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Arco della pace

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l'Arco della Pace

Importante risoluzione del C.d.Z. 6 sulle vendite frazionate

Il Consiglio di zona 6 nella seduta del 4 febbraio ha preso una importante risoluzione sul problema delle vendite frazionate. Questo cancro che attanaglia il nostro quartiere e tutta la città.

Lo spunto è stato dato dalla petizione presentata dal Comitato degli inquilini dello stabile di via Bertini 17/19, posto, dalla proprietà, in

vendita t razionata. La storia è sempre la stessa: si prende una casa vecchia, la si ridipinge rendendola appetibile ai possibili compratori, si espellono i vecchi inquilini ed il gioco è fatto: centinaia di milioni entrano nelle tasche di speculatori senza scrupoli. Nel caso dello stabile di via Bertini la cosa è ancora più grave. Infatti nella casa abitano 23 famiglie, qua-

MOZIONE DEL C.D.Z.

Il Consiglio di zona 6 venuto a conoscenza che l'immobile di via Bertini 17 é stato posto in vendita frazionata, esprime la preoccupazione che questo corrisponda all'allontanamento dalla zona degli inquilini residenti in detto immobile da moltissimi anni e anche all'allontanamento del Circolo Carducci che svolge attività culturali e ricreative, con anche il contributo finanziario del Consiglio di zona e che costituisce un punto di aggregazione per molti cittadini.

Il Consiglio di zona 6, constatando che il fenomeno delle vendite frazionate continua ad estendersi nella zona, esprime la propria solidarietà al Comitato inquilini di via Bertini 17 e propone di convocare un'assemblea pubblica con la presenza delle autorità comunali per sensibilizzare i cittadini della zona sul problema e trovare adeguate soluzioni.

La data e la sede dell'assemblea verranno concordate dalla Commissione casa. Il Consiglio di zona 6 offre la propria disponibilità, e ne dà mandato alla commissione casa, per la mediazione tra il Comitato inquilini e la proprietà.

si tutte di anziani pensionati, che vi abitano fin dalla costruzione, mentre al piano terreno c'è la sede del circolo Arci Carducci, una delle poche realtà aggregative per i giovani del quartiere, la cui fondazione risale ad oltre cento anni fa.

Il Comitato inquilini ha presentato una petizione firmata da quasi 1.500 cittadini, e portata in Consiglio di zona da una delegazione di oltre 100 persone.

Il Consiglio di zona si è fatto carico del problema votando una mozione presentata dal coordinatore della Commissione casa (Michele Rollier), in cui si condanna questa pratica e si invita la proprietà a recedere dal suo 'progetto.

Chi si è schierato contro la mozione? Inutile dirlo: 3 consiglieri Dc (unici fra tutti i presenti) che, ancora una volta, hanno tentato di fare il gioco degli speculatori contro gli interessi dei lavoratori e dei cittadini. Fortunatamente questa volta la manovra non è riuscita, e sono stati sconfessati anche da parte dei loro amici di partito.

Ildocumento del Comitato inquilini

Il fenomeno delle vendite frazionate continua ad estendersi in Zona 6 senza che le Autorità riescano a frenarlo e ad indicare agli inquilini, impossibilitati ad acquistare agli esosi prezzi richiesti, eventuali altre soluzioni possibili.

È sempre più frequente nella nostra zona il ricorso a questa forma di speculazione "legalizzata" ai danni soprattutto dei cittadini meno abbienti; dopo i casi di via Bramante, via Giusti, via Guercino, via Guerrazzi, ed altri passati in sordina, tocca ora allo stabile di via Bertini 17, dove sono minacciati di espulsione 23 nuclei familiari (in gran parte pensionati) ed il Circolo Arci Carducci (uno dei rari punti di aggregazione giovanile della zona).

Qui la Immobiliare Cosma ha comunicato di avere mandato dalla proprietà (che però sembra non sia più quella di prima) di curare la vendita frazionata dello stabile.

Crediamo che questo ultimo episodio sia di una particolare gravità in quanto la presenza di un numero così elevato di pensionati e di un Circolo culturale (che ovviamente non ha fini di lucro) rende evidente l'impossibilità di acquisto da parte degli attuali locatari.

Non servono molte parole per descrivere l'angosciosa situazione di precarietà in cui vive attualmente la maggioranza degli inquilini i quali, dopo una intera vita di lavoro, si trovano ora a dover affrontare un problema drammatico come quello della casa, potendo contare solo sulla propria pensione (e per colmo dell'ironia il 1982 è l'anno internazionale dell'anziano!).

Ricordiamo che gli inquilini hanno provveduto negli anni ad effet-

tuare a proprie spese quei lavori di manutenzione che la proprietà non ha mai fatto; quegli stessi inquilini che hanno personalmente riparato i danni dei bombardamenti dell'ultima guerra; quegli stessi inquilini che oggi vedono minacciato il loro diritto (ben guadagnato!) a continuare ad abitare in questa casa.

Qualche parola in più vale la pena spendere per il Circolo Carducci per meglio comprendere il danno che anche alla zona deriverebbe dalla scomparsa di uno spazio come questo.

Il Circolo, nato addirittura come Società di mutuo soccorso attorno all'inizio del secolo, ha subito varie trasformazioni negli anni pur mantenendo sempre le sue caratteristiche di Circolo popolare, democra-. tico, aperto alla gente del quartiere; quindi mai Circolo privato ma centro di sviluppo culturale e aggregativo, quindi con funzioni sociali nella zona.

In questi ultimi anni centinaia di giovani ne hanno fatto un preciso punto di riferimento; un luogo dove ritrovarsi, divertirsi, essere protagonisti dei propri interessi culturali.

Tra le attività più significative dei tempi più recenti vogliamo ricordare:la scuola di musica e le altre attività del Centro di cultura popolare; i Corsi di lingua inglese; l'apporto dato alla programmazione e gestione delle attività culturali del Cdz; l'inserimento nel programma di "Milano per voi" di un ciclo di conferenze con proiezioni sulla tradizione del Carnevale, proposto e gestito da operatori culturali legati al Circolo; la prossima inaugurazione della Bihlioteca/Nastroteca di musica e tra-

dizioni popolari, finanziata in buona parte dal Cdz e che ha richiesto quasi un anno di lavoro per reperire e schedare il materiale.

