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Notiziario UILM1

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La politica sindacale fin quì perseguita dallaU.I.L.M. Ai è basata sull'azione.contrattuale conseguendo risultati positivi sia in campo normativi che economici.

Il sempre maggiore successo che raccoglie la.nostra Organizzazione in campo nazionale fra i lavoratori è una valida dimostrazione della sua giusta linea di politica sindacale intesa a raz. ' giungere l'unità della classe lavoratrice.-

Ed è su questa strada che la U.I.L.M., fin dall'ultimo Congresso Nazionale, sta operan do attivamente per rivendicare una nuova politica settoriale, che fra gli altri vantaggi per i lavoratori dell'Alfa Romeo, comporterebbe un sostanziale mi glioramento retributivo nel solo avvicinarsi al livello econo mico dei dipendenti di altre in dustrie automobilistiche.- (Ve di FIAT.)

SOMMARIO

° Puntualizzazione della Politica

. Sindacale della UILM

.Sentenza Legittima?

° Politica Aziendale

0 'Le Sospensioni

P Aumenti di "Barra"

° La Carica dei 600

° Notizie di altri Reparti

Questa nostra impostazione ha trovato in passato forti contrasti da parte delle altre Centrali Sindapali, ma l'esperienza e il buon senso hanno prevalso, malgrado solo ora i nostri concorrenti vogliono far credere ai lavoratori che questa politica settoriale è una loro iniziativa.

Di Questi repentini cambiamenti di direzione, purtroppo, in pas sato se ne verificarono in continuazione. -

Ci auguriamo che per il futuro si possa portare avanti questa azione per conquistare sostanziali miglioramenti salariali e normativi per l'intero complesso (Alfa Romeo) tenendo nel giusto valore le reali condizioni produttive ed il nuovo ritmo di lavoro cui sono so& getti i lavoratori.-

Per quanto ci compete faremo tutto il possibile per risolvere bene e presto questo grosso problema Sindacale impedendo ad altre forze estranee di interferire per scopi e fini che non siano rivolti a migliorare le condizioni di vita e di lavoro per tutti i lavoratori.

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Giugno 1960
A CURA DEL GRUPPO AZ.ALFA ROMEO SETTORE AUTO-MOTO-AVIO

La Corte Costituzionale il 4 maggie 1960 a Roma ha deposi tato una sentenza che definisce la Serrata un fatto "penalmente non perseguibile" cioè un fatto impunibile.

Nello stesso istante in cui noi ribadiamo il nostro democra ticerispetto alla Costituzione ed ai suoi organi legislativi, affermiamo che non possiamo restare indifferenti a tale sen -.tenza che viene a gettare nel campi delle relazioni del lavoro.la profonda preoccupazione dei lavoratori. Purtroppo il pa dronato non ci dà sufficienti motivi di fiducia o porci* non possiamo concedergli anche questo vantaggi,. Siamo troppo abituati ad assistere.a prese di posizioni tali da arrivare al contrasto netto ed inequivocabi' le fra quei sentimenti di reciproca collaborazione che, viceversa, dovrebbero ispirare i. rapporti fra, il potere economico e la classe lavoratrice.

Se il capitalismo nostrano si fosse ispirato ai principi del capitalismo.di altri Paesi forse'la sentenza sulla Serra- tà ci potrebbe lasciare tranquilli, ma molte cose ci porta no a temere che tale "legittimità" sarà usata spesso come arma di rappresaglia ogni qual volta si vorrà imporre la propria - volontà.

Da queste considerazioni appare chiaro che non si può ammettere, nè tanto meno permettere che sulla classe la-, voratrice penda questa spada di Damocle.

La UILM ha già'espresso il suo punto di vista in proposito. Noi, 'a differenza.di chi ha considerato tale sentenza ." cosa legittima", ribadiamo chiedendo maggiori garanzie di rispetto verso il mondo del la voro nello spirito di questa nostra Repubblica che, lo dice la Costituzione, è "fondata sul lavoro"!

