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Cittadella proletaria1

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I lavoratori dell'Innocenti salutano il Compagno Togliattz, Capo della Classe Operaia e dei Lavoratori ed, in segno di gratitudine ed affetto, gli dedicano questo primo numero del loro giornale di Fabbrica.

p oletaria

Conferenza d'organizzazione

Allcuni compagni si domandano quali siano i motivi che hanno richiesto la convocazione di questa seconda conferenza d'organizzazione.

E' necessario perciò scrivere almeno i punti principali che hanno generato tale richiesta.

La politica governativa, ha fatto sì che il fascismo in Italia possa risorgere in tutte le sue forme se pur sotto altra sigla e nome.

E' evidente che la politica governativa sia tutta protesa nella difesa degli interessi della borghesia, nel ripristino incondizionato dello sfruttamento sulla classe operaia da parte dei datori di lavoro.

"i fatti di tutti i giorni lo dimostrano; il non accettare la proposta della C.G.I.L. sulle 40 ore settimanali, diminuendo così la disoccupazione ne è una prova. Infatti, con una massa di disoccupati, può costringere il lavoratore ad un maggior sfruttamento contro un Mario o stl.ra,r1e, u: : z,ztaxite minaccia' sostjtkdrio con uno dei tanti che aspettano fuori dei cancelli della fabbrica.

Il permettere il lavoro straor, dinario, significa permettere ai dat,:zi di lavoro d'aumentare i loro profitti oltrechè di sfruttare più intensamente il lavoratore.

Il permettere le serrate delle fabbriche, il mettere al servizio del datore di lavoro le forze di Polizia, perchè picchino e uccidano, il vietare i manifesti degli organismi democratici, il vietare cortei, manifestazioni popolari, mentre si tollera quando questi vengono organizzati dai fascisti, sono tutte prove che il Governo clericale è al servizio della borghesia e si propone di schiacciare ogni resistenza dei lavoratori.

Potrei continuare per pagine e pagine nel dimostrare, che i figli degli onesti lavoratori non posSono frequentare scuole oltre le elementari o medie, che i con-tadini debbono lavorare tutto l'anno per portare poi il raccolto all'agrario, ecc.

Ecco perciò che sorge la necessità di una nuova conferenza d'organizzazione.

Le lotte sostenute dai lavoratori milanesi, con alto spirito combattivo, hanno sempre trovato il nostro Partito alla loro testa. Vi potrei qui citare fatti e fatti, nomi e nomi che cen il loro esempio, con il loro agire, hanno portato ad un livello più alto la coscienza della forza della classe operaia non solo di Milano, ma di tutta Italia.

La conferenza dovrà in primo luogo esaminare i risultati di questa lotta, le capacità e le debolezze della nostra organizzazione ed infine dovrà indicare ai comunisti e a tutti i lavoratori,

i mezzi per vincere le difficoltà di una lotta che si fa sempre più dura, per superare le deficienze, per allargare • grande fronte che si sta costruendo in tutto il Paese in difesa della Libertà, perchè sia attuata la Costituzione, e il nostro Paese diventi una forza di Pace, di Progresso e di Civiltà.

A coloro che vedono il Partito Comunista come partito totalitario, antidemocratico, rivolgo ora queste poche righe perchè sappiano come si lavora nel nostro partito:

Nella preparazione di questa conferenza si sono fatti 327 con-

Guerra a chi vuole la guerra

Portuali e giovani J

nr,!1.2, Jta.52 1a3::‘•4

L'ultimo sanguinario delitto, la cui responsabilità ricade sul Governo reazionario della D. C., è l'eccidio di Modena; sei lavoratori, massacrati dalle raffiche di mitra della Polizia al servizio di quegli stessi industriali che, con l'ultima guerra, si sono riempite le casseforti.

Perchè sono stati uccisi? ciò è ben chiaro ai lavoratori d'avanguardia: perchè chiedevano pane, lavoro e libertà, perchè chiedevano, come i lavoratori della Caproni, della Castiglioni e dell'Isotta Fraschini, per citare alcune fabbriche principali che si vogliono smobilitare, che si riaprisse la loro fabbrica, che si riaprissero quelle fabbriche che il Governo di De Gasperi, con la sua politica di asservimento all'imperialismo americano, ha fatto chiudére; queste fabbriche non hanno chiuso perchè manca il lavoro, ma bensì perchè gli imperialisti americani necessitano carne da cannone, onde scatenare una nuova guerra che faccia superare loro la crisi del capitalismo. Dove trovare questa carne da cannone se non nella gioventù italiana che, nella disperazione della• miseria, pensano ormai disposta ad indossare anche la divisa cachi, piuttosto che morire di fame?