Inoltre presso il circolo ha la propria sede temporanea la Cooperativa edilizia "Vivere in città".

Tutti questi motivi hanno portato gli attuali inquilini a costituirsi in comitato per difendere dalla speculazione lo stabile di via Bertini 17 e ad organizzare una raccolta di firme come primo momento di lotta.

In questi giorni sono iniziati i soliti lavori di "restauro" miranti a rendere più appetibile l'acquisto ad un compratore esterno; lavori segnalati al Cdz come "manutenzione ordinaria" ma in realtà, da voci

raccolte, le intenzioni sembrerebbero diverse: si parla di ascensore, di copertura dei ballatoi, di ristrutturazione di alcuni appartamenti, in particolare del 3° piano, dove esiste un terrazzo che ben si presterebbe alla creazione di un "attico" (la valorizzazione di questo piano spiegherebbe anche il perchè di un ascensore in un palazzo di soli tre piani).

L'Immobiliare non ha voluto sinora rispondere alle richieste di chiarimento del "Comitato inquilini" e si è detta non ancora in grado di fornire'neppure una indicazione del prezzo di vendita.

Noi crediamo che in realtà si voglia favorire l'acquisto esterno, magari "invogliando" gli inquilini a lasciare liberi gli appartamenti con "butiouscila" (come si verifica in molti casi) e trasformare lo stabile, con lavori di ristrutturazione, da popolare e piuttosto degradato come è attualmente, a palazzina residenziale di un certo livello.

Questa sera presentiamo un primo blocco di firme (circa 1.500) raccolte dal "Comitato inquilini" nel giro di due settimane circa; dimostrazione questa di quanto i cittadini siano sensibili al problema della casa e al sempre più frequente fenomeno delle vendite frazionate.

È questa l'occasione per dimostrare che le forze politiche e le istituzioni non avallano queste speculazioni e si fanno carico, per la loro parte, dei problemi dei cittadini.

Nel presentare questa petizione chiediamo:

- la solidarietà delle Forze politiche democratiche presenti nel Cdz 6;

- che il Cdz si faccia carico del problema sempre più grave delle vendite frazionate ed esprima pubblicamente la propri'a posizione ad esempio organizzando una manifestazione o assemblea pubblica invi-

tando anche gli Assessori comunali competenti, gli inquilini degli stabili della zona minacciati dalle vendite frazionate, le Organizzazioni sindacali degli inquilini, ecc.;

- che il Cdz guardi con particolare attenzione (per tutti i motivi sopra enunciati) allo stabile di via Bertini 17 e predisponga quegli atti verso la proprietà e la Giunta comunale che portino ad una soluzione positiva per gli inquilini e che garantiscano al Circolo Arci Carducci la possibilità di continuare la propria attività nel quartiere;

- che la Commissione urbanistica del Cdz controlli rigorosamente che i lavori in corso in via Bertini 17 siano effettivamente quelli autorizzati e non conceda autorizzazioni per ulteriori lavori;

- che vengano attivati gli organi competenti al controllo della osservanza di tutte le norme di sicurezza nell'esecuzione dei lavori autorizzati (per esempio l'impalcatura montata all'esterno dello stabile ostruisce completamente l'uscita di sicurezza del Circolo Carducci e non ci risulta sia provvista della messa a terra.

Da parte nostra, forti per l'unità degli inquilini e la capacità di mobilitazione del Circolo Carducci, che conta oggi quasi 400 soci e che coinvolge con le sue attività altre centinaia di persone, confermiamo la nostra ferma volontà di rimanere dove siamo; ad estendere la nostra azione di sensibilizzazione dell'opinione pubblica nella zona e nella città sul problema generale e su quello particolare di via Bertini 17 (anche tramite quei giornali e quelle emittenti radiofoniche che ci hanno già confermato la loro disponibilità); a continuare la raccolta delle firme e presentare la petizione anche alla Giunta comunale.

Il Comitato inquilini di via Bertini 17

zona Magenta Sempione bimestrale di informazione e cultura
N. 1 - Gennaio/Febbraio 1982 Anno I
IN
DIFENDIAMOLO
CIRCOLO CARDUCCI ARO utio sfili» co e
PERICOLO

La necessità di costruire la pace

Non lasciamo la parola ai "Signori della guerra"

"Su una spiaggia deserta una tartaruga capovolta accanto a una clessidra. Nessuno che le possa rovesciare. Tartaruga la tua ultima ora nessuno la con!erà".

L'angoscisa e la tragica impotenza di fronte a una morte ineluttabile espresse in questi versi di Jacques Prévert servono a capire, forse meglio di tante analisi politiche, che cosa ha contribuito alla crescita di quel grande movimento — soprattuttò giovanile — per la pace che è nato e si è sviluppato in tutta l'Europa negli scorsi mesi. Movimento che ha avuto come suoi primi obiettivi quelli della sopravvivenza, del rifiuto di ogni ipotesi di guerra (limitata o no), del ri-

fiuto dei nuovi euromissili americani, dello smantellamento dei missili sovietici SS-20 puntati sull'Europa. Movimento che ha ora anche altri obiettivi, ancora più alti, ancora più impegnativi.

Il ritorno della libertà in Polonia; la fine dello stato d'assedio; la liberazione dei sindacalisti internati; la ripresa delle trattative tra Stato, Solidarnosc e Chiesa cattolica per una soluzione politica e democratica della crisi di quel paese.

La fine dei massacri nel Salvador da parte della giunta guidata dal democristiano Napoleon Duarte; l'intervento dei governi dell'Europa occidentale per impedire che la politica oltranzista e guerrafondaia degli Usa di Reagan trasformi il Salvador in un altro Vietnam; il riconoscimento dei movimenti e dei

Quale protezione civile?

Idee chiare come contributo alla soluzione di questo grave problema da parte dei Vigili del fuoco di via Messina.

Mai come in questi ultimi tempi, dopo il violento terremoto che ha colpito il Sud e la tragedia di Vermicino, si è parlato tanto a proposito, e anche a sproposito, della protezione civile.

partiti che si oppongono e lottano contro quel regime tirannico; libere e democratiche elezioni.

Il colpo di forza militare in Polonia, la selvaggia repressione in atto nel Salvador, le pesanti pressioni esercitate da Usa e Urss verso i paesi dei loro settori di influenza non devono togliere al movimento per la pace, alle donne, agli uomini, ai giovani, alle ragazze la speranza di poter trasformare il mondo.

