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Milano 19(50)

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ratilialito Mensile di informazione politica e cultura

in questo numero Gli ANNI VIOLENTI DEL PRIMO DOPOGUERRA

VERSO LA MILANO DEGLI ANNI '90

L'ITALTEL PARLA DI RILANCIO (MA CON 8000 IN MENO) TELERISCALDAMENTO PER RISPARMIARE COSTRUIAMOCI NOI LA NOSTRA CASA QT 8: AFFRONTATI I PROBLEMI

COME SARA' L'USSL DI ZONA? IL GIOCO DEI PREZZI (E IL GOVERNO CI GIOCA)

La reazione irta. Ti. 3539458

Anno VI - N. 2 - febbraio 1982

L. 400

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Una proposta contro l'invasione di auto e allo scopo di recuperare il verde

SALTATA LA RIFORMA DELLA FINANZA LOCALE

Diecimila box al Gallaratese

Alt a Comuni e regioni Intanto tentano di mandare avanti provvedimenti ingiusti ed impopolari come l'aumento delle tariffe dei trasporti pubblici

Ipotesi di lavoro del Consiglio di Zona nello spirito di un progetto comunale E se ogni famiglia avesse un box-auto? Al Gallaratese ci stanno tentando. Il Consiglio di zona ha messo a punto una proposta precisa. Una riunione con i responsabili dell'Amministrazione comunale si è già svolta. Erano presenti, oltre al presidente della Zona, Danilo Pasquini, l'assessore all'Urbanistica Maurizio Mottini e il suo "collega" al Demanio Giuliano Banfi. Del resto, il progetto della zona 19 (Qt8 - San Siro - Gallaratese) segue i binari di una filosofia che l'Amministrazione municipale ha già fatto propria Due gli obiettivi. Da una parte difendere il capitale - auto dalle interperanze del clima, ma anche della delinquenza. Insomma, il box o il garage indirettamente sono un risparmio. Il fatto è, appunto, che è difficile trovarlo. Questo è il primo problema. Diciamo quello individuale. Ma ce n'è un altro: l'auto quando è posteggiata in strada (o magari su un marciapiede o su un'aiuola) ruba spazio alla città (e l'imbruttisce). Ecco allora l'ipotesi di un progetto parcheggi che coinvolga a tappeto l'intera città acquistare una rilevanza collettiva. A Milano sono immatricolate 630 mila auto. In più ogni giorno viene presa d'assalto da un esercito di 240 mila auto "esterne" con la tendenza all'aumento considerando la scarsa efficienza delle linee interurbane. Sommando le due cifre è come dire che quotidianamente in città si muove una colonna di macchine lunga quasi tremila e 500 chilometri. Se per magia, di colpo, tutte assieme, dovessero mettersi in movimento e quindi fermarsi contemporaneamente, sarebbe la paralisi completa. Sì, perchè immaginando di unire insieme, in un'unica fantastica strada, tutte le vie di Milano si otterebbe una "superstrada"lunga 1200 chilometri. Il che non è poco. Tuttavia non basterebbe ad accogliere tutte le macchine in circolazione neppure ipotizzando la possibilità di parcheggio ovunque su entrambi i lati della carreggiata. Ad arginare l'invasione delle auto che ogni giorno animano (e inquinano) le vie della città ci sono 200 mila box sparsi in tutti i rioni. Ovvio che non sono sufficienti. Soprattutto in centro dove la domanda è molto alta. Si è calcolato che per "liberare" il centro delle auto in sosta dei residenti servirebbero 17 mila box. Ci sarebbe poi il problema degli "esterni". Per "nascondere" le macchine di chi va in centro per lavoro (o per altro motivo) servirebbero altri 2.500 posti - auto (i tecnici le chiamano "soste operative"). A questo scopo il Comune è impegnato — attraverso la vigilanza urbana — a individuare tutte le aree disponibili. Inutile dire che la proposta dell'assessore Mottini ha suscitato parecchio interesse (sia tra gli automobilisti che tra gli operatori). Un primo censimento è stato già compiuto. Ora è in atto un'attenta verifica. Ovvio, che intanto "marciano" i progetti già decisi dall'Amministrizione municipale per realizzare dei grandi "silos" in via Vittor Pisani, alla Fiera campionaria e al segue in ultima

I Comuni e le Regioni rischiano di iniziare il nuovo anno con l'acqua alla gola. L'attesa riforma della finanza locale non è purtroppo stata varata nemmeno questa volta. È invece venuto fuori il solito decreto dell'ultima ora che dovrà quindi essere trasformato in legge entro febbraio. In pratica c'è il pericolo della paralisi della spesa degli Enti locali e la impossibilità di programmare i nuovi investimenti. Eppure la questione della finanza locale, e la stessa riforma più generale dell'intero ordinamento delle autonomie locali, non si possono più rinviare. Il decentramento dei poteri dello Stato e il rilancio della partecipazione delle Regioni e dei Comuni è indispensabile per il risanamento del tessuto economico e sociale del Paese. Per tentare di arrestare la marcia dell'inflazione sembra .1/itabile il contenimento della spesa pubblica complessiva, ma questa volta i tagli previsti per la finanza regionale e comunale

