olgtodguq3 Confronto
RIPRENDE LA LOTTA DEI LAVORATORI DELLA SIEMENS PER L'OCCUPAZIONE
La ripresa dopo la pausa feriale ha riproposto al centro del dibattito politico e sindacale il tema della situazione economica e della lotta per imporre a padronato e governo nuove scelte di politica economica volte a realizzare le riconversioni produttive e gli investimenti socia li necessari per superare la seni pre più grave crisi economica.
Vengono così respinte con maggior forza rispetto ad alcuni me si fa le manovre dei grandi gruE pi italiani o stranieri tendenti
a risolvere i problemi di ordine produttivo nei modi tradizionali del ricorso alla Cassa Integrazione ed ai licenziamenti. Di qui le esemplari lotte che hanno impegnato e tuttora impegnano i lavoratori dell'Alfa, dell'Innocenti, ecc.
E' in questo nuovo quadro, pur senza ricorrere a confronti forzati nè senza voler imitare meccanicamente talune forme di lotta messe in atto in quelle fabbriche, che vanno valutate le decisioni prese dal Convegno Na-
PERCHE' I PARTITI IN FABBRICA
Le elezioni del 15 giugno sono state un potente elemento propulsivo per lo sviluppo di nuovi rapporti unitari tra le diverse forze politiche negli Enti locali, quasi a coronamento di un periodo in cui tali rapporti erano andati intensificandosi nel Paese in una serie di organismi quali i comitati di quartiere, icomitati antifascisti, gli organismi di direzione collegiale della scuola.
Questa volonta 'unitaria che costituisce un forte sostegno alle istituzioni democratiche ed una ferma garanzia per la democrazia italiana, ha trovato negli organismi sindacali di fabbrica un ulteriore momento in cui esprimersi con grande vitalita.'
E 'necessario pero Che proprio in fabbrica essa non si esaurisca unicamente al livello sindacale, ma trovi invece concreti momenti di espressione anche sul terreno piu 'propriamente politico. E questo perche la milizia sinda-
calo non puo ésaurire l 'impegno di un lavoratore, in particolare in un momento nel quale risulta chiaro a tutti come la soluzione dei gravi problemi che pesano sui lavoratori, a cominciare dalla crisi economica, richieda unaritwvadirezionepolitiéa fondatasulla collaborazione di tutte le forze popolari.
Presupposti ovvi, affinche possa maturare questa collaborazione a livello politico sono:
a) che i partiti democratici siano presenti e organizzati all 'interno della fabbrica; b) che le loro posizioni sui singoli aspetti aziendali, come sui temi di carattere generale, possano essere confrontati e dibattuti fra i lavoratori;
c) che anche nei riguardi del Sindacato e dei Consigli di fabbrica ci siano momenti di discuss:one e di confronto.
Per quanto ci riguarda, anche per le nuove responsabilità che ci derivano dal 15 giugno, Segue in ultima
zionale dei delegati de'. Gruppo Siemens, in relazione alla ripresa delle trattative con la Direzione.
Ci sembra che tali decisioni,di affermare cioè con più forza e rigidità l'opposizione già precedentemente sostenuta all'utilizzo della Cassa Integrazione, siano ampiamente giustificate; come pure sono giustificati taluni accenti autocritici rispet to alla carenza di mobilitazione registratasi nel Gruppo di fronte alle precedenti decisioni del la Direzione.
E' certo comunque che questa più ferma posizione comincia a dare alcuni positivi risultati, se è vero che l'azienda é stata cpstretta a ricercare uno sbocco duraturo alla crisi dello Stabilimento di Sulmona.
Ci sembra che questo primo risultato sia incoraggiante, a di mostrazione di come sia possibi le, e oggi più che mai necessario, intervenire sulle scelte produttive fino a condizionarne e a determinarne gli orientamen ti.
E' evidente che bisognerà atten dere l'approfondimento delle trattative per valutare se le prospettive che ltazienda inter de dare all'ACE siano realmente concrete, e se la nuova produzione verso la quale viene ora orientata metà della capacità produttiva della fabbrica sia una produzione duratura e non invece legata aleatoriamente a questa o quella commessa.
E' indubbio interesse dei lavoratori dell'ACE e di tutto il gruppo che questo stabilimen to diventi realmente autonomo e Segue in ultima
Periodico dei lavoratori a cura delle Cellule del PCI del gruppo SIEMENS ELETTRA - ACE - Settembre 1975
MENTRE SI AGGRAVA LA CRISI ECONOMICA DEL PAESE
LA PROPOSTA UNITARIA DEI METALMECCANICI
Le prossime lotte contrattuali dovrebbero partire da Napoli,nel cuore del Mezzogiorno, con un in contro fra tutte le categorie in dustriali e una grande manifesta zione di massa. La proposta viene dalla Federazione dei Lavoratori Metalmeccanici. E' contenuta in un documento politico, e che accompagna la ipotesi di piattaforma per il rinnovo dei contratto di lavoro.