Non dobbiamo lasciare la parola ai "Signori della guerra" che possono portare il mondo verso la catastrofe della terza guerra mondiale.

Dobbiamo mantenere ancora più viva l'iniziativa e l'impegno lottando contro gli armamenti, per la distensione, per la libertà dei popoli oppressi, per la trasformazione, per la costruzione di un mondo nuovo.

Della solidarietà

lo come responsabile femminile di zona del Pci e io del Coordinamento provinciale del Psi, scriviamo un articoletto di maniera sull'Arco della Pace e sul Sempione, o una sorta di puntualizzazione politica in modo tradizionale?

Così come sono i modi e i linguaggi ufficiali anche all'interno dei partiti della sinistra?

Ci esprimiamo come nostro costume e come ci detta la nostra cultura sempre in termini positivi? Anche quando le situazioni o la realtà non li comportano e noi diventiamo l'identificazione del potere, gli arbitri assoluti del pensiero di intere masse di lavoratori.

rità parziale o andiamo a ricercare delle strutture di linguaggio tattiche e formali — con il nobile impegno della partecipazione e la lotta — di fatto sono scelte non vere fino in fondo e sono magrissime di contenuto reale: palliativi.

Questi comportamenti e queste tattiche non ci interessano proprio più. Non ci interessano più la tattica di "velare" le tante verità irrisolte che ci assillano oggi nel nostro lavoro politico di partiti, oppure di discutere al chiuso, all'interno delle nostre rispettive organizzazioni queste molte verità.

Come donne e come compagne ci sembra che le nostre reciproche strutture di partito, soprattutto a livello di quadri intermedi, insistano a non voler capire il senso della cosiddetta doppia militanza che non ha mai avuto il sapore della doppiezza e neanche quello di pratica scissionista ma, al contrario, è una scelta necessaria per metterci nella condizione più sana di ascolto e di contributo con la gente.

Per cui non diremo, come donne e come compagne che va tutto bene, che abbiamo fatto tante cose, che siamo riuscite a coinvolgere tante altre donne, che abbiamo sensibilizzato i nostri partiti coerentemente sulla "questione femminile" e tutte le problematiche che ne discendono.

Perchè tutto ciò non corrisponde a verità.

La verità è che per noi le difficoltà si moltiplicano.

E rifiutiamo il meccanismo di "ogni volta cominciamo da capo".

Con questo scritto vogliamo rivolgerci ancora una volta alle sezioni del Psi e del Pci di zona, e in particolare alle compagne; e ovviamente a tutte le lettrici e lettori delle nostre aree. Abbiamo chiara la sensazione che il nostro lavoro specifico e alternativamente il nostro apporto complessivo di-

venti elemento marginale, di poco conto nella molteplice e variegata attività politica.

Allora il nocciolo è: ai nostri rispettivi partiti interessa il punto di vista donna su tutti i problemi (dall'economia alla sessualità) che in realtà le donne affrontano?

Riconoscono e accettano davvero il "diverso femminile"? Se sì, lo vivono in termini di arricchimento culturale e politico o non piuttosto come incomprensione o addirittura timore, o forse fastidio, oppure separatezza?

E soprattutto ie compagne del Psi e del Pci di che l l • danno alla "questione femminile"?

Molte non hanno vissuto l'elaborazione femminista, ma hanno invece alle spalle solo una rigida militanza di partito, qualcuna ha malcompreso e crede che la commissione femminile del Pci sia un parlare e un agire basato sulla diversità biologica, altre, ribelli alle strutture della propria organizzazione, per alcuni anni hanno seguito il femminismo movimentista e oggi queste compagne utilizzano il bagaglio acquisito solo nel privato, o nel Psi, altre, costantemente deluse dall'esclusione dalle scelte programmatiche, hanno scelto di lavorare a livello individuale, o altre ancora pensano di sminuire sè stesse affrontando i prOblemi generali da un punto di vista donna, cioè da una storia comune a tutte le donne, storia di distanza dal potere politico ed economico, storia di privato o di repressione o di assimilazione di sè stesse al pensare e all'agire maschile, ponendosi l'obiettivo di un frainteso senso di "parità".

E rivolgendoci al lettore e alla lettrice: quali le conoscenze e le comprensioni nel merito del lavoro politico femminile? perchè le difficoltà di coinvolgere altre donne in questo lavoro? quando siamo per la strada a volantinare spesso vi fermate, parlate con noi, siete d'accordo. Ma alle riunioni non ci venite e se partecipate alle assemblee state mute. Aiutiamoci.

Vorremmo partire da qui, e sollecitare un dibattito anche tramite il "Sempione" e "L'Arco della Pace".

Noi due che scriviamo siamo convinte che la diversità femminile, così come la diversità della razza gialla o nera, come la diversità della persona che chiamiamo "handicappato" o quella dell'omosessuale o la diversità di ognuno di nei rispetto a un altro, sia sempre luogo di scoperta, di avanzamento, d'arricchiMeillu per tutti.

Quanti di voi condividono e praticano — poichè non basta la teoria — questa tesi?

L'altro ieri, affrontando la campagna elettorale sulla 194, crediamo di aver dibattuto e approfondito temi che andavano ben al di là dell'aborto e crediamo di aver sradicato forme mentali e incrinato culture moralistiche e dato respiro a temi o idee solo intuite:

- autodeterminazione della donna confrontata con l'affermazione di autodeterminazione dei popoli;

- una concezione dello Stato molto più aderente alla nostra Costituzione di quanto lo sia stata la prassi politica degli ultimi decenni;

- abbiamo dato corpo alla maternità come valore sociale, stimolato il dibattito collettivo sulla sessualità e sull'istituzione famiglia, in pratica abbiamo affrontato i temi del vivere reale.

Oggi il lavoro e l'impegno continua.

E di seguito, partendo proprio dal tema prioritario universalmente emerso al momento del referendum: l'informazione sessuale nelle scuole. Abbiamo "assemblato" concetti e immagini in una mostra realizzata con l'apporto tecnico della compagna Agnese. Abbiamo recuperato studi di èquipe universitarie sperimentate in singole realtà, attraverso esperienze di unità didattiche triennali. Vogliamo da subito penetrare nelle scuole superiori della zona e aprire un grande dibattito, coinvolgendo soprattutto i principali soggetti sociali, i giovani, ,con i quali consideriamo scarso e svalutato il lavoro politico dei nostri due partiti.