Riprendono i lavori al Centro Civico Reperiti dall'Amministrazione comunale i fondi necessari per ultimare l'opera L'Amministrazione comunale ha reperito i fondi necessari per portare a termine la costruzione del Centro Civico della nostra zona, in costruzione sulla spina centrale del Gallaratese. Lo hanno comunicato il sindaco Carlo Tognoli e l'assessore al bilancio, e vice - sindaco, Elio Quercioli. Come a suo tempo abbiamo avuto modo di informare i lavori per la costruzione del Centro Civico erano stati sospesi il 2 novembre scorso essendo venuti a mancare i fondi necessari per la loro prosecuzione a causa dei tagli governativi sulle finanze locali. Ora, con il reperimento dei fondi necessari annunciato dal sindaco e dall'assessore al bilancio, il cantiere può essere riaperto e possono essere ripresi i lavori, che, ci è stato assicurato, dovrebbero proseguire celermente per portare a termine l'opera nel più breve tempo possibile. Sempre a proposito del costruendo Centro Civico c'è inoltre da segnalare che il Consiglio di Zona 19 ha respinto una richiesta della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde di aprire al suo interno un proprio sportello bancario, che invece, secondo il Consiglio di Zona, potrebbe trovare collocazione nel Centro Commerciale, la cui edificazione dovrebbe iniziare quanto prima sempre sulla spina centrale del Gallaratese.

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sembrano davvero eccessivi e inaccettabili. Le Regioni si sono già mobilitate contro le decisioni governative, mentre anche i Comuni si stanno ormai mettendo sul piede di guerra. Intanto si rischia di mandare avanti provvedimenti antipopolari e ingiusti quali l'aumento sconsiderato delle tariffe dei trasporti pubblici urbani ed extraurbani. Ma in attesa della loro entrata in vigore, prevista non prima di marzo, c'è però ancora tempo per modificare il decreto sulla finanza locale e per venire incontro alle necessità finanziarie delle aree metropolitane continuamente sottoposte alla forte pressione dei bisogni sociali e collettivi insoddisfatti. La spinta autonomistica altrimenti si affievolirà e le attese della popolazione verso gli Enti locali e territoriali andrà delusa un'altra volta con gravi conseguenze soci .i e con la crescita di nuove tensioni nei rapporti tra le comunità locali e le istituzioni. Dopo il fallimento clamoroso dell'esperienza dei comprensori. anche il tentativo di rimettere in pista le vecchie Provincie andrà incontro allo stesso destino se intanto non si cambierà strada nella ripartizione delle risorse tra il centro e la periferia dello Stato. Molte opere pubbliche degli Enti locali in fase di appalto, o con lavori già in corso, potrebbero essere costrette a restare ancora al palo o a chiudere i cantieri, con forti ripercussioni sugli incrementi dei costi alla ripresa dei lavori quando finalmente arriveranno i mezzi necessari. Il tetto programmato per l'inflazione, e l'incremento della spesa pubblica, devono evolversi dinamicamente a contatto con la realtà e non possono quindi seguire una fredda logica burocratica che potrebbe provocare guasti ancora maggiori di quelli prodotti dalla stessa inflazione. I Comuni, si sa, sono naturali istituzioni di frontiera tra i cittadini e lo Stato, e non possono dunque rinviare all'infinito, o delegare ad altri. la risposta ai bisogni più immediati ed elesegue in ultima

Il punto

Ma vi pare una cosa seria?

Qual'è la massa dei redditi del 1978 denunciata nel 1979 dai milanesi? Come sono andati nel 1978 le industrie, i commerci, le attività edilizie o professionali? A queste domande pensavamo potessero dare una risposta la sessantina di fascicoli, contenenti i tabulati con i nomi dei contribuenti in ordine alfabetico, messi a disposizionew del pubblico nel gennaio scorso nel salone dell'Intendenza di Finanza in via Manin. Ma la risposta non è venuta. Gli elenchi sono infatti redatti in modo da poter soddisfare, al più, qualche curiosità a proposito di questo o quel contribuente, ma non consentono, in alcun modo, una valutazione complessiva dei redditi soggetti a IRPEF e ILOR. E dire che a compilarli è stato un cervello elettronico! Se chi decide lo avesse soltanto voluto all'opinione pubblica avrebbero potuto essere forniti elenchi in ordine di reddito o suddivisi per categoria, che avrebbero messo i cittadini

nella condizione di conoscere realmente l'andamento della denuncia dei redditi. Ma evidentemente tale volontà non c'è stata e così sono stasti forniti elenchi da cui non è neppure possibile sapere quanti siano stati, numericamente, i contribuenti che hanno presentato la denuncia ne11979. Una sola cosa è rilevabile: come sempre i redditi imponibili seri sono soltanto quelli dei contribuenti a reddito fuso. Gli altri giocano, come al solito, al ribasso con risultati bizzarri. Così risulta che Bruno ed Arnaldo Vergottini (noti e costosi "acconciatori') hanno denunciato per il '78 redditi imponibili rispettivamente di 7 e di 11 milioni di lire (più o meno quanto un impiegato), che Jannacci coi sui 63 milioni ha superato Leopoldo Pirelli (46 milioni) e che i Rizzoli navigano tra i 10 ed i 30 milioni. Ma vi pare una cosa seria?


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