Gli stessi generali dello stato maggiore americano hanno dichiarato, con cruda sincerità che essi ci invieranno cannoni e armi da guerra e noi giovani europei dovremo combattere. Non a caso è giunto in Italia l'inviato americano Jacobs che, servito dal lustrascarpe Pacciardi, ha già passato in rivista il nostro esercito onde assicurarsi del quanti-

gressi ii Sezione, 3000 e più assemblee pre-congressuali di cellula, ed in essi hanno parlato decine di migliaia di compagni, discutendovi non solo i problemi di vita interna del Partito, ma anele e sopratutto i problemi che -interessano tutti i lavoratori italiN.ni: nelle fabbriche, negli uffici, nelle campagne.

Perciò è bene che questa gente si ricreda, è bene che segua píù attentamente l'operato dell'attuale Governo, l'operato dei vari partiti politici, l'operato de] grande Partito Comunista, e, dopo tale esame, capisca a cosa mirino i comunisti, mire che si possono racchiudere in queste parole d'ordine: « Pace, lavoro, libertà ».

Razzi

tativo di armi necessario per renderlo efficiente.

Si disilludano i signori americani e il Sig. Jacobs se pensano di fare impugnare quelle armi ai giovani lavoratori per farli combattere contro quei paesi che. ;.:on tante lot4;, si sono conquistata la libekt, la pace ed il lavoro.

Ysiovani che subirebbero fatalmente le conseguenze di una eventuale guerra, si uniscono ai povtuali che, con fermezza, hanno:dichiarato che non scaricheranno mai armi nel nostro paese, iniziando così, uniti, la stessa loti a, la lotta per consolidare la pace.

Questo hanno capito i giovani democratici dell'Innocenti, guidami dai giovani comunisti, per qui sto dànno la loro piena adesio.ie ai portuali, dichiarano fermi. mente che non si presteranno mi i ad una eventuale produzione be!lica, lanciando un appello a tinti i lavoratori perchè diano an. h'essi il loro contributo alla lot a per la pace, e parche queste governo clerico-poliziesco strada e politica se non vu4a che nuovi lutti colpiscano il 4:'.tese.

•••••••IP

Lerinardo Ban.fl„

21 gennaio

Data indimenticabile per lavoratori italiani, per i lavoratori di tutto il mondo.

Il 21 gennaió 1921 nasceva, al Congresso di Livorno il-..Partito Comunista Italiano, il Partito di Gramsci e Togliatti.

Nelle giornate torbide della reazione fascista, è sorto il nuovo Pattito che, unico in Italia, ha sempre tenuta alta la bandiera della rivoluzione proletaria. Malgrado le leggi eccezionali, il Tribunale Speciale, il carcere, il confino, la morte, il nostro Partito ha sempre lottato per creare una situazione nuova, perchè anche gli italiani potessero vivere in un mondo socialista di liberi e di uguali. E' il Partito. dei Martiri e degli Eroi. Gramsci al Partito dedicò la sua profonda cultura, la sua capacità di organizzatore, la sua meravigliosa umanità, la vita stessa. Uomini come Gramsci, come tutti coloro che hanno sacrificato l'esistenza' alla causa del popolo, sono stati e sono la linfa vitale dal a astae. Fa--; c. li. loro :;,r.crilicio non fu vano. Il Partito sorto nel 1921 per la volontà di uomini proioada- • mente legati alla classe operaia è oggi il grande Partito dell'Insurrezione, il Partito che guiderà alla lotta ed alla vittoria su tutti i nemici, il Popolo Italiano.

21 GENNAIO 1924. Un fremito di dolore scosse il cuore dei lavoratori di tutto il mondo: « Lenin è morto ». L'artefice del- • la grande rivoluzione d'ottobre non è più.

Ma Lenin ha lasciato a noi la sua opera gigantesca di marxista la sua fede nell'avt eni*e socialista dell'umanit,:, ed il_ suo insegnamento, guida ed Inert...mento per la nostra rise"

Stalin nel suo GIURADIJENTO disse « Il compagno Lenin' comandò di essere fedeli alle causa della rivoluzione proidtaria « Ti giuriamo compagno' Lenin che adempiremo con onore riuesto tuo comandamento E il giuramento è stato mantenuto con onore nella 3a parte ' del mondo. Sarà mant'nutc con onore in tutto il mondo.