Perchè questa iniziativa?
Non vuole essere soltanto un fat to emblematico, una specie di ban diera agitata dalla principale categoria dell'industria per testimoniare l'impegno nazionale della classe operaia.
L'incontro, con la presenza, tra l'altro di tutte le strutture sindacali del Mezzogiorno e delle maggiori strutture territoria li del Nord, dovrebbe anche contribuire a riprecísare obiettivi rivendicativi per lo sviluppo del Sud, rilanciare un movimento di carattere generale.
Una seconda proposta concreta è stata avanzata: uno sciopero generale in tutto il settore del le Partecipazioni statali. Gli Enti di gestione - IRI;EFIM,ENI - portano avanti - dice il sindacato unitario - una "linea di politica economica fondata sul disimpegno nei confronti di una strategia di riconversione pro
duttiva da avviare in primo luo go nel Mezzogiorno". Ciò è testi moniato dall'atteggiamento assui to nella vicenda Alfa Romeo,nel la vertenza della cantieristica e delle telecomunicazioni, dalle minacce nel settore siderurgico.
Terza proposta concreta: la riapertura immediata del confrcn to con il governo e con le controparti interessate, sostenuto dall'iniziativa intercategoriale, per affermare obiettivi prio ritari riferiti alla "vertenza Campania", al rapporto tra industria e agricoltura, ai trasporti collettivi, al settore della energia e a quello delle telecomunicazioni.
Con questa impostazione di fon do - tutta centrata sui problemi del Mezzogiorno e della occupazione - i metalmeccanici si pre sentano all'appuntamento d'autun no. Ma ciò non significa accetta re la logica del blocco salariale suggerita da autorevoli esponenti governativi. La stessa ipo tesi di piattaforma per il contratto, ora presentata nelle fab briche per la consultazione,vuol rappresentare un intreccio preci so tra richieste che mirano a de terminare una nuova politica (i poteri di controllo sugli investimenti) e richieste di caratte re economico.
Il blocco dei salari, la politica dei redditi - hanno scritto nel loro documento politico i me talmeccanici - non ha' mai provo cato una politica di sviluppo, un aumento degli investimenti e dell'occupazione. Anzi, accettar la significherebbe aggravare le condizioni di vita dei lavoratori, contribuire ad aggravare la spirale recessiva.
Occupazione - al primo postoe salario, dunque. Niente divisioni tra "salaristi irresponsa bili e antisalaristi rassegnati alla politica dei redditi in no me dell'interesse generale" -co me riafferma una nota della FLM in una polemica con le místifícazioni di un giornale milanese. E si illudono quanti possono con cepire le richieste che riguarl dano il controllo sugli investi menti "un omaggio rituale alla priorità dell'occupazione e si attendono un suo successivo ac cantonamento".
Insomma non ci sarà un "baratto":un po' di quattrini in cambio di un silenzio concertato su gli attacchi all'occupazione,suf le ristrutturazioni che rodono le basi produttive, oppure un pacchetto di promesse generiche su qualche posto di lavoro in più, in cambio di un "sacrificio" totale sul salario.
APERTO IL DIBATTITO TRA I LAVORATORI SULLA PIATTAFORMA CONTRATTUALE
Roma 1973 - Lavoratori della Siemens alla manifestazione nazionale dei metalmeccanici.
INTERVISTA
CON IL VICE-SINDACO
CAVENAGO: AL LAVORO
UNA GIUNTA DEMOCRATICA
Le elezioni del 15 giugno hanno prodotto profondi sommovimenti anche nelle zone tradizionalmente più bianche, permettendo in numerosi Comuni la costituzione di amministrazioni di sinistra. E' quanto avvenuto a Cavenago ove è già operante una Giunta popolare dopo 30 anni di amministrazione democristiana.
Abbiamo rivolto al Compagno Luciano Marchesin, Vice-Sindaco ed Assessore all'urbanistica del Comune di Cavenago alcu ne domande circa il ruolo che questa Amministrazione intende svolgere.
Domanda - Come avete accolto il risulta Rispostato elettorale e le nuove re— sponsabilitd che esso comporta?
Ribposta- L'affermazione ottenuta a Ca venago non provoca in noi sol tanto una giusta e legittima soddisfazione, ma un profondo senso di responsabilità. Le aspettative dei cittadini di Cavenago non possono essere soddisfatte con manifestazio ni di entusiasmo, ma con fat ti precisi e concreti quali ci eravamo impegnati ad attua re nel programma elettorale.
Domanda - Quali sono i problemi sui qua li pensate di intervenire ?
