Skip to main content

Quartiere e politica1

Page 1

quartiere e politica PERIODICO DEI QUARTIERI ISOLA - FONTANA - ISTRIA - GRECO - PONTE SEVESO a cura delle Sezioni del PCI della Zona 2 - • Aprile 1974

REFERENDUM E BUON SENSO Bisogna subito dire che, se si fosse usato il buon senso da parte di chi governa l'Italia da quasi trent'anni, gli italiani non sarebbero stati chiamati a dover decidere, il prossimo 12 maggio, se annullare o mantenere in vita una legge in vigore già da tre ann, ritenuta seria e valida da autorevolissime ed insospettabili fonti, che non ha creato nessun squilibrio nel tessuto sociale della nostra Nazione, approvata a maggioranza nel 1970 dal Parlamento Italiano. Ed infatti la stragrande maggioranza degli italiani non può che giudicare un non senso lo spendere circa 40 miliardi di lire per indire queste elezioni, mentre altri e ben più pressanti problemi avrebbero meritato l'attenzione del Governo per la loro risoluzione a favore di grandi masse di cittadini che ne attendono da oltre 25 anni l'attuazione. Tanto per fare qualche esempio: la riforma sanitaria, della casa, della scuola, problema dei servizi sociali, del mezzogiorno, ecc. ecc. Ma evidentemente del buon senso non si può tenere conto quando altri oscuri, anzi molto chiari interessi, dovrebbero prevalere a beneficio di determinate forze politiche, sempre le stesse, che pur di impedire l'unità delle forze popolari non disdegnano alcun mezzo per provocarne la divisione e l'arretramento q uanAgi qualche risultato positivo sia "Stato da esse raggiunto. « Dividit et impera » deve infatti essere il costante imperativo delle forze più conservatrici della D.C., questa volta rappresentate dal suo Segretario On.le Fanfani, che ha voluto a tutti i costi questo referendum estremamente inutile, affiancato in questa scelta, guarda caso, dal fascista e divorziato Almirante. Ne' sono valsi gli innumerevoli tentativi intrapresi dal Partito

i SEGGI ELETTORALI PER IL REFERENDUM Il seggio elettorale è composto da un presidente, tre scrutatori, di cui uno, a scelta del Presidente, assume le funzioni di vice-presidente e di un segretario. In ogni seggio elettorale della Zona 2 è presente almeno uno scrutatore comunista. Il settore elettorale del PCI per la Zona 2 è costituito presso la Sezione BIETOI.INI in via Bitonto 3.

Comunista e da altri partiti laici della sfera governativa, per evitare il referendum, proponendo ragionevolissime varianti alla pur ottima legge esistente. Risulta chiara quindi (anche se Pantani cerca di smentire) la manovra diversiva voluta dalla D.C. e dalle forze più retrive tendente a sviare in primo luogo l'attenzione della gente dagli attuali gravissimi problemi del carovita, della crisi energetica, della disoccupazione, ecc. ed in prospettiva, qualora malauguratamente, i «si» dovessero avere la maggioranza, lo spostamento dell'asse governativo verso destra con la spinta del MSI ansioso di rivalutarsi sul piano politico. Questa evenienza, è chiaro, accantonerebbe ancora una volta la risoluzione di tutti i gravi problemi ancora insoluti. Écco perchè la gente di buon senso dirà il suo « NO », deciso, non solo all'abrogazione di una legge giusta e civile, che non obbliga nessuno che non lo voglia a divorziare, che prevede dai 5 ai 7 anni di tempo per ripensarci dopo la separazioone di fatto, che tutela i diritti dei figli

IL CONSIGLIO ZONA 2 DC: Luigi Allievi, Renato Barbaglia, Carlo Coltri, Sergio Gaetani, Stefano Giorgetti, Giovanni Soft ientini (capogruppo). PCI: Bruno Dondé, Renata Meregaglia, Ambrogio Rossi (capogruppo) Aldo Verganti. PSI: Roberto Coppari (capogruppo), Renato Cristina, Lazzaro Mainardi. PSDI: Carlo Fracchioni, Arnaldo Novelli (capogruppo). PLI: Hilda Assael (capogruppo), Ivo Biancardi, Roberto Erba. PRI: Pietro Ungari. MSI: Pietro Spinelli. LA PRESIDENZA Presidente: Renato Barbaglia (DC). Vice-presidente: Bruno Dondé (PCI).

SOTTOSCRIZIONE PER IL REFERENDUM

I COORDINATORI LE COMMISSIONI Urbanistica: Lazzaro Mainardi (PSI). Scuola: Aldo Verganti (PCI). Bilancio e programmazione: Pietro Ungari (PRI). Trasporto e viabilità: Carlo Coltri (DC). Edilizia popolare: Stefano Giorgetti (DC). Speciale: Giovanni Soff len t ini ( DC ) . Annona e carovita: Arnaldo Novelli (PSDI). Igiene, sanità e assistenza: Arnaldo Novelli (PSDI) e Hilda Assael (PLI). Verde e ecologia: Roberto Erba (PLI).

Per la campagna elettorale del referendum il PCI ha lanciato una grande sottoscrizione nazionale. Gli obiettivi per le Sezioni della Zona 2 sono: Bietolini L. 480.000 Bontadini L. 480.000 Ferretti L. 570.000 L. 720.000 Pea 1° Maggio L. 540.000 L. 2.790.000 SOTTOSCRIVETE PER IL « NO » ALLA ABROGAZIONE DELLA LEGGE IN DIFESA DI UNA CONQUISTA CIVILE DI LIBERTA'. e del coniuge economicamente più debole, che sancisce il diritto per tante coppie sfortunate di rifarsi un'esistenza, ma sarà anchq un « NO » all'arbitro, all'intrigo politico, agli scandali, alla violenza ed al ricatto. Questo lo hanno capito e lo capiscono ogni giorno di più anche larghissimi strati cattolici, che attraverso la voce anche di eminenti rappresentanti della Chiesa, dicono chiaramente che votando « NO » all'abrogazione della legge sul divorzio sono certi di avere in coscienza votato con cristiano buon senso. Linella Tavacca

.011111111~

COMITATO SANITARIO DI ZONA E' stato Costituito il Comitato sanitario della Zona 2. Nel prossimo numero di QUARTIERE E POLITICA una pagina sarà dedicata ai compiti di questo importante organismo.

~1.~~ Nh.~.• ••b~4~~~~." .~~~~~~1t.IYit•n•

I

W•A4n N.Min a.k.

SI

IY... ..~1~% 1*1" .~....,....,,a.,.. w,...~....",......

en

%..,..›._

g o

~~4~~1~1HL •••.b~4~~~ ~1.1"e1~1~~ Wb1~4 t".. 1~~~~10*~% Wi~~41~~4

i

n i

2

e

CONTRO IL SOPRUSO PER LA LIBERTA' IL 12 MAGGIO IL SIMBOLO È

ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DI ZONA 2 Da qualche settimana hanno ripreso a funzionare i Consigli di Zona, che erano stati disciolti alla fine del '73. Non si tratta, purtroppo, dell'avvio effettivo della 30 fase del decentramento, che dei C. di Z. dovrebbe vedere una precisa definizione mediante l'attribuzione di reali poteri. Si è trattato essenzialmente di un rimpasto, voluto da quelle stesse forze che, in seno alla Giunta hanno sempre tentato di ostacolare, svuotare di contenuto, e ritardare, questo ed altri strumenti di gestione democratica della città. Cosa avevano chiesto unitariamente i C. di Z.? Cose molto concrete, ma tali da imbarazzare a tal punto la Giunta allora in carica, che la necessità non più eludibile di dare una ri-

vio ai Comitati Sanitari locali, struttura di gestione sociale di fondamentali settori della sanità e dell'assistenza: controllo della salute nelle fabbriche e l'ambiente urbano; medicina scolastica preventiva e d'intervento, medicina e assistenza della prima infanzia — sottratta all'Onmi! —, gestione sociale degli Asili Nido e dei fondi — grossi! — che a questi settori competono. Possiamo aggiungere al piano sistematico di svoutamento e ritardo del decentramento, le gravi inadempienze della Giunta milanese sull'attuazione degli Asili Nido. Uno dei motivi dell'ostilità delle forze conservatrici al decentramento risulta dunque evidente: il decentramento è uno strumento per l'allargamento della democrazia e per le riforme, è una fetta di potere, di controllo 'e di programma-

Una riunione della nuova Commissione scuola del Consiglio di Zona 2. sposta a queste richieste, e la volontà politica di non dare questa risposta, è stato uno dei motivi della crisi al Comune di Milano nel luglio scorso. Queste richieste erano — e sono — sostanzialmente due: _ I C. di Z. devono avere al più presto reali poteri, in un ambito definito - da un regolamento comunale; pareri vincolanti — e non, come ora, semplicemente consultivi — in materia di varianti di Piano Regolatore, licenie edilizie, bilancio comunale eccetera; gestione o cogestione di parti definite del bilancio 'stesso; — strumenti che ne permettano il funzionamento (a cominciare da una sede propria in zona! nella nostra zona, per esempio, accanto alla mancanza di ambulatori, scuole, giardini ecc., non c'è neppure un locale che possa servire da centro civico, nè un biblioteca comunale, nè un centro sociale); i C: di Z. devono essere eletti direttamente dai cittadini dai 18 anni in sù); questo favorirebbe la partecipazione popolare al governo della città. Perchè le forze politiche più conservatrici fanno di tutto per ritardare — visto che non sono riusciti a bloccarlo il pieno funzionamento di tutti gli organismi di decentramento? ( Infatti non solo si rimanda l'attribuzione di poteri ai C. di Z., ma si è atteso ben un anno prima di dare l'av-

zione, in mano ai cittadini e ai lavoratori. Un altro motivo — fondamentale —, è che il decentramento diventa una potente spinta all'unità, e alla crescita politica all'interno dei partiti: intorno agli obiettivi della casa, della scuola, della salute, del carovita, dei trasporti ecc., e sul tema di fondo dell'antifascismo, i C. di Z. si sono assai spesso mossi unitariamente, riuscendo, colla mobilitazione dei cittadini, a conquistarsi uno spazio politico, e concreti risultati. I C. di Z., inoltre, fanno prendere ai cittadini una coscienza più precisa delle storture della società, dei loro diritti e delle loro possibilità di trasformare le cose; e danno, quindi, una potente spinta alla lotta per le riforme. L'importanza politica del decentramento è sottolineata da importanti fatti nuovi: il costituirsi dei Distretti Scolastici per la gestione sociale della scuola; e gli stessi Sindacati Confederali Unitari, che si danno delle strutture decentrate: i Comitati Unitari di Zona (C.U.Z.) e l'apertura di sedi periferiche del S.U.N.I.A. (Sindacato Unitario Inquilini e Assegnatari), per contribuire a saldare sempre più strettamente le lotte sui luoghi di lavoro con le lotte nella società per le riforme di struttura. Renata Meregaglia


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Quartiere e politica1 by fondazioneisec - Issuu