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La classe operaia deve dirigere tutto1

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LA ♦ CLASSE OPERAIA DEVE DIRIGERE TUTTO vero n a - 2$ settembre VITI

FOGLIO COMUNISTA MARXISTA- LENINISTA DEL

CIRCOLO OPERAIO DELLA ZAI

.OSA C E' DIETRO LA *CRISI. Sono gli SCiQ peri a «rovina 7e» l'economia e 2 provocare Se crisi? Così dicono í padroni e i loro partiti, per scoraggiare le lotte operaie e indurre i lavoratori a sopportare tutti i disagi nel timore del « peggio ». Anche i partiti di sinistra e i vertici sindacali accettano di fatto questa tesi padronale. Ma una bugia. Crisi, difficoltà, fallimenti delle iccole imprese, non sonocausate

dagli scioperi, ma sono un prodotto del capitalismo stesso. Più di 100 anni fa, Marx ha spiegato e dimostrato come queste crisi sono determinate dalla logica del capitalismo, della lotta spietata fra padroni. La « concorrenza » che regola tutta l'economia capitalista provoca inevitabilmente l'arricchimento dí alcuni a spese di altri, l'assorbimento dei più piccoli da parte dei più grossi, la crisi di alcuni settori, la stiù spietata guerra fra i grossi monopoli. Anche sul piano internazionale i padroni cercano di liquidarsi fra loro, fino a far intervenire gli (continua in 2")

iI dazio del 10%, messo da Nixon sulle merci che vanno in America, ha dato il pretesto a una nuova campagna allarmistica da parte dei padroni italiani e del governo (DC-PSDI-PRI-PSI). Si fa un gran parlare di « crisi ».

MA DI VERO C'E' BEN POCO! Le ricattatorie misure di Nixon, dirette contro i paesi capitalisti concorrenti degli USA (soprattutto la Germania e il Giappone) sono state servilmente accettate dal governo italiano, preoccupato più di soddisfare gli interessi dei padroni USA che dei lavoratori italiani. Tuttavia hanno colpito solo limitatamente l'Italia, perché il volume complessivo delle nostre esportazioni in USA è piuttosto modesto e le merci che non venderemo in America potranno essere dirottate su altri mercati europei (come sta già succedendo). La crisi, quindi, è piuttosto un pretesto che alcuni settori, già da tempo in difficoltà (calzaturieri, tessili) stanno utilizzando per farsi « risanare » dal governo a spese dei lavoratori, con esenzioni fiscali sulla mano d'opera femminile e altri « aiuti ». Con lo spauracchio della crisi i padroni cercano anche di costringere i lavoratori ad adossarsi il peso della « ristrutturazione » produttiva, che significa solo produrre di più con meno operai, aumentando lo sfruttamento in fabbrica (licenziamenti, cassa integrazione, aumento dei rìtmí - cottimi - straordinari). I padroni italiani vogliono ridurre i costi di produzione per poter battere la concorrenza dei capitalisti stranieri e disporre di una quantità sempre maggiore di capitali da investire in altri paesi (Medio Oriente, Africa) dove la mano d'opera costa meno, sfruttando c tenendo nella miseria i popoli di quei paesi. (continua in 2')


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