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Il Confronto2

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I COMUNISTI PER L' UNITA' DI

TUTTE LE FORZE DEMOCRATICHE

Superare la contraddizione tra l'aggravarsi della crisi economica e il maturare di n'uovi rapporti tra le forze popolari.

Dal dibattito che si va svolgendo in questi giorni fra i lavoratori per la definizione delle piattaforme contrattuali emergono domande e perplessità che travalicano i confini della discussione sindacale e che riguardano invece la situazione politica generale, situazio ne politica che non sempre vie ne colta nella sua difficile complessità proprio per l'aggrovigliarsi dei problemi, per l'intrecciarsi continuo fra le esigenze immediate e le prospettive future, per l'interse tarsi oggettivo fra i motivi economici e quelli politici. Queste domande e queste penles sità pensiamo possano essere riassunte in un unico interrogativo: come è possibile supe rare la contraddizione tra una situazione economica-.che va sempre più aggravandosi (che porta seri danni alle condizio ni di vita di larghe masse di lavoratori e che colpisce in maniera sempre più pesante, che più si prolunga e più richiederà tempi lunghi, difficoltà e sacrifici per un suo superamento) e la lentezza con cui si verificano spostamenti nelle forze politiche e maturano le condizioni per una divérsa direzione politica del Paese alla quale diano forza, prestigio, consenso e novità di indirizzi riformatori tutti i partiti della classe ope raia?

Questa contradditione diventa poi mag-,iormente stridente se confrontata con le legittime attese di un rapido e radica-

le mutamento che indubbiamente é giustamente il risultato del 15 giugno ha suscitato fra i lavoratori.

E infatti, se va verificato che proprio il risultato elettorale ha sollecitato all'interno delle varie forze politiche un travaglio e una discussione reale, che hanno condotto a positivi mutamenti e aggiornamenti di linea politica, va rilevato che questi processi sono ancora troppo lenti. Non si può non valutare positivamente la crisi che scuote il PSD?,

all'interno del quale alcuni gru pi cercano un rapporto nuovo con le forze di sinistra, ne si posso no sottovalutare i fatti nuovi ac caduti nella DC prima con l'allor1 tanamento di Fanfani e successivz. mente con l'elezione di una nuova segreteria che sembra voler ricer care il confronto democratico con tutte le forze dellà sinistra. D'altra parte vanno valutati come un fatto estremamente positivo i nuovi livelli di unità che a partire dalla formazione delle giunte ma anche su questioni politiSeigue in ultima

DAL L' ACCORDO DI GRUPPO ALLE LOTTE PER IL CONTRATTO

L'accordo raggiunto tra le Orge nizzazioni sindacali unitarie e la Siemens Elettra sull'occupazione segna sicuramente un punto positivo per tutti i lavoratori del gru po.

Non possono certo essere sottova lutati i punti qualificanti di que sto accordo: l'avere modificato la volontà prospettata a suo tempo dall'azienda di andare ad una drastica riduzione del personale alla ACE di Sulmona; l'avere acquisito la garanzia a tutto il 1976 che non si procederà ad alcun ridimensiona mento del personale attualmente oc cupato; l'avere ottenuto le salvaguardie dei livelli occupazionali per il personale soggetto a Cassa Integrazione; l'avere stabilito un periodo di tempo in cui non sarà possibile un nuo=vo ricorso alla C.L

Ancora una volta la lotta e la . mobilitazione dei lavoratori hanno dato i loro frutti, anche se parta li,e sono riuscite a modificare lo atteggiamento, intransigente e di chiusura dell'azienda mirante anon voler contrattare con il Sindacato e con i Consigli di Fabbrica i pro blemi relativi all'occupazione ed agli investimenti.

Nella valutazione dell'accordo però, va evitato a nostro avviso qualsiasi trionfalismo in quanto., se è vero che si sono realizzate importanti conquiste, è anche vero che di per sè non è una totale garanzia per il futuro.

