Skip to main content

Il Consiglio di fabbrica_Asgen1

Page 1

Bollettino

unitario ASGEN

IL CONSIGLIO DI FABBRICA GENNAIO 1971

lavoro collettivo

Nel Consiglio di Fabbrica si è costituito un "Comitato di Redazione" con il compito di svolgere tutte le operazioni atte a dare vita al giornale.

Questo non deve essere un giornale per i lavoratori, ma un giornale dei lavoratori ed alla sua evoluzione dovremo lavorare insieme — consiglio di fabbrica, redazione, lettori — con spregiudicatezza critica e con continuativa volontà di reciproca collaborazione.

La via che le cose stesse suggeriscono è piuttosto quella di una dialettica aperta all'interno di tutto il movimento operaio, di un massimo di circolazione delle idee, per modeste che siano, di un più vero lavoro collettivo, senz'altra

limitazione che quella imposta dalla responsabilità e dalla coscienza di ciascuno.

In questo spirito 'vi invitiamo a collaborare con suggerimenti, critiche, note ed articoli. Problemi ne sorgono ogni giorno nei reparti e negli uffici e su queste pagine vorremmo aprire un approfondito dibattito, una ricerca effettiva con tutti i lavoratori.

Questi problemi, queste esiuenze, esistono in un modo o nell'altro nei sentimenti e nella mente di chiunque viva, da poco o da gran tempo nella fabbrica. Proporseli apertamente, contribuire bene o male ad affrontarli, vorrebbe essere il nostro scopo.

Il Comitato di Redazione

VERBALE DI ACCORDO

Un lavoro collettivo

Accordo borsisti

Tabella premio posto e collimo te operaie ed uso del ternbr Orario di lavoro

In breve

Illa Lettere alla redazione

Sottovoce

Richieste alla direzione

Occasioni

Addì 21.12.1970 tra

La Società ASGEN, Stabilimenti in milano, rappresentata dai Signori Dott. Mario Fumato e Dott. Leonardo Albrizio e

la Commissione Interna, composta dai Signori: Carrera Carlo, De Vecchi Enrico, Farina Carlo, Fregoni Angelo, Ghitti Aldo, Luvieri Mario, Maricino Mauro, Sabatini Vittorio e Zanca Gino

i rappresentanti Sindacali aziendr 'i Signori: Bonavita Giuseppe, Caporusso Ni-

cola, Farina Angelo,' Gelmetti Umberto, La Rosa Vincenzo, Lodigiani Eraldo, Preite Antonio, Ronchi Angelo e Rota Alessandro dopo ampia discussione ed a completa definizione della vertenza relativa al personale turnista, instaurata con lettera della Commissione Interna alla Direzione del Personale in data 29.10.1970 è stato convenuto quanto segue:

1) in conformità al disposto di cui all'ultimo comma dell'articolo 11 — parte operai — del C.C. N.L. 8.1.1970, vengono individuate le seguenti festività cadenti di domenica, il cui trattamento economico verrà corrisposto a fronte di altrettante

MA
SOM
RIO
CONTINUA IN 2*

DALLA PRIMA

giornate di riposo godute in occasione del periodo di ferie annuali, con le modalità stabilite dal citato comma dell'art. 11 del C.C.N.L.

Anno 1970: 1° novembre 25 aprile

Anno 1971: 15 agosto 26 dicembre

Anno 1972: 19 marzo

L'indennità di turno rimane fissata nella misura attualmente esistente di L. 10 orarie.

L'intervallo per la consumazione del pasto per il personale a turno viene fissato, con i criteri retributivi in atto, in 30 minuti primi a decorrere dal 26.12.1970.

Al personale interessato alla presente vertenza verrà corrisposto un assegno ad personam di L. 25 orarie di cui le parti si .riservano di concordare in seguito la destinazione con decorrenza dal 26.11.1970, e verrà nei confronti di tutto il personale lavorante a turni avvicendati.

Letto, confermato e sottoscritto.

COMMENTO SULL'ACCORDO

L'accordo raggiunto per i lavoratori turnisti, ha permesso agli stessi di acquisire, praticamente, un'altra ora di riduzione di orario settimanale (per l'esattezza 55 minuti) ed un sensibile miglioramento economico.

Accordo sostanzialmente positivo, dunque, realizzato, come sempre, con l'impegno diretto dei lavoratori, fino allo sciopero, in appoggio all'azione degli organismi che li rappresentano.

Positivite- che comunque non conclude il problema del lavoro a turni che ha una sua prospettiva di soluzione più concreta e maggiormente confacente alle necessità dei lavoratori.

