Skip to main content

Dergano Bovisa2

Page 1

VIA DAVANZATI, 5 - TEL. 37.60.461 (5 linee)

RIPARAZIONI CENTRO TELA TELEVISORI permute - vendite

I

* a.'

elettrodomestici di tutte le

marche - condizionatori d'aria il vero izyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONML corredo

gli

Via Imbottati 67 ( ang. Conte Verde) Tel. 68.97.578

DIPCO Premio Oualità 1971

PERIODICO DELLA ZONA 7

arguzia /ilu bassetti

PIU' FORTE IL DERGANO-BOVISA

sociale che da tempo investe il paese vi è certo bisogno di ampia unità. In questo modo dunque intendiamo caratterizzare il Dergano-Bovisa. Il nostro comunque non solo è un impegno nuovo per una realtà nuova, ma anche coerenza coi presupposti che hanno indirizzato questo periodico fin dal suo inizio. Ci presentiamo quindi ai cittadini ed ai lavoratori„ della zona 7 non con un volto diverso, ma con uno strumento che vuole sempre più adeguarsi alle esigenze poste dal livello di sviluppo della democrazia e mantenere quello che riteniamo un impegno preso da tempo con tutte quelle realtà dei nostri due quartieri interessate a far maturare il processo di partecipazione. In questo modo intendiamo caratterizzarci ed in questo modo intendiamo presentarci a tutte le forze politiche e sociali democratiche della Bovisa e di Dergano; agli organismi culturali, ricreativi e sportivi; ai diversi strumenti della partecipazione convinti che l'originale e pluralistica presenza sul nostro periodico contribuirà efficacemente e rafforzare il movimento democratico nella nostra zona.

RICAMBI ORIGINALI

PROBLEMA CASA

Un impegno nuovo per una realtà nuova Con questo numero il Dergano-Bovisa diviene periodico mensile. Si tratta di un impegno nuovo per una realtà nuova: quella che vede affermarsi gli strumenti della partecipazione popolare e crescere intorno ad essi le condizioni per affrontare in modo diverso la gestione della cosa pubblica. I consigli di zona del decentramento comunale, grazie all'azione unitaria tenacemente condotta da un vasto schieramento democratico del quale i comunisti hanno sempre rappresentato la principale forza animatrice, stanno compiendo un importante e significativo salto di qualità; ed una recente legge dello stato assegna loro veste giuridica, funzioni e poteri. Questo risultato costituisce un'ulteriore conquista della democrazia ed una sconfitta di tutte quelle forze che, centralmente ed in periferia, si sono sempre adoperate prima per ostacolare l'attuazione della carta costituzionale e poi imbrigliare le articolazioni democratiche dello stato nelle pastoie burocratiche di un neocentralismo fatto di etichette nuove ed ordinamenti improntati a criteri vecchi. Tali conquiste tuttavia hanno un senso ed un valore quando sono sorrette da un'effettiva partecipazione; quando le diverse realtà territoriali esaltano il proprio ruolo promozionale e sviluppano il dibattito ed il confronto sui problemi che toccano direttamente le molteplici manifestazioni della vita dei quartieri. il nostro periodico vuole promuovere e favorire questo dibattito; garantire l'informazione ed il confronto; stimolare l'iniziativa politica e sociale; essere uno strumento aperto ai lavoratori ed ai cittadini della Bovisa e di Dergano e presente nelle loro lotte. Questo presuppone il rifiuto di due aspetti antitetici, ma ugualmente contrari allo spirito ed alle finalità qui indicate: il settarismo e l'unilateralità da un lato e la neutralità dell'altro. Siamo convinti a non essere i soli a garantire confronto ed informazione; e siamo altresì convinti che ciò rappresenti una delle condizioni essenziali perchè il confronto abbia un valore positivo. Ma perchè la pluralità ed originalità di contributi sia efficace non può essere accompagnata da un atteggiamento neutrale verso le diverse opinioni. Non intendiamo sostanzialmente esercitare il ruolo di un'agnostica agenzia informativa, ma quello di strumento impegnato a far sì che il dibattito ed il confronto abbiano uno scopo: esaltare la partecipazione e favorire il processo unitario fra le forze democratiche. Eper uscire dalla crisi politica, economica e

laboratori assistenza - antenne

Nostra intervista a Carlo Cuomo

(assessore all'Edilizia Popolare di Milano) Il fabbisogno di case per lavoratori cresce di anno in anno: solo a Milano sono oltre 40.000 le domande presentate alli stituto Autonomo Case Popolari nell'ambito dell'ultimo concorso svoltosi; ciononostante, e questo è fatto scandaloso, negli ultimi anni, gli investimenti pubblici hando rappresentanto poco più del 3% (mentre erano quasi il 26% nel 1952) degli investimenti totali in abitazioni. Si è quindi costruito molto, basta guardarsi intorno, ma perché e per chi si è costruito? Per il profitto e per la rendita, all'infuori di ogni vincolo o convenzione che potesse intaccarli, sono sorte case di lusso e case investimento; si è verificato il "boom" delle seconde e terze case. Tutto ciò mentre gli interventi di Edilizia Economico-popolare restavano limitati sia per quantità che per qualità rispetto alle esigenze effettive. Salvaguardando alla speculazione più "appetibili" aree centrali, i quartieri popolari sono sorti sino ad oggi alle estreme periferie, privi di infrastrutture, come veri e propri ghetti per abitanti di seconda categoria;veniva così drasticamente ridotto il patrimonio agricolo milanese e viceversa sensibilmente accresciuta la capacità insediativa del Piano Regolatore Generale.