Presentazione

ei presentiamo a voi, compag-,-E lavoratori, con questo nostro bo./ettino di fabbrica che non ha alii; a pretesa che quella d'inditare, politicamente, sindacairn ;i:,te ed organizzativamente, i la «oratori dell'Innocenti.

f.da lotta contro le forze più retree e reazionarie del nostro F.;"..ise, si fa ogni giorno più aspra e ..aura. in questa lotta le fabbr 2he rappresentano le fortezze d• lavoratori e la nostra grande fabbrica è anch'essa una « sta « nella quale si attua ogni gie".0 la resistenza al nemico di cliksse e si prepara la riscossa.

Ecco perchè abbiamo ritenuto necessario avere un nostro giornaletto di fabbrica il quale unisca tutti i lavoratori, ne dibatta i problemi, li guidi nella lotta, indichi chiaramente le prospettive e gli obbiettivi e suggerisca le forme organizzative necessarie per raggiungerli.

A questo nostro bollettino possono collaborare tutti, operai, tecnici, amministrativi, commercialisti. Tutti coloro che hanno qualche cosa da dire in difesa della Libertà, del Pane, del Lavoro, della Pace.

ittaidei na Anno 1 - N. i C 21 GENNAIO 1950
Prezzo L. 15

Negli ITIllel

Gli impiegati, si sa, non sono dei lottatori di primo piano nelle lotte sindacali. C'è tutta una situazione che li rende così, ma naturalmente sarebbe errato considerarli tutti dei pavidi, senza tener conto della loro mentalità, dell'ambiente che li circonda, di una educazione che li rende individualisti anche se, le condizioni di lavoro in cui sono costretti e che non differenziano malto, sopratutto per la 3' categoria, la più numerosa, dagli operai, dovrebbe far loro comprendere che non c'è solo l'interesse individuale, ma anche quello, -collettivo, che, isolatamente, non miglioreranno d'un palmo la loro situazione e che solo collettivamente possono imporre un miglior trattamento per tutti.

Quanto sopra, per ciò che concerne la categoria in generale.

Per ciò che riguarda gli impiegati dell'Innocenti, meglio possiamo conoscerli nell'esaminare come si sono comportati nelle diverse vertenze sindacali e relative lotte, che si sono svolte nell'Azienda. Il discorso è lungo e non può esaurirsi in questo breve articolo, dovrà continuare e spero continuerà, alimentato anche da una vivace e serena polemica su questo foglio, al quale auguro sin d'ora lunga vita, nell'opera di chiarificazione necessaria che si prefigge di svolgere.

Importante è per ora premettere che questa categoria, ha problemi da discutere, diritti da conquistare, e di ciò deve essere perfettamente conscia. Ha sopratutto necessità di sgomberare il terreno da un'infinità di preconcetti e luoghi comuni, in materia politica e sindacale, se vuole partecipare attivamente alla lot, ta per migliorare la propria sorte.

E quando eccidi. come quello perpetrato a Modena dalle forze di Pólizia, gonfiano il cuore di ogni essere umano, sollevando la indignazione di tutte le folle, fanno sentire maggiormente a tutti i lavoratori la bieca ferocia

Noi non possiamo dimenticare che viviamo in una società di classi, dalla quale non c'è e non può esserci altra uscita che la lotta di classe.

LENIN

del capitale che non indietreggia di fronte a nessun delitto pur di confermare ancora una volta il proprio potere, non si può, e non si deve, di fronte alla maestà della morte, ridurre tutto ad una inutile questione di sapere se si tratta di un fatto politico o sindacale; si tratta evidentemente di un fatto di lesa umanità, poichè chi lavora, sia esso l'ultimo dei facchini o sia un dirigente, è, comunque, alle dipendenze di un

padrone, e non si capisce come possa non sentire e non 'commuoversi di fronte all'assassinio di un suo simile obbligato alla lotta disperata per salvare il pane ai propri figli e la propria dignità di uomo.