Bisognerà perciò operare perchè queste problema sia affrontato dalla direzione con criteri di estinzione e non di espansione del lavoro a turni, incominciando seriamente ad ammodernare ed a potenziare gli impianti.

Agendo in questa direzione, l'azienda si metterà in grado di far fronte ai suoi impegni produttivi, senza inasprire le condizioni dei lavoratori che in questo caso riguardano anche le loro famiglie.

Lotte operale ed uso del territorio

Durante le grandi lotte dell'autunno 1969 i lavoratori italiani hanno saputo unire, nel grande sciopero di Novembre per la casa, i problemi della condizione in fabbrica con quelli della condizione sociale e civile di tutti i lavoratori. Questo grande movimento è stato l'inizio di un processo di lotte per le riforme e, soprattutto negli ultimi mesi, tende sempre più a rafforzarsi ed a generalizzarsi in particolare a livello di volontà di lotta.

Significativi passi sono stati fatti nel senso di costruire un movimento che sappia utilizzare le esperienze dei nuovi strumenti della democrazia operaia nelle fabbriche per uscire dalle stesse ed investire con questa carica contestativa i quartieri e le città.

Le organizzazioni sindacali sempre di più si dovranno orientare, sotto la spinta dei lavoratori, verso la creazione di organismi nuovi e « snelli » di zona, svincolati da pastoie burocratico - amministrative, che si colleghino con la realtà dei quartieri dove operano, per imporre delle scelte che siano alternative al processo in atto, in primo luogo per quanto riguarda l'uso del territorio e la politica della casa.

mezzo metro quadrato di verde per ogni abitante, dove la speculazione ha ridotto la città ad un agglomerato mostruoso, aggravando la condizione dei cittadini per quanto ri-

A Milano questi problemi stanno di fronte al movimento dei lavoratori in modo ancora più drammatico, per la situazione già insostenibile di una città dove, tanto per fare esempio, esiste qualche

guarda i servizi, i trasporti, la casa, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua. Questa situazione non è puro caso, ma ha precise responsabilità politiche nella copertura e nell'appoggio fornito dai partiti di centro-sinistra ai grandi speculatori, subordinando alle loro scelte gli interessi della collettività.

A questo punto necessita una risposta di classe che non si limiti a realizzarsi solamente con alcuni scioperi generali, anche se molto importanti, ma coinvolgendo i nuovi strumenti di potere, come consigli di fabbrica ed organizzazioni di quartiere, per trovare un legame sempre più stretto tra la condizione dentro e fuori dalla fabbrica.

Solamente così cadranno schemi burocratici e si potrà dare uno sbocco positivo alle lotte, identificando dei momenti intermedi di intervento diretto che si collochino nella prospettiva delle riforme, evitando così il rischio che le stesse appaiono come qualche cosa di astratto agli occhi dei lavoratori.

Questo è un terreno concreto di lotta per la classe lavoratrice e per tutti coloro che vedono la necessità di costruire un nuovo blocco di potere contro il « sistema ».

[BATrign comE f-VERANEWTEI516440RE, PUZZANO I <gni SONO 611 SCAR1041 l

19VARVeRt OPERAI! °BIO STABILI tiE Krd - I 4 \-----u /

ORARIO DI LAVORO

Milano, 21 gennaio 1970 Spett.le Direzione Soc. ASGEN

Stabilimenti di Milano Via Bergognone

111,111,èti l ... CILE etooégateati)

Questi OPERI( SCOMERSI uos posto s'nue !)

RICHIESTE ALLA DIREZIONE

La C. I. deve sottolineare alla Direzione il suo netto dissenso perchè si sta attuando in fabbrica una sempre più crescente presenza di lavoratori comandati oltre l'orario di settore.

La C. I. deve perciò richiamare l'Azienda al rispetto delle norme, previste al riguardo, dal Contratto di Lavoro e, nello spirito delle stesse, richiede alla Direzione la tempestiva comunicazione n9nrinatira dei lavoratori comandati.

Questo per potere effettuare un valido controllo sul rispetto della regolamentazione dell'orario di lavoro.

Distinti saluti.

LA COMMISSIONE INTERNA

negativamente dei ritmi di produzione se, proporzionalmente non si riduce l'orario di lavoro.

Se questi nostri obiettivi erano validi nell'epoca del rinnovo contrattuale, altrettanto lo sono oggi che si tratta di attuarli appieno.

Dobbiamo perciò essere coerenti con noi stessi e fare in modo che sia rispettato il contratto di lavoro.