Risposta- I problemi sul tappeto sono quelli di tutti i Comuni: Ca sa, Scuola, Sanità, Trasporti Occupazione. E' evidente che per poterli avviare a soluzio ne sono nec'ssari grandi mez-zi finanziari che potranno es sere ottenuti solo con una di versa politica del credito, con una diversa concezione della finanza degli Enti Loca li, con un mutamento cioè c'e= gli indirizzi della politica governativa. La battaglia per questo mutamento non può vede re impegnati'soltanto gli as sessori o i consiglieri comu vali, ma deve vedere impegna to tutto il movimento democratico, a partire dai lavora tori, dalle Organizzazioni Sindacali che in più riprese hanno dimostrato di sapere impegnarsi anche su questo te ma.
Domanda - Come pensate di potere ottene re questa fiducia da partedei cittadini ?
Risposta- Noi intendiamo realizzare quanto sottolineato durante la campagna elettorale; dando vita cioè a forme organizzati ve e ad iniziative permanenti Che permettano la partecipazione dei cittadini, dei lavoratori alla gestione della cosa pubblica.
Assemblee di categoria,di cít tadini, riunioni con le Orga nizzazioni Sindacali, con i Consigli di Fabbrica, devono diventare prassi costante del la nuova Amministrazione.
Domanda - Quale pensi debba essere in particolare il ruolo dei Co munisti all'interno della Giunta?
L'- egno nostro particolare è rivolto a promuovere inizia tive di sostegno alle lotte dei lavoratori,a mantenere con essi un rapporto continuo a mantenere quanto promesso in campagna elettorale; coscienti di dover rispondere con il "buon governo" alla vo
lontà popolare che con il suo voto non solo ha bocciato al cuni uomini, ma una politica, un modo di governare. Siamo inoltre impegnati a ri cercare la massima collabora zione, la più larga unità, fra le forze democratiche pre senti sia in Consiglio Comuna le che nel paese.
Dal voto operaio la grande avanzata del PCI a Sulmona
Nell'ambito di una adesione generale dell'elettorato di ogni categoria sociale al PCI, ancora una volta il voto operaio del 15 Giu gno ha acquistato in Abruzzo una sua specifica peculiarità. Occorre ricordare che già determinante è stato il voto della classe operaia delle grandi fabbriche (ACE,FIAT) per la vittoria del Referendum a Sulmona (la DC deteneva da sola la maggioranza dei voti) e per la sensibile avanzata in tutti i centri della Valle Peligna dai quali provengono i lavoratori.
Col 15 Giugno voto operaio è stato nettissimo quanto non mai! C'è stata una chiara condanna della politica economica dei governi DC basata su alcuni investimenti esterni che rientravano nei piani di investimento di grandi gruppi monopolistici italiani e stranieri (Fiat, Siemens, Monti, Sit-Siemens, ecc.) e sullo sperpero delle opere infrastutturali (autostrade - superstrade, ecc.). Una politica economica che ha completamente rinunciato allo sviluppo delle poten zialità economiche locali, che ha aggravato ed esasperato fondamentali problemi sociali: casa, trasporti, scuola, asili, sanità. Di fronte alla crisi che attacca sempre più da vicino il posto di lavoro (blocco delle assunzioni, non rispetto degli impegni occupazionali, licenziamenti e sospensioni) i lavoratori oltre alle lotte sindacali hanno risposto anche con il loro voto, rompendo un monopo lio del potere DC nella Regione e negli enti locali che impediva lo impegno politico delle autonomie locali per la difesa dell'occupazio ne e pe, " la programmazione economica. Dopo il 15 Giugno il Consiglio Regionale ha potuto finalmente assumere un impegno unitario di politica regionale (che vede in primo piano i problemi delle ristruttuSONO
razioni e riconversioni aziendali) che scavalca ogni schieramento precedente.
Nonostante una campagna elettorale DC basata sulla promessa clien telare di un posto di lavoro nelle fabbriche di prossimo insediamen to (TONOLI-FATME),i lavoratori hanno respinto e infranto ogni ricatto facendo così esaurire i serbatoi di voti per i vari notabili. La classe operaia si è posto ed haposto all'intera cittadinanza e innanzitutto ai disoccupati, il problema della sicurezza del posto di lavoro, legata ad una prospettiva positiva di sviluppo economico com plessivo.
A questa esigenza il PCI ha saputo rispondere stando alla testa delle lotte per l'occupazione ed essendo parte dirigente della co struzione di un vasto e cosciente movimento unitario per un nuovo sviluppo economico della Valle Peligna.
In una città egemonizzata dal ceto medio e dalla piccola borghesia, attraverso le lotte e le iniziative, la classe operaia ha saputo conquistare, nel corso di questi anni, uno spazio politico sempre più rilevante. Dopo il 15 Giugno il PCI passa da 2148 voti del '70 ai 3930 alle regionali e ai 4120 alle provinciali del '75 conquistar do il 10% in più e un consigliere provinciale nel collegio di Sulmo na-centro; la DC perde oltre il 9,6%.
In questo quadro generale un aspetto particolare ha avuto il voto dei lavoratori dell' ACE, tenendo presente soprattutto le difficoltà passate e presenti di questi lavoratori.
