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Dibattito unitario1

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Dibattito Unitario novembre 1970

Bollettino unitario del Consiglìo di fabbrica - Magneti Marelli n. 1

Presentazione Le organizzazioni sindacali della FIM, della FIOM e della UILM, unitamente al Consiglio di fabbrica della MAGNETI MARELLI, intendono con questo primo numero del giornalino unitario di fabbrica, non solo dare un formale contributo al processo unitario dei lavoratori, ma con il libero dibattito che lo stesso giornalino si propone di aprire fra tutti, (ognuno può scrivere, inviare lettere, ecc.) dare un contributo all'unità sindacale che, partendo dalla fabbrica, luogo nella quale i lavoratori si trovano accomunati in una lotta contro lo sfruttamento e quindi nel confronto dei problemi aziendali da affrontare, faccia crescere sempre più la volontà e l'impegno per l'unità di tutti i lavoratori. LAVORATORI DELLA MAGNETI MARELLI! Questo è il vostro giornale, tutti possono e devono collaborare inviando articoli, lettere, notizie, esso sarà come voi lo volete, solo se ci sarà il votro contributo attivo.

IN CHE MONDO VIVIAMO Osservando il mondo del lavoro oggi, notiamo una profonda spaccatura che solo in questi ultimi mesi tende a rimarginarsi. Essa è formata dalla differenza di posizione che il padronato ha saputo creare fra impiegati e operai. Vediamo ora perché il padrone ha voluto questo, come lo ha ottenuto e perché ci dovrà rinunciare. Incominciamo col dire che il padrone è forte ed il lavoratore è debole ma che il padrone è debole ed i lavoratori. sono forti, quindi se il padrone vuol mantenersi forte deve dividere i lavoratori; questa comunque non è una sua invenzione già gli antichi romani avevano capito che: dividi e domina. Allora il padrone ha inventato le categorie, i lavoratori di serie A e di serie B, i buoni e i cattivi. Resta inteso che è lui a stabilire chi è buono e chi è cattivo. A prima vista sembra che i buoni (impiegati ed equiparati) siano premiati: lavoro generalmente meno pesante, meno sporco e qualche lira di più. L'impiegato è più a contatto con il padrone e quindi è controllato più direttamente, gli viene data più responsabilità il che equivale a più grane, il padrone

La direzione riconosca tutti i rappresentanti dei lavoratori

gli batte la mano sulla spalla, e lo tratta paternamente, fa appello al suo buon senso e lo fa lavorare di più e poi gli dice che se fa il bravo e lavora sodo (/ lui padrone guadagna di più) gli fa fare carriera. Ma c'è un piccolo difetto di forma, questa promessa la mantiene quando va bene con uno o due ed intanto ha sfruttato tutti. Ma la cosa più spaventosa è che per molto tempo troppa gente ha pensato effettivamente di essere buona e si è illusa di avere il premio. Certamente le cose sarebbero andate avanti così se fossero rimasti i padroni borghesi, quelli che giravano per la Azienda a salutare i dipendenti. Ma l'azienda si è ingrandita è diventata una grande macchina con tanti piccoli ingranaggi ognuno dei quali ha una determinata funzione, il borghese è diventato capitalista. Negli uffici le mansioni si sono moltiplicate sono diventate sempre più semplici ed elementari perché un ingranaggio non deve fare nulla di complesso ma una sola cosa semplice e sempre quella. All'Azienda non interessa cosa uno può o sa fare, a lei serve che faccia una cosa sola così lo paga solo per quella e più è semplice e meglio è, così ha la scusa per pagarlo meno. In questo modo nelle aziende abbiamo la parcelizzazione del lavoro, la degradazione dell'uomo a macchina, il CONTINUA IN ULTIMA


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