Riassumiamo in breve le richieste presentate alla Direzione aziendale, il giorno 22 gennaio 1971:

1 Riesame del trattamento di trasferta.

2 — Piattaforma per i lavoratori studenti.

Nel prossimo numero del giornale entreremo in merito alle questioni.

Col gennaio, in applicazione del contratto, è scattata un'altra ora di riduzione dell'orario di lavoro; un altro passo verso la settimana di 40 ore a parità di salario e di stipendio.

Ciò, però. non ci è stato regalato da nessuno; ce lo siamo conquistati, con la guida delle nostre Organizzazioni Sindacali, dopo lunghe ed aspre lotte perchè convinti della necessità di ridurre l'orarie di lavoro. Necessità che scaturisce dai ritmi di lavoro, per avere più tempo libero a disposizione, per far posto anche ad altri lavoratori, ma pure a difesa della nostra stessa occupazione che, si voglia o no, in prospettiva risente

Non basta che la Commissione Interna e gli Organi Aziendali intervengano presso la Direzione perchè èsia rispettata la regolamentazione dell'orario di lavoro.

E' pure dovere di ogni lavoratore agire nello spirito del contratto, non prestarsi a superare perennemente l'orario di settore; anzi ognuno di noi deve dare tutto il suo contributo affinchè il carattere di eccezionalità sia realmente tale e non venga, invece, artificiosamente creato a livello di reparto, di ufficio, di direzione.

Questa azione di artificiosa eccezionalità ha anche lo scopo di riabituare i lavoratori a stare il più a lungo possibile in fabbrica secondo la logica pAdronale che i lavoratori per vivere e per arricchire ulteriormente i padroni, devono fare un sacco di ore.

Questa logica padronale, di fatto tende ad annullare la conquista della settimana corta, monetizzandola; non è affatto detto che essa passi.

OCCASIONI

Cercasi gabbia, anche usata, per un vecchio uccello di razza «RA»

_ Scrivere a: Il consiglio di fabbrica.

Comunque non possiamo permetterci nessuna incertezza. Questa conquista va difesa e sostenuta, per valorizzarla nell'interesse collettivo e per darle prospettive future più avanzate.

In questo senso vi deve essere la nostra comune volontà, la nostra coerenza e, se permettete, un minimo di autodisciplina.

(acc,, rdo 28 luglio 1970) TABELLA UTILI DI COTTIMO

VALORI del PREMIO DI POSTO ECONOMISTI - accordo 28-7-1970 COMPRENSIVO del RICALCOLO dell'ORARIO e dell'AGGANCIAMENTO al COTTIMO in vigore dal 1-1-1971

R CATEGORIE O S. O Q 0 C1 0.C2 Premio iniziale 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 132.71 135.68 138.65 141.62 144.59 147.56 150.53 153.50 156.47 159.44 162.41 165.38 168.35 171.32 174.29 177.26 180.23 183.20 186.17 189.14 192.11 195.08 198.05 201.02 203.99 206.96 209.93 212.90 215.87 218.84 221.81 224.78 227.75 230.72 233.69 236.69 115.57 118.31 121.05 123.79 126.53 129.27 132.01 134.75 137.49 140.23 142.97 145.71 151.19 148.45 153.93 156.67 159.41 162.15 164.89 167.63 170.37 173.11 175.85 178.59 181.33 184.07 186.81 189.55 192.29 195.03 197.77 200.51 203.25 205.99 208.73 211.47 107.57 110.14 112.71 115.28 117.85 120.42 122.99 125.56 128.13 130.70 133.27 135.84 138.41 140.98 143.55 146,12 148.69 151.26 153.83 156.40 158.97 161.54 164.11 166.68 169.25 171.82 174.39 176.96 179.53 182.10 184.67 187.24 189.81 192.38 194.95 197.52 98.43 100.89 103.35 105.81 108.27 110.73 113.19 115.65 118.11 120.57 123.03 125.49 127.95 130.41 132.87 135.33 137.79 140.25 142.71 145.17 147.63 150.09 152.55 155.01 157.47 159.93 162.39 164.85 167.31 169.77 172.23 174.69 177.15 179.61 182.07 184.53
CON INCORPORATA LA RIDUZIONE ORARIA A 42 ORE
Classe Accordo 28-7-70 base ricalcolata VALORE IN LIRE COMPRENSIVO DELL'AGGANCIAMENTO AL COTTIMO O.S. O.O. 0.C.1 0.C.2 M A-B 1 148.72 165.35 164.06 C-D 2 119.- 135.63 134.34 133.39 E-F 3 97.28 112.62 111.67 111.06 G 4 80.14 95.48 94.53 93.92 93.24 H 5 71,- 85.39 84.78 84.10 AGGANCIAMENTO AL COTTIMO VALORE PUNTO RICALCOLATO 2.97 2.74 2.57 2.46 2.34 IMPORTO AGGANCIAMENTO AL 26-1-1970 - punti 7 x 0,80 16.63 15.34 14.39 13.78 13.10

In breve

Non intendiamo riprendere tutto il discorso su questo importante problema che ogni giorno è alla nostra attenzione.