Il voto al PCI è stato rilevantissimo; i timori, le difficoltà che sì sono dovute registrare nelle lotte non hanno avuto ripercussioni negative e meccaniche sul piano politico. Anzi, col loro voto,questi lavoratori non solo hanno voluto esprimere la loro fiducia al partito che da sempre è al loro fianco, ma hanno voluto indicare una loro volontà di rinnovamento e di lotta che in fabbrica non riescono anco ra ad esprimere pienamente.
Con la massima evidenza è emersa la rottura di vecchi rapporti, logorati dal fallimento totale dei loro contenuti politici, e dallo smascheramento di vecchi guasti. I notabili DC non hanno avuto il voto degli operai dell'ACE con i quali in altre occasioni hanno pure avuto dei rapporti, allo stesso modo è stato punito anche chi, all'interno del PSI, si era comportato in maniera ambigua nella vertenza dell'ACE.
C'è stata una crescita e una maturazione politica che ha saputo valutare nel giusto senso la coerenza e la lotta, la volontà unitaria di affrontare i problemi ad ogni livello
E' stato punito ad esempio il tentativo campanilistico del Sinda co di separare la vertenza dell'ACE dal contesto generale del gruppo; e la polemica provocatoria della segreteria della sezione DC di Sulmona che ha respinto l'invito del consiglio di fabbrica a partecipare ad una assemblea aperta.
Gli impegni assunti in quella occasione da partiti presenti alla assemblea sono stati mantenuti dopo il 15 Giugno con la istituzione di una Commissione Consi]iare per l'Occupazione. Oggi la crisi e la paralisi provocate dalla DC in Consiglio Comunale a poco più di un mese dalle prossime elezioni comunali rischiano di far fallire la funzione della commissione.
Come sempre incalzeremo le resistenze con la lotta e le iniziati ve unitarie, soprattutto in prossimità del rinnovo contrattuale; ma soprattutto rafforzeremo la lotta della classe operaia di Sulmona nella prossima importantissima consultazione elettorale di Novembre per il rinnovo del Consiglio Comunale. Sicuramente anche in questa occasione la classe operaia darà il suo contributo determinante per il rinnovamento democratico dell'amministrazione comunale di Sulmona.
lONNg!.LATE Di 1 70r1OPORO
VIVA LA PAPPA
COL POMODORO
Correvano gli inizi degli anni '60; incominciava allora la distruzione di prodotti agricoli pregiati.
I primi malcapitati furono, in ossequio a direttive e decisioni del MEC i cui meccanismi era difficile spiegare, gli agrumi.
Più o meno nello stesso periodo al che i contadini del Mezzogiorno, con immensi sacrifici, sostituivano le col ture estensive con le barbabietole.
Ma anche qui, i monopoli dello zuc chero imponevano prezzi che non cmpensavano assolutamente nè il capitale investito e tanto meno il lavoro impie gato, conducendo alla rovina i contadi ni e la produzione nazionale.
Venne poi la volta del settore del latte e della carne, i cui produttori agricoli si trovarono a combattere con tro la grossa industria casearia, il potente gruppo di importatori e contro la rovinosa politica dei governi e del M E C .
Eccezionale fu il risultato:il patrimonio zootecnico italiano dimezzato le stalle chiuse, le mucche da latte abbattute, migliaia di contadini e me di produttori rovinati, acquisto di carni all'estero per migliaia di miliardi.
Nei mesi scorsi si è svolta la " guerra del vino".
Cantine ricolme e contadini sull'or lo della disperazione.
Forti di questi risultati ed avendo capito soprattutto la lezione del 15 Giugno, ì nostri grandi condottieri, industriali e Partecipazioni Statali, hanno intrapreso un'altra guerra:quel la del pomodoro.
Le Partecipazioni Statali, con la Cirio, la De Rica, la Star, il Consor zio Sogepa (EFIM - IMI - privati),con trollano una grossa fetta della produ zione del pomodoro trasformato.
Hanno quindi la possibilità di in dirizzare la produzione, di cercare un nuovo rapporto con i produttori.
Figuriamoci se questo viene fatto!
Anzichè trattare con i produttori associati,trattano con gli intermedia ri camorristi che sono anche agenti lettorali di noti esponenti della D.U. I risultati sono quelli che tutti noi ben conosciamo.
Evidentemente tra questi grandi con dottieri esistono degli strani tipi, di cìamo così un po' burloni,che pensano che i contadini siano tanti Gianburrasca che allegramente, mentre attendono il loro turno presso il centro di raccolta, dove un bulldozer compie con tra gica precisione la sua opera distruggen do in pochi minuti la fatica di mesi di lavoro, cantino : "Viva la pappa con il pomodoro ...... ,."
INDUSTRIA
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pvirfzucrútl,
CONTRATTI A TERMINE:
RISPETTARE LA LEGGE
"Vedi - ci dice una collega della Sede - sono stata assunta con contratto a termine per sostitui re una lavoratrice in gravidanza e successivamente mi è stato pro rogato il contratto per la sosti tuzione di una persona di un altro reparto; eppure sono rimasta sempre nel mio solito ufficio, non ho cambiato lavoro".
