LA FABBRICA
CONSIGLIO DI FABBRICA INNOCENTI MECC. — SANTEUSTACCHIO - marzo 1972 -
ROTTE LE TRATTATIVE CON FINSIDER E AZIENDA
Il punto della situazione attuale.
E' necessario, in questa fase di dura contrapposizione, fare il punto della situazione con estrema chiarezza per evitare equivoci e voci tendenziose, ma, soprattutto, per rispettare il corretto confronto con i lavoratori.
Abbiamo già avuto occasione di scrivere i motivi che hanno convinto i lavoratori dell'Innocenti meccanica a portare avanti la stessa piattaforma della Santeustacchio e di unificare quindi il tavolo delle trattative. Questa scelta nei due successivi incontri del 10 e 16 marzo, ha reso possibile una concreta verifica delle vere intenzioni sia dell'Azienda che dell'Intersind che sino a quel momento approfittando delle trattative separate, avevano avuto l'opportunità di "giocare al ribasso".
A fronte delle nostre richieste la controparte è disponibile, per gli operai, a discutere un inquadramento sostitutivo suddiviso in cinque livelli retributivi all'interno dei quali dovranno sparire i superminimi salariali.
Ad ogni livello saranno attribuite un gruppo di mansioni secondo il loro contenuto di professionalità.
La mobilità verticale, intesa come passaggio da un livello all'altro e quindi come crescita professionale, è garantita solo per alcune mansioni sino all'ingresso al terzo livello definito di "piena qualificazione". Per il quarto e il quinto livello ,definiti di. "specializzazione" e di "grande specializzazione", il controllo dei passaggi resterebbe in mano all'azienda per cui saremmo costretti a rincorrere le promozioni, proprio come oggi succede per le categorie. Questa proposta è inaccettabile per due motivi principali: prima, perchè l'azienda stessa, nell'esporci il risultato delle sue ricerche e valutazioni, ha messo in evidenza che per diverse mansioni esistono tre livelli di professionalità dovuti alla naturale crescita che l'esperienza e la preparazione favoriscono, per cui l'anzianità di lavoro è un fat-
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tore molto importante. davvero contraddittorio quindi volere controllare a proprio piacimento una situazione che ha degli sviluppi naturali. Secondo, perchè è palese l'intenzione di ingrossare il terzo livello con la conseguenza immediata di dequalificare la realtà esistente e di creare una vasta area di "manovra" visto che ai livelli superiori si deve arrivare alla vecchia maniera.
Ancora peggio è la situazione per gli impiegati: l'azienda si dichiara impreparata ad affrontare il discorso di un inquadramento sostitutivo degli impiegati. La soluzione che ci viene proposta è la razionalizzazione "con la R maiuscola" (per usare una definizione cara a qualcuno) da operare all'interno delle categorie esistenti.
Verrebbero create sotto categorie: due di terza, tre di seconda e due di prima.
Il discorso diventa incomprensibile quando l'azienda, giocando a rimpiattino, dice di non avere la situazione delle varie posizioni impiegatizie,quando noi sappiamo benissimo il lavoro di "schedatura" fatto dai nuovi capi appena arrivati
E proprio dai nuovi arrivati ci sentiamo dire che la situazione aziendale impiegatizia è sperequata, caotica, ingiusta ma, purtroppo, non si può fare altro che tentare con il palliativo della razionalizzazione che per molti, in base al livello retributivo raggiunto, non vuol dire altro che passare, nominalmente, da un gradino all'altro.
Anche per gli impiegati , dopo i primi due gradini inferiori l'azienda rifiuta la creazione di criteri di passaggio ai gradini superiori.
Per altri ne deriverebbero vantaggi economici, ma pur sempre in una situazione confusa e balbettante, scarsa nella definizione del contenuto professionale. Confessiamo la nostra diffidenza nel valutare una proposta del genere: si corre il pericolo di avvallare una situazione che la stessa controparte dichiara sperequata ed ingiusta!
La richiesta della mo')ilità orizzontale (aumenti di retribuzione periodici per tutti) è una richiesta antisindacale, si dice, perchè monetizza la mancata crescita professionale di chi lavora! E poi dicono che i filosofi siamo noi però non riusciamo a capire certe contorsioni cerebrali: il controllo della crescita professionale deve essere in mano all'azienda perchè se non, diventiamo tutti generali! Noi diciamo che non siamo su queste posizioni perchè è una realtà che diversi lavoratori sono soddisfatti del loro livello professionale raggiunto, ma non per questo, il loro sviluppo retributivo deve essere statico ed ecco la richiesta della mobilità orizzontale che qualcuno, alquanto saccente, definisce antisin-
dacale perchè mortifica la crescita Sta a vedere che è l'azienda che ci vuole tutti generali!