Non credo, non posso credere che coloro che esitavano a lasciare il posto di lavoro per unirsi alla protesta generale di tutto un popolo indignato, abbiano fatto, il meschino calcolo delle ore perdute; credo piuttosto che, ancora una volta, abbiano sentito il reverente e sciocco timore verso i superiori. Ecco la contraddizione palese fra forma e sostanza. Una mentalità individuale che abborre da tutto ciò che è collettivo perchè solo mantenendo il proprio « Io » crede di emergere e non sente che solo uomo fra gli uomini », parte-

cipe di sè alla vita di tutti, può essere veramente superiore per intelletto solo se dona il suo sapere alla vita ed alla causa di tutti gli uomini. Chiuso nella propria meschina individualità, isolato, lontano dalla vita, non emerge più, si sente pavido, ha paura di perdere il posto conquistato con tanta fatica, proprio nel momento che altri, per lui, per mantenergli quel posto, ha perso anche il bene dell'esistenza. No, colleghi, di fronte al delitto organizzato contro i lavoratori, vi è una sola volontà che conta, una sola superiorità che vale: la superiorità di chi, sentendosi membro di una collettività di uomini, ai diritti di questa collettività, per la lotta impegnata per la difesa di questi diritti, ha sacrificato se stesso. Per questo noi dobbiamo sollevarci indignati contro l'insulto e chinarci riverenti alle vittime gloriose.

Rovelli

Plecole e... giunti; cobe d'ohneiiert

Sfogliando l'ultimo numero del notiziario ,‹ Lambretta » edito dalla Innocenti S. G., la mia attenzione si è soffermata su aneddoti narrati con garbo da un recente visitatore degli Stati Uniti d'America.

Alcuni ribattono luoghi conluni che noi potremmo anche leggere in altrettante edizioni estere sulle impressioni riportate da uno straniero, in Italia ospite di casa Pirelli, Falck, Brusadelli o di qualche Dirigente dei nostri complessi industriali: Massimo benessere economico in ogni classe sociale » tacendo la lotta che milioni di operai e contadini, a rischio della vita, sono costretti a condurre quotidianamente Iter la conquista dei più elementari diritti dell'uomo: la casa, il pane, il lavoro, la terra.

Uno di questi episodi, però, desta un particolare interesse perchè, volendo esprimere il senso di illimitata libertà di pensiero e azione raggiunta dai cittadini americani, pone in evidétza un'irreale immaturità di coscienza degli stessi. Riportiamo:

Sul marciapiedi davanti ad un negozio di calzature sono fermi tre signori decorosamente vestiti; portano ciascuno un carteltò bene in vista. Leggo: » I commessi del negozio X. Y. (quello davanti al quale sostano) sono in sciopero. Non fate qui i vostri acquisti; preferite la ditta Z..., poco più avanti, che si è acca:: cordata con i propri dipendenti ». Dal negozio entrano ed escono clienti, normalmente. I tre scioperanti sembrano indifferenti e

non hanno nè gesti, nè parole, nè sguardi di disappunto. Ho vissuto con soldati americani durante lunghi mesi di prigionia e quello che maggiormente mi ha colpito è il loro spiccato sentimento di amore verso il prossimo e più ancora di solidarietà umana. Credo che, in questi anni, nulla sia cambiato nella coscienza dei lavoratori americani: quando una parte di essi si batte per il pane ed il lavoro, trova nell'altra il pieno appoggio, la completa solidarietà; il crumiraggio è bollato dal disprezzo di chi sa lottare lealmente. Giornali, riviste e radioaudizioni ci aggiornano sulle lotte condotte da tutte le categorie di lavoratori della Repubblica Stellata contro le classi padronali per un adeguato salario e contro la disoccupazione.

Esistono negli Stati Uniti, circa tre milioni e mezzo di disoccupati » così ha detto il Presidente Truman nel suo ultimo discorso al Congresso. Disoccupazione vuoi., dire crisi economica di sovrapproduzione per il capitalismo americano: crisi destinata ad aggravarsi sempre più ed a ripercuotersi maggiormente sulla classe operaia.

Questo sappiamo noi lavoratori europei, questo sanno i lavoratori americani; ed in questa consapevolezza è il principio di una più grande solidarietà, di una più grande alleanza della classe operaia che porterà a rompere definitivamente le catene del capitalismo, alla liberazione dal bisogno, dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

il porcile puzza. Converrebbe ripulirlo da un porco puzzone, più porco e più sudicio degli altri porci.

La generosità di certi Direttori:

« Siamo disposti a darvi tutto ciò che desiderate... a condizione che non ci chiediate nulla ».

Non è vero che la Lambretta pieghevole serva a scopi militari, ma è in studio per offrire al pubblico la Lambretta tascabile.

*

I lavoratori del G-III possono restar tranquilli per ciò che riguarda la difesa della fabbrica. Infatti, quando tutti escono per uno sciopero di protesta, in fabbrica restano: Nobile, Traiani, tritelli, Ubessi, perchè quando gli altri scioperano loro vanno nei ...