E' questo un caso limite, ma altri analoghi ne abbiamo raccolti, sull'uso del contratto a termine, in una rapida indagine condotta tra le impiegate della Sede.
Va premesso che l'uso del contrat to a termine è disciplinato da una legge che se detta alcuni punti fermi è anche facilmente aggirabile sul piano pratico. Vediamo in breve come viene regolato questo tipo di contratto. La leggé prevede l'uso in caso di assunzione per sostituzione di la voratori assenti e per i quali sul_ siste il diritto alla conservazio ne del posto; in questo caso nel contratto deve essere indicato il nome del lavoratore sostituito e la causa della sua sostituzione. Detta sostituzione si deve riferì re a persone assenti per servizio militare, infortunio, gravidanza e puerperio.
Il termine può essere prorogato per una sola volta e per un periodo non superiore alla durata del contratto iniziale, inoltre
la proroga deve riferirsi alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato irti_ zialmente stipulato.
Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine, il contratto si considera a tempo indeterminato fin dalla da La della prima assunzione del la voratore.
Nel caso in cui il lavoratore ven ga assunto in sostituzione di un altro assente, ha diritto ad occupare il posto di quest'ultimo. Se venisse illegittimamente adibito ad altra mansione, il contratto si convertirebbe in rapporto a tempo determinato.
Analizza to rapidamente l'argomento, facciamo ora alcune considerazioni sul modo d'applicazione della legge da parte della azienda.
Dalle notizie che abbiamo raccol to, ci risulta che non sempre vie ne specificato, nell'atto scrit to il periodo di validità del contratto.
Che tale periodo, nel caso di pro roga, risulta superiore al perio do contrattuale iniziale e di con seguenza è abnorme rispetto alla legge, come già visto. Inoltre rileviamo che l'azienda, oggi, tende a fare un largo uso del contratto a tempo determina to soprattutto nei confronti del le lavoratrici avendo co sì lapos
sibilità di potersene liberare nel caso non corrispondessero al le proprie esigenze e per un per sistente fattore discriminatorio caratteristico della nostra società.
Un altro motivo che induce l'azienda a persistere in questo com portamento è l'avere in mano le carte per effettuare ristruttura zioni e licenziamenti senza dover incorrere nelle giuste riven dicazioni dei lavoratori, ben pendo della debolezza di questi ultimi nel dover fronteggiare lo argomento.
Debolezza principalmente causata dalla ritrosità da parte delle la voratrici nel sottoporre i diver si casi alle organizzazioni sindacali per paura di eventuali ritorsioni da parte dell'azien da ed una certa impreparazione da parte del Consiglio di Fabbrica in merito a questo delicato problema. Non vogliamo tirare delle conclusioni perchè vorremmo che il discorso rimanesse aperto e con tinuasse con l'apporto di tutti i lavoratori e inoltre perché è talmente vasto da non poter essere completamente trattato in così breve spazio ai lavoratori la parola per ten tare di garantire a tutti un dr ritto fondamentale: un lavoro sicuro.
AUMENTIAMO DISOCCUPAII_
Bl5OGNA CHE 5IA CHIARO, NOI IMPRENDITORI NON P055IAMO AUMENTARE t (ALARI !...NEMMENO UNA ORA .1...PRIMA DEI SALARI CI 'ONO I DI50CCLIPA-fi
LA SIEMENS ABUSA DI QUESTA FORMA D'ASSUNZIONE
La «striscia»
di Chiappori
IL MOVIMENTO SINDACALE DECK20 A DIFENDEREI SALA RI DAL' INFLAZIONE...
LA LOTTA CLANDESTINA ALLA SIEMENS-OLAP
Ricorre quest'anno il trentesimo anniversario della Liberazione; in tutto il Paese anche nelle fabbriche del Gruppo, si sono svolte manifestazioni che, per il particolare momento in cui cadevano, poco hanno avuto di celebrativo e molto invece di riflessione su questi trent'anni di storia italiana e di impegno di fronte ai nuovi pericoli che insidiano la democrazia e la libertà. Crediamo sia opportuno, in questa occasione, pubblicare un documento di notevole importanza circa il contributo dato alla lotta di liberazione dei lavoratori dell'OLAP (una fabbrica della Siemens con 1800 dipendenti, sita a Milano in P.zza Leonardo da Vinci).
Della combattività di questa fabbrica si trova conferma anche nel 4° volume della "Storia del Partito Comunista Italiano "di Paolo Spriano, dove l'OLAP viene citata fra quelle fabbriche che diedero avvio ai grandi scioperi del marzo 1943, scioperi che furono tra /e cause principali del crollo del regime fascista.
Il documento redatto dal CLN aziendale sull'attività clandestina all'interno della fabbrica venne inviato al CLN della Lombardia, in occasione del Congresso del CLNAI tenutosi a Milano il 31 agosto del 1945.
