I. S. R. M. O. Sesto S. G.-Milano fondo LikSTIVAtà!
Vogliamo lavorare, produrre e avere una giusta retribuzione! • Non vogliamo la lotta per la lotta, ma se sarà necessario lotteremo ancora, con estrema energia, per elevare il nostro livello I SETTEMBRE 1954 - i.. io
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PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI Anno I 10 - N. 9
NUOVI SBOCCHI Al PRODOTTI del nostro lavoro e della nostra tecnica I lavoratori della Innocenti sono• da tempo, fortemente preoccupati. Quale sarà per il prossimo futuro la sorte della nostra produzione e quindi la sorte dei lavoratori, nel quadro di una situazione economica che non accenna a modificarsi ma che anzi tende ad aggravarsi? Sarà quella della San Giorgio di Genova?
La riduzione delle ore lavorative in molte aziende e la liquidazione di altre, non fa che confermare questo aggravamento della situazione, risultato di una politica economica errata condotta sino ad oggi dai nostri governanti. La sconfitta, il crollo della CED per opera del Parlamento francese, non è stata soltanto la condanna al riarmo di una Germania Revanscista (come oggi ormai esplicitamente si ammette), mascherato da un falso europeismo, ma la condanna a tutta una politica alimentata e guidata dall'inperiNismo americano, di discriminazione• di divisione tra i popoli e di esasperazione dei rapporti internazionali. Il fallimento della Comunità Europea di Difesa ha aperto ai popoli d'Europa una nuova prospettiva. Vi è oggi la possibilità di costruire su nuove basi i rapporti internazionali, questo è una necessità inderogabile per il nostro paese, soprattutto per le condizioni economiche in cui si dibatte. Dare il via ad uno sviluppo commerciale con i paesi che hanno un'economia complementare alla nostra, vuol dire risollevare le sorti anche della nostra fabbrica.
Questi paesi non sono certamente quelli occidentali travagliati anch'essi dalla crisi e quindi in cerca di mercati onde collocare una produzione similare alla nostra. Ma sono i paesi orientali, l'Unione Sovietica, la Cina, ecc. Ci si potrà far rilevare che in Cina ecc. non potremmo esportare Lambrette in quanto ad essi occorrono soprattutto macchine in-
dustriali per sviluppare la loro industria pesante. Questo è vero ma è anche vero che la nostra fabbrica produce anche beni strumentali (macchine utensili e impianti industriali) ed inoltre se la San Giorgio, la Pignone. l'Isotta e tante altre fabbriche cominciassero a produrre per questi paesi, darebbero lavoro a migliaia e migliaia di operai, che lavorando acquisterebbero la nostra Lambretta, così come l'acquisterebbero i lavoratori del Sud se migliorasse la loro capacità d'acquisto.
Questa è oggi la strada da seguire strada che ci è indicata dagli stessi avvenimenti politici. Qualche pessimista ci dirà che queste cose le al;biamo già dette scritte numerose volte: ad essi
noi diciamo che, mai come in questo momento la situazione ci è stata favorevole per operare una
O SOSTANZIALI AUMENTI Ai LAVORATORI OPPURE LA LOTTA RIPRENDERA' 6804 industrie aderenti alla Confindustria hanno concesso sostanziali aumenti
Il Consiglio generale delle Leghe della Camera del Lavoro di Milano si è riunito domenica 26 settembre per discutere « La nuova fase della lotta per il miglioramento delle retribuzioni Dalla discussione è emesso che: la lotta condotta ha già dato buoni successi, il tentativo della Confindustria e del Governo di dividere i lavoratori, realizzando trattative separate con le organizzazioni minoritarie è fallito, lo conferma le elezioni delle C. I. Alcuni accordi con sindacati di categoria sono già stati realizzati, la Confindustria dà segni di incrinatura, i lavoratori non vogliono la lotta ma, se sarà necessario, sarà ripresa con forza, un grande entusiasmo vi è nelle masse lavoratrici, dovute anche al fallimento della politica interna ed internazionale del Governo. 6804 industrie, aderenti alla Confindustria, hanno concesso sostanziali aumenti salariali, vuol dire che oltre 6800 industriali hanno trattato per conto loro indipendentemente dalla loro organizzazione, condannando così esplicitamente i monopoli e la loro politica. Se la Confindustria non concluderà le trattative concedendo sostanziali aumenti, la lotta riprenderà.
lv ei corso -aette recenti lotte di grande importanza sindacale, il problema relativo alla piccola industria (vedi accordo 3 agosto sottoscritto tra la CCIL e la Confapi sul conglobamento salaria/e, men-
tre da una parte vediamo una nuova organizzazione padronale segnare l'atto della sua maturità, dall'altra assistiamo ad una politica caparbia e antinazionale della Confindustria.