LE SOSPENSIONI: UNA QUESTIONE DA RISOLVERE

La faccenda delle sospensioni minaccia di diventare una questi() 'ne - fiume, se non lo è già diventata.

Malgrado che tutte le diverse soluzioni prospettate siano state prese in considerazione, non si è ancora giunti alla determinazione di una soluzione che tenga nel giusto conto i desideri dei lavorato ri.

Noi della UILM riteniamo che se veramente si vuole operare per la definizione del problema con giustizia, non vediamo altra soluzione se non quella di mantenere le condizioni di miglior favore che già esistevano.

Abbiamo comunque interessato la nostra Organizzazione Sindacale per l'esame del caso.

, -- Paga sempre pantalone ???. _

Dire che la politica perseguita dagli Organi Direzionali, sia la causa prima, del diffondersi tra i lavoratori di un crescente malcontento, ci sembra fuori di dubbio.-

Si assiste continuamente al tentativo di raggiungere indici più elevati di produzione più che con adeguati miglioramenti temi. ci; con la-graduale ma continua riduzione dei tempi di lavoro.-

Le impressioni riportate da alcuni tecnici di ritorno da Bruxelles, sembrano aver determinato. un fervore di iniziative in questo senso.-

Vorremmo però ricordare che le impressioni non fanno legge e .che i'risultati non si. ottengono con precipitose misure, ma con `l'adeguata predisposizione dei mezzi idonei a conseguire un miglior risultato..

E' sintomatico però il constatare che là dove è possibile un confronto diretto tra l'organizzazione della nostra Azienda e quel la ,di un'altra dal nome meno altisonante, siano emersi alcuni dati per noi;piuttosto preoCCupanti.-

E senza fare confronti con altre produiióni similari, alla nostra (anche in Italia) riteniamo di essere nel giusto, affermandT che 1e - responsabilità di un eventuale arretramento produttivo vanno ricercate unicamente nelle sfere Direzionali che non hanno saputo, in pasSato;adeguare:le'strutture tecniche organizzative alle nuove esigenze volute dal progresso tecnologico.-

Certamente la presente fase' di, rivoluzione industriale porta allarincorsa di una maggiorà. e migliore produzione ed è un grave errore basarsi soltanto sullo sforzo fisico o mentale dei lavorata rii

Con questo riconosciamo che i lavoratori possono dare un grande Contributo nella misura che si sentono partecipi e non dei numeri, nella realizzazione dei piani produttivi, così come si verifica nei grandi complessi di altri paesi chesono all'avanguardia . del vivere civile.-

Il Sindacato che opera nell'Azienda ha più volte denunciato gli errdri di questa politica e tanto più ci sentiamo di protestare ora perchè è ingiusto che sulle spalle dei lavoratori debba continuamente e gravare il pesante fardello delle altrui.deficienze.e o Potremmo anche chiedere quante decine di milioni si sono spese per i ''Benservito" in questo fluttuare continuo di direttori e dirigenti.-

Ed è evidente poi, che non si- trovino i pochi milioni per esaudire lo richieste dei lavoratori e si trovano invece pretesti per rispondere sempre di no, alle richieste della Commissione Interna, come lo dimostra l'ultimo comunicato emesso.

Si pone ormai imperioso, per i Sindacati, una decisa presa di posizione sull'attuale situazione aZiendale'per un profondo riesame e con urgenza, dell'accordo a carattere aziendale che regola la retribuzione a cottimo, in primo piano quello delle catene e linee a flusso.

.L. in questa azione porterà il suo decisivo contributo lavoratori sia dato quello strumento che permetterà loun miglior riconoscimento dello sviluppo produttivo deirPhs,

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La U.I affinchè ai ro di avere friltàuí

AUMENTI DI " BARRA"

Non pretendiamc di sindacare 114404:,,rato di chi propone gli aumenti di merito ( barra ), ma siamo in dov.ere di rilevare che molti lavoratori rimangono esclusi da questo riconoscimento per parecchi anni.