*

CHI LA FA L'ASPETTI

Basta con gli scioperi !!!

M. gli scioperi !!!

Vogliamo crumirare !!!

E poi... lustrano le scarpe e abbassano le tapparelle.

E' un attentato alla libertà di lavoro l'invitare i lavoratori ad aderire ad uno sciopero, non è attentato alla libertà di sciopero il minacciare i lavoratori di gravi provvedimenti se scioperano ... Così la pensano certi « Capi ».

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La strage degli... innocenti

L' Innocenti si prepara per la Conferenza Economica

Potrebbe definirsi, il 1949, l'anno dell'assestamento economico e produttivo dell'Azienda. Infatti, il settore Motori, ha dato la produzione preventivata dal C. di G. e la parola d'ordine contenere i costi ha avuto la sua, parziale, applicazione. Ciò ha migliorato la situazione economica ed ha, conseguentemente, portato anche ad un miglioramento di quella finanziaria anche se questa permane tuttora pesante.

Dovrà essere il 1950 l'anno dell'assestamento finanziario dell'Azienda e del consolidamento economico.

Per quanto riguarda il settore Meccanico, la situazione, soddisfacente alla fine del 1948, non è variata nel 1949 e, le prospettive pel 1950, si presentano pure buone. Settore quindi che, pur non presentando prospettive notevòli d'incremento per un prossimo futuro, pensiamo possa lasciare tranquilla la Direzione Aziendale.

Quale è stato l'apporto dei lavoratori, -tecnici, impiegati, operai, al risanamento della nostra Azienda ed all'affermazione della nostra produzione nel merca• to? Non riteniamo di esagerare dichiarando che tale apporto è stato uno dei fattori determinanti di queste vittorie che inorgogliscono i lavoratori dell'Innocenti .

• La nuova produzione prevista pel 1950 nel settore « Motori ”, è tale, quantitativamente e quali-

Il C. di G. deve diventare un organismo di lotta per la difesa e potenziamento della produzione, per un pieno impiego degli impianti, per un ritmo più celere di sviluppo aziendale che permetta l'assunzione di nuove maestranze.

tativamente, da soddisfare largamente le esigenze del pubblico. Il programma del C. di G. di portare la nostra Lambretta ai più larghi strati popolari è stato attuato, almeno in parte, attraverso le vendite rateali e lo sarà maggiormente ancora, nel corso del 1950, col lancio di una Lambretta popolare ad un prezzo ridotto che consentirà a molti lavoratori di meccanizzarsi.

Pochi passi abbiamo invece fatto nella lotta contro gli sprechi, contro l'eccessiva burocratizzazione che appesantisce ogni fatto

produttivo, contro i compartimenti stagni che impediscono la azione agile, snella e coordinata di tutte le leve del nostro grande organismo. Vi sono dei settori in cui siamo ancora pesanti, lenti, estemporanei, vecchi.

Il problema dei costi è un po' il problema dell'utilizzazione integrale dei nostri impianti che, evidentemente, consentirebbe lo impiego di un numero notevole di nuove maestranze. Troppe macchine, alcune delle quali di recente acquisto, sono ancora inutilizzate. Troppo capannoni ci ricordano che la ricostruzione, nel nostro Paese,, è gravemente ostacolata da una classe dirigente incapace di risolvere i problemi del dopo-guerra da essa stessa creati.

E' chiaro che uno stabilimento che potrebbe far lavorare 10.000 operai e ne fa lavorare solo 2000, ha delle spese generali, per unità prodotta, notevolissima, che incidono fortemente sul costo.

E tutto ciò mentre vi sono, in Italia, centinaia di migliaia di disoccupati!, •

Se l'anno 1949 si è chiuso con un consuntivo d'attività decisamente positivo per l'Azienda, altrettanto non si può dire per i lavoratori. Dure lotte hanno dovuto sostenere i vostri rappresentanti in seno al C. di G. e non già per migliorare il tenore di vita dei lavoratori, ma per difendere i diritti acquisiti che ci venivano e ci vengono contestati. A queste dure lotte hanno partecipato tutte le maestranze le quali cominciano a capire che, il paternalismo della Direzione Aziendale, non riesce più a nascondere il vero volto borghese e capitalistico della Innocenti.

Gli stessi poteri del C. di G., liberamente sottoscritti nel 1946 dal Presidente della Società, sono oggi dimenticati e ridotti ad una finzione.

Il sostenere oggi che esiste la pariteticità tra capitale e lavoro nella gestione dell'Azienda Innocenti, sarebbe un vergognoso inganno che noi non ci sentiremo mai di perpetrare. Via, via che, per merito dei sacrifici sopportati da nostri lavoratori, la Innocenti riusciva a sollevarsi dalla voragine in cui era fatalmente precipitata, con la cessazione della produzione bellica, l'importanza della collaborazione dei lavora-tori, indispensabile nella fase di ricostruzione e conversione impianti, è venuta a scemare. Dopo i risultati delle elezioni del

18 aprile, ed una volta superata la grave crisi in cui venne a trovarsi l'Azienda nel luglio del 1947, la Direzione Aziendale cominciò a considerare le co-gestione come un peso non necessario e che quindi bisognava scrollarsi di dosso poco a poco. Era fatale che così fosse, l'ossigeno dato al capitalismo italiano dall'Imperialismo americano e da una politica di Governo tesa a questo fine, non poteva che dare ali alla borghesia che ritiene ormai sia venuta, per essa, l'ora di riprendere lo sfruttamento intensivo dei lavoratori nelle fabbriche, l'ora di ristabilirvi il despotismo padronale.

Abbiamo fatto male a svolgere, nel passato, la politica della mano tesa? Evidentemente no, in quanto abbiamo agito in difesa degli interessi nazionali e degli interessi dei lavoratori rendendo possibile la rinascita della nostra azienda che altrimenti avrebbe fatalmente chiuso i propri battenti. Con la borghesia intelligente, abbiamo percorso un tratto di strada assieme, nel comune interesse: Oggi, ogni uno va per la sua via per ritrovarsi fronte a fronte nel terreno di una lotta di classe, sempre più dura, sempre più aspra.

L' allora evidente che, in que,.

sta nuova situazione, anche gli organismi di massa e, primo fra essi, il C. di G. - parte lavoratori, hanno oggi funzioni ben diverse: devono cioè diventare ogni giorno di più organi di lotta.

Il C. di G. deve difendere i propri poteri e rafforzarli, deve difendere la produzione e potenziarla. Deve battersi per il pieno impiego degli impianti e per creare situazioni produttive che permettano di assorbire nuove maestranze.

Il piano della C.G.I.L. offre ampie prospettive di rinascita economica al nostro Paese, con benefici effetti anche per la nostra produzione. I C. di G. hanno fatto loro il piano economico della C.G.I.L. e devono indirizzare in tal senso la loro azione in sede aziendale.

I nostri rappresentanti in seno al C. di G. si batteranno per impedire che la Innocenti produca nuovamente ordigni di guerra, si batteranno per l'attuazione degli 11 punti rivendicativi del Piano; si batteranno per la riduzione al minimo tecnicamente indispensabile delle ore straordinarie, si batteranno per impedire il ritorno di sistemi polizieschi e fascisti nella fabbrica.

Piano della C. G. I. L.

Il 2° Congresso della C.G.I.L. tenuto l'anno scorso a Genova, dopo aver constatato la politica fallimentare del Governo clericale, politica fallimentare non solo sul piano internazionale, ma in modo particolare sul piano interno, ha proposto a tutto il popolo italiano un Piano economico nazionale che fissa rivendicazioni indispensabili per l'avvio ad un miglioramento della situazione produttiva ed economica del nostro Paese e ad una elevazione del tenore di vita di tutti i lavoratori.

Sono 4 i punti fondamentali che la C.G.I.L. propone alla nazione intera, a tutte le classi lavoratrici. Studiare questi punti, esaminarli serenamente ed obbiettivamente, ed anche criticarli, se criticarli significa migliorare, è doveroso per tutti coloro che hanno a cuore l'avvenire del, la Nazione. Vi sono poi gli 11 punti di carattere rivendicativ(i. ma noi per ora limitiamo il nostro esame ai 4 punti, i più urgenti, mentre sui secondi ritorneremo nei prossimi articoli.

Quali sono i 4 punti essenziali e più urgenti e come possono essere legati alla nostra fabbrica, alla nostra produzione?

1) Nazionalizzazione delle

az,ende ; elettriche e costituzione di un Ente Nazionale della Elettricità che assuma la gestione delle Aziende Nazionalizzate e col compito precipuo di promuovere in breve termine la costituzione di nuove centrali idroelettriche in misura sufficiente per soddisfare le esigenze dello sviluppo produttivo e civile del paese.

