settembre 1973
bollettino d'informazione del C. di F. dell' alfa romeo
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o Estratto dal documento della F.L.M. di Milano al Consiglio Generale Prov. presentato nel mese di luglio 1973
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La conquista delle 150 ore per il diritto allo studio può segnare una tappa importante nella lotta dei lavoratori per superare il sistema di emarginazione e di subordinazione che pesa sulla loro esperienza di vita: attraverso l'uso di tali diritti la classe operaia — e non più singoli lavoratori — si accosta alla scuola, e nel momento in cui chiede di utilizzarla per propri fini ne scopre la inadeguatezza delle strutture, il carattere discriminatorio dei metodi e dei contenuti dell'ins'egnamento, il fine di integrazione con i valori dominanti che essa propone. Si può aprire quindi un lungo periodo nel corso del quale la crescita culturale e professionale dei lavoratori sarà contemporaneamente l'obbiettivo dell'utilizzo delle 150 ore nonchè il contributo più immediato della classe operaia per il rinnovamento della scuola. A tal fine vanno realizzate su obbiettivi concreti, iniziative e lotte unitarie con gli studenti e gli insegnanti. a) Come utilizzare le 150 ore: se non è realistico pensare che la totalità dei metalmeccanici goda effettivamente delle 150 ore previste dal contratto nell'arco del triennio specialmente nei primi anni, occorre tuttavia creare le condizioni affinchè ad usarne sia una larga parte di lavoratori. Le condizioni alle quali le norme contrattuali subordinano la possibilità di uti-
lizzare le ore retribuite per formazione culturale e professionale sono: — che le assenze contemporane dal lavoro non superino il 2 per cento dei dipendenti. Interpretata rigidamente questa norma significa che in una fabbrica di 1000 dipendenti, non più di 20 possono assentarsi contemporaneamente. E' chiaro però che la norma serve a garantire le aziende che la partecipazione alla attività scolastica non provochi eccessivi problemi nella organizzazione tecnico-produttiva: ciò significa che il limite del 2 per cento è in concreto superabile a livello aziendale. Comunque pur stando ad una rigida interpretazione della norma contrattuale, calcolando l'utilizzo annuo di 50 ore retribuite e 50 non retribuite, distribuite nell'intero arco della giornata lavorativa, circa il 35 per cento (1) dei metalmeccanici può godere di tale diritto: il problema può acquistare quindi comunque una dimensione di massa. Nelle piccole aziende con meno di 50 dipendenti va ovviamente garantito il diritto all'uso delle 150 ore almeno di i lavoratore per volta; — che vengano utilizzate un numero di ore « non retribuite » corrispondenti a quelle retribuite. Tale norma pofrà indubbiamente qualche problema qualora tali ore fossero al di fuori dall'orario di lavoro normale (dopo la giornata lavorativa ed il sabato), ne deriverebbero