Ovvia conseguenza di ciò è stella l'espulsione dei ceti popolari e delle funzioni "Povere" dalle fasce centrali della città: sulle aree rimaste libere è sorto il centro direzionale, si sono edificati uffici, "residences", sedi bancarie; si è sviluppato il mercato delle case vecchie: ristrutturate, arricchite di ogni "confort"; le decrepite abitazioni del centro sono diventate residenza di una ristretta "dite", mentre in periferia è sufficente una mano di colore alle facciate per aprire la strada alle vendite frazionate, ponendo la premessa di una guerra tra sprovveduti nuovi piccoli proprietari, cui sono stati carpiti i risparmi, e le famiglie che già abitano gli appartamenti venduti. Questo doveva essere il destino del quartiere Garibaldi che, fonte di congiunzione tra il centro storico ed il nuovo centro direzionale, non poteva avere, nei sogni delle grosse immobiliari, altra destinazione che quella ad uffici, a carattere quindi prevalentemente terziario. Ma proprio dal Garibaldi è venuta la prima ferma e precisa mobilitazione degli abitanti che, unitariamente, appoggiati da organizzazioni di base, dai Sindacati, dal Consiglio di Zona hanno aperto la lotta contro gli sventramenti,

L assessore Carlo Cuomo ( a destra) durante uno dei sopralluoghi relativi al problema del risanamento delle case.

In questo numero Finalmente insediato il Consiglio di Zona

pag. 2

Disoccupazione giovanile Handicappati nella scuola

A. 3

Le scuole della zona

pag. 4

Opinioni a confronto

pag. 5

Dalle nostre fabbriche

pag. 6

Assemblea del Comitato Sanitario nelle scuole Nuova autoambulanza

pag. 7

L'ifflpegno antifascista

pag. 8

per arra ristrutturazione nell'ambito della legge 167. "Fare come al Garibaldi" è diventato negli ultimi anni l'obiettivo di migliaia di cittadini; inquilini, artigiani, piccoli commercianti che hanno saputo passare all'offensiva, contro la proprietà immobiliare, reggendo, con la richiesta del vincolo del 167, agli sfratti collettivi, alle vendite frazionate, all'ormai abituale espulsione dei vecchi abitanti. A queste battaglie il merito di aver saputo imporre, anche a Milano alcuni interventi risanativi in aree centrali sotto controllo pubblico; nel piano integrativo di 167, ultimo atto della passata amministrazione comunale, non sì è infatti potuto ignorare la pressione incalzante di questa nuova e avanzata coscenza di massa sui problemi della casa

e del territorio. La nuova giunta di sinistra ha dato anche respiro a questo che, per Milano, i un. nuovo modo di intendere .14. 167, volto a mantenere la presenza degli strati popolari nelle zone centrali delta città, ampliand, alla luce delle osser7 vazioni fornite dai consigli di zona la problematica del risanamento. Ben sappiamo che una analisi di questo modo di sperare, volto a considerar" gli as> etti sociali, ambientali.ed urbanistici pende indubbiamente a favore dell'iraervento risanativo previsto dalla legge 167 in Zone degradate. Ciò nonostante, forze politiche, avverse alla ristrutturazione per iniziativa pubblica di vecchi stabili, hanno più volte sollevato obiezioni relativi soprattutto all'aspetto economico della questione. Per aver maggiore chtarezZa in proposito ci siamo rivolti all'Assessore all'Edilizia Economico-Popolare Carlo Cuomo al quale abbiamo chiesto:

4-

Dergano-Bovisa: In che modo va frontaia'la questione dei costi degli interventidi risanamento, da più parie [ ritenuti notevolmente più onerosi di quelli relativi all'edificazione di nuovi quartieri?

C. Cuomo: L'unico studio concreto che mi è stato sottoposto è uno studio predisposto dalla Lega della Cooperative ed è fatto su quattro tipologie fisse di edifici che si ripetono nel degrado; studio che fornisce dei costi di risanamento che vanno da un minimo di 1 milione e 100 mila lire fino ad un massimo di 5 milioni e 400 mila per vano, secondo lo stato di degrado. Quindi, da questo primo studio, non sembrerebbe che costi di più, anzi, risalta che nella maggioranza dei casi costa molto meno dell'intervento ex novo. Se consideriamo poi che l'urbanizzazione primaria esiste già nelle zone degradate in Cui si interviene e che, per quanto riguarda l'urbanizzazione secondaria non è molto da aggiungere in loco, visto appunto che il tessuto è già edificato, si può anche intervenire sulla questione degli oneri di urbanizzazione per abbattere ulteriormente il costo. Poi, comunque, non c'è ancora un ragionamento fatto Ano in fondo su cosa si intende per risanamento-ristrutturazione; quindi, bisognerà ogni volta fare una valutazione di merito in quanto, sia le Cooperative, sia le imprese private sono disponibili per sottoporre, per ogni singolo edificio, non un'unica ipotesi di risanamento, ma tre o quattro ipotesi, ognuna con costi diversi da cui si ricavano affitti diversi. Ad esempio, bisogna valutare attentamente ogni volta quando è e quando non è necessario mettere l'ascensore. C'è da vedere quali sono le volte in cui un intervento che sta a metà strada tra la manutenzione straordinaria e la ristrutturazione vera e propria risponde sufficientemente. Quindi,


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Dergano Bovisa2 by fondazioneisec - Issuu