Nón è allora il caso di esaminare la posizione di questi operai, evitando di lasciare altri lavoratori meritevoli troppo tempo senza aumento

LA CARICA DEI 600

La situazione delle docce alla G.80 è diventata veramen te insostenibile! Circa 600 lavoratori si devono servire di 11 docce, delle quali tre o quattro quasi sempre guaste. Sarebbe proprio il caso di prendere dei provvedimenti urgenti, dato poi l'avvicinarsi dei mesi estivi.

'CONTROLLI E MANOVALI

Su richiesta degli interessati la Commissione Interna ha avanzato proposte alla D.G. per quanto riguarda la posizione retributiva dei controlli e dei manovali addetti alle catene e alleLlinee di flusso, intesa ad ottenere l'adeguamento dei loro guadagni al rendimento delle singole linee.

La risposta della D.G. è stata negativa.

Noi cipermettiamo di rilevare che la richiesta doveva essore,presa in esame dato che la produzione di dette linee è aumentata, mantenendo lo stesso organico e di conseguenza riteniamo che anche i guadagni di questo personale dovevano ave re un riconoscimento. Convinti di questo continueremo a mante nere vivo il problema.

RIVALUTAZIONE PER GLI OPERATORI

Come nostra abitudine, quando abbiamo a cuore un problema, lo dibattiamo continuamente, ecco perchè ritorniamo sull'argomento degli operatori.

E' nota la nostra posizione in merito, ma è bene ricordarla ..dato che ancora non si è ottenuto, malgrado i nostri insistenti ri chiami, la soluzione di questo problema.

Noi riteniamo, in sostanza, che la qualifica di O.S. attri buita agli operatori non sia rispondente alle loro mansioni, senza'contare-poi che il guadagno di un operatore è inferiore a quello di un operaio cottimista!

Ne abbiamo più volte spiegato,i motivi. Comunque basterebbe attenersi allo spirito del contratto là dove si definiscono i compiti degli 0.S. e degli Equiparati. La UILM Si augura che anche questo problema venga preso nella debita considerazione e risolto.

--VECCHIA CANZONE rendiamo che gli on©

Da una recente nota industriale app ri fiscali rappresentano un danno per gli imprenditori perchè si riflettono negativamente anche sulla produttività del lasi il quale, dicono loro, rende per quel che guadagna e non per quello che costa.

Occorre un commento? Forse no, ma non possiamo esimerci .dal rilevare che gli autori della nota(hUna.,) sono gli stessi che si scandalizzano quando, provato l'aumento del rendimentodel lavorolil Sindacato rivendica un'adeguamento retributivo proporzionale alla accresciuta produttiyità.

In questo caso il lavoratore rende di più da. i quello che costa e pertanto molto di più di quanto guadagn

Ma allora tutto va bene se il lavoratore D non avanza le rivendicazioni! Tale discorso vale anche perla .G. dell'Alfa Rommeo la quale ha respinto il richiesto premio di produttività , e non è certo il premio di assiduità a convincere i lavoratori che non rendono quello che costano. - D'

REP. REVISIONE AUTOVETTURE

La C.I. ha portato all'esame della D.G. il problema del la.Gest.89 linea 40 ( ore a economia ). E' noto come il criterio di distribuire delle ore ad economia frante una squ fra adr acoloro e l'altra del reparto in oggetto provoca malcontO i quali avendo un lavoro a cottimo fisso si vedonoto assegnate delle ore ad economia che loro non hanno effettua.

Detta situazione necessita di un'eq soluzione tanto più che queste ore ad economia sono in continuo ua aumento.

Anche per questo problema la UILM auspica che si prbleenda no le misure necessarie per una sollecita soluzione del pro ma.

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'o a \- Raffo a te I I C/L) il TO .1 • )scriverevi: •

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