Questo perchè rimangono tuttora aperti grossi problemi come quelli della garanzia del turn-overecN.el lo delle prospettive produttive del SegmekmulWniti

Periodico dei lavoratori a cura delle Cellule del P C I del gruppo SIEMENS ELETTRA - ACE - Novembre 1975

LE LOTTE CONTRATTUALI NEL VIVO DELLA CRISI

La gravità della crisi economica che travaglia l'intero mondo capitalistico ed in particolare il nostro paese, richiede una soluzione immediata, perchè ormai non c'è più nessun margine di tempo. Basta dare un'occhiata ai dati che quotidianamente ci vengono sottopo sti per capire l'ecceeionalità del la crisi: ulteriore caduta della produzione che per la prima volta nel dopoguerra contribuirà ad una diminuzione del reddito nazionale; impressionante aumento della disoc cupazione con prospettive tragiche per i giovani appena diplomati o laureati, e via di questo passo. Non c'è molto da stupirsi d'altra parte poichè le politiche deflazio nistiche adottate da tutti i paesi capitalistici non potevano non por tare a questi risultati senza riuscire tra l'altro a contenere l'in flazione.

Diverse sono le ragioni della crisi in particolare del ns. paese, vediamone qualcuna :

La mancanza di capacità da parte dei gruppi dirigenti e del meccanismo di sviluppo di aumentare la produttività del lavoro. Aumento che deve essere fondato sulla qualificazione delle tecniche produttive, sulla ricerca di nuovi settori, sull'espansione degli investimenti, non certo sull'intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori.

Investimenti inadeguati, anche in rapporto ai nuovi livelli del reddito nazionale.

Grave carenza per la ricerca scientifica con conseguenze in tut ti i settori.

Precarietà della situazione finanziaria dovuta alla tradizionale manovra del credito da parte del potere pubblico e di un siste ma bancario ormai logoro che non riesce più a dare"ossigeno" alle aziende.

Aumento del costo della vita. Il pacchetto di provvedimenti economici presentati dai governo per. fronteggiare la crisi si è rivelata assolutamente insufficiente,

Mercoledr 29/•1 O. L'incontro di tutti i

Infatti esso tende alla riconferma del vecchio meccanismo di sviluppo, subordinando la ripresa economica ad un generico rilancio delle esportazioni.

Lecito è dunque domandarsi, visto che il:Filancio delle esportazioni sembra nutoccasanan di tutti i paesi capitalistici: chi mai importerà?!

Ma dove sono delle proposte serie per un piano a medio termine riguardante settori decisivi delle Partecipazioni Statali, delle riconversioni industriali e della ricerca, dell'agricoltL1 ra, dei trasporti ecc.?

Di fronte ad una situazione simile come devono essere sviluppa te le lotte contrattuali?

Essenzialmente tre sono i punti qualificanti: il primo è la priorità della battaglia per l'occ pazione e per il rilancio produr tivo, indirizzando, il governo verso un intervento di natura strutt2 rale e non congiunturale; il secoli_ do riguarda il salario e su questo punto molto "delicato" oggetto di contrasti, è necessario fare un di

lavoratori intorno all'Innocenti Leyland scorso sincero, corretto, evitare quindi qualsiasi demagogia. Bisogna insistere su quello che os gi è realmente fattibile e cioè: un recupero del potere d'acquisto in rapporto a tutte Le esigenze di perequazione presenti nei settori e tra i settori; terzo punto è la scelta di giuste forme di lotta che vanno dallo sciopero alle manifestazioni, all'incontro con le assemblee elettive, e che devono avere come caratteristica principale la ricerca del più lar go consenso.

Emerge quindi l'esigenza dell'uni tà sindacale, perchè è chiaro che la forza contrattuale dai lavoratori e la capacità di avanzare an che in una situazione economica grave dipendono in larga misura dal grado di unità del movimento sindacale e per risolvere la crisi che non è solo tecnica, scien tifica, amministrativa, ma anche e soprattutto politica, è necessaria una risposta politica vincente, e quale può essere questa risposta se non il consolidamento sul lavoro dell'unità dei laNoratori?