Milano, luglio 1943.
Giovani dimostranti at traversano cantando piazza del Duomo.
Pagina seguente: Un'edizione dell'Unità clandestina.
Ai primi di gennaio del 1944 si costituì ufficialmente in questa fabbrica i] C.L.N. clan destino. Diciamo che si costi tuì ufficialmente ma alcuni uomini, di antica e provata fede, erano già - sia pure con poco collegamento sulla breccia per l'opera di disgre lozione del dannato regimefin da quando questo, per dis grazia di tutti , assunse dit tatoriamente il governo d'Ita lia.
Compito precipuo di questo Co mitato era di tener viva nella massa la fiaccola della ribel lione alla dominazione nazista e fascista. Altro suo compito, quello di raccogliere i soldi per venire in aiuto dei compagni fuggiaschi e di quelli che eventualmente fossero divenuti tali (come effettivamente divennero) in seguito a
intensificate persecuzioni. I sacrifici ed i rischi affron tati furono considerevoli. Per le necessità del momento si dovette perfino ricorrere all'aiuto di persone il di cui pensiero politico non era noto e col rischio quindi di incontrarsi con spie (e qui erano tante) e di conseguenza essere denunciati ed arrestati. Furo no formate squadre G.A.P. e S.A.P. fra operai e impiegati di provata fede. Per completa re l'opera propria e per seguire le direttive del C.L.N. A.I.il nostro C.L.N. dovette occuparsi dell'acquisto di ar mi per fornirle, al momento Up portuno agli uomini di squadra, i quali furono militarmente istruiti per manovrare bene 10 fucili mitragliatori, 45 moschetti, 130 bombe a mano, diverse bombe incendiarie Molo -
tof (costruite ín fabbrica) una mitragliatrice pesante cali bro 20, 2 mitragliatrici leggere calibro 12, 22 pistole automatiche e diverse rivoltelle, nonchè tutte le munizioni occor rente.
Questo fu il lavoro più gravoso e pericoloso che il C.L.N. dovette compiere nel primo periodo preparatorio. Passando poi al lavoro politico il cui compi to fu suddiviso fra i vari 'com: ponenti il C.L.N., indicheremo anzittutto la propaganda fra la massa degli oprai e degli impie gati a mezzo di giornali; manifestini volanti, scritte murali e mediante il Comitato di Agita zione interno. Possiamo afferma re che si ebbero in questo settore risultati ottimi. In seguito a delazioni da parte di individui non ancora identi-
UNA PAGINA
D'ARCHIVIO
Popoloed Esercito vogliono
ficati ma che confidiamo di poter guardare presto nel bianco degli occhi, avemmo un rincrudi mento della reazione e fu scossa la nostra promettente campagna. La polizia nazi-fascista sguinzagliò i suoi sgherri alla caccia dei nostri migliori e quindi maggiormente esposti. La polizia stessa potè, evidentemente dietro indicazioni preci7
restato, fu destinato alla deportazione, ma durante il viaggio verso il Brennero riuscì a fuggire ed arrivò ad arruolarsi nelle file dei partigiani. In seguito ad un rastrellamento, da parte degli sgherri di Hitler e di Mussolini, esaurita l'ulti ma cartuccia fu catturato e fu cilato sul posto. Altri olappi ni combatterono nelle file par tigiane e fra questi fecero olocausto della propria vita i compagni Roveda Marco, Armani Ugo, Biraghi Bruno e Serafini Sergio.
Ci é ancora ignota la sorte dei compagni Sordini Mario e Anelli Luigi i quali furono ospiti del dannato campo di concentramento di Mathausen. A questi ultimi auguriamo ricongiungersi presto alle loro famiglie e riaverli fra noi per le dure battaglie
se e mediante torture esercitate su compagni, trovare facilmente il nascondiglio delle armi ed asportarle tutte. Molti compagni dovettero prendere il che ancora dovremo ingaggiare largo, altri vennero arrestati, per il consolidamento della ri percossi e deportati. Mantovani conquistata libertà.
Venerino e Ferrari Enrico, fu- Così si chiude il lavoro prepa rono il primo fucilato ed il se ratorio dell'insurrezione com: condo massacrato. Il compagno piuto in periodo clandestino Carminelli in un primo tempo ar del C.L.N."01ap".
