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L'Eco di Niguarda2

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DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE Via De Calboli, 1 €€ Anno II - Numero 8 €€ AGOSIO 1955 €€ € Lire 20

Nel prossimo ,numero inizierà la nostra inchiesta sulla copertu-

- PERIODICO MENSILE DI VITA 1\1112LJAFRIDESE -

ra del Seveso.

L'a p ertura LA BEFFA DELLE "COMMESSE„ a sinistra Con la fine di agosto termina il tradizionale periodo delle ferie e Niguarda si appresta a cancellare ogni traccia della sonnolenza e del torpore estivo in cui è stata avvolta per riprendere il suo volto industre ed operoso. Noi salutiamo i nostri lettori, i lavoratori, i niguardesi tutti che sono ritornati alle loro case dai luoghi di vacanza e più ancora salutiamo coloro ai quali la possibilità di un riposo sereno è mancata. Il particolare momento in cui tutti si apprestano a riprendere con rinnovata energia la loro attività, ci sembra peraltro particolarmente indicato per fare alcune considerazioni sull'attuale situazione politica. Due sono gli avvenimenti che la caratterizzano e che grandi speranze hanno acceso negli animi di tutti coloro che amano la pace, di tutti i democratici: i risultati della Conferenza di Ginevra e la caduta del Governo Scelba. L'incontro di Ginevra ha segnato una grande vittoria delle forze della pace. Un notevole passo avanti è stato fatto verso la fine, della guerra fredda, i punti di vista diplomatici sino allora irriducibilmente opposti, si sono avvicinati ed uno spirito di fiducia reciproca ha cominciato a sostituirsi all'incertezza ed alla diffidenza. Soltanto i nostri governanti sembrano non aver assimilato questo nuovo spirito: il consenso da loro dato per il trasferimento in Italia di notevoli contingenti di truppe americane è infatti in netto contrasto con il processo di distensione iniziato a Ginevra. Il nuovo Governo Segni non intende evidentemente abbandonare la politica dell'oltranzionismo atlantico del precedente Governo Scelba. A questo atteggiamento in materia di politica estera fa purtroppo riscontro un analogo orientamento all'interno del Paese. Se lo sfratto di Scelba da Villa Madama, accolto con generale soddisfazione, è stata la registrazione del fallimento della politica di discriminazione e di divisione, non può dirsi che la costituzione del Governo Segni, nato sul compromesso imposto dalla Confindustria e dalla Confida, stia dando prove concrete di voler eliminare la discriminazione fra gli italiani e di voler mettere al bando la politica di conservazione e di difesa dei ceti privilegiati. Nè può essere sufficiente ad assicurarci il timido impegno contenuto nel programma governativo di voler rispettare l'uguaglianza fra i cittadini di fronte alla legge. La verità è che alle lusinghiere prospettive che vengono ad aprirsi per il nostro Paese si oppongono ostinatamente i ceti più retrivi e reazionari. Il padronato italiano ostacola ogni elemento di distensione cercando di esasperare la situazione nelle fabbriche: vengono rinnovati gli attacchi alle libertà operaie, aumenta lo sfruttamento dei lavoratori, prosegue l'offensiva dei licenziamenti (nostro caso recente l'Allocchio Bacchini). L'aumentata pressione dei padroni, resa possibile dall'azione discriminatrice e repressiva del Governo ha però creato una vasta reazione popolare che abbraccia strati di tutte le correnti politiche e degli stessi partiti di governo. Occorre superare questa situazione di disagio per le masse lavoratrici e di crisi per il Paese realizzando una politica nuova, di apertura a sinistra. Una politica che soddisfacendo le aspirazioni paci-