Vorremmo solo sottolineare che si sta manifestando, in fabbrica, un'azione tesa ad annullare, almeno in parte, la positività degli accordi sul cottimo che in questi anni abbiamo realizzato ed in particclare contro l'ultimo che ci ha permesso più sensibili passi in avanti.

Contro di esso viene messa in atto un'azione coordinata. di attacco ai tempi di lavoro (in contrasto con lo spirito ed i contenuti dello stesso) e di larvata denigrazione, congiuntamente agli organismi che, ccn l'appoggio dei lavoratori, lo hanno realizzato.

Ciò non avviene a caso.

I padroni sanno, Direzione Asgen compresa, che anche per questo istituto contrattuale facciamo sul serio; perciò cercano di conquistare delle posizioni per contrastare e ritardare la nostra azione in questa direzione.

E' vero che non dobbiamo ingigantire le difficoltà che si cerca di frapporre al nostro cammino, però è pur vero che dobbiamo stare attenti ed essere vigilanti.

Dobbiamo innanzitutto non subire apaticamente l'indiscriminato rilievo dei tempi e la dequalificazione del lavoro. Tempestivamente dobbiamo contestare e respingere qualsiasi attacco agli accordi, informando senza indugio gli Organismi Aziendali perchè possano intervenire in modo argomentato.

Questa è la prima azione che a noi si pone se vogliamo creare le premesse per altri passi decisivi verso la realizzazione dell'obiettivo che da tempo ci siamo posti: « il superamento del lavoro a cottimo ».

Sottovoce

Quando una parte del personale si trova in lotta per rivendicazioni. tutti i lavoratori dovrebbero attenersi ai comunicati della C. I. e del Consiglio di Fabbrica, in merito alle ore straordinarie.

Questo ad evitare spiacevoli sorprese come nel caso dello sciopero dei turnisti, i quali durante un giro nei vari reparti hanno notato degli operai che giocavano a nascondersi nei gabinetti e nei forni di verniciatura. * * *

Fino a qualche settimana fa alla RA Fabbricazione, faceva bella mostra un elenco nominativo: era la COMANDATA per lo straordinario. Insomma, una specie di albo d'onore dal quale gli interessati apprendevano, alla luce del giorno le disposizioni per lavorare, a straordinario, alla luce di 60 candele 160 V. Qualcuno, però, si è accorto che troppe teste venivano illuminate dopo l'orario normale ed è corso ai ripari.

Morale, la COMANDATA non

viene più esposta, però si possono fare ugualmente sette ore di straordinario alla settimana.

Basta programmare l'apparizione delle teste al di sopra delle scrivanie, per non farne vedere in giro tante contemporaneamente.

La difficoltà sta tutta lì.

Volete scommettere che programmeranno a pari e dispori la comparizione delle teste.

Mah!!

Il Consiglio di Fabbrica, per essere meglio in grado di assicurare la partecipazione dei rappresentanti della nostra fabbrica alle riunioni del Gruppo ASGEN ed a livello nazionale, invita tutti i lavoratori a dare il loro coli tributo economico.

Lettere alla redazione

CONCENTRAZIONE

L'Assemblea del giorno 12-1-71 presso la nostra mensa aziendale, ha posto in evidenza la necessità di intraprendere quanto prima. una azione sindacale per condizionare il processo di concentrazione delle Industrie Elettromeccaniche pesanti in programma nel nostro Paese.

Sarà senz'altro un'azione lunga ed impegnativa che i lavoratori tutti dovranno condurre a tutela del posto di lavoro, contro la dequalificazione, al condiziona mento ed all'annullamento della mobilità interna.

Se non sarà possibile bloccare l'azione del Governo, che si è mostrato nettamente favorevole a queste concentrazioni, necessita un impegno collettivo. affinchè azioni del genere non debbano pesare sull'economia del lavoratore.

