DAL CONSIGLIO DI FABBRICA
Come precedentemente affermato, nell'ultimo volantino, nel, . mese di settembre scade il mandato biennale del C.d.F.; pertanto nel preparare le nuove elezioni il C.d.F, fa un bilancio dell'attività svolta, e sottolinea i problemi che come lavoratori e prossimo C.d.F, ci dovremmo impegnare ad affrontare.
Con la conquista dell'ultimo CCNL, come tutti ricorderanne, abbiamo conquistate la pes sibilità, di discutere, con la contreparte, gli investimenti, la situazione produttiva e occupazionale, , Per i lavoratori é stata una conquista estremamente importante la quale ha avuto immediate riflesse nella piattaforma del gruppo Ansaldo.
Con questa vertenza l'azienda ha dato garanzia che per il 1978 e parte del 1979 non ci saranno flessioni di orario di lavere. Constatiamo però la necessità di un apprefondi mente di queste tema su basi concrete; visto il perdurare di elementi di incertezza che ogni lavoratore può riscontrare.
Oltre a questi problemi, riguardanti l'applicazione della prima parte del CCNL e del nostro accordo, abbiamo affrontate tutte ciò che riguarda la parte nermativa.
Per la corretta applicazione di questa seconda parte dell'accordo abbiamo registrato, per precise responsabilità direzionali, notevoli difficoltà tali da costringerci più vel te al ricorso della Mabistratura per far riconoscere i diritti dei lavoratori.
Ancora molto rimane da fare! Pertanto contemporaneamente al lavoro di preparazione del rinnovo del C.d.F., é comunque necessario che trovino soluzione i problemi ancora inrisolti. Il fatto che il Dr. Lasagna lasci il poste di capo del personale e, in sua so stituzione sia stato nominate il Dr. Acuto, non deve essere motivo di lungaggini. Nen é che questa sia una preoccupazione dell'oggi, già nell'incontro avvenuto il 7 luglio scor so con i rappresentanti della direzione centrale avevamo sottolineato questo fatto, ma le assicurazioni allora dateci non sone servite a gran che se nen dietro la motivazione di questa fase di transizione far ristagnare la soluzione di alcuni importanti problemi che l'esecutivo del C.d.F, intende mettere in evidenza e per i quali chiede che, e a livelle di stabilimento o con l'intervento della direzione centrale sia data rapida soluzione: — situazione produttiva per singole realtà: RA — DTR—Area Commerciale ;
BOLLETTINO
UNITARIO A CURA DEL CONSIGLIO DI FABBRICA «AMIGO° -MI»
— applicazione accordo 18 novembre 1977 rispetto al punte che si riferisce all'ambiente di lavoro (SMAL);
— passaggio di livello dal 3-4 impiegati sulla base del nuovo profilo e del meccanismo di verifica;
inserimento professionale lavoratori—studenti;
— crescita professionale per figure in aree senza sviluppo;
— definizione organico centro resine; scarsi rendimenti.
Oltre alla soluzione di questi problemi il C.d.F, deve affrontare quelli legati all'or ganizzazione -del lavoro previste dal nostro accordo. Uno dei problemi che nei prossimi giorni dovremo affrontare, come metalmeccanici, é il rinnovo del contratto che attualmente é alle studio degli organi dirigenti della FUM. E' necessario da parte nostra, come lavo rateri dell'Ansaldo, portare un valido contributo al dibattito - 'e si terrà in assemblee appositamente convocate.
Il C.d.F., nella sua ultima riunione, ha definite una nuova bozza di statuto il quale verrà posto alla discussione e approvazione dei lavoratori nei prossimi giorni in una ap posita assemblea e successivamente si passerà al rinnovo del C.d.F.
Come li Monde di Parigi) vorrebbero (da Le
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IL CONSIGLIO DI FABBRICA
Art 1
il Consiglio di Fabbrica é struttura unitaria di base del sindacato nel luogo di lavoro, organismo rappresen tativo di tutti i lavoratori; realiz za la politica complessiva della FLM e della Federazione CGIL-CISL-UIL, ha potere di iniziativa e di contrat tazione dentro e fuori la fabbrica.
Imposta l'azione rivendicativa e la gestisce. Dirige la politica sindacale nella fabbrica, ricerca la sin tesi unificante sui problemi che ri guardano tutti i lavoratori, rispon de a quelli specifici di reparto e ufficio, li affronta decidendo e coordinando le azioni di mobilitazione e di lotta dei lavoratori.
Promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politico-sindacale dei lavoratori. Contribuisce, attuando la concreta partecipazione degli ste2 si, alla elaborazione e definizione delle scelte politiche e delle decisioni d'azione del sindacato.