La falsa propaganda dei dirigenti Cislini all'Allocchio Bacchini

Una dichiarazione del Segretario della F. I. O. M. Volta, Ronchi I 97 Licenziamenti richiesti dalla Direzione Allocchio Bacchini sono stati ridotti, (bontà loro!) a 57 unità, quindi l'obbiettivo della direzione è stato raggiunto. E' diventata ormai una « tattica » degli industriali chiedere un numero superiore di licenziamenti per facilitare poi le discussioni (a loro vantaggio) in sede di trattative. Con questo sistema vogliono dimostrare di essere umani, fingendo di rendersi conto dei disagi che i lavoratori vanno incontro restando senza lavoro. Strana però questa umanità. Come mai i signori industriali si preoccupano di salvare solo una parte di questi lavoratori e non di tutti? Il sistema non ci convince molto. A questo proposito chiediamo alla Commissione Interna se si ritiene soddisfatta per quello che non ha fatto per salvare i suoi compagni di lavoro dal licenziamento. Oppure vuoi far =ricredi essersi interessata e chiudendo la questione con un sistema del tutto burocratico che la stessa Direzione della Alocchio Bacchini riporta nelle lettere di licenziamento: «Essendosi, pertanto, esaurita la procedura prevista dall'articolo 2 dell'accordo interconfederale, siamo spiacenti di doverci privare della Vostra opera ». Dov'è tutto l'appoggio che la CISL si vantava di dare durante le elezioni per la C.I.? Ricordiamo di aver letto un volantino che la CISL ha distribuito alle lavoratrici della Allocchio Bacchini durante tali elezioni e che riportava fra l'altro questa frase: «Ma altre lotte ci attendono, diamoci una mano: unite, potremo ottenere molto, lottando democraticamente supereremo tutte le dif ficolta. Noi desideriamo ottenere per le nosre famiglie, per i nostri figli condizioni di vita migliori. Noi desideriamo ricostruire la nostra casa in un atmosfera di pace e di serenità. Per questo rivolgiamo un apello a tutte afficnhè vogliate scegliere bene senza lasciarvi influenzare da propagande che nascondono come fine non il vostro interesse ». Ma « la mano » della CISL non si è fatta vedere dopo che la Direzione ha comunicato i licenziamenti. Le stesse lavoratrici (che forse hanno votato CISL) chiedevano, il giorno che sono state invitate per ritirare la liquidazione, perchè non fiche e democratiche del nostro popolo, si basi sulla Costituzione, contribuisca alla distensione interna ed internazionale, elimini ogni forma di discriminazione, realizzi le riforme sociali e le rivendicazioni più urgenti. Ciò che però tutti debbono chiaramente comprendere è che come i risultati dell'Incontro di Ginevra e la caduta di Scelba non sono stati miracoli ma frutti di una vasta azione popolare, così non possono essere attesi come miracoli nè gli auspicati passi in avanti sulla strada della distensione, nè la realizzazione del nostro Paese di una politica nuova. Sono infatti soltanto le lotte e l'azione unitaria del popolo che possono e debbono decidere. G. F.

tini che avete distribuito sempre durante le elezioni della C.I., e cioè: L'anno venturo tireremo le somme, vedremo chi ha realizzato di più» (sfidando la FIOM), sarà un bilancio del tutto deficitario il guaio è che a subire e soffrire sono ancora una volta i lavoratori). A. C ,,, €

Un gruppo di operaie dell'Allocchio Bacchini, licenziare, davanti alle fabbrica.

erano presenti i componenti la C.I. della CISL. Non è con i licenziamenti che si possono ottenere migliori condizioni di vita - ricostruire la casa in un'atmosfera di pace e di serenità: licenziamento vuol dire fame, miseria, disperazione - tanto più per quelle lavoratrici e lavoratori licenziati che sono capi di famiglia o comunque il solo in famiglia con una occupazione:

Vuole la C.I. interessarsi presso la Direzione almeno per rivedere quei casi veramente pietosi come quello di una lavoratrice con il mario invalido da anni, senza pensione e la mamma a carico; di un'altra che di 5 componenti in famiglia era la sola che aveva il « privilegio » di poter lavorare? Almeno questo dovete fare signori della CISL altrimenti, quanto avete detto in uno dei tanti volan-