CONFERMATA DAL VOTO DEL 15 GIUGNO
LA CRESCITA POLITICA DEGLI IMPIEGATI
Se è indubbio il contributo decisivo vamente per le riforme ed un diverso bell'e scodellato, insieme alla sua con della classe operaia alla affermazione sviluppo economico. cezione del mondo, il suo ruolo quotidia elettorale del PCI, è pure chiaro il no diventa invece aperto, problematico, forte impulso che a tale affermazione critico nei
Dapprima furono coinvolte solo mino ! confronti del potere demo- ranze combattive e molto politicizzate, è venuto anche dal cosidetto ceto medio. cristiano. successivamente furono masse sempre più
Non è compito facile disaggregare il ampie a partecipare alle lotte sindaca Alcuni di questi elementi sono dunvoto delle varie componenti sociali che li, masse per le quali le condizioni di que positivi, altri meno, altri ancora si raggruppano dietro questa definizio lavoro, di retribuzione, la stessa col decisamente negativi (basti pensare al ne sommaria, nella quale vengono compre locazione nel processo produttivo veni l'ideologia di rifiuto del lavoro che si strati sempre maggiori di impiegati vano mutando e rapidamente deteriorando va appunto estendendosi, a fronte di ue tecnici, la cui condizione si è anda si. E sono stati questi ultimi fattori na perdita del proprio ruolo autonomo ta sempre più avvicinandosi a quella - senz'altro determinanti per il diverso nel processo produttivo, e che alimenta operaia, orientamento politico di molti di essi. ta da alcuni gruppi estremisti può por Una tale analisi del voto dovrebbe D'altra parte, a partire dagli stes tare a conseguenze pericolose). basarsi su studi molto particolareggia si anni, crollava abbastanza rapidamen Il dato reale è comunque un crollo di ti di ben individuate sezioni elettora te tutto il sistema di valori ai quali valori ai quali buona parte degli impie li dove cioè la concentrazione di elet precedentemente questa categoria era gati ha trovato una risposta col voto tori impiegati e tecnici sia prevalere soggetta. comunista del 15 Giugno. te; ma ciò va al di là delle nostre pos Entra in crisi il mito produttivisti sibilità, co ed efficientistico mentre altri ne -
E' chiaro che questa tendenza non è irreversibile, anche perchè la maturavengono alimentati di carattere consumi Riteniamo comunque possibile alcune zinne politica non è completata, come è considerazioni di fondo. stico, di conseguenza il lavoro non è dimostrato per esempio dalla difficoltà più considerato un fine a sè, la collo di schierare le masse degli impiegati
Se infatti si tiene conto che la mas cazione gerarchica non è più di per sè a sostegno delle lotte per l'occupazio sa dei piccoli imprenditori, pur mostranun distintivo del proprio status socia ne e per lo sviluppo economico (si vedo interesse per le proposte economiche` le, ma semmai un mezzo per raggiungere da il risultato non soddisfacente dello del PCI, sembra ancora abbastanza lonta traguardi(di tipo consumistico appunto), sciopero provinciale del luglio scorso na da un sostegno politico diretto a questi sì distintivi di un "rango" so- alla Sede). queste proposte; e se lo stesso si può viale. dire per altre categorie quali commer-
E' quindi necessario un intervento L'impatto di migliaia di giovani con cianti ed esercenti, non è azzardato af sempre più puntuale dei comunisti sia giovani che ha di fermare che la fascia di "ceto medio" - il mondo del lavoro, 11 nel dibattito che nell'azione politica che più ha contribuito, col suo voto, no vissuto grandi lotte antiautoritarie , all'interno delle fabbriche e degli uf all'avanzata comunista è stata quella nella scuola mettono "irriverentemente' fici, perchè la tendenza che si è mani in degli impiegati. crisi il principio gerarchico, per, restata diventi una costante di fondo cui il carrierismo viene bollato e deri dell'orientamento democratico degli im so. piegati, perchè siano battuti reazioni Accanto a questo altri fattori entra di carattere qualunquistico o corpora
Questo risultato ovviamente non è venuto a caso,
Sono anni ormai, a partire dal 1968 no in causa e basti un esempio per tutti tivo, sempre possibili, perchè la nuo che questi lavoratori sono al centro pensare alla diversa collocazione di lar va consapevolezza politica venga accom dello scontro sociale che ha visto la ga parte della stampa: il Corriere fino paganta da una sempre più chiara consì classe operaia battersi prima per mi - a qualche tempo fa breviario dell'impie pevolezza di doversi battere anche sul gliori condizioni di lavoro e successi gato modello, nel quale egli trovava terreno sociale.
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LA PACE SI CONQUISTA CON LA CACCIATA O DAL NOSTRO TERRITORIO Bit prwat .***04.44*. bc ~firmwor*" ire, *svoot4 • tr.#50# 4.#1•1404. 6404."9141 4*** .1000”. por ,0****. 4 31~ «ogsri *m "445,e1„, IMMO? 4,..90r$ ~1
SOLIDARIETA' CON I PATRIOTI SPAGNOLI
Le sentenze emesse in questi ultimi giorni dalle corti marzia li franchiste hanno assunto l'espressione di una sanguinaria e gigantesca repressione.
I giovani antifascisti, fra cui due ragazze incinte, sono sta ti condannati a morte dalla corte marziale spagnola dopo un pro cesso farsa sulla base di confes sioni estorte dagli aguzzini con ogni genere di torture.
