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Gennaio 1975

numero unico a cura della sezione "VISCONTI" quartiere BAGGIO II° - via Forze Armate 179

Al LETTORI DI BAGGIO 2° Presentiamo a voi questo numero unico che abbiamo voluto comporre in occasione del grande dibattito in corso per la preparazione del nostro Congresso Nazionale. Ci siamo sforzati di non cadere nella retorica ma di andare alla disamina delle cose concrete. Di quelle cose che interessano soprattutto i lavoratori, i giovani, le donne, le forze del ceto medio intellettuale e produttivo. Abbiamo così inteso di intervenire nel processo generale italiano che obbligatoriamente coinvolge milioni e milioni di connazionali. Sappiamo tutti, perché tutti ne parlano, che il nostro Paese è coinvolto nella gravissima crisi che ha investito tutto il mondo occidentale capitalista. Incontri e scontri, analisi, esami, approfondimenti vengono esperiti per cercare di capirci qualcosa. Perché la crisi si è determinata, quali le cause, quali le responsabilità e così via. Si è parlato della necessità di un nuovo modello di sviluppo, di invertire la rotta, di sacrificarci « tutti », di cambiare cioè politica. Nulla invece si è verificato. La Democrazia Cristiana, che go-

verna da quasi trenta anni, per bocca del suo « estemporaneo » segretario, il senatore Fanfani, ha detto che tutto dipende dal « non essere » dell'ordine pubblico. Pertanto la crisi dipende dalla criminalità. Profondo errore. Enorme confusione. Crisi c'è perché c'è il malgoverno della D.C. Crisi c'è perché la D.C. ha difeso e difende gli interessi del capitale che vive sul « profitto », sulla « rendita » parassitaria, sulla speculazione più sfrenata. Crisi c'è perché la classe capitalistica e la D.C. non sono più capaci di governare. Occorre, per uscire dal baratro, per non far precipitare il Paese in una immane catastrofe, invertire la tendenza. Cioè occorre cambiare politica. Per questo ci battiamo, per questo si battono milioni di italiani. Per intendere questo modo di combattere nuovo, aggiornato, presentiamo questo documento. Servirà senz'altro a comprendere meglio i temi del nostro Congresso Nazionale, temi e proposte che dovrete sostenere per poter dare all'Italia, un nuovo governo, una nuova politica e, naturalmente, un nuovo avvenire.

PERCHÉ COMUNISTA La realtà della società capitalista impone una scelta precisa

Lo impone la realtà della società capitalistica in disfacimento, l'acutezza della crisi generale. L'attuale nostra società è basata sulla speculazione e sull'alto profitto. La morale 'della classe dominante è arricchirsi, costi quello che costi, a danno delle grandi masse lavoratrici delle città e della campagna. Il partito comunista vuole ribaltare questa tendenza deleteria. Il nostro partito è impegnato per un nuovo modello di sviluppo da imprimere all'attuale società. Modello di sviluppo basato sulla migliore utilizzazione delle risorse, per precise scelte prioritarie su cui concentrare tutti gli sforzi. Obiettivi della nostra attuale azione politica riformatrice: sviluppo del mezzogiorno, capace di superare il divario fra Nord e Sud; agricoltura, per superare il grave deficit della bilancia dei pagamenti dovuto alla forte importazione di prodotti alimentari; casa, come problema sociale; scuola, come diritto allo studio; trasporti, come priorità al trasporto pubblico su quello privato. Comunista poi, perché lo impone la realtà di Milano e del nostro quartiere in particolare.

Partito Comunista Italiano

1975230'della Liberazione La tessera del Pci per il 1975

Il partito comunista è impegnato da sempre per rendere la nostra città a misura d'uomo, per invertire la tendenza di quella politica sostenuta dal centro sinistra che di fatto ha saccheggiato la città rendendola sempre più nemica dell'uomo. Per questa precisa politica ti invitiamo a diventare comunista e a ritirare la tessera 1975. ADERISCI AL PARTITO DI GRAMSCI E DI TOGLIATTI.

La questione comunista La questione comunista, cioè la presenza nel nostro Paese, di una grande forza organizzata come il PCI e quindi, di larghe masse popolari che aderiscono alla sua politica; è il principale problema politico che è sempre rimasto presente sino dalla Liberazione e che tutt'ora è irrisolto. Il PCI, un Partito che è stato, il principale artefice della lotta antifascista prima, della costituzione della Repubblica e della elaborazione della nuova Costituzione poi, e attualmente il principale animatore della lotta per la trasformazione democratica e socialista del Paese. L'azione di tutti i governi democristiani: dal 1947 — con il primo governo De Gasperi — in poi furo-

no tesi, alla ricostituzione del potere economico—capitalistico nel nostro Paese, con l'appoggio delle forze reazionarie all'interno e all'esterno dell'imperialismo americano; • si erano posti come obiettivo preminente: l'isolamento e l'emarginazione del PCI dalla scena politica nazionale. Anche dopo il fallimento di questo obiettivo ambizioso, da parte dei governi centristi — a questo riguardo. a nulla è valsa la repressione scel• biana, la Legge-truffa e Tambroni — si è tentato con i governi di centro. sinistra di tendere allo stesso obiet tivo, attirando nell'area governativa socialisti, sempre al fine, di ottener il consenso delle larghe masse pop (segue in ultim


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