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La zona 6 (2)

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QU I ND I C I NALE D I INFORMAZIONE DELLA ZONA - ANNO 2 Spedizione in abbonamento postale Gruppo II/70.80 1 Meg del 15/3/1980

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direttore : nicola merra

La situazione di RENATO MASSARI

Zaccagnini ed i suoi sono rimasti fermi. negano valore al famoso preambolo, non considerano chiusa l'intesa con il PCI e pensano di tornare agli amori con i comunisti subito dOpo le elezioni. L'intransigenza degli amici di Zaccagnini ed il possibilismo che vi rivelando Andreotti manifestano la volontà di coinvolgere anche la maggioranza in soluzioni che consentano alla DC di rimanere nell'equivoco. • • Il PSI -che nel recente Comitato centrale aveva risparmiato Craxi ma sconfitto la politica autonomista, che aveva annunciato di far cadere il Governo già sulla legge finanziarla- dopo aver dichiarato che passava dal "disimpegno" alla opposizione si è limitato ad una dichiarazione di neutralità. Forse anche Signorile e Lombardi, e non solo Craxi, si sono accorti che una crisi al buio può portare a nuove elezioni politiche dalle quali il PSI uscirebbe massacrato. In questa chiave va letta l'intervista concessa ieri da Craxi: "Io non mi alzo in piedi alla Camera per decretare la morte di questo Governo se non so in anti cipo come sostituirlo". Craxi ha fatto tesoro dei nostri avvertimenti ed ha capito che il rischio di elezioni politiche anticipate c'è sempre. Ha anche capito quanto sarà arduo spiega re agli elettori le ragioni del nuovo disimpegno del PSI di fronte all'esigenza di assicurare la governabilità del Paese. Il Segretario del PSI attende, ora, che il suo Partito lo autorizzi a portare avanti una proposta che non preveda il PCI nel Governo. E' probabile che i filocomunisti del PSI, schiacciati dalla paura dello scioglimento del Parlamento, si limitino a fare soltanto un po' di chiasso e può essere che mirino ad evitare che l' attuale Governo arrivi sino alle elezioni amministrative. Può darsi, ancora,che la sortita di Craxt alla vigilia del Consiglio nazionale della DC, sia una manovra per indurre la dirigenza democristiana ad abbandonare la disputa sulla inclusione del PCI nel Governo al fine di evitare che il dissenso all'interno della DC alimenti la resistenza filocomunista di Lombardi, De Martino e soci. Ma il vero problema è che il PSI non ha una politica e che, nella condizione in cui si trova, non riuscirà a darsela nemmeno se la DC fosse unanime e nemmeno convocando un Congresso straordinario. Non ci sarà proprio da stupirsi se, dopo l'on. Cattani, altri, molti altri, sce glieranno 11 PSDI.

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E' ancora apefto lo scandalo relativo ai cento miliardi delle tangenti Enche ha Visto lo scontrò Craxi-Signorile, che vede Mazzanti ancora sospeso dalla Presidenti dell'ENI; si mantiene il silenzio sulle tangenti del cinque per cento per le importazioni di metano dilla Russia; è scoppiato lo scandalo Evangelisti-Caltagiro ne. Una enorme danta di centinaia di miliardi. Il PSI è spactato sulle tangenti ENI, la DC non lo è da meno ed ora deve guar darsi dalle rivelazioni di Evangelisti sulle sovvenzioni di Caltagirone. Può servire tutto questo a favorire un Governo DC-PSI?


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