Inoltre non v' è chi non veda quanto sia stato e sia tuttora ingiustificato il pretesto della impossibilità economica assunta dai grandi industriali e monopolistici per negare ai lavoratori un più umano riconoscimento dei loro diritti, quando le aziende meno economiche efficienti riconoscono attraverso la pacifica trattativa miglioramenti più che doppi rispetto a quelli portati dall'accordo truffo.. Appunto per tutte queste ragioni in questa nostra grande fabbrica che vi sono le condizioni
ARIA DA S. VITTORE ALLA INNOCENTI?
Si va intensificando la disciplina Il solito vecchio proverbio dice: « Se son rose fioriranno ». Tempo fa scrivemmo sul nostro giornale di fabbrica: « Vi è senza dubbio il tentativo e la volontà da parte della direzione di limitare queste libertà e su questo i lavoratori devono intensificare la loro vigilanza... ». Su un altro numero del nostro giornale, nell'articolo di fondo a firma del direttore dello stesso, si leggeva: « Si sta conducendo da parte della Direzione una politica esasperante, di restrizioni, di contorsioni, ecc. Essa ha dimostrato di non aver premura ma di avere un proprio piano ben preciso... ». Non sono certamente rose que-
L' uomo è il capitale più prezioso
Paurosa caduta di un operaio La direzione non si decide ad acquistare l'outoambulanza Il giorno 20 settembre alle ore 14 circa l'operaio Ditulio Giuseppe di anni 23 si abbatteva al suolo dal tetto del nuovo capannone adiacente al G III. alto oltre 10 metri. Stava compiendo lavori al tetto del capannone: un foro nell'eternit indica il punto della caduta. Non è un operaio assunto dalla Innocenti: è un operaio alle dipendenze di una ditta appaltatrice. E però sempre un nostro compagno di lavoro è, soprattutto, un uomo. Giusta quindi la richiesta della nostra C. I.: che la nostra Dire-
Nessun accordo soddisfacente è stato raggiunto alla Innocenti
svolta.
Dipende dalla nostra lotta, da come noi sapremo condurla per far cambiare la politica del governo, perchè questa è l'unica via di salvezza per la nostra industria per la nostra fabbrica. LEONARDO BANFI
zione esiga dalle ditte appaltatrici forme di sicurezza tali da dare garanzie agli operai che compiono lavori tanto pericolosi: non è il primo caso del genere che avviene nella nostra fabbrica, ancora riemerge quindi, oltre a tutto, 1 indispensabilità, per la nostra fabbrica, di una autoambulanza. E' proprio un onere insopportabile per la nostra direzione provvedere a questo mezzo? • All'operaio infortunato vadano i migliori auguri della Redazione di « Fabbrica sul Lambro » e di tutti i lavoratori, di una pronta completa guarigione.
di vita.
ste, ma stanno ugualmente fiorendo, il mito della fabbrica Innocenti « modello di democrazia e di libertà» riceve ogni giorno nuovi colpi. Quale obbiettivo si vuole raggiungere generando questa situazione di esasperazione, provocata da un sistema disciplinare che ri_ corda il periodo del « ventennio », o il più attuale made in U.S.A.?». Si vuole forse aumentare lo sfruttamento e rendere la vita difficile all organizzazione sindacale e politica dei lavoratori nella fabbrica? La prima azione della Direzione consiste nel creare la paura negli operai, isolando i reparti tra loro, mettendo una guardia all' uscita dei reparti stessi. Per recarsi in infermeria, ad esempio, un operaio deve avere sul permesso tre firme e viene registrata, per quattro volte, l'ora di passaggio dai vari posti di controllo. Non c'è che dire, se una trafila simile la deve percorrere un operaio che stia seriamente male, ha tutto il tempo di... morire. Oltre a ciò è prevedibile che, fra non molto. (dato che il primo passo, per abituarci, è già stato fatto coi visitatori), tenteranno di applicarci al petto un bel medaglione, magari con il numero di matricola; così è più completo l'aspetto di... ergastolani dei lavoratori della Innocenti. Sono supposizioni esagerate? Noi ce lo auguriamo di cuore, ma, ripetiamo, questa è la strada che si sta percorrendo. « Fabbrica sul Lambro » ad ogni modo, continuerà a vigilare ed a denunciare ogni provvedimento restrittivo. FuL.
