurezza, con l'apposizione delle stellette sull'uniforme.

La sua natura non era tale, anche per la tendenza politica della maggior parte di coloro che in tale corpo erano inquadrati, che potesse essere guardata con simpatia dal nascente fascismo, per cui la Regia

maggio 1975
• IN ••
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guardia fu sciolta, anche per le pressioni esercitate dall'Arma dei Carabinieri che avevano cominciato a temerla per la sua efficienza, per la sua organizzazione e per il suo spirito di corpo.

Nel 1943, com'è noto, il Governo del Maresciallo Badoglio, di fronte allo sfacelo conseguente agli eventi bellici dell'epoca, ritenne di inquadrare militarmente il ricostituito corpo degli agenti di P.S., operante nel 1925.

Il Corpo riprese successivamente l'originale denominazione di Corpo delle Guardie di P.S., che attualmente conserva, e fu organizzato militarmente con completa soggezione alla giurisdizione militare e con il divieto, sanzionato da un decreto legislativo luogotenenziale del 1945, di iscrizione a partiti politici ed associazioni sindacali per i Suoi appartenenti.

Lo stesso divieto fu esteso ai funzionari civili di P.S., con il medesimo decreto. Dopo la Liberazione, al termine, cioè, della guerra nel nostro paese, la Polizia, intesa questa espressione in senso ampio, si trovò nella medesima situazione pre-bellica. L'Autorità di P.S. (Ministro dell'Interno, Prefetto, Questore, Dirigente Ufficio distaccato di P.S.) aveva ed ha a sua disposizione, come Forza Pubblica, il Corpo delle Guardie di P.S. e l'Arma deí Carabinieri, per le esigenze ordinarie, e la Guardia di finanza e la Guardia forestale, per le esigenze di carattere straordinario.

Le contraddizioni che vivono gli agenti

1° - L'ARRUOLAMENTO

L'ultimo bando di arruolamento (per quattromila allievi guardie di P.S.) ha dato scarsi risultati: in 5 mesi sono state presentate solo 1.381 domande (va tenuto presente che, nello stesso periodo di tempo, ben 600 agenti hanno chiesto il proscioglimento!).

In maggior parte i reclutati, oggi come ieri, provengono dalle zone più depresse del nostro Paese:

Reclamate nuove forme di addestramento e di impiego - Sollecitato il riordinamento e la smilitarizzazione del corpo di PS - E' urgente riconoscere i diritti sindacali - Una protesta ieri sera a Roma.

Anche la provenienza culturale è desolante: per il 47% i nuovi reclutati sono in possesso' unicamente della licenza elementare (titolo minimo richiesto).

In queste condizioni, è ovvio che di selezione all'atto dell'arruolamento è meglio non parlare: se essa vi sarà, sarà magari di carattere politico (cioè « discriminazione »), ma non potrà certo riguardare le attitudini psicofisiche dei candidati.

Di fronte a tutto questo quanto appaiono squallidi farisaici i depliants che, magnificando le meraviglie della vita in polizia, invitano i giovani ad arruolarsi, approfittando spesso della loro condizione di disoccupati, cui lo Stato sa proporre (l'immagine cí è stata suggerita da un sottufficiale) solo due alternative: o emigrare dal Paese (per lavorare all'estero), restare in Italia, ma emigrare dalla realtà (entrando in polizia)!

Tutto ciò è causato solo dalla cronica inefficienza dei pubblici poteri? Certo, anche questa è una ragione non secondaria. « Siamo come ci vogliono »: questa frase, ormai sulla bocca dí tutto i! personale della P.S. ci sembra più eloquente di qualsiasi discorso.