Il Consiglio di Fabbrica svolge unitariamente l'attività del patronato coordinandosi con i patronati provinciali (INCA-INAITAL).
Art 2
Il Consiglio di Fabbrica é compo sto unicamente dai delegati regolarmente eletti dai gruppi omogenei.
Il criterio per individuare il gruppo omogenee é quello del ri ferimento al processo produttivo ed all'organizzazione del lavoreh Ogni gruppo omogeneo elegge uno o più delegati in base a ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo.
Art. 3
Il mandato del Consiglio di Fabbrica ha la durata di 24 mesi, al termine del qua le si precederà alla elezione di tutti i delegati.
IL DELEGATO
Art. 4
Il delegato é l'espressione diretta e democratica del gruppo omogeneo o area di lavoratori.
Art. 5
Il compito del delegato é quello di dirigere la politica sindacale nell'ambi to del gruppo omogeneo o area che lo ha eletto. E' impegnato sui problemi di tut ta la fabbrica e di tutti i lavoratori. Egli deve esercitare un'azione di controllo e di intervento in merito a: gestione degli accordi, organizzazione del lavoro, carichi di lavoro, ritmi, nocivi tà ecc.
Il punto di riferimento per il delegato é la linea espressa dal consiglio di fabbrica alla cui definizione egli deve concorrere attivamente.
Art. 6
Il delegato é politicamente responsa bile, nel proprie gruppo omogeneo, delle decisioni approvate dal C.d.F. e dal la assemblea; queste decisioni si realiz zano attraverso un continuo rapporto dia lettico con il gruppo stesso.
REVOCA DEL DELEGATO
Art. 7
Il delegate del gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento, dopo un dibattito nell'assemblea del gru pe che le ha elette e con votazione pale se che sancisca la revoca con una maggio ranza pari ai 2/3 per gruppi omogenei con più delegati ed il 50% + 1 nei casi di gruppi omogenei con 1 solo delegate,
degli aventi diritto al voto. La richie sta di assemblea per la revoca, avanza— ta al C.d.F. deve essere sottoscritta da una entità pari al quorum previsto per l'elezione.
Art 8
Il lavoratore eletto delegato ha il do vere, qualora nen lo fosse, di iscriversi al sindacato.
Art. 9
Il delegato é tenute a partecipare re— golarmente alle riunioni del C.d.F., salve giustificazioni valide; dopo tre assenze ingiustificate, il C.d.F. sottoporrà al gruppo omogeneo che lo ha eletto, la necessità di re voca come previsto dalltart. 7.
ELEZIONI DEL CONSIGLIO DI FABBRICA
Art 10
Il C.d.F. uscente designa il Comitato Elettorale, rappresentativo delle reali forze sindacali presenti in fabbrica, il quale ha il compito di organizzare e cu— rare le elezioni che devono avvenire nel pieno rispetto delle norme precisate.
NORME PER LE ELEZIONI
Art. 11
Hanno diritto al voto e sono eleggibi li tutti i lavoratori appartenenti al gruppo omogeneo, siano essi iscritti e non iscritti al sindacato.
Art . 12 ------
L'elezione avviene su scheda bianca, sulla quale il lavoratore scriverà il nome e i nomi di sua preferenza. Risulta eletto in prima votazione il lavoratore che ottiene almeno il 50%+1 dei voti validi.
e) Nell'eventualità che nessun lavoratore raggiunga il 50%+1 dei voti validi si procede al ballottaggio fra i lavorato ri che hanno ottenute il maggior nume—
di voti come previsto all'arte 13 pun to b).
Art 13
nei casi di gruppi omogenei in cui, per ragioni oggettive di carattere tec vico e produttivo, si devono eleggere più delegati, ogni lavoratore potrà esprimere un numero massimo di prefe renze nella misura dei 2/5 dei delega ti da eleggere (in caso di frazioni si arrotonda sempre per difetto), fermo restando il principio di un "quorum" minimo di voti così determinato:
100 + 1
n, delegati x 2 Nel caso in cui qualcuno o nessuno non ottenga il quorum previsto, si prov— vederà ad una ulteriore votazione di ballottaggio fra i primi non eletti in numero doppio a quello dei delega ti da eleggere, fermo restando che il numero delle preferenze da esprimere é quelle sopra fissato e risulteranno eletti i lavoratori che avranno otto nuto il maggior numero di preferenze.
STRUTTURE DEL CONSIGLIO 1I[ FABBRICA
Art. 14
Il C.d.F., dopo ampio dibattito, eleg gerà nel suo ambito, con voto palese, un comitato esecutivo (composte oggi da n. 9 componenti), con compiti ope rativi e funzionali, coordinando le at tività ed iniziative decise dal C.d.F.