UN MOMENTO DECISIVO PER RIUSCIRE AD IMPORRE UNA DIVERSA POLITICA ECONG.1(.,
-

I CANDIDATI PER IL PCI

Balassone Angelica nata il 13.3.47. Assunta 1'1.10.69, fa parte dell'esecutivo del C.d.F. Da tre anni figura nel direttivo provinciale della FIOM.

Ciarelli Umberto nato il 23.9.44. Assunto I'1.9.65, fa parte dell'esecutivo del C.d.F. e del Coordinamento nazionale della SEM. E 'pure componente della Segreteria Provinciale della FIOM.

Cifani Rosa assunta nell'aprile 1968'

All'epoca della Commissione Interna ne era una componente. Licenziata, con motivazioni assurde poiche' in realta'si voleva punirla per l'attivita sindacale svolta, ha vinto la causa ed e' stata riassunta. Fa parte del C.d.F.

L'impegno dei comunisti per la difesa dell'occupazione

Le proposte programmatiche che i comunisti e gli indipendenti can didati nella lista del P .C. I. al Consiglio Comunale di Sulmona pre sentano agli elettori, sono parte integrante del la linea generale che il partito sostiene con coerenza nella grande battaglia per il rinnovamento e la trasformazione della società.

Sono proposte tese a dare continuità alla politica di sostegno dell'agricoltura, dell'edilizia sociale, dei trasporti, del la sa Iute, dei servizi sociali con lo intinto di fare fronte alle crescenti esigenze dei cittadini, di difendere l'occupazione nel momento in cui la situazione si n gravo.

:'Cr quanto riguarda le .fabbriche esistenti in Sulmona ACE e I AT , i comunisti ritengono anzi tutto la necessità di un vasto rTlo ,.momento unitario di lotta capace Ji sensibilizzare ampistrati di popolazione attorno al tema del a difesa del l 'occupazione.

La Cassa Integrazione per i lavo ratori FIAT e ACE è servita al ,adronato per avviare la ri stru t :.urazione delle aziende, cioè è ta ad elevare i livellidi ofin.o ai danni del I occupazi o ne.

L ' Arranin i strazi one DC del Comune

di Sulmona è stata sernpre al ser vizio degli interessi padronali senza uno stralcio di programma zione democratica capace di garantire, la sicurezza del posto di lavoro, e servizi sociali legati al processo di industria lizzazione e una prospettiva di lavoro per i disoccupato.

Le proposte programmatiche del P .C. I. per quanto riguarda PACE sono :

Mantenimento degli attuali livelli occupazionali

Riqualificazione del personale

Nuovi e qualificanti investimenti affinchè nel quadro del la ristrutturazione aziendale e della riconver sione produttiva garantiscano la continuità del pro cesso produttivo e 1 'espan sione degli attuali livelli occupazionali.

Poichè il problema del l'occupa zione non può essere più ri so lto con le promesse elettorali e clientelari, necessita la lotta di tutte le forze de mocratiche disponibili per da re sicurezza ai lavoratori e un volto diverso a Sulmona.

NOVEMBRE ELEZIONI COMUNALI A SULMONA

Per una amministrazione democratica decisivo il ruolo della classe operaia

I comunisti sono impegnati a portare in Consiglio Comunale la migliore espressione della classe operaia di Sulmona. E' questa la sicura garanzia per saldare le lotte di fabbrica ai problemi della città e della società in generale.

Perchè eleggere -un operaio nel nuovo Consiglio Comunale?

Essenzialmente per riportare an che in questo istituto democratico l'espressione di una realtà che si è andata modificando nel corso dei cinque anni del la passata legislatura.

Una società, quella di Sulmona, caratterizzata dal predominio del ceto medio parassitario e speculatore (proprietari terrieri che arricchiscono sulla rendita dei suoli, speculatori edili, intermediazione agricola, ecc. ecc.) che vede uno sviluppo chiuso e distorto.

Mancanza di programmazione del territorio, rivendicazionismo campanilistico fine a se stesso, gestione della cosa pubbli ca chiusa' a cerchie ristrette di famiglie e di notabili.

Questi i tratti di una vecchia amministrazione che ha avuto ri flessi negativi perfino sulla vita sportiva e culturale della città, che ha ignorato i fermen ti nuovi che emergevano nella società, collegati specialmente alle lotte della classe operaia, alle rivendicazioni dei giovani, alle aspirazioni dei cittadini nei quartieri e nelle frazioni della città.

In particolare emerge con sempre maggiore chiarezza e fo rza il ruo lo nuovo e progressivo del la clas se operaia, come componente nuo va del la nostra società e come forza combattiva che pone l'esigenza di nuovi indirizzi.

Emerge sin dall'inizio lo stretto collegamento tra le lotte in fabbrica e i problemi del la città. Si impone innanzitutto il problema dell'occupazione nel qua dro di un nuovo sviluppo econo mico dell'intera zona del la Val le Peligna che deve puntare a sviluppare innanzi tutto le potenzialità economiche locali (agricoltura, artigianato, turismo , ecc.); la necessità, quin di, di un impegno dell'Ente Lo cale di programmazione organica del suo territorio, sottraendosi dalla logica del la soggezione agli interventi dall'alto operat dai monopoli e favori ti dal la Cas sa per il Mezzogiorno e dai suoi

enti di intervento locale (Nucleo Industriale - Consorzi di Bonifica) e affrontando il pro blema del la industrializzazione in questo quadro complessivo.

Sempre dallé esigenze della clas se operaia e dalle sue iniziative acquistano più vigore le lotte popolari per i servizi socia li: la casa, i trasporti, la scuola, gli asili, la sanità, ecc.

Si pone con forza una tematica prima quasi ignorata: quella cioè del ruolo della donna nel la nostra società, del problema del la sua emancipazione. Con le lotte delle operaie del l ACE si pongono i problemi delle scuole materne degli asi li e su questo terreno si fanno importanti conquiste: si ot tengono la liberazione di isti tuzione di ben quattro asi li nido e il notevole potenziamen to del le scuole materne. Ma con l'entrata in scena della classe operaia, si incominciava ad avvertire che non reg gono più ed entrano in crisi anche alcuni fondamentali ele menti del vecchio modo di governare.

La gestione autoritaria e antidemocrat ica del la co sa pubblica, il clientelismo delle assunzioni, la corruzione entrano in contrasto stridente con la volontà di partecipazio ne della classe operaia, con la sua fondamentale onestà e pulizia, con il suo naturale senso dí giusti zia sociale. Nascono così gli scandali sul le assunzioni clientelari , ven gono imposti incontri, dibattiti pubblici sui vari proble mi, vengono introdo tti elemen ti di democrazia e di parteci pazione popolare.

E' da questi mutamenti di fon do, dal la continua conquista di egemonia del la classe operaia nel la società che emerge naturale la decisione del P.C. I. di eleggere un compagno operaio nel nuovo Con sigl io Comunale.

La scelta dei candidati operai è stata facile; si è trattato per noi proprio per l'impostazione di

fondo di voler esprimere delle realtà vere di in.livi duare i compagni che sono stati espressione del le lotte .

Compagni come: Ciarelli Umberto, Balassone Angelica, Cifani Rosa dell' ACE, Gianmarco Panfilo e Continenza Nino della FIAT, che per la loro ferma coerenza, per l'impegno continuo soprattutto nei momenti più difficili, per il loro slancio alla testa del movimento, si sono conquistati la fiducia e il rispetto generali, un ampio collegamento con i lavoratori .

Questo per i comunisti significa però andare ad un rafforzamento complessivo della loro iniziativa nei confronti del la classe operaia in tutti i sensi e a partire innanzi tutto dalle organizzazioni sindacal i.

Deve accrescersi e estendere lo impegno dei compagni per il rafforzamento del sindacato in fabbrica, battendosi perchè esso ac quisti sempre più le sue carat te ri sti che di autonomia e soprattutto di unità.

E' questo un obiettivo che deve vedere impegnati più di ogni al • tri innanzi tutto le forze di si nistra del movimento operaio e cioè quella comunista e quella social ista.

Certo i candidati operai del P.S. I. : Alessandroni Otel lo e Polidoro Elia, non sono la mi gliore espressione di un reale movimento di classe, per gli in quinamenti con il sindacato gial lo e per le contraddizioni nelle lotte che si sono avute; ma una generale avanzata della sinistra e la possibilità di un nuovo tipo di amministrazione comunale possono dare ampia garanzia per il superamento anche di queste contraddizioni e ritardi.

Una nuova politica comunale può contribuire sensibilmente al la causa dei lavoratori. Chi meglio di un operaio può garantire l'orientamento di questa nuova politica comunale?

Facciamo sì che con il voto del 16 Novembre si possa portare in Consiglio Comunale la migliore espressione della classe opera ia di Sulmona.

IL 16 E 17

PERCHE' I PARTITI IN FABBRICA

Abbiamo già scritto nel nostro primo numero di voler fare un giornale aperto, che potesse servire da stimolo per 'il confronto' appunto delle diverse posizioni presenti tra i lavoratori della Siemens Elettra.

Un primo argomento sul quale abbiamo ricercato questo confronto è stato quello della presenza organizzata dei partiti politici democratici sui luoghi di lavoro, presentando le nostre posizioni ed i nostri obiettivi.

L'invito al dibattito è stato raccolto e, mentre sollecitiamo ulteriori interventi da parte di altre organizzazioni o di singoli lavoratori , pubblichiamo il contributo di un militante del PSI e di un militante della DC.

DIVERSITA' DI ORIENTAMENTI

NELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

La linea esposta di partecipazione attiva dei lavoratori alla vita politica in fabbrica è in linea di massima condivisa anche dalla DC, che ha avviato la costituzione dei Gruppi di Impegno Politico in alcune fabbriche ed amministrazioni.

La cosa, pur condivisibile in linea di principio, non ha ancora l'unanimità dei consensi all'interno del partito, poichè molti militanti impegnati nell'organizzazione sindacale contestano non tanto l'impegno politico dei lavoratori all'interno dei luoghi di lavoro, quanto il fatto che in una situazione sindacale quale quella italiana, lo svilupparsi di una forte dialettica politica può nuocere all'obiettivo pri-

mario che oggi ci sta davanti, che è quello dell'unità sindacale.

Noi pensiamo che attraverso l'unità sindacale i lavoratori possano anche ritrovare quella intesa politica a breve e medio termine, che potrebbe essere allo stadio attuale difficilmente raggiunta, anche perchè esiste all'interno di alcuni schieramenti politici una forte radicalizzazione su alcune posizioni, che invece devono essere superate nell'interesse generale dei lavoratori e per lo sviluppo di una dialettica politica più democratica nella Società e quindi anche negli ambienti di lavoro.

Sebastiano Chiminazzo

PSI: LA PRESENZA

intero Paese, e quindi anche nei luoghi di lavoro, è sempre stato sostenuto dal Partito Socialista Italiano, un partito di massa che si richiama ai principi del marxismo e che quindi ha compiuto una scelta di classe a fianco delle masse lavoratrici.

DEI PARTITI RAFFORZA

ILSISTEMADEMOCRATICO

Per noi socialisti la necessità della presenza delle forze politiche nei luoghi di lavoro si riallaccia alla nuova concezione democrat ica della società, nata trent'anni fa dalla lotta di liberazione.

La politica non è e non deve essere, come ancora oggi sostengono qualunquisti e reaziona-

ri, una 'cosa sporca' tuttalpiù aperta ai soli 'addetti ai lavori , ma un diritto-dovere di ogni cittadino.

La stessa Costituzione italiana stabilisce che i cittadini hanno il diritto di associarsi pubbl icamente...•

Il concetto che le forte politiche non devono essere presenti nel solo Parlamento, ma nello

Questa presenza dei partiti, e del PSI in particolare, all 'interno dei luoghi di lavoro non tende assolutamente a sostituirsi al Sindacato o a limitarne le sfere di influenza bensì a svolgere un ben definito ruolo politico per cercare un contatto dialettico continuo con la base lavoratrice (prioritario per un partito di massa) su tutti i problemi che il Paese si trova ad affrontare: istituzionali, politici, internazionali, sociali economici, ecc., nel rifiuto della delimitazione di campi di influenza (il lavoratore si interessi esclusivamente del lavoro, il magistrato della giustizia, l'amministratore di amministrazione....), ma con la convinzione che la democrazia impone come dovere morale a tutti i cittadini di interessarsi dei problemi che la nostra Società ha davanti a sè e di contribuire alla loro soluzione. Noi socialisti, già nel 1948, abbiamo creato a questo scopo un organismo: il NAS (nucleo aziendale socialista) per operare all'interno dei luoghi di lavoro, anche allo scopo di definire e portare avanti la linea del partito e per contribuire alla politicizzazione della classe lavoratrice' Il NAS non può essere un organismo chiuso in • sè stesso, ma deve allacciare rapporti dialettici con tutte le forze politiche democratiche operanti dentro e fuori la fabbrica, ma sopra tutto con i lavoratori al di là dell'adesione o meno alla nostra linea politica per coinvolgerli e responsabilizzarli alla soluzione dei molteplici problemi della Società di oggi. Pertanto non possiamo che condividere e appoggiare tutte le iniziative, in primo luogo quella de 'I l Confronto', tendenti alla agibilità dei partitidemocraticiiall'internodei luoghi di lavoro, ovviamente con delle precise regolamentazioni , e sosteniamo come primo passo (che naturalmente ha senso se non resta fine a se stesso) la rivendicazione dell'agibilità della stampa politica all'interno del luogo di lavoro (la proposta della bacheca già avanzata su queste pagine) come inizio di un approfondimento e confronto sulle varie posizioni politiche.

E' proprio per la necessità di realizzare questa presenza, che in questi giorni sta finalmente costituendosi anche nella SIEMENS ELETTRA Sede il NAS che si affiancherà a quello già esistente a Cavenago.

CONVEGNO DEI LAVORATORI COMUNISTI DELLA SIEMENS ELETTRA : DIBATTITO E PROPOSTE

'Sabato 25 ottobre si è svolto il convegno dei lavoratori comunisti del gruppo Siemens Elettra, con il seguente ordine del giorno :

I°) Il ruolo dei comunisti nel le lotte dei contratti, della occupazione, per un nuovo sviluppo economico e per una nuova direzione politica del Paese.

IP') Costituzione della sezione di fabbrica.

Tale convegno è stato indetto anche in preparazione alla "5" Conferenza provinciale dei lavoratori comunisti" organiz zeta dalla Federazione milanese del PCI per il 7-8 novembre. Sia dalla relazione introdutti va tenuta dal compagno Roberto Girola della Sede, sia dai numerosi interventi svolti dai compagni delle fabbriche e dai dirigenti delle sezioni terri-

Dalla prima che di grande rilievo, sono stati raggiunti tra PCI e PSI, conseguenti al superamento da parte dei socialisti della politica di centro-sinistra.

Tuttavia, _tutte queste nuove situazioni non sono ancora tali da garantire che una eventuale crisi di Governo si possa risolvere in termini positivi per il lavoratori e per il paese con la costituzione di-una nuova direzione poli tica; anzi, l'apertura di una cri si di governo in queste condizioni potrebbe interrompere il processo incerto e fragile, ma po sitivo, che si è aperto nella DC e portare allo scioglimento del Parlamento e ad elezioni anticipate che verrebbero di nuovo affrontate in un clima di scontro frontale favorendo così l'arroccamento a destra della Democrazia Cristiana e la rivincita delle forze e dei la linea politica già sconfit te il 15 giugno.

E però, e qui sta un altro elemento che determina la com plessità della situazione, il pericolo di elezioni anticipa te non può costituire un alibi per nessuno ne trasformar si in un'arma di ricatto nel tentativo di bloccare le lotte delle forze democratiche e popolari per imporre soluzioni giuste ai problemi del paese.

In questa difficile situazione i comunisti, nel loro recente Comitato qentrale, hanno ribadito le proposte.di po litica iconomica per affronta

toriali è emersa l'esigenza di fronte all'aggravarsi della crisi, di profonde e radicali trasformazioni economico-socia li, di indirizzare il Governo verso un intervento di natura strutturale e non con'iuntura le, di realizzare ampie alleare _ ze attorno alla classe operaia poichè la forza contrattuale del lavoratori dipende soprattutto dal grado di unità che il movimento riesce a sviluppare, e di creare un collegamento sempre più stretto ed organico tra lotte sociali ed economiche e lotta politica generale.

Unanime è stata pure la valutazio ne sulla necessità di lavorare per rafforzare la presenza del Partito all'interno delle fabbriche del gruppo, presenza tesa a favorire la crescita di rapporti unitari con le altre forze poli-

re la crisi, sollecitando un confronto serio da parte delle altre forze politiche, chia rendo che dove fosse possibile trovare momenti di intesa sui fatti concreti, essi sono pronti ad assumersi tutte le necessarie responsabilità.

E' questa.una disposibilità che può fornire uno sbocco ra pido alla crisi politica e quindi abbreviare i tempi del la contraddizione di cui parlavamo all'inizio.

E' chiaro però che non si comprende e si svilisce questa pro posta se non la si considera uni temente all'impegno, altrettanto esplicitamente ribadito nello stesso Comitato Centrale, a sviluppare intorno ai problemi di una nuova politica economica, delle difese e sviluppo dell'oc cupazione una iniziativa consapevole,. un movimento vastissimo di popolo, una lotta tenace dei lavoratori perchè vada avanti, oggi e non domani, l'unità di tutto il popolo e delle forze democratiche per fare uscire Paese dalla crisi.

tiche e a stabilire un confronto permanente, nella salvaguardia delle rispettive autonomie,con gli organismi sindacali di fabbri ca. Coerente con questa valutazione è stata la decisione del convegno di procedere rapidamente alla costituzione della Sezione comunista del gruppo Siemens Elettra, articolata per cellule di fabbri ca; a questo scopo è stato. eletto un Comitato di Coordinamento, alla responsabilità del quale è stato chiamato il compagno Girola, con il compito di mantenere il collegamento tra i diversi stabilimenti del gruppo e di dirigere l'attività del Partito verso la creazione della Sezione. Dopo le conclusioni al dibattito effettuate dal compagno Guercile na della Federazione provinciale milanese, sono stati eletti i compagni della Siemens delegati alla 5" Conferenza provinciale.

del Paese riverserà su tutte le mas se lavoratrici.

Di fronte alle prossime lotte con trattuali che hanno giustamente al centro delle rivendiéazioni l'occu pazione e gli investimenti sarebbe un'ingeniutà politica pensare di tornare a lottare,per cose già ottenute a livello aziendale (anche se tali conquiste dimostrano la con cretezza e la possibilità di realiz zazione delle piattaforme contrattuali); credere questo vorrebbe di re non aver capito fino in fondo la gravità profonda della crisi che in veste il nostro Paese.

Il valore positivo di questo accordo sta proprio nel suo collegamento con la strategia generare del sindacato che ha alla base l'obiettivo della modifica strutturale del la nostra economia, condizione indi spensabile per superare la crisi.

La Redazione de 'li Confronto' é composta dai seguenti compagni

ACF Gualtieri

Gorla Siama Fantoni

ODA Zanicchelli

Sede Bertone

Gruppo in relazione all'introduzio ne in alcuni stabilimenti di reali diversificazioni produttive che ga rantiscono un sicuro sviluppo occu pazionale, ma sòprattutto perchè nessun lavoratore della Siemenspuè e deve ritenersi al riparo delle conseguenze ,phe un perdurare ed un ulteriore aggravarsi della crisi

Lettere o collaborazioni al giornale vanno indirizzate ai suddetti compagni

Stampato in proprio Federazione del PCI via Volturno,33 Milano, a cura delle cellule del gruppo Siemens Elettra-Ace.

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