E la pace? la portata intercontinentale del tema, le deviazioni, le parzialità dovute a migliaia di interpretazioni, tagli e scelte che sentiamo negli ambiti più diversi, negli strumenti di informazione di maggior incidenza, continuano a farci paura.

Come donne noi vogliamo semplicemente esprimere e divulgare i nostri concetti di fondo per costruire una cultura di pace che non c'è.

"Il nostro corpo è il inondo nel mondo succedono le lotte per la vita e per la morte dentro il nostro corpo succede la vita dentro il nostro corpo succede la morte..."

...le donne per la costruzione della pace... donne da rOroduzione, donne da monta. donne nominate, donne confinate, donne-bambine, donne-vecchi-bambini.

I Vigili del fuoco, come componente di soccorso tecnico, vorrebbero far chiarezza e analizzare il problema della protezione civile per avviarlo verso una soluzione efficiente.

La legge 996 del 1970 che istituiva il Servizio di protezione civile (che purtroppo è rimasta sulla carta) nei contenuti e negli intendimenti era, per quei tempi, all'avanguardia e non solo in Italia, ma addirittura in campo europeo.

Essa, infatti, oltre a prevedere l'attuazione del soccorso tecnico dei Vigili del fuoco e quello sanitario del Cri, demandava ad un coordinamento interministeriale il compito di programmazione, funzionalità e intervento dei vari settori, rendeva operativi i collegamenti a livello regionale ponendo in primo piano gli Enti locali e le forze del territorio nella formulazione di piani di prevenzione e emergenza. Se gli intendimenti erano buoni, oggi riscontriamo con amarezza che molti ostacoli burocratici e poca volontà politica hanno fatto trascorrere senza conclusione più di 10 anni, e questo nonostante che i Vigili del fuoco abbiano sempre lottato per ottenere nuovi investimenti e mezzi tecnici più avanzati per affrontare le calamità quotidiane (incendi, allagamenti, eccetera) e quelle ben più disastrose come il terremoto.

Il nuovo progetto di legge 1981 ( I I anni dopo il 1970), pur presentando al suo interno alcuni aspetti positivi, snatura gli ijritendimenti della legge precedente: il potere di intervento degli Enti locali è stato soppresso e viene demandato ai prefetti.

Il mancato funzionamento della legge 1970, la recente costituzione di un ministero per la protezione civile senza poteri ben definiti, nato sulle spinte emotive dell'opinione

donne custodite. donne ploffi sparite. donne incollate. donne sbocciate... e la storia dell'uomo diventa sempre più incandescente e non c'incrocia mai... le donne per la pace perchè non è più tempo di paesi, di nazioni. È tempo del mondo. Quali sono i processi economici che dovranno avviare nuove situazioni lavorative che producano ricchezze collettive?

Come un'economia nazionale dovrà svilupparsi in equilibrio e non in competizione con un'altra? Come dovremmo ricercare collettivamente nuove risorse e impiegarle per usi di vita e non di morte? Le donne per la pace. I rapporti di riproduzione. Fra il mio e il tuo, il mio essere natura. natura-prodotti,, il tuo essere prodotto. Tu dentro il mio corpo... le donne per la pace così come nei rapporti di produzione? Merce sofisticata. segnata da una grande esperienza tecnologica, industrie che creano disoccupazione, povertà. degrado, ribellione.

.411ora l'industria delle armi: per le guerre. per dar corpo alle teorie di Malihus.

Le donne per la pace. Ascoltare i sussulti e le opulenze dell'America sulle vecchie piste del successo: ingegno e superficialità, mode e invenzioni, magie e scoperte di uomini che camminano. / popoli dei paesi dell'est devono raccontarci il loro sviluppo-e la loro cultura, se c'è libertà di pensiero e di movimento. Perchè nel popolo russo c'è la poesia e la musica e davanti a noi sfilano i carri armati.

Le donne per la pace. "... e noi viviamo per guardare ['morire e ci pare nel tempo quando là nascevano le viole e noi disegnate nel sole ma tu già strappavi le femminelle e io fingevo sotto il grande vestito [rosso

pubblica scossa dalle ultime tragedie, hanno generato una confusione generale che scatena nel potere una rincorsa all'accaparramento dei compiti (esercito? vigili del fuoco? volontari?) non propri ad esempio di militari armati o di enti privati sprovvisti delle necessarie conoscenze tecniche, sanitarie, eccetera.

Dal lontano terremoto del Belice del 1969, lo Stato non ha provveduto nè a potenziare nè a rinnovare le macchine e le attrezzature della colonna mobile dei Vigili del fuoco. Un'altra amara constatazione è che il governo non esita a stanziare notevoli somme di denaro per gli armamenti (10.000 miliardi per il 1982) mentre i Vigili del fuoco hanno dovuto lottare 5 anni per ottenere le promesse di investimenti (questi a fini di pace) che non superano neanche i 295 miliardi e che per effetto dell'inflazione si sono già dimezzati mentre i soldi ancora non si vedono.

I Vigili del fuoco comunisti si assumono in prima persona, al fianco di tutti gli altri Vigili del fuoco, l'obiettivo di una legge di protezione civile che sia il più possibile corrispondente alla realtà delle varie situazioni, e si batteranno affinchè venga riconosciuto agli Enti locali il diritto di elaborare piani di prevenzione e di intervento nella protezione civile, poichè essi soli sono in grado di preventivare e fronteggiare i rischi, gravi e complessi, legati allo sviluppo tecnologico delle città, a quello urbanistico e produttivo.

Ultimo elemento, che riteniamo inscindibile da qualsiasi progetto di legge, è la riforma del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Ci stiamo battendo da anni per ottenere quello che serve ai cittadini per un servizio più razionale ed efficiente, che offra ai Vigili del fuoco una qualificazione professionale legata ad un processo di rinnovamento del Corpo dei Vigili del fuoco.

Cellula Pci Vigili del fuoco (via Messina)

di partorire Alexandra". Le donne per la pace. Il lavoro come creatività manuale e intellettuale la spesa pubblica, la ristrutturazione e la riconversione.