Al fine di realizzare una più ampia partecipazione e responsabilizzazione, ogni sei mesi, preceduta da un ampio dibattito ed una valutazione politica, si attuerà la rotazione di 1/3 dei com ponenti l'esecutivo, garantendo che la sostituzione avvenga con delegati che ancora nen ne hanno fatto parte.
Il comitato esecutivo si riunirà tutte le volte che si rende rende necessario, comunque almeno una volta alla settima na.
Nelle eventuali trattative con la dire zione, riguardanti uno specifico re— parto, ufficio:o gruppo omogenee, sarà presente, oltre all'esecutivo, anche il delegato/i del gruppo emoge neo.
Il coordinamento dell'attività del C.d.F. viene garantito attraverso la presenza a rotazione di un componente del comitato esecutivo, nei locali del C.d.F.
CONVORZ1ONE DEL COYSIGLIO DI FABBRICA
Art. 15
il C.d.F. si riunisce tutte le volte che si rende necessario, comunque al meno due volte al mese.
Il C.diF. viene convocato su decisie ne del comitato esecutivo, o su ri chiesta del sindacato:oppure su ri_ chiesta di almeno 1/4 dei delegati.
Il comitato esecutive, prima di ogni riunione, comunicherà, in tempo utile; a tutti i delegati l'ordine del gior— no dei lavori.
Art. 16
Le riunioni del C.d.F. sono presiodu te e dirette dal comitato esecutivo: il presidente verrà designato di vol ta in volta.
Alle riunioni del C.d.F, possono as sistere tutti i lavoratori senza di ritto di intervento e voto.
Art. 17
le decisioni del C.d.F. dovranno es— sere assunte a maggioranza assoluta del 50%4-1 dei presenti dopo una di— scussione tesa ad una ampia sintesi unitaria,
In prima convocazione il C.d.F. é e perante con la presenza del 50%+1 dei delegati; in seconda convocazio ne, che avviene trascorse il tempo utile per riconvocare i delegati as
senti, il C.d.F. é operante coi soli presenti e decide con maggioranza del 50%+1 degli stessi.
COMMISSIONI DI LAVORO
Art 18
Il C.d.F. per studiare, ricercare ed elaborare le linee di intervento sui pro blemi specifici e quelli generali, si struttura in commissioni di lavoro. Le commissioni di lavoro sono aperte alla partecipazione di tutti i lavoratori. Di volta in volta potranno essere richiesti interventi di esperti esterni.
MONTE ORE
Art. 19
Il monte ere a disposizione del C.d.F. é gestito celleggialmente dalle stesso. Il delegate che per attività sindacale deve far ricorse al mente ore, comuni— cherà al membro di turno la quantità di ere utilizzate, precisando l'orario di inizià e fine permesso, oltre che le rispettive motivazioni. A tale ri— guardo l'esecutivo terrà la registrazie ne delle ere utilizzate dai singoli delegati.
ASSEMBLEA
Art 20
a) L'assemblea di fabbrica é il momento di elaborazione, di discussione e di verifica dell'insieme dei problemi e delle decisioni del sindacato. In par ticelare l'assemblea di fabbrica defi nisce, approva le piattaforme rivendi cative aziendali, indica le linee del l'azione sindacale e approva l'accordo definitivo. In particolare per consen tire il massime di partecipazione ed un forte collegamento con i lavoratori, l'articolazione in assemblee di repar te, ufficio, gruppo omogenee, deve ave re la più ampia generalizzazione onde costituire il giusto raccordo con ltas semblea generale.
b) L'assemblea viene convocata dal C.d.F. e dal sindacato, oppure dal. C.d.F. su richiesta dei lavoratori.
IL GIORNALE DI FABBRICA
Art 21
Il C.d.F. sviluppa tra i lavoratori la formazione, l'informazione, il dibattito con un proprio giornale di fabbrica, g rantendone il sue autefinanziamento.
Esse deve essere una tribuna apeí-ta al confronto fra tutti i lavoratori.
COORDINAMENTO DI GRUPPO
Art_0_22
a) il C.d.F. si impegna in sede di gruppo Anraldo afla elaborazione e definizio—
ne di uno statuto che regolamenti le attività dello stesso.
b) La partecipazione ai lavori del ceordi namento da parte del C.d.F., avviene attraverso la designazione di n. 3 de legati. Sulla base delle necessità di lavoro dello stesso, la partecipazione potrà essere ampliata.
APPROVAZIONE E MODIFICA STATUTO
Art 23
Il presente statuto deve essere approva te, o integrato, o modificato dall'as— semblea generale dei lavoratori.
Ogni successiva modifica, od integrazio ne proposta dal C.d.F., dovrà essere sempre approvata dall'assemblea genera le dei lavoratori.