Su questi patrioti spagnoli in tombe la "garrota", il barbaro strumento medioevale con cui tut tora si eseguono in Spagna le pe ne capitali, e che nella sua ru dimentale efferratezza può vergo gnosamente essere assunto a emblema della sola dittatura fasci
Dalla prima competitivo, finendo finalmente di reggersi su agevolazioni più o meno clientelari o su un regi me di bassi salari e supersfrut tapento degli operai.
Questi sono i nodi che dovranno essere sciolti col proseguimento della trattativa, unitamente a quelli della situazione degli alari stabilimenti ed in particolare dello stabilimento di Cavenago dove é impensabile che dopo sei mesi di Cassa Integrazione rimangano incerte le prospettive circa il ripristino dell'orario contrattuale di laVOTO.
Un'ultima riflessione può essere fatta circa l'andamento di questa trattativa. Finalmente dopo un paio d'anni di duri scontri e forti lotte per impor re il riconoscimento dell'ACE quale parte integrante del Grup po, abbiamo visto questo problema non essere più riproposto dal la Direzione.
11 risultato é stato quello di togliere importanza e possibilità di intervento a personaggi che fino a qualche tempo fa sembravano onnipotenti e di fare compiere un salto di qualità al livello della discussione che può ora avvenire in condizioni più distese.
Spetterà ai Compagni dell'ACE vigilare perchè questo clima venga mantenuto.
sta rimasta in piedi in Europa.
Queste ulteriori barbare ed or rende sentenze emesse dai tribunali di Franco sono una sfida che il regime lancia alla Spagna dove l'opposizione democratica e an tifascista serra le file e si e stende e al mondo dove sale l'in dignazione e la protesta.
Questa sfida sanguinaria dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, come sia illusoria la speranza di una graduale e indolore liberalizzazione del regime franchista.
Ma se queste sentenze verranno eseguite, ciò non farà che accre scere l'ira e il moto di rivolta del popolo spagnolo, che ha visto rafforzare ed estendere l'unità
Dalla prima stiamo conducendo uno sforzo per rendere più esplicita la nostra presenza politica,perchè su ogni argomento sia chiara la nostra posizione ai lavoratori che ci hanno votato e a quelli che comunque guardano a noi come ad una grande e responsabile forza domoeretica.
Di qui, anche, il significato di questo giornale, che non vuole però essere unicamente strumento dei comunisti, ma che siamo impegnati a fare diventare, con la collaborazione di tutti, uno strumento dei lavoratori della 3i mens. E pt:rci7è sia chiara, ancora una volta la nostra serietà politica, punteremo, fin dal prossinio numero, a raggiung::re l'autofi~ziamcnto chiedendo a tutti i lavoratori il loro contributo per quello che dovrà quindi clivelltàre il "loro- giornale.
Ala tutto ciò non basta; è necessario che anche alla Siemens, come avviene già in altre fabbriche, sia possibile a tutti i partiti democratici svolgere la loro attività (ovviamente fuori dall'orario di lavoro e senza intralcio alla produzione).
Gli obbiettivi che ci prefiggiamo in questo senso sono elementari e nello stesso tempo fondamentali : libertà di riunione possibilità di convocazione di assemblee possibilità di iiìterventi alle riunioni di dirigenti politici esterni possibilità di disporre di una bacheca
dello schieramento antifascista con l'importante accordo raggiun to a Madrid tra i due maggiori schieramenti di opposizione demo cratica: la Giunta democratica e la Piattaforma di Convergenza De mocratica, per la creazione di una alternativa comune al franchi smc.
E' necessario che tutte le for ze democratiche e antifasciste dell'Europa e del Mondo levino più alta ed energica che mai la loro protesta per salvare la vita dei giovani antifranchisti e si battano con decisione perchè sia finalmente cancellato dal no stro continente la vergogna del fascismo che insanguina e opprime da 40 anni la Spagna.
per giornali murale o per la stampa di partito.
11 raggiungimento di questi risultati non può essere lasciato ad una singola, per quanto rappresentativa, forza politica, ma deve vedere impegnati tutti i partiti e, ne siamo conviti anche il sindacato ed i C.d.F, ai quali non può certo bastare il confronto saltuario, molto spesso demagocico o solidaristico, che si verifica in occasione delle rare assemblee aperte, convocate quasi sempre in momenti di particolare emergenza. Con il sindacato è necessario che le forze politiche, senza nessuna velleità di sostituirsi e di porsi in concorrenza con esso, operino un confronto continuo, a viso aperto, basato sulle rispettive posizioni e sui rispettivi programmi a partire dai temi della ripresa economica, degli investimenti, della riconversione produttiva , dell'occupazione.
La Redazione de il Confronto è composta dai seguenti compagni
ACF Gualtieri
Gorla Sia ma Fantoni
ODA Zanichelli
SEDE Bertone
Lettere o collaborazioni al giornale vanno indirizzate ai suddetti compagni.
CONTRO I NUOVI CRIMINI DEL
FASCISMO SPAGNOLO