Il Segretario della Sez. FIOMVolta Ronchi ha rilasciato al nostro giornale una dichiarazione sugli aspetti sindacali e le iniziative da prendere per la Allocchio Bacchini: « L'azione che la Fiom intende intraprendere per la fabbrica in questione, si riassume in alcuni aspetti di diritto per le lavoratrici ed i lavoratori licenziati. Infatti la Direzione di questa fabbrica non ha mai corrisposto ai suoi dipendenti il cottimo malgrado in sede di Assolombarda il rappresentante degli tridu_striali cìat4. Faceitinettii,nie avesse riconosciuto la spettanza. Sul pagamento delle festività infrasettimanali i dirigenti della Allocchio BecCiini hanno retribuito i lavoratori sulla base delle 40 ore settimanali mentre le norme contrattuali stabiliscono sull'orario effettivo di lawo. d'altra infrazione è quella dell'indennità per mancata mensa, per ierie, festività infrasettimanali e gratifica natalizia. Questa posizione negativa della Direzione dell'Allocchio Bacchini smaschera in un modo evidente il falso paternalismo ».

ome volevasi dimostrare „„ ... E i licenziamenti sono avvenuti! 57 lavoratori, mentre erano in ferie, hanno ricevuto, dalla direzione dell' Allocchio Bacchini, la notifica del licenziamento. Altri lavoratori senza salario, nuova miseria; come e quando troveranno un lavoro? Tutta Niguarda sa che i dirigenti liberini, durante le elezioni per la commissione interna all'Allocchio Bacchini, affermavano che una loro vittoria avrebbe portato « commesse » e quindi certezza di lavoro. La loro vittoria venne ma con essa, purtroppo a breve distanza, sono venuti anche i licenziamenti a dimostrare quanto siano stati sleali nella loro propaganda e quanto fossero state false le loro affermazioni. Ci aspettavamo di vedere questi dirigenti a difendere il lavoro, a respingere le richieste del Padrone; ma come sempre hanno taciuto, hanno accettato i licenziamenti, sono stati « assenti », rispettosi della volontà dell'industriale, incuranti dei lavoratori, di quegli operai che dopo esser stati in-

gannati dalla loro propaganda sono stati abbandonati quando più avrebbero avuto bisogno dì esser aiutati. Vorremmo portarli, questi dirigenti liberini, dai licenziati. Come giustificherebbero il loro comportamento? E vorremmo anche chiedere a Don Ettore, che tanto è « familiare » all'Allocchio Bacchini, che tanto ha fatto per la vittoria dei liberini nella commissione interna, cosa pensa di questi licenziamenti. Non una parola ha pronunciata in difesa dei nuovi disoccupati! Perché intervenire a far propaganda in favore di una organizzazione sindacale, se poi non si interviene in aiuto di chi rimane senza lavoro? Sarebbe in quest'ultimo caso un'azione umana ed anche cristiana. Ci dica, Don Ettore, perché non è intervenuto? Forse che i licenziati non hanno i requisiti che Lei, cercava in chi raccomandare all'Allocchio Bacchini? Ma Lei non è il « Pastore » di tutti i niguardesi? Non vi sono discri-

minazioni di fronte a DIO! ! ! Si dice che la fabbrica non ha lavoro, ma non se ne cercano le vere ragioni, o almeno si finge di ignorarle. I programmi televisivi sono indubbiamente troppo miseri e faziosi per invogliare la gente ad acquistare i televisori; te tasse sono esorbitanti, i prezzi di vendita degli apparecchi inacessibili ai miseri salari e stipendi di chi lavora. intervenga allora il governo, spezzi il monopolio della televisione, faccia, in questo campo, come dovrebbe fare in tutti i settori della produzione: una politica più popolare, una politica che non curi i soli interessa del padronato. Dopo di che, certamente, si reatzzeranno le premesse di lavoro per tutti. Noi, con le nostre poche forze, continuiamo su questa strada d2 chiarificazione, chiamiamo all'unità, tutta Niguarda perché nell'unità è la certezza della dita, di una vita serena nel lavoro sicuro. « L'Arciere »


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