economiche diverse dalle piccole industrie, è necessaria una grande mobilitazione dei lavoratori e di sviluppo della lotta. Nessun accordo sodisfacente è stato raggiunto alla Innocenti; noi poniamo come obbiettivo immediato l'applicazione simile all'accordo del 3 agosto anche nella nostra fabbrica. Non dobbiamo, nella situazione attuale. sentirei ulteriormente impegnati ad attendere il 24 ottobre, data di scadenza dell'impegnativa tra C. I. e Direzione; ma bisogna porre il problema in termini chiari alla Direzione, chiedendo che anche nella nostra fabbrica venga applicato un accordo simile. a quello stipulato fra CGIL e Confapi. L'accordo stipulato alla Innocenti il 24 giugno aveva riferimento alla situazione contingente del momento: non rrevede resonero dalla continuazione della lotta se le condizioni economiche del lavoratore lo richiedono. Noi dobbiamo considerare un fatto positivo: il 31 agosto 1954 ha registrato lusinghieri successi. In. più di novemila aziende, i lavoratori, con la loro lotta, hanno ottenuto accordo superiori agli aumenti fissati dall'accordo truffa. Penso che l'elemento fondamentale per i lavoratori dell'Innocenti sia l'ammontare dei benefici di una lotta; noi non dobbiamo mai rinunciare ad un obbiettivo fissato. Solo così potremo controbattere le manovre del padronato, e realizzando l'unità dei lavoratori, con minori sacrifici conquisteremo migliori condizioni di vita. GINO FORLANI
PENTOLE SENZA COPERCHIO
Disperato tentativo della stampa D. C. per nascondere la verigà Dal POPOLO dell'il settembre: 11 difensore di P. Piccioni ritiene inspiegabile il ritiro del passaporto al patrocinato il cui alibi è convalidato da numerose testimonianze. Gai POPOLO del 14 settembre: L' Unità » clamorosamente smentita da un famoso avvocato comunista. Dal POPOLO del 15 settembre: L'istruttoria sul < Caso Montesi ». Le « anticipazioni » dei comunisti contro la logica e l'onestà. • L'ITALIA del 17 settembre: Quattordici testimoni per l'alibi di Pie— ro Piccioni. Dal POPOLO del 18 settembre: Così scrive: « Sui recenti fatti nuovi (... le dichiarazioni della famiglia Piccioni e, infine la ricostruzione dell'alibi del giovane musicista, fatta dal settimanale « Oggi » in data odierna) era inevitabile che si scatenasse una subdola quanto assurda gazzarra da parte di certa stampa (la stampa di sinistra - N. d. R.) - in cinque mesi, a trarre spunto dalle ombre per dare corpo e gettarle in pasto all'avidità del pubblico, ormai « montato » e gabellato senza un più minimo di ritegno ».
Infatti i risultati dell'inchiesta del dott. Sepe e le sue conseguenze con gli arresti dei colpevoli, hanno smentito clamorosamente le contorsioni che a fatto il « Popolo » e tutta la stampa fiancheggiatrice, per nasconeder volutamente all'opione pubblica (per interessi evidenti) le verità. Solamente la stampa di sinistra ha sempre chiesto ciò che il popolo voleva ed esigeva: la VERITA' dei fatti e l'opera della giustizia verso coloro che hanno mancato. Lasciamo ai lavoratori tirare le conclusioni di questi fatti che hanno dimostrato, ancora una volta di più, come il ceto dirigente della società italiana è corrotto e sprofondato nel vizio