2° - LE SCUOLE

Uno dei punti più dolenti dell'attuale struttura della P.S.. Le scuole ci sono, e sono anche relativamente bene attrezzate dal punto di vista logistico delle strutture. Tuttavia esse, ben lungi dall'essere utilizzate come strumenti di formazione e qualificazione professionale, sono usate come immense aree di parcheggio per reparti da impiegare in servizio

ROMA - Un gruppo di agenti di PS fotografato davanti alla chiesa della Madonnetta di Palazzo Venezia.
Italia settentrionale 2.933 14,55 % Italia centrale 4.536 22,52 % Italia meridionale 12.681 62,93 % TOTALE 20.150 100,00
%

di ordine pubblico. Eppure persino il famigerato e fascistissimo Regolamento del Corpo del 1930 prevede, all'art. 25, che gli allievi delle scuole possano essere. utilizzati in servizi di ordine pubblico solo in casi eccezionali e previo espresso ordine del Capo della Polizia, il quale stabilisce di volta in volta le modalità e la durata dei servizi stessi.

L'eccezione è divenuta una regola, così gli allievi, strappati alle aule ed agli studi, frequentano la loro scuola » sulle piazze delle grandi città italiane, che raggiungono sbatacchiati su scomodissimi camion, con turni di servizio che non di rado raggiungono le 12-24 ore. Basti pensare agli allievi guardie di P.S. di Alessandria, normalmente sballottati fra Milano, Genova e Torino (con puntate persino a Roma, come è avvenuto recentemente in occasione della visita nella Capitale del Segretario di Stato Americano Kissinger), o agli allievi sottufficiali di Nettuno (si badi bene: si tratta di futuri ufficiali dí polizia giudiziaria, costituiranno la spina dorsale della futura polizia italiana...), che trascorrono il corso a Roma, di fronte alle banche, opposti ai manifestanti di San Basilio e via discorrendo.

Parlare in queste condizioni di selezione è evidentemente un controsenso, e difatti gli esami di fine corso sono una burletta pro-forma.

meno a Trieste); in Italia Centrale 15 su 20; nell'Italia Meridionale 15 su 33 (le restanti 18 Questure sono anzi sopra-organico!).

Gravissimi gli squilibri nell'impiego a seconda delle specialità: il posto di P.S. Ferrovia di Verona ha una carenza di personale del 25°/o rispetto all'organico fissato, quello di Caserta una eccedenza del 15%.

La sezione della Polizia Stradale di Parma ha metà dell'organico di quella di Foggia: il fatto che Parma abbia una rete viaria più estesa di quella di Foggia evidentemente non suggerisce niente a nessuno.

A questo si aggiunge la pratica diffusissima ed umiliante dei cosiddetti « sciacquini «, cioè dei militari di P.S. adibiti a mansioni di cameriere, famiglio, sbrigafaccende: non sono rari i casi di Prefetti, Questori, Magistrati, alti Ufficiali che hanno a disposizione 2 e perfino 3 autisti personali. E tutto ciò nonostante che precise leggi votate dal Parlamento e circolari puntualmente emanate dai vertici del Ministero (ma che quasi mai conoscono gli onori delle bacheche) impongano di non distogliere il presonale dai suoi compiti istituzionali: specie alla periferia super-burocrati abituati a considerarsi alla stregua dei proconsoli romani conservano intatto il proprio feudale sistema di privilegi ed irridono quotidianamente alle « leggi di Roma •. Inutile dire che sono i più accesi nemici del Sindacato Polizia e dei riordinamento dell'istituto che di tale sindacato rappresenta la richiesta più qualificante.

Gli obiettivi degli agenti di Pubblica Sicurezza

Macchè sceicco! E solo un prefetto italiano con il Suo seguito...!

3° - L'MPIEGO DEL PERSONALE

Sempre più spesso ci si imbatte in notizie di stampa, le quali regolarmente ci informano dei ricorrenti « seminari di studio o nel corso dei quali dirigenti di imprese pubbliche e private analizzano i problemi relativi alla così detta « politica del personale •.

Qual'è la politica del personale di P.S.? Tanto per cambiare, gli uomini della polizia, come visto male arruolati e male « educati o professionalmente nelle scuole, sono impiegati nel peggiore dei modi possibile.

Intanto lo squilibrio territoriale che si verifica nell'arruolamento si riproduce in uno squilibrio nell'impiego: nell'Italia del Nord sono sotto-organico 38 Questure su 41 (con una punta record del 18% in

MANIFESTO PROGRAMMATICO DEL SINDACATO DI POLIZIA

I delegati provinciali dei dipendenti della P.S. riuniti in convegno, consapevoli dei valori delle libertà tutelati dalla Costituzione della Repubblica Italiana; desiderosi di vedere appagate le loro legittime aspettative e quelle dei cittadini, per una maggiore efficienza dell'Istituto di Polizia; hanno preso ufficialmente contatto con gli esponenti dei Sindacati CGILCISL-UIL per fissare, di comune intesa, un programma che sottolinea la costituzionalità della formazione di un sindacato della Polizia, tenda alla realizzazione dell'Istituto di Polizia sulle seguenti basi:

l'Istituto di Polizia deve essere inteso come organizzazione civile al servizio della legge;

gli appartenenti alla Polizia debbono godere di tutti i diritti civili concessi ai lavoratori della Repubblica; in particolare debbono essere tutelati da

norme che non deroghino, in forma restrittiva, dallo Statuto del personale civile dello Stato, di cui debbono far parte, per cui le deroghe vigenti dovranno essere abolite, laciando intatti i vantaggi già acquisiti;

l'orario di lavoro non deve superare per ogni turno di servizio le 8 ore giornaliere, regolarmente remunerate;

gli appartenenti alla Polizia debbono far parte di una medesima organizzazione, con esclusione, quindi, di elementi estranei, come, ad esempio, funzionari dell'Amministrazione civile dell'Interno;

i rapporti tra cittadino e Polizia debbono essere improntati a mutuo rispetto, ma i danni e le offese arrecati agli appartenenti alla Polizia, nel compimento del loro dovere, debbono trovare pronta, decisa ed efficace tutela;

i rapporti Stato-Polizia-Sindacato debbono essere regolati da precise norme di legge, da cui risultino le autolimitazioni imposte dagli stessi apparte nenti alla Polizia nell'esercizio dei loro diritti sindacali (lo sciopero quindi resterà escluso dai mezzi tradizionali di lotta);

gli appartenenti alla Polizia si impegnano alla difesa delle Istituzioni democratiche repubblicane alla tutela dei diritti costituzionalmente riconosciuti ai cittadini;

gli appartenenti alla Polizia non possono essere distolti dai loro compiti di istituto, per essere assegnati ad incarichi diversi da quelli previsti dalla legislazione che li riguarda. L'azione della Polizia deve essere sempre caratterizzata dalla più assoluta neutralità e nulla dovrà essere fatto a beneficio esclusivo di un partito, di una ideologia o di una frazione di cittadini a danno degli altri;

l'appartenenza alla Polizia costituisce distinzione onorifica, per cui la perdita di fiducia da parte dei cittadini può provocare la esclusione dal servizio attivo;

il reclutamento e le specializzazioni debbono essere effettuati in base a rigidi criteri di accertamento sulle capacità intellettuali e sulle doti morali fisiche degli aspiranti, mentre non dovranno essere motivo di esclusione le discriminazioni di carattere religioso o politico;

l'addestramento nelle scuole di Polizia dovrà essere adeguato alla realtà del Paese ed alle esigenze strettamente tecnico-professionali, in modo da consentire una vera competitività per coloro che intendano intraprendere la carriera dell'agente di Polizia;

il comportamento degli appartenenti alla Polizia deve essere tale che essi stessi con giuramento dovranno impegnarsi alla autotutela dell'Istituto per emarginare prontamente quanti, « indegni », possano ledere il prestigio e l'elevata funzione di cui sono investiti, per cui approvano la proposta ristrutturazione della P.S. in • Corpo di Polizia della Repubblica Italiana ».

(Approvato all'unanimità)

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1) Autista Poliziotto di casa Dog-sitter
1974 L O sci vai chi sei Co COI si tra las int chi di di dei in
Aprile

La repressione organizzata dal Ministero

Interni

Una offensiva su vasta scala, fatta di misure disciplinari, di rappresaglie e di trasferimenti immotivati, di intimidazioni e di minacce, è in atto contro chi, all'interno della P.S. si sta battendo con grande senso di responsabilità ed in collegamento con le Confederazioni CGIL-CISL-UIL, per il Sindacato.

Fallito il tentativo di bloccare questo movimento con misure economiche « inadeguate e devianti » si è ricorsi a misure repressive.

Elenchiamo qui i procedimenti disciplinari ed i trasferimenti che assumono particolare gravità, tralasciando di soffermarci su tutta quella serie di atti intimidatori e limitativi della libertà individuale anche solo fisica, che richiamandosi ad un regolamento di disciplina che risale al 1930 e che porta la firma di Mussolini, vengono posti in essere nei confronti degli appartenenti alla P.S. più impegnati nell'azione in favore del Sindacato:

Cap. Angelo GIACOBELL1: 1) sottoposto a procedimento disciplinare per aver partecipato ad assemblee indette dalla Federazione CGIL-CISL-UIL per appartenere, quale membro del Comitato di coordinamento per la promozione della abrogazione dei decreti di militarizzazione del corpo di P.S. e la promozione del Sindacato di Polizia, ad una associazione « le cui attività costituiscono ostacolo alla disciplina militare ». - 2) 7 giorni di arresto di rigore per aver preso la parola in pubblico senza la prescritta autorizzazione.

Commissario Capo Ennio DE FRANCESCO: 1) sottoposto a procedimento disciplinare per essere membro del predetto Comitato che ha assunto secondo il Ministero dell'Interno, « una veste e svolge un'attività incompatibile con la posizione dì funzionario di P.S., e che è in contrasto con il DLL 24.4.1945 » che fa divieto al personale di Polizia di appartenere ad associazioni politiche e sindacali. - 2) trasferito dall'antiterrorismo alla squadra mobile di Roma.

Vice Brigadiere Stanislao CICATIELLO: 5 giorni C.P.R. per aver partecipato ad una assemblea senza la prescritta autorizzazione.

Guardia Fortunato FEDELE: 5 giorni C.P.R. per aver partecipato ad una assemblea senza la prescritta autorizzazione.

Guardia Giancarlo NOCELLA: 10 giorni di C.P.R. trasferito per aver partecipato ad una assemblea senza la prescritta autorizzazione.

Guardia Franco MANDIA: 1) sottoposto a procedimento disciplinare per aver organizzato una colletta in favore di un collega colpito da grave malattia; 2) trasferito perchè membro del Comitato nazionale per il Sindacato della P.S. Commissario capo di P. S. Aurelio RAVENNA:

1) trasferito dall'Ufficio politico della Questura di Milano al 1° Distretto Centro; 2) trasferito dalla Questura di Milano alla Questura di Firenze;

sottoposto a procedimento disciplinare per presunte irregolarità in atti di polizia giudiziaria; sottoposto a procedimento disciplinare per aver preso la parola in un'assemblea indetta a Empoli dalla Federazione CGIL-CISL-UIL; 5) sospeso dalla funzione per motivi cautelativi ai sensi dell'art. 92 del DPR 10.1.57 n. 3.

Guardia Sabato SORIANO: 20 giorni di C.P.R. e 10 di C.P.S., nonchè espulsione dal corpo sottufficiali per « non avere informato i suoi superiori » di una proposta di sciopero di cui era venuto a conoscenza e per aver detto, visto l'esito del vertice governativo sull'ordine pubblico, « facciamo lo sciopero della fame ».

Scioglimento del battaglione mobile di Sinigallia e trasferimento di tutti i suoi componenti in varie sedi. Trasferimento di quasi tutti i suoi componenti del Comitato provinciale di Napoli per la promozione del Sindacato.

Trasferimento a Roma, Como, Sette Bagni, Milano, Torino Catanzaro e Sondrio di 12 guardie allievi Cinofile della scuola di Nettuno per aver partecipato attivamente alla organizzazione di un'assemblea.

Trasferimento di 28 membri della P.S. iscritti all'Università, appartenenti al Centro studi di Trieste, in piccole sedi, per aver partecipato attivamente alla organizzazione di un'assemblea.

Mobile

NUOVA ENCICLOPEDIA DI POLIZIA

CRIPTO-CIRCOLARE: categoria di circolare ministeriale sconosciuta al' diritto amministrativo, ma (ahimè) diffusissima nella pratica. E' quella circolare, contenente disposizioni favorevoli al dipendenti della P.S., che risulta sempre spedita e mai pervenuta, e che non conosce mai gli oneri delle bacheche. In altre parole, che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sà...

DOG-SITTER: E' una particolare sottospecie dl Guardia cinofila: al distingue da quella ín quanto l'amore per l'animale non è spontaneo ma bensì forzato. O patologico (se derivante da • sciacquinite acuta •).

CHAFFEUR. Dipendente di P.S. a 4 ruote, adibito al trasporto di pezzi grossi famiglie. E non • una tantum

FREGIATO: Dicesi di (ex) dipendente insignito di onorificienza alla memoria (• fregiato di medaglia d'oro al valore civile • ecc.). Nello uso comune, tuttavia, ed in particolare nei commenti dei colleghi dello scomparso, il termine tende a perdere la • I

TENUTA PRUDENTE: Non ai riferisce a comportamento oculato, bensì alla divisa estiva dl recente istituzione, le cui proprietà Irritatorie ed urticanti sono tristemente note a tutti (tutti coloro che hanno avuto la disgrazia di indossarla, ovviamente...).

Comunicato Federazione CGIL-CISL-UIL sui provvedimenti decisi dal vertice governativo del 27-3-75 in particolare riferito alla preclusione delle libertà sindacali nella Pubblica Sicurezza.

Il vertice ha deciso:

Disegno di legge del Ministro Reale contro la criminalità (discusso in Parlamento nelle prime due settimane di maggio).

Miglioramenti economici agli agenti di Pubblica Sicurezza.

« I provvedimenti emersi dal vertice sull'ordine pubblico preoccupano la Federazione CGIL-CISL-UIL per la loro disorganicità ed inadeguatezza nell'affrontare in maniera decisiva e coerente il problema delal criminalità. Ciò non può non turbare profondamente i lavoratori, anche per la difficoltà crescente di stabilire i confini tra criminalità politica e criminalità comune e la misura in cui la prima si serve della seconda al fine di rendere ancora più precarie le istituzioni democratiche del paese. In particolare la Federazione unitaria fa appello alle forze politiche affinché nel dibattito parlamentare vengano riviste quelle misure che vietano ai dipendenti della Pubblica sicurezza l'esercizio delle libertà sindacali. Le proposte portate avanti dalla Federazione CGIL CISL UIL per la sindacalizzazione della polizia nell'ambito di una sua riorganizzazione su basi di servizio civile e di un ampio decentramento — proposte avanzate con senso di responsabilità testimoniato ad esempio dalla volontaria esclusione del diritto di sciopero — sono parte integrante della politica che i lavoratori rivendicano contro il crimine e per la difesa dell'ordine democratico. E' infatti impensabile che la polizia venga chiamata a difendere le libertà democratiche se essa per prima non è messa nella condizione di esercitarle nella loro pienezza.

Nessuna motivazione concreta e soddisfacente è

Avete 30 anni di tempo per assegnare a ciascuno dei dipendenti di PS sopra raffigurat l'esatta qualifica: 1) reparto celere - 2) Allievo Guardia - 3) Allievo Sottufficiale.

stata portata a sostegno del rifiuto ad aprire la polizia alle libertà sindacali. E' stata invece dichiarata la disponibilità ad avallare forme di rappresentanza che non obbediscono a regole di patecipazione e di democrazia reale e che mascherano la volontà di recidere ogni collegamento tra i dipendenti della P.S., il movimento organizzato dei lavoratori, l'insieme delle masse popolari.

La Federazione CGIL CISL UIL riafferma la propira decisione di portare avanti la sua azione per la smilitarizzazione e la sindacalizzazione della P.S.•.

Intervista ad un agente in servizio a Milano

Siamo stati nella sede del sindacato regionale CGILCISL-UIL, dove ha sede provvisoria il sindacato di P.S. che deve costituirsi. Abbiamo rivolto alcune domande ad un agente di P.S. di 23 anni, originario di Lecce; ecco le risposte:

Domanda: Che consistenza ha, tra le forze di P.S. di Milano, l'esigenza di organizzarsi in un sindacato?

Risposta: Si può affermare che la totalità del personale è favorevole alla costituzione del sindacato di P.S. C'è la consapevolezza della differenza tra un sindacato autonomo e corporativo e un sindacato confederale. Salvo alcuni funzionari, tutti vogliamo un sindacato confederale. Esistono pressioni per la formazione di un sindacato autonomo, ma non hanno praticamente prospettive.

Domanda: Nelle ultime decisioni governative del 27-3-75 sulla P.S. si parla di un aumento salariale ma non di sindacato della P.S. Che giudizio ne dai?

Risposta: Si tratta di una manovra per diminuire il malcontento e per ostacolare la nascita del sindacato. La La Federazione unitaria CGIL-CISL-UIL ha criticato le decisioni del governo ed ha riaffermato la decisione di portare avanti la sua azione per la smilitarizzazione e la sindacalizzazione della P.S.

OUIZ DEL MESE

Domanda: Quali sono, soprattutto a Milano, i problemi più immediati di un agente di P,S.?

Risposta: I problemi economici sono gli stessi di tutti i lavoratori: la casa, i servizi sociali, i prezzi dei beni di consumo, ecc. Oltre a questi però abbiamo maggiore difficoltà ad inserirci nella vita civile e siamo sempre in servizio militare. Il nostro servizio militare dura 40 anni.

Domanda: In questi ultimi anni, con l'aumento delle lotte, il movimento operaio ha identificato nella P.S. uno strumento repressivo dei lavoratori. Cosa ne pensi?

Risposta: La P.S. è stata strumentalizzata per reprimere gli operai, ci hanno sempre insegnato che l'operaio era il nemico numero uno del poliziotto. D'altra parte la mancanza di contatto con la popolazione tranne che nelle cariche di piazza ha reso più difficile le cose. I celerini vengono usati solo per questo compito, spesso vengono portati in piazza in stato di eccitazione e per loro la carica diventa quasi uno scaricare le tensioni accumulate. Invece di essere usata per tutelare l'ordine pubblico. la P.S. è stata usata per garantire il disordine pubblico. Bisogna anche dire però che sono state proprio le lotte operaie ad aprire gli occhi ai poliziotti, a farci capire

che avevamo gli stessi problemi per i quali si battevano gli operai.

Domanda: Naturalmente si dice che nella polizia ci sono molti uomini di destra. Cosa ne pensi?

Risposta: Ci sono nella P.S. come dappertutto. ma non nella base, tra gli agenti. Sono a livelli più alti dove decidono, per esempio quelli che hanno preso i provvedimenti repressivi nei confronti di agenti e funzionari che si sono impegnati per il sindacato di P.S. Nella P.S. rimane però un regolamento antidemocratico che vieta persino di fare collette di denaro anche per scopi non politici, per impedire qualsiasi forma di associazione. Si possono leggere tutti i giornali, ma se uno legge un giornale di sinistra viene schedato.

Domanda: Qual'è il tuo stipendio?

Risposta: Sono in servizio da 4 anni, guadagno L 138.000 nette più L. 24.000 per i pasti (in mensa) più L. 6.000 per accasermaggio (servizi della caserma). Ho uno scatto d'anzianità di L. 1.800 ogni due anni. Se conservo bene questa condotta posso diventare appuntato dopo 14 anni di servizio, oppure, se ho la licenza media, posso fare il corso di sottufficiale, che dura 1 anno.

ROMA - Circolare vieta l'uso dell'auto ministeriale ai super-burocrati: nuova prospettiva d'impiego del personale,

N.B. - Questo Bollettino è stato realizzato con materiale tratto dal libro « Sindacato di Polizia » di Franco Fedeli, Edizioni Sapere, 1975, e dalla rivsta « Ordine pubblico », mensile delle Forze di Pubblica Sicurezza.

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INTERVISTA A LUCIANO LAMA DA PARTE

DEL COORDINAMENTO PER IL SINDACATO

DI PUBBLICA SICUREZZA

Obbligati a restare dietro le quinte per entrare in scena solo nel caso di calamità o di necessità, gli uomini della polizia vengono messi al margine della società. Ci si ricorda di loro solo per dirne male 'e guarito fa comodo, lo trova giusto?

Non trovo certamente giusto il fatto che le forze di polizia siano considerate da molti ai margini della società né trovo civile l'ingiuria e la calunnia contro di loro. Si tratta di decine di migliaia di giovani, per il 90% almeno provenienti dalle classi più povere della popolazione meridionale, che assolvono ad una funzione certamente insostituibile in una società civile. E non bisogna mai confondere le responsabilità vere di chi li dirige da quelle di questi uomini che spesso, quando sono impiegati, non sanno neppure bene contro chi e per che cosa.

I lavoratori più coscienti hanno un compito da assolvere in direzione della polizia, ed è quello di far conoscere le ragioni per le quali essi lottano, ragioni che non divergono dagli interessi veri degli stessi agenti e in generale delle forze dell'ordine.

Io non credo che la guardia entrando nella polizia si illuda di compiere un salto di status, di diventare anche lui padrone. Più semplicemente, il giovane meridionale che entra nella polizia risolve o crede di risolvere, col solo mezzo che ha a disposizione, il problema della sua esistenza materiale, giacché egli si trova in un ambiente che spesso non offre alcuna altra possibilità.

La pubblica opinione mette spesso sotto accusa la Polizia senza mai considerare la complessa situazione in cui essa si trova a vivere ed operare nel nostro paese; non le sembra inopportuno un processo permanente ad un così delicato organo dello Stato?

Come spiega la fragilità dei legami tra il poliziotto e la società civile?

In verità, oltre alle accuse anche ingiuste che vengono rivolte alla polizia ci sono gli osanna, le esaltazioni interessate e strumentalizzate che contribuiscono ad alimentare il processo permanente che qui voi lamentate. Tutto ciò anche spiega la fragilità dei legami tra il poliziotto e la società civile. Se ci mettiamo dalla parte dei lavoratori, e magari dei manifestanti percossi senza tanti complimenti, possiamo capire facilmente le ragioni di giu-

dizi non sempre giusti che vengono espressi o gridati contro gli agenti. Io penso che la polizia debba essere efficiente contro il dilagare della criminalità, penso anche che essa debba assicurare la tranquillità dei cittadini. Ma la polizia deve essere una forza al servizio delle instituzioni, della democrazia e non essere diretta, come spesso è accaduto nel passato, contro una parte della nostra società, contro quella parte che vuole cambiare le, strutture economiche e sociali e quindi che vuole anche migliorare le condizioni materiali c morali delle forze addette all'ordine pubblico. Dobbiamo =prendere tutti che gli agenti sono gli strumenti e non i responsabili di ciò che è avvenuto troppo spesso sulle piazze d'Italia, ogni volta che esse sono state impiegate contro pacifiche manifestazioni di lavoratori.

Ma gli agenti non devono lasciarsi ingannare dalla propaganda di chi vorrebbe distruggere le istituzioni e la democrazia: dietro l'esaltazione interessata degli interventi della polizia contro i lavoratori sta la concezione autoritaria di chi vorrebbe istituire in Italia un regime di oppressione dal quale non sfuggirebbero neanche gli agenti dell'ordine.

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