Abbiamo provato a proporre che avremmo rinunciato alla mobilità orizzontale se l'azienda avesse rinunciato a decidere di dare gli aumenti di merito! Indovinate la risposta
La posizione più assurda però, è la pretesa di proporci una soluzione insoddisfacente perchè da un punto di vista scientifico (loro che hanno la cultura) non sono riusciti a trovare la formula e allora si fa la riunione dei dirigenti che al' loro ritorno, come per incanto, fanno nascere la favoletta che i Sindacati e i rappresentanti del Consiglio di Fabbrica hanno rotto la trattativa perchè sono persone poco responsabili e lo sono a tal punto che hanno rifiutato i quattrini che offrivano ai lavoratori con dovizia.
La verità è un'altra: i quattrini sono stati chiesti con la piattaforma e non ancora l'argomento è stato discusso, tranne che per quanto riguarda la rifiutata richiesta della mobilità orizzontale. Inoltre se irresponsabili siamo, saranno i lavoratori a deciderlo.
Si vuole insinuare che noi si prende gusto a proclamare lo sciopero come se tutti non sapessimo che nessuno ha mai concesso ai lavoratori nulla senza dure lotte: quello del sacrificio, per il lavoratore, sembra un rito da consumare!
SIGNORI, diciamo a voi che state dall'altra parte del tavolo! Le cose si cambiano se c'è la volontà politica di farlo, non certo con le formule scientifiche! Possono esserci dei rischi certamente.
Bisogna avere il coraggio di affrontarli come noi abbiamo dimostrato di sapere fare.
L'INQUADRAMENTO UNICO ALLA DALMINE E ALL'ITALSIDER
L'Intersind e la Direzione Aziendale Innocenti Santeustacchio hanno risposto alle rivendicazioni di operai ed impiegati in tema di qualifiche e mobilità professionale, accusando i lavoratori di volere affermare posizioni di principio nuove rispetto alle esperienze di contrattazioni aziendali esistenti, usando di una vertenza articolata per condizionare pesantemente la futura vertenza contrattuale della categoria.
La realtà è diversa: le rivendicazioni sulle quali sono impegnati i lavoratori dell'Innocenti e della Santeustacchio sono rivendicazioni sulle quali sono già passati decine di migliaia di lavoratori del Gruppo Finsider, alla Dalmine, alla Italsider, e ancora in altre aziende.
All'Italimpianti non molti mesi fa è stato il Dott. Barbagelata, attuale capo del personale dell'Innocenti-Santeustacchio a firmare un accordo che sanciva quelle stesse conquiste che oggi vengono rifiutate. All'Italsider e alla Dalmine gli accordi oltre all'inquadramento unico per operai e impiegati affermano il diritto alle mobilità professionali tra un livello e l'altro attraverso la programmazione delle rotazioni e delle ricomposizioni di mansioni, l'uso della formazione e dell'aggiornamento professionale, il riconoscimento dell'esperienza di lavoro acquisita da operai e impiegati. Sulla base di questi criteri e raccogliendo una spinta alla trasformazione collettiva dell'organizzazione del lavoro vengono fissati una serie di tempi medi di permanenza nei vari livelli professionali e retributivi.
All'Italimpianti, azienda di progettazione della Finsider con un organico prevalentemente di tecnici e di impiegati, l'accordo che inquadra in sette livelli professionali e retributivi tutti i lavoratori, prevede un avanzamento nei livelli in tempi massimo predeterminati, collegati ad un reale cambiamento del lavoro svolto, attraverso una contrattazione dell'assegnazione delle mansioni ed una modifica concreta dell'organizzazione del lavoro.
Inoltre nell'accordo Itaiimpianti viene affermato nettamente il diritto dei lavoratori alla formazi9ne e all'aggiornamento considerando le ore di studio a tutti gli effetti, destinando a questo scopo una quantità annuale di ore di lavoro.
Sia gli accordi Italsider e Dalmine che quello Italimpianti prevedono l'istituzione di una nuova mobilità salariale automatica contenuta all'inteino di ciascun livello e determinata esclusivamente sulla base dell'anzianità.
Questi accordi hanno già segnato una vittoria dei lavoratori e del Sindacato, un'affermazione di principi nuovi rispetto ad un passato nel quale l'inquadramento e lo sviluppo professionale e salariale dei lavoratori sono stati rigidamente subordinati alle scelte unilaterali delle aziende in materia di organizzazione del lavoro.
La importanza di questi accordi è di non essersi limitate a sancire dei semplici risultati salariali ma di avere aperto un nuovo fronte per la modifica collettiva delle condizioni di lavoro, non solo imponendo il riconoscimento delle capacità professionali o esistenti ma introducendo un meccanismo che permette di fare saltare quelle scelte che impediscono in pratica, dentro le fabbriche. la formazione di capacità esperienze professionali. In realtà sono quindi l'Intersind e la Direzione Aziendale che oggi vogliono imporre agli operai, agli impiegati e ai tecnici dell'Innocenti - Santeustacchio, un accordo a livelli più bassi di quelli già sanciti con le stesse controparti da lavoratori di altre aziende.
Anche a Milano e Brescia si vuole effettivamendi una situazione politica difficile per spingere lavoratori e sindacato indietro rispetto agli obiettivi già raggiunti?
Se Intersind e Direzione intendono ottenere in anticipo nel corso di una vertenza aziendale.. sconti contrattuali, è giusto che prima sappiano che sindacatoelavoratori dell'Innocenti e Santeustacchio non sono disposti a subire una operazione di questo genere.
Gli Esecutivi dei Consigli di Fabbrica Innocenti Meccanica e Santeustacchio nella riunione di Venerdì 17 marzo 1972, hanno deciso una manifestazione entro la fine del mese per una pronta risoluzione della vertenza in atto davanti all'Intersind di Milano.
Tutti i lavoratori di Brescia e di Milano si concentreranno in Piazzale Loreto.
ANALISI SUGLI STIPENDI
Un'analisi della situazione attuale degli stipendi fatta su dati forniti dall'azienda, ha permesso di rilevare una sperequazione notevole nel senso che all'interno delle stesse categorie vi sono le posizicni più disparate sia dal punto di vista professionale che da quello salariale.
Arriviamo all'assurdo che in alcuni casi, nello stipendio, la quota di superminimo è addirittura superiore al minimo di categoria; per altri invece lo stipendio è uguale al minimo contrattuale. Cosa significano queste cose? Per noi hanno un duplice significato:
Le attuali categorie sindacali sono insufficienti a contenere una seria ripartizione professionale degli impiegati, in quanto troviamo attualmente nell'ambito della stessa categoria, lavoratori con capacità ed esperienze completamente differenziate anche sul piano qualitativo.
La politica degli stipendi è stata condotta fino ad ora con paternalismo e discriminazione provocando in azienda malumori e rassegnazione
In pratica si è usato il sistema della carota e del bastone, dando la prima a pochi eletti e usando il secondo per la stragrande maggioranza.
Di fronte a questa situazione quindi, assumono grande importanza le nostre richieste, richieste dirette a realizzare dei nuovi livelli di classificazione che tengano conto di una qualificazione, di una professionalità e di una composizione esistente, a cui corrispondono altrettanti livelli salariali, provvedendo con questo ad alzare le attuali retribuzioni più basse avvicinandole alle più alte e introducendo, la questione più importante,dei criteri di mobilità che garantiscano sia un aumento retributivo periodico (mobilità orizzontale) e la possibilità di passaggio alle categorie o livelli superiori (mobilità verticale).
Di fronte a queste richieste, che già sono state dibattute e sostenute nella lotta con larga partecipazione dei lavoratori, l'azienda e l'Intersind hanno fatto delle controproposte che mirano chiaramente a lasciare le cose come stanno, o quantomeno a tentare soluzioni formali che lasciano inalterata nella sostanza l'attuale situazione.
L'azienda propone, in sostanza, partendo dalle attuali categorie, di suddividere le stesse in più livelli, tuttalpiù operando alcuni passaggi di categoria puramente formali e che comporterebbero nessun costo.
Con questo si oppone ad ogni criterio di mobilità, e per buona parte degli impiegati questa soluzione risulta?di fatto peggiorativa, in quanto il numero dei livelli essendo aumentato e non essendo previsti criteri di mobilità, gli impiegati risulterebbero ulteriormente divisi e compressi verso i livelli più bassi, con maggior difficoltà di accedere alle categorie più alte (se non nei termini individuali come fino ad oggi è avvenuto).
E' chiaro quindi che le offerte dell'azienda non sono accettabili se vogliamo risolvere in modo serio la politica degli stipendi e degli aumenti discriminatori e dei passaggi per "MERITO PERSONALI".
Il sostegno che abbiamo dato e dobbiamo ancor più dare a queste richieste è ampiamente motivato dalla importanza che la soluzione di questi problemi rappresenta per un effettivo miglioramento delle nostre condizioni.
Invitiamo perciò tutti i tecnici e gli impiegati a mantenere quell'appoggio che fino ad ora non è mancato ed è indispensabile per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi.
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