Industria chimica: la Sir di Ottana sulla terra aspra e scontrosa della Sardegna. Perché? Impegno di braccia che hanno conosciuto ben altra creatività, produzione trapiantata, produzione andata a male. i conti: migliaia di disoccupati, intelligenze sottoutilizzate, molti non hanno più la loro terra. Quella che è rimasta non profuma più di mirto e di biancospino. Ca.stellanza: ricerca scientifica avanzata, unità di scienza e di lotta, di scienza e politica, unità di sapere e di esperienza. Niente di tutto questo: smantellamento di ricerca scientifica, smantellamento di sindacato. smembramento di lotta politica. Esempio cancellato di volontà di pace. Terremoto in Irpinia: si sbricciolano le povertà millenarie. La gente viene separata dalla .sua storia, si deporta e'si cancellano memorie. Quanti ancora inverni di neve? Le parole usate, le opere iniziate, le promesse sospese, le volontà politiche. La ricostruzione .su quella terra, per quella gente .su progetti coordinati che tengano conto della cultura di un popolo. Per questo e per altre cose ancora, le donne per la pace. È semplice. Per la costruzione dell'uomo, "perchè questi di oggi non somigliano all'uomo".

Questi alcuni stralci di uno scritto di donne che partecipano al "coordinamento donne per la pace di Milano" collegato con altri coordinamenti a livello nazionale e internazionale.

E noi "famigerate" donne dei partiti. Donne comuniste e socialiste della zona sei come rispondiamo?

A chi demandiamo?

pag. 2 l'Arco della Pace
Riflessioni unitarie delle responsabili femminili di zona del Psi e del Pci

Una campagna di massa del Consultorio

Per le future madri

una rassicurante verifica contro rosolia e toxoplasmosi

Da gennaio ha avuto inizio nei Consultori familiari la campagna di prevenzione delle lesioni fetali causate dalla rosolia e dalla toxoplasmosi in gravidanza. La rosolia è una malattia infettiva ben nota. Meno conosciuta la toxoplasmosi, che di solito passa inosservata, e che si contrae attraverso il contatto con gatti o il consumo di carne cruda, se contratta in gravidanza può determinare malformazioni fetali.

La campagna si effettua attraverso l'accertamento di un eventuale preesistente stato di protezione nei confronti di queste due malattie; la successiva vaccinazione delle donne che risultino non protette, per quanto riguarda la rosolia; la informazione di tutte le misure preventive da mettere in atto, nel caso della toxoplasmosi.

Il ruolo del Consultorio consiste soprattutto nella pubblicizzazione dell'iniziativa, nonchè nella dovuta precisa e capillare informazione alle donne interessate.

Gli accertamenti di laboratorio vefranno praticati gratuitamente presso alcuni Ospedali cittadini, che si sono dimostrati disponibili e che offrono le dovute garanzie di qualità.

Rosolia — La rosolia è una malattia infettivo-contagiosa a decorso benigno, che colpisce di preferenza i bambini. Quando però venga contratta da una donna durante i primi mesi di gravidanza essa costituisce grave pericolo per il nascituro, al quale il virus può provocare lesioni dell'occhio, del cuore, del sistema nervoso e dell'orecchio.

La rosolia conferisce a chi l'abbia superata uno stato di difesa immunitaria che impedisce al soggetto di contrarla nuovamente. Analoga protezione può ottenersi mediante vaccinazione in coloro che non abbiano già avuto la malattia.

La prevenzione delle lesioni fetali non può invece venire effettuata in gravidanza in quanto le lesioni si instaurano già durante la fase di incubazione, cioè nel periodo che decorre fra il contagio e la manifestazione clinica della malattia della madre, malattia che talvolta può decorrere anche in modo inapparente ovvero senza il caratteristico esatema.

Ne consegue quindi la possibilità di evitare il rischio di rosolia in gravidanza e di prevenire sistematicamente le lesioni fetali effettuando in tutte le donne in età feconda:

I) l'accertamento di un eventuale preesistente stato di protezione da pregressa malattia (in media 1'8085% risulta già protetto); 2) la vac-

cinazione delle donne che risultino "non protette".

L'accertamento dello stato di protezione si effettua mediante la ricerca ed il dosaggio (titolazione) degli anticorpi anti-rosolia nel sangue.

La vaccinazione consiste nella somministrazione per iniezione di un'unica dose di vaccino, che non provoca di norma reazioni di rilievo. Dato poi che il vaccino è costituito da un virus vivo attenuato, è indispensabile, anche se non ne risulta sufficientemente provata la pericolosità per il feto, che la donna sia sicuramente non in gravidanza e che venga evitato scrupolosamente il concepimento almeno nei tre mesi successivi alla vaccinazione.

L'Amministrazione comunale, che già da tempo ha organizzato la vaccinazione contro la rosolia nelle scuole, sia per le alunne di V elementare che per il personale femminile docente e non docente, offre lo stesso servizio a tutte le utenti in età feconda dei Consultori familiari.

Le donne interessate potranno ottenere gratuitamente l'accertamento dell'eventuale stato di protezione presentandosi, munite della richiesta del Consultorio, ad ospedali ed Enti convenzionati dove verranno sottoposte ad un prelievo di sangue. Nei casi in cui l'esito dell'esame indichi che non vi è protezione, la donna potrà chiedere di essere sottoposta gratuitamente alla vaccinazione presso il Consultorio, previa dichiarazione scritta di non essere in stato di gravidanza e di essere a conoscenza del rischio che la vaccinazione potrebbe rappresentare per una gravidanza che si instaurasse entro tre mesi dalla vaccinazione.

Toxoplasmosi — È opportuno valutare contemporaneamente (utilizzando lo stesso prelievo) lo stato di protezione nei confronti della toxoplasmosi.

Questa malattia infettiva, che di solito passa inosservata, e che si contrae attraverso contatto con gatti o consumo di carne cruda, può determinare, qualora contratta in gravidanza, malformazioni feta-

Pertanto, ai fini preventivi in gravidanza, in caso di accertata mancata protezione, (che va periodicamente ricontrollata) debbono essere evitati scrupolosamente i succitati fattori di rischio e, in caso di sopravvenuta infezione, è necessario avvalersi di un precoce trattamento terapeutico con possibile riduzione del rischio di malformazione.

Sull'adozione

La Sezione lombarda dell'Anfaa propone una serie di INCONTRI-DIBATTITO

aperti a tutti, che si terranno l'ultimo giovedi di ogni mese presso la sede del Consiglio di zona I in via Marconi 2 (piazza Duomo), ingresso: dalla Ripartizione turismo sport e tempo libero del Comune di Milano.

Programma

Giovedi 25/3/82 Affidamento familiare: esperienze ore 21 raccontate dai protagonisti Tavola rotonda

Giovedi 29/4/82 L'attuale prassi per l'affidamento faore 21 miliare

A proposito del decreto Nicolazzi

Il dramma della casa si aggrava dando via libera agli speculatori

Ci sono cittadini convinti che il decreto legge del ministro socialdemocratico Nicolazzi possa dare un impulso all'edilizia, creando le condizioni per un ritorno alla libertà edilizia: si arrangi ciascuno come può.

In effetti, se il decreto fosse approvato così com'è porterebbe a una specie di legittimazione dell'abusivismo di massa, ma non certo a un rilancio dell'edilizia come settore industriale.

Questo è il punto da chiarire: il decreto Nicolazzi non consente alcuna ripresa delle costruzioni, perchè non affronta i nodi della crisi edilizia.

Dei tre obiettivi, largamente condivisi, per rilanciare l'edilizia — incentivare l'intervento privato convenzionato con i poteri pubblici; un miglior uso dell'edilizia pubblica e del canone sociale; predisporre misure fiscali e finanziarie per favorire forme di investimento in abitazioni — il decreto Nicolazzi non fa parola. L'unico suo obiettivo è quello di

un ritorno agli anni d oro della speculazione immobiliaré.

Ma se la speculazione edilizia — pur con i suoi effetti abominevoli — ha dato una qualche risposta al problema casa negli anni dal 1950 al 1970, ciò è stato possibile perchè allora il costo di costruzione era ad9guato ai redditi familiari.

Oggi, invece, il continuo crescere dei costi di produzione e del denaro, per effetto dell'inflazione, si scontra con le possibilità di spesa delle famiglie (ed in particolare delle giovani coppie) creando una drammatica situazione di crisi, non solo in Italia, ma in quasi tutta l'Europa occidentale.

Che fare allora? Il Parlamento, negli anni scorsi, ha approvato, dopo anni di discussioni e di lotte condotte dalle forze di sinistra, tre leggi che potevano essere usate per il rilancio dell'edilizia: la riforma del regime dei suoli (la cosiddetta "legge Bucalossi" del 1977), l'equo canone e il Piano decennale dell'intervento pubblico per la casa (estate 1978).

Gran carnevale al circolo Carducci

Ebbene, queste leggi, queste riforme, sono state gestite in questi anni da forze politiche animate da spirito contro-riformatore che hanno cercato di affossarle, e da forze politiche che pensano che le riforme possano andare avanti da sole. Cosicchè sono diventate leggi allo sbando, non governate dal potere centrale.

Ne è prova il fatto che nelle zone ove esiste ed dpera un'Amministrazione locale efficiente e capace, le leggi funzionano ed il problema della casa ha dimensioni meno drammatiche. Non si tratta solo dei comuni e delle regioni governate da Amministrazioni di sinistra, ma anche di qualche Amministrazione "bianca", come Brescia, ad esempio.

Si tratta, allora, non di cercare avventurose èd ambigue svolte legislative (come è il decreto Nicolazzi), ma di rendere praticabili gli strumenti a disposizione e di realizzare gli obiettivi fissati.

Animata caccia ai banditi della Cosma e ai nemici della pace

Volete sapere la storia dall'inizio? Allora sedetevi che ve la racconto.

"C'era una volta (tutte le storie cominciano così, ma se fate un po' d'attenzione lo potrete trovare anche oggi) un locale allegro, luminoso, tutto dipinto di verde e bianco, pieno di gente simpatica e fervida di idee, dove si potevano fare le cose più svariate, bastava avere solo un pizzico di iniziativa, di creatività e di fantasia. In questo, chiamiamolo così, Circolo Carducci, si potevano seguire corsi di musica e canto, discussioni su temi culturali e di attualità, organizzare tornei di risiko, ping-pong, scacchi, ascoltare musica popolare, leggere, e chi più ne ha più ne metta.

"La gente che lo frequentava era contenta di aver trovato finalmente uno spazio dove poter esprimersi, dove fare amicizia e dedicarsi alle attività a cui era più interessata e ogni sera vi si ritrovava con più entusiasmo di prima".

"Un brutto giorno, mentre stava svolgendosi un'interessantissima conferenza sulle tendenze musicali degli anni '60, arrivò fulminea la notizia: l'Immobiliare Cosma ha messo in vendita frazionata tutto lo stabile e con questo il Circolo Carducci! Stupore, rabbia, impotenza di fronte a questo annuncio furono le reazioni dei presenti. Tutti si guardavano increduli, incerti, chiedendosi cosa fare. Le riunioni, le discussioni si susseguivano senza posa: che fine faranno i corsi? e le attività e la gente che si ritrovava qui ogni sera dove andrà'?"

"In una delle tante riunioni, dove o-

Relatori dr: Foà psicologo; dr. Schemmari assessore servizi socialiComune di Milano

Giovedi 27/5/82 Incontro-dibattito conclusivo ore 21 Tavola rotonda con le famiglie Anfaa

Per maggiori informazioni rivolgersi in segreteria. Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie

P.zza Piemonte, 8 - Tel. 49.85.528

20145 Milano orario segreteria: martedi, mercoledi, giovedi, venerdi dalle 9.30 alle 12.00.

gnuno esprimeva il proprio sconforto, si alzò una vocina di speranza: perchè lasciarsi andare? perchè rinunciare a tutto il lavoro intrapreso? Nonostante la spada di Damocle che pendeva sul capo del Circolo, dovevamo andare -avanti, anzi, a maggior ragione, dovevamo sviluppare altri progetti, altre iniziative, lottare perchè questo spazio continuasse a vivere!"

"Galvanizzati da questo intervento e anche dall'appoggio degli inquilini dello stabile e della gente del quartiere, che ha firmato in massa contro l'Immobiliare Cosma, tutti si misero di nuovo all'opera. Proprio in quel periodo cadeva il Carnevale: cosa allora di meglio che organizzare una festa, però qualcosa di speciale, di diverso, di divertente, di coinvolgente; perchè non trasformare il Circolo in un saloon? Detto'? Fatto! Ed ecco i nostri eroi costruire, fare, disfare, dipingere, tagliare per mettere a punto gli scenari; discutere animatamente per scegliere i personaggi da impersonare e i costumi da indossare; litigare per il menu (chi vorrebbe fosse fatto questo, chi quello); divertirsi nell'organizzare i giochi; ascoltare i vari gruppi di musicanti per scegliere il meglio: il risultato è stato quello di ricreare l'atmosfera del "buon vecchio west" con tanto di cowboys, allegre donzelle, bisca, dollari e pianista!".

Fine della storia. "Si, ma si può sapere cosa è successo?!!". "Ma insomma, devo proprio dirvi tutto! E va bene "

"Innanzitutto appena entrati tutti gli amici hanno dovuto fare un salto alla banca a cambiare i soldi, perchè al Circolo si è viaggiato solo con i dollari e solo con quelli si è pagato il barista del Saloon per bere della buona birra, come usa nella tradizione dei cowboys. Dopo di che il loro stomaco non è restato certamente deluso dalla varietà di piatti a disposizione (tutti cucinati in casa), per finire con chiacchere, tortelli e, per gli ultra-golosi, squisite torte preparate da mamme volonterose.

Cibo a parte, la festa si è snodata lungo un filo conduttore: la caccia ai banditi della Cosma e ai nemici della pace, Reagan e Breznev, il tutto però basato principalmente sull'improvvisazione.

Avete presente la "Commedia dell'arte" del teatro latino? Ecco! Un canovaccio da cui sono partiti giochi, gare a premi, sketches a sorpresa".

"All'interno di questa sarabanda ognuno ha potuto muoversi liberamente, senza obbligo alcuno di partecipare a questo o a quel gioco, e magari facendo una puntatina alla bisca e vincere un buon disco o un libro a fumetti di Tex Willer".

"Ma.... e la musica?". "Non preoccupatevi miei giovani pionieri, anche la musica ha avuto il suo posto al sole: un gruppo veramente in gamba ci ha intrattenuto con dell'ottima folk-music americana. E cosa dire poi del gran finale? Un liberatorio ballo in maschera collettivo per concludere in allegria la serata". Barussa

I Paesi dell'Est

Il Circolo Arci Carducci e la sezione Dal Pozzo del Pci organizzano una serie di conferenze-dibattito sui paesi dell'Est presso il Circolo Carducci, via Bertini 19.

Mercoledi 17 marzo - ore 21

"Situazione economica e finanziaria dei paesi dell'Est".

Interviene Carlo Boffito.

Giovedi 25 marzo - ore 21

"Rapporti Est-Ovest".

Interviene Carlo Maria Santoro.

Lunedi 5 aprile - ore 21

"Stabilizzazione e rinnovamento: la situazione interna dei paesi dell'Est".

Interviene Paolo Calzini.

Arco della Pace pag. 3
I

Le piante della zona

L'ippocastano

Pensioni

Andiamo a teatro

Confermando un lavoro di ricerca nelle tradizioni del teatro di cultura popolare, il Poliziano presenta un vasto programma di ottimi spettacoli a prezzi popolarissimi.

Alla sera in compagnia

I diritti dei lavoratori 11 pensionamento femminile: 55 o 60 anni?

Per questa prima volta tentiamo di fare un po' di concorrenza alla rubrica per i pensionati. Infatti affrontiamo il tema del pensionamento femminile. Cioè, che cosa devono fare le lavoratrici per poter continuare a lavorare fino ai 60 anni.

Le gemme ai primi raggi di febbraio, si inturgidiscono, si gonfiano, pronte a schiudersi e a sbocciare. Il marrone lascia, piano piano, spazio al verde tenero delle foglie ancora racchiuse ma pronte ad aprirsi al primo segno di caldo di primavera. In città pochi ci fanno caso, pochi osservano i prati delle aiuole, ma quando le gemme degli ippocastani cominciano a dar segni di vita ingrossandosi brune e vischiose, si può star certi che la cattiva stagione è finita.

Ma bisogna star bene attenti a questi alberi precoci per accorgersi del loro risveglio perchè è molto rapido. Le gemme si ingrossano in fretta e lasciano presto il posto, una settimana sola a volte, alle grandi foglie pentate, simili a orecchie di cani da caccia, verde tenero prima, poi intenso. L'ippocastano, Aesculus Hippocastanum, maestoso, con tronco robusto, corteccia bruna e liscia che si squama con l'età, non molto longevo, originario dei Balcani e introdotto in Europa per la prima volta a Vienna nel 1575 e in seguito a Parigi nel 1615, è diffuso un po' dovunque come pianta ornamentale. Molto decorativi sono infatti, oltre al fogliame, i fiori, ermafroditi o solo maschili, che si schiudono in aprile o maggio, riuniti in grandi grappoli bianco rosati o rossastri e delicatamente profumati. I frutti castagne lucenti, sono la gioia dei ragazzi in autunno, che anche nella nostra zona ne fanno incetta al parco o nei cortili come quello della scuola di via Moscati. Il legno della castagna d'India, come viene comunemente chiamata questa pianta, ha uso limitato e scarso valore commerciale per la sua tenerezza, interessanti sono al contrario le proprietà terapeutiche dell'ippocastano utilizzate nella preparazione di farmaci adatti alla cura delle malattie di circolazione venosa.

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Dal 10/3/82 al 24/3/82 "Rassegna di marionette orientali"; dal 25/3/82 al 4/4/82 "L'ultima caccia di Bolek Polivka"; per la metà di marzo è previsto lo spettacolo di marionette "Il cammino dell'anima del danzatore"; sempre in marzo rassegna di film di uno degli interpreti della nuova cinematografia tedesca Werner Schiroetr. In aprile rassegna di alcuni film inediti del regista ungherese lstvan Szabo.

I prezzi di ogni rappresentazione sono: per gli anziani L. 2.000 e L. 3.000; per i giovani fino ai 18 anni L. 2.000 e L. 3.000; per tutti gli altri L. 5.000. Occorre chiarire che gli spettacoli organizzati dal teatro Poliziano sono comprensibili e accessibili a tutti. Il mio invito, quindi è quello di partecipare all'ampio programma che l'unico teatro popolare del nostro quartiere ci offre. A risentirci sul prossimo n ti Fuer°.

Frutteto Cappelluti

Primizie

Quante volte siamo stati coinvolti nella discussione sul fatto che non si esce più la sera, che i bar chiudono alle 20 perchè ormai lavorano solo negli orari di ufficio. È sicuramente un problema complesso che non può trovare solo la risposta nella violenza e quindi nella paura dei cittadini che preferiscono stare in casa, dove oltretutto c'è la Tv che è un altro elemento che ha contribuito a svuotare le strade. C'è anche il problema del costo del lavoro che va visto però nel discorso del "sistema degli orari" per tutte quelle attività di servizio che non ha senso che siano affidate solo alla disponibilità del singolo operatore. Su questo aspetto il documento di proposta economica del Pci contiene elementi interessanti.

Tutto questo per parlare di gelati!

Sì, perchè se volete gustare un bel gelato o bere una bibitona, oppure fare uno spuntino, la sera fino a mezzanotte, potete andare al bargelateria di via Piero della Francesca 38.

Il locale è bello, pulito, ha anche una bella saletta allietata dalla musica. E allora non ci sono più scuse: alla sera si può uscire, incontrare gente, ritrovare il gusto dello stare con gli altri, magari attorno a un bel gelato.

Fino al 1977 la legge prevedeva che le lavoratrici (e le donne in genere) maturassero i requisiti per avere diritto alla pensione a 55 anni. Questo significava che, una volta raggiunto tale limite di età, le lavoratrici potevano essere licenziate liberamente (cioè senza bisogno della giusta causa e/o del giustificato motivo).

Con l'approvazione della legge 9/12/1977 n. 903 "Parità di trattamento fra uomini e donne in materia di lavoro" (legge nata grazie all'impegno del movimento sindacale e del Pci in prima persona, e che sancisce il principio costituzionalmente garantito del divieto di discriminare a causa del sesso del lavoratore) la materia è stata sostanzialmente innovata.

Questa legge prevede infatti (art. 4) che la lavoratrice, che abbia maturato i requisiti per la pensione, possa continuare a lavorare fino all'età in cui vanno in pensione gli uomini, usufruendo contemporaneamente di parte della pensione e dello stipendio.

Vediamo di chiarirci le idee con un esempio. Normalmente (assicurazione Inps) gli uomini maturano la pensione di "vecchiaia" a 60 anni, le donne a 55. Raggiunta tale età scatta la possibilità di licenziare liberamente il lavoratore o la lavoratrice, venendo meno le garanzie delle leggi 604/66 e 300/70 (Statuto dei lavoratori) sulla tutela dai licenziamenti. Con la nuova legge, la lavoratrice però, pur continuando ad avere diritto alla pensione di "vecchiaia" a partire dai 55 anni, potrà continuare a lavorare fino al compimento dei 60. Ciò le permette di godere del cumulo fra pensione e stipendio. Vi è però un piccolo onere posto a carico della lavoratrice. Ella infatti almeno 3 mesi prima del raggiungimento del 55° anno di età deve comunicare al datore di lavoro che intende continuare a lavorare. In gergo tecnico si dice che "intende avvalersi delle procedure previste dalla legge".

Questa è una cosa molto importante perchè molte lavoratrici non lo fanno, e di conseguenza compiuti i 55 anni si vedono licenziare in tronco, spesso senza capire neanche perchè.

Vediamo allora come fare tecnicamente la domanda. Chi desidera continuare a lavorare oltre i 55 anni di età deve, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno (ma questo potrà essere fatto anche con una lettera a mano su cui si farà apporre il "visto consegnato" dalla direzione aziendale), inviare una lettera all'azienda in cui scrive: "lo sottoscritta comunico che intendo avvalermi delle facoltà previste dalla legge 903/1977 art. 4".

Attenzione: la lettera deve essere fatta almeno tre mesi prima che si maturi il diritto ad andare in pensione (e quindi niente vieta di farla anche un anno prima, anzi è meglio), e non deve essere indicata la data in cui si presume di voler andare in pensione. Questo permette di deciderlo quando meglio si crede. La lavoratrice potrà poi decidere con calma, ed eventualmente anche smettere di lavorare effettivamente a 55 anni.

Naturalmente deve essere tenuta una copia della lettera a cui attaccare poi la ricevuta di ritorno della raccomandata (o su cui farsi mettere il visto, se si porta a mano). Il nostro consiglio è di fare sempre e con largo anticipo la domanda. A rinunciare c'è sempre tempo.

Ultima considerazione: la richiesta di continuare a lavorare non fa perdere il diritto a maturare la pensione di vecchiaia, che inizia comunque ad essere corrisposta dal 55° anno di età (ritardi Inps permettendo). La richiesta permette di godere della pensione e di poter continuare a lavorare.

Via Canonica, 7 Telefono 3189428

Circolo Arci Carducci Centro di cultura popolare Via Bertini 19 — Milano Tel. 31.89.280

Immagini del Carnevale

(Documenti sonori e visivi della tradizione)

Frutteto

l'Arco della Pace

Bimestrale d'informazione e cultura a cura del Pci della Zona 6 Sede: via Poliziano 7 - 20154 Milano Aut. Trib. Milano n. 440 del 16/12/1978

Direttore: Ugo Pinferi

Direttore responsabile: Luisa Steiner Abbonamento annuo: L. 1.000 Stampa: Cenb - Renate Tel. 0362/924353 La pubblicità non supera il 70% Sped in Abb. Post. Gtuppo IV

Sabato 13/3/82 Carnevale musica e danza ore 15 dott. Bruno Pianta - etnomusicologo

Sabato 20/3/82 Carnevale e teatro ore 15 dott. Federico Doglio dell'Università di Roma

Sabato 27/3/82 Storia del carnevale ore 15 dott. Glauco Sanga, dell'Università di Pavia

Studio fotografico

Nando Ferrari

matrimoni, cerimonie in genere, fotografia commerciale e industriale, riproduzioni, duplicati ritratti a domicilio

tel. 8377383 - 4980479

Sulla strada
u. p.
"Milano per voi"
l'Arco della Pace pag. 4
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