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ALFA SUD marzo 1970

BOLLETTINO DELLA SEZIONE SINDACALE AZIENDALE FIOM-CGIL L'Alfa-Sud è una industria nuova, in via di formazione, anche se il suo nascere è stato accompagnato da polemiche sulla validità della sua costituzione come elemento di rottura di una politica economica che relegava al Sud solo industrie marginali. Lasciamo però agli economisti il compito di dare una risposta ai vari interrogativi di ordine economico e cerchiamo di affrontare i problemi più strettamente connessi al tipo di gestione del personale che l'azienda ha intenzione di attuare. La caratteristica delle industrie a partecipazione statale è quella di comportarsi nei confronti dei dipendenti secondo le più grette tradizioni capitalistiche: sfruttamento della mano d'opera, dequalificazione dei tecnici, alienazione sul lavoro, nè più nè meno di Fiat, Borletti e soci. Ma a questo si aggiungono mali peggiori, le industrie a partecipapazione statale sono il centro di enormi intrallazzi politici in quanto tutti i partiti di governo (e non) vi operano a man bassa per conquistarsi posizioni di potere. E questo si ripercuote anche sui lavoratori; si fa carriera solo se si. è appoggiati da questo o da quel partito, perfino i sindacati talvolta sono coinvolti in questa scalata a posti di responsabilità. Spese enormi per i dirigenti, spesso in soprannumero e paghe basse per il personale comune, la corruzione si esplica ai più vari livelli, tutto, prima o poi, si sporca cd il singolo dipendente si trova nella impossibi lità di resistere e si « adegua ».

L'inizio della Alfa-Sud potrebbe rappresentare fino da ora una buona possibilità per impedire che anch'essa si trasformi anche se molto male già è stato fatto, in un solito « porcile », ma per fare questo occorre la mobilitazione di tutti coloro che sperano di potere modificare la realtà del nostro paese. Possibili soluzioni? L'Unione di tutte le forze: cioè operai in primo luogo, poi i tecnici e gli impiegati che rifiutano la logica del « carrierismo » fatta a spese degli altri. Occorre iniziare a lottare fino da ora e non

solo in temi marginali come i trasferimenti o la mensa. Anche se questi ultimi sono importanti problemi, non spostano la realtà politica della azienda. Battiamoci per la gestione dei lavoratori, per una prevalenza del lavoro sul capitale, non cediamo alla tentazione di gestire una piccola parte del potere in azienda; facciamo sentire il nostro peso anche per le scelte fondamentali. Se saremo uniti e consapevoli potremo vincere la battaglia, dopo sarà troppo tardi.


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