Le concentrazioni debbono incidere in forma massiccia, sull'economia dell'azienda, affinche azioni del genere, mascherate da etichette tipo "concorrenza ai mercati esteri, sviluppo tecnologico, centralizzazione dei servizi, ecc." non diventino esclusivo monopolio del Governo al potere.

Noi dobbiamo essere contrari alle concentrazioni, perchè il Governo attuale non dimostra nessuna disponibilità effettiva per una politica verso interessi della base lavoratrice.

Dopo il passato dominio delle Direzioni private, oggi i lavoratori devono subire il dominio incontrastato ed incapace delle Direzioni Statali e dei politicanti.

Il Governo nascondendosi dietro il problema del mezzogiorno e del meridione, desidera incrementare il Sud a spese del Nord.

Significa che la politica economica italiana ha una sola parola d'ordine: mantenere sempre l'economia nazionale allo stato attuale.

Il ministro del lavoro Donat Cattin, prevede una mancanza nell'arco di tempo 1971-1980 di 2 milioni e 500.000 posti lavoro.

La centralizzazione. la razionalizzazione, l'automazione, hanno come conseguenza la riduzione dei posti di lavoro.

La disoccupazione crea un senso di disagio. di insicurezza. di condizionamento anche nei lavoratori occupati, che ha come conseguenza logica una riduzione del potere contrattuale. da parte del lavoratore ed un assenteismo alla partecipazione di impegno sindacale.

Appare senz'altro evidente, la necessita di uno schieramento unitario di tutti i lavoratori operai ed impiegati, nella futura azione sindacale.

Coloro che non si uniranno a noi ed insisteranno nel loro atteggiamento antidemocratico, subiranno la reazione antidemocratica che i lavoratori impegnati assumeranno nei loro confronti.

La situazione attuale richiede un preciso impegno sindacale e politico. Problemi del genere riguardano tutti e tutti dovranno seguire l'azione decisa dalla maggioranza.

Non esiste spazio alcuno per la tolleranza.

La Direzione dell'Asgen si è dimostrata, durante l'ultimo sciopero, disonesta nei riguardi delle maestranze in agitazione, pagando ai crumiri ore di lavoro non eseguito.

Il problema non riguarda solo la Direzione, ma è atto di violenza verso i lavoratori in sciopero.

Attualmente la posta in gioco è troppo importante.

I lavoratori non permetteranno 'che azioni del genere avvengano in futuro.

Un impiegato

RISPOSTA ALL'IMPIEGATO

Il nostro amico impiegato sottolinea, nella sua lettera, la necessità della lotta per annullare i risultati negativi che la operazione di concentrazione, seppur confusamente, lascia intravvedere.

Ed è naturale che tutti siano chiamati ad essere presenti in questa lotta; questa presenza sarà la più ampia nella misura che faremo chiarezza in mezzo a tutti i lavoratori della fabbrica. Non aspettandoci, però. che la Direzione dell'Asgen, se ne stia inerte. Essa. come il padronato. quando può cerca di rompere la compattezza dei lavoratori; nelle forme espresse nella lettera. cercando di tranquillizzare una parte dei lavoratori, con l'intimidazione e magari con le rappresaglie.

Sta alla nostra azione far capire agli assenteisti che cosi facendo vanno contro il loro stesso interesse.

Certamente, non sarà una lotta facile. proprio per gli obiettivi che si pongono Governo ed Enti pubblici, con l'attuazione della concene-azione, che essi definiscono razionalizzazione.

Concentrazione che non è sufficiente contestare, ma per la quale dobbiamo avere esatta conoscenza della sua reale necessità o meno. Come dobbiamo conoscere in modo particolareggiato cosa si vuol realizzare, in che modo ed a spese di chi.i.Joi ribadiamo non a spese dei lavoratori e della collettività.

Noi non intendiamo affatto dimenticare le necessità del Sud (anzi perchè si è aspettato tanto?) ma proprio per questo vogliamo anche in questo senso la massima chiarezza per non trovarci in un prossimo futuro in presenza di smantellamenti ingiustificati al Nord senza che al Sud sia stato fatto niente od al massimo adottato qualche palliativa. Il Sud si deve potenziare senza influire negativamente al Nord, perchè se così fosse, la economia del paese ci guadagnerebbe ben poco.

Noi lavoratori siamo i primi sostenitori dell'economia, ma questo non deve far credere che siamo disposti ad accettare tutto quanto più o meno apertamente ci dicono i nostri padroni delle Partecipazioni Statali. Ciò deve essere chiaro.

E se per avere chiarezza sul nostro futuro è necessaria la lotta. ebbene, lotta sia.

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook