i giovani vogliono cambiare sezione del PCI Perotti Devani-via Zecca Vecchia n°4 -Milano
•
per una via PRIMO di uscita IL LAVORO
Creare una nuova tensione ideale tra i giovani e dare loro la possibilità di creare nuovi rapporti sociali, un nuovo modo di vivere, è secondo noi uno dei compiti fondamentali delle forze progressiste e un elemento indispensabile per la soluzione della crisi del nostro paese. Quando noi comunisti diciamo che per garantire la rinascita e la crescita del nostro Paese è necessario creare una democrazia di massa cosa vogliamo dire? Intendiamo dire che alla direzione dello Stato devono partecipare, attraverso le Regioni, i Comuni , i Consigli di Zona, di quartiere, di fabbrica, di scuola... tutti i cittadini, partiamo cioé dal presupposto che non è possibile risolvere i problemi del Paese se al Paese stesso non è data la possibilità di esprimerei propri bisogni e le proprie idee. Ebcene,perché euesta democrazia di massa si realizzi è necessario che tutti, innanzitutto i giovani, abiano una concezione della vita che faccia vivere i problemi degli altri come propri e secondo la quale non si pensi di poter soddisfare ognuno da sé, magari a scapito della collettività, i propri hisoeni. necessario che si affermi in tutti eli strati sociali il valore del la solidarietà, il gusto per una vita ricca di rap-'orti umani e nopraT tutto la fiducia che insieme si può effet'ivamente mutare la qualità della propria vita e della società in cui viviamo. Perché riteniamo che questi valori e questa fiducia debeano affermarsi sopra,tut!o tra i piovani? Innanzitutto perché riteniemo che è rroprio dai eiovani che può venire il maggior contributo di idee per af:rontare'i gravi problemi che ci troviamo di fronte e che sia propria dei giovani una maeeiore 'sensibilità per le contraddizioni e le ingiustizie del:a società in cui vivia mo, seneibilitù che va trasformata in azione, in lotta. Siamo inoltre consapevoli che proprio tra i giovani sono più gravi i pericoli di diseraeazione sociale ed è più forte la tentazione verso soluzioni individualistiche, di fronte alle difficoltà di inserimento nella società. Di • ronte alla prospeetiva di restare disoccupati, dopo un periodo più o meno lucro di studio o di trovare un lavoro non corri spondente al livello della propria qualificazione, di fronte alla ine: eistenza di luoghi di ritrovo ricreativi e culturali che permei'. ano di impiegare in modo cottrut, ivo la propria Giovinezza, facile I la dispe razione, facile è il fermi strada di ideologie individualistiche, aso: cieli, qualunquistiche. Come in una scuola che fornisce una cultura inutile e arretrata spesso si reagisce con un rifiuto di tuta la cultura o con uno studio tutto individuale, mirante al solo successo personale, così alla impossibili tà di stare insieme, di divertirsi, di fare qualche cosa di costrutti: vosi può reagire con la eroga, con la violenza. chiaro quindi come la necessità dell'affermazione di nuovi valori di strutture sociali che permettano un nuovo tipo di vita sia particolarmente drammatica per i elevarli. anche chiaro come la risoluzione della questione giovanile si intrecci con la necessità di costruzione di una nuova scuola, di un nuovo tipo di sviluppo economico, di nuove forme associative per le masse popolari. 7A è anche, noi speriamo,chiaro come la questione giovanile abbia una sua specificità. E' sui piovani, infatti, ch,la crisi generale che investe il Paese incide più fortemente. E' tra i giovani che più drammatico si fa il contrasto tra soluzioni dei problemi individuali e passive e soluzioni comuni e costruttive. E' tra i giovani che è più forte l'esigenza di una trasformazione ché non dia solo benessere economico, ma crei una vita più umana e più degna di essere vissuta. In questo quadro ci sembra che l'attività politica dei giovani assuma un ruolo di grande rilievo. E' nella partecipazione attiva alle lotte delle masse popolari che i giovani possono realizzare un primo momento di aggregazione, compiere una prima esperienza di vita collettiva. E' nell'attività politica che,mentre si lotta per una generale trasfor mazione del Paeee,si può cominciare ad incidere direttamente sulla re: altà per modificare le situazioni particolari e sperimentare un nuovo modo di vivere. La lotta politica non è quindi lotta solo per un futuro migliore, ma è fino da oggi costruzione di un diverso presente ed è, noi comunisti ne siamo convinti, lotta unitaria perché i drammi e le esigenze di cui abbiamo parlato sono propri indistintamente di tutti i 'iovani e, perciò,p0000no essere affrontati al di là delle diverse ideologie.
Il problema che emerge con maggiore evidenza ds considerazioni anche sommarie sulla condizione dei giovani in Italia è quello della disoccupazione giovanile e della mancanza, sempre più drammatica di sbocchi professionali. Questo problema ne richiama immediatamente un altro: quello della diminuzione del tasso di attività nel nostro paese, determinata dal progressivo restringimento delle basi economico produttive, che ha colpito in modo particolare le fasce tradizionalmente marginali del la popolazione, cioé eli uomini oltre i 49 anni, le donne di ogni età e, soprattutto, i giovani. Il fenomeno della disoccupazione eicvanile non è nuovo in Italia, ma negli ultimi tempi esso si 'e andato progressivamente aggravando, tanto da evidenziare chiaramente che non si tratta di una semplice e marginale distorsione, ma di un processo intimamente connesso con lo sviluppo capitalistico del nostro paese, che richiede per la sua soluzione un modellodi sviluppo economico e sociale globalmente diverso e alternativo. La disoccupazione intellettuale era già un fatto incontestabile nell'immediato dopoguerra, quando l'eccedenza di laureati e diplomati rispetto alla capacità del sistema economico fu in qualche modo tamponata con alcune misure messe in atto dalle classi dominanti, che al_fine di evitare le serie conseeuenze che avrebbero potuto accompagnare un processo di proletarizzazione d-i ceti intel.etualì, assorbirono nel a pub blica amministrazione una quota abnorme di forza lavoro qualifica ta, senza persi nesnun obbiettivii di una razionale utilizzazione di essa. :- uesto rigonfiamento abnorme della burocrazia statale toccava i suoi vertici nel 7,:ezzogiorno e nelle Isole che, nel 1961 arrivarono a fornire il Ge‹ :- del personale complessivo di questo settore. Ln situazione ai ae•- rava nel decennio tra il '60 e il '70 quando, anche sotto la spinta del facile ottimismo determinato dal "boom" economico, la popolazione scolastica subisce un'imeis ione di oltre 3 milioni di giovani, mentre la popolazione attiva subisce una riduzione di circa 700.000 unità. Gli anni che succedono alla crisi del '63 ripropongono di conseguenza una drammatica esplosione del problema della disoccupazione e della sottoccupazione intellettuale, che presenta comunque aspetti
meno bravi nel caso dei laureati, dal momento che per questi resta pur sempre possibile, per qualche anno ancora, trovare uno sbocco all'interno della scuola. Tuttavia la situazione ei deteriora rapidamente anche per i laureati, a causa della diminuita richie sta nel settore Industriale, e al: la fine degli anni '6C anch'essi incominciano ad essere investiti dalla disoccupazione e dalla sottoccupazione. O O OJO
Si diffonde dunque un particolare fenomeno ch2 — oltre a fare della scuola un mostro che riassorbe quello che produce, cioè laureati — determina anche una frizione strutturale tra la domanda del sistema fndustriale comunque orientata verso un tipo di forza-lavoro con caratteristiche di qualificazione inferiore, e quello che è il comportamento delle masse scolarizzate a livello di studi superiori e universitari. Queste, infatti, di fronte alla ormai diffusa consapevolezza di doversi adattare a occupazioni marginali rispetto a quelle che sarebbero des;derabili sulla base delle « aspettative di status» connesse al livello di scolarità raggiunta, preferiscono mettere in mirto una serie di meccanismi che permettono loro di prolungare artificialmente la fase della gio_ vinezza: ad esempio, accettano di continuare a vivere in famiglia, anticipano il tempo in- cui dovranno sostenere il servizio militare, rinviano progetti matrimoniali o, comunque, di convivenza, che comporterebbero una crescita insostenibile delle spese di mantenim-nto e, infine, mentre continuano a « spremere » la famiglia di provenienza per ottenere le piccole somme necessarie a far fronte ai consumi quotidiani, si adattano a lavori parbiline quali la supplenza nelle scuole, la piccola rappresentanza, l'attività presso uno studio professionale, e così via.