2) Costituzione di un Ente Nazionale per la Bonifica, le ir-

Nel Piano della C. G. I. L. v'è per il nostro Paese, l'unica possibilità di risorgere e di difendere la propria indipendenza economica e, conseguentemente, politica

rigazioni delle terre e le trasformazioni fondiarie ,con compito di promuovere con intenso sviluppo dell'agricoltura italiana, specialmente nel mezzogiorno, collegato all'inizio di realizzazione della riforma agraria.

3) Costituzione di un Ente Nazionale dell'Edilizia Popolare, col compito di promuovere la costituzione di case popolari, scuole, ospedali, ecc. in tutte le provincie d'Italia e più specialmente

4 1 3
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Muneghina

nulle zone maggiormente devastate dalla guerra.

4) Realizzazione ai un vasto programma di opere pubbliche essenziali ad un minimo di civile convivenza (strade, acquedotti, fognature, illuminazione, telefoni, wribulatori, ecc.).

Da un profondo e ponderato esame di questi punti è chiaro che l'accettazione degli stessi, porterebbe alla nostra fabbrica i migliori benefici. Ne trarrebbe benefici proprio perchè le 4 rivendicazioni comportano innanzi tutto un orientamento pacifico della produzione e noi sappiamo, per esperienza, cosa significa orientamento bellico della produzione.

Ma è pure eviderite che, se si costruiscono nuove centrali elettriche, se questa energia venisse nazionalizzata, tutta la popolazione ne avrebbe benefici; beneficio ne avrebbero i contadini, i braccianti del meridione. Il prezzo di vendita di questa energia sarebbe più ragionevole e l'erogazione continuativa, il che porterebbe ad una riduzione del costo della nostra produzione e alla tranquillità per la regolarità del nostro lavoro. La bonifica delle terre, una maggiore e più razionale irrigazione darebbe impiego ad un numero enorme di braccianti attuallento disoccupati.

Questi di..:-)ceupati sono un peso par i pochi che lavorano e un

obbrobrio per quel governo che nulla fa per eliminare questa cancrena. Questi disoccupati aumentano sensibilmente il depauperamento del patrimonio narionaie: e se i nostri operai si assoggettano a fare 70-80 ore settimanali, in poco tempo, i prodotti che escono dalle macchine, dai reparti, resteranno in magazzeno, poichè in brevissimo tempo il mercato ne sarà saturo: se anche i braccianti, gli operai edili o muratori lavorassero, se i terrazzieri costruissero strade, se ai giovani fosse data la possibilità di lavorare e imparare, in sintesi se tutto l'andamento interno fosse rivolto in una rinascita e avviato verso la pace, verso un migliore tenore di vita di chi lavora, non avremmo bisogno di invidiare gli operai americani é noi stessi, della Innocenti avremmo vaste possibilità di smercio del nostro prodotto. Infatti i lavoratori troverebbero minori difficoltà nell'acquistate le' nostre macchine e la nostra Azienda si troverebbe con un tal numero di richieste che, per forza, dovrebbe assumere nuovo personale.

La• strada oggi percorsa dal governo sul terreno economico e produttivo, è invece la strada della liquidazione del nostro patrimonio industriale, è la strada che fatalmente conduce alla guerra.

Tesseramento e reclutamento al P. C. I.

L'esperienza ci ha insegnato che i risultati migliori sì raggiungono là dove la campagna del tesseramento non è impostata su base burocratica, ma affrontata con spirito politico battagliero ed emulativo; che il cento per cento è presto raggiunto e superato solo se si riesce a legare strettamente la battaglia per il tesseramento e quella del reclutamento di nuovi militanti.

E' difficile, causa lo spazio tiranno, parlare di tutti gli esempi di buon lavoro ottenuti nelle altre fabbriche in questo senso. Ci limiteremo ai più significativi. In queste ultime settimane in parecchie fabbriche sono entrate in funzione le « brigate d'assalto le quali sono sorte attraversi. la emulazione sviluppatasi fra i dirigenti e gli attivisti di quelle cellule che hanno già terminato il tesseramento e lavorano in direzione, non solo di quelle cellule che non hanno ancora ultimato o appena iniziato il tesseramento (vedi cellula Bizzoccoli, reparto manutenzione, nell'interno del nostro stabilimento), ma anche verso le medie e pie-

che frappongono degli ostacoli burocratici al lavoro di tesseramento ».

Ad ogni compagno, dietro presentazione della vecchia tessera in regola con i bollini, deve essere consegnata immediatamente la nuova tessera senza tante storie e lungaggini burocratiche.

Non è tenendo le trenta o quaranta schedine nel cassetto che si possono identificare le spie e gli agenti del nemico nelle no-

MiSICE

Ci siamo assunti il delicato ed importante incarico della assistenza sanitaria dei nostri lavoratori, il che ci ha portato a dover studiare profondamente i vari metodi •per scegliere i più adeguati in rapporto alle nostre possibilità finanziarie, senza incidere maggiormente sul salario o stipendio del dipendente.

Assicurare l'assistenza sanitaria nella fabbrica è un compito delicato e di particolare importanza e, nonostante tutte le critiche giuste o ingiuste che possono esserci rivolte, le realizzazioni ottenute sino ad oggi, testimoniano un lavoro coscienzioso, mentre ogni giorno si studiano, entro le limitate possibilib'ngtiorraineriti dà apportare.

stre file, ma attraverso le profonde conoscenze degli uomini; è quindi soltanto l'attività politica delle cellule che permette di identificare ed eliminare dal partito glì agenti del nemico.

Ridùciamo al minimo ogni attività burocratica, moltiplichiamo invece il lavoro vivo tra le masse degli operai e impiegati per tesserare e reclutare altri lavoratori, per far più grande e glorioso il nostro partito.

cole fabbriche dove il lavoro procede a rilento.

Qui da noi, purtroppo, nulla si è ancora fatto in merito a queste « brigate d'assalto » e perciò, forza compagni! I più coscienti, i più attivi si mobilitino nel formare queste brigate per andare in quelle cellule, non solo per ultimare il tesseramento,

Un maggior numero di nuovi militanti, usciti dalle masse, nelle file de! Partito per la partecipazione attiva all'edificazione di una nuova vita: tale è il nostro metodo di lotta contro tutte le difficoltà, tale è il nostro cammino verso la viitoria.

LENIN

ma anche per reclutare nuovi lavoratori nel grande partito di Gramsci e Togliatti.

Un ultimo avvertimento, compagni, non burocratizziamo il tesseramento. Il compagno Secchia in un suo articolo, scriveva: Guai a quelle organizzazioni

La realizzazione di un più va-sto programma, necessita di una alta comprensione, sia da parte dei lavoratori stessi, che degli organi direttivi della fabbrica, comprensione che, in nome dell'umana solidarietà, vogliamo augurarci che non ci venga a mancare.

L'intendimento del Fondo Innocenti Assistenza Mutualistica è rivolto a supplire gli immediati bisogni di tutti i lavoratori che cadono ammalati o infortunati ed a prevenire le eventuali affezioni, sia di carattere professionale che patologico; perciò si presenta urgente e necessario, la istituzione di un gabinetto medico sufficientemente attrezzato perchè si possa maggiormente vigilare e tutelare la salute dei lavoratdri, eliminando così, allo stato iniziale, tutte quelle manifestazioni di malanni che, se trascurati e non individuati tempestivamente, possono maggiormente danneggiare fisicamente e moralmente chi ne è colpito.

Con ciò si darebbe un valido apporto ed un fattivo contributo, sia alla tutela sanitaria dei lavoratori, che alla produzione della fabbrica, perchè si elitni--lerebbero quelle perdite preziose di tempo, a cui i lavoratori sbno soggetti, se colpiti da malattia.

In questa grande opera, non bisogna dimenticare un altro

ancora più delicato compito che dobbiamo assolvere e portare felicemente a ' conclusione che è quello di assistere con particola-

Soltanto dopo che avremo abbattuta, defi nitivamente , vinta ed espropriata la borghesia di tutto il mondo, le guerre, diventeranno impossibili.

re attenzione l'infanzia, dando la possibilità, ai figli dei nostri lavoratori, di trascorrere, nel al mare ed in montagna, il che ci garantirà il rafforzamento fisico dei bambini atti e preparati ad affrontare tutte quelle malattie tipiche dell'adolescenza.

Siamo certi che nessuno rifiuterà il suo contributo, sia appoggiando incondizionatamente il nostro Fondo Mutualistico, che apportando ad esso pi•eziosi consigli per un sempre migliore funzionamento.

in 13iihrin iCeggete Uiffolatiete goMenete la stampa

Per l'elevazione ideologica onde migliorare il nostro lavoro

t<leher. 4
Comunista
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Luciano Cont i LENIN

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