Luglio 1954 - L. 10 I
Tirando le somme
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI
U011C
Anno 1° - N. 8 i
vacanze a Lutti IL CRAL MILIONARIO Sfatiamo la leggenda
Dopo tante fatiche, sofferenze e lotte, anche i lavoratori della Innocenti si accingono a trascorrere un periodo di meritato riposo — le ferie. V'è chi le trascorrerà bene e chi meno bene, chi al mare, chi ai monti e chi invece, a casa sua, modestamente. Non v'è dubbio però che questo breve periodo di riposo è più che meritato, ma soprattutto .necessario per ciò che attende i lavoratori nel prossimo avvenire. Tirando le somme del periodo passato, i lavoratori non hanno che da essere orgogliosi, la storia del proletariato, il loro fardello di esperienze si è enormemente arricchito. Il proletariato italiano, i lavoratori della Innocenti hanno condotto una grande lotta, come mai era stata combattuta, per strappare migliori condizioni di vita, ed in questo senso il primo passo è stato fatto. In campo internazionale, a Ginevra, le forze della Pace hanno trionfato sconfiggendo le forze della guerra. L'imperialismo ha registrato la sua più dura sconfitta e non v'è dubbio che a questa sconfitta dell'imperialismo, alla vittoria delle forze della Pace, i lavoratori hanno contribuito enormemente, con la lotta e con la press:one continua esercitata in tutte le forme. Il prossimo avvenire però, prospetta un periodo di altrettanto dure battaglie. Per questo noi vi auguriamo buone ferie. buon riposo lavoratori, perchè abbiate a tornare da questo riposo freschi e rinvigoriti, pronti a sostenere queste lotte. E' la lotta che continua per la conquista di migliori condizioni di vita, per la libertà e la democrazia, contro la politica di discriminazione del Governo Scleba-Saragat. E' la lotta per consolidare la Pace conquistata a Ginevra, contro la C.E.D., per quello che esssa porterebbe al nostro Paese se fosse approvata. Anche nella nostra fabbrica non ci sono rose e fiori. Si sta conducendo da parte della direzione una politica esasperante, di restrizioni, di contorsioni, ecc. Essa ha dimostrato di non avere premura ma di avere un proprio piano ben preciso, facendo proprio il proverbio « chi va ptano va lontano ». Ed allora ecco un primo colpo: il tentativo di limitare le possibilità ai membri del C. di G. parte lavoratori di esplicare le loro funzioni: un secondo colpo, per tirare la cin-
Discutere per intendersi A Ginevra hanno vinto le forze della Pace Sulla situazione odierna in occasione del raggiungimento dell'accordo a Ginevra per la pace in Indocina, abbiamo intervistato un lavoratore cattolico, il signor Ruggero Battaglia del Meccanico. Domanda — Come vedi il patto di pace firmato a Ginevra tra l'Indocina e la Francia? Ti sembra passibile di nuovi sviluppi l'atmosfera pacifica determinatasi nel inondo? Per esempio, a riguardo della convivenza pacifica dei diversi regimi sociali nel mondo? Sei convinto che una politica di pace aprirebbe la strada per un maggior scambio commerciale con i paesi dell'Est Europeo, la Cina, migliorando così le condizioni di vita dei lavoratori? Risposta - Politicamente sono state fatte delle concessioni reciproche fra i contendenti, perciò ritengo sia stato fatto il passo maggiore in questi tempi di guerra fredda. Ritengo, inoltre, che vi saranno sviluppi notevoli nella via pacifica, che è stata affrontata a Ginevra, anche nella distensione mondiale come diritto di convivenza dei diversi regimi sociali che ciascun popolo ha creduto darsi. Sono convinto che una politica di pace aprirebbe la strada per un maggiore scambio commerciale e quindi di benessere. La Redazione ringrazia il sig. R. Battaglia per l'intervista concessagli il cui contenuto consideriamo un contributo alla lotta per la pace, contributo che dovrà portarsi sul terreno pratico di lotta contro la realizzazione della C.E.D., strumento pericoloso nella vita delle nazioni dell'Europa. Impedire la costituzione della C.E.D. vuol dire permettere la effettiva distensione ed iniziare e sviluppare i rapporti commerciali e culturali fra i diversi paesi, perchè scompaiano cosi le minacce di crisi anche nel nostro paese e ci si avvii ad un periodo di fecondo lavoro e fraterna amicizia fra i popoli. La Redazione ghia al C.R.A.L.; un terzo al F.I.A.M.L.I., diretto a limitare le prestazioni, senza parlare poi di tutto ciò che nei reparti avviene e gli operai ben conoscono. Si dimentica però un fatto molto importante e cioè che, questo piano, questa tattica potrebbe portare a dei risultati se noti ci fossero anche i lavoratori contro i quali è diretta. Invece
anche loro, i lavoratori, hanno una loro strategia, una loro tattica, dettata dall'esperienza di anni e decenni di lotte, strategia e tattica costituite dall'esperienza dell'intero movimento operaio. Signori... la ruota della storia va avanti il tempo lavora per noi, per i lavoratori. Leonardo Banfi
Sradicare la mentalità che gli operai si sono fatti sul C.R.A.L. "milionario" non è cosa semplice:; Per anni si è visto questo organo sempre in floride condizioni dare ampia evasione ai desiderati sportivi e culturali degli associati tanto da lasciare l'impressione di un C.R.A.L. che 'tutto poteva". Merito dei precedenti ammininistratori? Demerito degli attuali? Noi siamo certi che oggi, con una ammnistrazione collettiva, il C.R.A.L. si è avviato su una nuova strada, più democratica e più aderente agli statuti che regolano detto organismo, è un passo in avanti che avrebbe sicuramente dato frutti notevoli se condizioni avverse di tempo e di lavoro non avessero ostacolato l'opera del nuovo consiglio. Alcuni esempi, i più importanti,' ci vengono dati dalla Direzione dello stabilimento che, per non smentirsi, ha diminuito le entrate del C.R.A.L. di circa L. 600.000 che erano costituite da fieno e materiale di recupero. Ha preteso che il CRAL si pagasse il personale che distribuisce le bibite nei reparti e il personale che viene comandato ogni qualvolta si organizza una festa. Sono circa L. 60.000 mensili che escono dalle casse del CRAL. Se a tutto questo aggiungiamo la diminuzione delle ore lavorative che non permette all'operaio il consumo che si permetteva quando faceva le 10/ 12 ore, resta subito dimostrato in quale situazione pesante e finanziariamente difficile si è dovuto lavorare p e r mantenere vive tutte le assistenze precedenti. La insostenibile e ridicola posizione attuale del CRAL che ha degli amministratori e degli associati ma non ha un suo personale inceppa talmente la sua funzionalità da rendere necessaria una richiesta formale alla Direzione '(e verrà fatta subito dopo le ferie) onde il CRAL abb i a locali propri e personale proprio. Il personale che attualmente la mensa " presta" al CRAL in determinate ore della giornata, deve essere personale del CRAL che in determinate ore lavora per la mensa. Cambiano solo i fattori e per la Direzione e il prodotto non cambia_ Ma per il CRAL è un fattore determinante e, contrariamente alla matematica pura, cambierà. anche il prodotto. Il Consiglio CRAL